Ma quanti anni ha il Grand Canyon? Scontro tra gli scienziati!

grand-canyon-tuttacronacaCome mai scienziati, geologi e archeologi polemizzano tra loro? L’oggetto di discussione è l’età del Grand Canyon e la polemica è tornata a riaccendersi dopo che un recente studio americano ha sostenuto che la formazione abbia solo 5-6 milioni di anni, con un paio di aree molto più antiche, forse risalenti all’età dei dinosauri. A sostenere la tesi, illustrata nel rapporto per ‘Nature Geoscience’, è stato Karl Karlstrom dell’università del New Mexico. “Il canyon di oggi è giovane anche se ha ‘usato’ vecchi segmenti”. Ma alla fine del 2012, una ricerca apparsa sulla prestigiosa rivista ‘Science’ aveva attribuito al Grand Canyon ben 70 milioni di anni. Ovviamente questi altri studiosi si mantengono sulla loro posizione: “Dovremo capire come mai tanta discrepanza di risultati”, ha osservato secca l’autrice Rebecca Flowers dell’università del Colorado. Per dare un età al Canyon, gli esperti utilizzano una metodologia chiamata ‘termocronologia’, con cui studiano la temperatura delle rocce al presente, tentando di risalire a quella del passato.

Nel Messinese la giornata inizia con una scossa di terremoto

terremoto-sicilia-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato, alle ore 7.13, una scossa di terremoto di magnitudo 3 sulle coste nordorientali della Sicilia, in provincia di Messina. Secondo i rilevamenti dell’Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 10,6 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Falcone, Oliveri e Patti. Non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose.

Scossa di terremoto tra Palermo e Trapani

terremoto-sicilia-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un terremoto di magnitudo 3.3 alle 7.44 nel Tirreno meridionale, al largo delle province di Palermo e Trapani. Il sisma è stato localizzato in mare ad una profondità di 9,5 chilometri. La protezione civile non ha segnalato danni. Un’altra scossa in mare, di magnitudo 2.7, è stata registrata nel Messinese, tra i Golfi di Patti e Milazzo.

Le scosse di terremoto che infuriano al Centrosud: i geologi spiegano perchè

terremoto-italia-tuttacronacaI terremoti si stanno accanendo sul Centrosud della nostra Penisola. Non solo lo sciame sismico a Gubbio, ora anche quello che ha coinvolto il Matese, con la scossa più forte che ha raggiunto magnitudo 4.9. Sono i geologi a spiegare il perchè di questi fenomeni: gli Appennini si stanno, letteralmente, “allargando”. Un movimento sotterraneo che si sente anche dall’altra parte dell’Adriatico: domenica notte c’è stata una scossa di terremoto anche in Bosnia Erzegovina. Si legge nel Corriere della Sera:

Tre ore prima il bacino di Gubbio sussultava di nuovo segnando il 3.3 della scala Richter. «Tra i due fenomeni — nota Claudio Chiarabba, direttore del dipartimento terremoti all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Ingv — non c’è legame anche se la causa in origine è sempre la stessa che ha avuto a che fare in passato con il terremoto dell’Irpinia e quello dell’Aquila». Si tratta dell’estensione di tutta la catena appenninica, una sorta di «allargamento» in direzione nord-est/ovest, con la parte verso l’Adriatico che si inabissa sotto i Balcani. La notte scorsa anche in Bosnia Erzegovina, nelle vicinanze delle città di Zenica e Kakanjsi, si è verificato un terremoto di magnitudo 4.6 che ha provocato danni alle abitazioni ed è stato avvertito distintamente anche a Sarajevo.

6 milioni gli italiani a rischio alluvione

sardegna-tuttacronaca

Arrivano i dati dall’Annuario Ispra e si scopre ( e forse già lo si sapeva, ma pochi lo dicevano), che sono 6 milioni gli italiani esposti a rischio alluvioni, mentre sarebbero almeno 1 milione quelli esposti a rischio frana.  «Ma quello che sta accadendo non è solo per colpa dei cambiamenti climatici», afferma in una nota Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. Secondo Graziano i geologi hanno il dovere morale di non abbassare la guardia. «Non è solo colpa dei cambiamenti climatici – afferma – perchè ad esempio l’urbanizzazione sfrenata ha eroso dal 1985 ad oggi ben 160 km di litorale».

Non solo: i dati Ispra indicano che ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli. Per non parlare degli incendi, il 72% dei quali risulta essere di natura dolosa, il 14% di natura colposa e il restante 14% di natura dubbia. «Da tempo i geologi – conclude – chiedono l’istituzione di una commissione che possa affrontare tali problematiche così come fece la Commissione De Marchi».

Ecco cosa causa il maltempo:

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Siamo tutti marziani! La spiegazione all’origine della vita sulla Terra

marte_origine-vita-marziani-tuttacronacaSi sta svolgendo a Firenze a conferenza mondiale di geochimica “Goldschmidt 2013” e qui, alla presenza di 4mila scienziati, il professor Steven Benner del “The Westheimer Insitute for Science and Technology” (Usa) ha presentato il frutto del lavoro del suo gruppo di ricerca. Analizzando la presenza del molibdeno ossidato ritenuto presente su marte, la conclusione di Benner è stata che “La vita sulla Terra è arrivata da Marte, quindi noi siamo marziani”. Il professore ha spiegato: “Questo elemento quando viene ossidato è in grado di influenzare la nascita delle prime forme di vita”. Attualmente, la scienza non è ancora riuscita a spiegare il balzo compiuto dai materiali inorganici verso l’organico e le forme biologiche, ovvero la nascita della vita sulla Terra. Secondo Benner, quando la vita sul nostro pianeta è apparsa, con le prime tracce di poco superiori a tre miliardi di anni fa, l’ambiente era povero di ossigeno e quindi non poteva favorire il processo legato alla presenza del molibdeno favorendone l’ossidazione. Condizione che era invece presente sul pianeta rosso. I ricercatori hanno spiegato che ci sono alcuni elementi che dimostrano la propensione dei materiali organici a diventare sostanze catramose. In particolare, il boro e il molibdeno. Perciò si ritiene siano determinanti nell’innescare evoluzioni biologiche. Il boro era stato rinvenuto in una meteorite marziana e Benner, che non convidivide la presenza dell’acqua come ambiente ideale alla vita, aggiunge: “E riteniamo che ci sia anche il molibdeno”. Del resto l’acqua, sostiene lo studioso, è corrosiva dell’RNA, ossia delle prime molecole genetiche apparse sulla Terra. Senza considerare che comunque l’acqua presente su Marte era in quantità minore rispetto il nostro pianeta. Per di più, il boro è stato trovato in luoghi secchi e desertici come la Valle della Morte. Lo studio di Benner, e la conclusione che ne ha tratto, apre quindi un’altra via per le indagini del mistero su come sia nata sulla Terra e, se esiste come sembra probabile, altrove.

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