“Una palla di fuoco!”, così i testimoni dell’esplosione in fabbrica

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Un camion che urta alcuni tubi durante una manovra e innesca una forte esplosione a cui segue un enorme incendio nell’impianto della Williams Olefins di Geismar, a 60 miglia da New Orleans, in Louisiana. I feriti sarebbero già sette, ma ci l’esplosione avrebbe anche provocato un numero ancora imprecisato di vittime.

Le squadre di soccorso sono ancora al lavoro per mettere in salvo il personale dell’impianto e le autorità hanno raccomandato ai residenti di non aprire le finestre in quanto i fumi della combustione potrebbero essere tossici. Nell’azienda produce etilene e propilene, due gas estremamente infiammabili, comunemente usati come reagenti nell’industria petrolchimica.

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Il regime siriano e i gas tossici sui ribelli: documentato l’uso delle armi chimiche

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Le Monde ha pubblicato un reportage e un filmato nel quale emerge la testimonianza di due invati speciali che hanno trascorso un paio di mesi con i ribelli siriani raccogliendo elementi e tersimonianze sull’uso di gas tossici da parte del regime siriano di Bashar al Assad, che avrebbe utilizzato armi chimiche contro i ribelli nel quartiere di Jobar, a Damasco. Nell’articolo, a firma Jean-Philippe Rémy, vengono spiegati gli effetti di un particolare attacco condotto dal regime contro i ribelli: “Nessun odore, nessun fumo, non c’è stato nemmeno un fischio per indicare il lancio di gas tossici”. Segue la spiegazione di come subito siano apparsi i primi sintomi: “C’era chi tossiva in modo violento, gli occhi bruciavano, la vista era annebbiata”. Subito dopo l’attacco  tra i ribelli c’era chi aveva difficoltà respiratorie, vomitava o era svenuto. “E’ necessario evacuare i combattenti più esposti, prima che soffochino”, si legge. Anche il fotografo del quotidiano ha sofferto di problemi respiratori e alla vista per 4 giorni. E’ un’accusa contro chi non ha mai creduto all’utilizzo delle armi chimiche quella che viene lanciata: “Bisognerebbe ascoltare i medici che, sul posto, cercano di arginare gli effetti di questi gas”. Ma i reporter non si sono limitati a questo, raccogliendo anche testimonianze di un uso “in maniera ben più ampia” di gas tossici, da parte di militanti e medici che riferiscono i sintomi di queste sostanze: difficoltà respiratorie, mal di testa, pupille contratte, nausee. “Se non li si trova subito, è la morte”, commenta, in forma anonima, un medico di Kafer Battna, città feudo ribelle non lontano da Damasco.

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