Muore D’Orta il maestro di “Io speriamo che me la cavo”

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È morto a Napoli Marcello D’Orta, 60 anni, l’autore di ‘Io speriamo che me la cavo’, ammalato da tempo di cancro, l’ex maestro elementare era diventato noto con il best seller dal quale venne ricavato anche un film. Era impegnato ora nella stesura di un libro su Gesù. La notizia è stata data dal figlio, Giacomo. I funerali si terranno domani nella Basilica di San Francesco da Paola, in piazza Plebiscito a Napoli. Lascia la moglie Laura.

Un nuovo inizio: Bova-Muccino diventono fratelli, dirige D’Alatri

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Leggerezza, serenità, allegria… Buttare fuori il fiato e raccontare una storia lieve, per riflettere divertendosi e facendo divertire, questo è l’obiettivo di “Un nuovo inizio” il nuovo film diretto da  Alessandro D’Alatri, interpretato da Raul Bova e Silvio Muccino e prodotto da LuxVide (per Rai Cinema) la società di produzione capitanata dai fratelli Luca e Matilde Bernabei.

«Per me — spiega Muccino — è un omaggio ai film con cui sono cresciuto. Io sono dell’82 e nella mia formazione sono stato accompagnato e mi hanno divertito storie come quelle dei Blues Brothers. Il buddy movie secondo me si presta molto bene per raccontare la storia di due fratelli. Dopo gli ultimi film che ho fatto, volevo dedicarmi a una storia leggera, positiva e soprattutto volevo tornare a fare solo l’attore senza però prendermi troppo sul serio. La voglia di giocare, in questo caso, sui rapporti familiari, sulle dinamiche tra fratelli: questo film è pieno di speranza, è positivo, e vorrei che facesse serenamente ridere, che fosse sdrammatizzante».

“Un nuovo inizio” è un progetto scritto a quattro mani dallo stesso Muccino e da Carla Vangelista e narra la storia di due fratelli Lorenzo e Giacomo, uno l’antitesi dell’altro. Lorenzo, interpretato da Muccino, è uno stuntman 30 enne, con l’anima del Peter Pan, che riesce sempre a mettersi nei guai proprio per la sua esuberanza e per quello spirito adolescenziale che non lo ha ancora abbandonato. E chi deve correre in aiuto dell’irriducibile scapestrato? Naturalmente Giacomo, il fratello con la testa sulle spalle. Medico, sposato con una bambina, uomo posato e razionale, in definitiva l’opposto di Lorenzo! Ma come andrà a finire? A darci una mano a immaginarlo è il sottotitolo della commedia: “Le cose a volte non vanno come speriamo noi. Vanno meglio“.

“Conosco Silvio – dice Bova – da molti anni, abbiamo cominciato a frequentarci a Los Angeles. Lui ha una decina d’anni meno di me e io, all’epoca, vedevo questo ragazzo così pieno di entusiasmo, carico di energia… Già nella realtà siamo molto diversi… anche io ho i miei entusiasmi, ma sono più posato, lui invece è un vulcano in eruzione. E quando ho letto il copione gli ho chiesto se l’avesse scritto proprio pensando a noi due“.

“Un nuovo inizio” spezza quindi quella tradizione degli ultimi film di Silvio Muccino in cui a lui era affidata anche la direzione, oltre che l’interpretazione e la sceneggiatura. Si rompe anche con quella linea stilistica iniziata con “Parlami d’amore” e continuata con “Un altro mondo”. Anche se in modo diverso entrambi i film avevano una linea di continuità per quanto fosse ricercato e studiato il primo e quanto invece cercava di essere “improvvisato” e “sperimentale” il secondo. Ci si allontana da quel cinema che risentiva di modelli come Litvak o come il free cinema e si approda a una commedia di puro intrattenimento, con spunti riflessivi.  Due fratelli, due uomini, due storie, due modi di  giocare la partita della vita con sensibilità e istinto diverso, ma quanto ci sarà poi alla fine di Lorenzo in Giacomo e quanto di Giacomo in Lorenzo?

Una sentenza giusta, ma non ha vinto nessuno… Sarah non c’è più

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«Ci speravo, ma rimane una sentenza amara. Chi uccide merita l’ergastolo». Con queste parole Concetta Serrano, la madre di Sarah Scazzi, ha commentato la condanna all’ergastolo di Cosima Serrano e Sabrina Misseri, dopo aver ringraziato la procura per il lavoro fatto.
«Non ha vinto nessuno, perché Concetta, Giacomo e Claudio hanno perso una figlia e una sorella». Così l’avvocato Walter Biscotti, legale di parte civile della famiglia di Sarah Scazzi, ha commentato la sentenza di condanna all’ergastolo per Cosima Serrano e Sabrina Misseri. «È una sentenza severa ma era attesa – ha aggiunto – perchè gli uffici del pm hanno fatto un lavoro esemplare che ha fatto emergere in modo inconfutabile le responsabilità».

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