L’ultima Balotellata? Calci e pugni a un fotografo

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Balotelli e i suoi scatti d’ira, sul campo, ma spesso anche fuori dal terreno di gioco, tanto da aver coniato un nuovo termine: “balotellata”. Sembra che ieri sera l’attaccante del Milan Mario Balotelli è stato protagonista dell’ennesima lite – che secondo alcuni testimoni sarebbe poi sfociata in calci e pugni ai danni di un fotografo nei pressi del ‘Covino’, nota discoteca di Santa Margherita Ligure.Balotelli indisponibile per la partita Samp-Milan, aveva deciso di andare in Liguria per assistere a una partita del Bogliasco, squadra dove gioca suo fratello Enoch Barwuah poi la sera è andato a cena con la fidanzata Fanny e alcuni amici. Qui avrebbe avuto da ridire con un paparazzo che voleva fotografarlo nonostante il giocatore avesse detto di no. Poi si e’ recato in discoteca dove ha ritrovato lo stesso fotografo che avrebbe ripreso a fotografarlo. Da qui il battibecco che, secondo alcuni testimoni, sarebbe stato accompagnato da insulti e calci. Il fotografo ha chiamato i carabinieri che si sono recati in discoteca e hanno identificato sia Balotelli sia il fotografo. I carabinieri intervenuti sul posto hanno identificato Balotelli e il fotografo.

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“Per un vero fotografo …

fotografo-tuttacronaca… una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea.”

-Tiziano Terzani-

La “Mano di Dio” catturata dai telescopi della Nasa

mano-di-dio-nasa-tuttacronacaSono stati i telescopi spaziali della Nasa, Nustar e Chandra, a catturare ai raggi x un’immagine che ricorda una mano e che è stata battezzata “Mano di Dio”. L’immagine è apparsa al centro di una nebulosa di materiale generata dall’esplosione di una stella. nel dettaglio, l’immagini si riferisce a una stella di neutroni, una pulsar, e vi appare un mano di colore blu le cui dita si perdono in una nuvola rossa. La potente pulsar è nota con il nome di PSR B1509-58 e la relativa nebulosa che prende la forma di una mano risulta composta da un flusso incessante di elettroni e ioni creatisi dal collasso della stella. “Non sappiamo se la forma della mano è un’illusione ottica”, ha detto Hongjun An, della McGill University di Montreal. “Con Nustar la mano sembra più un pugno”. Era il giugno 2012 quando la Nasa lanciava il telescopio Nustar, Nuclear Spectroscopic Telescope Array, con lo scopo primario d’individuare e studiare i buchi neri supermassicci. Chandra fu invece portato nello spazio nel luglio ’99.

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La “Testa di cavallo” che ci osserva dallo spazio

testa-di-cavallo-nebulosa-tuttacronacaE’ stato l’astrofotografo californiano Mike Hankey, con il suo telescopio, a scattare un’istantanea di una nebulosa dalla forma peculiare e che si trova nella costellazione Orione, a circa 1500 anni da noi. Per realizzarla si sono rese necessarie quasi 38 ore di esposizione in 20 notti, tra novembre e dicembre 2013, oltre a un lungo processo in postproduzione per mettere insieme tutte le immagini ricavate a diverse lunghezze d’onda della nebulosa “Testa di cavallo”. Quello che ha ottenuto è un ‘ritratto’ straordinario di uno tra gli oggetti più conosciuti e ammirati del cosmo.

Festeggia il gol distruggendo l’apparecchiatura del reporter: ora paga

distrugge-telecamera-tuttacronacaAveva appena inflitto una rete al Cardiff Jake Livermore, giocatore di Premier League con l’Hull City, e non ha trovato nessun modo migliore per festeggiare assestando un piatto alla costosa macchina del fotografo Richard Heathcote, che controllava l’apparecchiatura da remoto. Il centrocampista inglese si è così trovato a fare i conti con una richiesta di risarcimento danni apparsa su Twitter. Il reporter, infatti, ha postato sul social l’immagine che coglie in flagrante Livermore con un commento sarcastico: “La palla è quella cosa gialla, non la camera da 6mila sterline”. Un’altra foto mostra la sua fotocamera distrutta: “A chi mando il conto?”. La risposta del giocatore non si è fatta attendere: “Chiedo scusa amico, pagherò i danni” e ha aggiunto che donerà la stessa cifra in beneficenza.

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In tutù rosa per strappare un sorriso alla moglie malata

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Fotografo di professione, ballerino per hobby, ma soprattutto per strappare un sorriso alla moglie Linda malata di cancro e in chemioterapia. Così Bob Carey ha deciso di fotografarsi in tutù rosa in diversi luoghi: dalla campagna alla montagna, dalla città alla neve. Il tutto ha un nobile scopo, riuscire a formare una fondazione per raccogliere fondi per la ricerca.

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I Ligresti fuori e Fabrizio Corona resta in carcere!

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Fabrizio Corona resta in carcere. La Cassazione ha respinto il ricorso con il quale il fotografo contestava l’ordinanza con la quale lo scorso 5 febbraio il tribunale di Sorveglianza di Milano aveva revocato l‘affidamento in prova di cui aveva usufruito per alcuni mesi. Corona quindi non potrà finire di scontare la condanna ai servizi sociali. L’ex fotografo dei vip, ex marito di Nina Moric ed ex compagno di Belen Rodriguez, è detenuto nel carcere di Opera, dove deve scontare la condanna per diversi reati a 7 anni, 10 mesi e 17 giorni di reclusione. Corona è stato condannato a 5 anni di reclusione per l‘estorsione al calciatore Trezeguet, a un anno e 5 mesi per tentata estorsione ai calciatori Coco e Adriano, a 1 anno e 6 mesi per detenzione e spaccio di banconote false e ricettazione di una pistola. I Ligresti per Natale invece sono fuori, dal carcere e dagli arresti domiciliari, unica pena l’obbligo di firma. 

Arresto a Parigi: è l’attentatore?

attentatore-parigi-tuttacronacaFinito lo stato d’allerta a Parigi? Dopo il falso allarme di ieri, sembra sia arrivata la svolta: una persona è stata posta in stato di fermo nell’inchiesta sull’attentatore che terrorizza la capitale francese. Si tratterebbe, dagli indizi che giungono anche se la Procura non l’ha spiegato, dell’uomo che ha aperto il fuoco due giorni fa alla sede di Libération ferendo un assistente fotografo e che poi si è dato alla fuga senza che la polizia riuscisse a fermarlo. L’arresto oggi è avvenuto mentre il sospettato era  all’interno di un’automobile, in un parcheggio, e stava prendendo delle medicine, forse nell’intento di suicidarsi. Ad affermarlo la radio Europe 1. Lo stato di alterazione dell’individuo fermato, probabilmente per l’assunzione di farmaci, spiegherebbe il suo immediato trasferimento in ospedale. Sembra, stando a quanto appreso da fonti dell’inchiesta, che non sarebbe stato in grado di sostenere un interrogatorio. La Procura disporrà ora l’esame del Dna, per metterlo a confronto con i rilievi sulle tracce trovate sui bossoli e nell’auto dell’uomo preso lunedì pomeriggio in ostaggio. Il procuratore, Robert Gelli, ha precisato che l’esame della scientifica è stato effettuato sui bossoli ritrovati nella sede del giornale e davanti alla sede della Societé Generale, dove l’uomo ha sparato contro una vetrata, oltre che sulla portiera della Renault Twingo dell’ostaggio sequestrato durante venti minuti, tra la Defense e gli Champs-Elysees.

E’ ancora caccia all’uomo in Francia, sale la paura: “può colpire di nuovo”

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Un volto, ma nessun nome questa è la sconvolgente verità che da ieri sta sconvolgendo la Francia e in particolare Parigi dove un uomo ha sparato alla redazione di ‘Libération’, ferendo un assistente fotografo ora ricoverato in prognosi riservata.  La polizia ha diffuso una nuova foto dell’attentatore di Parigi, questa volta con i contorni netti e in primo piano. Alto circa 1,70 – 1,80, barba di due-tre giorni e occhiali. Si tratta di un uomo “calmo e determinato”, che “sa ciò che fa”. Sanno che ha un’età compresa tra i 35 e i 45 anni, in apparenza europeo, forse con la testa rasata.

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E’ stato anche ascoltato l’uomo che ieri è stato preso in ostaggio per  20 minuti. “Ha detto di essere uscito di prigione, di essere pronto a tutto e avere con sé una bomba” ha raccontato aggiungendo di aver visto la bomba che aveva in una delle due due borse. Nell’altra c’era un fucile a pompa. La polizia sta anche verificando alcune delle telefonate più credibili tra le centinaia ricevute dai cittadini, esortati dal procuratore a dare informazioni utili a un numero verde.

Giornalista minacciato con un fucile: è l’attentatore francese?

attentatore-parigi-tuttacronacaL’attentatore che ha ferito un assistente fotografo nella redazione del quotidiano francese Libértation potrebbe essere lo stesso uomo che lo scorso venerdì 17 novembre ha minacciato con un fucile un giornalista della BFMTV in Francia. Sono gli inquirenti che hanno visto il filmato ripreso dalle telecamere di sorveglianza la settimana scorsa a fare questo collegamento. Il video è stato pubblicato oggi in rete. 

Appena uscito di prigione, ecco il curriculum dell’attentatore di Parigi

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E’ caccia all’uomo a Parigi e con il calar della sera le possibilità di prendere l’uomo diventano più complesse, anche se la polizia francese ha assicurato che sta facendo tutto il possibile per catturare l’attentatore. Inoltre sono uscite anche delle nuove notizie. E’ stata BFM-TV citando fonti dell’inchiesta, a sostenere che l’attentatore parlando con l’automobilista brevemente preso in ostaggio ha dichiarato di essere uscito da poco di prigione e di avere ordigni esplosivi nella borsa. Intanto sono state diffuse le foto dell’uomo che ha sconvolto la vita a Parigi e tenuto la Francia con il fiato sospeso.

Notizie vengono anche dall’ospedale dove è stato ricoverato il 23enne che oggi è stato ferito. Dopo un intervento di 6 ore per lui le condizioni restano gravi. Per 48 ore ancora, la sua prognosi resta riservata.

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Uomo in fuga a Parigi: ha con sè diverse bombe a mano

uomo-armato-parigi-tuttacronacaContinua la caccia all’uomo che ha aperto il fuoco alla sede della redazione del quotidiano Libération ferendo un assistente fotografo prima per poi sparare anche davanti alla sede della banca Société Generale. L’uomo si è quindi diretto agli Champs-Elysees prendendo in ostaggio un uomo che si trovava a passare a bordo della sua auto. Dopo essere sceso dalla vettura ha ripreso la sua fuga a piedi, nella zona fra George V, il Lungosenna e Trocadero. Si è quindi recato alla fermata della metropolitana. Si tratta di una persona di circa 40-45. Secondo l’identikit in mano alla polizia, l’uomo – che è stato fotografato – indossa un parka color kaki e un cappellino. E’ armato di fucile a pompa e, secondo dei testimoni, diverse bombe a mano. Le immagini dell’uomo che ha aperto il fuoco coincidono con quelle dell’aggressore che venerdì scorso, armato, era entrato nella sede di BFM TV, aveva minacciato un giornalista, poi aveva espulso due cartucce dal fucile a pompa, aggiungendo: “La prossima volta non mancherò il colpo”. Nel frattempo, il sito di Libération sarebbe stato attaccato da alcuni hacker, come ha denuncia to lo stesso giornale, in un breve messaggio sul suo profilo Twitter. Il sito “non può essere aggiornato per il momento”.

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Ancora spari a Parigi: aperto il fuoco alla sede della banca Société Generale

sparatoria-francia-tuttacronacaMattinata infuocata oggi a Parigi. Dopo la sparatoria dentro la redazione del quotidiano francese Libération, durante la quale è rimasto ferito gravemente l’assistente di un fotografo, lo stesso uomo si è diretto alla sede della banca Société Generale, alla Defense di Parigi, il quartiere degli affari della città. Qui ha aperto il fuoco attorno a mezzogiorno. Stando alle prime informazioni, nessuno è rimasto ferito.

Le ultime notizie riportano che la polizia è intenta nella caccia all’uomo, con le auto delle forze dell’ordine che stanno affluendo sugli Champs-Elysees mentre un elicottero sorvola la zona. L’aggressore si sarebbe fatto lasciare sulla celebre avenue da un automobilista preso in ostaggio. L’uomo ha riferito di essere stato costretto a prendere a bordo l’attentatore.

Sparatoria nella sede del quotidiano francese Libération: ferito un fotografo

liberation-tuttacronacaUn tweet ha reso noto al mondo quello che stava accadendo a Parigi, nella sede del quotidiano francese Libération. A scriverlo, il giornalista economico Dominique Albertini che ha spiegato: “Qualcuno è entrato a Libé con una carabina e ha sparato su un assistente fotografo. Polizia sul posto”.

liberationa-twitter-tuttacronacaL’aggressore ha aperto il fuoco con una carabina ferendo gravemente un fotografo con due colpi, uno al torace e l’altro alla schiena, mentre si trovava all’ingresso della redazione. L’uomo è stato dichiarato ora in prognosi riservata, secondo quanto riferito da fonti della polizia. In seguito, l’attentatore è poi fuggito mentre tutti i giornalisti si erano rifugiati agli ultimi piani.  Sempre a Parigi, lo scorso venerdì, un uomo si era introdotto nella redazione dell’emittente televisiva BfmTv, dove ha minacciato i giornalisti di aprire il fuoco. Non si sa ancora se esista un legame tra i due episodi.

Cosa sognano i bambini? Fantastiche avventure!

bimbo-sogna-tuttacronacaQuante fantastiche avventure possono vivere i bambini mentre sognano! E’ quello che traspare dal progetto Wengenn in Wonderland, di Queenie Liao. L’artista e fotografa cinese si è posta la stessa domanda di milioni di madri: cosa sogna il mio bambino? E ha deciso di rispondere tramite le immagini, creandogli attorno mondi colorati utilizzando vestiti, lenzuola e giocattoli. Ecco allora che il piccolo vive, a sua insaputa, avventure fantastiche, tutto per merito della sovrapposizione delle sue foto a questi set. La stessa Queenie spiega: “Questo è il mio angioletto Wengenn. Lui ama dormire, sognare e immaginare, come anche la sua mamma. Ecco uno scorcio del suo mondo fantastico…”.

Lo sguardo ferito dei giovani

bullismo-occhi-tuttacronacaSono testimoni, sono vittime. Sono i giovani che hanno vissuto o visto violenze e discriminazioni. Il fotografo franco-canadese Benoit Paillé li ha ritratti, osservando i loro occhi e riproponendo quelle ferite nello sguardo, quegli incancellabili graffi sottili. Gli scatti dell’artista, che prima di trovare la sua strada nell’arte aveva studiato per tre anni biologia, appaiono all’interno di un progetto per il Towada Art Center di Aomori, Giappone

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La luna “elastica”… così non l’avete mai vista, forse solo immaginata!

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La luna “elastica” ovvero capace di ingrandirsi e rimpiccolirsi a piacimento del fotografo… ora è possibile! Grazie a una tecnica utilizzata da Aaron J Groen, basata sull’impiego di un apposito teleobiettivo, che grazie all’utilizzo sapiente delle lenti riesce a creare diversi effetti. Groen ha realizzato una serie di foto nel Dakota Sud-orientale, lungo il confine con il Minnesota definendo il suo progetto fotografico “Supermoon”: “Ho usato una velocità dell’otturatore più elevata per catturare il particolare e ho fatto più foto regolando il fuoco per catturare i dettagli. Poi questi lavori sono state combinati, mescolati o sovrapposti, per mostrare il fuoco infinito, simile alla visione ad occhio nudo”.

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Il dito medio che svetta davanti alla residenza presidenziale in Repubblica Ceca

dito-medio-praga-tuttacronacaSe un’immagine dice più di mille parole, sicuramente la nuova scultura che galleggia su una zattera lungo il fiume Moldava, a Praga, recita un lunghissimo monologo. Oppure le basta una parola. Meglio, un dito. Perchè l’opera ritrae una mano scheletrica, viola, con un dito medio lunghissimo che svetta verso il cielo. Ed è rivolto alla politica del governo ceco: affaccia infatti sul castello della città, sede della residenza presidenziale. L’artista che l’ha ideata (ma non chiamatelo così, lui preferisce esser definito semplice scultore) è David Cerny, classe ’67, ed è noto per mettersi in posizione apertamente polemica nei confronti del panorama politico del suo Paese, la Repubblica Ceca. E se il suo obiettivo principale è quello di stupire e turbare il pubblico, indubbiamente c’è riuscito ancora.

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E se agli uccelli spuntassero le braccia?

braccia-uccelli-tuttacronacaChe in rete qualsiasi pretesto vada bene per provare nuovi fotomontaggi è risaputo. E non potevano non essere preso di mira il popolo alato. Nonostante non sia una novità e “gli uccelli con le braccia” facciano puntualmente la loro apparizione in Tumblr, in Reddit stanno impazzando. Ed ecco allora una carrellata tra quelle più simpatiche:

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Se Simba uscisse dallo schermo e diventasse realtà…

re-leone-tuttacronacaI protagonisti del Re Leone hanno bucato lo schermo e si sono immersi nella realtà? L’impressione è questa, almeno osservando un leone con il suo cucciolo su una sommità del Serengeti National Park. Era il 2008 quando il fotografo Neil Agate scattò questa foto, in Tanzania. A distanza di cinque anni, l’immagine ha ripreso a girare con insistenza in rete. Racconta Agate: “Ero abbastanza vicino da sentire i respiri e i tentativi di ruggito del piccolo. Sono stato quattro o cinque volte in safari in Africa e questo è stato il momento più speciale che ho vissuto”. Ma Agate non è il solo a mostrarci quanto i cartoni animati si rifacciano alla realtà…

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Un vestito bianco… di latte! Il nuovo calendario delle pin-up

Calendario-modelle-latte-tuttacronacaL’idea è del fotografo polacco Jaroslav Wieczorkiewicz che si è ispirato ai procaci modelli di erotismo degli anni ’50 e, con le sue novelle pin-up, ha realizzato un calendario nel quale le giovani appaiono vestite interamente di latte. Pose, ambientazioni, trucco e pettinature. Il tutto è confezionato per regalare un tuffo nel passato, ma anche nella bianca bevanda. L’aspetto più incredibile è che per realizzare gli scatti non è stato utilizzato il computer: solo latte. Il fotografo, che vive a Londra, racconta: “Non è niente di magico, lavoriamo con delle fotocamere normalissime”. Il latte è stato lanciato su alcune parti del corpo delle modelle immortalando immediatamente l’effetto. Solo a questo punto è entrato in gioco Photoshop, che ha permesso di unire le varie parti e di creare così l’illusione che le ragazze abbiano dei vestiti “ricamati” con il liquido bianco.

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Cristiano Doni denunciato: ha aggredito un paparazzo

cristiano-doni-aggressione-tuttacronacaStava passeggiando in centro a Bergamo con la sua famiglia Cristiano Doni, ex capitano dell’Atalanta, quando ha notato che un paparazzo lo stava immortalando. L’ex centrocampista, tornato in città dopo mesi di lontananza, non è riuscito a trattenersi e ha dato il via alla lite che ha coinvolto un fotografo dell’agenzia Fotogramma, al servizio del Corriere. Il paparazzo è stato strattonato e minacciato da Doni che voleva farsi consegnare la scheda di memoria con le immagini. L’ex bomber è poi stato denunciato ai Carabinieri.

Uccisa una modella: il marito arrabbiato perchè ha contratto l’AIDS?

yulia-loshagina-morta-modella-tuttacronacaIl corpo nudo di Yulia Loshagina, modella 28enne, è stato trovato con il collo rotto e il volto sfigurato dalla combustione in un bosco tra gli Urali, in Russia. Per risalire alla sua identità c’è stato bisogno del test del DNA. La giovane sarebbe stata uccisa dopo una festa che si era svolta nell’abitazione sua e del marito, il fotografo Dmitry Loshagin. E proprio sul 37enne sono caduti i sospetti: l’uomo avrebbe contratto l’AIDS proprio dalla consorte. Loshagin è stato arrestato a Ekaterinburg ma intanto le indagini proseguono: si deve capire se sia stato realmente lui a uccidere la donna, forse in un impeto di rabbia per essere stato contagiato dal virus.

Il fotoreporter Mattia Cacciatori rischia il processo in Turchia

mattia-cacciatori-turchia-tuttacronacaIl fotoreporter italiano Mattia Cacciatori era stato arrestato a Istanbul il 6 luglio e trattenuto due giorni. Ora è lui stesso, dopo essere stato informato da un collega turco, a comunicare che i giudici turchi intendono rinviarlo a processo. Su Cacciatori grava l’accusa di aver partecipato a una marcia non autorizzata, filmando i manifestanti in piazza Taksim. E’ stato lui stesso a dichiarare: “Stavo facendo solo il mio lavoro e i magistrati hanno violato un principio democratico”. Il video che segue è un’intervista che risale a dopo il rilascio.

Arrestato fotografo italiano a Istanbul: Mattia Cacciatori lancia un appello

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Erano le 20.53 in Turchia (19.53 in Italia) quando Mattia Cacciatori, 24 anni,  giovane reporter di guerra veronese, è riuscito, attraverso una brevissima telefonata all’amica Chiara, anche lei a Istanbul, a dare l’allarme.

“Mi hanno arrestato, sono sul furgone insieme ad altre persone, arrestate anche loro, e mi stanno portando nella stazione centrale di Aksaray”, queste le parole del giovane fotografo.

La notizia del suo arresto, rimbalzata subito su Facebook, è stata diffusa oggi dal quotidiano L’Arena, che pubblica la storia di Mattia in prima pagina. Secondo il quotidiano veronese, Mattia Cacciatori starebbe bene, ma ancora si troverebbe in Questura, in attesa di essere interrogato. Ieri sera Cacciatori si trovava a  piazza Taksim, in mezzo ai fumogeni e alle cariche della polizia che cercavano di disperdere il corteo di tremila persone che stavano marciando verso Gezi Park.

Il fotoreportage di guerra per lui è una passione più forte di tutto: più forte di quel posto in consiglio comunale conquistato alle scorse elezioni nel suo comune San Giovanni Lupatoto, alle porte di Verona, più forte della laurea in Cooperazione dello sviluppo, più forte anche della paura di trovarsi in situazioni di pericolo reale. Mattia sarebbe ripartito appena qualche ora più tardi, ma è stato arrestato insieme ad altri manifestanti.

Al quotidiano veronese è arrivata anche la testimonianza di Giulia Stagnitto, amica di Mattia che nelle scorse settimane lo aveva ospitato a Istanbul prima di rientrare in Italia il 20 giugno. “Siamo riuscite a mandargli sms e lui ci ha risposto” dice Giulia che in Turchia ci sta da quasi un anno. Ora lei e la sua amica Chiara stanno cercando di fare il possibile per giungere in poche ore alla scarcerazione di Mattia.  “Ha detto che era riuscito ad avvisare i genitori, – dice Giulia – è stato allertato anche il console e comunque lui è ancora in questura centrale, a Vatan. Con il progetto Erasmus sono andata a vivere un anno in Turchia e sapendo che Mattia partiva gli ho lasciato il mio numero di cellulare, nel caso avesse avuto bisogno di contattare qualcuno. Lui e Chiara si sono conosciuti e ieri sera l’ha chiamata. Ha detto che stava bene, che lo avevano solo caricato sul furgone, ma siamo preoccupate”.

Aggiornamento 8 luglio 2013, ore 18.40: il fotografo arrestato in Turchia è stato rilasciato. “Sono libero e tranquillo. Stasera rientro in Italia”. Queste le prime parole del giovane fotografo che poi ha voluto ringraziare il consolato italiano:  “E’ stato fantastico. Mi inchino davanti al loro operato. Sono stati bravissimi e gentili”.

Turchia: il giorno dei garofani rossi

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Un altro giorno di protesta pacifica in Piazza Taksim a Istanbul, dove in migliaia sono scesi in strada portando dei garofani rossi a una settimana dall’assalto da parte delle forze antisommossa di Gezi Park. La risposta della polizia è stata di lasciare 20 minuti di tempo ai manifestanti per lasciare la piazza, trascorsi i quali hanno hanno iniziato ad usare gli idranti. Lancio di garofani ma non solo da parte di chi protesta: in serata in migliaia hanno iniziato a “suonare” con pentole e clacson. Nel frattempo altri 31 manifestanti sono stati incriminati a Istanbul e Ankara con l’accusa di avere organizzato manifestazioni antigovernative e provocato violenze: sale così a più di 100 il numero delle persone prelevate in case e uffici e finite in manette. I servizi segreti del Mit hanno iniziato inoltre a indagare su presunti ‘collegamenti esteri’ del movimento di protesta delle ultime tre settimane, che invece viene ritenuto spontaneo dalla maggior parte degli osservatori. Scontri invece ad Ankara dove gli agenti hanno utilizzato gas lacrimogeni e idranti.

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E’ stato rilasciato Daniele Stefanini, il fotografo fermato in Turchia

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Daniele Stefanini, il fotografo free lance livornese picchiato e fermato durante gli incidenti di domenica scorsa a Istanbul, è stato rilasciato. E’ stato lui stesso a telefonare ai familiari per informarli e la Farnesina ha confermato la notizia. Stefanini, fino a due anni fa, era era impiegato alla compagnia di navigazione Moby ma aveva lasciato il lavoro proprio per seguire la sua passione, come aveva spiegato all’ANSA la madre nei giorni scorsi:  “Mio figlio? Troppo appassionato di fotografia…”. Stefanini non è stato l’unico fotografo a subire un simile trattamento: anche molti altri reporter sono stati fermati e picchiati durante l’intervento repressivo delle forze dell’ordine turche voluto da Erdogan. La Turchia è il Paese al mondo con il più alto numero di giornalisti in carcere e molti altri sono in attesa di giudizio ben da prima che cominciassero le proteste, che tra l’altro hanno portato sanzioni per quei canali televisivi che hanno trasmesso le immagini delle folle in piazza.

A Istanbul ferito e fermato dalla polizia un fotografo italiano

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Stanno confluendo in decine di migliaia nel centro di Istanbul, per due raduni previsti nel pomeriggio, uno pro, l’altro anti Erdogan che fanno temere possibili nuovi, gravi incidenti. Anche la scorsa notte si è risolta in violenza e caos, dopo il brutale assalto della polizia ieri sera al Gezi Park di Taksim ordinato da Erdogan e oggi in molti stanno arrivando anche dalla sponda asiatica attraverso il Ponte sul Bosforo per protestare contro il blitz delle forze antisommossa. L’accusa dei manifestanti, oltre per la brutalità dimostrata dalla polizia, è per il fatto che siano stati attaccati indiscriminatamente anche donne e bambini. Nel frattempo, la Piattaforma Taksim, che riunisce i 116 movimenti di protesta, ha accusato Erdogan di aver trasformato il Paese “in una zona di guerra”: “continueremo e nessuno potrà fermarci”. Diversi medici hanno ipotizzato la presenza di agenti chimici nell’acqua degli idranti della polizia, che ha causato piaghe ai manifestanti.

Ma la polizia turca ha aperto anche la caccia ai giornalisti e diversi cronisti sono stati picchiati o arrestati. Sul sito di Rsf Europa sono state diffuse fra l’altro le immagini dell’arresto del giornalista turco Gokhan Bicic, fermato e buttato a terra da quattro agenti. Dalle finestre la gente ha urlato ai poliziotti di lasciarlo stare, poi ha iniziato a buttare oggetti di ogni tipo sugli agenti, che lo hanno comunque trascinato via. Anche un fotografo italiano, Daniele Stefanini, è stato ferito e fermato durante gli incidenti accorsi la notte scorsa, come hanno indicato fonti dell’ambasciata d’Italia in Turchia. Il 28enne è stato ferito nel quartiere di Bayrampasha, dove un avvocato l’ha poi soccorso e trasportato in ospedale. Il fotografo, messo in stato di fermo dalla polizia, è assistito dalle autorità consolari italiane .

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Uno sguardo a… gli spaghetti del dì di festa

La ricetta puoi trovarla QUI!

spaghetti1

Stefania Sandrelli ne… Io la conoscevo bene

Gente di Viareggio… Stefania Sandrelli

stefania-sandrelli

Uno sguardo a Viareggio… l’estate

viareggio-estate

Uno sguardo a Viareggio… il carnevale

viareggio-il carnevale

Uno sguardo a… VIAREGGIO

viareggio

Uno sguardo a… Spaghetti alle vongole veraci

La ricetta puoi trovarla QUI!

spaghetti vongole

Massimo Troisi… in Il postino

Massimo Troisi… Dialogo con Dio

Massimo Troisi… in Non ci resta che piangere

Gente di San Giorgio a Cremano… Massimo Troisi

massimo troisi

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san giorgio a cremano villa-Vannucchi

Uno sguardo a San Giorgio a Cremano… piazza Massimo Troisi

san giorgio a cremano piazza massimo troisi

Uno sguardo a… SAN GIORGIO A CREMANO (Napoli)

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Uno sguardo a… Ossobuchi alla milanese con riso allo zafferano

La ricetta puoi trovarla QUI!

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