“Il futuro, sembra sempre lontano, …

relax-tuttacronaca… ma avanza rapidamente: occorre prendersi il tempo per vivere, per essere felici, prima che sia troppa tardi.”

-Sergio Bambarén- (L’onda perfetta, 1999)

Buffon: “Ritiro? L’unica verità è quella del campo”

buffon-tuttacronacaMercoledì si gioca l’amichevole Spagna-Italia e il capitano della Juventus e della Nazionale, Gigi Buffon, ha preso la parola in conferenza stampa, durante la quale ha toccato vari temi. Riguardo il presente: “E’ il momento più bello e tutte qeste responsabilità arrivano a puntino, perché credo di avere la giusta maturità per districarmi. Quello che mi interessava era recuperare dopo l’operazione e riprendere a dare continuità alle prestazioni. Questo significa che sto ancora bene”. E per quel che concerne invece il ritiro: “Per uno sportivo, l’unica verità è quella del campo. Se le prestazioni sono buone, a certe conclusioni non ci arrivi. Se qualcuno vorrà provare alternative, avrà tutto il diritto di farlo”. Ma non poteva mancare una domanda sulla polemica Conte-Prandelli: “Non sono a conoscenza di quanto accaduto nello specifico e ho un ruolo e un età che mi permette di poter limitarmi ad osservare. C’è stato sicuramente un malinteso. Ognuno cerca di tutelare la propria squadra”. Ovviamente si deve parlare anche di Nazionale e della partita in programma: “E’ sempre un’amichevole. E’ una partita importante e non vogliamo sfigurare, continuando questo processo di crescita. Poi con la Spagna non c’è sentimento di rivalsa. Sono talmente forti, che dai il massimo e se perdi, fai i complimenti all’avversario”. Infine una battuta su Balotelli: “Mario non ha bisogno di nessun consiglio, lui è uno che vuole vivere la vita al massimo. Sente perfettamente il nostro affetto, ci fa anche molto ridere”.

 

Daniele De Rossi fatto fuori da Prandelli!

cesare-prandelli-tuttacronacaIl 5 marzo gli Azzurri disputeranno un’amichevole con la Spagna in terra Iberica e il ct della Nazionale, Cesare Prandelli, ha diffuso la lista dei convocati. Ovviamente non ci sarà Mario Balotelli: il rossonero ha problemi fisici che gli hanno impedito anche di giocare contro la Juve nel posticipo serale della 26esima giornata. Ma mancherà anche Daniele De Rossi, fuori per il codice etico. Ecco quindi la lista completa:

Portieri: Buffon (Juventus), Perin (Genoa), Sirigu (Paris Saint Germain)

Difensori: Abate (Milan), Astori (Cagliari), Barzagli (Juventus), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Criscito (Zenit San Pietroburgo), De Sciglio (Milan), Maggio (Napoli), Paletta (Parma)

Centrocampisti: Candreva (Lazio), Giaccherini (Sunderland), Marchisio (Juventus), Montolivo (Milan), Thiago Motta (Paris Saint Germain), Parolo (Parma), Pirlo (Juventus), Verratti (Paris Saint Germain)

Attaccanti: Cerci (Torino), Destro (Roma), Gilardino (Genoa), Immobile (Torino), Insigne (Napoli), Osvaldo (Juventus).

Cesare Prandelli e il futuro da responsabile unico: il mister resta in Azzurro

prandelli-responsabile-unico-tuttacronacaL’Italia di Prandelli disputerà la settimana prossima un’amichevole contro la Spagna in terra iberica e, in occasione dell’organizzazione della prossima trasferta, ha avuto un incontro con i vertici della Figc. Il ct ha visto accettare il suo progetto: non solo diventerà responsabile unico di tutte le nazionali ma ci sarà anche la realizzazione di nuovi centri tecnici oltre a quello di Coverciano, a Milano e anche a Roma. Per questo, il mister azzurro ha mutuato l’idea dalla Germania, dalla Russia e dal Brasile. In Brasile il ct è Scolari, ma il responsabile unico di tutte le Nazionali è Parreira. Prandelli, in un futuro molto più lontano, potrà interpretare anche questo ruolo. Dopo il Brasile sarà ancora ct ma più avanti può essere responsabile unico di tutte le nazionali. Un programma, questo, che va incontro al suo desiderio di essere quotidianamente a contatto con i giocatori e non solo in vista delle sfide degli Azzurri.

Clamoroso! Ecco cosa c’è nel futuro di Prandelli…

cesare_prandelli_tottenham-tuttacronacaCosa c’è nel futuro di Cesare Prandelli? Abete, presidente della Figc, ha promesso tempo fa di svelare il futuro del ct della nazionale a marzo e nel frattempo c’è chi scommette su una sua permanenza sulla panchina azzurra e chi sulla partenza alla volta della Russia. Ma TuttoMecatoWeb parla invece di una clamorosa svolta: Prandelli sarebbe a un passo dall’accordo con il Tottenham che vuole rendere sempre più made in Italy la squadra e avrebbe individuato proprio nel ct azzurro l’uomo giusto per proseguire questo percorso appena iniziato. Ancora riporta il sito:

La notizia potrebbe sembrare clamorosa ma negli ambienti vicini a Via Allegri, ormai, la danno per cosa fatta. A breve ci sarà un incontro tra Abete e Prandelli e in quella riunione dovrebbe esserci l’addio. Tutti in Brasile e poi ognuno per la propria strada.

Il presidente della Samp guarda al futuro tra Mihajlovic, Gabbiadini e…

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Edoardo Garrone, presidente della Sampdoria, ha risposto ad alcuni tifosi della Sampdoria attraverso le colonne de ‘La Gazzetta dello Sport’ su quale sarà il futuro dei blucerchiati e quali investimenti verranno fatti dal club per un futuro da protagonista del campionato. Intanto si parte dallo stadio: “I tempi biblici sono stati figli della burocrazia italiana. A breve sapremo quanto il progetto della Fiera può avere un senso, in primis dal punto di vista della sostenibilità economica. La competitività della Samp sarà legata anche e soprattutto a questo. Una struttura di proprietà aumenta i ricavi da stadio mediamente del 66% , ricavi che potrebbero essere reinvestiti sulla squadra. Sennò il futuro non potrà discostarsi molto dalla realtà di oggi del nostro calcio, che riguarda pure club molto più blasonati”.  Poi rassicura i tifosi sulla cessione del club: “Le voci di cessione sono pura dietrologia. Investire nel calcio significa fondamentalmente perdere un sacco di tempo e di denaro. Punto a gestire una società che possa dare soddisfazione ai tifosi per i risultati sportivi e al contempo alla proprietà per i risultati economici. Per il futuro voglio assicurare i tifosi che non lasceremo mai la società nelle mani di qualcuno che non sia in grado, come abbiamo fatto noi e se possibile ancora meglio, di continuare a garantirne la solidità. Finora non abbiamo ricevuto alcuna proposta. Se dovessero arrivare le potremo prenderemo in considerazione, ma sempre nel pieno rispetto della storia e del blasone di questo club”. Ma le potenzialità della squadra e il suo futuro sono proprio garantite dai giovani che secondo il presidente “Ciò che tutti sottovalutano è la crescita dei nostri talenti di casa. La Samp oggi può contare su un patrimonio calciatori composto da giovani di prospettiva. L’abbassamento del monte ingaggi è un passaggio fondamentale. Così come lo sviluppo di una rete di scouting di alto profilo. Stiamo lavorando molto su entrambi gli aspetti. Il giocatore di fantasia? Alla Samp non manca complessivamente la cifra tecnica. Da quando è arrivato Mihajlovic la Samp gioca bene e diverte” e proprio su Mihajlovic poi interviene sottolineando “Con Mihajlovic ho un rapporto diretto e sincero. Ha ridato all’ambiente un grande entusiasmo. Il contratto con lui scade a giugno 2015. Alla fine del campionato ragioneremo insieme sui programmi futuri. La mia volontà di aprire un ciclo c’è ma ora bisogna pensare al presente. Cedere i pezzi migliori? Se ci si riferisce a Poli e Icardi entrambi erano in scadenza l’anno successivo e avevano manifestato la volontà di misurarsi su palcoscenici più importanti. Comunque, sono stati ceduti in comproprietà.” Ma quando arriva il confronto con lo storico presidente Mantovani, Garrone risponde tranquillamente “Riferirsi sempre ai tempi di Paolo Mantovani oggi è utopistico. Anche il più grande presidente della storia della Samp come è stato Paolo nel calcio di oggi difficilmente avrebbe gli stessi successi. I fuoriclasse vorremmo formarli noi”. Ma quali sono i giocatori del momento che possono aiutare la squadra a crescere? Uno di questi è Gabbiadini che Garrone definisce “uno dei migliori giovani attaccanti in Italia. Ha grandi potenzialità ancora da esprimere appieno, sta ripagando investimento e fiducia sul campo. Il nostro obiettivo è che resti qui, a fine anno valuteremo con lui e la Juve”. Non manca neppure di ricordare Cassano:  “Nel calcio non esistono certezze. Antonio è un fuoriclasse che ha scritto pagine straordinarie con noi. Il suo amore per la Samp non è mai venuto meno ma oggi è del Parma”.

Scambio di opinioni tra Saviano e Beppe Fiorello

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Roberto Saviano, nella sua rubrica sull’Espresso criticava la fiction italiana. L’articolo dal titolo ” Quanto buonismo nelle nostre fiction”, aveva lo scopo di paragonare la fiction made in Usa con quella dello Stivale e, secondo l’interpretazione di Saviano le fiction italiane non riuscirebbero a rappresentare la realtà, legate ad “acritiche agiografie di santi e padri della patria”. Il suo discorso prende spunto da un articolo pubblicato sull’ “Internazionale”, dove si citano due serie televisive statunitensi di grande impatto: “24” e “Homeland”. In entrambe al centro della storia c’è il governo americano e la lotta contro il terrorismo. Questa la riflessione di Saviano:

“Osservare queste due serie è utile perché mostra quanto sia determinante l’influenza delle agenzie governative statunitensi sui prodotti culturali, che dal 2001 in poi si concentrano sostanzialmente su questioni legate alla sicurezza nazionale. Ma come spesso accade l’osmosi è perfetta: se da un lato le piccole concessioni da parte degli autori portano alla possibilità di poter accedere a location altrimenti inaccessibili, dall’altro il riuscire a inventare nuovi scenari inediti per attentati e pericoli imminenti, mette in guardia gli apparati di sicurezza cui troppo spesso manca la fantasia per poter prevedere il futuro”.

Saviano sottolinea di non voler apprezzare la capacità dei governi di influenzare le serie tv, ma vorrebbe che ci fosse la capacità di criticare anche ciò che riesce ad appassionare il pubblico:

“Insomma, non tutto ciò che ci piace è ‘buono’ o eticamente corretto. Non deve per questo smettere di piacerci, ma spingerci a riflettere e a trovare gli strumenti per godere di un prodotto sapendo che è legato al contesto in cui nasce.”

Per lo scrittore anche Shakespeare riuscì a disegnare una politica dei suoi tempi senza risultare piegato alla volontà dei potenti. Oggi, le serie tv hanno la possibilità di arrivare a milioni di persone, rappresentando un contesto che può influenzare il pubblico e restare nella storia. Ma quest’ipotesi è legata solo alle serie straniere: per Saviano, è difficile che la fiction nostrana possa essere ricordata per il suo atteggiamento nei confronti della realtà:

“Ritratti buonisti, senza chiaroscuri e sfumature – che dovrebbero costituire il senso di ogni narrazione -immortalmente liquidati dalla geniale caricatura di ‘Padre Frediani’ che gli amanti di Boris, ricorderanno.”

All’articolo ha risposto con un Tweet Beppe Fiorello:

“Capisco la critica e le osservazioni sulla fiction italiana, ma come ho detto altre volte non accetto generalizzazioni. Personalmente ho raccontato storie importanti e talvolta scomode. Il manifesto allegato nel tweet precedente riguarda un tv Movie di circa sette anni fa. Raccontò la storia (insabbiata per vent’anni) di Graziella Campagna. Tutti sapevano nessuno parlava e proprio per questo la fiction venne censurata dall’allora Ministro della giustizia che disse: “Questa fiction turba la serenità dei magistrati”. Assurdo. Quella censura però non venne denunciata da nessuno. Soltanto io, il regista, la stessa Rai e De Cataldo (che non c’entrava nulla con il progetto) lottammo affinché quella scomoda verità andasse in onda. Furono oltre sette milioni i telespettatori che poterono constatare quanto accadde alle spalle di una famiglia che non c’entrava nulla con il sistema Mafia e perse atrocemente una figlia di diciassette anni. Come questa, ho anche raccontato L’Uomo Sbagliato, la vera storia di Daniele Baroni, dieci anni di carcere per un errore giudiziario. E senza risparmiare chi commise l’errore. Anche qui si sapeva ma non si parlava. Solo per dire che la Fiction italiana ha delle eccellenze, e mi piacerebbe però far notare che in America oltre alle due serie citate nell’articolo (24 e Homeland), ce ne sono (in maggioranza) di totale buonismo, violenza e inutilità sociale. Difendo il mio mestiere perché lo faccio con passione e verità, ma non nascondo che la nostra fiction ha realmente bisogno di trovare una strada nuova. Io ci sto lavorando”.

Giovannini: “I giovani devono accettare anche i lavori manuali”

Giovani-e-lavoro-tuttacronacaE’ Enrico Giovannini, ministro del Lavoro, a spiegare che i giovani devono accettare anche i lavori manuali. “Ai giovani ricordo che la formazione è fondamentale – afferma parlando in alcune trasmissioni televisive -: chi studia di più ha più possibilità di trovare un lavoro”. Però, aggiunge, “occorre che i giovani accettino tutte le esperienze di lavoro, forse la prima esperienza non sarà al livello di quanto studiato ma bisogna accettare anche i lavori manuali, come l’artigianato”. Nessuna paura, da parte del ministro, che i giovani partano alla volta dell’Europa per cercare un impiego: “Andare a cercare lavoro nell’Unione europea è naturale – dice – ma ci sono molte possibilità anche in Italia. Ogni trimestre oltre 500 mila persone sono assunte a tempo indeterminato”. A inizio ottobre, lo stesso ministro aveva bollato i giovani italiani come “inoccupabili”. Aveva infatti detto: “L’Italia- esce con le ossa rotte dai dati dell’Ocse: dati che ci mostrano come gli italiani siano poco ‘occupabili’, perché molti di loro non hanno le conoscenze minime per vivere nel mondo in cui viviamo e non costituiscono capitale umano su cui investire per il futuro”.

Fondi pensioni… quali convengono?

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La crisi economica ha reso gli italiani più incerti. Da sempre il popolo tricolore non è troppo incline al rischio, ma l’instabilità politica, lo spread e gli indici di borsa costantemente in rosso hanno portato i cittadini a innalzare barriere ancora più imponenti e a essere diffidenti anche sui fondi pensione. Quali convengono davvero? Su quali si può puntare? Partendo dal presupposto che i futuri pensionati non avranno un assegno maggiore di quello rappresentato dal 60% dell’ultimo stipendio, ecco che un’integrazione non diventa più una scelta personale, ma quasi una esigenza di sopravvivenza. Altroconsumo Finanza viene incontro ai cittadini e boccia e promuove le diverse opportunità che potrebbero essere una chance per i pensionati del futuro.

Lo schema poi ripreso dal Sole 24Ore è chiaro:

Promossi i fondi chiusi, cioè quelli derivanti da contrattazioni collettive per categoria e che riguardano i lavoratori dipendenti.

Rimandati i fondi aperti, gestiti individualmente dalle banche e dalle compagnie di assicurazione.

Poca convenienza invece per i Pip, i Piani individuali di previdenza. «Dal punto di vista dei costi – fa notare Pietro Cazzaniga, di Altroconsumo – si rileva che i piani pensionistici individuali sono i prodotti più cari, mentre i fondi pensione doi categoria sono i prodotti più convenienti, e i fondi aperti una via di mezzo».

Quali sono i costi?

I conti sono questi: 1.000 euro di Tfr versati nel 2005 in un fondo chiuso a fine settembre di quest’anno sono diventati 1.333 euro, lasciati in azienda sarebbero stati 1257. «La scelta di una pensione complementare è cruciale, ma il settore fatica a decollare – conferma Cazzaniga -. C’erano 6,1 milioni di iscritti a fine settembre 2013: nei primi 9 mesi dell’anno le adesioni ai fondi negoziali hanno registrato un calo dello 0,7% per via della crescita dei disoccupati portati dalla crisi, quelle ai fondi aperti una crescita del 5,7%, mentre i piani pensionistici individuali sono saliti del 13,7%».  L’innalzamento dell’età pensionabile e la serie di riforme di questi anni che hanno seguito la strada del rigore rischiano dunque di impoverire ancora di più i risparmiatori italiani se non sapranno pianificare le proprie scelte. Soprattutto perché nella società post-industriale le carriere delle nuove generazioni sono precarie, intermittenti, imprevedibili. Ma qui subentra il freno culturale, almeno stando ai dati offerti insieme alle pagelle sui fondi pensione. «Il 74% degli italiani – ha spiegato Stefania Farsagli, della Fondazione Rosselli – ritiene che la crisi e la riforma delle pensioni abbia aumentato il bisogno di aderire a un fondo pensione, ma solo il 24% si è iscritto a qualche forma di previdenza complementare». Eppure, «solo il 25% – aggiunge – pensa che la pensione pubblica gli sarà sufficiente”. Se si pensa che in Italia dal 2009 al 2012 ci sono state 42.000 nascite in meno e che il rapporto tra anziani e attivi passerà entro il 2065 dal 30% al 60%, si capirà anche la dimensione della rivoluzione dei costi sociali in arrivo insieme a quella della ricchezza individuale. E, a sentire i relatori del convegno di oggi a Milano, per affrontare il futuro serve una solida ‘educazione finanziaria’».  «È convinzione comune di tutti, banche, associazioni dei consumatori e istituzioni – afferma Alessandro Malinverno, segretario generale di PattiChiari – che migliorare il livello di cultura economica dei cittadini sia una priorità, oltre che per favorire la crescita economica, anche per rispondere ad alcune delle principali esigenze sociali emerse a seguito della recente crisi». Si informino le persone, dunque. Ma si vada a parlare del futuro anche a scuola fra i cittadini più giovani che rischiano di non maneggiare mai una pensione. «Oggi – aggiunge infatti Malinverno – vi è purtroppo una scarsa consapevolezza di strumenti come il voucher lavoro, oppure una conoscenza approssimativa della differenza tra previdenza pubblica e previdenza complementare, individuata in modo corretto solo dal 56% dagli studenti che hanno risposto ai nostri questionari. Il 69% dei ragazzi sente poi parlare di pensione esclusivamente come una fonte di preoccupazione per i genitori, il 19% non ne sente mai parlare e il 12% ne sente parlare come un argomento di scarso interesse».

“Giustizia per Joele”: la truffa che specula sulla morte del 19enne

joele-leotta-tuttacronacaE’ stato massacrato di botte lo scorso ottobre a Maidstone, nel Kent, dove si era trasferito da pochi giorni per costruirsi un futuro, il 19enne Joele Leotta. E ora c’è chi specula su quella tragedia. La truffa organizzata prevede la vendita online di braccialetti tricolori con la scritta “Giustizia per Joele” con il ricavato che dovrebbe servire per sostenere i genitori e pagare parte delle spese legali, oltre che per il rimpatrio del feretro. Ma la madre Patrizia Leotta dichiara: “Io di questa iniziativa non ne so proprio niente, non mi risulta nulla del genere”, senza aggiungere altro. E ad essere all’oscuro del fatto sono anche gli altri familiari e gli amici di Joele. Il promotore della raccolta fondi sarebbe un sedicente cugino inglese del ragazzo italiano che in Facebook spiega: “Lui era venuto in Inghilterra per imparare la lingua e lavorare. Era qui da meno di due settimane quando è stato attaccato. Purtroppo ha perso la vita. Chiediamo di manifestare il proprio sostegno acquistando bracciali con i colori italiani con incise le parole ‘Giustizia per Joele'”. Come spiega Il Giorno, il costo del prodotto è di un pound, più il prezzo della spedizione di due euro e mezzo, da versare tramite il sistema Paypal. Parrebbe ne siano già stati piazzati alcune centinaia. Chi gestisce l’affare tuttavia non sembrerebbe affatto britannico, almeno dal linguaggio che utilizza, sebbene sostenga di essere figlio di papà inglese e mamma italiana. Ma non solo: sembra che l’autore della truffa non conosca nemmeno il giovane lecchese assassinato né la brutta vicenda che gli è costata la vita. Quello che fa, insomma, è usare foto che si trovano in rete per dimostrare un legame che probabilmente non c’è: una parentela con Joele. Sempre sempre sul social blu specifica che il denaro raccolto andrà a beneficio dei volontari di un’associazioni che si occupano dei congiunti delle vittime di omicidio. “Il resto invece verrà versato ai genitori di Joele in Italia”. I quali però tuttavia garantiscono di non conoscerlo. Per quello che riguarda la salma, venerdì il coroner del Kent avrebbe rilasciato agli inquirenti il nulla osta per il rilascio e Joele potrebbe quindi tornare a casa nel giro di pochi giorni, una volta organizzato il viaggio.

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Dove sta il futuro?

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Dove sta il futuro? Forse non è più nel nuovo continente, come non è in Europa, bisogna andare a cercarlo in Asia, dove nelle università si studia 10 ore al giorno 7 giorni su 7 e si passa la notte a parlare con i compagni di corso delle lezioni svolte durante il giorno. La storia la racconta il padre di un ragazzo di 20 anni, sulle pagine de La Repubblica, confessando che il master di suo figlio, studente 20enne del Politecnico di Torino, in Cina, gli ha aperto gli occhi: ” …è partito per Shanghai il 28 luglio 2012 ed è tornato a casa un anno dopo”. Al ritorno, il ragazzo ha raccontato una nuova esperienza che non è la storia solita di chi ha svolto un anno all’estero, ma è “l’entusiasmo di costruire qualcosa senza demordere, la soddisfazione di aver imparato una lingua ostica, la prospettiva di una laurea cinese, la speranza di forgiarsi un futuro vivendo dove il futuro si plasma ogni giorno”. Il ragazzo torna insieme a una ragazza che per due settimane rimane a Torino e viene affascinata dalla bellezza architettonica e artistica della città, ma anche da quell’Italia senza slanci tanto da chiedere “ma qui ci sono i giovani?” Dove sono i giovani in una città come Torino? E dove sono quelli di Milano? Dove quelli di Roma? Dove quelli di Napoli o Palermo? Dove è lo slancio? Dove è quella forza propulsiva? Dove è, al di là dell’età anagrafica, quelle menti che sanno vedere con gli occhi del futuro? Dove è la determinazione di costruire il nuovo? L’Italia è quel Paese dove si riflette, si garantisce, si programma, si pensa, si annuncia, si propone, si osserva… poi si ricomincia a parlare, a commentare, a sensibilizzare, intanto la vita delle generazioni passa inesorabilmente, i giovani diventano anziani ancor prima di essere adulti, la bellezza di un’arte antica fossilizza le menti e lo sguardo si rivolge al passato. Si piange sul latte versato e si continua a versare. “Dove stanno i giovani?” chiede la ragazza cinese a Torino e il padre dello studente del Politecnico non sa rispondere, annuisce e ripensa a quel fervore nelle strade di Shanghai. “Lì è tangibile il futuro come opportunità, non come problema”.

“Leggi il tuo destino, …

camminare-tuttacronaca… vedi ciò che ti sta davanti, e cammina nel futuro.”

-Henry David Thoreau- (Walden, 1854)

Rivolta nel carcere di Maidstone, nella cittadina dove è stato ucciso Joele

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Durissima protesta nel carcere di Maidstone, nel Kent, dove oltre 100 detenuti stanno dando vita alla rivolta. Sky News britannica ha commentato così la notizia: «in un’ala del carcere è in corso un incidente e sono state dispiegate forze di sicurezza nazionali». Secondo alcune fonti tra 160 e i 180 detenuti stanno mettendo a ferro e fuoco un’area della prigione che si trova nella cittadina dove lo scorso 20 ottobre è stato ucciso, massacrato di botte, Joele Leotta, diciannovenne della provincia di Lecco.

L’omicidio di Joele Leotta: l’udienza preliminare rinviata a lunedì

joele-leotta-tuttacronacaUn inconveniente tecnico ha obbligato a rimandare a lunedì l’udienza preliminare dei quattro lituani accusati dell’omicidio di Joele Leotta. I quattro, che avrebbero massacrato il 19enne lecchese fino a ucciderlo nella sua camera a Maidstone, nel Kent, dove si era recentemente trasferito per lavorare, sarebbero dovuti comparire oggi via videolink di fronte alla locale Magistrates Court. Nel frattempo, l’autopsia ha confermato che Joele è morto a causa delle gravi ferite riportate alla testa durante il pestaggio.

“L’Italia ti spezza il cuore”

italia-spezza-cuore-tuttacronacaL’Italia era un Paese da amare. Ora ti spezza il cuore. Lo spiega anche il New York Times in un editoriale, ripreso dal Sole 24 ore, a firma Frank Bruni, ex corrispondente da Roma, che afferma “Italy Breaks Your Heart”. Nel lungo articolo Bruni esordisce raccontando l’incontro con una coppia, a Milano, che ha deciso di trasferirsi a Londra soprattutto per assicurare al figlio di dieci anni un futuro migliore ripsetto a quello che potrebbe avere in Italia, dove il tasso di disoccupazione tra i giovani è del 40%. Passa poi a raccontare di un’anziana signora marchigiana che all’affermazione del giornalista di “trovarsi in paradiso” risponde : “No, siamo in un museo” e gli spiega che il Belpaese si è trasformato in un museo e ogni anno perde la sua grinta e la sua importanza. Bruni conosce gli italiani e il loro “pessimismo teatrale”, per il quale il lamentarsi “E’ una sorta di sport, di opera”. Ma ora è lo stato d’animo a essere cambiato e se ne rende conto quando osserva gli studenti alzare le spalle quando gli si chiede cosa si aspettano. Si sente parlare di fuga di cervelli molto più di dieci o cinque anni fa, si percepisce “meno fiducia nel futuro”. L’Italia – scrive – è quello che succede “quando un Paese sa bene quali sono i suoi problemi ma non riesce ad avere la disciplina e la volontà per risolverli. E’ quello che succede quando il malfunzionamento politico si trascina e il buon governo diventa un miraggio, un mito, una burla”. Invece di costruire sui suoi “doni fenomenali”, l’Italia perde terreno nell’economia globale. “Quanta bellezza e quante promesse, e quanto spreco. L’Italia ti spezza il cuore”. Però per il giornalista non sarebbe gisuto puntare il dito solo ed esclusivamente su Berlusconi: La sua recente condanna non ha prodotto “il senso di sollievo e di nuovo inizio” che ci si poteva aspettare. Anche se Berlusconi ha peggiorato le cose ed è stato una “buffonesca distrazione”, “i demoni fondamentali” del Paese lo trascendono: “eccessive regolamentazioni e una burocrazia rococò che soffoca l’impresa; un sistema chiuso di favoritismo che vanifica l’iniziativa, la corruzione e il cinismo che genera”. E se dare un’occhiata ai numeri è desolante, con un debito pubblico salito al 133% del Prodotto interno lordo mentre il Pil è calato dell’8%, “non servono numeri per misurare la deriva dell’Italia”. Basta guardare i cestini dei rifiuti sempre pieni a Roma: proprio vicino alla Camera dei Deputati ne ha notato uno talmente ricolmo che la spazzatura aveva creato “l’ottavo colle di Roma”. Bruni ha anche intervistato il primo cittadino della Capitale, che gli ha spiegato che gestire la città non è come una delle sue operazioni di chirurgo. E “un’emergenza controllata”. Anche se migliorare la situazione del traffico e dei rifiuti è tra le sue priorità, in cima alla lista di cose da fare per il sindaco di Roma c’è “un’amministrazione trasparente e orientata ai risultati”, in contraddizione con l’andazzo attuale. “Se cambiamo questo, i soldi e gli investimenti arriveranno”, afferma Marino che, da medico, vuole “guarire la sua patria”. Il paziente, secondo Marino”, “è salvabile”. Ma Marino parla anche del danno procurato da Berlusconi, ossia “la cultura che ha creato”, il fatto che “il senso della responsabilità non è più un valore”. Bruni continua quindi spiegando che sì, molti italiani se la cavano, aggrappandosi allo status quo, ma manca una certezza per il futuro. “E’ incredibile, siamo gente creativa”, dice lo psichiatra Paolo Crepet. “Siamo conosciuti in tutto il mondo per la nostra creatività”. In giro non vede dinamismo, bensì un senso di impotenza. “Stanno aspettando che qualcuno li guidi fuori” da questa situazione, “Stanno aspettando Godot”. “Dopo troppi anni di pessimismo, arriva il fatalismo?” si domanda Bruni, preoccupato che anche l’America vada in quella direzione. In chiusura, una metafora. Nel suo viaggio in Italia, Bruni si è imbattuto in segnali stradali che non si possono più leggere perché oscurati da erbacce e sterpi. Una metafora della mancanza di orientamento dell’Italia.

Inghilterra: patria ospitale per gli stranieri o no? Parla chi ce l’ha fatta

marco_liviero-tuttacronacaIn Italia si parla in questi giorni dell’Inghilterra per la morte del 19enne Joele Leotta, massacrato di botte una settimana fa a Maidstone, in Kent. Ma sono molti i giovani italiani che decidono di trasferirsi sul suolo inglese per costruirsi un futuro. Molti ci riescono, partendo da lavori umili e crescendo giorno per giorno. Arrivano nelle banche della City, negli hedge fund, negli studi legali, nelle università. E’ il Gazzettino a raccontare le storia del 43een padovano Marco Liviero da Padova. Appena diventato padre, è finito a Eton, una delle scuole più prestigiose del mondo, la fabbriche di re e primi ministri. Diciannove premier hanno studiato sui banchi dell’austero istituto fondato nel 1440 da re Enrico VI. E innumerevoli esponenti dell’aristocrazia britannica, tra i quali anche i principi William e Harry. Qui l’uomo insegna letteratura inglese. Così racconta la sua storia e la “sua” Inghilterra, e ci tiene a sottolineare che le opinioni sono personali e che non parla a nome della scuola. “Io ero come Joele, un ragazzo normale – insiste -. Sono arrivato qui 20 anni fa, per tre ho lavorato in un piccolo supermercato. Ho studiato all’università di Padova, ho fatto l’Erasmus in Irlanda e ho vinto una borsa di studio all’università di Birmingham. Ho avuto la fortuna di fare qualche supplenza a Cheltenham e poi ho ottenuto la cattedra a Eton. Non ho nulla di speciale, ho solo sfruttato le opportunità che ti regala questo Paese”, spiega. Liviero, dopo quanto accaduto a Joele, si sente di rassicurare tutti: “Quello che è successo a Maidstone è scioccante, un evento che deve far riflettere tutta la Gran Bretagna. Ma spero non dia un’impressione sbagliata di questa nazione che è aperta e tollerante. Gli italiani che vengono qui hanno sicuramente qualcosa da imparare. Ci sono ottime occasioni di lavoro per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche. Qui vige la meritocrazia. Proprio come a Eton. I ragazzi per entrare sostengono un esame. E non ci sono solo privilegiati. Perché uno su cinque viene finanziato da una borsa di studio. Tutti lavorano sodo. Non ci sono pregiudizi e la mentalità è molto liberal”. Ma è quindi solo l’Italia la patria del nepotismo? “Non la metterei così. Non esistono solo gli inciuci e le spintarelle. E non è vero che a Londra non esista il nepotismo. C’è anche qui, solo che gli inglesi, a differenza degli italiani, non si rassegnano, non girano la testa dall’altra parte e lo combattono perché non è insito nella loro cultura”. Lati positivi, il Belpaese li ha: “L’istruzione universitaria è eccellente, il nostro è un Paese meraviglioso ma frustrante. Non incoraggia i giovani a fare esperienze all’estero. Mi era stato offerto un lavoro in università, ma prima io avrei voluto trascorrere un periodo in Gran Bretagna. Mi è stato fatto chiaramente intendere che se me ne fossi andato il posto non sarebbe più stato mio in futuro. Quindi capisco la fuga dei cervelli, oggi più che mai perché il lavoro manca. Se fossi rimasto in Italia magari avrei avuto una buona carriera, chi lo sa. Ma sarebbe stato più difficile. Alcuni miei colleghi molto in gamba stanno facendo ancora supplenze alle medie”. Infine, un consiglio ai giovani che sognano l’Inghilterra: “Bisogna essere adattabili e tenere presente che anche se si inizia come pizzaioli non significa rimanere piazzaioli a vita. Qui non ci sono percorsi professionali già segnati. Chi studia latino e greco finisce spesso nella City e per essere un avvocato non serve neppure avere una laurea in Legge». Ritornerà mai in Italia? «Non credo, ormai il mio mondo è questo, mio figlio è nato qui, sarà inglese e italiano”.

L’ultimo spettacolo: l’addio di Milano a Zuzzurro

funerali-zuzzurro-tuttacronacaAlle 11 di questa mattina, nella chiesa di San Vincenzio in Prato, a Milano, più di 500 persone si sono ritrovate per un ultimo saluto ad Andrea Brambilla, mancato lo scorso giovedì, stroncato da un carcinoma polmonare. Per dirla con Nino Formicola, è andata in scena “l’ultima replica di Zuzzurro e Gaspare”: l’uno ritiratosi dietro il sipario, l’altro disorientato, improvvisamente sul palco da solo. La morte del comico che tutti conoscono e riconoscono come l’ispettor Zuzzurro segna anche la fine di una coppia artistica, di un matrimonio artistico durato 40 anni. Con Gaspare, Nino Formicola, oltre ai familiari, la moglie Pamela Aicardi e i figli, anche gli amici e quella “vecchia guardia” di tanta tv degli anni che furono, come Enrico Beruschi e Marco Columbro, passando per Massimo Buscemi, Carlo Pistarino, Silvio Orlando, Maurizio Nichetti, Ricky Gianco e molti altri che hanno incrociato Brambilla in 40 anni di cabaret, teatro, cinema e Tv. Ma anche gli eredi, come Sergio Conforti (Rocco Tanica negli Elio e Le Storie Tese), Ale & Franz e Valentino Picone, che con il duo artistico sono cresciuti. Al termine della funzione, l’applause della folla. Si chiude il sipario.

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Addio Zuzzurro: è morto Andrea Brambilla

zuzzurro-lutto-tuttacronacaLo scorso settembre Andrea Brambilla aveva rilasciato un’intervista in cui raccontava il suo rapporto con il cancro, spiegando che i medici che lo seguivano “Sono molto vaghi. Sulla guarigione, tacciono. Io faccio lo gnorri e loro cambiano discorso. Ma sono meravigliosi all’Istituto dei Tumori di Milano. Competenti e molto attenti all’aspetto psicologico. Ho invitato il mio oncologo alla prima teatrale del 15 ottobre e gli ho detto: ‘Guardi che se non faccio più ridere, la colpa è sua’”. Voleva buttarsi sul lavoro e scacciare gli incubi della malattia con una risata, continuando a regalarne a noi. Ma non ce l’ha fatta. Oggi, all’età di 67 anni, Andrea Brambilla, noto al grande pubblico come Zuzzurro, è morto, stroncato dalla malattia. A darne la conferma l’Ansa: “E’ morto stasera a Milano Andrea Brambilla, Zuzzurro nel duo con Gaspare. Aveva compiuto 67 anni lo scorso 21 agosto ed era ricoverato all’Istituto dei tumori di via Venezian, a Milano, dallo scorso 7 ottobre per un tumore ai polmoni. Lo conferma Nino Formicola, Gaspare nella coppia dall’ospedale dove si trova con la moglie e i figli di Brambilla.” Le prime voci della sua morte avevano iniziato a rincorrersi fin dal pomeriggio. Il suo compagno di tanti spettacoli inizialmente aveva smentito, ma poi sul suo profilo Facebook è apparso il triste post:

zuzzurro

Lo spettacolo che Zuzzurro aspettava con impazienza, ‘Non c’è più il futuro di una volta 2.0′, alla fine, non è mai andato in scena: rimandato a data da destinarsi dal teatro Leonardo di Milano, proprio per via delle condizioni cliniche del comico, come attestato dal documento del suo ricovero:

zuz

Nato a Varese nel 1946, Zuzzurro aveva debuttato con Gaspare (Nino Formicola) in Rai nel 1976 e aveva raggiunto la popolarità interpretando il personaggio del Commissario Zuzzurro in Drive In, storica trasmissione a firma di Antonio Ricci.

Nel 1986 il duo aveva lasciato temporaneamente il video per dedicarsi al teatro. Il 9 gennaio 2002 Brambilla ha avuto un grave incidente stradale e l’attività della coppia si era così interrotta, per poi ripartire successivamente con nuovi spettacoli teatrali qualche saltuaria apparizione televisiva.

Nino Formicola, parlando della morte dell’amico e collega, ha spiegato: “Ieri sera ha avuto una crisi ed oggi lo hanno sedato. Andrea è morto poco prima delle 22”. All’Ansa ha poi raccontato: “Tra qualche mese sarebbero stati 40 anni che ci conoscevamo. Gli avevano diagnosticato il tumore al polmone in febbraio. Lui ha affrontato la malattia con grande piglio ed energia. Devo essere onesto, pensavo di essere preparato ma non è così”. Formicola, Gaspare nella coppia, aggiunge: “Mi sono reso conto che per quanto uno possa essere lucido, razionale, cinico, non c’è nulla da fare”. E racconta che solo due giorni fa avevano parlato di lavoro: “Andrea era un combattente vero. Voleva tornare in palcoscenico a tutti i costi. Non a caso Veronesi ha scritto un articolo su di lui, proprio oggi, in cui lo citava come esempio”. Formicola annuncia anche che i funerali dovrebbero essere sabato a Milano, ma, precisa, “non so ancora nulla di sicuro, ne dove saranno fatti. Probabilmente vicino a casa sua”.

Joele Leotta: perchè è stato picchiato a morte?

joele-leotta-tuttacronacaIeri la drammatica notizia della morte del 19enne italiano Joele Leotta a Maidstone, nel Kent, massacrato di botte poco dopo essere rincasato dal lavoro che aveva iniziato da poco. Ora il console italiano a Londra, che segue da vicino il caso, ha fatto sapere: “Teniamo alta la tensione della polizia inglese sul caso di Joele Leotta e abbiamo un loro impegno per una soluzione quanto prima della vicenda”. Al momento sono dieci i fermati: quattro di loro, tutti lituani, compariranno oggi davanti ai giudici per la formalizzazione dell’accusa di omicidio. Per quel che riguarda il movente, che inizialmente si era pensato fosse da rintracciarsi nel razzismo, ora è emersa anche l’ipotesi dello scambio di persona. Omar Galbiati, fratello di Alex, l’amico con cui Joele condivideva la stanza e a sua volta picchiato ferocemente, racconta: “Alex era sotto choc perché ha perso il suo migliore amico quando ha telefonato a casa. L’unica cosa che volevamo sentire è che stava bene e non gli abbiamo chiesto molto di quello che è successo”. E continua: “I proprietari del ristorante sono delle bravissime persone. Inizialmente ci hanno spiegato che la camera in cui dormivano Joele e Alex era prima occupata da un’altra persona ma che se ne era andata. Non so che cosa è successo. Saranno le indagini a chiarirlo”, racconta a proposito di un post su Facebook in cui si parlava di “scambio di persona”.

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Joele, l’italiano massacrato di botte in Inghilterra: “ci rubi il lavoro”

gioele-leotta-tuttacronacaAveva appena 19 anni Joele Leotta e, come molti giovani italiani, voleva costruirsi un futuro. Lui, partito da Nibonno, in provincia di Lecco, aveva scelto di recarsi in Inghilterra, per trovare lavoro e imparare la lingua. Assieme a un amico, Alex Galbiati, faceva il cameriere in un ristorante italiano di Maidstone, nel Kent, dove era giunto da circa un paio di settimane. Ma la cosa non è piaciuta ad alcuni giovani del luogo, che hanno accusato i due italiani di rubare loro il lavoro. Otto ragazzi inglesi, tra i 21 e i 25 anni, avrebbero quindi più volte importunato i due accusandoli di aver occupato il letto di un loro connazionale. Domenica sera li avevano importunati al lavoro, poi, il tragico epilogo. Hanno infatti organizzato una spedizione punitiva nell’appartamento dei due italiani, dopo che i due lecchesi avevano terminato il turno e mentre si preparavano per andare a letto. Gli inglesi li hanno picchiati a sangue, massacrando Gioele che è morto poco dopo l’arrivo in ospedale. Alex, a sua volta picchiato furiosamente e che ha riportato numerose ferite, sarebbe invece fuori pericolo. Le forze dell’ordine inglesi hanno arrestato gli otto presunti colpevoli: sette sono stati fermati subito dopo la spedizione punitiva, mentre stavano per cenare in un ristorante, l’ultimo la notte dopo.

“La miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta”

giorno-tuttacronaca-Abraham Lincoln-

“Il passato ha il peso che decidi di dargli. …

passato-tuttacronaca… Non è lui che sbuca nel futuro e incasina la vita della gente, nossignore”

-Hitman-

Da “choosy” a “inoccupabili” ecco come si giustifica la politica italiana

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“L’Italia esce con le ossa rotte dai dati dell’Ocse diffusi ieri: dati che ci mostrano come gli italiani siano poco ‘occupabili’, perché molti di loro non hanno le conoscenze minime per vivere nel mondo in cui viviamo e non costituiscono capitale umano su cui investire per il futuro”.

Così, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini ha gettato nel fango gli italiani e ha affermato che lo Stivale è una terra di “inoccupabili” intervenendo a un convengo sul Senato sui 10 anni della legge Biagi.

“Quelle cifre – ha aggiunto – ci mostrano quanto siamo indietro in termini di capitale umano e di occupabilità. La responsabilità di questa situazione – ha concluso – è di tutti”.

Di tutti? O della classe politica che ha per un ventennio governato l’Italia?

Quando verrà un politico che valorizzerà i propri elettori? Che saprà “accarezzare” il popolo e non gettargli in faccia i fallimenti che invece sono attribuibili solo a una classe politica corrotta e incapace che per troppi anni ha governato l’Italia facendola regredire e creando tensioni sociali? Chi avrà il coraggio di guardare gli italiani in faccia e dire “ho sbagliato”, invece di addossare fantomatiche colpe ai cittadini vessati da tasse e accise?

Shock a teatro: Zuzzurro e il tumore “molto aggressivo” al polmone

zuzzurro-tumore-malato-tuttacronacaSta lavorando alla preparazione del nuovo spettacolo “Non c’è più il futuro di una volta 2.0”, che andrà in scena al teatro Leonardo di Milano per tre settimane a partire dal 15 ottobre, Andrea Brambilla, in arte Zuzzurro, che però trova il tempo di raccontare uno spaccato della sua vita e fare una confidenza shock: “Lo scorso febbraio ero in tournée e tossivo sempre. Ho fatto un controllo. Presto, la diagnosi: tumore al polmone. Molto aggressivo. Con linfonodi”. E continua:  “Una brutta botta. Poi ho pensato che si può guarire, son guariti in tanti. Certo ti distrugge fisicamente. Ho cominciato la chemioterapia che alterno alla radioterapia. E ho capito che sto meglio se lavoro. Sono debilitato, ma bisogna reagire. Penso sia doveroso provarci. Vorrei dirlo a tutti, specie ai malati giovani: occorrono volontà e ottimismo”. Quello che si è chiesto è stato: “Perché dovrei smettere di far ridere la gente?” Come riporta il Gazzettino, non ci sono molte certezze sulla via di guarigione: “Sono molto vaghi. Sulla guarigione, tacciono. Io faccio lo gnorri e loro cambiano discorso. Ma sono meravigliosi all’Istituto dei Tumori di Milano. Competenti e molto attenti all’aspetto psicologico. Ho invitato il mio oncologo alla prima teatrale del 15 ottobre e gli ho detto: ‘Guardi che se non faccio più ridere, la colpa è sua’”. L’attore, celebre per il duo Gaspare e Zuzzurro, spiega della sua malattia: “Ci sono giorni in cui mi sento bene e giorni in cui sono stanchissimo. Capisco che il fisico non mi segue e questo dà un senso di frustrazione. Ma bisogna reagire. È una questione anche psicologica. Io spero di farcela a recitare tutte le sere, anche il giorno dopo la chemio. Ho sempre cercato di far ridere la gente e continuerò a farlo. Ma se proprio dovessi saltare una recita, so che la gente e gli addetti ai lavori mi capirebbero. Per questo voglio raccontare pubblicamente la mia malattia: per rispetto al pubblico e alle persone che lavorano con me. Perché sappiano che se mi fermo non è per un capriccio. Ho anche avuto paura che qualcuno pensasse che parlo del mio tumore per farmi pubblicità, per attrarre spettatori. Ma alla fine ho deciso di fregarmene. Per me l’importante è continuare a far ridere. E non sbagliare le battute sul palco: questo mi preoccupa. Tutt’al più reciterò seduto”. Perchè la forza per guarire lui la cerca nell’ottimismo e nel lavoro e non importa se lui e Nino Formicola, in arte Gaspare, sono considerati “vecchi, superati, teatranti.Ma a noi la tv di oggi non piace. Quindi sì, siamo un po’ dispiaciuti, ma più di noi, il nostro direttore di banca. Non ci piace questa equazione per cui se non sei in televisione non sei nessuno. Noi per fortuna continuiamo a riempire i teatri. Zelig? È stato bello tornare come ospiti per qualche puntata e non ci aspettavamo una accoglienza così calorosa da parte del pubblico. Si vede che qualcosa di bello abbiamo fatto negli anni”.

“Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza…

oblò-citazione-aforisma-bob-dylan-tuttacronaca…anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro.”

– Bob Dylan –

Il “braciere economico” che brucia il futuro: il deficit pubblico

italia-deficit-pubblico-tuttacronaca

I conti non tornano e la Bce avvisa l’Italia. Quel deficit pubblico rischia, di nuovo, di sforare il 3% di Pil. Lo dicono le ultime aste dei Btp  dove i titoli di Stato a 15 e a tre anni vengono venduti pagando interessi sensibilmente più alti di appena uno-due mesi fa. Questo segnale arriva anche dallo spread in risalita verso quota 260.

L’instabilità politica italiana quanto pesa sul deficit? Pesano probabilmente di più le scelte operate da questo governo di larghe intese che ha cancellato le entrate di quattro miliardi di Imu, ne vuole cancellare altrettante di Iva e intanto vuole pagare 40 miliardi di debiti del governo alle imprese. Il che dovrebbe richiedere una diminuzione della spesa pubblica che invece continua a essere di 840 miliardi. E’ chiaro che la cancellazione dell’Imu e la non introduzione dell’Iva peseranno sul deficit e sul futuro dell’Italia. Che significa avere poi un deficit più elevato? Che quando si chiede un prestito chi lo concede chiede maggiori garanzie e interessi più alti per coprire i rischi di un eventuale insolvenza.

C’è chi quindi riconduce le problematiche italiane non all’instabilità politica, ma quanto a scelte del governo Letta che sta facendo una politica più di destra basata sul deficit che di sinistra basata sulle tasse. Ma la matematica, i mercati e l’Europa prima o poi vengono a portare i dati e a chiedere di far tornare i conti.

Ma la crisi a che punto è? Secondo Blitz Quotidiano:

Se tutto va bene, tra sette/otto anni. Eccoli i veri conti del paese: rispetto al 2007 meno nove per cento di ricchezza prodotta. Meno 7,6% di consumi. Meno 27% di investimenti. Meno 25% la produzione industriale. Meno sette per cento abbondante l’occupazione (al netto dei cassa integrati). Pressione fiscale ufficiale al 44,5%, pressione fiscale per chi le tasse le paga davvero al 53,5%. Debito pubblico al 131,7% del Pil.

Sale la tensione fra le classi sociali? Aumenta il divario fra poveri e ricchi? C’è chi specula sulla crisi? C’è davvero un futuro che sta andando in fumo? Ci sarà una nuova crisi di governo?  Per il momento c’è allerta deficit!

 

“Se avessi fatto, se non avessi fatto, …

rimpianto-tuttacronaca… andando avanti così avrà mille passati e nessun futuro!”

-Ricardo Morales- (Il segreto dei suoi occhi, 2009)

Quando i “cervelli” restano… e ce la fanno! Storie di successo made in Italy

italiani-successo-tuttacronacaE’ il Secolo XIX che porta alla luce, finalmente, una buona notizia: in Italia c’è chi ce la fa! E non si tratta di soliti noti o “amici di”. Sono le storie di sei giovani che hanno creduto in loro stessi e nei propri sogni, si sono impegnati, hanno rischiato e… ce l’hanno fatta, restando nella loro città, Genova. Elisabetta, Emanuele, Enrico, Marco, Massimiliano e Piergiorgio stanno vedendo giorno dopo giorno i loro sogni diventare realtà. Hanno storie diverse alle spalle, si sono messi in gioco in modi e in ambiti differenti, ma hanno raggiunto la loro meta o, quanto meno, sono sulla strada che conduce ad essa. In una società in crisi e che difficilmente finanzia i progetti delle nuove leve, hanno scommesso su loro stessi. Emanuele Gugliemino ha messo a punto una microturbina nei laboratori di Morego dell’Iit ed ha già ottenuto più di un apprezzamento dalla Silicon Valley, l’El Dorado di chi ancora ha la capacità di sognare. Marco Gaudina, al contrario, dopo aver accumulato esperienza alla Siemens si è rintanato nel garage dei genitori, dove ha visto la luce il suo rivoluzionario sensore. Storia simile per Massimiliano Bonacci e Piergiorgio Beruto, che dopo aver lavorato negli uffici della Marconi/Ericsson hanno deciso di passare alla corsa in solitario. E’ partito invece puntando direttamente su se stesso Enrico Botte: nel 200′, dopo una laurea in storia, ha creato con un socio un’impresa ad alta tecnologia partita grazie al finanziamento di Ligurcapital. I soldi pubblici non potevano essere spesi in maniera migliore: la Field Organization System oggi ha centocinquanta dipendenti e sedi a Genova e in Campania. Ma non dobbiamo pensare che per costruirsi un futuro si sia obbligati a dedicarsi all’alta tecnologia: Elisabetta Comotto, ancora giovanissima, si è imegnata in bottega, con quell’umiltà di partire dalla base che spesso manca ai futuri adulti, ed ha così trovato un mentore che, dopo averle svelato i segreti dell’arte orafa, le ha lasciato il laboratorio: ora il suo futuro è tutto nelle sue mani.

“Scrutiamo tanto volentieri nel futuro, …

incertezza-tuttaconaca… perché tanto volentieri volgeremmo a nostro favore, con taciti desideri, ciò che in esso oscilla, l’incerto.”

-Johann Wolfgang Goethe- (Le affinità elettive, 1809)

Dopo Casaleggio, anche Delrio e Caldoro prevedono il peggio

rivoluzione-casaleggio-tuttacronacaGraziano Delrio, ministro per gli Affari Regionali ha commentato stamattina a Modena le parole del guru del M5s sulle difficoltà del Paese: “Condivido l’allarme di Casaleggio anche nella drammaticità dell’appello. Ha detto una cosa vera, sarà un autunno molto difficile, e sono alcuni mesi che lo diciamo”. E spiega: “Sono stato in Sardegna e in Calabria. Qui, nei comuni che non sono sciolti per mafia, i sindaci si dimettono perché non ce la fanno”. Delrio ha dunque sottolineato: “Certamente sulla ripartenza dell’economia sarà molto più importante di Imu e Iva, in termini di influenza, la decisione che prenderemo sul patto di stabilità. Lo dimostrano le tantissime opere che potrebbero essere cantierate nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni, che potrebbero davvero muovere il Pil italiano rispetto a prima. Queste regole del patto di stabilità hanno depresso gli investimenti e abbiamo avuto così più problemi con il lavoro e con il prodotto interno lordo”. Il ministro ha continuato affermando: “Opere come quelle in programma di Autobrennero avranno un impatto molto superiore rispetto ad altre misure che pure sono importanti. Lo sblocco del patto di stabilità e dei cantieri sarà decisivo per creare veramente lavoro, così come i pagamenti che ovvieranno a un grande problema delle imprese, che sono il motore del Paese, ed è quello dell’accesso al credito, il fatto di dover lavorare con finanziamenti molto esigui”.

Dello stesso parere anche Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania che ha dichiarato, spiegando che la sua è una valutazione puramente politica: “Siamo ai limiti della rottura sociale. Non posso non essere d’accordo con la previsione di Casaleggio quando parla di disordini” Il governatore ha quindi previsto che “Ci saranno rivolte per effetto di una povertà che aumenta e inizieranno qui, a Napoli e in Campania”.

Nel futuro prossimo dell’Italia c’è uno shock economico. Parola di Casaleggio

casaleggio-previsione-tuttacronacaIl guru del Movimento 5 Stelle e braccio destro di Beppe Grillo, prevede che nei prossimi mesi il Paese avrà “uno shock economico che potrebbe portare a disordini, rivolte. Qualcosa che non può essere dominato dalla politica”. E’ quanto dichiara Gianroberto Casaleggio in un’intervista sul blog del leader dei pentastellati. Il guru ipotizza “non una guerra civile”, ma “situazioni difficilmente controllabili dal punto di vista dell’ordine pubblico”.

“Lascia dormire il futuro come merita. …

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… Se lo si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato.”

-Franz Kafka- (Diari, 1910/23)

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma porte aperte al videogioco

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La mostra Empire State – Arte a New York oggi, sbarca al Palazzo delle Esposizioni di Roma e tra i venticinque artisti contemporanei esposti spicca il software artist di Brooklyn Tabor Robak. Le sue opere però, come dimostra anche il suo sito, sono perfettamente fruibili tramite computer. “Sono felice del contrasto, e della tensione che scaturisce quando l’arte digitale affianca quella fisica, tradizionale – commenta Robak, intervistato dall’HuffPost – del resto non tutti i giorni nasce un nuovo mezzo d’espressione”. Presente a Roma con “Screen Peeking”, uno schermo diviso in quattro quadranti ognuno raffigurante un cibo diverso e un differente approccio, Robak “è uno dei primi artisti a riflettere sul grande cambiamento in corso oggi nella percezione umana in seguito ai progressi delle motion graphics sviluppate al computer”. Con questo lavoro, ci ricorda che “non è mai possibile l’accesso all’oggetto in sé, ma solo a una molteplicità di distorsioni ideologiche, e che le persone raramente condividono le stesse fantasie.” Il 27enne produce immagini utlizzando strumenti che generano un universo sintetico, ma riesce a perseguire un “effetto di realtà”. Per farsi un’idea del suo lavoro, un’ottima occasione è anche la visione del video Vatican Vibes, da lui prodotto nel 2011 per Fatima Al Qadiri.

Roboak, che letteralmente invita lo spettatore ad entrare nella sua opera, ora è riuscito a rendere il videogioco una forma d’arte che, in quanto tale, ha il diritto di comparire in un museo: “La resistenza al digitale è simile a quella che anche il cinema e la fotografia hanno dovuto superare. Le mie opere sono rivolte al pubblico degli appassionati d’arte, ma le realizzo adoperando i medesimi strumenti degli sviluppatori di videogiochi: ambienti virtuali 3D real-time. Ovviamente in ciò che creo non c’è l’aspetto prettamente ludico, né un punteggio da accumulare”. Questo stesso modo di fare altre, inoltre, permette di accedere, anche stando a casa, “alle opere originali, non alla loro riproduzione”. Ecco allora che la rete diventa, con le parole dello stesso artista, “un medium democratico, coerente con quella vasta parte della cultura, del commercio e della socializzazione che avviene virtualmente”.

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”

futuro

Eleanor Roosevelt

Corsi universitari per… guidare i droni!

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Agli studenti americani che non hanno ancora deciso cosa fare del loro futuro, si aprono nuove possibilita’: per esempio, imparare a far volare i droni. Un numero crescente di scuole americane offre infatti corsi e programmi per imparare a costruire e far volare i velivoli senza pilota. Secondo i media Usa, si tratta di un’esperienza piuttosto redditizia che permette di guadagnare dai 50 mila ai 120 mila dollari in un anno. Per gli esperti e’ un settore che sta crescendo molto rapidamente.

Ricchezza e futuro son problemi di lingua!

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Secondo una ricerca fatta dall’Università di Yale e portata avanti dallo studioso di finanza comportamentale Keith Chen, sembra proprio che la nostra lingua influenzi la nostra vita più di quanto noi pensiamo.  Così in quelle lingue, come l’inglese, in cui i tempi verbali sono nettamente divisi c’è una propensione a vedere il futuro come qualcosa di molto distante e non preoccupante… forse qualcosa che neppure ci riguarderà mai! Ci sono invece lingue, come mandarino, malese o yoruba, che il futuro lo esprimono con il presente e quindi cercano di tutelare quel domani sin dall’oggi!

E l’italiano? Beh gli italiani sono grandi risparmiatori. La nostra lingua ci concede anche di pensare il futuro al presente come ad esempio “domani vado lavoro!” Questo, secondo Chen, ci porta a prendere in considerazione alcune misure per tutelarci il domani (come ad esempio investire in titoli sicuri, risparmiare o comprare case).

Ma su questa filosofia lo studioso è stato a lungo criticato inq uanto si ritiene che non sia un problema di lingua, ma intervengono fattori culturali o sociali. A tutte queste critiche Chen ha risposto così: “Ci sono famiglie che vivono una in fianco all’altra, con stessi livelli di educazione, stesso reddito, e anche stessa religione. Ma se c’è una differenza di madrelingua, si trova un atteggiamento completamente diverso di fronte al futuro”.

 

Vivere in una bolla!

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Ha soli 35 anni, non è ancora finito ma già è stato dichiarato monumento storico. Stiamo parlando della “bubble house”, un’abitazione a Tourrettes-sur-Loup, francia. Progettata negli anni ’70 dall’architetto ungherese Antti Lovag per lo stilista Pierre Cardin, la “bubble” è sicuramente una casa fuori dal comune, dal design futuristico che ricorda quasi una navicella spaziale. Con soffitti convessi, che si snodano in un percorso di curve che si rincorrono fra loro, la particolarità di questa abitazione è senza dubbio anche dovuto alla posizione geografica in cui si trova: Costa Azzurra. Le finestre quindi possono fornire una splendida vista sul Mediterraneo.

 

Dove si guarda al futuro secondo Google? In Germania!

 

A seguire Giappone e Svizzera. L’Italia è solo al 14° posto. google-alerts-spy

Monti pensa al futuro dei giovani: fisco agevolato e zero burocrazia

Per quel che riguarda le aziende, agevolazioni fiscali per chi assume under 30.

“Il modo migliore per predire il futuro è inventarlo”


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