Le compagne dei marò ora si aspettano la crisi diplomatica: “ora basta!”

mogli-marò-tuttacronacaConferenza stampa, all’Ariston di Sanremo, alla quale sono intervenute le mogli dei due marò italiani ancora in India. “Questi continui rinvii sono un’ingiustizia, siamo stanche. Ora basta”, ha detto la moglie del marò Salvatore Girone, Vania Ardito, aggiungendo che ora, dopo il ritiro dell’ambasciatore italiano in India, si aspetta una “crisi diplomatica, perché l’atto deve avere il giusto peso”. Paola Moschetti, compagna di Massimiliano Latorre, aggiunge che si tratta di “un atteggiamento di forza da parte del governo”. Il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, interpellato dopo la conferenza improvvisata ha commentato: “Il tema dei nostri marò in India è estremamente delicato e importante, perché riguarda la vita e il futuro di due nostri connazionali, un futuro legato a una serie di variabili oggetto di valutazioni giuridiche anche di natura internazionale. Temi, questi, che scoraggiano chiunque non sia un organo di informazione di trattarli, tanto più all’interno del festival della canzone italiana”. E ha aggiunto: “Se il Comune e il sindaco hanno giustamente voluto rendere merito alle mogli dei marò, è cosa più che corretta. Ma non possiamo e non dobbiamo permetterci il rischio di parlare di loro fuori di un contesto strettamente informativo. Ecco perché il tema continuerà ad essere trattato dalla Rai nei luoghi previsti, cioè l’informazione”.

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Grillo al Festival di Sanremo? Nessuna preoccupazione in casa Rai

grillo-sanremo-tuttacronacaGiancarlo Leone, direttore di Rai1, parla circa il rischio che domani sera, in occasione della serata inaugurale della 64esima edizione del Festival di Sanremo, Beppe Grillo possa intervenire in sala o condizionare l’evento. Secondo Leone non ci sarebbe alcuna preoccupazione nè alcuna “ipotesi A, B o C per la presenza di Grillo” domani sera all’Ariston. Anzi, spiega, “siamo fiduciosi che Grillo, proprio perché proviene dal mondo dello spettacolo e torna anche allo spettacolo, non interromperà la serata”. E ha aggiunto: “Se verrà a vedere il Festival non può che farci piacere, mentre quello che farà fuori dall’Ariston non è di nostra pertinenza. Credo che tutto avverrà nella massima tranquillità, senza interruzioni, anche perché le interruzioni non sono prevedibili o previste. La qualità della persona del mondo dello spettacolo è tale che sa bene che uno spettacolo non si interrompe”. Leone ha anche ‘confessato’ di aver acquistato, spendendo 66 euro, due biglietti per lo spettacolo che Grillo porterà in aprile a Roma, dal titolo “Te la do io l’Europa”.

In arrivo sul palco di Sanremo l’amico di Renzi?

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Tra conferme e smentite la notizia continua a circolare sui social network e Libero riprendendo l’annuncio fatto in diretta su rai Uno all’Arena, trasmissione condotta da Massimo Giletti ripercorre i passi più salienti con cui tale voce ha iniziato a diffondersi. L’annuncio quindi viene da un programma Rai, con Giletti che afferma: “Al Festival di Sanremo 2014 Pif sarà sul palco con Fazio e Littizzetto tutte le sere”, poi aggiunge “Adesso Fabio Fazio si arrabbierà, domani c’è la conferenza stampa del Festival”. Quindi è stata un’anticipazione? E qui si genera il giallo. Su Twitter arriva una quasi smentita da parte del direttore di Rai1, Giancarlo Leone: “Giletti parla di Pif a Sanremo accanto ai conduttori. Sbaglia. Fazio e Littizzetto coppia unica. Se poi Pif ci sarà lo sapremo presto”. Smentita? Conferma? Se davvero Pif – all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, figlio del regista Massimo e discendente dello scultore danese Bertel Thorvaldsen, nonché vj per MTV e fresco del debutto alla regia La mafia uccide solo d’estate – dovesse essere sul palco con Fazio e la Littizzetto davvero si avrebbe uno degli amici più cari di Renzi a condurre Sanremo. Pif infatti, l 27 ottobre 2013 ha tenuto un discorso sul palco della Leopolda a Firenze, durante la manifestazione organizzata dal sindaco Matteo Renzi, attaccando Rosy Bindi, a proposito delle sue affermazioni sulla mafia, e Vladimiro Crisafulli. Un vero sostenitore, insomma, del sindaco di Firenze con il quale condivide politica e amicizia. Ci sarà la smentita? Arriverà la conferma? Coppia o tris sul palco della manifestazione canora più discussa d’Italia?

 

Crozza alla Rai e salirebbero i milioni, sarebbero 20!

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Il Fatto Quotidiano riporta la notizia che Maurizio Crozza sta sempre più traslocando in Rai, ma nel frattempo i 5 milioni iniziali di cui si era parlato tempo fa ora sarebbero divenuti  più di 20.

A procurare al comico genovese questo contratto da record, scrive sempre Il Fatto Quotidiano, l’agente Giuseppe Caschetto, già al servizio di star della tv nostrana come Fabio Fazio, Daria Bignardi e Luciana Littizzetto.

Gli oltre 20 milioni stanno alzando polemiche e dando scandalo anche perché sono ben più del tetto limite Rai per l’intrattenimento fissato a 5-600mila euro per 2 ore. Lo stesso Crozza a La7 prendeva 450mila euro per 60 minuti di show.

Caschetto avrebbe imposto a Viale Mazzini condizioni dure, avocando a sé il 100% della produzione, senza calcolare i recenti patti di sindacato che prevedono ristrutturazione e commesse esterne limitate e valorizzazione degli stipendiati Rai.

Avrebbe anche convinto il direttore generale Luigi Gubitosi ad abdicare anche al controllo editoriale, togliendogli ogni possibilità di cambiare le scalette e gli argomenti trattati.

Un contratto dettagliatissimo, scrive Pagani. A cui manca solo la firma.

“In Italia c’è rimasto soltanto Balotelli, ecco perchè è così inc*****o”

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Telecom è l’argomento del giorno, Telecom è la radiografia dell’Italia reale che non è il sogno utopico di ripresa e di speranza che molti vorrebbero farci credere. Maurizio Crozza apre quindi la sua copertina del talk show Ballarò chiedendosi: “Ma Ballarò è ancora italiano o romeno?” prima di elencare tutte le aziende italiane passate all’estero. Ed è davvero la domanda che molti italiani si stanno facendo: ma cosa ci sta rimanendo in Italia? La disoccupazione? Il femminicidio? Il finanziamento pubblico ai partiti? Una cosa ce l’abbiamo: “In Italia c’è rimasto soltanto Balotelli, ecco perchè è così incaz***o”.

Poi il comico passa all’aumento dell’Iva: “Aumentare i prezzi per risolvere la crisi è come curare la depressione con una foto di Alfano”. Ma ce ne è anche per Renzi e Papa Francesco.

Crozza e la Concordia che non c’è nel videomessaggio del relitto Berlusconi!

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Crozza e la Concordia che non c’è nel videomessaggio del relitto Berlusconi! Una seconda puntata con la copertina di Crozza che come sempre tocca gli argomenti più importanti della settimana, tra le allegorie e le imitazioni c’è anche il tempo per un contratto in nero con gli italiani!

Crozza alla Rai: tra smentite e conferme, si tratta per 5 mln in 2 anni

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Non ci sono certezze, ma solo indiscrezioni. Contatti invece ce ne sono stati, ma probabilmente quella firma di Crozza sul contratto Rai ancora non è arrivata, nonostante Dagospia non abbia dubbi e abbia già annunciato il passaggio del comico sulla tv pubblica a partire dal 2014. Maurizio Crozza alla Rai? L’indiscrezione, nell’aria da qualche tempo, è data per certa da Dagospia.

E’ stato Giancarlo Leone, direttore di Rai1, ha twittare una frenata:

«Tv. Se fosse vera la notizia del passaggio di Crozza alla Rai lo avremmo annunciato noi. Tra il dire e il fare…».

Ma sembra che le strategie per un possibile passaggio ci siano tutte. Nel contratto di Crozza a La7 infatti ci sarebbe una clausola che svincolerebbe il comico qualora la rete televisiva cambiasse linea editoriale e visto che dal nuovo anno sono previsti diversi cambiamenti è probabile che Crozza sia disponibile a liberarsi per firmare un nuovo contratto con la Rai. Come scrive Renato Franco sul Corriere della Sera:

La speranza, dalle parti di viale Mazzini, è quella di avere il comico su Rai1 dopo Sanremo. Intanto però c’è ancora La7, che non commenta l’indiscrezione ma si limita a confermare che in autunno il comico genovese sarà regolarmente in onda ogni venerdì con il suo Crozza nel Paese delle meraviglie a partire dalla metà di ottobre. Di sicuro dunque Crozza su La7 fino a dicembre.

Per quanto riguarda il compenso, Franco scrive che:

Si sussurra di un contratto da quattro/cinque milioni di euro per due anni.

Miss Italia, la mercificazione del corpo femminile… e quello strano no della Rai!

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A spiegare il “no” ufficiale a Miss Italia ci ha pensato Anna Maria Tarantola, presidente della Rai designata dal vecchio governo Monti: “Puntare sulla qualità e non sul sensazionalismo e la ‘tv del dolore’” e aggiunge “la qualità, sempre, in tutto  informazione, fiction, intrattenimento. Qualità vuol dire equilibrio, correttezza, no al sensazionalismo, no alla Tv del dolore… abbiamo abolito ‘L’isola dei famosi’ e ‘Miss Italia’ perché non rientravano in questo progetto…”. E poi: “l’informazione per la Rai è ovviamente un prodotto cardine. Se ci sono persone che hanno la capacità di fare approfondimento con elevata qualità e di arrivare con grandi ascolti al pubblico ben vengano…”. Spiega ancora la Tarantola: “Credo che la Rai, come concessionaria del servizio pubblico in Italia, debba avere una sua distinguibilità, una sua cifra. Penso che una persona, quando accende la Tv, debba capire se sta guardando la Rai o un’altra emittente… Dobbiamo raccontare anche le cose negative perché se non le si conosce, non le si può combattere. Ma dopo il racconto, bisogna offrire un messaggio di proposta per affrontare il problema. Vorrei un’informazione verificata, con un pluralismo non solo politico, ma di genere, di culture, di territorio, di voci”.

Ma allora perchè trasmettere il matrimonio in diretta di Valeria Marini? “Un incidente!” Chissà quanto è costato quell’incidente alla Rai e quindi al popolo italiano? Intanto il vicepresidente di Rai1 Daniele Toaff rischia il posto, ma chi lo conosce già dice che sarà battaglia tra Toaff e l’azienda.

Ma in quest’ottica non era prezioso un programma come La Storia Siamo Noi, che invece è stato barbaramente cancellato?

Come mai i conti alla Rai non tornano mai?

E la polemica dilaga tra chi parla di punto e a capo con la mercificazione del corpo femminile a invece un utile e dilettevole spettacolo d’intrattenimento. 

Intanto Silvana Amati ha fatto una interrogazione parlamentare “Sono su i quotidiani di oggi – ha detto una settimana fa la Amati – le dichiarazioni del direttore di RaiUno Giancarlo Leone, secondo il quale la cancellazione di Miss Italia dalla programmazione della rete ammiraglia risponderebbe al criterio di premiare la ‘vera bellezza che è dentro le donne’. Da convinta sostenitrice dei diritti femminili, oltre ad essere tra le prime firmatarie del disegno di legge del Pd contro il femminicidio, ho sottoscritto nella passata legislatura una mozione sempre del Pd finalizzata a rendere l’immagine della donna trasmessa dai media, televisione in primis, più rispettosa e coerente con il ruolo delle donne nella società. Sarei quindi davvero lieta se tutti i programmi di tutti i canali della Rai, pubblicità compresa, si conformassero all’esigenza di rispettare il corpo, la bellezza, l’intelligenza, il ruolo delle italiane. Tuttavia, credo che i veri motivi che abbiano portato alla cancellazione dal palinsesto di Miss Italia siano altri e non vorrei che si prefigurasse il tentativo di agevolare aziende competitor. Anche perché, come ho scritto nell’interrogazione, la trasmissione di Miss Italia rappresenta un’occasione per ragazze belle e intelligenti ed è diventata uno strumento per grandi campagne di comunicazione sociale contro l’anoressia, a sostegno delle donne invalide del lavoro, contro l’abbandon o degli animali e il randagismo. Per rendere più trasparente e comprensibile l’intera vicenda – conclude Amati – è necessario un intervento del ministro Zanonato che faccia chiarezza sugli introiti complessivi della trasmissione”.  

Quello che desta scalpore è il comportamento del Pd che definisce Miss Italia “un’occasione per ragazze belle e intelligenti ed è diventata uno strumento per grandi campagne di comunicazione sociale contro l’anoressia, a sostegno delle donne invalide del lavoro, contro l’abbandon o degli animali e il randagismo”.  Ci sono parole per definire queste frasi? Serve ancora ricordare ceh magari tali battaglie si possono fare con una pubblicità e con dei programmi che non mirino solo a mostrare una bellezza stereotipata e irreale del corpo femminile? Dobbiamo ripeterci le lunghe lotte femministe fatte in questi anni (e  a quanto sembra cadute nel dimenticatoio)?  Dobbiamo ricordare che è quantomeno immorale parlare di ragazze “belle e intelligenti” in una parata di corpi che rappresentano l’ennesimo esempio distruttivo per l’adolescenza femminile? L’intelligenza coem si evince da un programma come Miss Italia? La bellezza è data da 90-60-90? Che poi queste parole siano in bocca a una parlamentare del pd fa ancora più male!

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