Indiani simulano la morte per incassare il premio, l’assicurazione li scopre

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Una brutta storia! Un tunnel tra India e assicurazioni italiane, una motocicletta che si schianta su una statale indiana e lo strazio di una madre. I poliziotti naturalmente mettono a verbale e i giornalisti sono pronti a versare fiumi d’inchiostro su un incidente mortale quasi da manuale filmico. Notaio, parenti e certificato di cremazione dei corpi come previsto dalla religione indiana. Tutto secondo le regole? Assolutamente, no! I fratelli Avtar e Bikram Singh sono vivi e vegeti e prima o poi verranno arrestati. Quel che è certo al momento che i premi assicurativi rispettivamente di 200mila e 300mila euro non verranno erogati alle famiglie da Allianz.

Le indagini sono iniziate in Italia dove i fratelli Singh, Avtar, 41 anni e Bikram 26 lavoravano facendo i camerieri o pizzaioli, poi le ricerche si sono spostate in India. Così gli investigatori italiani si sono rivolti a un investigatore locale… naturalmente mentre comunicava che i due effettivamente erano morti, stava già intascando la mazzetta dalla famiglia Singh. Non era certo il primo corrotto.  Il sangue nelle fotografie scattate nel corso dei rilievi? Era vernice. D’accordo, ma i giudici indiani dell’inchiesta? Corrotti. E i soccorritori indiani dell’ambulanza? Corrotti. E i famigliari dei Singh? In lutto perenne, offesi dalle insistenze avanzate dagli stranieri arrivati dall’Italia per gettar fango sulle buone anime di Avtar e Bikram. Dopo tre mesi di lavoro certosino, dove tutto sembrava perfetto si è aperto lo spiraglio. Era tutto troppo perfetto e puntuale. L’India ha una burocrazia lenta e costantemente in ritardo, come mai invece nel caso dei fratelli Singh tutto si era mosso così perfettamente? Ecco quindi che poi alla fine la voragine si è aperta e i fratelli Singh pagheranno in sede penale!

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La polizia la rincorre… lei posta in rete le foto del suo viaggio in Europa

emeline-essertel-tuttacronacaLa 24enne Emeline Essertel, una ragazza alla pari, è fuggita dal Regno Unito dopo una condanna per furto e frode: aveva sottratto la carta di credito del suo datore di lavoro. Dopo averla utilizzata, la ragazza, il 31 gennaio, è comparsa di fronte agli inquirenti di Cardiff davanti ai quali si è dichiarata colpevole. Liberata su cauzione, si sarebbe dovuta ripresentare il 20 marzo per la sentenza ma è fuggita, visitando città europee. Emeline ha viaggiato per l’Europa, da Dublino ad Amsterdam, e durante i suoi spostamenti ha postato le foto online, facendo capire che stava liberamente viggiando e quasi a prendere in giro la polizia britannica che è sulle sue tracce.

Travaglio su Berlusconi: “Domani è un altro porno”

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“Domani è un altro porno”, con questo titolo Marco Travaglio prova a raccontare gli esiti o meglio i non esiti della sentenza della Cassazione sul processo Mediaset.

“Orsù, signori del Pd, non vi agitate. Comunque vada a finire il processo Mediaset in Cassazione, cambia poco o nulla. Siamo in Italia, mica in un Paese serio. Altrimenti oggi si processerebbe un vecchio pensionato della politica, già da tempo allontanato dai suoi compari di partito per questioni di decenza e isolato dalle opposizioni (pare che nei Paesi seri esistano, e si oppongano pure) e dalle massime cariche dello Stato, che rifiuterebbero di stringergli la mano e farsi fotografare con lui per motivi igienici. Ma, appunto, siamo in Italia: dunque non c’è nulla che la Corte possa aggiungere sul conto del-l’illustre imputato che già non si sapesse prima. Nulla che possa precludergli ciò che una legge del ’57 e i principi di disciplina e onore fissati dalla Costituzione avrebbero dovuto da sempre impedirgli: fare politica. Se la Corte annulla la sua condanna con rinvio a un nuovo appello, il reato cade in prescrizione (e sarebbe la nona volta). Se la Corte annulla la condanna senza rinvio (pare che il giudice relatore sia un annullatore impenitente), B. è salvo per un altro paio d’anni, finché non arriva in Cassazione il processo Ruby. (…)

Lui dice che vuole andare in galera, tanto sa benissimo (la legge Cirielli l’ha fatta lui) che non ci andrà mai neppure se insiste. Ci sarebbe, è vero, l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. Ma intanto deve passare dal voto della giunta e dell’aula del Senato, dove col voto segreto può succedere di tutto: anche che il partito unico Pdmenoellepiùelle trascini la cosa alle calende greche sino a fine legislatura (come a fine anni 90 con Dell’Utri) o addirittura respinga la sentenza definitiva innescando un conflitto di attribuzioni dinanzi alla Consulta dai tempi biblici. (…)

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E B., pur eletto, in Parlamento non mette mai piede (ha il record mondiale di assenteismo: 99,84%). In ogni caso, nessuno gli impedirebbe di presentare alle elezioni una lista Pdl o Forza Italia o Forza Gnocca o Forza Frode con su scritto “Berlusconi Presidente” e, in caso di vittoria, intestare il governo al solito prestanome (magari la figlia) in attesa che scada l’interdizione e qualche servo si dimetta per farlo eleggere al suo posto. Dunque, signori del fu Pd, cos’è tutta questa agitazione? Che sia un delinquente lo sappiamo tutti da anni, basta leggere una sola delle sue sentenze di prescrizione o di assoluzione perché si era depenalizzato il reato. L’unico pericolo per il governo sarebbe un vostro colpo di reni: un leader, ad averlo, che si alzasse in piedi e dicesse “con quel delinquente non possiamo restare alleati un minuto di più”. (…)

Ora è tardi. E B. il governo Letta non ve lo fa cadere manco se lo condannano, tanto comanda lui e la faccia la mettete voi. Il peggio che può capitarvi è sputtanarvi un altro po’ con i vostri elettori superstiti, ma anche qui il più è fatto. Dunque state sereni. Fate come lui che la sa lunga: se fa casino è solo per spaventare la Corte, caricandola di responsabilità che toccherebbero ad altri, e per ricattare il Pd e il Colle. Così domani incasserà l’ennesimo premio-fedeltà: tipo un’amnistia o una mezza grazia alla Sallusti che gli commuti la pena cancellando l’interdizione. Tranquilli, ragazzi. Domani, comunque vada in Cassazione, è un altro porno.”

L’operazione trasparenza di Papa Francesco: pubblicati i file di Milwaukee

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Prosegue l’operazione trasparenza da parte del Vaticano con alla guida Papa Francesco: sono stati pubblicati infatti, dall’Arcidiocesi di Milwaukee, in Wisconsin, migliaia di documenti relativi allo scandalo degli abusi sessuali che i preti hanno commesso ai danni di minori. Nella documentazione, in cui sono presenti anche dozzine di file personali, compaiono anche i file relativi a Dolan, attualmente arcivescovo di New York ma all’epoca dei fatti arcivescovo di Milwaukee. Il cardinale avrebbe spostato infatti, in un periodo in cui l’arcidiocesi si dirigeva verso la bancarotta, un totale di 56,9 milioni di dollari in un fondo fiduciario destinato alla manutenzione dei cimiteri. “Se vogliono trasferire denaro lo fanno rapidamente, se vogliono mantenere un prete, e la sua storia, segreta, lo spediscono in una località glaciale” ha dichiarato Jeff Anderson al Wall Street Journal. Secondo il legale di 350 vittime degli abusi commessi in ambito ecclesiastico nello stato americano, infatti, si tratterebbe di frode visto che Dolan avrebbe effettuato il trasferimento per proteggere il denaro da rivendicazioni e responsabilità legali. Immediata la replica di Dolan che ha negato tutto in un comunicato ufficiale nel quale spiega che tale fondo è stato creato secondo le leggi statali e non “era uno scudo al processo di bancarotta” in corso. Ma il nome del cardinale appare anche su alcune lettere dirette al vaticano per richiedere punizioni più severe nei confronti di preti che hanno commesso abusi sessuali. Dolan avrebbe invitato la santa sede a revocare un permesso di tornare in servizio concesso a un prete, sostenendo che “la nostra credibilità verrebbe fortemente danneggiata”.

SCANDALO AL GOVERNO FRANCESE… Cahuzac si dimette!

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L’accusa è quella di aver aperto un conto in una banca svizzera per coprire una frode fiscale. Sotto il peso di questa accusa, si è dimesso oggi il ministro del Bilancio francese, Jerome Cahuzac. Al suo posto l’attuale ministro degli Affari Ue Bernard Cazeneuve.

Arrestato Bellavista Caltagirone per il porto di Fiumicino!

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Francesco Bellavista Caltagirone e’ stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Roma per l’indagine relativa al porto di Fiumicino. Le accuse nei suoi confronti sono di frode in pubbliche forniture, appropriazione indebita e trasferimento fraudolento di denaro a terzi.

Regione offre soldi per chiesa, prete li dà ad un investitore che scompare

Il parroco è ora indagato! I  circa 350mila euro servivano per ristrutturare la Chiesa.

Il panettone artigianale… arrivava dal discount!

Torino. Denunciato per tentata frode in commercio il proprietario di una storica pasticceria: acquistava i panettoni in un discount per poi rivenderli come artigianali. Nel locale non è nemmeno presente un laboratorio di produzione!

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