Vittoria del Pdl, nessun contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro

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Si è andato avanti, si sono trovate nuove ipotesi, ma poi la misura è stata nuovamente eliminata. E’ passata la linea del Pdl, che con  Angelino Alfano e Gaetano Quagliariello aveva detto “no” fin dall’inizio. L’unico prelievo aggiunto così resta quello del 3% sui redditi superiori ai 300 mila euro lordi l’anno che sarà prorogato fino al 2016. 

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Berlusconi e la fuga dai servizi sociali: Quagliariello libera il campo!

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C’è chi ha liberato finalmente il campo e parla chiaramente. Il ministro per le Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello, a Mix24 di Minoli fa luce sull’indulto e l’amnistia auspicato dal Presidente della Repubblica:

«Nessuno può ritenere che una legge possa non essere applicata soltanto ad un cittadino. Rimango convinto che una legge debba essere applicata a tutti i cittadini. Devo dire che la sera il ministro Cancellieri mi ha telefonato per ringraziarmi e dirmi che avevo ben interpretato e il giorno dopo ha dichiarato non si può fare una legge nè a favore di qualcuno nè contro qualcuno, una legge deve avere un contenuto generale».

Ma «Napolitano ha detto che amnistia e indulto è una parte della più generale riforma della giustizia che va subito messa all’ordine del giorno del governo – continua Quagliariello – e stiamo lavorando per arrivare ad conferenza congiunta in cui riforma dello stato e riforma della giustizia sono due aspetti della stessa medaglia. Riforma entro maggio, questo sono i tempi europei».

Ci sono ancora dubbi?

Palazzo grazioli diventa un ring: Carfagna vs De Girolamo

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Dalle feste eleganti al ring questa sembra, secondo il racconto di Dagospia, l’evoluzione di Palazzo Grazioli. Secondo infatti quanto riportato dal sito di D’Agostino, il 2 ottobre Palazzo Grazioli si sarebbe trasformato in un teatro dove Nunzia De Girolamo e Mara Carfagna si sarebbero affrontate senza esclusione di colpi davanti a Francesca Pascale arbitro improvvisato e infastidito:

E’ successo, stando alle indiscrezioni, che Mara e Nunzia, la salernitana e la beneventana, il “falco” e la “colomba”, sarebbero venute alle mani davanti allo stato maggiore del partito al culmine di una riunione al calor bianco. “Traditrice!” è stato l’unico insulto riferibile pronunciato da Mara nei confronti di Nunzia, che avrebbe risposto molto duramente ricordando con parole e concetti coloriti l’amicizia tra la Carfagna e Italo Bocchino ai tempi della scissione finiana.

Una rissa vera e propria, con Berlusconi che tentava invano di calmare le acque; una zuffa interrotta dalla Pascale furiosa che ha minacciato di sguinzagliare Dudù prima del fatidico: “Ora fuori tutti!”. Fin qui la nota di colore.

Il motivo del contendere sarebbe stato però il rimpasto di governo chiesto a gran voce dai falchi, rappresentati da Carfagna. Scrive Sempre Dagospia:

Dentro Mara Carfagna e Daniele Capezzone, fuori Gaetano Quagliariello e Beatrice Lorenzin. In questo modo, la componente “forzista” si sarebbe sentita nuovamente rappresentata al governo, dove attualmente ci sono cinque alfaniani su cinque ministri Pdl. Ma la situazione è degenerata e di rimpasto non si è più parlato.

Ma arriva secca la smentita:

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Ministri Pdl a raccolta… riunione per sferrare l’attacco al governo?

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A raccolta i ministri del Pdl, prima che si riunisca la giunta del Senato di questa sera. Sembra proprio che tutto sia pronto per sferrare l’attacco al governo e nell’incontro, terminato alle 16.00 a cui hanno partecipato Angelino Alfano, Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi, Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo e il capogruppo Renato Brunetta, la linea sia stata di tentare di minare il governo e incolpare il Pd, per partire con slancio verso le prossime elezioni. Intanto però ci sarebbe pronta un’altra maggioranza, anche se tutta da verificare.

 

Pausa gelato: Lorenzin e Quagliariello con il cono in mano prima di Arcore

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Prima del vertice voluto ad Arcore da Silvio Berlusconi per fare il punto sulla decadenza del leader del al quale parteciperanno anche Gianni Letta e Fedele Confalonieri oltre a tutti i ministri del Partito della Libertà, Beatrice Lorenzin e Gaetano Quagliariello si concedono una passeggiata e un gelato nei pressi di Palazzo Chigi.

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La Urbinati lascia la commissione per le riforme. Polemica con Quagliariello

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Il “casus belli” sono state “le vicende politiche legate alla condanna di Silvio Berlusconi e la sua eventuale decadenza da Senatore” come ha scritto nella lettera in cui annuncia le dimissioni, indirizzata al ministro per le Riforme Istituzionali Gaetano Quagliariello. Sono state proprio alcune dichiarazioni del ministro, nonché presidente della Commissione dei 34 saggi, a fornire “ragioni sufficienti per rassegnare le dimissioni”. Il riferimento è a quanto il ministro Quagliariello aveva dichiarato un paio di giorni fa in un’intervista rilasciata a Il Foglio. “Se si dovesse trasformare la Giunta del Senato – aveva detto tra le altre cose Quagliariello – da luogo della meditata ponderazione al teatro di un plotone di esecuzione, il centrodestra avrà il suo dramma da affrontare ma l’Italia non ne uscirebbe indenne”. “Hai espresso opinioni e usato argomenti – gli rimprovera la Urbinati – che non ritengo si adattino al tuo ruolo di Presidente della Commissione per la riforma della Costituzione”. “Opinioni e argomenti – continua la Urbinati – che rivelano una concezione delle Istituzioni tesa a favorire o non nuocere il potere di un leader di partito invece che le ragioni del diritto e dell’uguaglianza del cittadino innanzi alla legge. A essere messa in discussione è in conseguenza delle tue dichiarazioni la leggitimità stessa della Commissione che tu rappresenti in qualità di suo Presidente”.

Nella risposta a Urbinati, Quaglieriello evidenzia che ”dalla lettura del mio intervento sul Foglio del 21 agosto, che ti allego integralmente perché riassume ciò che penso rispetto alla deliberazione cui è chiamata la giunta del Senato, potrai ricavare una interpretazione dello spirito e del dettato costituzionale certamente diversa dalla Tua, ma non per questo meno legittima”. I principi ”da Te richiamati non vengono infatti negati – anzi, si auspica una valutazione che abbia a cuore l’equilibrio del sistema costituzionale a prescindere dalle circostanze contingenti! -, ma semplicemente sono coniugati con altri principi altrettanto importanti che i Padri costituenti posero parimenti a fondamento della nostra architettura istituzionale”.

“E’ evidente che tu ed io la pensiamo diversamente, ma credo che l’esistenza di legittime visioni differenti sia un presupposto e non un impedimento per sedersi intorno a un tavolo e discutere di riforma dello Stato”. Così il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello replica a Nadia Urbinati che ha lasciato la commissione di esperti per le riforme in polemica con le posizioni del ministro su Silvio Berlusconi.

”A meno di non ritenere che – aggiunge il ministro – il confronto ideale sia quello con chi condivide le nostre opinioni: che sia più comodo è fuor di dubbio, sul fatto che sia più proficuo mi permetto di dissentire. E in questa convinzione mi conforta la qualità del contributo che hai fin qui portato ai lavori di una Commissione eterogenea per idee ed estrazioni culturali, e per il quale, anche a nome di tutti i colleghi, ti ringrazio”.

La cultura è al sicuro… c’è Quagliariello tra i saggi!

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“Posso dire che Marcello Dell’Utri ha dato tanto alla cultura politica di questo Paese: appassionato bibliofilo, è stato presidente della commissione Biblioteca del Senato per tanti anni. Stimato dai colleghi di tutti i gruppi…”

Peccato che lo abbiano appena condannato… altrimenti anche lui  sarebbe stato un “Saggio del Presidente”?

La cultura è salva!  Eravamo tanto preoccupati perché i cinema chiudono, i teatri hanno calato il sipario da tempo immemore, la tv è solo talent e reality, inframezzati da opere d’arte pubblicitarie! Di scultura, di pittura, di arti minori sono colmi i sotterranei e i magazzini dei musei… L’architettura è una “Nuvola” bloccata da Alemanno. Ma ora  almeno siamo stati rassicurati sulla cultura… c’è chi, come, Quagliarello, colto fra i Saggi ha una particolare sensibilità!

I NOMI!

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Primo gruppo: Valerio Onida, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello, Luciano Violante

Secondo Gruppo: Enrico Giovannini, Giovanni Pitruzzella (Istat), Salvatore Rossi (membro del Direttorio della Banca Italia), Giancarlo Giorgetti (Lega Nord) Filippo Bubbico, Enzo Moavero Milanesi.

Due settimane di tempo per poi portare al Presidente la relazione e le soluzioni sui punti cardini del prossimo governo. Al centro la questione economica e sociale.

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