La casa di Steve Jobs diventa “patrimonio storico”

casa-steve-jobs-tuttacronacaTutti gli Apple-dipendenti conoscono quel numero: 2066. La via è la Crist Drive, a Los Altos, in California. Per tutti gli altri: a quel civico sorge la casa dove i genitori di Steve Jobs si trasferirono nel 1968. E lì si trova il garage dove lui creò i primi 100 pezzi dell’Apple 1. Ora quell’abitazione è stata dichiarata “historic landmark, ossia patrimonio storico dello Stato americano. A decidere che la casa dove il fondatore dell’azienda di Cupertino è cresciuto è stata la Los Altos Historical Commission, che in questo modo ha assicurato che la casa venga mantenuta così com’era all’epoca. Ora servirà il via libera di Patricia Jobs, sorella di Steve, attualmente proprietaria dell’abitazione.

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Ploom… arriva la sigaretta a vapore

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Addio alla sigaretta elettronica e benvenuta sigaretta a vapore? Sembra proprio che dal 3 novembre in Italia saranno disponibili in 600 tabaccherie milanesi e romane il Ploom, ovvero un vaporizzatore tascabile che può essere ricaricato con le Vapods, cioè capsule di alluminio che contengono tabacco aromatizzato. La scoperta è stata fatta in un garage di San Francisco e ha già riscosso molto successo. Il vaporizzatore funziona con una batteria che è ricaricabile mediante cavo usb.

850 serpenti custoditi in due garage: la scoperta della polizia di New York

serpenti-newyork-tuttacronacaLa polizia di New York, dopo aver fatto irruzione nell’abitazione di Richard Parrinello, a Long Island, ha fatto una singolare scoperta: in due garage erano custoditi circa 850 serpenti, tra cui anche due pitoni birmani lunghi quasi due metri. Parrinello, 44 anni, è un agente per la protezione animali del comune di Brookhaven e aveva organizzato una vendita clandestina dei serpenti nel garage di casa sua. Il valore degli animali si aggira attorno al mezzo milione di dollari. Roy Gross, capo della società per la prevenzione delle crudeltà sugli animali per la contea di Suffolk, ha dichiarato che “C’è una ragione se i pitoni birmani sono vietati dalla legge”. Gross ha quindi ricordato il caso dei due fratellini canadesi strangolati nel sonno da un pitone. A seguito della scoperta, ora Parrinello rischia di venire accusato per avere gestito un negozio in casa propria senza i permessi necessari, oltre che per il possesso di pitoni birmani, che sono illegali nello Stato.

I garage per le lucciole spopolano a Zurigo!

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Apriranno il 26 agosto i “box del sesso” a Zurigo e finalmente i residenti del quartiere di Altstetten si riappacificheranno con la strada. Sul modello di  Utrecht, Essen e Colonia i “box del sesso” mirano a migliorare le condizioni di lavoro delle stesse, dall’altra ridurre i tanti disagi per i residenti. Sarà guerra aperta con chi invece non vorrà ususfruire dei garage e seguiterà a svolgere l’attività in strada. Niente più ragazze seminude alla luce del sole ma solo box aperti dalle 19 di sera alle 5 di mattina. Uno spazio videosorvegliato che può essere raggiunto solo in auto e senza altri passeggeri a bordo garantirà anche più tranquillità al quartiere.

Un cane muore asfissiato sulle navi Tirrenia: due versioni

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Forse sarà stato un caso isolato, forse si sarà trattato di un tragico errore, ma Rocky, il cane della signora Maria Rosanna, originaria di Rieti, era uno di famiglia e ora è morto dopo un viaggio in nave da Civitavecchia ad Olbia. La padrona aveva chiesto  alla compagnia navale Tirrenia di riservarle una camera sul traghetto che salpava ieri notte da Civitavecchia e che questa mattina ha attraccato regolarmente  a Olbia. Un viaggio lungo che faceva preoccupare la donna. Rocky non lo voleva far stare per 8 ore sul ponte di notte. Voleva che stesse con loro, accudito per tutto il viaggio, proprio come un figlio. Ma la compagnia aveva risposto secondo il regolamento “Gli animali si possono portare solo nella suite e al momento siamo al completo”. Così la donna si era vista costretta ad affittare un posto nella zona riservata ai cani.

Quasi 400 euro di cui 270 per l’acquisto della gabbia e altri 100 per la custodia. Era il costo di una notte con tutti i confort in un albergo a 5 stelle, invece a Rocky non è stata data neppure l’acqua ed è stato tenuto nel garage accanto al vano motori. Una dimenticanza? La zona riservata ai cani era al completo? Il cane, spaventato e solo, è morto asfissiato dal caldo e dai fumi della nave. Una notte che si è trasformata in calvario e la mattina dopo gli addetti hanno solo potuto constatare il decesso della povera bestia. Tre membri dell’equipaggio si sono presentati dalla signora e sembra anche che abbiano incolpato in un primo momento proprio Maria Rosanna di quella morte che secondo loro, e secondo quanto riportato da alcuni media, sarebbe avvenuta per incuria. Poi è scattata però la rivolta degli altri passeggeri: Stavolta e’ finita in tragedia, ma le condizioni in cui sono costretti a viaggiare questi poveri animali sono pessime e prima o poi bisognava aspettarselo. È’ dire che si pagano fior di soldi per portarli con noi”, ha dichiarato un giovane accompagnato dal suo gatto costretto ad essere chiuso in una gabbietta per tutto il viaggio. La donna stava per svenire, il marito dalla rabbia ha avuto un malore. Rocky non c’è più. Ora la famiglia vuole far denuncia alle autorità competenti. Forse così si eviteranno disgrazie future. (Fonte “Leggo”)

Aggiornamento 14 agosto 2013, ore 21:26

Testimonianze a cui si è aggiunta l’ammissione dei proprietari del cane, riportate anche sul giornale di bordo, portano in luce che sono stati gli stessi ad averlo lasciato chiuso in un trasportino all’interno della loro autovettura nel garage della nave. Oltre a questo, sono stati lasciati i vetri chiusi. E’ stato così causato il decesso del povero animali. E’ la Tirrenia che, in una nota, smentisce “categoricamente di aver concorso o, ancor peggio, causato la morte del cane Rocky a bordo di una delle sue navi (Bithia) nella traversata tra Civitavecchia e Olbia lo scorso 12 agosto”. “Ai proprietari di animali viene ripetutamente comunicato nel corso delle traversate dagli autoparlanti di bordo, di tenere i loro animali con sè o nel canile posizionato su uno dei ponti”, continua la nota di Tirrenia che “si rammarica per quanto accaduto a Rocky, ma non può ritenersi responsabile di azioni dirette dei proprietari e tantomeno delle loro negligenze che, nello specifico secondo quanto da loro dichiarato, erano stati consigliati da chi gli aveva venduto lo stesso trasportino, evidentemente incurante delle conseguenze delle proprie affermazioni.”

Visto che le versioni sono contrastanti siamo costretti come moderatori del blog a rimuovere alcuni commenti che potrebbero essere lesivi dell’immagine della compagnia Tirrenia. Appena accertato il fatto i commenti saranno nuovamente online. Ringraziamo tutti coloro che hanno voluto contribuire con la loro testimonianza. 

Le lettere di Vittorio Ciccolini, l’ex di Lucia Bellucci

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La volontà di uccidere Lucia sarebbe stata scritta da Ciccolini in alcune lettere.  «Le lettere – ha detto il magistrato – sono scritte con estrema lucidità». In un passaggio Ciccolini evoca «l’omicidio morale» che sarebbe stato commesso dalla giovane donna nei suoi confronti. Poi l’avvocato accenna ad un secondo omicidio, senza indicare di che cosa stia parlando. Parole che, se confermate, lasciano quindi pochi dubbi a quell’accusa di omicidio premeditato volontario.

 

Coppia scompare in Trentino: si cerca l’ex fidanzato.

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Lucia Bellucci, 31 anni, originaria di Pergola (Pesaro-Urbino), avrebbe cenato in compagnia di un ex fidanzato, Vittorio Ciccolini, 44 anni di Verona, avvocato, nel ristorante “Mezzo Soldo” a Spiazzo Rendena e poi sarebbe scomparsa. Gli uomini dell’arma cercano anche l’uomo, visto che anche di Ciccolini si sono perse le tracce. La coppia si è probabilmente allontanata a bordo di una Bmw serie 1 cabrio grigia.

Aggiornamento 12 agosto 2013, 15.40:

In seguito, in un garage di Verona è stato trovato il corpo di una donna che potrebbe essere la Bellucci. Ora si cerca l’ex compagno. E’ forse l’ennesimo femminicidio?

Aggiornamento 12 agosto 2013, 16,40:

Lucia Bellucci, il cui corpo è stato ritrovato nell’auto dell’ex fidanzato a Verona, nel garage della madre di Ciccolini, sarebbe stata uccisa con due coltellate. L’uomo avrebbe anche lasciato alcuni messaggi, di cui uno nello studio legale, con la parola «perdonatemi». Alla vista dei carabinieri che lo cercavano Vittorio Ciccolini si è messo a correre – da qui la prima versione, secondo la quale pareva stesse facendo jogging – ma è stato fermato. La vittima aveva fatto recentemente una denuncia per stalking.

Aggiornamento 12 agosto 2013, 21,12:

Emergono nuovi raccapriccianti particolari su questo femminicidio che ancora una volta ribadisce, che nonostante l’inasprimento delle pene, voluto dal Governo Letta, il problema è purtroppo molto lontano da una risoluzione. Ciccolini, dopo aver ucciso con due coltellate al cuore la sua ex, ha cercato di spostare il corpo nel bagagliaio, ma non essendoci riuscito, ha coperto il cadavere con un telo e poi ha guidato con il corpo della donna accanto fino a Verona.

Rino Lorenzi,  titolare del ristorante “Mezzo Soldo”, a Spiazzo Rendena, dove Lucia Bellucci ha cenato per l’ultima volta prima di essere uccisa, ricorda molto bene quella cena. “Erano entrambi molto eleganti, sono arrivati verso le 19 e la cosa che più mi ha colpito erano le premure che lui usava verso lei: l’ha consigliata sulla scelta dei piatti e una volta ha richiamato l’attenzione di un nostro cameriere per sollecitare un piatto di verdure che aveva ordinato la povera signora”. Una cena descritta come “normalissima” e l’uomo con l’atteggiamento “di uno che volesse corteggiare la povera ragazza o che cercasse di riconquistarla”. Lorenzi parla di una “discussione pacata per tutta la serata, come in una cena romantica”.

Ultimamente Lucia aveva cambiato casa e si era installata in un paese della val Rendena. Era infatti stata assunta dall’hotel Chalet del Brenta a Pinzolo, non lontano da Madonna di Campiglio. Avrebbe quindi dovuto prendere servizio come addetta al centro benessere.

“Sapevamo che Vittorio aveva sofferto per la fine di quel rapporto, ma nessuno poteva immaginare quello che poi è successo”. Anche i colleghi e gli amici del circolo tennistico di Verona sono sotto shock per la vicenda. Campione italiano di tennis a squadre per avvocati, andava spesso all’Associazione Tennis Verona, prestigioso circolo della “Verona bene”. “Però si vedeva che non era sereno. Quella storia finita lo tormentava. Era molto bravo, ma ultimamente giocava male perché non stava bene”, racconta un socio.

Shock anche per il sindaco  di Pergola, Francesco Baldelli: “Conoscevamo bene Lucia, una ragazza che qui era amata da tutti. E’ una tragedia che ha colpito al cuore la città”. Lucia Bellucci era figlia del medico di base di Pergola, Giuseppe.

Aggiornamento 13 agosto 2013, 13:05

Vittorio Ciccolini, noto avvocato veronese di 45 anni, ha raccontato ieri ai magistrati di aver convinto Lucia Bellucci, sua ex fidanzata, ad uscire a cena con lui, poi l’ha portata in una stradina di montagna che costeggia la via tra Pinzolo e Madonna di Campiglio e l’ha strangolata. Con la donna, aveva avuto una relazione e continuava ad avere un rapporto tormentato. L’uomo avrebbe manifestato in alcune lettere, datate 7 agosto, l’intenzione di ammazzare l’ex fidanzata. Giuseppe Amato, il pm che coordina l’inchiesta ha detto: “Le lettere sono scritte con estrema lucidità”. In un passaggio Ciccolini evoca “l’omicidio morale” che sarebbe stato commesso dalla giovane donna nei suoi confronti. Poi l’avvocato accenna ad un secondo omicidio, senza indicare di che cosa stia parlando. Secondo il Pm, potrebbe essere questo l’annuncio dell’intenzione di compiere il fatto di sangue. Nelle lettere – ha detto Amato – ci sarebbero poi delle minacce rivolte all’ex fidanzata. Che cosa sia scattato nella mente di un uomo “di successo”, almeno così viene descritto da amici e conoscenti, non è ancora chiaro. Ciccolini ai magistrati ha detto di aver ammazzato Lucia, certo, ma sono ancora molte le ombre su questo delitto. Una su tutte che cosa abbia fatto l’avvocato durante le 48 ore della fuga, dopo aver parcheggiato l’auto con dentro il corpo di Lucia nel garage di casa della madre: l’avvocato è provato e in stato confusionale. Intanto l’uomo è stato accusato di omicidio volontario premeditato. Decisive, per la premeditazione, le lettere ritrovate dagli inquirenti, che il 45enne aveva scritto a Lucia. Ancora top secret il contenuto. Sembra invece essere tramontata l’ipotesi di una denuncia di stalking nei confronti dell’avvocato: gli investigatori stanno cercando di capire se e quando Lucia l’avesse presentata, ma per ora non è stato trovato niente. Dopo l’interrogatorio Vittorio Ciccolini è stato portato in carcere a Trento. Ceccolini ha dichiarato di aver ucciso, strangolandola, Lucia in una stradina di montagna, eppure, sembrerebbe che ad insospettire gli inquirenti siano state alcune macchie di sangue ritrovate nella camera d’albergo della 31enne. Sarebbero state proprio quelle tracce a far scattare le ricerche della donna e a far pensare subito al peggio. Inoltre, a quale scopo le coltellate al cuore della vittima quando già era, secondo l’assassino, morta per strangolamento? Ovunque sia stata uccisa Lucia, resta il fatto che il suo corpo senza vita è stato trasportato da Ceccolini da Madonna di Campiglio fino a Verona, in via Verde da Salizzole, nella casa della madre dell’assassino. Centosessanta chilometri circa percorsi con al fianco una donna morta, e senza che nessuno si accorgesse di niente.

Amava le Porsche con tutto se stesso… tanto da morire per salvarle dal fuoco

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Aveva 75 anni G.M., un meccanico specializzato nella cura di Porsche. Ha perso la vita proprio per salvare dal fuoco queste lussuose automobili, custodite nel suo garage sotterraneo a San Martino Sinzano di Collecchio, una frazione di Parma. Il meccanico si sarebbe infatti accasciato al suolo a causa del fumo inalato dopo aver fatto più di un tentativo di domare le fiamme che stavano avvolgendo le vetture. E’ quanto emerso dai primi accertamenti.

21enne morto per asfissia in un incendio nel suo garage

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Un incendio divampato verso le 2.30 di notte, nel garage di una villetta a Monte San Pietro, nel bolognese, ha causato la morte di un giovane, rimasto intrappolato nel locale dalle fiamme. Il ventunenne abitava con i genitori, che hanno dato l’allarme. Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri del Nucleo Investigativo, della Compagnia di Borgo Panigale e di Zola Predosa. Secondo i primi accertamenti medici, il ragazzo sarebbe morto per asfissia mentre le cause dell’incendio sarebbero accidentali.

 

80enne ricattato da escort romena!

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Una escort 32enne romena e’ stata arrestata sabato dalla polizia con l’accusa di estorsione. La donna aveva già “spillato” circa 40 mila euro a un 80enne con ricatti e minacce. E’ stata la figlia dell’anziano a convincere la vittima a sporgere denuncia, dopo aver trovato una lettera sospetta nel garage del padre.


Rapinato il notaio di Affari tuoi! Dammi il Rolex o ti sparo…

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«Dammi il Rolex o ti sparo in faccia» così il ladro ha terrorizzato Luigi Pocaterra, notaio della trasmissione  “Affari tuoi”.  Il fatto è accaduto mercoledì scorso alle 19, mentre Luigi Pocaterra si trovava nel garage della sua abitazione a Roma E’ stato lo stesso notaio ha raccontare questa brutta esperienza «Il bandito per tutto il tempo mi ha puntato la pistola alla testa mentre l’altro, il complice aspettava. L’uomo parlava italiano, non aveva particolari accenti. Era molto tranquillo, con il volto scoperto e per tutto il tempo ha tenuto la pistola puntata sulla mia testa». Il notaio ha cercato di calmarlo:  «Gli dicevo “ti do tutto, stai tranquillo”.
Così dopo avergli dato il Rolex, il rapinatore gli ha detto: “E adesso mi dai anche tutti i soldi che hai, altrimenti ti sparo in faccia”».

Dopo l’attore, Lino Banfi, un altro volto noto della televisione, è stato preso di mira dai ladri. La tecnica sembra essere ormai collaudata… un volto noto da minacciare, rapinare e poi fuggire con il bottino.

 Ora la polizia spera attraverso un confronto tra le testimonianze di rintracciare elementi utili per l’individuazione dei malviventi.

Caso Scazzi: ascoltato in aula primo interrogatorio di zio Michele

Sabrina non trattiene le lacrime. La ragazza aveva chiesto di effettuare un ennesimo sopralluogo (leggi qui)

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