Nè inchino nè “struscio”? A Venezia la nave era a distanza di sicurezza

inchini-no-grandinavi-venezia-tuttacronacaEra il 27 luglio, un tranquillo sabato mattina, quando Roberto Ferrucci fece scoppiare una bomba: lo scrittore e opinionista diffuse infatti un video girato con il telefonino da un bar, parlando di una “inconsueta vicinanza della nave da crociera alla riva: al massimo una trentina di metri”, con un vaporetto “stretto da questo gigante del mare e con poco spazio a disposizione”. L’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin rilanciò parlando di “‘struscio’ molesto quanto rischioso”. La nave in questione era la Carnival Sunshine, che al momento si passava a transitare nel Bacino di San Marco: nel video diffuso, il “gigante” sembrava sfiorare Riva Sette Martiri. Ora il comitato Cruise Venice sostiene che non si sia trattato nè di inchino nè di “struscio” e di poterlo provare. Ha quindi presentato un esposto alla Procura di Venezia per simulazione di reato. L’organismo che riunisce le società crocieristiche non individua responsabilità, limitandosi a ricostruire i fatti occorsi il 27 luglio, fornendo elementi per dimostrare che la “Sunshine” è transitata alla normale distanza di sicurezza.

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“Inchino” pericoloso a Venezia? La nave che sembra entrare a piazza San Marco

sanmarco-grandi-navi-venezia-tuttacronacaVenezia continua ad essere “minacciata” dalle grandi navi, come testimonia una foto che mostra un’imbarcazione della Msc pericolosamente vicina a San Marco. Lo scatto è stato fatto da un vaporetto e sembra quasi la nave da crociera voglia entrare sulla famosa piazza. Impossibile non andare con la memoria a quanto accaduto lo scorso 27 luglio quando la Carnival Sunhine era passata vicinissima a Riva dei Sette Martiri. Allora, l’assessore all’Ambiente di Venezia Gianfranco Bettin aveva detto: “Secondo i testimoni si sarebbe trattato di un errore di manovra. Vorremmo sapere da chi di dovere quale sia, dunque, la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che, più che un ‘inchino’, assomiglia a uno ‘struscio’ molesto quanto rischioso. L’ennesima prova che il decreto Clini-Passera va applicato al più presto”. La Capitaneria di Porto aveva però minimizzato affermando: “È tutto regolare”, mentre la compagnia americana aveva aggiunto: “La notizia è completamente falsa: la nostra nave è passata a 72 metri dalla riva”. Sul tema grandi navi era intervenuto anche Adriano Celentano. Nel frattempo, oggi il comitato contro le navi da crociera in laguna ‘No Grandi Navi’ è tornato a farsi sentire oggi chiedendo un incontro, che sarebbe facilitato dalla presenza del ministro a Venezia lunedì in visita ufficiale per la Mostra del Cinema, con il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray. “Il naufragio della Costa Concordia e l’incidente al porto di Genova dimostrano quanti rischi corra Venezia, umiliata e minacciata dal passaggio di veri e propri mastodonti del mare a poche decine di metri dalle rive di Piazza San Marco e dell’isola di San Giorgio” dice Silvio Testa, portavoce del Comitato, chiedendo l’incontro con il ministro: “Pensiamo che lei e il suo ministero dobbiate rompere il silenzio (francamente assordante) che sinora avete mantenuto in merito alla questione delle grandi navi”.

Grandi navi a Venezia: ci si mette anche la nebbia ad accendere le polemiche

-nave-venezia-laguna-tuttacronacaLa settimana scorsa lo “struscio” della Carnival Sunshine vicino a Riva dei Sette Martiri, ora la nebbia. Ancora una volta si parla delle grandi navi presso Venezia e la polemica è pronta a riaccendersi.  Un pilota dell’Atcv, il trasporto pubblico locale lagunare, ha scattato una foto per denunciare la situazione. Lui stesso ha spiegato: “La nave da crociera in arrivo l’ho fotografata con il mio cellulare all’altezza di San Basilio prima delle 7, ora in cui è scattata la sospensione del traffico acqueo da parte della Capitaneria di porto, e con alcuni piloti che si sono persino rifiutati di partire”.  Ieri mattina la nebbia aveva provocato non pochi disagi, con la sospensione totale del traffico acqueo dalle 7 alle 10.30. Intervistato dal Gazzettino, il dipendente Atcv racconta: “Da quando la nebbia si è alzata, il tam tam telefonico tra conducenti di mezzi Actv è stato continuo. Non ho dubbi che a bordo della maxinave e dei suoi rimorchiatori tutti i dispositivi di sicurezza fossero regolarmente in funzione. Ma considerato che a quell’ora ancora circolavano mezzi pubblici e privati, e noi portiamo persone e non sacchi di patate, non sarebbe male che per evitare incidenti le grandi navi, in caso di nebbia fitta, restassero fuori dalla laguna”.  Ma sembra che lo stop non abbia riguardato la grande nave, stando a quanto ricostruisce il testimone oculare: “La nebbia era così fitta che al suo passaggio, dal mio battello si potevano distinguere solo la parte centrale, non la prua e la poppa, e tantomeno i rimorchiatori. E dal momento che in laguna il calo di visibilità era stato segnalato nei 60 minuti precedenti il divieto, a partire dalla laguna nord e poi in tutta Venezia, mi sono meravigliato che in simili condizioni le grandi navi potessero circolare comunque”. E l’immagine è a dir poco inquietante, tanto più che è stata scattata  sul Canal Grande, tra San Marco e la Giudecca. E il dito puntato dal pilota mira anche sui dispositivi di sicurezza, con riferimaneto allo stato complessivo dei radar sui mezzi dell’azienda per cui lavora e che circolano in Laguna: “Molti sono inattivi. Tanto che diversi miei colleghi, nella circostanza, hanno dovuto navigare a vista, in particolare quelli dei ferry boat”.

Sfiorato il molo di San Marco, è polemica sulle Grandi Navi

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E’ l’assessore Gianfranco Bettin a denunciare che una nave da crociera ha sfiorato Riva Sette Martiri, a pochi passi da Piazza S.Marco. Queste le parole dell’assessore:

“Attorno alle 11 di oggi  la Carnival Sunshine, delle Carnival Cruise Lines, (102mila tonnellate di stazza, lunga 272 metri, alta 62), una della grandi navi da crociera che quotidianamente partono o arrivano a Venezia, secondo le testimonianze che ci sono giunte, è passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri”.

Dobbiamo attendere la tragedia prima di mettere lo stop a questo sfregio continuo perpetrato ai danni di una città che il mondo ci invidia? Quali possono essere gli interessi che fino a oggi hanno impedito di vietare il transito delle grandi navi a Venezia?

BENVENUTI IN ITALIA!

“Non prendete quella nave”, tensioni a Venezia alla manifestazione

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La protesta è partita alle 10 da Piazzale Roma dove i manifestanti si erano dati appuntamento per partecipare alla dimostrazione organizzata dal comitato No Grandi Navi, per sensibilizzare al problema del passaggio delle navi da crociera davanti a Piazza San Marco. Ai rappresentati del comitato si erano uniti anche i gruppi no global e i manifestanti erano rimasti fermi ore davanti alla rotonda che  porta all’isola del Tronchetto e al terminal marittimo. Proprio qui,  alcuni dimostranti avrebbero tentato di forzare il blocco della polizia per arrivare al varco d’accesso del terminal, ma le forze dell’ordine hanno fatto scudo impedendo di fatto di raggiungere il molo.

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Venezia e la ferita delle navi da crociera

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Lui è Gianni Berengo Gardin e sicuramente non ha bisogno di presentazioni essendo uno dei fotografi più noti dei nostri tempi. La città è Venezia, quella città che il mondo ci invidia e che noi feriamo senza pietà. Il suo reportage è uno shock, perché sentir dire “basta navi da crociera a Venezia” è una cosa, diverso è vedere questi edifici galleggianti che attraversano i canali sfiorando edifici e uccidendo di fatto l’equilibrio già precario della laguna.

Oggi Berengo Gardin ha rilasciato un’intervista a La Repubblica nella quale spiega l’intento del suo progetto e il dolore che gli provoca vedere questi “mostri” che senza rispetto stuprano  e feriscono, una delle città simbolo del nostro pianeta. 

Le sarà costato qualcosa, Berengo, dare questa immagine della città che ama…
«Proprio perché amo Venezia, da molti anni non sopporto di vederla stuprata da orde di turisti che vengono a Venezia solo perché “bisogna andare a vedere Venezia” ma in realtà non gliene frega niente. Ma Venezia vive anche di questo, e mi sono sempre trattenuto. Però di fronte a questi mostri non ce l’ho fatta. Qui non è più solo questione di scempio del paesaggio veneziano, di sporcizia, di folla che straripa, qui c’è un pericolo, un pericolo reale. Ci vuol niente che succeda come a Genova, che uno di questi grattacieli orizzontali vada a sbattere su Palazzo Ducale, su San Giorgio, sulla Punta della Dogana. Li ho fotografati così perché si vedesse non solo che sono orrendi, ma che fanno terrore».

Un reportage di denuncia, un gesto politico?
«A Venezia c’è un gruppo di cittadini, mi pare si chiami “No Grandi Navi”, che si batte contro i mostri del mare, ma io mi sono mosso per conto mio. Sì, ho fatto un reportage di denuncia, schierato, i reporter fanno anche questo, è un dovere civile, ma è un lavoro giornalistico. Se poi mi chiederanno queste foto per appoggiare la loro battaglia, sarò lieto di dargliele».

Perché, per una volta, non ha usato la fotografia a colori? Non sarebbe stato più forte l’impatto?
«Al contrario. Il colore distrae. Un cielo azzurro brillante sistema molte cose. Il libro che dedicai a Venezia, nel ’62, era in bianco e nero, ma quella Venezia ora sembra irreale. Il bianco e nero dà quello scarto rispetto alla visione naturale che ti costringe a guardare meglio. Quel muro bianco che sembra un cielo e invece è pieno di oblò, appiccicato alle case veneziane grigie con le loro finestre gotiche: è il pittoresco ribaltato. Volevo che fosse un effetto di shock anche per i veneziani che sanno a memoria la loro città».

Eppure i passanti nelle calli e nelle piazze sembrano indifferenti a quella massa di metallo che incombe.
«Ne passano anche quattro al giorno. I veneziani purtroppo ci stanno facendo l’abitudine. Per i turisti invece sta diventando la nuova meraviglia veneziana, li vedi tutti a fotografare le navi sullo sfondo delle calli, con i loro telefonini… Guardano più lo spettacolo delle navi che Venezia, ormai. I mostri hanno preso il sopravvento anche nell’immaginario ».

Eppure c’è chi proprio oggi risponde a una lettera di allarme di alcuni allievi di un Istituto in provincia di Treviso smussando gli angoli e parlando si “verità precostituite”.

Caro direttore,
a scuola studiando il Veneto e Venezia, siamo venuti a conoscenza di un problema che rischia di danneggiare gravemente la città lagunare. Abbiamo scoperto che a Venezia passano circa 2.000 navi da crociera all’anno e che questo numero sta aumentando. Sappiamo che una nave da crociera inquina in media come 14.000 automobili, ciò significa che Venezia è chiusa in una gabbia di inquinamento. Sembra inoltre che la pressione causata dallo spostamento di tonnellate d’acqua stia provocando danni irreparabili alle fondamenta delle case e dei monumenti. Vorremmo quindi far sentire la nostra voce affinché vengano stabilite delle regole per ridurre al minimo il passaggio delle navi da crociera in laguna. Non vogliamo perdere Venezia!

Questa la risposta del Direttore del Gazzettino:

Cari ragazzi,
è positivo e confortante che tutti, anche dei giovani studenti come voi, si preoccupino del futuro di Venezia, dei mali che affliggono questa straordinaria città e dei rischi a cui è quotidianamente esposta. Quello delle grandi navi da crociera è una problema serio che va affrontato. Ma partendo, innanzitutto, da una corretta analisi della realtà. Non so, per esempio, dove abbiate letto o chi vi abbia fornito i dati che citate nella vostra lettera. A Venezia però non arrivano 2mila navi da crociera l’anno, bensì 650. Che sono tante, ma un terzo rispetto alla cifra che voi indicate. Non c’è poi alcuno studio in base al quale si possa affermare che “Venezia è chiusa in una gabbia di inquinamento” (anzi…), né ho trovato alcuna conferma scientifica del fatto che una nave da crociera inquini come 14mila auto.

Mentre, per esempio, non andrebbe mai dimenticato che questo settore solo a Venezia dà lavoro, direttamente o indirettamente, ad alcune migliaia di persone. Perché sottolineo queste cose? Perché come voi sono convinto che la questione delle navi da crociera vada affrontata (nei prossimi giorni ci sarà una apposita riunione al ministero). Ma, se me lo permettete, credo sia importante anche un’altra cosa: che voi ragazzi cresciate imparando a giudicare la realtà partendo non da verità preocostituite, ma valutando con attenzione i dati, verificandoli, soppensando i pro e i contro, esercitandosi nel difficile esercizio del dubbio. La scuola ha il compito di educare la sensibilità sociale e ambientale dei giovani. Ma anche quello di abituarli a pensare con la propria testa, a riflettere in modo davvero laico e aperto, rifuggendo dalle guerre di religione.

C’è forse un’accusa velata alla scuola che porterebbe avanti una “guerra di religione” sull’impatto ambientale che le navi da crociera possano creare? C’è forse che in nome del lavoro possiamo abbassare la testa su ogni sfregio possibile e immaginabile (basta vedere dove ci ha portato l’Ilva)? E’ giusto che chi sta nel massimo torto per difendersi accusi gli altri? Sembrerebbe il “vecchio giochetto” di accusare gli altri (in questo caso la scuola e i ragazzi stessi) pur di nascondere colpe evidenti. Sarebbe forse stato il caso di complimentarsi con la scuola per l’attualità dei problemi che diventano parte integrante del percorso scolastico. Ora se un dato è stato comunicato erroneamente ciò non scalfisce minimamente l’impegno dei giovani per una città migliore… ci siamo già dimenticati la Costa Concordia? E se un incidente del genere dovesse capitare a Venezia quali sarebbero le conseguenze? Anche se fosse una sola nave l’anno, il problema sarebbe ugualmente gravissimo! La cosa che più ci ha sorpreso è che quando si verificò l’incidente della Costa Concordia, tutte le istituzioni dello Stato giurano che nessuna nave avrebbe più solcato le acque interne di Venezia, come mai a distanza di un anno e mezzo questo non è avvenuto ?

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