Accordo trovato nel disaccordo e nella tensione… Genova quasi la Grecia

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Tanta rabbia, tensione e disaccordo nell’assemblea dei lavoratori di Amt che alla fine ha approvato la bozza di accordo  raggiunto nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 dal comune diGenova, la Regione Liguria e i sindacati. Proprio quest’ultimi, i cui rappresentati sono stati anche ampiamente criticati, hanno chiesto ai lavoratori di votare la bozza.

Nel documento visionato dall’Ansa si legge: “Il combinato disposto dalla legge nazionale 422/97 e la legge regionale 33/2013 ha reso possibile dare vita ad un forte piano di riorganizzazione e rilancio del sistema di trasporto pubblico attraverso la creazione di un’agenzia che sarà pienamente operativa nella primavera del 2014. E’ questo l’appuntamento al quale arrivare con una Amt più efficiente e forte che rimarrà comunque pubblica”.

“Al fine di portare l’azienda all’appuntamento della gara per l’affidamento dei servizi nel bacino unico regionale, che rimane l’unica prospettiva strategica di sviluppo del servizio di trasporto pubblico in Liguria – prosegue il documento – è necessario mettere in atto misure di rafforzamento e razionalizzazione aziendale su più fronti. In primo luogo deve essere irrobustito l’investimento nel parco mezzi”.

Su questo punto la Regione si è impegnata a costituire e rendere operativa l’Agenzia regionale e a reperire fondi europei per il rinnovo del parco mezzi circolante: “Attraverso questo maggiore investimento nel parco mezzi – è spiegato nel documento – si otterrà l’obiettivo di un miglioramento del servizio e di una consistente diminuzione degli oneri a carico dell’azienda per l’attività di manutenzione”.

Per quanto riguarda il disavanzo previsto dal conto economico previsionale 2014 ammontante a circa 8,3 mln, “l’azienda e il comune reperiranno le risorse per 4,3 mln”. “In tale processo – si legge ancora – il Comune e l’azienda si impegnano, unitamente ad altre azioni, a verificare la possibilità di ricostituire il capitale sociale attraverso diverse misure”. I rimanenti 4 mln saranno ottenuti, attraverso opportune intese con le organizzazioni sindacali e a tal proposito verrà attivato un tavolo di confronto che dovrà produrre l’articolazione della proposta.

Genova quasi come la Grecia? I 4 milioni ricadranno sui lavoratori nel 2014? Chi sarà sacrificato per il debito?

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Intimidazione al presidente Amt di Genova, proiettile in busta

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Una grave intimidazione ha subito il presidente di Amt di Genova, Livio Ravera. Una lettera, con minacce e proiettile calibro 45, a lui indirizzata è stata intercettata dal centro di smistamento postale dell’aeroporto a Genova. Nel messaggio è scritto: “Tagliamo te e tutti i supermanager saluti anche a B. e M. ladro”. L’assemblea dei lavoratori dell’azienda si “dissocia” pubblicamente da possibili intimidazioni. “I tranvieri – hanno detto dal palco – non fanno queste cose”.

 

Quarto giorno di sciopero: Genova in tilt

proteste-genova-tuttacronacaQuarto giorno di sciopero oggi a Genova contro l’ipotesi di privatizzazione del trasporto pubblico locale che sta paralizzando Genova. Le trattative con il sindaco Marco Doria sono saltate giovedì sera e questa mattina lavoratori e sindacati si sono riuniti nella Sala Chiamata del Porto per poi tornare in corteo. Anche Beppe Grillo li ha raggiunti: “La vostra lotta è un segnale importante. È una battaglia epocale che deve partire da qui per estendersi a tutta Italia. Sarà una lotta all’ultimo sangue: ci giochiamo tutto da Genova. Le autostrade, il gas, trasporti, l’acqua, sono un bene pubblico e nessuno deve arrogarsi il diritto di venderli ai privati”. Sono questioni che “decidono persone che nel loro programma non hanno mai detto di volere privatizzare”, ha aggiunto, attaccondo il sindaco genovese Doria.

Non solo Genova però: questa mattina è stata lanciata la proposta di organizzare una manifestazione di protesta a Roma, perché “la questione del trasporto pubblico a Genova è nazionale”. “Genova è la scintilla di un incendio che si espanderà in tutta Italia”, ha detto Andrea Gatto, sindacalista della Faisa/Cisal. Come ricorda il Corriere, “Giovedì tre cortei si sono snodati per la città, confluendo poi nella centrale piazza De Ferrari. A Palazzo Tursi, Doria e una dozzina di rappresentanti sindacali hanno discusso per oltre cinque ore. Fino alle 18.30, quando Andrea Gatto, leader della protesta, ha annunciato : «Il Comune ha ribadito che non intende rispettare gli accordi sottoscritti. Ci chiedono ulteriori sacrifici che non siamo disposti a sopportare. Queste condizioni sono inaccettabili. La protesta continua e gli autobus non escono dai depositi».” La rottura della trattativa è stata così spiegata in Consiglio comunale dal primo cittadino: “Per interrompere l’agitazione la richiesta dei sindacati è stata la sospensione della delibera, ma una trattativa non può andare avanti se non si ferma uno sciopero illegittimo. Nel 2013 il contributo del Comune (30 milioni di euro) e dei lavoratori Amt (8 milioni di euro) ha permesso di mantenere in equilibrio i conti di Amt. Il contributo dei lavoratori poteva essere riproposto anche nel 2014, i sindacati hanno detto no”. In serata il Consiglio comunale ha approvato la delibera «incriminata» sulle prospettive delle aziende partecipate (M5s, Pdl e Lega Nord hanno lasciato la Sala Rossa). E’ stato il Prefetto di GEnova, Giovanni Balsamo, ad assicurare il regolare svolgimento della seduta spiegando: “Dobbiamo preservare la democrazia. Fare uno sciopero a oltranza è da irresponsabili. La tollerabilità di una protesta scende man mano che passa il tempo e il disagio per i cittadini cresce. In questo caso la tollerabilità è scesa a picco”. Intanto per ciascun lavoratore i costi della precettazione hanno raggiunto i 1.500 euro.

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Lo sciopero dei trasporti paralizza Genova

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Il trasporto pubblico locale, Atm, sciopera e Genova va in tilt. Nonostante la precettazione prevista per oggi gli autobus sono fermi nelle rimesse. E, secondo quanto riferisce il Secolo XIX, lo sciopero potrebbe prolungarsi fino a domani. Sotto la sede di Primocanale, nel centro della città, ci sono stati momenti di tensione. L’edificio è presidiato da alcuni agenti di polizia in tenuta antisommossa, ma i manifestanti, circa 300, hanno cercato di superare il cordone, venendo respinti. Il traffico per l’accesso allaSopraelevata, la principale via di scorrimento della città, è bloccato. Traffico in tilt sulle autostrade A7 e A12. Sulla Serravalle-Genova disagi anche per la pioggia e per un incidente avvenuto poco dopo Busalla che ha causato 6 chilometri di coda in direzione del capoluogo.

La protesta è stata resa necessaria dalla volontà dell’Amministrazione locale di privatizzare il servizio, perché sulla municipalizzata gravano 10 milioni di debito. “Non abbiamo ricevuto alcuna risposta dalla Regione”, hanno detto i rappresentanti sindacali dopo un incontro nella sede della Regione Liguria con l’assessore ai trasporti Enrico Vesco. “Indietro non si può tornare in questa difficile vertenza. la nostra speranza è che le controparti siano disposte a tornare al tavolo delle trattative con altre prospettive rispetto a quelle attuali. Siamo a conoscenza del disagio che sta vivendo la città, ma le colpe sono del sindaco e dell’amministrazione regionale”.

 

Maltrattamenti familiari: il marito non assolve agli obblighi coniugali

coppia-camera-letto-tuttacronacaA Genova, una moglie ha portato il marito in tribunale per maltrattamenti familiari. In cosa consistono? Secondo la ricostruzione della donna, in tre anni di matrimonio, i rapporti sessuali sarebbero stati soltanto due, peraltro risalenti al viaggio di nozze. L’uomo, in pratica, è accusato di non aver assolto agli obblighi coniugali. Per farlo, avrebbe addotto scuse e pretesti di ogni genere tanto che la donna, per realizzare il suo sogni di maternità, si sarebbe addirittura sottoposta all’inseminazione artificiale. Anche la nascita della figlia non ha potuto nulla per cambiare la situazione. Ora però ci si chiede come potrà la donna provare in tribunale le mancanze del coniuge.

40enne quasi sgozzato a Genova, è grave

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Un uomo di 40 anni è stato ferito, intorno alle 21, alla gola con un coltello o forse un gancio da macellaio. L’uomo stava rientrando nella sua abitazione a Sampierdarena, quando sul pianerottolo è stato aggredito. Secondo le prima indiscrezioni sarebbero state due persone ad attendere l’uomo per ucciderlo, ma le urla del 40enne sono state avvertite dai vicini che hanno allertato la polizia.  La vittima è stata trasferita in codice rosso all’ospedale dove è ricoverato in condizioni molto gravi.

 

Coma dopo il vaccino? Dal 2011, a Genova, una famiglia lotta: “lasciati soli da tutti”

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Sono  passati due anni da quando Renzo Massa è entrato in coma vegetativo. Una settimana prima l’uomo  aveva fatto il vaccino per l’influenza. Ora Massa, come racconta “Genova Today”, non parla, non mangia e non si muove dal letto. I familiari, come riporta il Corriere Mercantile, hanno lanciato un appello dopo essere stati “lasciati soli da tutti”. I figli raccontano di come siano costretti a pagare gran parte delle spese mediche e di come una richiesta di indennizzo sia stata respinta dall’Asl 3 perché il vaccino anti influenzale non è trattamento obbligatorio, ma facoltativo. Del caso ha promesso di occuparsene anche l’assessore regionale alla sanità Claudio Montaldo.

Scossa di terremoto nella zona di Genova: evacuate alcune scuole

terremoto-genova-tuttacronacaE’ stata avvertita dalla popolazione la scossa di terremoto di magnitudo 3.1 registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 12.34 nella zona di Genova. L’ipocentro è stato localizzato ad una profondità di 10,6 chilometri mentre l’epicentro tra le province di Genova e Alessandria, nei comuni di Mignanego, Campomorone, provincia di Genova, e Fraconalto  in provincia di Alessandria. Il centralino dei vigili del fuoco ha ricevuto numerose telefonate, ma non si registrano danni a cose o persone. Alcune scuole di Voltri e dell’Alta Valpolcevera hanno deciso precauzionalmente di far uscire gli alunni. Anche l’istituto Calvino a Sestri Ponente è stato evacuato, per precauzione. Ha detto la preside Daniela Cambiaso: “Dopo un soprallugo con i professori abbiamo deciso di far rientrare in aula gli studenti. Non abiamo visto nessuna crepa nei muri per cui, dopo una quindicina di minuti dall’allarme, le lezioni sono riprese”.

Dai fanghi nucleari alle tombe imbottite, ecco le ecomafie

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Forse è solo la punta dell’iceberg ed è questo che toglie il fiato nel  verbale desecretato di Carmine Schiavone. In quelle pagine ci sono le attività illecite che hanno portato a uccidere molti cittadini ignari di ciò che veniva nascosto nelle loro terre.  “Dalla Germania arrivavano camion che trasportavano fanghi nuclerari”, dice Schiavone. Ma non solo. “Vi erano fusti che contenevano tuolene, ovvero rifiuti provenienti da fabbriche della zona di Arezzo: si trattava di residui di pitture”. I camion “venivano anche da Massa Carrara, da Genova, da La Spezia, da Milano”. I fornitori erano del nord, di solito della Lombardia, imprenditori vestiti di tutto punto, come dice Schiavone  “So che a Milano c’erano delle grosse società che raccoglievan rifiuti, anche dall’estero, rifiuti che poi venivano smaltiti al Sud”.

Come racconta il Sole 24 Ore: Tutto finiva nelle viscere della terra. Per nascondere i rifiuti, i “tecnici” del clan scavavano da un minimo di “un metro e mezzo” a un massimo di “30-40 metri”, utilizzando anche le vasche ittiche e i laghi. Era un sistema che conveniva a tutti, pure alle discariche autorizzate che se ne servivano senza troppi scrupoli. Affidare i rifiuti ai camorristi consentiva agli imprenditori (apparentemente) puliti di guadagnare due volte: incassando dalle Amministrazioni comunali più di quanto pagato alla cosca e allungando la vita delle discariche autorizzate che si riempivano a un ritmo assolutamente inferiore rispetto a quello che sarebbe stato logico attendersi. D’altronde, i costi di questo genere di operazioni erano tutt’altro che proibitivi: i titolari delle ditte “pagavano 500mila lire a fusto” alla camorra a fronte dei “2 milioni e mezzo” che sarebbero stati necessari.

 

L’Unione sindacale di base dei Vigili del Fuoco accusa l’esecutivo

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“E dire che siamo una categoria a rischio, ma di questo al governo non importa nulla, l’importante è uscire ogni tanto con qualche proclama di quanto ‘loro’ sono attenti alle problematiche dell’emergenza e del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Vorremmo chiedergli di non interessarsi troppo a questo governo attraverso il sottosegretario con delega ai Vigili del Fuoco visto, che ogni settimana lo vediamo gironzolare per i comandi provinciali a portare in giro la sua parabola inconcludente e vacua di contenuti”.

I Vigili del Fuoco lamentano anche:

“Da quando si è insediato ancora oggi non abbiamo capito quali sono gli indirizzi politici al dipartimento, ne quali interventi concreti sono stati messi in atto per la salvaguardia del territorio e per gli operatori che svolgono il soccorso in questo paese. A ciò – prosegue la Usb – aggiungiamo che non solo il ministero dell’Interno non si cura nel suo complesso dell’assistenza del personale dei Vigili del Fuoco; ma che dopo non essere stati in grado come ONA di garantire una assistenza sanitaria diretta al personale, malgrado per anni abbiamo regalato soldi alle assicurazioni private invece di gestire noi direttamente i fondi; ricordiamo che in passato si pagava con cifre esorbitanti un servizio reso non adeguato alle nostre esigenze, condizione superabile con la gestione diretta dei fondi dal consiglio d’amministrazione al lavoratore che ne richiedeva l’assistenza. Oggi ci troviamo pure, con la mancata reintegrazione dell’assicurazione, che sta creando non pochi problemi, a coloro che ogni giorno hanno necessità di essere sottoposti a cure sanitarie; questione portata anche al cospetto del governo. E nell’immediato ordinario, quando un lavoratore a rischio, come lo è un vigile del fuoco, si trova ad essere vittima di un incidente mentre presta la sua opera a salvaguardia della pubblica incolumità. A Genova un Vigile del Fuoco che stava sistemando un cartellone pericolante è scivolato dalla scala a causa delle forti raffiche di vento ed è precipitato per alcuni metri. L’incidente è avvenuto in pieno centro cittadino. Il pompiere, soccorso, è stato trasportato in codice rosso al San Martino di Genova. Secondo i primi accertamenti non sarebbe comunque in pericolo di vita”.

Barbareschi non sta bene e annulla “Il discorso del re”

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Annullato lo spettacolo “Il discorso del Re”, che vedeva Barbareschi come protagonista. L’attore ed ex parlamentare ha inviato una lettera allo stabile di Genova. All’Ansa Barbareschi ha detto: «Non ho niente di incurabile, ma devo obbligatoriamente curarmi».

Sciopero dei bancari: dopo 13 anni uniti e in piazza

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Giornata storica per i bancari italiani, giovedì tutte le sigle del credito scenderanno in piazza, dopo 13 anni, uniti per lo sciopero di categoria che sfilerà a Ravenna, città del presidente Abi Giovanni Patuelli (numero uno della locale Cassa di Risparmio) e manifestazioni a Roma, Genova, Padova e Milano. L’evento sarà anche preceduto il 30, in occasione della giornata del Risparmio dell’Acri, da un presidio a Roma e a Milano. Lo sciopero è proclamato contro la disdetta anticipata del contratto collettivo consegnata dall’Abi.

2 cadaveri scoperti dopo 5 giorni in Liguria, il maltempo miete vittime

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I cadaveri di due uomini sono stati trovati in Liguria dopo 5 giorni. I due uomini sarebbero infatti morti nella notte tra lunedì e martedì quando il ponte di Carasco, in provincia di Genova, crollò a seguito della forte ondata di maltempo che ha colpito a inizio settimana la regione. Uno dei due cadaveri è stato trovato in mare a Bogliasco e l’altro era ancora nell’auto sotto il ponte. I due erano amici e si stavano recando in Germania.

Giallo in Liguria: donna uccisa nella sua abitazione. Con lei, un uomo

omicidio-coltello-tuttacronacaSono stati i tre figli minorenni, rientrati a casa da scuola, a fare l’orribile scoperta: sul pavimento della loro abitazione, in via Martiri del Turchino a Santa Margherita Ligure, in provincia di Genova, una donna sudamericana è stata uccisa con un’arma da taglio. La vittima non si trovava nell’appartamento da sola: accanto al suo cadavere c’era un uomo, a sua volta sudamericano, ferito da colpi di coltello. Ora si trova ricoverato all’ospedale di Lavagna. Non è chiaro se i due siano stati aggrediti da una terza persona.

Balenottere confuse, entrano nel porto di Genova

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Due balenottere “confuse” sono entrate nel porto di Genova a Multedo ed è stato l’equipaggio di una motovedetta della Guardia di Finanza, allertato da alcuni pescherecci, a prestare soccorso ai crostacei per ricondurle in mare aperto. I cetacei infatti, avevano ormai perso l’orientamento e si temeva che si potessero spiaggiare. Inoltre la loro presenza nel porto era considerata un pericolo per la navigazione portuale. Grazie all’aiuto della motovedetta, le balenottere in buona salute sono state riaccompagnate in mare aperto.

Terremoto sull’Appenino Ligure: coinvolte le privince di Alessandria, Genova e Pavia

terremot-alessandria-tuttacronacaUna scossa di terremoto di magnitudo 2.4 si è verificata alle ore 18:26 nel distretto sismico dell’Appennino Ligure. Le apparecchiature dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) hanno registrato l’ipocentro dell’evento a una profondità di 9.9 km mentre l’epicentro è stato localizzato nella provincia di Alessandria. I comuni più prossimi, in un raggio di 10 km, sono Avalosca, Berzano di Tortona, Borghetto di Borbera, Brignano-Frascata, Cantalupo Ligure, Carezzano, Casasco, Castellania, Cerreto Grue, Costa Vescovato, Dernice, Garbagna, Momperone, Monleone, Montegioco, Montemarzino, Paderna, Pozzol Groppo, San Sebastiano Curone, Sant’Agata Fossili, Sardignano, Volpedo e Volpeglino. In un raggio tra i 10 e i 20 km, si trovano anche dei paesi della provincia di Genova (Isola del Cantone e Ronco Scrivia) e altri della provincia di Pavia (Bagnaria, Cecima, Codevilla, Godiasco, Montesegale, Ponte Nizza, Retorbido, Rivanazzano, Rocca Susella, Val di Nizza e Voghera).

Scontri a Milano tra studenti e polizia: fumogeni e uova

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Sono 400 studenti appartenenti al centro sociale Cantiere si sono staccati dal corteo studentesco di Milano e hanno cercato di raggiungere la sede dell’Agenzia delle Entrate in via Manin. La polizia li ha bloccati e si sono generate tensioni con lancio di fumogeni e uova. Imbrattati anche alcuni edifici in zona.

Poco prima passando in prossimità della sede della Provincia di Milano, blindata per l’occasione, il corteo studentesco ha tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine in via Donizzetti. Per due volte la testa della manifestazione ha provato a superare gli agenti, venendo sempre respinti dagli scudi. Sono partiti anche alcuni colpi di manganello. Durante i due tentativi dal corteo è iniziato anche un fitto lancio di oggetti in direzione degli agenti, tra cui un espositore di riviste in ferro.

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Dopo qualche minuto di tensione in via Donizzetti, il corteo studentesco ha desistito dall’idea di sfondare il cordone di polizia per ‘assediare’ la Provincia di Milano e si è rimesso in cammino. Al momento gli studenti stanno marciando lungo i bastioni di Porta Venezia, con l’intenzione di arrivare quanto più possibile vicino alla sede della Regione Lombardia.

La scuola in piazza: in 80 città sfilano gli studenti

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Sono gli studenti di 80 città italiane a scendere in piazza in massa per una delle prime date della mobilitazione di quest’anno lanciata dall’Unione degli Studenti. Sotto lo slogan:

“Non c’è più tempo da perdere con le politiche di austerità”

tra quegli studenti c’è chi scende e con la testa già sa che vorrebbe essere all’estero, chi ancora ci crede che davvero si possa cambiare e chi forse ci scende con talmente tanta rabbia che ogni passo è davvero uno sfogo. I dati Ocse ci collocano in basso alla classifica per l’istruzione scolastica e c’è chi afferma che alcuni disoccupati sono “inoccupabili”, poi si corregge e dice che non si riferiva agli studenti e che verranno istituiti stage di formazione e borse di studio per ovviare al problema del gap formativo. Contraddizioni in termini che certo non passano inosservati tra i ragazzi che oggi tentano di gridare il loro disagio a  una classe politica impegnata in congressi, in primarie, in amnistie, in correnti, in indulti e nella questione immigrati.

“Da parte dell’attuale governo non c’è stata nessuna reale inversione di tendenza. Mentre alla scuola pubblica e al welfare vengono destinate poche briciole si sceglie di continuare a sprecare risorse per le spese militari, le politiche di respingimento dell’immigrazione, la tutela di speculatori e dei grandi patrimoni – dichiara in una nota l’Unione degli Studenti – Per questi motivi portiamo in piazza in tutta Italia le vere emergenze sociali del Paese, rivendicando il rifinanziamento totale dell’istruzione pubblica e del diritto allo studio”

“Crediamo che l’attacco al sistema di formazione pubblica sia oggi generalizzato – dichiara Alberto Campailla, portavoce nazionale di Link Coordinamento Universitario – e vogliamo ribadire ancora una volta le vere emergenze del paese. Il calo delle immatricolazioni, le troppe borse di studio negate, i costi esorbitanti della vita per gli studenti universitari fuorisede, l’assenza di politiche abitative, il mancato finanziamento delle borse di studio come l’assenza di politiche generali di welfare e diritto allo studio, sono priorità di questo paese, è per questo che non c’è più tempo”.

“Domani inoltre parteciperemo alla mobilitazione nazionale per l’applicazione della Costituzione, convinti che da lì possa partire partire una battaglia di contro-attacco per costruire giustizia sociale, estendere i diritti, liberare i saperi” – dichiara Federico Del Giudice, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza.

A Roma il concentramento è previsto in Piazza della Repubblica, a Milano in piazza Cairoli, a Napoli in piazza Garibaldi, a Torino in piazza Albarello, a Bologna in piazza San Francesco, a Reggio Calabria in piazza De Nava, a Bari in piazza Moro, a Venezia in piazzale Roma e a Genova in piazza Caricamento.

I senegalesi a Genova prendono a calci l’auto dei finanzieri

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Attimi di tensione a Genova, mentre il Parlamento approvava la legge che cancellava il reato di clandestinità, ma forse i cittadini senegalesi erano distratti da un blitz dei militari all’interno di un appartamento nel centro del capoluogo ligure. A dare in escandescenze, prendendo a calci un’auto delle forze dell’ordine, sarebbe stato proprio un senegalese, ma quando il finanziere ha provato a inseguirlo si è trovato i suoi connazionali che hanno fatto da scudo al fuggitivo. Subito sono arrivati i colleghi del finanziere per cercare di dare supporto al collega, ma gli animi dei senegalesi si sarebbero rapidamente accesi che alla fine a desistere per non far scoppiare risse sarebbero stati proprio i finanzieri.

Sconcerto e stupore tra i residenti che hanno assistito alla scena dalle finestre dei loro appartamenti e della vicina residenza per studenti universitari.

Un episodio davvero spiacevole, che sottolinea il clima che si sta vivendo a Genova.

La foto è stata scattata da un residente e spedita al Secolo XIX.

A Genova 90enne ritrovata morta con forbici nel collo

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Una donna di novant’anni, Giovanna Mauro, è stata trovata morta con un paio di forbici conficcate nel collo nella sua casa di via Copernico, nel quartiere di Borgoratti, dai suoi familiari che da qualche giorno non avevano più notizie. Al momento sono aperte tutte le ipotesi, dall’omicidio al suicidio. È intervenuta la polizia. Da una prima analisi la polizia ritiene che l’anziana conoscesse bene il suo assassino tanto da aprire la porta visto che non sono stati rilevati segni di scasso nè alla porta nè alle finestre. Si ritiene che l’omicidio sia stato consumato a scopo di rapina, ma non si escludono altre piste.

Boom in Italia dei reati minorili

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Lo afferma un rapporto della Direzione Investigativa Antimafia Italiana (Maggio 2012)  che non lascia molto spazio all’immaginazione. I giovani in Italia sono sempre più spinti a compiere reati, ma soprattutto crimini violenti. Tra il 2012 e il 2013 circa il 68,2% di questi crimini compiuti da giovanissimi avviene con il supporto del “branco”. La gang giovanile diventa un organizzazione con regole precise, ad esempio come quella sgominata il 20 settembre scorso a Genova. I giovani avevano tutti tra i 18 e i 22 anni, ma venivano affiancati da minorenni e la loro “specialità” erano i  furti con pestaggio. Il furto infatti insieme agli atti vandalici e le aggressioni sono i reati più frequenti compiuti dalle baby Gang. Quali sono le caratteristiche? Hanno di solito un leader, una precisa gerarchia interna, controllano un territorio, impongono regole e creano “conformismo” tra i membri, tendono ad “affiliare” i minori e tenerli legati per molto tempo.  Hanno quindi connotazioni simili, a volte, alla criminalità organizzata ed è per questo difficile strappare poi il minore da quel gruppo o da quella gang.

Quella sconfitta che vale una panchina: salta Liverani

gasperini-liverani-tuttacronaca-genoaScricchiolava già prima della sfida contro il Napoli la panchina del tecnico rossoblù Fabio Liverani ed è bastata la doppietta di Pandev per farla saltare definitivamente. Il presidente Preziosi opta così per un ritorno al passato richiamando Giampiero Gasperini: l’ufficialità è attesa per le prossime ore. Ma il passo indietro riguarda anche lo staff dirigenziale: Capozucca, altro uomo della “vecchia guardia”, prenderà il posto di Delli Carri. E’ stato Carlo Landoni per TgCom a riferire che il presidente del Grifone ha lasciato lo stadio attorno alle 21.40 dopo un colloquio con Liverani il cui destino è praticamente segnato. Ma se Gasperini sembra il tecnico su cui puntare tutto, tanto che si parla addirittura di un accordo per un contratto di un anno con opzione sul secondo, non possono comunque essere ancora completamente escluse le piste Delneri e Juric.

Doppietta per Pandev: il Napoli torna alla vittoria a Genova

genova-napoli-tuttacronacaAnticipo delle 18 valido per la sesta giornata di campionato al Marassi di Genova da dove gli uomini di Benitez contano di ripartire per tornare in vetta alla classifica dopo lo stop imposto loro dal Sassuolo (1-1 al San Paolo nel turno infrasettimanale). Da parte loro i padroni di casa hanno assoluto bisogno di intascare una vittoria dopo la terza sconfitta in 5 giornate incassata martedì. Senza contare che la panchina di Liverani scricchiola pericolosamente e il presidente Preziosi conta di vedere una squadra brillante in campo.

genoa-napoliE’ subito il Napoli a cercare la via del gol prima con Zapata e poi con Pandev ma già al 6′ il Genoa prova a farsi pericoloso con cross di Vrsaliko che i difensori azzurri riescono a contenere con un po’ di fortuna. Due minuti dopo il gioco si ferma per qualche istante: sangue dal naso per Britos dopo uno scontro con Gilardino. Il giocatore si rimette subito in piedi. I rossoblu fanno un bel gioco di pressing ma i partenopei riescono a recuperare palla. Al 12′ Pandev sbaglia un passaggio in area ma si fa perdonare due minuti dopo prendendo gli avversari in contropiede: s’invola  verso la porta del Genoa e batte Perin con un sinistro all’angolino: 0-1!

Al 18′ Inler tenta una conclusione da circa 40 metri di Inler: la palla sfiora il palo sinistro. Al 25′ arriva la doppietta di Pandev che allunga le distanze con un gran destro a incrociare da posizione defilata su assist di Insigne: 0-2!

Al 32′ primo cartellino giallo: ammonito Matuzalem per un fallo su Behrami. Qualche minuto di gioco e arriva il primo cambio tecnico del Genoa che con l’uscita di Gamberini e l’ingresso di Stojan passano da un 3-5-2 a un 4-3-3. Al 38′ ci prova Gilardino con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio piazzato ma la sfera finisce sul fondo. Gli ultimi minuti del primo tempo scorrono su ritmi molto più lenti e dopo un minuto di recupero le squadre tornano negli spogliatoi. Il Genoa ha cercato in qualche modo di reagire seppure senza esito.

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All’inizio della ripresa arriva il secondo cambio nel Genoa: fuori Antonini e dentro Santana. Sostituzione anche tra le fila del Napoli con Albiol che ha accusato un problemino muscolare: al suo posto entra Cannavaro. Dopo 4′ punizione per gli uomini di Benitez: Callejon batte dalla distanza e Perin non ha problemi a bloccarla. Due minuti dopo risponde Kucka, che non è al meglio, ma la sfera passa di poco sopra la traversa. Ci riprova subito dopo con una punizione ma la palla s’infrange sulla barriera azzurra. Al 10′ ci prova Santana: troppo alto. Tre minuti dopo Higuain prende il posto in campo di Duvan Zapata e al 16′ rovina un contropiede del Napoli: sbaglia la misura del passaggio per Callejon che era pronto a calciare in porta con tutto lo specchio a sua disposizione.

genoa-napoli2Un minuto dopo i rossoblu rispondono con Gilardino: di testa manda la palla fuori di un soffio. Subito dopo arriva il secondo cartellino giallo del match: Kucka ha protestato eccessivamente dopo un fallo fischiato dall’arbitro. Al 23′ protesta tra le fila del Genoa: fuorigioco dubbio sbandierato a Gilardino. Senza la segnalazione del guardalinee ci sarebbe stato calcio di rigore per gli uomini di Liverani ed espulsione di Cannavaro che aveva steso Gilardino in area di rigore. Entrambe le squadre fanno parecchi errori in questa fase di gioco ma si distingue De Maio che riesce a impedire a Higuain di tirare in porta. I rossoblu sono alla costante ricerca del gol, ma senza esito. Al 33′ Fetfatzidis a impegnare in tuffo Reina con un bel tiro dal limite. Al 37′ è Calaio a farsi pericoloso sugli sviluppi di un calcio d’angolo: il suo colpo di testa termina di poco fuori dalla porta. Ci riprova due minuti dopo di sinistro, ma Britos mura in scivolata. A tre minuti al termine dei tempi regolamentari arriva la terza ammonizione: giallo per Higuain per proteste. Al 45′ ci prova Gilardino: Reina blocca a terra. L’incontro termina dopo tre minuti di recupero: il Napoli torna, momentaneamente, in vetta alla classifica, la panchina di Liverani sembra sempre più instabile.

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Giudice condannato a pagare 6mila euro: il processo era durato 9 anni

giudice-condanna-multa-tuttacronacaUn giudice del Tribunale di Firenze, Sabina Gallini, è stato condannato dalla Corte dei Conti della Toscana al pagamento di 6mila euro in favore del Ministero della Giustizia. La causa: la durata eccessiva, ben nove anni, di un processo per risarcimento danni legato ad una piscina. E’ Il Tirreno che ha ricordato oggi come il processo fosse iniziato davanti alla pretura di Castelfiorentino il 12 maggio 1997 e finito in primo grado il 29 maggio 2006, davanti al tribunale di Empoli, sezione distaccata di quello di Firenze.  Alla luce dei tempi troppo lunghi, una delle parti coinvolte aveva presentato ricorso alla corte d’Appello di Genova e aveva vinto, ottenendo un risarcimento danni di 6 mila euro dal Ministero della Giustizia. La Corte dei Conti ha ora condannato il giudice a restituire quella cifra allo Stato: “La lunghezza del processo – è scritto nella sentenza toscana, in cui si cita quella ligure – è principalmente ascrivibile a ritardi cagionati dai tempi troppo lunghi intercorrenti tra la fissazione di un’udienza e quella successiva, ed alla stasi della stessa per cinque anni imputabile all’ufficio giudicante”. La Corte dei Conti ricorda anche che “in conseguenza dei ritardi e delle inadempienze rilevate” anche in “tanti altri processi”, in passato il giudice è stato oggetto di sanzioni pure da parte del Csm.

Saldi d’Italia: da Telecom a Finmeccanica

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La vendita di Telecom agli spagnoli di  Telefonica ha alzato un polverone e la richiesta al Governo di vigilare, anche se, come ha sottolineato Letta, l’azienda è privata e la “svendita” non si può vietare.  Ma mentre si consuma la tragedia del grande colosso italiano di telefonia che viene ceduto a una compagnia spagnola, a Genova si trema. L’allarme è scattato per una possibile cessione a investitori stranieri delle aziende civili del gruppo Finmeccanica. La trattativa, come hanno confermato ieri i vertici del Gruppo, sarebbe ben avviata. In particolare Ansaldo Energia verrebbe venduta ai coreani e, secondo  i sindacati, nel mirino delle cessioni ci sarebbe anche Ansaldo Sts, altro fiore all’occhiello dell’industria italiana.

«Pansa – spiega a Tmnews Bruno Manganaro, segretario generale della Fiom Cgil di Genova – ha detto chiaramente che ha in tasca l’accordo con la coreana Doosan per la vendita della maggioranza del pacchetto azionario di Ansaldo Energia e che quindi o si fa avanti il governo con un’altra proposta oppure si procederà alla cessione». «Sarebbe un danno per Ansaldo ma credo – sottolinea Manganaro – anche per Finmeccanica, che a quel punto si concentrerebbe solo sul militare, settore che non mi sembra abbia grandi prospettive industriali».

Per salvaguardare il patrimonio industriale, economico e occupazionale di Ansaldo Energia e delle altre aziende del ramo civile del Gruppo, Fiom, Fim e Uilm chiedono un coinvolgimento attivo da parte del Governo, che è il principale azionista del Gruppo Finmeccanica.

«Noi -afferma il segretario genovese della Fiom- fino ad oggi abbiamo lottato perché tutte le aziende restino in Finmeccanica ma si parla anche di un’ulteriore mediazione, del fatto che la Cassa Depositi e Prestiti possa acquisire la maggioranza del pacchetto azionario di Ansaldo Energia e Ansaldo Sts». «Di questo siamo disposti a discutere ma questa mediazione -dichiara Manganaro- va formalizzata e va praticata, dopodiché vedremo quali possono essere le ricadute su rapporti con aziende come Doosan o altre».

Al Governo i sindacati chiedono un incontro urgente. In caso contrario si dicono pronti a scendere in piazza e lanciano un forte appello anche alle istituzioni locali. «Letta ma anche il ministro Zanonato -spiega il segretario genovese della Fiom- si erano impegnati a convocarci a Roma».

«Noi aspettiamo ma se lunedì non dovesse esserci questa convocazione -conclude Manganaro- ci presenteremo davanti alla prefettura di Genova, invitando anche il presidente Burlando e il sindaco Doria, per dire che vogliamo questo incontro per tentare di far cambiare idea a Finmeccanica sulla vendita di Ansaldo Energia e Ansaldo Sts». I posti di lavoro in ballo, soltanto nel capoluogo ligure, sono più di 6 mila, considerando anche l’indotto.

Rudi Garcia sprona i suoi: alla ricerca della quinta vittoria

roma-samp-tuttacronacaLa Roma si trova in testa alla classifica di serie a e il suo tecnico Garcia ci tiene a mantenere sia il primato che la continuità vista finora. “Abbiamo iniziato una striscia di vittorie, l’obiettivo è allungarla. Sappiamo tutti che sarà difficile contro la Sampdoria, ma tutta la squadra è concentrata su questa partita”. La prossima sfida vedrà i giallorossi a Genova, contro la Sampdoria, e l’allenatore a Trigoria ha ricordato che non sarà facile: “Ora viene il difficile, ma l’appetito vien mangiando. Questo detto esiste anche in Francia…”.  E aggiunte: “Se otteniamo la quinta vittoria facciamo qualcosa che non è mai stato realizzato nella storia della Roma. Non sarebbe un trofeo, ma significherebbe allungare la striscia. Il derby? Adesso, non voglio più parlare della partita con la Lazio: l’ho detto ai giocatori, quello ormai è il passato. Il pericolo è che inconsciamente si possa mollare, e io non voglio che accada. Il nostro è stato un buon inizio, la squadra ha fiducia ma voglio che la tensione rimanga alta”.

Grillo nei panni del padre della sposa: nozze per la figlia Valentina

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Grillo oggi ha vestito i panni del padre della sposa e ha accompagnato all’altare nella Torre Saracena di Zoagli (Genova) la figlia, Valentina Scarnecchia, figlia di Parvin Grillo, moglie in seconde nozze di Beppe.  Il padre di Valentina è Roberto Scarnecchia classe 1958, calciatore in serie A con le maglie di Roma, Napoli e Milan, imprenditore di successo, opinionista televisivo e allenatore a Seregno, Merate, Voghera e in ultimo del Derthona. La cerimonia si è svolta con il rito civile nella scaletta scolpita negli scogli nella Torre alla presenza di 50 invitati. Tra questi anche a moglie e il figlio di Gino Paoli e l’ex Grande Fratello Simona Garitta. Valentina si è sposata con Alessandro Forti, titolare di un locale di Genova Nervi.

Sposi e ospiti sono arrivati in ritardo perché la via Aurelia era chiusa al traffico fino alle 17 per permettere il passaggio della gara ciclistica Milano-Rapallo.

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Valentina ad agosto aveva dichiarato che si sarebbe sposata “nel suo paese”, a Zoagli e – a chi glielo chiedeva – che non sarebbe stato un ‘grillino” a sposarla, ma Rita Nichel, sindaco di centro destra. Quanto al futuro del suo matrimonio lo giudica splendido: “Abbiamo fatto un lungo rodaggio e sono certa che Alessandro sia l’uomo giusto per me”. Certamente Valentina sarà la donna giusta per lui visto che è abilissima ai fornelli ed è arrivata seconda al concorso “La terra dei cuochi”

Dopo la cerimonia la festa si è spostata a Nervi.

 

Incendio a Begato, prende fuoco un’area del palazzo occupata abusivamente?

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Genova e le fiamme che questo pomeriggio hanno avvolto uno dei palazzi della diga di via Maritano a Begato e che ora hanno fatto scattare la polemica poiché potrebbero essere avvenuti in zone del palazzo occupate abusivamente. In particolare si ritiene che a prendere fuoco siano stati alcuni materassi siti nelle cantine del civico 10. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, i carabinieri, cinque ambulante e due automediche per prestare soccorso. In particolare sono rimasti lievemente intossicati un padre e un figlio, mentre altri bambini sono stati tratti in salvo senza bisogno di ricorrere a medicazioni. Gli abitanti sono stati evacuati. Alcuni residenti hanno espresso la loro rabbia per quanto avvenuto oggi:  «Abbiamo fatto presente molte volte la questione e abbiamo già chiesto l’intervento dei tecnici. Nessuno però si è fatto vivo».

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La malasanità uccise un’infermiera?

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Un’ex infermiera di 69 anni è morta, mesi fa, nel reparto di cardiologia dell’ospedale San Martino, a Genova, dove aveva lavorato. Sul decesso è stata aperta un’inchiesta ed è stato indagato un medico del reparto che aveva somministrato alla donna per due volte in 20 giorni un farmaco, per contrastare il suo affanno respiratorio, a cui era allergica. Dopo un primo trattamento la paziente aveva avuto una reazione allergica al medicinale, ma nonostante questo le è stato nuovamente somministrato. Secondo l’accusa il medico non avrebbe controllato la cartella clinica dove era riportata la reazione allergica alla prima somministrazione della medicina. Al funerale il marito ebbe un malore e morì dopo una lunga agonia.

Malata di cancro, invalida, con una pensione da 270 euro, occupa una casa

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Barbara Baldasso, invalida al 100%, malata di cancro e con una pensione di 270 euro al mese, insieme al figlio trentenne Simone, disoccupato, si sfoga davanti alle telecamere del Secolo XIX: «Mi hanno detto di andare a dormire in macchina, ma io la macchina non ce l’ho. Dove vado, sotto un ponte?».

Questa mattina lo sfratto esecutivo dal suo appartamento di Certosa, poi l’occupazione in un appartamento sfitto di piazza Cernaia, nella zona della Maddalena,  di proprietà delle Opere Pie. Barbara è stata aiutata dallo Sportello per il Diritto alla casa, un collettivo di giovani che dal 2008 ha aiutato circa un’ottantina di famiglie sfrattate nelle zone di Begato e del Cep.

«Mi sento spalleggiata da tutti questi ragazzi», racconta la signora Baldasso. «Non pensavo ci fossero dei giovani che si battono per queste cose: non ci fossero stati loro, io e Simone saremmo rovinati».

E’ dal 2007 che Simone e Barbara hanno fatto richiesta per ottenere una sistemazione definitiva da parte del Comune. «Staremo qui finché non ci manderanno via», racconta Simone. «Non potevamo più aspettare o ci saremo ritrovati per strada».

A chi sono stati assegnati gli alloggi popolari?

Ice. Genova capitale italiana della nuova, potentissima droga

ice-droga-tuttacronacaArriva dalle Filippine la nuova droga Ice (ghiaccio), che prende il nome dal suo aspetto di piccoli cristalli bianchi. Nel Paese d’origine viene utilizzata per superare le lunghe cerimonie funebri, ma questa sostanza è anche molto diffusa sia in Giappone che in Corea. Inodore, non viene riconosciuta dai cani dell’antidroga e sta prendendo piede a Genova, dove una dose costa attorno alle 20/30 euro. Gli effetti che produce sono devastanti: si va dalle allucinazioni agli istinti omicidi e una sola assunzione può portare alla dipendenza. L’Ice è 8/9 volte più potente della cocaina.

Salva il compagno dopo il naufragio del peschereccio

naufragio-peschereccio-tuttacronacaPoteva concludersi nel peggiore dei modi il naufragio di un peschereccio di sette metri avvenuto ieri sera davanti a Voltri, in provincia di Genova. Uno dei due occupanti dell’imbarcazione ha però percorso un miglio a nuoto, sfidando il mare agitato, per arrivare a riva. Toccata terra, ha lanciato l’allarme che ha permesso di salvare il compagno, che è stato recuperato dopo aver trascorso sei ore in acqua, aggrappato a un piccolo salvagente. A effettuare il recupero la guardia costiera e i vigili del fuoco. Il salvataggio è avvenuto grazie all’impiego di un elicottero dotato di un dispositivo a raggi infrarossi, che ha permesso di individuare il naufrago al buio. Il pescatore è stato poi ricoverato per ipotermia.

Tunisino di 24 anni stupra 16enne a Genova

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Un normale sabato sera che si è trasformato in un incubo per una 16enne genovese che si era allontanata dalla compagnia. Il fidanzato è stato il primo a dare l’allarme quando non ha visto tornare la ragazza. Così sono scattate le ricerche e dopo alcune ore la 16enne è ricomparsa in stato di shock e ha raccontato la violenza subita. Ora un tunisino di 24 anni è stato accusato di sequestro e violenza sessuale ai danni di una minorenne.

Delfini maltrattati a Rimini, trasferiti a Genova

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Quattro “ Tursiops truncatus”, cioè delfini dal naso a bottiglia, sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato presso il delfinario di Rimini. I gestori del parco acquatico sono anche stati denunciati per maltrattamenti di animali e obbligati a pagare multe per un valore di 18mila euro. Durante un ispezione avvenuta il 31 luglio i medici veterinari del Ministero della Salute e da esperti di mammiferi marini, riscontrarono “l’assenza di riparo dal sole e dalla vista del pubblico, la carenza di un adeguato sistema di raffreddamento e di pulizia dell’acqua, nonché vecchie vasche di contenimento irregolari non adatte a consentire un adeguato movimento dei tursiopi e a garantirne la salute fisica e psichica, costretti ad una convivenza coatta nel gruppo sociale dove erano inseriti”. In una nota il Corpo Forestale, aveva anche rilevato che  “i delfini per di più non erano sottoposti ad un idoneo programma di trattamenti medici veterinari come testimonia l’assenza di vasche predisposte a tal fine, o adibite alla quarantena o ad ospitare le femmine durante il periodo di gravidanza e allattamento”.

Su disposizione della Procura di Rimini, quindi, il Corpo forestale sta eseguendo il trasferimento dei quattro delfini sequestrati, due femmine e due maschi, il più piccolo di circa sei anni, che saranno trasferiti presso l’Acquario di Genova. Qui i quattro delfini saranno messi in una vasca non visibile al pubblico, per svolgere come previsto dalla procedura un periodo di quarantena nel quale verranno effettuate analisi e, nel caso ci fosse bisogno, verranno curati dal personale veterinario e acquariologico della struttura.

Nessuna replica arriva dalla struttura di lungomare Tintori fondata nel 1968. Sul sito c’è solo un cartello della Direzione che indica “che il Delfinario di Rimini rimarrà chiuso al pubblico. Ci scusiamo per il disagio”.

Bimba di 3 anni violentata: si sospetta di un 15enne

bimba-violentata-tuttacronacaLa procura presso il Tribunale dei Minori di Genova sta coordinando le indagini della polizia di La Spezia al fine di scoprire la verità su un’orribile vicenda. Una bimba di 3 anni, straniera ma residente in Italia, è stata ricoverata all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia dopo essere stata vittima di violenza sessuale. Il principale sospettato dell’atroce azione è un ragazzino di appena 15 anni, amico di famiglia e connazionale, al quale la madre della piccola l’aveva affidata. La donna ha raccontato alla polizia che, dopo essersi intrattenuta con la madre del 15enne è rientrata a casa e qui ha trovato la bimba in lacrime. La squadra mobile della questura della Spezia sta lavorando incessantemente per trovare riscontri a questa testimonianza.

Doccia fredda alla festa Pd, contestatore lancia acqua contro Violante. Video!

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Caldo faceva caldo a Genova oggi dove Luciano Violante ha partecipato ad un dibattito alla Festa Democratica, ma complice anche la tensione a meno di 24 h dall’inizio del dibattimento sulla decadenza di Silvio Berlusconi al giunta del senato, è arrivata una vera e propria doccia fredda per Violante. Un uomo ha rovesciato infatti in testa al politico una bottiglietta d’acqua e ha gridato  “Violante, fa caldo!”.  L’ex presidente della Camera, non si è scomposto, e ai giornalisti ha risposto  “non preoccupatevi, sono cose che succedono”. Il contestatore non è la prima volta che compie atti del genere, l’uomo è infatti noto in città per episodi analoghi nei confronti di altri rappresentanti delle istituzioni.

Violante oggi a genova ha voluto però sottolineare come, secondo la sua opinione, il ricorso di  Silvio Berlusconi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo “non è fondato. Un ricorso per essere fondato presuppone che la decadenza sia stata applicata. In questo caso non è stata applicata e quindi non credo sia ammissibile”.

Violante sembra quindi invertito rotta dalle ultime dichiarazioni a sostegno del leader del Pdl e ora invece prende le distanze dichiarando anche “Io dico di lasciare libera e tranquilla la Giunta di decidere, secondo le regole. Punto e basta. Sono già state espresse troppe opinioni in questa fase. Adesso basta. La Giunta  funziona come se fosse un tribunale: lasciamola decidere”.

Gli italiani quindi devono attendere un nuovo processo?

 

Moreno torna a casa: il concerto alla Festa del Pd a Genova… senza politica!

moreno-donadoni-festa-pd-tuttacronacaDomani sera si terrà il concerto di chiusura della Festa nazionale del Pd a Genova, all’Arena del Mare. Sul parco allestito a Porto antico salirà il rapper Moreno Donadoni, vincitore della scorsa edizione di Amici e da più di tre mesi in vetta alle classifiche di vendita con l’album “Stecca”. Il 23enne genovese con un passato da parrucchiere trasformatosi nel golden boy del rap italiano, intervistata da Repubblica ha spiegato: “Fa un po’ ridere che si dica che io suono alla Festa del Pd. Il mio concerto e la Festa democratica sono due cose diverse: la festa dell’Unità è alla Foce, il mio concerto è al Porto antico. Sono entrambi a Genova, ma in due zone distinte, ci vogliono due autobus per andare da una all’altra. Io vado al concerto di Moreno, cioè al mio show”. Del resto chi sale oggi sul palco di quella Festa, che non si chiama più dell’Unità, lo fa senza bisogno d’identificarsi con un partito ma vivendolo come un qualsiasi palasport in cui esibirsi. Cole lui spiega: “Nessun tipo di segno, assolutamente nessuno, anzi, mi fa un po’ sorridere tanto clamore. In queste settimane sono in giro a far concerti e la sesta tappa del mio “Confusione tour” si tiene a Genova. Sono a casa, finalmente faccio la data a casa mia e non ho bisogno di essere appoggiato da un partito, qualunque sia. Non mi sento sotto nessun cappello, posso ringraziare ma una data a Genova l’avrei fatta comunque, sono convinto che la gente aspettasse da tempo il mio concerto, non c’è bisogno di altro”. Nessun messaggio politico dunque, solo tanta musica per un giovane talento che vuole esprimere le sue idee in maniera libera, parlando di amore, amicizia, “sapore di sale” e… “stecca”!

Camillo, il cagnolino che va a zonzo in autobus per Sanremo

camillo-viaggiatore-tuttacronacaAncora qualche giorno e la signora Lina, di Sanremo, finalmente potrà sapere tutto di Camillo: dove va, chi incontra, cosa fa durante le sue lunghe uscite. Tutto questo perchè lui indosserà una microtelecamera, una sofisticata ‘dog webcam’ fatta  arrivare dall’America. Ma chi è Camillo? E’ un cagnolino di 12 anni con lo sguardo intelligente e dolce abituato a percorrere svariati chilometri… in bus! Sì, perchè questo simpatico cagnolino gira tranquillamente per le vie di Sanremo e raggiunge anche i comuni limitrofi, riconosce le fermate e sa sempre che mezzo prendere per tornare a casa. Come qualsiasi viaggiatore, si fa anche vedere mentre attende alla fermata. Uno dei testimoni, il farmacista Luciano Cappone racconta: “Qualche tempo fa l’ho visto salire sul bus per Taggia alla fermata di via Nino Bixio. Quando, arrivati a Villa Nobel, si è aperta la porta, ha dato un’occhiata per capire dove si trovava ed è sceso insieme alla gente. Forse essendo di piccola taglia, passa inosservato. Comunque si capiva benissimo che voleva scendere proprio lì e sembrava un passeggero più che navigato”. Come spiega Repubblica nella sezione dedicata a Genova, gira con un cartellino al collo che recita “Per favore non datemi da mangiare, devo dimagrire” e lo si può trovare nei pressi del teatro ‘Ariston’, nella signorile via Matteotti, nella sempre affollata via Palazzo, dove la sua ‘mamma’ ha uno storico negozio di prodotti tipici alimentari.  La ‘zia Manuela da circa un anno gli ha aperto una pagina su Facebook. E in Svezia ha addirittura un ‘Fanclub’ creato dal compagno svedese di una cliente, che per Natale gli ha donato un giubbino catarifrangente utile quando attraversa la strada. Spiega la signora Lina: “Il mio cane è sempre stato uno spirito libero ed è impossibile tenerlo tutto il giorno al guinzaglio, soffrirebbe troppo. Un giorno, quando aveva cinque mesi, gli è scattata ‘la molla’. Si è allontanato tutto il giorno, è tornato un po’ malconcio, ma da allora nessuno l’ha più potuto fermare. La sua prima tappa al mattino è il negozio di fiori  di piazza Colombo dove mangia un biscottino, poi entra nel bar proprio accanto al nostro negozio e chiede con insistenza la sua ciotola d’acqua. Quindi va al mercato, alle giostre e sugli autobus, come continuamente ci raccontano i nostri clienti. Per questo abbiamo deciso di dotarlo di una piccola webcam per cani, che in America pare sia in gran voga. Così almeno sapremo tutta la verità.”

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Quando i “cervelli” restano… e ce la fanno! Storie di successo made in Italy

italiani-successo-tuttacronacaE’ il Secolo XIX che porta alla luce, finalmente, una buona notizia: in Italia c’è chi ce la fa! E non si tratta di soliti noti o “amici di”. Sono le storie di sei giovani che hanno creduto in loro stessi e nei propri sogni, si sono impegnati, hanno rischiato e… ce l’hanno fatta, restando nella loro città, Genova. Elisabetta, Emanuele, Enrico, Marco, Massimiliano e Piergiorgio stanno vedendo giorno dopo giorno i loro sogni diventare realtà. Hanno storie diverse alle spalle, si sono messi in gioco in modi e in ambiti differenti, ma hanno raggiunto la loro meta o, quanto meno, sono sulla strada che conduce ad essa. In una società in crisi e che difficilmente finanzia i progetti delle nuove leve, hanno scommesso su loro stessi. Emanuele Gugliemino ha messo a punto una microturbina nei laboratori di Morego dell’Iit ed ha già ottenuto più di un apprezzamento dalla Silicon Valley, l’El Dorado di chi ancora ha la capacità di sognare. Marco Gaudina, al contrario, dopo aver accumulato esperienza alla Siemens si è rintanato nel garage dei genitori, dove ha visto la luce il suo rivoluzionario sensore. Storia simile per Massimiliano Bonacci e Piergiorgio Beruto, che dopo aver lavorato negli uffici della Marconi/Ericsson hanno deciso di passare alla corsa in solitario. E’ partito invece puntando direttamente su se stesso Enrico Botte: nel 200′, dopo una laurea in storia, ha creato con un socio un’impresa ad alta tecnologia partita grazie al finanziamento di Ligurcapital. I soldi pubblici non potevano essere spesi in maniera migliore: la Field Organization System oggi ha centocinquanta dipendenti e sedi a Genova e in Campania. Ma non dobbiamo pensare che per costruirsi un futuro si sia obbligati a dedicarsi all’alta tecnologia: Elisabetta Comotto, ancora giovanissima, si è imegnata in bottega, con quell’umiltà di partire dalla base che spesso manca ai futuri adulti, ed ha così trovato un mentore che, dopo averle svelato i segreti dell’arte orafa, le ha lasciato il laboratorio: ora il suo futuro è tutto nelle sue mani.

Renzi e Letta: sfida a distanza dai palchi di due feste del PD

Renzi-Letta-tuttacronacaUno è premier, l’altro sindaco di Firenze. Uno si trova a Genova, l’altro a Borgo Sisa, in provincia di Forlì. Letta e Renzi prendono la parola per una sfida a distanza, sui palchi di due diverse feste del Pd. Anche se sembra che un vincitore ci sia già: stando a Swg, infatti, Renzi è nettamente in vantaggio su Letta per quanto riguarda la popolarità riscossa negli italiani: 47 contro 43.

Enrico Letta, a Genova, ci tiene a specificare: “Quando discutiamo insieme nelle nostre Feste, vorrei che si partisse sempre da un’idea di fondo: questo è un governo per il quale sto dando tutto, la salute, il sangue, tutto. Ma non è il governo per cui ho fatto la campagna elettorale. La prossima campagna elettorale io la farò per un governo di centrosinistra”. Subito dopo ci tiene a smentire uno dei luoghi comuni sul suo carattere: “Io freddo? no”. Peccato che per esemplificare incappa in una gaffe calcistica che una parte del pubblico non può perdonargli: “Non sono mai mancato alla festa di Genova e ogni volta, nell’iniziare, ho sempre salutato la parte genoana che è gemellata con noi pisani. Un saluto ai rossoblu”, dice infatti letta. I presenti di fede sampdoriana fischiano. E il premier si difende: “no, visto che dicevano che sono freddo…”. Visto che il tema caldo di questi giorni è l’Imu, tiene a specificare: “L’Imu è una tassa iniqua e non progressiva, la Service Tax sarà più bassa e non sarà caricata sugli affittuari contro i proprietari. Risponderà a esigenze di equità e progressività”. E per quanto riguarda l’Iva promette di far di tutto per evitare l’aumento. Ma parla anche del ministro Kyenge: “La mia scelta, fatta in solitudine, di Cecile Kyenge al ministero della Integrazione sta cambiando il paese E’ stata una scelta necessaria” per combattere “il razzismo di ritorno”. Il tema successivo è il lavoro: “Con Camusso Bonanni e Angeletti ragionamento di prospettiva. Legge di stabilità sia scritta con un accordo su più salari e più competitività, rilanciando industria, economia e lavoro. Non voglio che la crescita sia senza lavoro, non bisogna più perdere posti di lavoro”. Ma non poteva mancare un riferimento a Berlusconi: “Non credo ci siano molti margini su vicenda Berlusconi. Separazione tra la vita del governo e queste vicende. Se si votasse oggi con il Porcellum e il tripolarismo non avremmo nuovamente una maggioranza”. Ha quindi sottolineato che “Governo non ha nulla da fare rispetto a vicende che sono di competenza del Senato”. Del resto: “La riforma della giustizia ha a che fare con le esigenze dei cittadini italiani. Ma anche su questo abbiamo fatto dei passi avanti, facendo scelte che erano nel programma del Pd”. Riguardo alla durata del governo spiega: “A una domanda che mi chiedeva la durata del governo ho risposto che non dovevo rispondere a questa questione, e che non mi davo scadenze, non che pensavo ad un governo di legislatura. Poi voi giornalisti fate passi avanti. Se non si può andare avanti e realizzare gli obbiettivi del governo, si va a casa, ma non senza aver cambiato la legge elettorale, altrimenti il paese sarebbe ingovernabile”. E ricorda che “La Corte costituzionale il 3 dicembre si riunirà e, finalmente dico io, dichiarerà incostituzionale il Porcellum”. Del resto, “Con un sistema come il nostro, con questo bicameralismo e questa legge elettorale, è ovvio che saranno larghe intese per sempre. Bisogna arrivare ad un’unica Camera con la metà dei parlamentari, un Senato composto dai rappresentanti di Regioni e Comuni”. E riguardo il suo partito: “Da vicesegretario del Pd ho vissuto nella sua evoluzione la fusione tra Margherita e Ds. Oggi siamo un partito unito”. Quindi: “Nel congresso discuteremo e ci confronteremo, ma alla fine siamo tutti democratici, tutti uniti insieme per lo stesso obiettivo. Con ragionamenti che ci portano al passato la gente ci inseguirebbe con il forcone”. E lancia un appello: “Concentriamoci sul progetto per l’Italia più che sulle regole. Evitiamo che il paese intero ci compatisca, la cosa più stupida che il partito potrebbe fare. Il segretario eletto si impegni a fare il segretario, compito molto significativo di per sé”. Parla anche della questione siriana: “L’utilizzo delle armi chimiche nei confronti della popolazione civile rappresenta crimine contro l’umanità. Iniziamo con una forte condanna di questo gesto”, ma sottolinea: “Condanna e reazione sulla Siria sono dovute e necessarie, ma nella cornice dell’Onu. In caso contrario non parteciperemo. Ma politicamente stiamo con Hollande e Obama, non con Assad”. Il premier coglie l’occasione anche per ringraziare il Presidente della Repubblica: “Non finiremo mai di ringraziare Giorgio Napolitano di quello che ha fatto per l’Italia. Non solo per la scelta dei senatori a vita, ma perché l’Italia non è andato alla deriva”. In precedenza, Letta aveva parlato all’Istituto italiano di tecnologia, dove ha parlato del tema della ricerca:

Matteo Renzi, a Borgo Sisa, ci tiene invece a iniziare sottolineando: “Basta con i referendum su Berlusconi, gli italiani meritano di più” e aggiunge: “Quest’estate i giornali erano pieni di questioni tecniche per gli avvocati, dall’indulto alla buona condotta, dalla Cassazione alla legge Severino”. E ha proseguito: “Poi con i falchi, le colombe e la pitonessa i giornali erano anche per gli appassionati di animali. Basta con questo gorillaio, gli italiani meritano di più del referendum su Silvio Berlusconi che va avanti da vent’anni. Bisogna voltare pagina”. Quello su cui preme il sindaco fiorentino è che la politica non ha raggiunto i suoi obiettivi: “Nessuno oggi è così ingenuo da non sapere che la politica non ha raggiunto tutti i suoi obiettivi. Abbiamo il diritto di chiedere  che la politica torni a riscaldare le nostre anime”. Quello che Renzi vuole è il cambiamento: “O tutti insieme ci diamo una mossa e proviamo a cambiare Pd e l’Europa o non andiamo da nessuna parte”. E ancora: “Per archiviare la domanda sul futuro di Berlusconi c’è un solo modo: smettere di parlarne. In qualsiasi paese civile un leader condannato, specialmente per evasione fiscale, va a casa lui, non c’è bisogno della decadenza”. Ha quindi sottolineato: “Non dobbiamo avere la spocchia di giudicare chi ha votato Berlusconi, è il centrodestra che deve rispondere alla domanda se hanno mantenuto le promesse o no. L’unica promessa mantenuta, quella dell’abolizione dell’Imu, gliel’abbiamo fatta mantenere noi”. Anche il sindaco tocca il tema della durata del governo: “Tutti si chiedono quanto dura il Governo. Ma il problema non è quanto dura, ma cosa fa. Noi siamo con il Governo se fa le cose, non tifiamo contro”. Parla anche dell’Imu, “L’unica promessa che il Pdl è riuscito a mantenere” e “li abbiamo aiutati noi”. E sul futuro del PD “O tutti insieme ci diamo una smossa e proviamo a portare Pd e Italia o non si va da nessuna parte. La frontiera è esattamente dove sta il Pd”. E per quel che riguarda le correnti interne: “Se divento segretario la prima cosa che rottamiamo sono le correnti”.

Incontri ravvicinati: iCub ed Enrico Letta, può nascere una larga intesa?

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Possono nascere le larghe intese con un robot? Forse, dati i tempi, non sarebbe poi così male! iCub è il robottino umanoide diventato il simbolo dell’Istituto Italiano della Tecnologia a Genova. Il presidente del Consiglio Enrico Letta in visita all’Ilt ha esordito:

“Le nomine di Rubbia e Cattaneo a senatori a vita sono un forte messaggio di speranza per il paese, l’Italia è un paese dove il merito sarà premiato. Sappiamo che tanti giovani se ne sono andati, ma qui c’è la dimostrazione che con l’impegno di tutti si può invertire la tendenza”.

In un futuro prossimo venturo l’annuncio di Letta sicuramente sarà realizzato, cosa importa se nel frattempo per i giovani non c’è né merito, né premio e né lavoro? Qualche generazione futura ne usufruirà… sempre che dietro l’angolo non ci sia il baratro! Ma l’importante è puntare sul team e da buon allenatore il Premier ricorda:

“Credo che sia importante un buon gioco di squadra, una forte collaborazione tra pubblico e privato. Qui c’è un forte impegno pubblico che vogliamo mantenere”.

E lui di squadra, allenando le grandi intese se ne intende! Un annuncio che di sicuro di rincuora… Chissà se iCub comodamente seduto  su una poltroncina rossa, si sente rinfrancato dalle parole di Letta? Forse lui, ben oliato e con qualche pezzo di ricambio, riuscirà a vedere i risultati del governo di servizio ai cittadini.

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Il presidente della Regione Claudio Burlando ha voluto invitare all’Iit il presidente del Consiglio per fargli vedere cosa è possibile fare, pur con tutte le ristrettezze e le difficoltà di chi vuole fare ricerca in Italia, anche in un territorio così complicato come quello genovese. E anche per dargli un messaggio. “Iit può crescere – ha detto Burlando – nelle scienze legate alla medicina e nelle macchine intelligenti, insieme a Finmeccanica”.

Guerra fra gruppi etnici nel centro di Genova?

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La rissa che è scoppiata la notte scorsa nella zona della Maddalena, nel centro storico di Genova, e ha visto contrapporti due gruppi etnici, da una parte i maghrebini e dall’altra gli eritrei. Tre persone sono rimaste ferite: i due eritrei in modo lieve mentre l’uomo marocchino di 41 è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Martino di Genova.

I nostri 7 giorni: tra perturbazioni metereologiche… e politiche!

7giorni-tuttacronacaAltri sette giorni ricchi di emozioni, con un po’ di rammarico per quest’estate che arriva ormai agli sgoccioli e le tante incongnite sul futuro prossimo che tornano ad affacciarsi di prepotenza sulla scena politica. La perturbazione che si sta abbattendo in queste ore sull’Italia ci ricorda un po’ la bufera che continua a imperversare nei luoghi del potere italiano. La nostra penisola è infatti colpita dal maltempo che ha provocato non solo il crollo delle temperature ma anche numerosi danni. Grandinate, allagamenti, trombe d’aria, si sono infatti abbattuti un po’ ovunque. Dal Veneto al Lazio, dal Piemonte alla Campania passando per la Liguria. E se non è il cielo cupo a spaventare, è la terra che trema sotto i piedi, spesso con scosse lievi, ma capace anche di far correre in strada le persone, com’è accaduto nelle Marche. E la stessa instabilità la si vive nel clima politico. Reggerà il governo alla bufera del post-sentenza della Cassazione? E’ quello che ci si chiede ormai ogni giorno, con il Pd che invoca lo stop ai ricatti e il Pdl unito attorno al proprio leader. Ognuno ne parla e offre la propria versione. C’è chi come Travaglio immagina un nuovo, possibile travestimento di Berlusconi, in stile Manning, da donna, e chi, come Veltroni, vede queste ultime battute come la fine di un ventennio. Ma forse gli italiani al momento sono più focalizzati su altro: il proprio personale futuro. Quello che continua ad apparire incerto perchè la questione pensioni non è ancora stata chiarita e sempre più persone perdono la speranza di un lavoro sicuro. Al contrario, però, c’è anche chi non soffre la mancanza di lavoro, che trova anche se già riceve circa 7mila euro al mese di cassa integrazione. E se dobbiamo polemizzare su questo… cosa possiamo dire degli scontrini che negli ultimi giorni hanno fatto il giro del web? Cifre astronomiche, per un caffè, una bottiglia d’acqua o un bicchiere di vino: bibite con un retrogusto decisamente amaro! Forse più di qualcuno ha preferito restarsene a casa, con il naso all’insù, ad assistere allo spettacolo dell’esplosione stellare

7giorni-cielo-tuttacronacaMa anche altre notizie ci hanno particolarmente colpito in questi giorni. Una su tutte: una 13 enne che, dopo aver chiamato il 113, si sente rispondere: “Per errore abbiamo risposto da Caserta, richiama e ti risponderanno poliziotti più vicini a te”. Più solleciti i medici che, al pronto soccorso, hanno accolto il Molleggiato dopo che si è provocato una piccola frattura al minolo. Forse fin troppo solerti, visto che immancabili sono scattate le polemiche, alle quali i sanitari hanno risposto. Del resto Celentano più che alla sua salute sembra interessato al tema delle Grandi Navi a Venezia. E proprio nella città lagunare si è consumata una tragedia, dopo che un turista è morto in uno scontro tra vaporetti e gondola. Le ultime novità raccontano che il “pope” è stato trovato positivo a hashish e cocaina, ma questo non placa la rabbia contro i piloti dell’Actv. Dai canali ai campi… è ricominciato il campionato! E se il mercato resta comunque un tema caldo, con le ultime cartucce ancora da sparare, già si parla del primo naufragio del Milan in terra veronese e di Tevez che è riuscito a spezzare la maledizione del Luigi Ferraris: la Juve è tornata a vincere a Genova ed ha presentato il suo biglietto da visita. Ma siamo solo ai primi calci d’inizio e la stagione è tutta da scrivere. Insomma, non preoccupiamoci, perchè nulla è perduto: come l’anello perso in un campo e poi ritrovato… incastrato in una patata cresciuta nel frattempo! Questo per dire che se anche qualcosa ci spaventa e ci vien voglia di scappare… proviamo a fermaci per osservare a fondo. Chissà, forse c’è il trucco e la butteremo sul ridere!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

In mare e sulla terra: le trombe d’aria si abbattono nel Genovese

tromba-d'aria-genova-tuttacronacaSpettacolo inquietante oggi per chi si trovava in spiaggia nel ponente genovese dove si è formato un funnel cloud, una colonna d’aria in rotazione, all’altezza di Arenzano. La tromba d’aria, che ha provocato danni ma nessun ferito, si è poi infranta su uno stabilimento balneare. Ma anche la città di Genova è stata teatro dell’espressione della forza della natura: attorno alle 19, una tromba d’aria si è infatti verificata nei pressi del Biscione, nel quartiere Marassi. Non si registrano danni.

La dichiarazione di Moratti nei sotterranei di San Siro. L’Inter del futuro?

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Massimo Moratti intercettato nei sotterranei di San Siro ha parlato del futuro della sua Inter, nel giorno della partita che per molti potrebbe essere l’ultima con lo storico patron nel suolo di presidente. Come al solito davanti ai microfoni ha preferito non sbilanciarsi:

“L’ultima con me da presidente? Non mi piace dire così e non credo che sia l’ultima. Stiamo lavorando per fare le cose bene, se si raggiungerà l’accordo bene, altrimenti resterà tutto come ora. Eto’o? Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni di mercato”.

Il maltempo flagella la Liguria, due persone “intrappolate” nel fiume

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Il maltempo era stato previsto ma nessuno poteva immaginare che le conseguenze delle perturbazioni fossero così devastanti. Nel capoluogo ligure due persone sono  rimaste a lungo “intrappolate” nella notte nel greto del Polcevera a causa dell’improvvisa “piena” del torrente: i due si sono rifugiati sopra un pilone della ferrovia all’altezza di Rivarolo sino a quando vigili del Fuoco e sommozzatori sono intervenuti per salvarli.

Alla Spezia, invece, le forti piogge hanno provocato allagamenti e cadute di alberi: in particolare, il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea è stato temporaneamente evacuato perché invaso dall’acqua per qualche ora.

Incendio sulle colline di Genova, paura al “Biscione”

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Da questa mattina le squadre dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale e dei servizi anti-incendio, coadiuvandosi con un elicottero, sono a lavoro per spegnere l’incendio che è scoppiato sulle colline di Genova sopra il quartiere del Biscione. Le fiamme stanno lambendo anche alcune abitazioni, anche se gli operatori sperano di riuscirlo a domare senza disporre lo sgombero delle famiglie. Le cause dell’incendio sono da accertare.

La mamma seduta al bar con l’amica e la figlia a mendicare

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Sembrerebbe impossibile e invece a Santa Margherita Ligure i vigili urbani hanno dovuto segnalare alla Procura dei Minori di Genova un strano episodio. Una bambina di soli 3 anni chiedeva l’elemosina camminando in strada con un bicchiere di carta e un cartellino, mentre la mamma, con un’amica, erano al bar a scambiarsi quattro chiacchiere. La donna e la bambina sono già ripartite per Milano, luogo in cui risiedono,  mentre il giudice dei minori si  è riservato ogni decisione in merito.

 

Donna sfigurata dall’acido a Genova.

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Ancora un atto di violenza, ancora contro una donna, ancora l’acido che terrorizza. Questa volta a essere coinvolta è stata un’impiegata, 46enne, di  una impresa di pulizie che lavora nell’ospedale Galliera. La donna aveva appena finito il turno quando è stata aggredita da uno sconosciuto. Immediati i soccorsi alla vittima che è stata portata al pronto soccorso dello stesso ospedale dove le sono state riscontrate ustioni al volto. L’episodio è avvenuto all’interno degli spogliatoi degli addetti alle pulizie dell’ospedale. L’aggressore, secondo quanto riferito dalla donna, aveva il volto coperto. La vittima, italiana e residente nel quartiere Marassi, non è in pericolo di vita.

Il suo zaino ha la targa: multato!

-targa-zaino-tuttacronacaA Genova, via Garibaldi è zona off limits per i mezzi. Ma nella zona pedonale, anche un ragazzo a piedi è stato multato. Questo perchè le telecamere, dopo averlo rilevato, lo hanno segnalato come mezzo non autorizzato”. E’ accaduto perchè il giovane, per decorare il suo zaino, aveva utilizzato una vecchia targa, sospesa nel 2007, che apparteneva allo scooter della madre. Cosa che non va contro la legge, visto che è concesso conservare la vecchia “piastra” con il numero di riconoscimento. Inizialmente la madre, Virginia Biglia, “stimata addetta in Procura – come scrive il Corriere Mercantile – e intestataria della targa”, non appena ha letto il verbale arrivato a casa, ha pensato a una bravata del giovane. Poi, la verità e il ricorso in Comune con la prova “della totale mancanza di controllo dei dati della sanzione che ha traformato in macchina un essere umano”.

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