L’Imu non si tocca e la riforma Fornero resta. Il governo immobile?

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Giorgio Napolitano, oggi a Cracovia, ai giornalisti che chiedevano insistentemente circa l’Imu e gli scontri di governo a cui si era assistito nei giorni scorsi, ha dichiarato:

“Abbiamo avuto piccoli episodi e motivi di polemica, ma non mi pare che siano da sopravvalutare” e poi ha sottolineato “Non ho dettagli a riguardo, francamente ne ho parlato l’altro ieri con il presidente del Consiglio e non mi pare che fossero emersi”.

Sulla stessa linea del Capo dello Stato è Matteo Renzi: “Spero che il Paese colga questo momento per non continuare nei derby e nelle risse quotidiane – ha detto -. Queste dell’Iva, dell’Imu sono sicuramente importanti, non voglio essere superficiale, ma c’è un problema che va oltre i miliardi dell’Imu o dell’Iva, capiamo come fare a rilanciare l’economia in un momento in cui l’intera Europa è in crisi”. Anche Matteo Colaninno, responsabile economia del Pd, gioca di sponda con il capo dello Stato per chiudere la questione: “Non ci sono problemi sulla prima rata dell’Imu – ha detto -. Inoltre sono già stati disposti i trasferimenti ai Comuni e qualsiasi ipotesi alternativa sarebbe impossibile e ardua”.

Dello stesso avviso è Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio alla Camera: “È evidente – ha detto – che dobbiamo decidere il modello progressivo che si applicherà. Penso che questo emendamento verrà ritirato. Ho fatto appello ai colleghi: i comuni hanno già incassato dal Governo le risorse”.

Tutti d’accordo con Brunetta che aveva dichiarato a Radio 1:

“Non può passare l’emendamento del Pd sulla prima casa – ha detto -. Semmai dovesse passare, noi chiederemo al Governo di mettere la fiducia sul’intero provvedimento, secondo la formulazione originaria proposta dal governo, per risolvere la questione”.

 

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La Sardegna divorata dalle fiamme, un solo Canadair… Mandiamo gli F35?

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Più di 2000 ettari bruciati di vegetazione, evacuazioni di diverse abitazioni e perfino di una casa di riposo per anziani, ma questo è solo un bilancio provvisorio. Il vento del Sarcidano (altopiano nel centro dell’Isola) è fortissimo e non aiuta certo l’unico Canadair a disposizione. Uno e uno solo per l’intera isola che invece può vantare basi dell’esercito, basi della Nato, basi interforze, poligoni dove si addestrano eserciti di mezzo mondo, cieli costantemente tagliati da esercitazioni di ogni genere e tipo. Aerei militari sì, ma nulla che possa combattere il fuoco che sta uccidendo veri e propri gioielli paesaggistici che impiegheranno decenni a rinascere. Il governo intanto acquista F35, tanto secondo l’onorevole Francesco Boccia servono proprio a spegnere incendi… E allora chiamiamo almeno i cacciabombardieri magari sono utili davvero… forse possono dare speranza a chi ha perso la casa? A qualche anziano che vede ardere il proprio campo o magari possono incutere timore alle fiamme che vedendo sfrecciare gli aerei militari se la danno a gambe dalla paura!

F35… c’è accordo in maggioranza. Matrimonio nei cieli?

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Si è trovato l’accordo in extremis. Ora la bozza deve passare al vaglio del Parlamento, ma già si sente odore di “bruciato”. Non è previsto in alcun modo un uscita dal progetto, ma solo un’attenta verifica. Insomma si perderà un po’ di tempo ma poi si procederà all’acquisto? Sembra un rinvio in attesa di un via libera che appare come una mera formalità.

Stracciata quindi anche la mozione del Pd?

Chi vuole gli F35? Quanto è debole la mozione del Pd?

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Con la mozione presentata dal Pd in Parlamento in governo non potrà più acquistare gli F35 senza il  via libera del Parlamento. La mozione è già stato presentato, nell’assemblea del gruppo alla Camera, agli altri partiti e si spera che in tempi brevi si arrivi a un testo definitivo

“La Camera impegna il governo a non procedere a nessuna fase di acquisizione degli F35 senza che il Parlamento si sia espresso nel merito ai sensi della legge 244 del 2012”, si legge nel dispositivo. Il testo è stato approvato dai deputati con 4 voti contrari e 6 astenuti.

la partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter verrebbe congelata e si avvierebbe un’indagine conoscitiva sulle esigenze e sulle prospettive della Difesa, anche in chiave europea. In questo modo tutto resterebbe bloccato almeno per 6-7 mesi, per riprendere la discussione dopo il Consiglio Europeo sulla Difesa che si terrà a dicembre.

Sugli F35 si era anche espresso Walter Veltroni, intervenuto alla trasmissione Agorà di Rai Tre, affermando: “La priorità in questo momento è il lavoro, nelle case degli italiani si discute di questo”, il quale aveva anche aggiunto: Dobbiamo favorire l’assunzione da parte delle aziende dei giovani con contratto a tempo indeterminato. Così si evita l’emarginazione sociale”. Ieri però c’era stato uno scontro tra  ministri della Difesa Mario Mario Mauro e degli Affari Regionali Graziano Delrio.

Scanu ha quindi fatto da mediatore cercando di limare e arrivare al congelamento, anche se sono molte le voci del Pd che si sollevano e temono che una trattativa con il Pdl porti a una versione più edulcorata del testo unico che poi dovrà essere approvato. Intanto il pd ha deciso di votare contro le  mozioni di M5S e Sel. Perché se si voleva dare un segnale forte alla popolazione, un segnale di una nazione basata sul lavoro e non sulla guerra, il Pd ha deciso di votare contro la mozione pacifista di M5S e Sel? Si vuole solo un congelamento di qualche mese per poi ritornare all’attacco e acquistare gli aerei da combattimento invece che investire nell’imprenditoria giovanile o nello sviluppo economico? A chi giovano gli F35?

 

  

Gli F35 per Francesco Boccia sono elicotteri… gioca ai trasformers?

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Forse ha pensato di stare a giocare ai trasformers e così  F-35 per il deputato del Pd, Francesco Boccia, sono diventati elicotteri.

Su Twitter Presidente della Commissione Bilancio della Camera, noto ai più per il matrimonio con il ministro Nunzia De Girolamo e per essere stato sconfitto due volte alle primarie in Puglia da Nichi Vendola, ha scritto:

in sostanza cara @crialicata non si tratta di fare guerre,con gli elicotteri si spengono incendi,trasportano malati, salvano vite umane #F35

— Francesco Boccia (@F_Boccia) June 25, 2013

Quando finirà il Pd di fare brutte figure?

Per fortuna che la compagna di partito Alicata, a cui era stato inviato il messaggio lo ha fatto notare… ma è una magra consolazione!

Nunzia De Girolamo, il simbolo del governo Pd-Pdl

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Se c’è un simbolo, un esempio  per questo neonato governo Pd-Pdl è proprio Nunzia De Girolamo. Lei il matrimonio con il Pd lo aveva già fatto tempo fa, sposando Francesco Boccia deputato eletto nelle liste dei democratici.

Nunzia De Girolamo fu anche tirata dentro il processo per la P3 da Arcangelo Martino, come ha scritto il Fatto Quotidiano:

“Al’interno del partito a fare da tramite con Berlusconi erano Marcello Dell’Utri e Denis Verdini, in stretti rapporti soprattutto con Flavio Carboni. Pasquale Lombardo faceva invece riferimento a Gianni Letta, cui si rivolgeva spesso per ogni questione di suo interesse, per telefono o anche a Palazzo Chigi su appuntamento. Ma Lombardo, a quanto mi risulta, si incontrava anche con Berlusconi. Diceva che il premier aveva un credito nei suoi confronti. Una volta mi disse di accompagnarlo, ma io rifiutai”. Sarebbe questo uno dei passaggi più interessanti dell’ultimo interrogatorio di Arcangelo Martino, ascoltato per la seconda volta il 24 settembre scorso nel carcere di Regina Coeli dai pm Giancarlo Capaldo e Rodolfo Sabelli.

Incuriositi  per questo rifiuto ad accompagnare Lombardo dal premier, i magistrati gli  chiesero come mai non fosse interessato a quell’importante incontro e Martino, che ormai tutti considerano il pentito della P3,  rispose  in modo sprezzante: “Lombardi doveva essere accompagnato da Nunzia De Girolamo e a me non piace parlare di questioni politiche in presenza di una velina”. Ma l’onorevole De Girolamo non è una “velina”, risulta sia un deputato,   replicarono i pm. “Lo so, ma per me resta una velina”, ribattè  l’indagato con un certo fastidio e disprezzo.

Comunque la De Girolamo smentì duramente le accuse “Non sono mai stata a pranzo con Lombardo. Il 23 ero in Aula a votare, non ho mai visto in vita mia né Martino, né Carboni, né Sica”.

Ora alla De Girolamo l’attende il Ministero delle politiche agricole e forestali! Le auguriamo solo di “cominciare bene” e fugare ogni dubbio  sulle sue conoscenze ambientali e animalistiche, facendoci presto dimenticare quella dichiarazione  sulla  “lontra” che in una trasmissione di Rai 3  lei fece diventare un “uccello,” strappandolo  ingiustamente alla sua vera natura di mammifero.,

Ma scurdammoce o passato… e speriamo al più presto di poter avere delle politiche agricole e forestali migliori… per ora c’è stata troppa disattenzione e vuoto intorno a una materia che può davvero rilanciare l’Italia a livello internazionale. Buon lavoro,Signora Nunzia!

Cercasi ministri disperatamente… addio gioventù!

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Cercasi ministri disperatamente! Bersani deve trovare un esecutivo inattaccabili così dovrà rinunciare, ammesso che ci abbia mai pensato, a mettere nuove leve nei punti cardini del governo. Perdono quota i nomi di Alessia Mosca, Paola De Micheli, Francesco Boccia, MIguel Gotor, Andrea Orlando che potrebbero solo ricoprire posti da viceministro o sottosegretario.

Stando alle prime indiscrezioni, si parla di Anna Maria Cancellieri confermata agli Interni, Bombassei allo Sviluppo, Padoan o Saccomanni all’Economia e la giornalista Gabanelli con un ruolo da definire. E si punta anche su Mario Monti agli Esteri.

La squadra prenderà la forma di quello che nel Pd chiamano il “governo civico”. Oltre ai nomi già citati potrebbero farne parte l’imprenditore Oscar Farinetti, inventore di Eataly, l’ex direttore di Confindustria Giampaolo Galli e il giurista Stefano Rodotà. A contendersi il ministero degli Esteri potrebbero invece esserci il direttore di Bankitalia Fabrizio Saccomanni e il patron di Brembo Alberto Bombassei.

Tra i nomi che circolano sui quotidiani c’è anche quello di Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale, a lui Bersani vorrebbe affidare la Giustizia. Nella stessa ricostruzione si parla anche della Cancellieri, riconfermata agli Interni.

Ci sono altri nomi cari ai centristi che a largo del Nazzareno stanno valutando. Tra questi, per la Cultura, i montiani avrebbero infatti avanzato la candidatura di Ilaria Borletti Buitoni, ex presidente del Fai. Si parla delle Pari opportunità per la filosofa Michela Marzano e dell’Istruzione per la democratica Maria Chiara Carrozza, ex direttore della Scuola di Sant’Anna di Pisa.

 Vecchie facce, vecchia politica… Parte da qui il rinnovamento?

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