“Ecco quanto ci pagano per uccidere”, così i bambini di Napoli costretti all’illegalità

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C’è chi alla loro età va a trascorrere il pomeriggio su un campo di calcio, loro invece imbracciano il calcio di un fucile.  Loro sono i bambini di Napoli quelli che si possono incontrare girando nel quartiere Gianturco, alla periferia est. Un luogo spettrale che potrebbe sembrare Korogocho o Dandora a Nairobi o una bidonville di Rio de Janeiro. Qui i ragazzini girano in bici tra i rifiuti, tra i rottami, tra le macerie della vita di qualcun altro che getta addosso al futuro gli escrementi di un passato di violenza e sopraffazione. Qui i ragazzini vengono avviati alla “professione”: i maschi diventeranno killer e le femmine prostitute. Si inizia con piccole operazioni per qualche uomo affiliato ai clan, si porta un fucile da un posto all’altro della città e intanto si imparano le scorciatoie tra i vicoli o i luoghi dove nascondersi. Un vero e proprio addestramento. Questo è il quadro desolante che emerge da molte indagini della Dda, di carabinieri, polizia e guardia di Finanza. E’ quello documentato anche da un video de Il Corriere della Sera.

Esiste un vero e proprio “prezzario” e a rivelarlo è una ragazza di 17 anni che vive a Milano, ma nata a Secondigliano. I suoi amici e i suoi fratelli erano usati proprio per effettuare le consegne:

Per la droga:  “I guadagni dipendono dall’andamento delle piazze di spaccio. Il budget settimanale può andare dai 1500 euro, 2mila e a volte anche 3mila per uno spacciatore, mentre un palo guadagna circa 150 euro al giorno. Chi detiene le armi guadagna di più perché è richiesta responsabilità, chi fa il cassiere 5/600 euro alla settimana ma comunque dipende da quanta droga si vende”.

Per uccidere: “Beh.. quello dipende dalla persona che stai andando ad uccidere. E’ chiaro che il prezzo è diverso se devi uccidere un ragazzo di una piazza di spaccio o un boss avversario”.

Ma un ragazzino dove trova il coraggio per uccidere? Spesso nella droga:  “Una persona con un minimo di cervello, non dico di intelligenza, non ha la forza di togliere la vita ad uno che nemmeno conosce, di cui non sa niente e che gli hanno fatto vedere solo in fotografia. Sono quelli che non hanno niente da perdere ma non hanno capito niente. Quelli più grandi fanno rischiare la vita e la galera ai più piccoli”.

E dove sta lo Stato? Chi può intervenire se si continuano a tagliare i budget alle forze dell’ordine in nome della spending review e non si levano invece i contributi pubblici ai partiti? Chi restituirà l’infanzia violata e violentata a quei bambini di Napoli costretti all’illegalità?

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