A Palermo è scontro tra curia e comune: loghi gay sulla Cattedrale

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Scontro in queste ore tra la curia di Palermo e il comune per le polemiche scoppiate dopo la festa di Santa Rosalia. La chiesa infatti si sta lamentando per le immagini del Gay Pride e i loghi omossessuali che sono stati proiettati sulla facciata della Cattedrale. Don Fabrizio Moscato ha alzato i toni della discussione scrivendo su Facebook:  “Vergogna! Stiamo toccando il fondo: ideologia omosessualista proiettata sul nobile portico meridionale della Cattedrale di Palermo in occasione del Festino della Patrona Rosalia”. E ancora di: “simboli del Gay Pride e delle unioni omosessuali accostati ad un neonato… Il carro fatto passare a Porta Felice da un cancello con motivi orgiastici…” e poi ha aggiunto: “Ma chi può convincermi che è tutto normale? Ma chi può avere argomenti che difendano un vero e proprio insulto alla nobiltà della fede che la Santuzza ed anche la Cattedrale rappresenta? Chi può dirmi che non si tratti di sudicia provocazione? Questa è strumentalizzazione dei bambini! Questo è un futuro imposto ai bambini da minoranze che hanno uno sguardo falso e deviato… L’unica paura è per i più piccoli che ci guardano…”.

Ma la chiesa non dovrebbe accogliere tutti e non discriminare? Sono i gay a imporsi ai bambini o forse i religiosi con le loro “attenzioni particolari”?

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Intolerance… gli spacca il naso perché è gay!

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Milano tanto tempo fa era “da bere”, oggi sembra invece che sia intollerante o che almeno una parte dei suoi cittadini non riesca ad accettare la diversità. La mattina per Gianluca, 35enne originario di Caserta ma da dieci anni residente a Milano, era iniziata come tutte le altre. Guidava la sua bici e si stava recando al negozio di abbigliamento dove lavora. Un’auto all’improvviso ha iniziato a  suonare alle sue spalle e da qui è iniziato il diverbio. L’automobilista ha capito che si trovava di fronte a un ragazzo omosessuale e lo ha insultato pesantemente, poi è partito il pugno in faccia che ha rotto il naso del ragazzo. L’episodio è avvenuto sabato in via Sassetti, a poche ore dal Gay Pride che nel pomeriggio ha invaso le strade della città.

Gianluca, ancora non sapendo di avere il naso fratturato, ha deciso di andare al lavoro. Qui i colleghi lo hanno immediatamente soccorso e poi hanno deciso che era meglio chiamare il 118. Al Fatebenefratelli gli sono stati prescritti 15 giorni di prognosi per trauma facciale con infrazione delle ossa nasali e cervicalgia. Subito dopo la medicazione Gianluca ha denunciato il fatto alla polizia, mettendo a verbale lesioni e ingiuria con l’aggravante dell’omofobia.

“Siamo vicini a Gianluca – fa sapere l’assessore comunale alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, che ha istituito una casella mail del Comune proprio per questo tipo di denunce – e da noi avrà tutto il sostegno possibile per affrontare le prossime settimane e compiere tutti i passi che saranno necessari a fare chiarezza sull’accaduto, nella speranza che chi lo ha aggredito possa essere identificato. Milano è e deve rimanere una città dove episodi di questo tipo devono essere condannati e isolati affinché il rispetto dell’altro, anche quando diverso da noi, guidi il comportamento di tutti”.

Lo spot attraversa l’oceano… “Napoli e San Francisco unite per i diritti LGBT”

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Uno spot non parlato, quindi usufruibile a livello internazionale,  realizzato dall’ufficio stampa del Comune di Napoli, attraverso la web tv, è stato inviato al console italiano a San Francisco, Mauro Battocchi e sarà proiettato all’inizio della parata che aprirà oggi il Gay Pride. Una connessione tra il Campania Pride 2013 svoltosi a Napoli e l’appuntamento americano. Il sindaco de Magistris, l’assessore Tommasielli e alcuni partecipanti al Pride di Napoli hanno lanciato un messaggio: ‘Napoli e San Francisco unite per i diritti LGBT’.

Torna Lady Gaga ed è ovazione al gay Pride di New York

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Non poteva certo mancare Lady Gaga al Gay pride. Così venerdì sera la cantante è tornata sul palco per la prima volta, a New York, dopo l’intervento all’anca che l’ha costretta a interrompere il “Born this way tour”.

Lady Gaga  ha cantato l’inno americano, con la bandiera arcobaleno in mano, durante il Gay Pride nella Grande Mela. Durante il discorso ha detto: “Non siamo una nicchia, siamo una parte imponente dell’umanità e io credo che sia tempo che le strade siano sicure. Chiedo la salvaguardia dei nostri diritti”.

Orgoglio gay… da New York a San Francisco, ma anche Google festeggia

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Nella giornata mondiale dell’orgoglio gay, in occasione del gay pride che si terrà a New York, l’Empire State Building, simbolo della Big Apple festeggia con i colori arcobaleno. D’altra parte è nata proprio a New York nel 1970 la parata del gay pride in memoria della “rivolta di Stonewall” avvenuta un anno prima. Stonewall Inn era infatti un locale per omosessuali molto noto a New York che fu teatro di forti scontri tra polizia e comunità gay.

Ma se New York festeggia anche San Francisco si tinge di arcobaleno. Il Council Hall (municipio) è stato infatti illuminato con i colori della bandiera del movimento gay, diventando così una vera e propria festa per gli occhi.

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Quest’anno, grazie anche alla storica sentenza della Corte Suprema degli Usa, i festeggiamenti sembrano essere iniziati in anticipo e con un coinvolgimento maggiore da parte di tutta la popolazione, una festa che sta investendo tutte le più grandi città Usa.

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Anche Google festeggia con un Easter Eggs. Se si prova a cercare le   parole “gay”, “lesbica”, “transgender” (e i loro sinonimi) o l’acronimo “lgbt”, la barra di ricerca diventa arcobaleno. Sono giorni che l’azienda di Mountain View ha voluto unirsi ai festeggiamenti della comunità lgbt per la sentenza.

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Tra musica e provocazioni, i volti del Gay Pride 2013

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Giornata colorata e ricca di musica che si diffondeva dai carri oggi tra le strade di Roma, in occasione della parata dell’orgoglio Lgbt. Tanti i cartelli esposti, tra cui uno con la scritta “Il sindaco Marino ci sposi!”. Ma dopo la mancata partecipazione del neo sindaco non poteva mancare neanche il più provocatorio “Marino? Ha l’influenza vaticana”. A sfilare per i diritti delle coppie gay, giovani e non più giovani, single e famiglie. Jusy, arrivata con la sua compagna Michela e la loro bambina di due anni e mezzo ha spiegato: “Siamo una famiglia unita dall’amore e vogliamo che questo amore venga riconosciuto dallo Stato. Al momento non lo è. Vorrei non dover più manifestare”. Ma c’è anche chi, come Laura, ricorda che: “Servirebbe un registro delle unioni civili a Roma. Sarebbe un primo passo per sapere quante coppie omosessuali ci sono in città, e ce ne sono tante, mi piacerebbe domani avere un riconoscimento. Ad oggi c’è ancora discriminazione”. Ma se manca il sindaco, due neo eletti consiglieri fanno sentire la loro voce. Sono Gianluca Peciola (Sel) e il radicale Riccardo Maggi. “Chiediamo il riconoscimento delle unioni civili con una delibera che nei fatti equipara le nuove forme familiari a quelle basate sul matrimonio, per quanto riguarda le attività e i servizi comunali”, afferma Maggi. Peciola aggiunge: “Una delle delibere che porterò in Consiglio e che ha già raccolto moltissime firme e quella per l’istituzione del registro delle unioni civili. Questa di oggi è una bella manifestazione anche alla luce delle comunicazioni del sindaco Marino che hanno un significato politico importante. Su questi temi è essenziale che intervenga anche la normativa nazionale”.

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Paolini e lo spogliarello al Gay Pride

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Il noto “disturbatore televisivo” Gabriele Paolini ha voluto partecipare al Gay Pride di Roma e ha scelto la grande fontana di Piazza Esedra per dedicare ai diritti degli omosessuali il suo personalissimo strip-tease terminato con un tuffo nell’acqua. Il ragazzo ha approfittato dell’occasione per raccontare ai presenti le vessazioni subite da bambino, rivela un tentativo di suicidio e nomina gli amici incontrati lungo la sua strada, tra i quali c’è anche Sara Tommasi.

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Gay Pride: Marino grande assente “per trascorrere qualche giorno in famiglia”

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Ha scelto di “trascorrere qualche giorno in famiglia” Ignazio Marino, e quindi non interverrà oggi alla manifestazione romana. Come ha sottolineato ieri il comitato Pride 2013: “Una risposta irrispettosa e offensiva nei confronti di una comunità che si batte da anni e domani scenderà in piazza proprio per vedere riconosciuti i diritti, la visibilità e la dignità delle proprie famiglie”. Marino, sulle pagine de Il Messaggero, aveva assicurato che sarebbe comunque stato “vicino ai partecipanti e al loro fianco nella lotta alle discriminazioni”, ma la delusione è molta. “Il sindaco di Roma – si legge nella nota del comitato  – ha il dovere di offrire alla Città una disponibilità diversa rispetto al passato e di dimostrare più attenzione alle richieste di una grande manifestazione per i diritti civili, la democrazia e la libertà. Siamo molto delusi da questa scelta che denuncia una grave sottovalutazione di cosa sia il Pride per Roma e siamo fiduciosi che il Sindaco sappia comprendere l’importanza che avrebbe la sua presenza per una comunità che troppo spesso non riceve risposte credibili dalle Istituzioni e dai suoi più importanti rappresentanti”. Il sindaco era stato invitato giorni fa da Andrea Maccarrone, portavoce di Roma Pride, e la richiesta era semplice: “un forte segnale di discontinuità dopo 19 anni di assenza dei Sindaci di Roma dalla parata dei Pride romani”. Ora le associazioni chiedono un incontro con il neo-sindaco, tramite una nota di Fabrizio Marrazzo, portavoce del gay center: “E’ importante che il neo sindaco di Roma Ignazio Marino fissi al più presto un incontro con le associazioni lgbt per discutere delle proposte che gli sono state rivolte. Da Marino in campagna elettorale è venuta l’adesione alla piattaforma che avevamo proposto che riguarda i diritti civili e la lotta all’omofobia. Siamo pronti a un confronto e a un dialogo che renda Roma capitale dei diritti e gay friendly come molte altre capitali europee”.

Aspettando l’edizione odierna… ricordiamo la manifestazione dell’anno scorso:

Il 15 giugno manifestazione di Casapound, mentre sfila il gay pride

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Si raduneranno nello spazio Area 19, gestito da Casapound, gli esponenti di estrema destra che il 15 giugno, mentre a Roma ci sarà il gay pride, manifesteranno a favore del presidente siriano Assad. Il comune è solo riuscito a negare lo spazio di Ponte Milvio dirottando quindi la protesta in un uno spazio autogestito.

Ecco il comunicato presentato da “Il Messaggero”:

Il raduno di neofascisti pro-Assad non si terrà più in piazza, a Ponte Milvio. Dopo gli appelli – a cominciare da quello di Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica – che si sono levati contro la presenza di vari gruppi estremisti in città, il Comune ha ritirato l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico. L’appuntamento rimane però confermato, per il pomeriggio del 15 giugno, nello stesso giorno del Gay Pride. I movimenti neofascisti di mezza Europa, dalla Francia alla Grecia, si riuniranno così in via Monti della Farnesina, all’interno di “Area 19″, lo spazio occupato gestito da CasaPound. Dietro all’organizzazione del raduno dell’orda nera, infatti, ci sono proprio i Fascisti del Terzo Millennio di Gianluca Iannone, anche se formalmente le fila dell’evento sono tenute dalla neonata sigla del Fronte Europeo di solidarietà per la Siria. Del gruppo fa parte anche l’associazione Zenit, organizzazione di estrema destra capitolina, che dichiara di avere «radici nel fascismo». «Il Fronte Europeo per la Siria comunica che, nonostante le pressioni subite da parte della Questura di Roma e del Comune che ha negato all’ultimo momento la disponibilità del suolo pubblico – hanno reso noto poco fa quelli del Fronte europeo per la Siria – ha comunque deciso di svolgere la manifestazione nello stesso giorno in via Monti della Farnesina, nei pressi di Ponte Milvio. Comunichiamo inoltre che la manifestazione si svolgerà secondo il programma e gli orari precedentemente stabiliti».

Miccichè: l’ex cocainomane che trova innaturale essere gay

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Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla alla Pubblica Amministrazione e semplificazione, ha parlato oggi ai microfoni de La zanzara, su Radio 24. “Non sono più cocainomane. Lo sono stato quando ero ragazzo ma l’ho sempre ammesso. Avevo vent’anni e c’era la contestazione. Non rinnego nulla”. Ha confessato, prima di passare all’attacco di Roberto Saviano, che recentemente lo ha definito “cocainomane” e “ricattabile”: “Dice delle assurdità  perché non c’è niente di nuovo, ho sempre detto di aver fatto delle minchiate da giovane. Non ho dipendenze come dice lui. Ma non voglio rispondergli, è una persona non così onesta intellettualmente come professa di essere, non me ne frega niente. Lui sarà ricattabile, non io”. Per l’occasione, ha parlato anche del Pride che si svolgerà dal 14 giugno a Palermo: “Non vado al Gay Pride a Palermo, ci vanno quelli a cui piace, a me non piace, non mi diverto. Non fanno niente di male a sfilare, se c’è gente che si bacia per strada non me ne frega niente. Ma sono cose schierate di cui non me ne frega niente. È tutta demagogia”.  I conduttori gli hanno poi chiesto se sia innaturale essere omosessuali: “Sì, onestamente è innaturale. Il matrimonio è innaturale, non credo che alla gente interessi molto. Però se due si vogliono mettere insieme è giusto che vengano garantiti certi diritti”.

Laura Boldrini e Josefa Idem al gay pride di Palermo

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“Ho deciso di partecipare con Laura Boldrini al gay pride nazionale a Palermo il 14 giugno. E’ necessario un forte impegno nazionale ed europeo per garantire parità di trattamento e dignità dei gay e delle lesbiche”, con queste parole il ministro per le Pari opportunità, Josefa Idem, nell’audizione in commissione alla Camera ha dichiarato di voler prendere parte insieme alla presidente della Camera alla manifestazione siciliana.

A Palermo, come stimano gli organizzatori del gay pride, sono attese centomila persone che chiederanno un confronto parlamentare su pari diritti e contrasto all’omofobia e alla transfobia.
“Un corteo di carri colorati – spiegano associazioni come Arcigay, Arcilesbica e Famiglie Arcobaleno – attraverserà la città per vincere le battaglie sui diritti”. “
“In un momento di crisi bisogna rimettere al centro i diritti e investire nella cultura delle differenze – ha detto la presidente del comitato organizzatore del pride nazionale, Titti De Simone – non passa giorno senza discriminazioni e violenza sulle persone lgbt. Questa è una battaglia che si combatte per vincere, è il momento di dare segnali importanti”.
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