Si è consegnato il pirata della strada che ha investito, uccidendola, Beatrice

beatrice-papetti-tuttacronacaBeatrice Papetti è morta il 10 luglio a Gorgonzola, in provincia di Milano, travolta da un pirata della strada che poi è fuggito. I carabinieri del comando provinciale di Milano erano sulle sue tracce ma oggi è stato lui stesso a presentarsi spontaneamente, sembrerebbe in preda al rimorso. Ad aver investito la 16enne è stato un 39enne magrebino ora finito in manette per omicidio colposo e omissione di soccorso. L’uomo, provvisto di regolare permesso di soggiorno, ha spiegato di non aver visto che la ragazza stava attraversando la strada.

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E’ morto Bill Warner, il motociclista più veloce del mondo

bill-warner-tuttacronacaDomenica 14 luglio è stato il suo ultimo tentativo di superare se stesso infrangendo il suo stesso record. E’ morto dopo un incidente in pista nel Maine il 44enne Bill Warner, il motociclista più veloce del mondo, capace di superare il record di velocità su moto: oltre 500 Km/h. Era in sella alla sua Haybusa Turbo quando ne ha perso il controllo alla velocità di 458 Km/h. Dopo la caduta il pilota era cosciente e in grado di parlare, ma il decesso sarebbe avvenuto circa un’ora e 15 minuti dopo, quando si trovava all’ospedale di Caribou. Ora la polizia sta indagando per scoprire se l’incidente sia da attribursi a un errore umano piuttosto che a un problema meccanico. Warner voleva essere il primo motociclista a raggiungere i 482 km/h in appena un miglio (circa 1.600 metri) dopo che già nel 2011 aveva raggiunto la stessa pazzesca velocità (502 km/h) su una distanza però di un miglio e mezzo (circa 2.400 metri).

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Lutto nel mondo della musica: è morta Carlotta Nobile

carlotta_nobile_morta-tuttacronacaSolo pochi mesi, sul suo profilo Facebook, la 24enne Carlotta Nobile aveva scritto “Ci sono battaglie che non abbiamo scelto. Poi c’é la vita. E io quella non smetterò mai di sceglierla”. Ma la malattia ha scelto per lei e se l’è portata via velocemente, troppo presto. Carlotta era la giovanissima direttrice dell’orchestra da camera dell’Accademia Santa Sofia già dal 2010, dopo aver conseguito il Diploma di Violino in Conservatorio con il massimo dei voti a soli 17 anni, continuando in seguito a perfezionarsi nelle più prestigiose accademie europee e vincendo numerosi premi.

Funerali di Beatrice Papetti, tra palloncini e applausi

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Sabato triste a Gorgonzola in provincia di Milano, oggi è infatti il giorno dell’addio a Beatrice Papetti, la ragazza investita da un’auto pirata il 10 luglio.

Sono tantissime le persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Beatrice, tante che la grande chiesa del centro di Gorgonzola non è riuscita a contenerle tutte. In molti hanno ascoltato la funzione dal sagrato e dalla piazza antistante, nonostante il sole a picco e la temperatura proibitiva.

Palloncini bianchi e un lungo applauso hanno salutato il feretro di Beatrice Papetti, all’uscita dalla chiesa dei Santi Protaso e Gervaso, a Gorgonzola.

Durante la celebrazione del funerale, a cui hanno partecipato non solo parenti e amici di Bea, come veniva chiamata da tutti, ma anche l’intera comunità di Gorgonzola, il parroco ha rivolto le sue preghiere alla giovane vittima e alla sua famiglia, composta dal padre Nerio, la mamma Roberta e la sorellina Francesca.

”C’è buio oggi nella comunità – ha detto durante l’omelia – c’è buio nelle vite della famiglia di Beatrice a cui non possiamo fare altro che tendere la mano. Questa morte è frutto della follia e della meschinità di una persona. Non lasciamo che questo ci tolga la fiducia nel prossimo. Ricordiamo insieme gli occhi blu della piccola Bea”.

Ad aprire il corteo funebre, verso il cimitero, una cinquantina di motociclisti, amici di Nerio Papetti, amante delle moto e volontario del 118, che hanno attraversato Gorgonzola interamente chiusa per lutto, come disposto dal sindaco.

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Vietato piangere ai funerali! Lo dice il vescovo

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Inclini alle lacrime? Scoppiate a piangere durante una cerimonia funebre? Da oggi non è più possibile. A Ramera, nel Trevigiano, è arrivato il vademecum firmato dal vescovo che impone come comportarsi ai funerali e tra i punti, come riporta la Tribuna di Treviso, ne compare uno che afferma: “L’aspetto emozionale non deve prevalere sull’impegno di una partecipazione assembleare che si sforza, anche in questa circostanza, di esprimere la propria fede nel Cristo risorto, vincitore della morte”. Come dire: non si versa neanche una lacrima per chi ci lascia. Le polemiche sono scattate immediatamente per questo divieto di emozionarsi. Continuando a leggere, si scopre poi che il vescovo vieta anche i discorsi commemorativi da parte di parenti e conoscenti durante la cerimonia e l’ingresso in chiesa dei fiori destinati al cimitero.

L’ultima follia estiva: un volo da 12 metri tra gli scogli

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Forse ancora non sarà l’estate calda degli altri anni, ma il sole quando esce gioca brutti scherzi. La follia e moda pericolosa ora si consuma a Livorno con il tuffo dal  Ponte della Calafuria: un volo di 12 metri tra gli scogli dopo un’arrampicata in bilico sulle travi. La notizia la riporta Il Tirreno attraverso le parole di Marco, un ragazzo al secondo anno di legge:

“…Sì, c’è anche chi azzarda il volo dell’angelo: venti metri nel cielo, tra le rocce, per centrare con la precisione di un cecchino il bersaglio di uno specchio d’acqua largo forse cinque metri e profondo poco più di due. “In quel caso sì che si alza la standing ovation di tutta l’insenatura”, puntualizza Marco.”

“Ritrovarsi lassù però dev’essere tutt’altro che piacevole. E anche arrivarci è rischiosissimo. Con l’agilità di una scimmia bisogna arrampicarsi sulle travi del viadotto. Sotto c’è la scogliera, basta un piede messo male, un giramento di testa, un angolo scivoloso e si piomba giù, senza airbag. Il nostro uomo però sale spedito. Metro dopo metro, piegato come un australopiteco, arriva in zona lancio. Qualcuno, ci spiegano, si tuffa anche all’interno delle travi, proprio sotto il ponte, in uno spazio così ristretto che deve per forza andar giù a candela per non schiantarsi nel molo.”

Quando lo vieteremo? Quando ci saranno controlli sulle spiagge? Poi piangeremo ai funerali dell’ennesimo ragazzo che in un’estate torrida ha trovato la morte per una “ragazzata”?

Addio a Stefano Borgonovo, portato via dalla Sla

morto-borgonovoE’ stato portato via dalla Sla, quella malattia su cui ha cercato di accendere fino all’ultimo i riflettori sulla condizione di chi ne soffra. Stefano Borgonovo non si è mai arresto, ha lottato fino all’ultimo, fino a quando “la s*****a”, come la chiamava scherzosamente lui, non ha deciso di portarcelo via. Ex attaccante di Fiorentina, Milan e Como, con la sua fondazione ha raccolto fondi per la ricerca e lui stesso, in carrozina e accompagnato dall’inseparabile Chantal, è sceso più volte in campo. Ora il lutto pervade il mondo del calcio, per lui che, assieme all’amico Roberto Baggio, indossando la maglia viola della Fiorentina, ha dato vita per anni alla coppia “B2”.Borgonovo era nato a Giussano il 17 marzo del 1964 e aveva da poco compiuto 49 anni, ma per tutti resterà un esempio per la sua forza d’animo e il suo coraggio.

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E’ morto il senatore a vita Emilio Colombo

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E’ morto a 93 anni l’ultimo costituente ancora in vita, il senatore Emilio Colombo. Protagonista di tutta la storia politica italiana del Secondo Dopoguerra e di parte di quella europea, ha ricoperto le cariche presidente del Parlamento Europeo, presidente del Consiglio e più volte ministro. Nominato senatore a vita nel 2003, dall’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, fu per decenni il dominus incontrastato di Potenza e tutta la Basilicata. Colombo, laureato in giurisprudenza e iscritto alla Gioventù di Azione Cattolica, venne eletto all’Assemblea Costituente nel 1948, con poco meno di 21mila voti di preferenza, ricevette oltre il doppio dei voti due anni dopo, ottenendo la carica di deputato. E’ il primo passo: nel 1970 diventa Presidente del Consiglio, incarico che conserverà fino al febbraio del 1972. Prima era stato varie volte ministro (Agricoltura e foreste, Industria e commercio, Commercio, Tesoro, Esteri) e sottosegretario (agricoltura, lavori pubblici). Ma Colombo si distinse anche a livello europeo, divenendo presidente del Parlamento nel 1977 e venendo riconfermato anche nel 1979, ricevendo anche il premio “Carlo Magno”, attribuito ogni anno proprio all’uomo politico che contribuisce di più al processo d’integrazione europeo. Colombo ha poi mancato l’elezione al Parlamento nel 2001, quando si presentò come indipendente con Democrazia Europea, in una fase politica molto accesa all’interno del suo schieramento. Dopo le ultime elezioni, ha guidato lui il Senato nella prima riunione. Ex Dc, Eugenio Scalfari, su L’Espresso, disse di lui che “Colombo ha rivelato al pubblico la sua omosessualità ed anche, sia pur per breve periodo, la sua condizione di consumatore di cocaina”.

Tragedia in Sardegna: 19enne muore dopo una festa in spiaggia

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I suoi amici hanno raccontato che ha accusato un malore dopo aver fatto il bagno in mare al termine di un party notturno che aveva coinvolto un centinaio di giovani su una spiaggia vicino a Sassari. E’ morto il 19enne Francesco Nonna, di Osilo, un paese in provincia della città sarda. Il ragazzo è mancato durante il trasporto in ospedale dopo esser stato soccorso, verso le 7, da una equipe medica del 118. Sono stati gli stessi amici che avevano trascorso la notte in spiaggia con lui a lanciare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Porto Torres mentre la Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia del giovane.

Si rovescia trattore: muore agricoltore

si-ribalta-trattore E’ morto dopo che il suo trattore si è rovesciato mentre stava lavorando in un campo a Careno di Pellegrino Parmense il 57enne Luciano Terzoni. L’agricoltore è stato ritrovato dopo ore di ricerche iniziate a seguito dell’allarme lanciato venerdì sera, quando non aveva fatto regolare ritorno a casa dopo la giornata di lavoro nei campi.

Tragico incidente nel Pescarese

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Ha trovato  la morte mentre era in sella alla sua Honda rossa il 22enne Massimiliano Pelusi, rimasto vittima di un incidente questa mattina, attorno alle 8.30, a Rosciano, in provincia di Pescara. Sono ancora in corso di accertamento le cause del violentissimo impatto auto-moto che non ha lasciato scampo al ragazzo, deceduto praticamente sul colpo a causa delle profonde lesioni riportate. I sanitari del 118, giunti immediatamente sul posto, non hanno potuto far altro che dichiarare il decesso di Massimiliano che definiva, sulla sua pagina Facebook, la sua Honda rossa carenata “il mio amore”.

E’ morta Barbara De Anna, la funzionaria ferita a Kabul

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E’ morta questa mattina la quarantenne toscana Barbara De Anna, la funzionaria italiana che il 25 maggio scorso era rimasta gravemente ustionata in un attacco talebano a Kaburl. La funzionaria dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM), che in precedenza aveva lavorato anche con Onu e Nato, era arrivata a Kabul nel 2011. Il 25 maggio, rimasta coinvolta nell’attentato, aveva riportato ustioni di secondo grado sul 90% del corpo. Curata in un primo momento nell’ospedale di Emergency a Kabul, era stata trasportata in quello per essere infine trasferita  in Germania, nel centro per grandi ustionati dell’ospedale di Ludwigshafen. Ma tutte le cure sono risultate inutili.

Preso il pirata della strada che ha investito Christian Barra

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Christian Barra è stato investito due notti fa, alle spalle, mentre stava rincasando in bicicletta. Il pirata della strada non si è fermato a prestargli soccorso. Ora i carabinieri di Cuneo hanno identificato e denunciato l’uomo che l’ha strappato alla vita. Si tratterebbe di un 79enne, accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso, che ha riferito di non essersi fermato perché pensava di avere investito un animale. La svolta nelle indagini si è avuta con il ritrovamento dell’auto, una Hyunday Atos verde, che presentava un’ammaccatura compatibile con l’urto con la bicicletta della vittima, sulla quale erano state rinvenute tracce di vernice verde. I funerali di Christian si svolgeranno sabato, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Falcetto.

Roma, San Basilio: la rissa finisce in sangue

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Con un colpo di pistola alla nuca così è morto il 31enne, Maurizio Alletto. Intorno alle 18, in via Carlo Tranfo, una Mercedes Classe A e una Citroen C1 si scontrano e si scatena la lite. In particolare è un 18enne, Moreno Coppi, che viaggiava in compagnia del padre su uno dei due mezzi a inveire sul 31enne, il quale estrae un coltello e lo ferisce al volto. A questo punto scatta la reazione del padre, Luciano Coppi, una guardia giurata di 53 anni, che punta una pistola alla nuca del 31enne e fa fuoco. Immediatamente è rissa, urla e una scena di violenza inaudita.  All’arrivo dell’ambulanza vengono feriti i sanitari dai parenti della vittima che non vogliono che sia soccorso Moreno Coppi. Nella sassaiola e nell’aggressione l’autista dell’ambulanza si frattura la spalla. Nel frattempo è arrivata anche una seconda ambulanza e anche questa viene investita da una raffica di sassi.

Intanto l’omicida si era ‘rifugiato’ in casa, in via Casal di San Basilio, dove è stato rintracciato dalle forze dell’ordine. Qui altri momenti di tensione. Durante l’arresto di Luciano Coppi, eseguito dalla squadra mobile e dagli investigatori dei carabinieri, decine di persone, tra le quali parenti e amici della vittima, si sono lanciate contro i poliziotti impegnati a caricare in macchina la guardia giurata.
La sete di farsi giustizia da soli, la violenza, il sangue e la rabbia che obnubilano la mente delle persone tanto da impedire un soccorso o un arresto sono ci devono far indignare e cercare di capire se ancora una volta a fronte di reazioni eccessive ci sono problemi più profondi che non giustificano certo un gesto del genere, ma che forse possono aiutarci a prevenirne altri.

Chi è rimasto scosso e sorpreso è stato il direttore del 118 di Roma, Livio De Angelis “per l’insensata e brutale aggressione ai danni degli operatori del 118, che sono stati aggrediti mentre svolgevano il proprio lavoro. Non riesco a capire come si possa odiare chi cerca di salvare una vita e come si possa danneggiare un’ambulanza pubblica”.

Sparatoria a San Basilio: il 118 picchiato a Roma

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Il 31enne Maurizio Aletto è morto oggi, nel quartiere San Basilio a Roma, a seguito di una sparatoria durante la quale è stato colpito alla nuca. L’episodio è avvenuto in via Tanfo, attorno alle 18, ed è scaturito dopo una futile lite per motivi di viabilità. A estrarre l’arma una guardia giurata 53enne, che si trovava in auto con il figlio e che è già stata arrestata. Il figlio dell’assassino, un 25enne, era sceso dall’auto e aveva iniziato a litigare con la vittima che, per tutta risposta, ha estratto un coltello ferendolo e spingendo così il padre a intervenire. L’ambulanza del 118, arrivata in sei minuti dalla chiamata, è stata accolta da una sassaiola partita dalla folla che si era formata e che ha picchiato i tre operatori, rompendo anche la clavicola all’autista. Nonostante tutto, i soccorritori sono riusciti a caricare la prima delle due vittime sul mezzo. Ma alcune persone hanno danneggiato i vetri e la carrozzeria con le pietre. Una seconda ambulanza ha poi trasportato il giovane 25enne ferito.

20enne travolto da un’auto pirata nel Cuneese

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E’ morto nella notte il 20enne Christian Barra, di Verzuolo, in provincia di Cuneo. Il ragazzo è stato investito da un’auto pirata intorno alla mezzanotte in frazione Ceretto di Busca, a pochi chilometri da casa. Il conducente non si è fermato a prestare soccorso e i carabinieri ora hanno avviato le ricerche, anche sulla base di alcune testimonianze, sulle quali gli investigatori mantengono stretto riserbo. Il 118 intervenuto sul posto non ha potuto far altro che constatare il decesso del ragazzo, che frequenteva l’ultimo anno dell’Istituto Agrario di Verzuolo.

Paolo Borsella: stroncato da un malore mentre era in volo per tornare a casa

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Era partito da poche ore da Punta Cana, nella repubblica di Santo Domingo, diretto a allo scalo parigino di Roissy da dove poi avrebbe preso un volo per raggiungere l’Italia Paolo Borsella, 24enne italiano originario di Castelfidardo, in provincia di Ancona. Ma non è mai arrivato. A interrompere il suo volo un malore improvviso che l’ha colto mentre si trovava nella toilette di un volo Air France. Borsella, residente al quartiere della Figuretta e figlio di un imprenditore, si trovava nella città caraibica dove progettava di aprire una pizzeria quando ha deciso di fare una sorpresa alla famiglia alla quale è molto legato. Sono state le fonti aeroportuali a rendere nota la notizia alla stampa francese, avvisando anche che oggi è il giorno deciso per l’autopsia, ma già nella notte sono iniziati ad arrivare i messaggi su Facebook che annunciavano la sua morte. Lo sportivo potrebbe essere morto a causa di un infarto. Borsella, più piccolo di tre fratelli, viaggiava con la fidanzata.

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Il rientro del capitano Giuseppe La Rosa

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E’ arrivata questa mattina, all’aeroporto militare di Ciampino, la salma del capitano Giuseppe La Rosa, ucciso in Afghanistan mentre, a bordo del Lince, rientrava alla base avanzata di Farah. Ad accogliere il militare, oltre ai familiari più stretti, i vertici militari: il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli e dell’Esercito, Claudio Graziano oltre al nuovo Capo della Polizia, Alessandro Pansa. Presenti anche il premier Enrico Letta e il ministro della Difesa, Mario Mauro, mentre Napolitano prenderà parte ai funerali che si terranno alle 18. Ieri intanto la comunità della missione Isaf lo ha ricordato al suono di una cornamusa, al comando di Kabul.  

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Davide Grillo: morire dopo aver rifiutato un’offerta di aiuto

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Aveva appena 22 anni Davide Grillo, quando l’ha morte l’ha colpito con la forza di uno scooter che si schianta contro un albero. E’ accaduto questa notte, attorno alle due. Il ragazzo stava percorrendo via Mazzini, a Baronissi, in provincia di Salerno, sulla sua Honda assieme ad un amico quando ha perso il controllo del mezzo in una curva: per lui non c’è stato nulla da fare. Probabilmente i ragazzi stavano tornando a Salerno, come dimostrerebbe il fatto che si trovassero già a Saragnano e procedessero in direzione Pellezzano. Alcuni testimoni hanno raccontato che, prima della tragedia, si fossero fermati in alcuni locali, forse per incontrare altri amici e bere qualcosa insieme. Che ci abbia messo la mano la notte, il senso di onnipotenza della giovinezza o il fato, non sarà mai dato saperlo, quello che si conosce è che i ragazzi erano già caduti 500 metri prima e che un automobilista è intervenuto per chiedere solo se avessero bisogno di aiuto. Hanno preferito correre incontro al loro destino: fatale per Davide, clemente con il suo amico che si è rialzato illeso. Grillo è morto sul colpo, dopo aver battuto la testa contro l’albero che ha investito, un trauma troppo invasivo perchè gli lasciasse scampo, nonostante portasse il casco, uno di quelli aperti, a forma di padella: troppo poco per poterlo salvare. Sul posto sono giunti subito i soccorsi, visto che i giovani sono stati raggiunti da una pattuglia dei carabinieri che stava effettuando un giro di perlustrazione. E c’è chi afferma che i giovani avessero intravisto in lontananza i militari e avessero accelerato per evitare di imbattersi in eventuali controlli. Ma siamo nell’ambito delle ipotesi, la dinamica dell’incidente dev’essere ancora ricostruita. Quello che si conosce è il dolore di Antonietta ed Eduardo, i genitori di un figlio che, da una notte fuori, non tornerà più.

Strada fatale: perde la vita una ragazza di 20 anni

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Aveva 20 anni Valentina Menazza, la cui Fiat Punto oggi è uscita di strada andando a sbattere contro un palo. Erano da poco passate la 16 quando il drammatico incidente, le cui cause sono ancora da accertare, è avvenuto a Romanziol di Noventa di Piave. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri e gli operatori del Suem 118 ma per Valentina, residente a Musile di Piave, in provincia di Venezia, non c’era nulla da fare: probabilmente era morta nell’impatto. Una prima ricostruzione parla di un testacoda dell’auto, uscita di strada nell’affrontare una curva.

Nicola Faggian: perdere la vita a un passo dalla realizzazione del sogno

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C’era ancora un restringimento sabato mattina tra Padova Est e Arino in direzione Venezia dove ieri pomeriggio uno schianto tra tir aveva provocato una vittima e due feriti. Si stava rimuovendo un cumulo di detriti residui dei carichi persi dai mezzi pesanti e il restringimento provocava rallentamenti e brevi code, una pausa nel viaggio di molti automobilisti che obbligava a pensare al giovane camionista mestrino che in quell’incidente ha perso la vita: il 37enne Nicola Faggian, che ha tamponato un tir fermo davanti a lui. Vittima, indiretta, dell’incidente anche un automobilista 38enne di Catania, piombato con la sua vettura, a Padova Ovest, contro un camion fermo lungo la colonna provocata dallo schianto di Arino. Il tamponamento a catena ha coinvolto una Nissan Micra, una Alfa Romeo 159 e un autoarticolato. L’impatto ha coinvolto anche il mezzo pesante di Nicola, che viene spinto in avanti dall’urto e finisce per colpire con forza il camion che lo precede. La cabina dell’autocisterna collassa su sé stessa, intrappolando al suo interno il 37enne, che morirà dopo poco nonostante l’arrivo degli elicotteri di Suem e i vigili del fuoco, intrappolato tra il volante e il cruscotto, con una profonda ferita alla testa.

Nicola Faggian è morto così, ad un passo dalla realizzazione del suo sogno, che gli avrebbe permesso di lasciare una volta per tutte il volante per dedicarsi alla sua musica: mancavano pochi mesi e poi avrebbe detto addio all’autocisterna che guidava da quando aveva 20 anni. Umile e con un talento innato per la batteria, era riuscito assieme al suo gruppo, Stazione Centrale, ad avere un contratto discografico serio e a breve sarebbe uscito il loro album. Al suo amico Francesco Payne Malvolti, voce del gruppo e che l’aveva coinvolto nell’avventura musicale della band, aveva detto solo due giorni prima:”Ehi Franci quanto manca all’uscita dell’album, perché non ce la faccio più con il camion”. E’ lo stesso cantante a parlare: “Purtroppo non riesco ancora a credere di aver perso uno dei migliori amici di tutta la mia vita, una persona che aveva cuore in “avanzo” per tutti. Sempre disponibile, sempre il primo ad arrivare in studio di registrazione e l’ultimo ad uscire. Un artista vero, con un’umiltà fuor dal comune. La vita è così, lui lo sapeva e se ne è andato credendo nel suo più grande progetto, il successo con il suo gruppo. Un imprenditore che guidava giorno e notte per riuscire a far uscire poi il suo primo grande album. Sono sicuro che non aveva rimpianti, chi se ne va così oggi ha già vinto”. Nicola viveva ad Asseggiano, in viale Jacopone da Todi, assieme alla mamma rimasta vedova due anni fa. Nel paese era molto conosciuto perché giocava come portiere nella squadra locale di calcio a sette. Oltre alla mamma, lascia la sorella, l’adorato nipotino e la fidanzata.

Giulia Spinello: l’ultimo saluto oggi a Santa Giustina in Colle

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E’ stata una giornata di lutto cittadino oggi, a Santa Giustina in Colle, nel Padovano, per i funerali della studentessa 21enne Giulia Spinello. La madre, dal pulpito, ha parlato alla gente che gremiva la chiesa: “Se avete conosciuto Giulia non piangete, il suo sorriso vi incoraggerà a sorridere ancora”. Le persone hanno seguito la celebrazione anche all’esterno, su un maxischermo, mentre all’ingresso della chiesa del paese è stato allestito un collage di foto della ragazza. Sopra la bara è stata appoggiata una camicia e un fazzolettone degli scout, gruppo in cui Giulia era molto attiva. Nel frattempo, il Comune ha annunciato che una delle sale della biblioteca del paese sarà intitolata alla giovane prematuramente e barbaramente scomparsa. Nel frattempo sono emersi nuovi, inquietanti dettagli su quel drammatico incidente, causato da una donna di 62 anni sotto l’effetto di psicofarmaci che, ha raccontato ai carabinieri, non si è accorta di quanto stava accadendo. chi ha visto tutto è stato un testimone, che ha visto l’auto sfrecciare ad una velocità che si rietiene essere di 100 km all’ora. Ma quello che è inquietante sono i bozzi che gli investigatori hanno trovato all’esterno dell’auto e che lasciano capire che Giulia non è morta al momento dell’impatto ma, con il polso destro incastrato tra il cofano e il fanale anteriore destro della Jeep Grand Cherokee che le è venuta addosso mentre camminava lungo il ciglio della strada in senso opposto di marcia, ha cercato di attirare l’attenzione della donna che ora è agli arresti domiciliari. Ma oggi non ci sono altre parole da aggiungere, solo un’ultimo saluto a Giulia e al suo sorriso.

L’ultimo saluto di Figo al suo compagno e “amico a due gambe”

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Cosa c’è di più puro dell’amore che lega un cane al suo “amico a due gambe”? Nulla sembra, soprattutto a guardare questa foto. Figo è un pastore tedesco in forza nell’unità cinofila k-9, che ha appena perso il suo padrone e compagno di lavoro, l’agente 31enne Jason Ellis. Figo ha partecipato ai funerali dell’uomo e gli ha porto il suo ultimo saluto, appoggiando la zampa sulla bara. Forse, con il suo olfatto sopraffine, il cane percepisce Ellis, l’amato compagno ucciso in servizio, durante una sparatoria in Kentucky. “Figo e Jason erano due partner veri e propri”, ha commentato il capo della polizia. Ora, il pastore tedesco sarà affidato alla vedova e ai due figli adolescenti dell’agente.

La sua auto si schianta ma lui dice di stare bene. E’ morto solo due ore dopo

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Una tragica morte a cui è difficile trovare risposte: la cintura di sicurezza l’avrebbe salvato? I medici si sarebbero potuti accorgere dell’emorrargia interna? Domande che restano impresse nella mente di Angelo e Loredana, i genitori di Marco Stefanon, 35enne di Istrana, in provincia di Treviso. Il ragazzo, dipendente dell’azienda meccanica Michieletto Dario, è morto in un incidente stradale a Pederiva verso le 20.30 mentre rientrava da una visita ad amici. Marco era alla guida della sua Fiat Punto quando da una laterale di via Erizzo è sbucata la Seat Ibiza di una 21enne di Montebelluna, ora indagata per omicidio colposo, che non ha rispettato la precedenza. Violento l’impatto che ha mandato giù per una scarpata l’auto di Marco, che ha sbattuto violentemente la testa contro il parabrezza e il torace sul volante. Il giovane è però riuscito ad uscire dal veicolo da solo ed ha raggiunto la strada, dove ha parlato brevemente sia con i residenti che con gli operatori dell’ambulanza arrivati dopo l’allarme. Si sentiva bene e hanno dovuto convincerlo a farsi visitare in ospedale prima di rientrare a casa. Ma menre raggiungeva il pronto soccorso di Montebelluna ha perso i sensi e a niente sono serviti i tentativi di rianimazione prolungatisi per due ore: il suo cuore si è fermato e la sua famiglia è precipitata nel dolore. A condividerlo con i genitori, il fratello Diego e la fidanzata Monica, 32enne che conviveva con lui in via delle Casette a Villanova. Bisognerà attendere l’esito dell’autopsia, quello cehe è certo è che il ragazzo non aveva le cinture e questa potrebbe essere stata una leggerezza fatale. Ma se davvero si tratta di emorrargi interna, ci si chiede se non sarebbe stato possibile individuarla prima nonostante le insistenze di Marco per rientrare a casa. Forse no, dato che il crollo è avvenuto prima che avessero inizio gli esami a cui sarebbe stato sottoposto e che l’avrebbero senz’altro individuata. Nessuna accusa quindi da parte dei genitori del giovane, ma un grande dubbio. “Nessuno lo sa – sospira Loredana – vediamo cosa dice l’autopsia. Certo che se fosse così, sarebbe ancora più difficile da accettare”. Dopo aver accertato le cause, potrà avere luogo il funerale, probabilmente venerdì nella chiesa di Pezzan, dove, poco lontano, si era già messo da parte un pezzo di terra per costruirci sopra la casa in cui andare ad abitare dopo il matrimonio.

I nostri 7 giorni: le emozioni della settimana tra bianco, rosso e un sole nero

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E’ stata una settimana di saluti questa, per l’Italia. E’ stata una settimana di applausi e lacrime alla memoria di qualcuno che ha segnato un’epoca e che potrebbe lasciare un vuoto enorme, non fosse che ha sparso talmente tanto dietro di sè che sarebbe impossibile sentirsi “orfani”. E’ stata una settimana di fiori bianchi e di tanto rosso. Il primo a salutare è stato Little Tony, che ha portato con sè l’immagine di un’Italia che scopriva il rock’n’roll e imparava che, qualsiasi cosa accada, ci sarà sempre un giorno in cui Riderà. Fiori bianchi per lui. E auto d’epoca. Altro scenario per Franca Rame, l’attrice che parlava alle donne e da tutte loro è stata salutata, con il colore rosso a spiccare ovunque ed un coro di O bella ciao, come lei stessa aveva sempre sognato. Perchè era bella Franca, come sanno essere solo le persone che hanno dei grandi ideali. Ed era rossa, di quella passione che ha sempre trasmesso. Ma non si segnano le vite solo se si appare, se si viene riconosciuti per strada, se il proprio nome è conosciuto. Ognuno di noi imprime qualcosa nelle persone che lo attorniano. Così come ha fatto Fabiana, per troppi pochi anni, prima che la sua vita le fosse strappata via. Ma neanche il fuoco può cancellare le sue orme e, chi la conosceva, ricorderà sempre che “ha scelto di essere felice”. Palloncini bianchi per lei, saliti verso il cielo. Rosso invece per Domenico, come il sangue che è sgorgato dopo che un tedesco ubriaco l’ha accoltellato in una lite degenerata. Voleva solo sapere perchè avesse sputato addosso alla sua ragazza, ha pagato con la vita una domanda. Ci sono le vittime. E ci sono i carnefici. Come Simona Cristiano, che ha fatto sfregiare il suo ex con l’acido. Perchè non è vero che il rosso è solo il colore dell’amore. Rappresenta anche l’odio e l’incapacità di amare. Anche quello che macchia il vestito bianco, quello che dovrebbe essere il simbolo di una promessa eterna. E’ il caso della sposa picchiata la prima notte di nozze: ha pronunciato il nome di un’altro nell’intimità ed è stata punita per questo. Ma rosso è anche uno dei due colori della maglia di Balotelli, accusato questa settimana di aver “spacciato droga per scherzo” a Scampia, accusa alla quale ha risposto per le rime.

bianco-e-rosso

Ma non poteva mancare neanche la politica, con i soliti scandali, le solite cose incomprensibili e quelle idee che sembrano venire in mente a persone che non hanno idea di cosa significhi alzarsi ogni mattina e vivere una vita “normale”. Ecco allora che ancora fa discutere la riforma delle pensioni, perchè l’età media si sarà anche allungata, ma di certo 72 anni non sono 60 e non tutti i lavori sono uguali. Così come sono diverse tutte le vite, le esperienze. Ma non preoccupiamoci troppo di arrivare a fine mese, l’importante è che la pubblica amministrazione avrà 6450 auto e poco importa a chi e a cosa verrà sottratto quel denaro. E se anche la Lega Nord se la vede dura, tutti gli altri partiti al governo possono ridere felici: hanno eliminato i finanziamenti pubblici, rendendo così “felici” gli italiani, e, allo stesso tempo, trovato un modo per racimolare ancora di più. In tutto questo, un po’ di evasione è la benvenuta. E tante sono state le occasioni questa settimana. Abbiamo iniziato con una scoperta che ha un valore inestimabile: il testo più antico del Pentateuco, rinvenuto nella Biblioteca dell’Alma Mater di Bologna, all’ombra delle due torri. Dalla storia… alle stelle: Justin Bieber non si limita più a regalare sogni alle sue fan, ora regala direttamente le stelle. Ma di stelle si è parlato anche riguardo la ragazza che ne ha cancellate 56… dal suo viso. E passando da un idolo, delle ragazzine, ad un altro: si è parlato moltissimo anche del One Direction Harry Styles: la madre Anne si è sposata e lui, oltre ad aver fatto da testimone, le ha dedicato una dolcissima Isn’t she lovely? Ma forse che non abbiamo anche noi i nosti cantanti? Due sono i nuovi “campioni” italiani, usciti da due talent e di certo destinati anche loro ad un luminoso futuro. Questa settimana, infatti, ci son state due finali. Abbiamo iniziato giovedì con The voice of Italy, vita, meritatamente, da Elhaida Dani. Solo due giorni dopo, sabato, è stata la volta di Amici con il rientro, a sorpresa, di Miguel Bosè. E nonostante la video-denuncia di Paolini che voleva Greta come vincitrice, il trionfo è stato tutto per la vera novità di quest’anno: il rapper Moreno “stecca” Donadoni. Insomma, una settimana piena, una girandola di emozioni e con due colori predominanti: bianco e rosso. Dovremmo parlare del colore nero? Sempre “sole” sarebbe!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Fiori bianchi, auto d’epoca e tanta commozione: i funerali di Little Tony

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“Nei meravigliosi lidi dove ora stai scorrazzando, avrai tutto il tempo, la giovinezza che mai tramonta, e soprattutto la bellezza, per affinarti in un rock superiore, che fra le tribolazioni terrene non è dato ad alcuno di conoscere e che, da lassù invece, è tutta un’altra storia.”  E’ stato questo l’ultimo saluto di Adriano Celentano per l’amico Little Tony, di cui oggi si sono celebrati i funerali presso il santuario del Divino Amore, una cerimonia semplice e sentita a cui sono accorsi parenti, amici e centinaia di fan, alcuni partiti da lontano per portare il loro ultimo saluto.

La chiesa era gremita e nel parcheggio vicino è stato allestito un maxischiermo. Sui primi banchi in chiesa gli amici conosciuti durante la lunga carriera: Bobby Solo con cui ha condiviso 35 anni di carriera, Al Bano, Mara Venier commossa dietro occhialoni neri e Pippo Baudo. All’esterno, varie auto d’epoca, sua passione, tra le quali spiccano le Ferrari.

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I funerali di Fabiana Luzzi: in migliaia per lei

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Dolore mischiata a rabbia oggi, a Corigliano Calabro, per i funerali di Fabiana Luzzi, la ragazzina quasi 16enne uccisa dal fidanzato 17enne, che si sono svolti al palazzetto dello sport della cittadina. Quando la bara bianca, coperta da rose bianche, è stata presa per essere portata nel palazzetto, gli amici, radunati nel piazzale antistante la struttura, hanno liberato in cielo decine di palloncini bianchi ed altri a forma di lettere legati tra loro a formare il nome della ragazza. Alla cerimonia ha preso parte anche il ministro per le pari opportunità Josefa Idem: “Con la mia presenza al funerale di Fabiana voglio innanzitutto essere vicina alla famiglia per testimoniare il dolore di tutti gli italiani e le italiane per questa perdita così tragica e assurda.” Aggiungendo poi: “Sento di dover chiedere perdono a lei e a tutte le donne, uccise per mano di chi abusa della parola ‘amore’. Lo Stato deve rendere più effettivo il suo impegno, essere ancora più vicino alle vittime”. Il ministro ha anche fatto notare che, mentre lei si trovava a Corigliano, la Camera dei Deputati ha approvato la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Ma per Fabiana ormai è troppo tardi.

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Erano in migliaia presenti oggi: un ultimo saluto per la ragazza che se n’è andata troppo presto, in un modo tragico e orribile. Una morte che riempie di rabbia che in molti hanno urlato ai giornalisti presenti. La bara bianca, sormontata da un mazzo di rose dello stesso colore, ha fatto poi il suo ingresso nel palazzetto, dove si terrà la cerimonia celebrata con il rito dei Testimoni di Geova, alla quale la famiglia Luzzi appartiene ed alla quale la stampa non potrà intervenire, per rispetto a questo dolore che è di tutta la città. Lutto cittadino in onore di Fabiana dunque, con bandiere a mezzasta sugli edifici comunali, pubblici e scolastici, mentre tutte le attività resteranno chiuse fino alle 21.

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I saluti a Luttle Tony: i ricordi degli amici

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Avranno luogo giovedì, al Divino Amore, i funerali di Little Tony, l’Elvis italiano, in forma privata, come ha sottolineato la figlia Cristiana:”Sono stata con lui fino all’ultimo. Ha chiesto di non avere la camera ardente, ma solo una cerimonia privata”. Oggi sono molti quelli che lo ricordano, amici, colleghi, ammiratori. Perchè Little Tony ha caratterizzato una stagione musicale e ci ha lasciato grandi successi che hanno fatto ballare intere generazioni. “E’ stata la colonna sonora del pop nostrano, da quando io mi ricordo. Con lui se ne va davvero un mondo”, afferma un dispiaciuto Arbore, che con lui condivideva la passione del “rock’n’roll della prima ora”.
“Alcune volte è anche venuto a casa mia per fare rock&roll, per divertirci – continua -, perché condividevamo la grande passione per l’America di Elvis. Lui si divertiva a vestirsi, così, con quelle frange… abbiamo scherzato spesso sulla ‘vestizione di Little Tony’… Ma lui faceva tutto con grande ironia, dicendo sempre ‘io sono italiano’, questa era la sua grande cifra”. Anche Nino D’Angelo ha parlato di lui, non come un compagno di viaggio ma come di un modello a cui guardare: “E’ stato un personaggio direi storico per quelli che, come me, hanno iniziato la carriera girando ‘musicarelli’, anzi sono il piu’ ‘piccolo’ di quella generazione che ha realizzato film di successo partendo da una canzone”.

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Sono stati in molti a parlare del cantante anche sui social, con Twitter che proponeva l’hashtag #littletony. Saluti, ricordi, un po’ di malinconia tutti per lui. Morandi ha invece scelto Facebook per un ultimo saluto e son bastate poche parole per far percepire il dolore per la perdita del cantante con cui ha condiviso sia i palchi che gli schermi: “Ciao Tony, compagno di tante avventure e amico di sempre”. Ad accompagnarle, una foto di lui assieme a Little Tony, ragazzi degli anni 60, in tuta da baseball, uno dei loro film. E’ passato invece direttamente per l’Edicola l’ultimo saluto di Fiorello al “ragazzo col ciuffo”, di cui ha reinterpretato Riderà, perchè, in fin dei conti, sorrideremo sempre riascoltando le sue canzoni.

Lutto a Milano: oggi i funerali delle vittime di Kabobo

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Giornata di lutto cittadino oggi a Milano, in concomitanza con i funerali delle vittime di Mada Kabobo, l’uomo che, sabato scorso, ha preso a picconate tre passanti. Il sindaco Giuliano Pisapia si augura che la città si stringa attorno ai familiari dei tre uomini aggrediti, evitando di strumentalizzare con polemiche l’avvenimento. “Abbiamo deliberato oggi il lutto cittadino, spero e confido in una grande presenza della città”. Nonostante si fosse ipotizzato, in un primo momento, un’unica cerimonia, i funerali si terranno individualmente e in forma privata. La chiesa di S. Martino di Niguarda, in piazza Belloveso, ospiterà questa mattina quello del 40enne Alessandro Carolè mentre nel pomeriggio si terranno le esequie di Ermanno Masini, il pensionato di 64 anni. Sempre nel pomeriggio, nella parrocchia della Pentecoste in via Graf, avrà luogo la cerimonia per il 21enne Davide Carella.

Ciao Enzo, nell’abbraccio di Milano!

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Il suono degli strumenti di una banda ha accompagnato l’uscita della bara di Enzo Jannacci dalla Basilica di Sant’Ambrogio dove si sono appena conclusi i funerali. L’uscita del feretro, come l’ingresso, è stata accompagnata anche da un lungo applauso e da momenti di commozione. La salma del cantautore sarà sepolta al Famedio al cimitero monumentale di Milano.
Fra i primi ad arrivare anche l’amico Roberto Vecchioni: «Nessuno è mai riuscito a dare la dimensione di Milano come ha fatto lui». «Enzo era una persona che quando non c’era si faceva sentire ugualmente perché quando era presente dava un senso diverso alla serata. È lui che mi ha fatto cambiare carriera, è lui che mi ha fatto diventare un artista», le parole con cui Teo Teocoli ricorda l’amico Jannacci. «Era il vero collante tra di noi – ricorda il comico arrivato ai funerali con il collega Massimo Boldi -, tant’è vero che i suoi primi pazienti siamo stati io, Massimo Boldi, Cochi e Renato».

Ha preso le mosse da una una delle più famose canzoni di Enzo Jannacci ‘Vengo anch’io, no tu no’ l’omelia di Don Roberto Davanzo, direttore della Caritas ambrosiana che sta celebrando i funerali del cantautore nella basilica di San’Ambrogio a Milano. «Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale… cantavi anni fa caro Enzo – ha esordito Don Davanzo – ebbene ora ci siamo al tuo funerale e siamo in tanti e siamo tutti».
«Ma nella canzone precisavi il motivo, la curiosità – per vedere se la gente poi piange davvero – ha proseguito il sacerdote durante l’omelia -. E anche questo te lo possiamo garantire: la gente ti voleva bene, ti vuole bene, perchè non si può non voler bene a chi con la sua arte ha dato voce a quelli che la voce non ce l’hanno, ai tanti anonimi sconfitti della storia».

Ma c’è anche chi rinuncia alla cerimonia… Adriano Celentano e la moglie Claudia Mori non riescono ad entrare nella Basilica di Sant’Ambrogio.  La coppia si è quindi soffermata fuori dalla Chiesa per alcuni minuti e poi si è allontanata: «Avrei preferito poter assistere alla cerimonia – ha spiegato il Adriano – ma c’era troppa gente ed è giusto così».

Clamorosa rivelazione nel caso Reeva-Pistorius!

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Continuano le indagini sull’omicidio di Reeva. la fidanzata di Oscar Pistorius. Da quanto divulgato dalla polizia sembra che Reeva avesse incontrato un suo ex fidanzato due giorni prima di essere uccisa. Pistorius, colto dalla gelosia, avrebbe chiamato per ben due volte durante l’appuntamento la sua compagna.
Ad oggi il campione atletico nega ancora l’omicidio e continua a ribadire la sua tesi iniziale secondo la quale si sarebbe confuso pensando ad un intruso.
L’ex di Reeva ha dichiarato che il loro sarebbe stato un incontro amichevole: «Lei mi ha contattato e ci siamo visti per un caffè. Sembrava felice, lei non avrebbe permesso a nessuno di farla stare male».

PRESIDENZIALI VENEZUELANE 14/4!

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La salma di Chavez è ancora esposta. In milioni sfilano per ore per per vedere il feretro all’Accademia militare dopo i funerali. Ma il nuovo governo già si muove e il nuovo presidente ad interim del Venezuela, Nicolas Maduro ha chiesto al Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) di fissare “immediatamente” una data per le elezioni anticipate. Si svolgeranno già il 14 aprile. L’opposizione antichavista, che ha definito anticostituzionale l’assunzione di Maduro, ha offerto la candidatura a Henrique Capriles, già sconfitto da Chavez nel voto del 7 ottobre scorso. Una scelta annunciata. La lotta sarà tra lui e il presidente ad interim Nicolas Maduro, subentrato alla guida del Paese dopo la morte di Chavez. “A nome della più assoluta lealtà nei confronti del comandante Chavez, giuro che rispetteremo e faremo rispettare questa Costituzione bolivariana, con la mano dura di un popolo deciso ad essere libero”, ha detto Maduro durante la cerimonia e ha aggiunto, visibilmente emozionato, “scusate il dolore e le nostre lacrime, ma questa presidenza appartiene al comandante Chavez”.

Il pentimento di Pistorius: non è giusto che non posso viaggiare! Datemi il passaporto.

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Pistorius col capo chino, Pistorius in lacrime, Pistorius che prega. E, forse, Pistorius che recita una parte. Quella del «buono». La strada verso standing ovation di chi già lo vorrebbe vedere completamente assolto è ancora lunga e accidentata. Ma il clan familiare (e legale) di Pistorius sembra all’altezza del compito. Trasformare, agli occhi dell’opinione pubblica, un presunto colpevole in un probabile innocente. I mezzi (economici e mediatici) a disposizioni di «Blade Runner» sono ottimi e abbondanti. Il compito di «gran burattinaio» è stato affidato ad Uncle Arnold, lo zio con la faccia da duro che ospita il nipote nella sua abitazione e, soprattutto, gli impedisce di commettere passi falsi. La parola d’ordine è: strategia. E in questa logica rientra la prima dichiarazione da uomo libero di Pistorius: «Voglio incontrare la famiglia di Reeva e ringrazio tutti quelli che hanno pregato per nostre due famiglie». Notare il risvolto ecumenico di quel «nostre», come a dire che – tutto sommato – tra vittima e carnefice non è che ci sia poi gran differenza… e infatti il campione sudafricano, amareggiato e affranto, la prima cosa che fa è contestato le condizioni per la liberta’ su cauzione e fa appello per potere recuperare il passaporto e viaggiare all’estero.

NO COMMENT!

Si dimette Botha, l’investigatore del caso Pistorius!

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Il principale investigatore nel caso di Oscar Pistorius, Hilton Botha, si è dimesso dalla polizia sudafricana. Lo riferisce la Bbc. Botha, che di recente era stato già estromesso dall’inchiesta, era finito nella bufera per una serie di errori commessi nel condurre le indagini sulla morte di Reeva Steenkamp, la fidanzata dell’atleta. L’investigatore era a sua volta sotto inchiesta per omicidio.

 

ORRORE: Pistorius diventa un film! E’ lite sull’attore.

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La tragica morte di Reeva Steenkamp per mano di Oscar Pistorius ha sconvolto il mondo intero. L’atleta paralimpico accusato dell’omicidio della fidanzata è stato rilasciato su cauzione per 85mila dollari. La vicenda ancora è alquanto complicata sia perché è stato sostituito il capo dell’inchiesta che per sospetto inquinamento delle prove. Intanto Hollywood freme: Ryan Gosling e James Franco sono in lizza per interpretare in un film Pistorius.

Secondo una fonte del magazine Star sembra che “Ryan sia la scelta naturale, anche perché assomiglia in modo sorprendente a Oscar! Ma James ha già interpretato un personaggio con un grave handicap in 127 Hours”. I produttori del film vorrebbero presentare la storia di Oscar partendo dai suoi successi sportivi, raccontando il motivo dell’handicap fino ad arrivare alla tragica morte di Reeva Steenkamp, senza addentrarsi però in giudizi o citazioni processuali.

Reeva era un’appassionata di armi. ECCO LA FOTO!

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Reeva Steenkamp, la modella sudafricana uccisa la notte di San Valentino da Oscar Pistorius, con il fidanzato campione paratleta condivideva la passione per le armi: a questa conclusione giunge oggi il tabloid britannico The Sun, che pubblica in esclusiva una foto che ritrae la ragazza ad un poligono di tiro mentre si esercita con una pistola calibro 9 simile a quella con cui lui l’ha uccisa. La foto, scrive il Sun, risale a qualche mese fa e dopo quell’esercitazione al tiro, scrive ancora il tabloid, lei ha scritto il seguente messaggio su un social network: «Ho giocato con la pistola questa mattina. Ora mi sento meno stressata». L’immagine mostra una certa dimestichezza di Reeva con la pistola: cuffie anti-rumore, occhiali anti-riflesso, le gambe leggermente divaricate e le ginocchia leggermente piegate per assorbire il rinculo dell’arma, che tiene con due mani a braccia tese mentre è concentrata a prendere la mira. Il Sun cita anche una fonte sudafricana «vicina all’inchiesta», secondo la quale l’immagine «dimostra che lei stessa era familiare con le armi e non l’avrebbe quindi messa a disagio che il suo fidanzato ne tenesse una nel letto». In Sudafrica, Paese che ha un tasso di violenza elevatissimo e un’incidenza della violenza sulle donne fra le più drammatiche al mondo, le armi sono molto diffuse.

Gli Steenkamp rischiano di non poter pagare l’affitto! Era Reeva ad aiutarli.

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I genitori di Reeva Steenkamp, la fidanzata di Oscar Pistorius uccisa dall’atleta nella notte di San Valentino, oltre al dolore per la morte della figlia ora devono affrontare un altro problema, questa volta economico. La modella, infatti, aiutava finanziariamente i familiari, che ora rischiano di non poter più pagare l’affitto.
Secondo un parente della famiglia, ogni volta che Reeva andava a trovare i genitori si accertava che avessero abbastanza soldi per vivere, poiché il padre (ex fantino ed ex addestratore di cavalli da corsa) spesso non veniva pagato per il proprio lavoro. E ora, secondo il congiunto, “la morte di Reeva ha anche pesanti implicazioni economiche per la famiglia”. La madre della modella, del resto, non ha mai fatto mistero del fatto che la famiglia non ha mai avuto molti soldi benché in casa ci fosse “molto amore”: “Abbiamo dato a Reeva ciò che abbiamo potuto”, aveva spiegato la donna.
Intanto emerge anche che i medicinali trovati nell’appartamento di Pistorius non sarebbero vietati nelle competizioni sportive… anche se ancora la notizia non è ufficiale.

REEVA INCINTA?

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Le voci girano e ce ne sono troppe a volte… ma questa volta l’indiscrezione potrebbe anche essere vera o quanto meno plausibile. Pistorius avrebbe ucciso Reeva perchè era incinta. La famiglia smentisce. I risultati dell’autopsia effettuata sul corpo della ragazza vengono secretati dagli inquirenti. Secondo il tabloid statunitense National Enquirer, la notizia sarebbe invece stata verificata. Il giorno di San Valentino Reeva avrebbe parlato della sua gravidanza a Pistorius e lui sarebbe uscito fuori di testa  colpendo la ragazza alla testa, al petto, alla mano e naturalmente al bacino, proprio per “rimuovere il problema”?

Pistorius cerimonia in onore di Reeva… Scandaloso!

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Oscar Pistorius terra’ questa sera una cerimonia privata in ricordo della sua fidanzata Reeva Steenkamp, da lui uccisa la notte di San Valentino. All’atleta sudafricano, accusato di omicidio premeditato per la morte di Reeva, e’ stata concessa la liberta’ su cauzione. Il campione sostiene di avere sparato alla sua compagna scambiandola per un intruso. La cerimonia si terra’ nella casa dello zio Arnold. La famiglia Pistorius ha detto che ”Oscar continua a piangere per Reeva ed e’ in lutto”.

CONSIGLIO DELL’AVVOCATO?

L’ultima foto di Reeva!

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Rilassata e sorridente. Appariva così Reeva Steenkamp poche ore prima di morire. L’immagine è quella delle telecamere di sicurezza posizionate fuori dalla casa del fidanzato Oscar, che da lì a poco sarebbe diventato il suo carnefice. Il fotogramma, che nonostante sia sfocato mostra chiaramente la serenità della modella 29enne, è stato mostrato in anteprima dal canale Cctv nel corso di un documentario sul fatto di cronaca che ha sconvolto il Sudafrica.

 

Pistorius è impotente?

 

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Forse non era un prodotto utile a fini del doping, ma sicuramente neanche un innocuo prodotto a base di composti vegetali. Il testosterone che gli inquirenti dicono di aver trovato a casa di Oscar Pistorius, il quattrocentista disabile accusato di aver ucciso a colpi di pistola la sua fidanzata, sarebbe uno «stimolante sessuale»: lo scrive il settimanale sudafricano City Press, citando un medico sportivo. Hilton Botha, il detective poi rimosso dall’incarico, aveva affermato mercoledì in tribunale a Pretoria che «due scatole di testosterone» ed alcune siringhe erano state trovate a casa dell’atleta, incriminato per aver ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp.

L’avvocato di Pistorius, Barry Roux, aveva spiegato che si trattava di un rimedio a base vegetale, il testo compasutium coenzyma, che l’atleta «aveva il diritto di utilizzare». Il medico sportivo Jon Patricios, intervistato da City Press, ha spiegato che questo prodotto, che si assume tramite iniezioni – composto da pezzi di cuore e di testicoli di animali, nonché‚ da piante medicinali e vitamine – serve di norma a combattere problemi di erezione. È però sconsigliato agli sportivi perché‚ li può far risultare positivi ai test antidoping.

 

Investigatore privato per la famiglia di Reeva!

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La famiglia di Reva Steenkamp, uccisa dal fidanzato Oscar Pistorius la notte di San Valentino, ha deciso di assumere un detective privato che li tenga aggiornati sull’andamento delle indagini. Lo riferiscono i media sudafricano. Lance Esptein, questo il nome delle’investigatore, era presente in tribunale venerdi’, quando a Pistorius e’ stata concessa la liberta’ su cauzione. L’agenzia di Epstein si definisce “una delle agenzie leader in Sudafrica con oltre 100 anni di esperienza.

CI SARA’ GIUSTIZIA PER REEVA?

La famiglia Pistorius… anche il fratello accusato di omicidio volontario!

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Carl, il fratello del campione Oscar Pistorius che rischia l’ergastolo per la morte della fidanzata Reeva, e’ accusato di ‘omicidio volontario’ per la morte di un motociclista in un incidente da lui causato nel 2010. Lo ha riferito la radio sudafricana Ewn spiegando che la prima udienza del suo processo era prevista per lo scorso giovedi’, giorno in cui era ancora in corso il procedimento a carico di Oscar. L’udienza del fratello Carl e’ stata rinviata al mese prossimo. Kenny Oldwage, il legale, si sarebbe detto fiducioso sull’assoluzione del suo cliente.

Padre coraggio! “Oscar deve rispondere alla sua coscienza”

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Pistorius dovra’ fare i conti con la sua coscienza. Lo ha detto, secondo quanto riportato dai media sudafricani, il padre di Reeva Steenkamp, la modella uccisa dal campione di atletica. “Non importa quanti soldi ha o quanto siano bravi i suoi avvocati, dovra’ fare i conti con la sua coscienza se permettera’ alla squadra legale di mentire per lui”, ha detto Barry Steenkamp. ‘Se sta dicendo la verita’, forse potro’ perdonarlo. Ma se invece non e’ andata come dice lui, deve soffrire e soffrira”

Solo 85mila euro! Cauzione farsa per Pistorius!

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Il giudice Desmond Nair ha fissato a un milione di rand sudafricani, circa 85mila euro, la cauzione di Oscar Pistorius. Un decimo della somma è da versare in contanti, il resto in garanzia. L’atleta, che dovrà comparire in tribunale il 4 giugno, dovrà presentarsi ogni mattina al commissariato, consegnare tutti i suoi passaporti e le sue armi, e stare lontano dagli aeroporti.

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Da FEMMINICIDIO a Soap Opera mediatica… OK A CAUZIONE

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Questa mattina in aula sembra che si respiri già molta tensione. La maggioranza dell’opinione pubblica chiede che non vi siano trattamenti di favore per Pistorius, ma che si applichi la giustizia come in qualsiasi altro caso. La prima anomalia sicuramente è quella di aver voluto per una settimana prorogare la decisione. Solitamente il rilascio su cauzione viene deciso nella prima udienza. Inoltre molti giornali locali questa mattina s’interrogavano sull’atteggiamento della famiglia di Pistorius:  dopo 7 giorni dall’omicidio nessun familiare si è messo in contatto con la famiglia della vittima per esprimere il cordoglio.

Secondo il pm l’omicidio di Reeva sarebbe stato pianificato durante la serata. Secondo l’accusa se Pistorius era così paranoico sulla sicurezza come più volte è stato affermato dalla difesa come mai, lasciava la finestra del bagno aperta e non chiudeva a chiave la porta di casa?  Perchè non ha chiamato la sicurezza? Il comprensorio dove abita Pistorius è sorvegliato 24h al giorno eppure l’atleta non l’ha chiamata!

Qualche tempo fa a una rivista aveva dichiarato «Non ho ancora trovato la persona giusta, ma è ok»: così Oscar Pistorius in una intervista pubblicata a febbraio prima dell’omicidio di Reeva Steenkamp parlava dei suoi problemi sentimentali. «È difficile trovare la persona giusta, di cui ci si possa fidare, che tenga private le cose private», sottolineava Pistorius al magazine «Serve una persona davvero speciale per avere una relazione con uno sportivo. Non è una vita facile».

Fino a 50 mila euro per un intervista a Pistorius dopo la decisione della Corte.

“NON SO SE CI SONO GLI ESTREMI PER OMICIDIO PREMEDITATO, AL MOMENTO MANTENGO QUESTA IMPUTAZIONE: Omicidio volontario premeditato” così il giudice.

Il giudice massacra Botha e la conduzione delle indagini! Errori su errori elencati in 90 minuti di requisitoria.

LA CORTE DECIDE DI  CONCEDERE LA SCARCERAZIONE SU CAUZIONE!

Perché non vi è  reale pericolo per la società e reale pericolo di fuga, nè reale possibilità di contaminazione delle prove, di corruzione dei testimoni o di reiterazione del reato.

Tuttavia fa presente che la difesa non è riuscita a provare le eccezionali circostanze che possono concedere la scarcerazione su cauzione…  MA E’ LIBERO!!!

SHOW DEL GIUDICE DAVANTI ALLE TELECAMERE TRA LA FAMIGLIA CHE E’ STATA TUTTO IL TEMPO ALLO STREMO E LA TENSIONE ALTISSIMA DI TUTTI I PRESENTI CHE ATTENDEVANO UN VERDETTO: il giudice non si è curato di nessuno e ha recitato per due ore una scena da film thriller.

Calpestato il corpo sepolto di Reeva!

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Pistorius, domani si decide?

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Rinviata a domani! Dopo aver sentito la difesa e l’accusa, l’udienza è stata sospesa fino a domani.

Le novità non sono poi molte, si gioca d’astuzia e soprattutto cercando di far crollare i testimoni e le accuse. Si gioca anche sulla psicologia: sguardo basso dell’atleta, commozione, proteste fuori dal Tribunale.

In un aula che è diventata un palco scenico internazionale va in scena ogni mattina uno spettacolo. Il mondo in diretta sul grande eroe diverso che in realtà ha nascosto per anni un mostro interiore. Sponsor che lo abbandonano, amici che non rispondono al cellulare,i suoi fans che si allontanano uno dopo l’altro dall’atleta che li aveva fatti sognare e che ora li ha svegliati con un incubo. Niente è impossibile per Pistorius neppure un omicidio… anzi un femminicidio! 

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Il giudice contro la difesa di Pistorius! Fuori manifestazione dell’Anc.

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Il giudice ha ricordato che Pistorius ha  tentato  di scaricare sul suo amico la responsabilità per quello  sparo accidentale al ristorante… inoltre fa presente che l’avvocato sta intimidendo i testimoni e che ci sono prove a carico dell’imputato che più volte è stato riconosciuto come auto di atti violenti e intimidatori. La cauzione secondo il giudice può essere negata anche nel caso che l’opinione pubblica ritenga che si sia di fronte a un soggetto pericoloso. Fuori ci sono donne dell’associazione Anc che stanno protestando… non vogliono, giustamente, la scarcerazione di Pistorius su cauzione. La decisione del giudice dovrà tenere conto anche delle rivolte che si stanno accendendo intorno a questo processo, quindi si complica la posizione dell’atleta.

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