Brunetta da Santoro: “mi sono fatto un c… così” VIDEO

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A Servizio Pubblico ieri sera è scoppiata la polemica tra un ragazzo e Renato Brunetta. Al centro della discussione la frase che il giovane a rivolto al deputato di Forza Italia “Lei riuscirebbe a campare con 800 euro al mese?”, immediata la replica di Brunetta “Io ho campato con 800 euro al mese”, ma il ragazzo attacca “Se l’avesse fatto, non ruberebbe i soldi degli italiani così” e a questo punto Brunetta si adira e ribatte: “Alla sua età ho guadagnato anche di meno. Mi sono fatto un c**o così. Facevo il venditore ambulante”

“In tv voglio volti rassicuranti”: Berlusconi decide chi non deve apparire!

santanche-tv-tuttacronacaSarebbe stato Silvio Berlusconi a decidere di bandire i volti “troppo aggressivi” dalla televisione, preferendo facce “rassicuranti” in grado di “non spaventare l’elettorato moderato”. E il leader di Forza Italia avrebbe anche messo a punto la sua “black list”: personalità di Forza Italia che, in questa fase, non sono graditi sul piccolo schermo e nella quale appaiono anche alcuni big del partito e “amici” di casa Arcore: da Daniela Santanchè a Maurizio Gasparri. Secondo Repubblica, la lista nera comprende almeno 12 nomi, di cui finora ne sono noti soltanto sei. Oltre alla pitonessa e a Gasparri, ne fanno parte Alessandra Mussolini, Micaela Biancofiore, Laura Ravetto e Lara Comi. “Quelli li voglio vedere meno nei tg d’ora in poi, quegli altri di più”. L’ordine impartito è: “Entriamo da gennaio in piena campagna elettorale, almeno nei telegiornali di maggiore ascolto voglio volti rassicuranti, poco aggressivi, che non spaventino l’elettorato moderato”. Ma come c’è una lista nera, compare anche una “white list” con i volti graditi nei tg e nei talk show. Tra questi ci sono Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Renata Polverini e il sempre presente Renato Brunetta. Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di FI, ha smentito “l’esistenza di una qualsiasi lista di proscrizione”. Eppure – rincara Repubblica – il Cavaliere ha compiuto la sua scelta e l’ha comunicata a molti. Alcuni, a cominciare da Laura Ravetto, non hanno nascosto il loro malumore. Sulla pagina Twitter della Ravetto si legge infatti: “Davvero esistono liste proscrizione nel mio partito su chi deve andare in tv e “avere le pa**e” e’ considerato poco “rassicurante”?”

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Marina Berlusconi scende in campo come candidata premier?

marina-berlusconi-politica-tuttacronacaE’ Repubblica a rilanciare l’idea che Marina Berlusconi venga candidata come premier, con il padre che ormai si sarebbe deciso a chiederle questo sacrificio e scendere in campo:

Una svolta che aprirebbe una voragine sulla sponda forzista: chi candidare premier? Problema che finora il capo ha imposto ai suoi di rimuovere. Una qualsiasi investitura anzitempo lo avrebbe indebolito sotto il profilo politico, ma soprattutto giudiziario. Adesso il quadro cambia rapidamente. Bisogna correre ai ripari. Ecco perché in queste settimane natalizie ha fatto testare proprio Giovanni Toti e, a sorpresa, Angelino Alfano, in una prospettiva da ritorno del figliol prodigo. I risultati dei sondaggi — da qui la preoccupazione crescente — non sono stati affatto incoraggianti. Il direttore che di fatto non si è concesso ferie per restare ad Arcore, sogna la poltrona da vicepresidente unico del partito e lavora per organizzare le celebrazioni del ventennale del 26 gennaio, è risultato un tipo che «funziona» in tv. Ma nulla più di quello. Alfano non sarebbe andato meglio rispetto a quando guidava Forza italia da segretario. Col vicepremier i contatti sono stati «affettuosi» anche in questi giorni festivi, ripresi ora sulla legge elettorale. La Santanchè sferza Angelino, invitandolo a «lasciare l’amante e tornare alla famiglia».

 

Ma il Cavaliere non ci pensa proprio a organizzare le primarie per coinvolgere il vicepremier:

 

«A me interessa solo l’alleanza elettorale » assicura il Cavaliere ai dirigenti. Ma sta di fatto che in campo «c’è solo Marina». Molto dipenderà dalla nuova legge elettorale. Berlusconi ufficialmente tiene le carte coperte ma, racconta chi gli ha parlato ieri, esclude fin d’ora il Mattarellum corretto: «Saremmo spettatori della sfida tra Renzi e Grillo, per noi improponibile». Verdini invece sembra lo abbia convinto a puntare sullo spagnolo. «Un proporzionale rivisto ci consente di giocarcela ancora da protagonisti ». Ma non è detto si vada in quella direzione. E allora l’unico «jolly» resta la figlia Marina. «Il presidente sa che se scegliesse un uomo in chiave anti Renzi, sarebbe comunque un clone — spiega un ex ministro berlusconiano dell’inner circle — l’effetto sorpresa funzionerà solo con una donna. E il nome resta solo uno». Quello più fidato, che salverà il brand nel simbolo e forse lo zoccolo duro alle urne.

I nuovi coordinatori regionali di Forza Italia, c’è anche la Gelmini

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Sono sette i  nuovi coordinatori regionali di Forza Italia nominati da Silvio Berlusconi: Mariastella Gelmini (Lombardia), Sandro Biasotti (Liguria),Massimo Parisi (Toscana), Massimo Lattanzi (Valle d’Aosta), Sandra Savino (Friuli Venezia Giulia), Claudio Fazzone (Lazio) e Marco Marin (Lazio).

Nei prossimi giorni saranno definiti gli altri incarichi nazionali e regionali: “Il primo compito dei neocoordinatori sarà la costituzione di un Comitato di presidenza regionale costituito da altri tre componenti che li affiancheranno nello svolgimento delle loro funzioni” si legge in una nota diffusa da Forza Italia

Berlusconi e l’elogio al bipolarismo. Con un augurio per il 2014…

Berlusconi-tuttacronacaBerlusconi non si rilassa neanche negli ultimi giorni dell’anno e si profonde in un elogio del sistema politico americano: “Il miglior sistema per governare un Paese è il sistema bipolare. Il miglior esempio di democrazia per governare un paese è quello americano dove ci sono due partiti: il partito democratico e il partito repubblicano, questo si chiama bipolarismo”. Ai microfoni del Tg5 prosegue: “Se vogliano scongiurare un futuro di ingovernabilità e di decadenza  dobbiamo imparare a non disperdere i nostri voti. Questo è l’obiettivo di Forza Italia. Un azzardo? una follia? Forse, ma ricordo che Erasmo da Rotterdam diceva che i risultati migliori vengono non dalla ragione ma da una visionaria e lungimirante follia. Quando lo disse ne ’94 mi presero, nessuno ci credeva, ma in due mesi portai i moderati al governo”. Arriva quindi un augurio per l’anno che sta per iniziare: che gli italiani “imparino a votare”. “Gli italiani disperdono sempre il voto in tanti rivoli. Ma solo con la maggioranza assoluta data a Forza Italia si potrà cambiare l’architettura istituzionale e rendere finalmente l’Italia un Paese governabile”. E ancora: “Se gli italiani impareranno a votare, il mio talento, il mio impegno e la mia esperienza saranno al servizio del Paese”.

Brunetta, le “millemarchette” e gli attacchi che gli fanno “un po’ pena”

brunetta-tuttacronacaViene criticato per il suo operato all’interno di Forza Italia, il capogruppo alla Camera Renato Brunetta e lui, intervistato da Repubblica, risponde. “Sono attacchi anonimi di anonimisti che mi fanno un po’ pena”. E spiega: “Di queste fantomatiche critiche mi faccio una bella risata, come sempre ha ragione il presidente Berlusconi che proprio alla vigilia di Natale ha spazzato il gossip bollandolo come ‘maldicenze’ e confermando che non c’è nessun repulisti in vista, tanto meno su di me, che resto capogruppo”. E ancora: “Purtroppo in questi mesi non ho avuto il tempo di occuparmi di gossip visto il mio impegno, da mattina a sera, alla Camera. Per me la politica resta alta, resta fatta di idee, lavoro, fatica e scontri. I gossip e i seminatori di zizzania li lascio ai rotomerd che sono specializzati nel genere”. Brunetta aggiunge quindi: “Nella storia della Repubblica  non è mai successo che un governo che ha ricevuto la fiducia su un provvedimento il giorno dopo decida di farlo decadere come accaduto con il Salva-Roma. Un decreto peraltro trasformato in un ‘millemarchette’ che nulla aveva a che fare con la motivazione iniziale controfirmata dal presidente della Repubblica, il cui disappunto è quindi comprensibile. Il governo è in stato confusionale e sta minando alla base le regole del gioco istituzionale. Quando un esecutivo arriva a fare queste cose è finito”.Ma il capogruppo alla Camera di Fi parla anche dell’urgenza di una legge elettorale che nasca da “un grande accordo politico tra le forze oggi in Parlamento alla luce del sole”. “Serve un’intesa che se per eleganza arrivasse anche prima della pubblicazione della sentenza della Consulta sul Porcellum – sottolinea – avrebbe un grande significato politico. Sui contenuti mi rifaccio a quanto detto da Berlusconi: si può partire dal Mattarellum per una legge maggioritaria da fare subito per andare a elezioni quanto prima, magari assieme alle europee del 25 maggio 2014”.

Via da Lampedusa: i profughi lasciano il centro

 

cei-lampedusa-tuttacronaca“Iniziano i trasferimenti da Lampedusa. Due voli e dovremmo essere finalmente riusciti a liberare questo centro entro oggi. Grazie a chi in queste ore sta sostenendo questa nosta battaglia comune e grazie al governo per averci ascoltato. Buongiorno da Lampedusa”. E’ quanto ha comunicato questa mattina il parlamentare Khalid Chaouk, rinchiusosi due giorni fa nel Cpsa, annunciando l’intenzione di rimanervi fino a quando non sarà risolto  il problema “dei 7 sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre, per i quali occorre una autorizzazione del giudice”. Il parlamentare ha fatto sapere che un primo gruppo di cento profughi, sui 219 presenti nel centro di Lampedusa, sta lasciando la struttura per essere trasferito in aereo a Palermo. Un secondo gruppo di migranti raggiungerà successivamente il capoluogo siciliano, sempre a bordo di un volo speciale.

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E la chiamano Europa… italiana espulsa dal Belgio

elio-di-rupo-tuttacronacaSilvia Guerra ha 38 anni, un figlio di 8 e viveva in Belgio, paese della Ue come la sua patria, l’Italia. E proprio dallo Stato che aveva scelto per crearsi un futuro è stata espulsa, perchè non aveva un posto di lavoro e quindi rappresentava un peso per il welfare. Il decreto di espulsione è già stato firmato dal sottosegretario all’immigrazione. Conseguenza di una svolta, dura, anti immigrazione decisa dal Belgio. Il premier Elio Di Rupo, socialista di origini italiane, non va per il sottile e ha limitato l’applicazione della direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini europei. Quello che lo Stato applica è un regime che prevede che ogni straniero, anche se comunitario, deve avere un reddito sufficiente per provvedere al suo soggiorno. In caso contrario viene considerato un  “peso indebito per lo Stato sociale” e dopo tre mesi può essere espulso. Come scrive Anais Ginori su Repubblica:

C’è finita di mezzo Silvia Guerra. Come lo racconta su Repubblica Anais Ginori:

La “clandestina” espulsa è un’italiana. Silvia Guerra, nata a Bologna trentotto anni fa, viveva in Belgio, assunta come artista di strada in una compagnia di giocolieri. «Sono stata ingannata, mi avevano detto che il mio contratto era regolare», spiega adesso Silvia, che non accetta di essere trattata come “parassita” dello Stato. Nonostante sia una cittadina comunitaria, si ritrova nella stessa situazione di tanti immigrati sbarcati da paesi non membri dell’Ue. «Dicono che la mia permanenza è stata troppo breve — continua — ma vivo in questo paese dal dicembre 2010, ho seguito le normali procedure ». Anche il piccolo Ennio, il figlio di otto anni che frequenta la scuola elementare a Bruxelles, deve andarsene. «Le autorità mi hanno risposto che anche lui non è davvero integrato».

Il deputato Pd che si “autoimprigiona” al Cie di Lampedusa

deputato-pd-tuttacronacaCome spiega La Stampa, il deputato del Pd Khalid Chaouki, di origini marocchine, alle 11 di stamattina è entrato al Centro di prima accoglienza dell’isola in qualità di parlamentare per poi annunciare la volontà di “autoimprigionarsi”. E spiega: “Non mi muoverò da qui fino a quando il ragazzo siriano che ha girato il video e i naufraghi illegittimamente trattenuti da oltre due mesi non saranno trasferiti da Lampedusa”.  Le ragioni del suo gesto sono manifestate in una lettera che lo stesso deputato ha inviato al quotidiano:

Ho deciso di compiere questo gesto forte di protesta, rinchiudermi insieme ai profughi dentro il Centro di accoglienza qui a Lampedusa e rifiutarmi di abbandonare i profughi siriani ed eritrei nella loro solitudine e inascoltata protesta perché qui a Lampedusa vengono tuttora lesi i diritti fondamentali della persona, così come non vengono rispettate le leggi del nostro Paese e le direttive in materia di protezione dei rifugiati. Non abbandonerò questo Centro finché non verranno rilasciati, come previsto dalla legge, tutti profughi e destinati nei centri idonei per la loro accoglienza. A partire da Khalid e dai superstiti alla tragedia dello scorso 3 ottobre.

 Ho voluto attendere l’Informativa del Ministro dell’Interno Angelino Alfano sulla vergogna di Lampedusa documentata dal giornalista del Tg2 Valerio Cataldi, che ha dato voce al coraggioso profugo siriano conosciuto con il nome di “Khalid” in merito alle “spruzzate” anti-scabbia. Ascoltare e capire, insieme a tutto il Parlamento, da parte del nostro governo come fosse stato possibile permettere quell’oscenità nel nostro Paese. Era soprattutto nostra intenzione conoscere finalmente le proposte messe in campo per riformare questo sistema dell’accoglienza anche alla luce di quello che sta succedendo nel Cara di Mineo, nel Cie di Ponte Galeria e in tante altre parti. Una delusione. La versione dei fatti raccontata in Parlamento non ci ha convinto cos ì come le sue promesse per noi sono fuori tempo massimo.

 Già all’indomani della tragedia dello scorso 3 ottobre tutta l’Italia, insieme alle maggiori istituzioni europee e mondiali, tutti si mobilitarono. Chiedemmo e ottenemmo una giornata di lutto nazionale, ci furono pianti e lacrime per il dolore condiviso con i parenti di quelle vittime senza nome. Poi il nulla rispetto ad un nuovo piano di accoglienza e integrazione per i profughi e richiedenti asilo. Il Premier Enrico Letta è riuscito a coinvolgere le Istituzioni europee, sono state salvate tantissime vite grazie all’operazione “Mare Nostrum”. Ma il Centro di “accoglienza” qui a Lampedusa è rimasto quello di prima. La vergogna più grande sono i naufraghi eritrei sono ancora bloccati qui dallo scorso 3 ottobre, isolati come criminali nella solitudine della disperazione. Colpevolizzati di essere stati testimoni di una tragedia che tutto il mondo ha conosciuto.

Abbiamo celebrato come martiri i loro compagni di viaggio inghiottiti dal mare. Loro invece sono qui, rinchiusi e disperati. Questa paradossale ingiustizia è intollerabile. È uno scandalo! Piangiamo i morti e puniamo i vivi. Questa ipocrisia non può più essere accettata. A questo punto le parole non bastano più e l’Italia non può più permettersi di collezionare figuracce mondiali a causa di chi, irresponsabilmente, non ha vigilato sul rispetto dei principi basilari del rispetto dei diritti umani e chi, fino ad oggi, considera Lampedusa, come altri centri, di fatto zona franca e fuori dalla legalità.

Questo Centro di prima accoglienza non può trasformarsi di fatto in un carcere disattendendo le regole e le leggi italiane ed europee. Alcune leggi, a partire dalla Bossi-Fini, non ci convincono per niente. Ma qui nemmeno quelle vengono rispettate. Per la legge la permanenza qui a Lampedusa dei richiedenti asilo deve durare al massimo 96 ore, non 3 mesi. Sono stato la prima volta qui a Lampedusa nel 2008, sono tornato tante altre volte. Ma nulla è cambiato in questi anni e io, noi, non possiamo più permetterci di girare la faccia dall’altra parte di fronte a un grido di dolore da parte di chi è fuggito da una sanguinosa guerra in Siria o da una crudele dittatura in Eritrea. Oggi abbiamo il dovere di passare dalle parole ai fatti e rialzare la testa chiedendo che l’Italia ritorni ad essere quello che è sempre stata: un Paese accogliente e rispettoso dei diritti umani e dei profughi. Sono qui per i profughi, ma soprattutto per l’Italia. Un Paese di cui vorrei essere fiero nel Mediterraneo, in Europa e nel mondo.

 Khalid Chaouki

Deputato PD – Coordinatore Intergruppo parlamentare sull’immigrazione

La spending review del Cav: Berlusconi e le sue ville

Berlusconi-tagli-tuttacronacaSarà anche rientrato nella top ten dei paperoni italiani stilata grazie ai dati di Borsa 2013, ma la spending review si è affacciata anche all’orizzonte di Silvio Berlusconi che, come riporta il Corriere della Sera, si trova a tagliare le spese. A partire dalle proprietà immobiliari, come Villa di Macherio e Villa Gernetto. Si legge nel quotidiano:

Niente albero di Natale alla Villa Belvedere a Macherio. L’albero non è mai stato addobbato, e da domani la settecentesca villa storica che fu dei Visconti di Modrone, chiuderà i battenti. I dipendenti avrebbero già ricevuto la lettera che comunica la fine del rapporto di lavoro. Veronica Lario, la moglie in via di separazione dall’ex premier, vive ormai da tempo a Milano. E la necessità di economie – meglio, di evitare gli sprechi – ormai coinvolge persino uno degli uomini più ricchi d’Italia. La storia dei Berlusconi a Macherio, tuttavia, continua. Le due figlie di Veronica, Barbara ed Eleonora, resteranno entrambe a vivere nell’area: nella grande cascina adiacente all’edificio storico a suo tempo acquistata dal loro padre.

Del resto, non è soltanto villa Belvedere a essere caduta sotto i rigori della spending review famigliare. Villa Gernetto, il palazzo di Lesmo che era stato acquistato per la mai nata Università della libertà e poi divenuta sede di rappresentanza per gli eventi privati berlusconiani, è ormai deserta da molti mesi. Non dispone di personale, il riscaldamento è staccato. Nel giro stretto del Cavaliere, neppure si esclude che possa essere discretamente messa in vendita. Cosa comunque non semplice.

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Primo sì all’abolizione delle province: 52 commissariate

taglio-province-tuttacronacaCon 277 sì, 11 no e Forza Italia, Lega e Cinquestelle che non hanno votato per protesta, è passato il disegno di legge che riforma le Province. Ora la parola passa al Senato ma intanto si tratta di una piccola vittoria per Letta, che ha fatto dell’abolizione delle Province un punto d’onore programmatico. Il premier segna un punto politico a proprio vantaggio anche se gli effetti concreti della riforma Delrio, molto complessa, si potranno giudicare solo fra un paio d’anni. Tanto è importante per l’esecutivo questo impegno, che il governo ha inserito a sorpresa nella Legge di Stabilità (approvata l’altro ieri ma se n’è avuto notizia ieri) un codicillo che commissaria le 52 amministrazioni provinciali il cui mandato elettorale scade il prossimo maggio. I 52 enti si aggiungono ai 20 – tra i quali Roma – già commissariati. Dure le reazioni delle Province, con il presidente dell’Upi Antonio Saitta che tuona: “Faremo ricorso. Mai un governo ha osato mettere in dubbio la possibilità per il popolo di eleggere chi governa il territorio”. Tuttavia il messaggio dell’esecutivo è chiaro: in Italia non si faranno mai più elezioni popolari per le Province anche se il Senato dovesse rallentare il varo definitivo della riforma Delrio. La riforma ha alla sua base proprio l’eliminazione della classe politica provinciale composta da circa 3.000 presidenti, assessori e consiglieri. Le future Province, con compiti limitati alla manutenzione delle strade e poco più, saranno guidate da presidenti eletti (nel novembre 2014) dai sindaci dei comuni del territorio provinciale. Il provvedimento s’inserisce nella scia dei tagli alla spesa pubblica ma va considerato che il risparmio è modesto in confronto agli 800 miliardi totali: nel 2010 i politici provinciali sono costati agli italiani circa 135 milioni. Nel 2013, dopo la “cura” degli ultimi anni, la politica provinciale è costata solo 32 milioni, stnado ai dati Upi. Sugli effetti della riforma esistono opinioni molto diverse. Secondo il ministro degli Affari Regionali, Graziano Delrio, si raggiungerà il miliardo a regime. La Corte dei Conti ha sostenuto di non poter fare alcuna cifra. La riforma è comunque complicata e prevede il graduale passaggio di alcune competenze a Comuni (edilizia scolastica) e Regioni (centri per l’impiego). Ma non fissa tempi certissimi. Fissa invece la nascita delle Città Metropolitane ovvero di enti che dovranno coordinare il territorio intorno alle grandi città. Quelle Metropolitane, in Parlamentosono state indicate per territori superiori al milione di abitanti, c’è da aspettarsi quindi che in Italia si moltiplicheranno.

Laura Boldrini e la solidarietà a Daniela Santanchè

santanchè-tuttacronacaUn comunicato ha reso noto che “La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha telefonato all’onorevole Daniela Santanchè per esprimerle piena solidarietà. La chiamata fa seguito ad un’intervista televisiva nella quale un giovane incappucciato qualificatosi come ultrà aveva detto, a proposito dell’esponente di Forza Italia: ‘A sentir parlare ‘sta gente vorrei veramente andar lì ad ammazzare'”. Quanto accaduto nel corso della trasmissione Servizio Pubblico era stato trattato anche da Stefano Zurlo su il Giornale:

Tre minuti e 23 secondi come non si erano mai visti in tv, senza filtri e senza barriere, una sorta di istigazione all’omicidio che entra nelle case di milioni di italiani e, per di più, dalla porta autorevole di un programma di successo come Servizio pubblico.

«Per morire fra dieci anni di cancro ai polmoni preferisco morire domani sparato da un poliziotto…». A parlare è naturalmente un tizio senza nome, incappucciato, che però non si fa pregare e va dritto al punto: spariamo ai politici. Poi, con una rapida sequenza, fa i nomi di Barbara d’Urso e Daniela Santanchè: «Sono su Canale 5 con mia mamma, che mi guardo Barbara d’Urso – esordisce lo sconosciuto – con quei quattro stronzi tipo la signora Santanchè che parla, dopo tre minuti mi sale un nervoso che vorrei andare lì ad ammazzare nel vero senso della parola, ma non posso, non perché non ho le capacità, ma perché fra me e loro ci sono quei personaggi, i poliziotti. I poliziotti sono nemici perché difendono quei criminali. Mio padre ripeteva: hai capito che il forno era caldo dopo che hai messo la mano… Tu non puoi capire i tuoi errori se nessuno ti punisce, io posso punirti una volta, due, alla terza volta devo ammazzarti. Se comincio a sparare alle gambe, io ci penso due volte prima di sbagliare, allora, c… uno dice sarà meglio che mi comporti bene perché hanno sparato a quello. E ti dirò di più: questo che ti sto dicendo è un po’ il pensiero comune di tutti: vecchi, donne, pensionati, non pensionati. Se domani parto per Roma e invece di fare come quel signore calabrese che ha sparato al carabiniere ne secco uno di quelli, io faccio l’ergastolo ma nel giro di 24 ore ho più fan di Eminem e Madonna».

Stalking e diffamazione: la Pascale querela Michelle Bonev

francesca-pascale-tuttacronacaMichelle Bonev è stata querelata da Francesca Pascale. E’ Licia Polizio, legale della Pascale, a rendere noto che l’attuale compagna di Berlusconi ha accusato l’attrice bulgara di aver condotto una vera e propria azione persecutoria nei suoi confronti sia attraverso la stampa che tramite i social network. Tra le altre dichiarazioni che la Bonev aveva rilasciato alla stampa, anche quella di aver avuto rapporti sessuali con Silvio Berlusconi per ottenere la produzione di una fiction e l’omosessualità di Franesca Pascale

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Brunetta e le “marchette” alla Fondazione Memoriale della Shoah: infuria la polemica

Fondazione Memoriale della Shoah di Milano-tuttacronacaBrunetta ha definito i “900mila euro assegnati dalla legge di Stabilità alla Fondazione Memoriale della Shoah di Milano” come una delle “principali ‘marchette’ della Legge di stabilità Letta-Alfano-Saccomanni”. La dichiarazione non poteva certo passare inosservata e subito si sono alzate voci di protesta. E’ Emanuele Fiano, del Pd, a sostenere che “E’ possibile che Brunetta non conosca quest’opera ma ciò  non diminuisce le sue responsabilità per un’affermazione tanto indegna quanto profondamente sbagliata”. E ancora: “Quel memoriale è stato realizzato con prevalenza di contributi privati, ed è unico nel mondo perchè è ricostruito esattamente nel luogo da cui sono partiti migliaia di deportati ebrei e non verso i campi di sterminio nazisti. Quel luogo dunque non è di qualcuno ma di tutti. Solo la preservazione corretta e oggettiva della nostra storia, anche nei suoi aspetti inaccettabili, può permetterci di combattere oggi i rigurgiti di odio, intolleranza e razzismo, che di nuovo si diffondono in Europa”. “Solo pochi giorni fa – ricorda ancora Fiano – un’orribile battuta di uno dei leader dei leader dei Forconi ha risvegliato in tantissimi italiani la memoria di un tempo che pensavamo sepolto per sempre. Mi auguro che l’on. Brunetta vorrà scusarsi e ritornare sulle sue parole”. Non si è fatta attendere neanche una nota della Comunità ebraica di Milano: “Consideriamo le dichiarazioni di Renato Brunetta populiste e pericolose”, si legge. “La Fondazione Memoriale della Shoah-Binario 21 (luogo della Stazione Centrale di Milano dove partirono i treni per Auschwitz) è un presidio per la memoria”. “Inoltre, la realizzazione del Memoriale è comunque vicino al completamento grazie alle donazioni in maggior parte di privati”.”Le attività culturali del memoriale sono degli anticorpi che servono alla nostra società per frenare le derive populistiche, purtroppo sempre più presenti nella società italiana, anche a causa di una triste e pericolosissima strumentalizzazione della crisi economica”. “Dire che quei soldi sono una marchetta è una dichiarazione pericolosa, non degna di un deputato della Repubblica italiana”, conclude la Comunità ebraica di Milano.

Il video-shock di Lampedusa. Il direttore: “Una messinscena degli immigrati”

centro-accoglienza-lampedusa-tuttacronacaLegacoop Sicilia ha dato indicazione ai soci di “Lampedusa Accoglienza”, la cooperativa che gestisce il centro per migranti, “di rimuovere e rinnovare il management attuale e di avviare immediatamente una migliore organizzazione con altre professionalità”. La decisione è stata presa dopo la messa in onda del video del Tg2 sul trattamento riservato agli immigrati. Nel frattempo, però, come riporta Articolo3, Cono Galipò, amministratore delegato della cooperativa, ha raccontato a Radio Città Futura che “Il trattamento che noi stavamo facendo, previsto da un protocollo, stava durando da un’ora e mezza e a un certo punto alcuni immigrati si sono spazientiti, si sono spogliati e hanno chiaramente inscenato quanto si vede”. Galipò spiega così le immagini choc trasmesse dal Tg2 in cui si vedono alcuni ospiti in fila, nudi, sottoposti a un trattamento contro la scabbia e spruzzati con una pompa collegata a un compressore. Ha quindi spiegato: “Il tutto va contestualizzato. Abbiamo avuto tre sbarchi in cui il sospetto di scabbia era molto alto e normalmente quando i casi sono pochi i trattamenti si fanno in infermeria, ma quando sono 104 ci vogliono dei locali disponibili”. Quello di cui si dispiace è quindi di “non aver bloccato l’iter e l’operazione quando i due immigrati si sono innervositi. Certo, non siamo d’accordo su quelle condizioni, ma ribadisco che tutto va rapportato al momento”. Attualmente il centro, dove la situazione “è totalmente tranquilla” ospita 391 migranti, tra i quali 27 donne e 38 minori. Ancora, il responsabile ha aggiunto che è già stata inviata alla Prefettura di Agrigento una relazione sul filmato trasmesso del Tg2 in cui si vedono alcuni profughi completamente nudi mentre vengono sottoposti al trattamento contro la scabbia. “Nella relazione spieghiamo in modo dettagliato qual è il protocollo che è stato seguito”. E ammette infine: “Alcune criticità ci sono, ma sono legate alla situazione della struttura. Quando abbiamo preso in gestione il Centro, il primo giugno del 2007, la stampa lo ha definito ‘un albergo a quattro stelle’, oggi ci accusano invece del contrario. Certamente ci sono alcune carenze strutturali che vanno risolte, ma di sicuro non è un lager”. Galipò difende infine “il lavoro svolto con professionalità” all’interno del Centro da una cinquantina di operatori tra medici, infermieri, psicologi e mediatori culturali.

Il video shock da Lampedusa: l’Ue indaga e minaccia l’Italia

lampedusa-video-shock-tuttacronacaFanno il giro del mondo le immagini trasmesse dal Tg2 dove vengono mostrati i migranti sottoposti alla procedura di disinfestazione e il commissario europeo, Cecilia Malstrom commentandole afferma che sono “spaventose e inaccettabili. La Ue ha già cominciato un’indagine”. Quindi avverte: “La nostra assistenza e sostegno alle autorità italiane nella gestione dei flussi migratori può continuare solo se il Paese garantisce condizioni umane e dignitose nel ricevimento di migranti, richiedenti asilo e rifugiati”. Ora la Ue chiede venga fatta chiarezza al riguardo: “Contatteremo le autorità italiane per chiedere maggiori informazioni su questi eventi e chiederemo loro di fare piena luce su quanto accaduto”. Ma anche in Italia si cerca di chiarire eventuali responsabilità e la procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta sui trattamenti disumani ai quali sarebbero stati sottoposti alcuni profughi. I reati ipotizzati, a carico di ignoti, sono quelli di violenza privata e maltrattamenti nei confronti di persone sottoposte a cura e custodia. Gli inquirenti acquisiranno la versione integrale del filmato, parzialmente trasmesso dal Tg2, che denuncia quanto accade sull’isola.  Nel frattempo il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, fa sapere di attendere l’esito dell’inchiesta prima di esprimere un giudizio: “Le immagini fanno impressione ma bisogna vedere tutta la procedura cosa comporta, va fatta un’inchiesta. Il video fa stare male ma può darsi che le immagini distorcano la realtà”.

+++ ATTENZIONE! IL VIDEO POTREBBE URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ+++

Trovato un migrante morto mentre non si placano le proteste sul centro di Lampedusa

migrante-morto-tuttacronaca Gli uomini della Marina Militare hanno recuperato 110 uomini in un gommone in difficoltà a sud di Lampedusa. Sull’imbarcazione, soccorsa dalla nave Cassiopea, è stato trovato anche un uomo morto. Il gommone sovraccarico e non aveva dotazioni di sicurezza. I migranti provengono da Ghana, Mali, Togo, Gambia e Pakistan e ora saranno trasportati a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, in attesa di essere trasferiti in un centro di accoglienza.migranti-lampedusa-tuttacronacaNel frattempo, non si placa la bufera sul centro di accoglienza di Lampedusa dopo che sono state trasmesse ieri sera, dal Tg2, le immagini choc della procedura di disinfestazione adottata nei confronti dei migranti sbarcati sull’isola. Nelle immagini trasmesse si vedono immigrati messi in fila e nudi, al gelo, per essere sottoposti al trattamento contro la scabbia. E’ stato uno degli ospiti a far le riprese con un telefonino. Al riguardo, la presidente della Camera Laura boldrini ha detto: “Il trattamento riservato agli immigrati nel Centro di Lampedusa, documentato nel servizio trasmesso ieri sera dal Tg2, è indegno di un Paese civile. Quelle immagini non possono lasciarci indifferenti”. Commenta l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei e presidente di Migrantes, in merito alle immagini diffuse dal Tg2 sul Centro di prima accoglienza di Lampedusa: “Esprimo profonda indignazione per il trattamento a cui sono sottoposti i migranti nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa e chiedo che venga fatta chiarezza su quello che i telespettatori hanno potuto vedere e che venga percorsa ogni strada per affermare la verità dei fatti”. “La situazione emergenziale che si vive all’interno del Centro – prosegue – non può giustificare situazioni e trattamenti che poco hanno a che fare con il rispetto della dignità umana e dei diritti dell’uomo come quelle trasmesse. E questo proprio alla vigilia della Giornata Internazionale dei diritti dei migranti, stabilita dall’Onu”. Dura anche la reazione del ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Accerteremo le responsabilità e chi ha sbagliato pagherà”. Il Comitato 3 ottobre, nato dopo il naufragio di Lampedusa costato la vita a 366 profughi, scrive in una nota: “Le modalità con cui viene effettuato il trattamento antiscabbia ai migranti nel centro di soccorso e prima accoglienza di Lampedusa non sono degne di un Paese civile. Le immagini andate in onda nel corso del Tg2 delle 20.30 di ieri sera sono lì a dimostrarlo. Il Comitato 3 ottobre chiede alle autorità competenti un immediato chiarimento sulle procedure adottate”. E sostiene: “E’ necessario un rapido accertamento dei fatti per capire di chi siano le responsabilità delle indegne modalità con cui i migranti vengono sottoposti alle docce antiscabbia al freddo e nudi in fila nell’attesa nel pieno mese di dicembre. Una modalità che non tiene in nessun conto la dignità delle persone. In particolare – conclude il Comitato 3 ottobre – ci chiediamo se il Ministero dell’Interno sia a conoscenza di queste pratiche e quali iniziative urgenti intenda adottare”.

Dl carceri: il Consiglio dei ministri ha dato l’ok

dl-carceri-tuttacronacaDopo le molte parole spese sulle “condizioni disumane delle carceri” oggi, sono stati portati “dei provvedimenti molto importanti sulla giustizia penale e civile e sulle carceri” al Cdm, come ha spiegato il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Il dl carceri è stato in seguito approvato e il premier, Enrico Letta, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, ha spiegato che dalle misure sulle carceri “non ci sono in nessun modo elementi di pericolosità per i cittadini”. “L’uso del braccialetto elettronico sarà facilitato, ma verrà usato solo nei casi di detenzione domiciliare”, ha aggiunto il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. Il decreto prevede che lo “sconto” di buona condotta per la liberazione anticipata passi da 45 a 75 giorni ogni 6 mesi di detenzione. Resta il giudice a decidere. La misura avrà valore retroattivo dal gennaio 2010 e varrà 2 anni dall’entrata in vigore della legge. Produrrà un’uscita anticipata che nel massimo arriva a 6 mesi e per chi vede partire il conteggio dal 2010 interesserà potenzialmente 1.500 persone. Per quel che riguarda il braccialetto elettronico, dino a oggi assegnato solo a chi sta ai domiciliari, verrà applicato anche a livello esterno: affidamento in prova, permessi, lavoro esterno. La misura, oggetto fino alla fine di confronto con gli Interni, va letta anche come un incentivo ad adottarla per i magistrati, che finora l’hanno applicata poco e ora dovranno stendere delle motivazioni quando non la adottano ritenendo il soggetto troppo pericoloso. Resta fermo che il detenuto deve dare il consenso. Per quel che riguarda l’affidamento in prova, viene innalzato il “tetto” di pena da scontare per il quale si può beneficiare dell’affidamento in prova ai servizi sociali: passerà dagli attuali 3 anni a 4, ampliando la platea: la stima è che riguardi 1000-1500 persone. Per quel che concerne l’espulsione, le misure prevedono di avviare le procedure di identificazione degli extracomunitari subito dopo la carcerazione e di incentivare l’adozione di una norma della Bossi-Fini, l’art. 16, poco applicata sull’espulsione immediata in alternativa agli ultimi due anni di pena per alcuni reati minori. Ancora, il decreto aumenta le possibilità di affido terapeutico per i detenuti tossicodipendenti per favorire la cura nelle comunità di recupero anche in caso di recidiva per reati minori. Sempre sul fronte tossicodipendenze arriva il rato di “spaccio lieve” con pene minori da uno a 5 anni e multe per decongestionare i penitenziari. Infine, è stato istituito il Garante nazionale dei detenuti, organo indipendente preposto a una tutela extra-giudiziale dei diritti di quanti si trovano ristretti negli istituti penitenziari.

“Abbiamo mangiato il panettone”… e Letta spera nel bis l’anno prossimo

panettone_enrico-letta-tuttacronacaIl premier Enrico Letta ha incontrato oggi i dipendenti di palazzo Chigi e, stando a quanto hanno riferito alcuni dei presenti, ha detto: “Nonostante molti fuori da qui non ci credessero, abbiamo mangiato il panettone e se continuiamo a lavorare bene contiamo di mangiarlo anche il prossimo anno”. Il Capo del Governo, in mattinata, ha incontrato il personale della Presidenza del Consiglio nella Sala Verde di palazzo Chigi. Nell’occasione ha presentato i suoi ringraziamenti a tutti per la collaborazione di questi mesi e per i ritmi sostenuti di lavoro affrontati. In seguito, l’auspicio sul fatto che il governo possa arrivare al 2015.

Berlusconi e l’impeachment per Napolitano: “la misura è colma”

silvio_berlusconi-tuttacronacaNon sono andate giù a Silvio Berlusconi, come riporta Repubblica, le parole pronunciate ieri da Giorgio Napolitano in occasione del tradizionale saluto alle cariche dello Stato da parte del Presidente della Repubblica e ora “La misura è colma”. Il leader di Forza Italia ha commentato: “È arrivato a dire che la legge elettorale va discussa anzitutto nella maggioranza, ormai è tutto fuorché un presidente di garanzia”. Nè lui nè Grillo si sono presentati allo scambio di auguri al Colle ma Berlusconi, chiuso nel salotto di Arcore prima di vedere la partita del Milan, ha vissuto l’uscita di Napolitano come una sorta di attacco personale. Che è bastato non solo per rovinargli il prepartita ma anche il compleanno del cane Dudù. Ma soprattutto lo ha considerato l’atto finale che porterà il suo partito ad appoggiare la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica. Ecco quindi che il tanto invocato impeachment, che Grillo richiede da tempo, diventa anche per Berlusconi un’idea forte. “Vorrebbe impedirmi anche la difesa, secondo lui dovrei subire e basta?” ribatte alle accuse del Colle che lo diffida ad usare il termine “golpe”. Per il Cavaliere – che ha evitato per ora commenti ufficiali – sono la conferma che è stato il Quirinale “il regista” delle operazioni con le quali “hanno tramato” per farlo fuori.

Etichetta vs impeachment: la grillina con l’auto blu per far gli auguri a Napolitano

LAURA-BOTTICI-tuttacronacaNon importa che Grillo urli a gran voce, con i pentastellati che gli fanno eco, l’impeachment di Napolitano: la senatrice grillina Laura Bottici, eletta Questore del Senato a marzo, ha ritenuto più importante l’etichetta istituzionale e non ha mancato di presenziare alla consueta cerimonia al Quirinale per lo scambio degli auguri di Natale e Capodanno con le alta cariche dello Stato. Ma si è spinta oltre, almeno stando a quanto riferiscono testimoni e riporta l’Huffington Post: forse per non fare tardi, la senatrice è salita al Colle con l’auto blu, la stessa che  fino a pochi mesi fa era il simbolo della casta da abbattere.

Cerimonia di auguri al Colle: i molti moniti del Presidente

giorgio-napolitano-tuttacronacaSi è tenuto il tradizionale saluto alle cariche dello Stato da parte del Presidente della Repubblica, oggi, occasione della quale Giorgio Napolitano ha approfittato per rivolgere uno “schietto appello” a Forza Italia affinché non lasci il tavolo delle riforme. L’auspicio del Capo dello Stato è che “il distacco dalla maggioranza non comporti l’abbandono del disegno di riforme costituzionali”. Rivolgendosi poi a tutte le forze dell’opposizione, Napolitano ha ribadito l’assoluta importanza di un accordo su una nuova legge elettorale. E sempre all’indirizzo di Berlusconi ha aggiunto: nessuno è “autorizzato ad evocare immaginari colpi di Stato a cui non saremmo estranei”. Per quel che riguarda le elezioni anticipate, Napolitano ne nega la possibilità: “Mancare anche questo obiettivo delle riforme sarebbe fatale per il progresso della Nazione”. Parlando della situazione politica, Napolitano ha detto che “non c’è dubbio che l’Italia abbia conosciuto mutamenti incalzanti sulla scena politica ancora lontani dall’assestamento e con incognite ancora non decifrabili”. Nonostante ciò “è importante che l’Italia continui a essere governata nel 2014. L’Europa ci guarda” e bisogna nutrire la stabilità “piuttosto che l’aspettativa di nuove elezioni anticipate dall’esito più che dubbio”. Per quel che riguarda la fine del bicameralismo, ha sottolineato come ormai sia vitale: “Le sorti del governo poggiano sulle sue forze e sono legate al rapporto di fiducia con la sua maggioranza. Le Assemblee sono il pilastro della nostra democrazia e spero che possa affermarsi in ogni momento un clima di civile confronto ed impegno nei confronti dei diritti delle forze che vi sono rappresentate nell’affermazione delle regole che si si sono date. Il superamento del bicameralismo paritario, dello snellimento del Parlamento, della semplificazione del processo legislativo” sono “ormai questioni vitali per la funzionalità e il prestigio del nostro sistema democratico”. Ma non poteva mancare il tema della crisi, che mina la coesione sociale: “Nel 2014 c’è un rischio diffuso di tensioni e scosse sociali: un rischio che deve essere tenuto ben presente e fronteggiato in Italia”, ha sottolineato. Occorre dunque, ha aggiunto, prestare “massima attenzione a coloro che vivono nel disagio”. Napolitano ha quindi parlato dei “limiti” temporali del suo mandato presidenziale. “Io doverosamente non mancherò – ha spiegato – di rendere nota ogni mia ulteriore valutazione della sostenibilità, in termini istituzionali e personali, dell’alto e gravoso incarico affidatomi”.

Braccialetto elettronico: anche Berlusconi rischia d’indossarlo

braccialetto-elettronico-tuttacronacaSe il nuovo decreto carceri voluto dal ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri venisse approvato così com’è stato formulato, anche Silvio Berlusconi potrebbe ritrovarsi a dover indossare il braccialetto elettronico. Il testo, spiega oggi Liana Milella su Repubblica, prevede una novità importante.

Bisogna saper di diritto per scoprire che si parla proprio del nostro braccialetto nel decreto Cancellieri, perché in verità nel testo ci sono solo poche righe. Si interviene su un vecchio decreto e laddove è scritto «se lo ritiene necessario» la frase cambia in «salvo che le ritenga non necessarie». Un assurdo cruciverba? No, significa questo: finora il giudice, quando metteva ai domiciliari un condannato, «se lo riteneva necessario», imponeva al detenuto il braccialetto elettronico. Si trattava, dunque, di una misura opzionale, non di un obbligo. Invece che succede adesso? Esattamente l’opposto, il giudice deve motivare perché «non» ritiene necessario il braccialetto, che da essere una misura di controllo “facoltativa” diventa obbligatoria.

Molto dipende anche dalla decisione che prenderà il tribunale di sorveglianza, dal momento che l’ex premier ha chiesto di essere affidato ai servizi sociali. Se venisse respinta la richiesta, tuttavia, per il leader di Forza Italia scatterebbero i domiciliari e – con l’approvazione del provvedimento – anche l’obbligo del braccialetto. Obbligo che potrebbe essere disatteso soltanto da una decisione motivata del magistrato.

I sindacati in piazza: manifestazione a Montecitorio per i lavoratori

palazzo-chigi-tuttacronacaSono scesi ancora in piazza i sindacati, che halle 9.30 hanno iniziato una manifestazione in piazza Montecitorio, a favore del futuro del lavoro. Quello che chiedono, con il presidio davanti a Palazzo Chigi al quale partecipano anche i segretari generali di Cgil Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, sono meno tasse per lavoratori dipendenti e pensionati attraverso un aumento delle detrazioni e una definizione di una norma che destini automaticamente le risorse provenienti dall’ evasione fiscale, dalla spending review e dalle rendite finanziarie. Per quel che riguarda la difesa del lavoro, inoltre, i sindacati chiedono la riapertura della contrattazione nei settori pubblici, il finanziamento della Cig e dei contratti di solidarietà e la rivalutazione delle pensioni. Infine, per il futuro del lavoro, ci si aspetta nuove politiche industriali, attuazione degli investimenti e politiche sociali.

Berlusconi loda Craxi… e attacca il resto del mondo

CRAXI-BERLUSCONI-tuttacronacaSilvio Belrusconi ha presentato un libro di Nicolò Amato su Bettino Craxi e non ha perso occasione per lanciare i suoi ormai noti strali: “Siamo in un quadro drammatico” perché, “l’Italia non è una democrazia”. E ancora: “C’è un ordine dello Stato composto da funzionari a cui è stato conferito il potere di togliere la libertà che si è trasformato in contropotere dello Stato”. Per quel che riguarda il futuro, il leader di Fi ha precisato che “non ci potrà più essere un accordo tra Forza Italia e Pd, visto come il Pd si è comportato facendo un accordo con la Magistratura per assassinare il leader del centrodestra e portare a compimento il disegno di vent’anni di eliminarmi dalla scena”. Quindi ha immaginato un domani dietro le sbarre: “Ho letto le prime 30 pagine di questo libro, leggerò le altre quando sarò in gale…”, ha detto. Poi, ricordando la figura del segretario socialista morto da latitante in Tunisia, Berlusconi lo ha definito “un uomo buono, giusto e molto generoso” che “non si è arricchito lasciando la sua famiglia non in una situazione agiata ma neanche nel benessere…”. E ha aggiunto: “Anch’io sono stato colpito da una sentenza ingiusta e ho avuto una tale indignazione che ho perso il sonno e non sono riuscito ad uscire di casa per un mese”. Parlando di politica, una critica anche agli elettori: “Questo paese non ha imparato a votare, quindi è ingovernabile e tale sarà ancora soprattutto se viene fatta una legge proporzionale. Ci sono possibilità di un governo di larghe intese e difficilmente potrà essere tra Fi e Pd ma sarà un accordo tra Pd e M5S. Ovvero: giustizialismo che si somma a ingiustizialismo: tutte insieme le forze del centrodestra devono fare una campagna di comunicazione sugli elettori per dirgli che l’unico modo per non avere più colpi di Stato è di votare compatti per Forza Italia, altrimenti continueremo ad essere un povero Paese dove i colpi di Stato sono sempre possibili”, ha insistito. Ma nonostante questo, “non andrò all’estero per evitare la carcerazione, ma continuerò la lotta”.

Berlsuconi torna alle “vecchie glorie”: barzellette e canzoni

berlusconi-tuttacronacaDopo la condanna e la decadenza, sembra proprio che Berlusconi abbia recuperato il buon umore, forse al pensiero delle elezioni europee… E così ieri sera, a cena con alcuni senatori di Forza Italia a palazzo Grazioli ha rispolverato il microfono e, accompagnato dal pianoforte, avrebbe, stando a quanto riferiscono alcuni parlamentari azzurri, intonato alcuni classici della musica francese. Ma non solo, in precedenza infatti si era concesso anche una barzelletta: “Sapete cosa fa Bossi quando va a letto con la moglie? La lega…”

Effetto Renzi: il sorpasso del centrosinistra

matteo-renzi-segretario-tuttacronacaStando a quanto rilevato da Swg, dopo l’elezione di Renzi a segretario del Pd il centrosinistra ha guardagnato, in una settimana, sei punti. E l’intenzione di voto degli italiani muta anche per quanto riguarda la Lega, dove alla guida ora c’ Matteo Salvini: mezzo punto guadagnato anche dal suo partito. Calo nell’ordine dei tre punti, invece, sia per Forza Italia che per il Movimento 5 Stelle. La crescita del Pd corrisponde anche ad un sorpasso netto del centrosinistra sul centrodestra: 40,5% contro 33,6%. L’effetto Renzi riesce a mettere d’accordo anche i sondaggisti, anche se si riscontrano lievi differenze di percentuale. Le analisi di Ixe (per Agorà) mostrano che il Pd guadagna più di due punti (+2,1%) e si conferma primo partito con il 29,5 percento di consensi. Perde invece quasi un punto e mezzo (-1,4%) il Movimento 5 Stelle, che segue con il 21,9 percento. In crescita Forza Italia (+0,4%), al 21,3 percento, mentre perde mezzo punto il Nuovo Centrodestra, che scende sotto la soglia del 5 percento (4,8%).

I deputati Pd annunciano denunce nei confronti di Grillo

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Grillo potrebbe essere denunciato da alcuni deputati Pd per  “istigazione dei militari alla disobbedienza” a seguito della lettera in cui il Semplice Portavoce del M5S invitava le  forze dell’ordine in servizio durante le manifestazioni dei forconi ad unirsi ai manifestanti. “Nelle prossime ore presenteremo una denuncia formale alla Procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato nella lettera aperta inviata da Beppe Grillo ai responsabili delle forze dell’ordine” .

Quella fiducia nell’inverno caldo… con i Forconi alle porte di Roma!

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“Sono qui a chiedere la fiducia per un nuovo inizio”, con queste parole, ben scandite, inizia il discorso di fiducia al Parlamento di Enrico Letta, a Roma. A Torino invece, qualche ora prima, grazie a un blitz della polizia, i trasportatori avevano consegnato la merce, i Forconi erano stati aggirati. Come in uno split screen da una parte scorrono le parole del Premier e dall’altra ci sono gli scontri in piazza. C’è chi s’interroga e si chiede come possa un governo “tecnico”, fortemente voluto da Napolitano e un Parlamento votato con una legge riconosciuta incostituzionale dalla Consulta chiedere la fiducia… Come fanno gli atti emanati da un organo eletto con una modalità incostituzionale essere legittimi?  I giuristi l’hanno spiegato… Distruggere gli effetti prodotti da una  norma, di qualunque rango essa sia, dichiarata illegittima o incostituzionale,  sarebbe pericoloso per l’intero ordine sociale e  potrebbe ledere diritti acquisiti  mentre era in vigore… Eppure basta andare in giro o aprire un social per vedere in quanti pensano che la fiducia si debba chiedere se c’è un “nuovo inizio”. Ma se è un inizio, sarebbe anche insito nel termine che è nuovo… ma in Italia occorre far chiarezza!

“E’ vero l’Italia è oggi una società fragile, stordita dalla crisi. E’ però nello stesso tempo una società pronta, dopo tanti sacrifici, a ripartire. E’ un dovere anche generazionale aiutarla a ripartire”, parole di speranza da parte del Premier che parla di ripartenza… ma le industrie chiudono, il cuneo fiscale è quasi inesistente ed è pronta la stangata nel prossimo anno della Iuc (altro modo di chiamare l’Imu). Ma non bisogna essere pessimisti e pensare a un nuovo inizio!

Questo il video per spiegare il nuovo inizio?

D’altra parte come dice Letta “le istituzioni esigono sempre rispetto e a maggior ragione in un tempo amaro in cui si tenta di immiserire questa aula con azioni e parole illegittime che avallano la violenza, mette all’indice i giornalisti e vuole fare macerie della democrazia rappresentativa”. Un attacco quindi duro e diretto a Grillo e al suo Movimento, che tuttavia basa le sue rivendicazioni su una sentenza della Consulta.

Altra questione spinosa dopo quella della legge elettorale, è sicuramente quella della decadenza su cui il Presidente del Consiglio non ha dubbi “nella questione giudiziaria di Berlusconi non sono entrato e non entro oggi” e poi nasce un nuovo Patto con gli Italiani… ” impegno 2014″, una nuova agenda, forse dettata e copiata a tratti da quella di Renzi, un block notes di appuntamenti e tappe che dovrebbero portare alle riforme, “Per le riforme dobbiamo muoverci nella procedura della revisione dell’articolo 138, e dobbiamo porci quattro obiettivi: riduzione del numero dei parlamentari; abolizione delle Province dalla Costituzione; fine del bicameralismo perfetto, con un’unica Camera che dia la fiducia e faccia le leggi, e l’altra che esprima le autonomie; una riforma del titolo V della Costituzione, chiarendo al massimo le responsabilità di governo”… anche se per il momento l’unica legge a cui si tende è quella dell’amnistia e dell’indulto: “siamo la patria di cesare Beccaria e Dobbiamo dimostrarlo”. Poi un esempio davanti agli occhi ora Letta lo ha L’anno prossimo studieremo “la Partecipazione dei lavoratori all’azionariato con una rappresentanza negli organi societari, ne parleremo insieme” con azienda e sindacati, ed “è il tentativo” di “sperimentare” quanto fatto in Germania. Ma mentre sperimentiamo, tanto il tempo ce lo abbiamo, Letta fa anche il “buon padre di famiglia” e ridurrà le bollette dell’energia elettrica “venerdì nel piano destinazione Italia che avrà il via libera del Consiglio dei ministri “interverremo sul costo dell’energia” con “una riduzione di 600 milioni sulle bollette”, una riduzione “che si somma a quella già prevista dal decreto Fare”.

Naturalmente arriva il bastone e la carota anche sull’Europa perché Letta sottolinea “vorrei tracciassimo una linea, di qua chi ama l’Europa e sa che senza l’Ue ripiombiamo nel medioevo. Di là chi vuole bloccare l’Europa e si scaglia contro i suoi limiti” e poi aggiunge “L’italia deve avere conti in ordine, come oggi accade. E lo ricordiamo a tutti anche ad alcuni tecnocrati di Bruxelles”.

Intanto i Forconi preparano la loro azione eclatante, mentre la politica parla d’Europa e la nuova agenda, spinta dal segretario Renzi, si ridisegna per cercare di creare una nuova, l’ennesima, larga intesa che sostenga un governo “tecnico-politico-presidenziale”

Balla Renzi a Ballarò e apre a Grillo sul Senato!

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“Grillo ha 160 deputati, se votano la proposta del Pd sul Senato si fa. Questo senso di urgenza Grillo non lo butti via, provi a cambiare le cose senza pensare che basta un post”. Questo è l’incipit dell’intervista a ‘Ballarò’ di Matteo Renzi. Poi altri temi caldi del momento sono le elezioni politiche e il governo.  “La legge elettorale si fa con tutti. Non solo con la maggioranza”, dice Renzi. Ma Letta è d’accordo? “Siamo d’accordo tutti che la legge elettorale si tolga dal Senato, dove l’hanno messa lì, aspettando che cresca. Come la pasta della pizza”, aggiunge. Renzi poi spiega che Sulla Porcellum la Consulta si è espressa “non so con quale razionalità”, perché il ricorso a suo avviso andava respinto ma “comunque le sentenze si rispettano” e sull’esecutivo il sindaco di Firenze è chiaro “Enrico Letta è il primo ministro di questo paese che deve, nel giro di un anno, fare le cose che ci siamo detti di fare. Ha un’occasione straordinaria”. Ma per le Europee ci sarà di nuovo il gioco delle poltrone e D’Alema e la Bindi saranno candidati? “No, non credo proprio – spiega -Renzi -. Alle Europee mandiamoci qualcuno che poi resta lì”, quelli “interessati all’Europa e non ai giochini italiani”.

Beppe Grillo e il movimento dei forconi. Quanto chiesto a Grillo alle forze dell’ordine dopo il loro atteggiamento verso i forconi è “demagogico e strumentale” da parte di qualcuno che “invitava i militanti no Tav a picchiare i poliziotti”. “In piazza – continua – ci sono persone molto diverse. È un movimento composito che va guardato con molta attenzione”. E aggiunge: “Tra quelle persone ce ne sono alcune veramente in difficoltà”.

E sulla Cancellieri c’ è la stoccata. Domani le peserà che il Pd rinnovi la fiducia al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri? “Credo – afferma Renzi – che sia costata l’altra volta, credo sia stato un errore tenerla lì. E’ una persona per bene, ma ha dato l’idea che la legge non è uguale per tutti”. Il leader democrat spiega: “Non mi hanno eletto per cambiare il ministro della Giustizia ma per cambiare il Paese. Vorrei riaprire il dossier Alitalia, il dossier Telecom ma non sono qui per prendermi una rivincita”.

Berlusconi. “Berlusconi mi ha chiamato all’una di notte. Mi ha fatto molto piacere ricevere la telefonata di tutti i leader politici. Lui mi ha detto: ‘finalmente farai un grande partito socialdemocratico’. Gli ho risposto di fare anche lui le primarie nel centrodestra”.

Bersani. “Bersani – dice Renzi – mi ha mandato un messaggio molto carino: ora tocca a te. Gli ho risposto mi piacerebbe vederti. Lui mi ha detto, prima dormi. Sa che in questi giorni è un frullatore”.

Le minacce dei Forconi al governo Letta: “azione eclatante, se passa la fiducia”

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«Oggi decideremo come portare avanti la nostra mobilitazione. Se i politici non andranno a casa e domani sarà votata la fiducia al governo Letta, ci sarà un’azione eclatante non violenta a Roma e forse in altre città: non ci arrendiamo». A dirlo è uno dei coordinatori del movimento «9 dicembre», così Danilo Calvani, che guida la protesta del movimento dei Forconi. Così alle 16 si è deciso di tenuta una riunione al Viminale al quale hanno partecipato i vertici delle forze dell’ordine e il ministro dell’Interno Alfano per fare il punto della situazione sulla mobilitazione dei Forconi che pian piano si sta allargando in tutta Italia.

Torino è la zona più calda. nelle ultime ore proprio nel capoluogo piemontese il traffico è andato in tilt per la protesta che si è svolta a Corso Francia una delle principali arterie della città che arriva in piazza Statuto. E proprio nella zona di piazza Statuto c’è un blocco del traffico ad opera dei giovani “Forconi”, monitorati da Polizia e Vigili. In mattinata i manifestanti hanno percorso una parte dell’adiacente via San Donato, costringendo con maniere spicce e minacce gli esercenti ad abbassare la serranda.   

Intanto il Coordinamento 9 dicembre, che ha organizzato la mobilitazione nel capoluogo piemontese, ha annunciato che la Questura, dopo la guerriglia urbana scatenatasi ieri «ha revocato il permesso per i presidi di Piazza Derna, Piazza Pitagora e Piazza Castello» a Torino, quindi «ogni presidio presente in città è del tutto spontaneo ed auto organizzato da gruppi indipendenti di cittadini torinesi» ha precisato una nota del movimento. Nel messaggio diffuso dai Forconi torinesi si condannano le violenze di ieri e si parla di pacifica protesta. Domani alle 18.30 in piazza Castello, ci sarà un comizio di Danilo Calvani, «uno degli ispiratori di questo movimento» si legge nella nota diffusa. Intanto anche i punti vendita della grande distribuzione sono entrati nel mirino dei forconi. Sedicenti manifestanti hanno istituito forme di picchettaggio davanti ai supermercati torinesi e della prima cintura, impedendo ai clienti di entrare. Al Pam e all’Esselunga di Corso Traiano sono intervenuti i Carabinieri, ma si sono registrati problemi anche al centro commerciale Le Gru di Grugliasco (Torino). Mentre altri grandi supermercati alle porte di Torino hanno scelto di chiudere.

Non molto migliore la situazione a Milano a piazzale Loreto. Qui la viabilità è stata bloccata la viabilità e i manifestanti ogni tanto fanno passare alcune macchine. A presidiare la zona forze di Polizia e Guardia di Finanza. «Bloccheremo piazzale Loreto fino alle 22 di questa sera – ha spiegato uno sei leader del movimento, Chowbe De Leo, tecnico informatico di Milano – vogliamo gridare che ne abbiamo piene le scatole della politica». Presidi e proteste anche fuori dall’aeroporto di Orio al Serio a Bergamo e a Brescia.«Non possiamo protestare con i nostri camion, perché altrimenti la polizia ci sequestra i mezzi e ci impedisce di usarli, perciò abbiamo dovuto fare dei presidi», ha spiegato Sandro Norcini, responsabile di Trasporto Unito della Lombardia, movimento che fa parte del comitato 9 dicembre, che questa mattina si trova a Rho. Disagi stamani anche a Bergamo: alcuni manifestanti hanno rallentato il traffico lungo l’Asse interurbano del capoluogo, all’altezza di Orio al Serio. Lungo la circonvallazione si sono registrate in mattinata lunghe code, costringendo molti automobilisti a imboccare strade alternative. Presenti tra i manifestanti numerosi camionisti che hanno distribuito dei volantini. Disagi anche in centro a Bergamo, dove alcune auto sono state fatte marciare a velocità ridotta, creando incolonnamenti. 

Seconda giornata di blocchi anche a Imperia:  dalle 8.25 circa un gruppo di manifestanti ha bloccato l’accesso allo svincolo di Imperia Est dell’Autostrada dei Fiori, così come già avvenuto nel primo pomeriggio di ieri. Blocchi si segnalano anche in vari punti della città ligure. A Savona è stato sgomberato il presidio sulla via Aurelia, nei pressi della Torretta: le forze dell’ordine, questa mattina all’alba, sono intervenute facendo allontanare i manifestanti che bloccavano il traffico. «La manifestazione ha trasceso i limiti della libertà di protesta – ha detto il prefetto savonese, Gerardina Basilicata – interferendo con la vita dei cittadini. È durata troppo a lungo e ha avuto forme intollerabili». A Genova, infine, i manifestanti si stanno concentrando in zona Corvetto ed è possibile un nuovo corteo nelle vie della città. Il leader dei Forconi Danilo Calvani dovrebbe arrivare domani pomeriggio in piazza De Ferrari a Genova per organizzare la “marcia su Roma” contro il governo Letta e contro la classe politica italiana. «Calvani ci darà le direttive di come comportarci fino al giorno in cui si andrà a Roma, tutti presenti! – spiega un comunicato del movimento genovese – Mandiamo a casa i parassiti!».

Tutto è pronto per l’arrivo a Roma dei Forconi. Domani la Capitale potrebbe essere interessata dai manifestanti che stanno scendendo da Torino per protestare davanti ai palazzi del potere. Poco probabile che arrivino vicino agli obiettivi sensibili ma è già presente una buona partecipazione al  presidio che il  Movimento  ha a Piazzale dei partigiani. Inoltre in  zona Ostiense prosegue l’assembramento di manifestanti.  

In Puglia si registrano momenti di protesta di alcuni autotrasportatori e del cosiddetto movimento dei Forconi, con alcuni presidi stradali che stanno causando qualche disagio alla viabilità. In particolare sulla tangenziale di Bari, in direzione sud, si segnala una coda di circa 2 km di camion e tir. Anche a Foggia, sulla statale 16, sono segnalati due presidi di manifestanti su entrambi i sensi di marcia, mentre sulla strada provinciale 231, nei pressi di Corato (Ba), stazionano decine di autotreni con il conseguente rallentamento della circolazione.

Traffico in tilt a Palermo per la protesta dei Forconi. Paralizzata la circolazione stradale in piazza Indipendenza, dove un gruppo di manifestanti sta protestando davanti Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione nel capoluogo siciliano. I Forconi urlano cori contro la politica e «lo Stato da cui arrivano solo tasse». Difficoltà anche in via Ernesto Basile, per il volantinaggio di alcuni manifestanti.

Non è finita la protesta dei «forconi» sardi: questa mattina una nutrita delegazione di anti Equitalia si è presentata alla sede della Agenzia delle Entrate a Cagliari. Ma questa volta senza simboli e striscioni: semplicemente per chiedere atti e documenti agli sportelli. «Vogliamo chiarire – spiega Vincenzo Bodano, del Movimento per la gente anti Equitalia – alcuni aspetti che saranno poi oggetto di una nostra comunicazione: vogliamo avere tutte le carte in mano. Tutto questo in maniera assolutamente pacifica». Una sorta di coda della protesta di ieri mattina con il presidio all’Agenzia e i blocchi e i rallentamenti in via Vesalio e nelle statali 130 e 131. Il movimento sardo si muove insieme a quello nazionale: nei prossimi giorni potrebbero essere organizzate nuove azioni di protesta.

Silvio Berlusconi si appoggia a Marcello Fiori, quello che “si mangiò Pompei”

Cave Canem-tuttacronacaBerlusconi ha scelto il nuovo volto per rilanciare il centrodestra. Si tratta di Marcello Fiori, quello che si mangiò Pompei. Il deilfino incaricato di gestire il debutto dei circoli di Forza Italia ed ex vice di Bertolaso alla Protezione Civile, esibisce un’accusa della magistratura per “abuso d’ufficio continuato”. Sarà il il vero e proprio coordinatore dell’anima movimentista del partito, guiderà la macchina elettorale di Berlusconi, grazie a esperienza e titoli che Gian Antonio Stella, per il Corriere della Sera, si occupa di trovare nel suo curriculum. In qualità di commissario straordinario di Pompei, Fiori può vantare, oltre all’attenzione dei giudici, una serie di spese “stupefacenti” che ne descrivono il modus operandi, e una certa allegria finanziaria nel gestire le risorse affidategli. La serie di episodi emblematici che segnano la sua gestione a Pompei è ragguardevole. Basta non fidarsi delle pubblicazioni ufficiali, anche queste costosissime e inutili: come il libro ricordo extra-lusso a 220 euro a copia per celebrare il lavoro del commissario. 10.929 euro dei contribuenti per 50 copie omaggio dove c’è scritto che l’83% degli 89 milioni di euro spesi nella sua gestione (lo certificò il ministro Sandro Bondi in Parlamento) sono andati al sito. Falso, ha sentenziato l’Osservatorio Beni Culturali, “massimo il 20%”. In passato, il Commissario autorizzò l’acquisto presso la Mastroberardino di 1000 bottiglie di ottimo “Villa dei Misteri”: ogni bottiglia costava 55 euro. Con la stessa cifra avrebbe potuto assicurare al sito di Pompei tre archeologi per un anno. Alla cura del patrimonio italiano, tuttavia, è stata preferita la spesa di rappresentanza, anche se solo un terzo delle bottiglie sono state spedite ai consolati italiani nel mondo, il resto sè rimasto in qualche magazzino adibito a cantina il nuovo soprintendente. C’è poi il discorso sui cani randagi, che ancora scorrazzano per il sito archeologico:

tra il novembre 2009 e il luglio 2010 la bellezza di 102.963 euro per il progetto «(C)Ave Canem». I risultati sono sul sito ufficiale http://www.icanidipompei.com : «55 i cani censiti che sono stati iscritti all’anagrafe canina, curati e vaccinati durante i nove mesi di durata del Progetto. 26 di loro sono stati adottati e oggi vivono felici nelle loro nuove famiglie». Per capirci: 1.872 euro per animale censito. «Nome?» «Bau!». Milleottocentosettantadue euro a «bau». In larga maggioranza sborsati sotto la voce «accudimento e tutela dei cani».  (Gian Antonio Stella, Corriere della Sera)

Blitz Quotidiano ricorda poi alcune delle spese “stupefacenti”, su ragione e finalità delle quali ragguagliano Corte dei Conti e inchiesta della magistratura. Tra queste, “81.275 euro (9600 dei quali al ristorante «Il Principe») per organizzare una degna accoglienza in occasione della visita, annunciata e mai avvenuta, del presidente del Consiglio Berlusconi. 12.000 per la rimozione di 19 pali della luce. 1776 euro per le «divise degli autisti a disposizione del Commissario».  5.755.256 euro alla Wind per il «contratto quadro per la fornitura servizi Spc», cioè l’allaccio delle linee telefoniche. 3.164.282 euro alla stessa società per il progetto «Pompei viva»”:

sul sito, lo spot di un ragazzino che entra nella Villa dei Misteri, scatta una foto col telefonino alla «mulier» di un affresco e quella gentile signora latina si mette a dimenarsi e a cantare in inglese con tutti gli altri personaggi affrescati una cover di «I Will Survive» di Gloria Gaynor. Rock pompeiano. Gajardi ‘sti antichi romani! (Gian Antonio Stella, Corriere dBeni Culturaliella Sera)

Ma non si può scordare neanche la vicenda del restauro del Teatro Grande, che dimostra come spesso l’attrazione per le spese faraoniche non rovina solo i bilanci, ma procura danni alle istituzioni che si dovrebbero tutelare. Per duemila anni è rimasto intatto, tranne che per una struttura leggera semovibile studiata dal grande architetto Amedeo Maiuri: c’è uno spettacolo, si mettono le tavole, finito lo spettacolo si tolgono. Marcello Fiori  ha pensato bene di distribuire una colata di cemento armato.

Forza Italia e la guerra ai senatori a vita

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Forza Italia tuona contro i senatori a vita Renzo Piano, Elena Cattaneo, Carlo Rubbia e Claudio Abbado: “Non hanno gli altissimi meriti richiesti dalla Costituzione”. La polemica contro i nuovi senatori a vita erano inizate dopo la decadenza di Silvio Berlusconi, ora però nella giunta delle elezioni i senatori Elisabetta Casellati e Lucio Malan hanno posto la questione sulla sussistenza dei requisiti previsti per la convalida dei senatori a vita, chiedendo un rinvio per l’acquisizione della documentazione necessaria.

“Pur rispettando il Capo dello stato e i quattro nominati dalle carte trasmesse alla Giunta non sono emersi elementi sufficienti ad identificare gli ‘altissimi’ meriti scientifici della prof. Cattaneo né gli ‘altissimi meriti sociali’ attribuiti a tutti e quattro”.

 

 

Tutti pazzi per Dudù? Anche Putin gioca con lui

dudu-putin-berlusconi-tuttacronacaLo scatto è della rivista Chi e appare sulla copertina del settimanale che uscirà il 4 dicembre in edicola. Nel corso della sua recente visita in Italia, il premier russo Vladimir Putin si è trovato con l’amico Berlusconi e a palazzo Grazioli i due si sono divertiti a giocare con l’immancabile barboncino Dudù.

Dudù al centro delle preoccupazioni: “Visita fiscale a palazzo Grazioli”

dudu-tuttacronacaNon si placano le acque attorno a Berlusconi e ora l’attenzione è per Dudù, con l’Associazione italiana difesa animali e ambiente preoccupato per lo stato di salute del cagnolino. Nei giorni scorsa si era parlato di un Dudù “stressato, depresso e sottoposto a un’alimentazione scellerata”, a base soprattutto di pasticcini. A dare la soffiata all’associazione erano state tre telefonate partite da presunte collaboratrici domestiche di palazzo Grazioli. Dopo la denuncia, l’Aidaa si dice determinata ad andare fino in fondo, facendo entrare i medici della Asl a palazzo Grazioli. Anche Federico Coccia, il veterinario che ha in cura il barboncino è entrato nel merito e ai microfoni di Radio2 ha assicurato che “Dudù sta bene. Non è castrato, non si è ancora riprodotto perché è molto giovane”. Ma gli animalisti non sembrano soddisfatti, come appare da una nota del presidente dell’associazione. Lorenzo Croce: “Prendo atto di quanto dichiarato dal dottor veterinario Federico Coccia in merito allo stato di salute di Dudù, compreso il fatto che il cane potrebbe essere irrequieto in quanto non ha ancora avuto un rapporto sessuale completo con una cagnetta, ma proprio per fugare ogni dubbio riteniamo necessario che questo cane venga sottoposto alla visita fiscale dei veterinari dell’Asl di Roma A ai quali abbiamo inviato un ulteriore richiesta questa mattina anticipandola via telefax”. E continua: “La tutela della salute del cane è l’unica cosa che ci interessa. Se si dovesse in qualche modo intervenire facendo pressione sui veterinari pubblici per non effettuare i controlli previsti dalla legge, abbiamo pronto un ricorso al tribunale civile perché sia un magistrato ad obbligare la visita fiscale al cane della signora Pascale in quanto la documentazione e le testimonianze in nostro possesso non ci lasciano altra scelta e spero che la questione si risolva in maniera definitiva attraverso i controlli richiesti senza dover andare oltre evitando che una semplice segnalazione si trasformi in qualche cosa d’altro”.

Guai per il Trota: indagato per la laurea in Albania

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 Samjr Tahiri, ministro dell’Interno albanese, ha parlato ai microfoni di Radio 24 dell’inchiesta sugli studenti fantasma degli atenei privati albanesi, dove anche il Trota, il figlio di Umberto Bossi, avrebbe conseguito nel settembre del 2010 la laurea triennale in Gestione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’università privata Kristal, a Tirana. “Sono una decina gli studenti italiani indagati a Tirana, per aver conseguito una laurea senza aver mai seguito le lezioni nelle università private albanesi”. Il ministro ha spiegato: “Non vogliamo il turismo delle lauree comprate, questi studenti fantasma sono indagati per corruzione, abuso d’ufficio e altri reati”, sottolineando che “anche Renzo Bossi è uno dei casi”.  A Tirana, il Governo ha avviato un’operazione di verifica di qualità sul business degli atenei privati aperti. Al riguardo Tahiri dichiara: “Affidiamo ad una società internazionale di valutazione di verificare gli standard di qualità degli atenei. Gli studenti fantasma sono un danno per tutti. Sono meno di dieci gli studenti italiani su cui stiamo indagando, hanno preso la laurea in Scienze sociali senza essere venuti neanche un giorno”. Alla domanda se gli indagati potranno vedersi revocato il titolo, il ministro ha precisato: “Quella sarà una decisione amministrativa. Noi stiamo indagando anche su quanti vanno all’estero per individuare le persone che vogliono questa laurea e pagano”.

Soccorsi i migranti in balia del maltempo al largo di Crotone

guardia_costiera-tuttacronacaIeri un barcone con circa cento migranti a bordo era in balia delle forti raffiche di vento e del maltempo che imperversava al largo delle coste di Crotone: una situazione meteo che non permetteva i soccorsi. Oggi, nonostante il mare agitato, è stato possibile iniziare il trasbordo, ancora in svolgimento, su unità della Guardia Costiera delle persone sullimbarcazione alla deriva. I militari della Guardia Costiera hanno già trasferito su una propria motovedetta donne e bambini, in tutto circa 40 persone. Sul posto sono intervenuti sette mercantili in transito che, navigando intorno al peschereccio, offrono riparo dalle onde e maggiore sicurezza per la stabilità.

Barcone di migranti alla deriva al largo di Crotone

mare-agitato-tuttacronacaIl maltempo non ferma l’immigrazione, con i disperati disposti ad affrontare la furia della natura pur di raggiungere le nostre coste. Ora un barcone di migranti è alla deriva al largo delle coste di Crotono, a circa settanta miglia di distanza dalla riva. La Guardia costiera è al lavoro con mezzi aerei e navali, nel tentativo di soccorrere le persone a bordo, circa un centinaio, ma le condizioni meteorologiche stanno rendendo difficili i soccorsi: con il mare forza 7 e il vento che soffia a una velocità di 50 nodi, infatti, i soccorritori non riescono ad avvicinare il peschereccio in balia delle onde.

Allarme Dudù! E’ stressato e depresso

dudù-tuttacronacaE’ Libero a riportare l’allarme lanciato dall’Aidaa, l’Associazione italiana difesa animali e ambiente, preoccupata per Dudù, il cagnolino di Berlusconi e della Pascale, che sarebbe troppo stressato, soffrirebbe di una sindrome depressiva ed sarebbe sottoposto a un’alimentazione a base di pasticcini. Il quotidiano riporta le parole del presidente dell’associazione, Lorenzo Croce, che spiega di volersi battere per la salute del barboncino: “Che sia di Berlusconi o di pinco pallino a me non frega niente. Mi interessa che il cane stia bene”. L’Aidaa, a sua volta, sarebbe stata allertata da tre telefonate. Spiega Croce: “Tra giovedì sera e venerdì mattina noi dell’Aidaaa abbiamo ricevuto tre telefonate da un telefono fisso di Roma da signore che si sono qualificate come collaboratrici domestiche di Palazzo Grazioli. Tutte riportavano una forte preoccupazione per Dudù. Secondo le signore, sarebbe costretto a un’alimentazione a base di pasticcini in quantità tale da metterne a repentaglio la salute e inoltre soffrirebbe di una sindrome depressiva a causa della situazione di generale stress della famiglia in cui vive”. L’associazione – che in passato ha seguito i casi di Empty (il cane di Monti) e dell’asino Ugo (donato alla Brambilla) – ha dunque inoltrato una segnalazione alla Asl competente.

Ma quale verifica, solo un passaggio parlamentare!

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Nessuna verifica ovvero nessun rimpasto solo un voto di fiducia che rafforzi la nuova maggioranza. Un Governo che partito con le larghe intese, senza Berlusconi e Bersani che erano stati i protagonisti delle ultime elezioni, assemblato invece su Letta e Alfano e che ora corre con una maggioranza ben diversa da quella iniziale, secondo il Colle non ha bisogno di verifiche. Poco importa se Berlusconi e la sua Forza Italia siano passati all’opposizione e le riforme appaiono chimere. Il chiarimento su ciò che il Presidente chiede al Governo è arrivato attraverso una nota diffusa dall’ufficio stampa del Quirinale:

”Il Presidente Napolitano non ha mai parlato in questi giorni di ‘verifica’, bensì di un passaggio parlamentare che segni discontinuità, cioè di una nuova investitura del governo da parte del Parlamento”.

 

Verifica sì, ma dopo l’Immacolata Concezione delle Primarie!

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La verifica di Governo ci sarà come richiesto dal Presidente Napolitano, ma sarà solo dopo l’8 dicembre. Letta antepone le esigenze del Pd  a quelle dell’esecutivo e rinvia tutto a dopo l’Immacolata Concezione:

Enrico Letta intende presentarsi in Parlamento per la “nuova fiducia” solo dopo l’otto dicembre, aspettando quindi l’esito del voto per la segreteria del partito. “Proporrò al capo dello stato di andare in parlamento dopo le primarie del pd – ha detto da Vilnius – riterrei inusuale fare una corsa per avere una fiducia prima dell’8 dicembre e delle primarie del Pd”.  “La squadra del Consiglio dei ministri funziona, ovviamente ci sono le dimissioni dei sottosegretari e dei viceministri” di Forza Italia. “Vedo che arrivano con il contagocce…”, ha commentato con ironia.

Quanto all’ipotesi di dimissioni, dopo la richiesta delle delegazione di Forza Italia ieri al Colle, il premier ha detto: “Valuterò e valuteremo assieme con il Capo dello Stato, credo sia la cosa più corretta da fare”. “Il percorso deciso con il capo dello stato- ha aggiunto – sono sicuro consentirà un chiarimento tra le forze politiche e ognuno si assumerà le sue responsabilità fino in fondo”. Poi ha ribadito: “quello che conta è la sostanza, che noi avremo la nuova fiducia che rilancerà e rafforzerà il governo”.

Ma la scelta di Letta non piace a Forza Italia. “Bella sensibilità istituzionale da parte del presidente del consiglio, Enrico Letta, che ha detto di voler proporre al capo dello Stato una verifica davanti alle camere dopo le primarie del Pd dell’8 dicembre”, ha spiegato Renato Brunetta. “Il premier antepone le vicende interne al partito democratico ai suoi doveri istituzionali. Siamo certi che il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, lo richiamerà ad essere responsabile nei confronti del parlamento e nei confronti del paese, prima che davanti al suo partito”.

“Sono in pericolo, ho subito intimidazioni”. Parla Michelle Bonev

michelle-bonev-tuttacronacaMichelle Bonev, dopo un periodo di silenzio seguito alle sue dichiarazioni su Silvio Berlusconi e Francesca Pascale, torna oggi a rivolgersi ad amici e fan su Facebook con un lungo post accompagnato da un videomessaggio. L’attrice denuncia di aver subito intimidazioni da persone non meglio specificate:

Voglio scusarmi con voi del mio silenzio, ma sono stati giorni molto difficili per me. Ho dovuto pensare soprattutto alla mia incolumità. Sono stata costretta a lasciare la mia casa per alcuni giorni perché ci sono stati tentativi di intimidazione nei miei confronti. E’ giusto che voi sappiate come vive una persona come me che denuncia questo sistema. Dopo le mie dichiarazioni su Silvio Berlusconi e Francesca Pascale, sia sul mio blog che a Servizio Pubblico, vivo in costante tensione, sorvegliata da uomini di mia fiducia giorno e notte, mentre chi corrompe crea nuovi partiti e viene ritratto sulle copertine dei settimanali e sulle prime pagine dei quotidiani.

Io non mi sento di puntare il dito verso qualcuno in particolare, ma voglio dire a chi cerca di intimidirmi che sono già stata al Comando dei Carabinieri e ho fatto un esposto, che permetterà loro di svolgere le indagini. Prima o poi vi prenderanno. Nessuno può arrogarsi il diritto di minacciare o calpestare la libertà di un essere umano. L’Italia è un Paese democratico e io non mi piegherò davanti a metodi mafiosi. Il Diritto Umano numero uno recita: “Tutti gli esseri umani sono liberi e eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Io mi chiedo, e chiedo a voi: ma se io non potessi permettermi un servizio di sicurezza, che salvaguardi la mia vita, potrei stare qui adesso a parlare con voi? Non lasciatemi da sola, ho bisogno del vostro sostegno.

Questo il video pubblicato su Youtube, dal titolo “Io non ho paura: nessuna intimidazione può fermare la verità”

Il Piemonte dei superpoteri… I consiglieri hanno il dono dell’ubiquità!

roberto-cota-tuttacronacaSono 43 i consiglieri regionali del Piemonte, tra i quali anche il presidente leghista Roberto Cota, coinvolti nell’inchiesta per peculato e truffa. E mentre la Procura di Torino indaga, si scopre che godono del dono dell’ubiquità: sono in grado di essere in due luoghi diversi contemporaneamente. Come Massimo Giordano, che mentre si trova in missione istituzionale a San Francisco riesce anche a far acquisti in un autogrill sulla Torino-Milano e a ottenere il rimborso. Lo dicono le carte dell’inchiesta riportate da Repubblica.

La Procura di Torino contesta 115 contraddizioni al Presidente leghista Cota. I tabulati telefonici smascherano i suoi reali spostamenti, mentre scontrini e ricevute messi a rimborso lo vorrebbero in posti diversi… Come quando è a Pavia, ma gusta gelati per 22 euro in una nota pasticceria torinese.

Un vizio, tra i suoi colleghi. Il suo ex delfino Massimo Giordano, ad esempio… Sorprendenti sono il panino, le gomme da masticare e i due caffè pagati con 25 euro in un autogrill sulla Torino-Milano, mentre Giordano è in missione istituzionale a San Francisco, a 20 ore di volo da lì…

Tra le fila del Carroccio, c’è anche chi come Antonello Angeleri dice di risiedere in un luogo e invece vive in un altro. Non è solo un fatto di onestà, perché così facendo il consigliere regionale, secondo l’accusa, ci ha guadagnato oltre 20 mila euro di rimborsi chilometrici non dovuti…

A spese della Regione, il consigliere Idv Andrea Buquicchio è volato in Norvegia in compagnia della compagna, per festeggiare il compleanno di lei… E il 9 giugno lui risulta contemporaneamente a Oslo e a Torino…

Il Capo dello Stato: su crisi di governo, passaggio parlamentare

governo-passaggio-parlamentare-tuttacronacaAlla richiesta di Forza Italia che venga aperta una crisi formale di governo ora che il partito che fa capo a Silvio Belrusconi, il Capo dello Stato ha fatto sapere che è necessaria una verifica parlamentare sulla tenuta del governo. Per Giorgio Napolitano, inoltre, servono di discontinuità politica tra il governo delle larghe intese e il governo che ha ricevuto la fiducia sulle legge di Stabilità. Una consultazione tra il Presidente della Repubblica e il premier prenderà ad oggetto le forme e i tempi di tale passaggio. A renderlo noto, l’ufficio stampa del Quirinale.

“Crisi formale di Governo”, chiesta da Forza Italia

Crisi-di-governo-tuttacronaca

Forza Italia, dopo l’incontro con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al quale hanno partecipato Renato Brunetta e Paolo Romani, ha chiesto di aprire uan “crisi formale di Governo”, alla luce della nuova maggioranza che si è venuta a determinare e di una nuova composizione del governo che, a dire di FI, non è più di larghe intese.

Berlusconi e il giubbotto antiproiettile!

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Giubotto antiproiettile, così Berlusconi ha affrontato l’ultimo discorso prima della decadenza. Giornata ad alta tensione quindi? Raccontano nella cerchia ristretta che, dopo la statuetta di Tartaglia, l’apparato di sicurezza che si muove intorno a lui ha provato a imporgli l’utilizzo del giubbotto ogni qual volta si muove tra la gente. Ma Berlusconi non rispettò sempre i consigli, ma questa volta invece ha deciso di indossarlo.

Che succede con FI all’opposizione? Arriva il “Vietnam” istituzionale?

berlusconi-tuttacronaca

Che succede con Forza Italia all’opposizione? E’ iniziato il Vietnam in Italia? La situazione per il governo Letta si complica. Non tanto per i numeri che sicuramente, nonostante l’uscita di Forza Italia, il governo avrà sicuramente, ma piuttosto per la situazione che ora si pone a livello internazionale e soprattutto per le riforme che sembrerebbero in bilico.  Quale è l’iter quindi che si prospetta all’esecutivo sulle riforme?

Come afferma l’Huffigton Post:

Il ddl per l’istituzione del comitato riforme arriva in aula alla Camera intorno all’11 dicembre, per quello che sarà l’esame definitivo in quarta lettura. Ma se il testo sarà approvato con una maggioranza semplice e non con i due terzi dei componenti di Montecitorio, si aprirà quello che qualche fonte governativa descrive già come un possibile “Vietnam” per l’esecutivo Letta. In quanto, da Costituzione, ci saranno tre mesi di tempo per chiedere un referendum costituzionale. E c’è chi non sta aspettando altro, come il Movimento Cinque Stelle e l’area di sinistra che sta tra Stefano Rodotà e Maurizio Landini della Fiom, protagonisti anche di una manifestazione di piazza a metà ottobre contro la modifica dell’articolo 138 della Costituzione. Insomma, se il comitato non avrà i due terzi del Parlamento non potrà cominciare a lavorare sulle riforme. Nei tre mesi successivi – da gennaio a marzo cioè – ci sarà la possibilità di raccogliere 500mila firme tra gli elettori oppure il consenso di cinque consigli regionali o ancora le firme di un quinto dei membri della Camera per chiedere il referendum.

E’ un rischio che il governo non può correre. Il punto non è il referendum in sé. Ma l’attesa del referendum, che produrrebbe automaticamente uno stallo di mesi e mesi. L’attività legislativa sulle riforme ne risulterebbe paralizzata e non sarebbe una bella notizia per un esecutivo nato con il compito di approvare le riforme istituzionali. Il governo sarebbe immediatamente esposto agli attacchi di chi lo aspetta al varco, orologio alla mano, sui provvedimenti concreti. E su questo c’è la fila, tra renziani, grillini, per non parlare dei berlusconiani (quelli che resteranno tali dopo la decadenza del Cavaliere). Per dire: in attesa delle primarie dell’8 dicembre che dovrebbero eleggere Renzi segretario del Pd, i suoi fedelissimi lo dicono già che “per un governo nato per le riforme, qualsiasi cosa rallenti tale processo non sarebbe un bene. La mission del governo risulterebbe azzoppata…”. A quel punto, la richiesta dei renziani sarebbe quella di procedere subito alla riforma della legge elettorale e parallelamente all’abolizione del Senato con il tradizionale procedimento di modifica della Costituzione, cioè senza l’accelerazione cercata finora con la modifica dell’articolo 138, che oltre a istituire il comitato delle riforme (40 tra deputati e senatori) accorcia anche i tempi delle riforme stesse.

Arriva il reddito minimo, lo annuncia Fassina

reddito-minimo-tuttacronacaIl viceministro dell’Economia Stefano Fassina, nell’ufficializzare la richiesta della fiducia, oggi nell’aula del Senato ha detto che nel maxiemendamento alla legge di Stabilità “vi è un importante intervento, seppur sperimentale, per il contrasto alla povertà: l’introduzione di un reddito minimo”. Il reddito minimo sarà finanziato abbassando da 150mila a 90mila euro la soglia delle pensioni d’oro da cui attingere per il contributo di solidarietà.

Barroso chiama Berlusconi: “vota la stabilità”

berlusconi-tuttacronaca

Silvio Berlusconi ha interrotto la riunione con i gruppi parlamentari di Forza Italia, secondo quanto riferito dal senatore Antonio Martino, per una conversazione telefonica con il presidente della commissione Josè Manuel Barroso. “Lo ha cercato Barroso al telefono- ha detto Martino- evidentemente vuole esercitare pressioni per convincerlo” a sostenere la legge di stabilità”.

Quanto è in pericolo l’Italia?

Intanto Brunetta prendere la parola, annunciando 10 punti pregiudiziali alla legge di stabilità: ”Mettiamo a regime una patrimoniale e questo è dirimente e non ci permette di votare la legge di stabilità. Se dovessimo votarla come potremmo presentarci al nostro elettorato?”

Via la Trise e arriva la Iuc!!! Cambia di nuovo il nome dell’imposta sulla casa

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Forse l’intesa c’è sull’imposta per la casa, ma non si chiamerà più Trise bensì Iuc: imposta unica comunale. Così vengono stanziati 500 milioni di euro in più in favore dei comuni a destinare alle detrazioni per le famiglie con redditi bassi. L’intesa sarà sintetizzata in un emendamento dei relatori al ddl stabilità. Il Governo per non perdere tempo poi porrà la fiducia come già era stato ampiamente ipotizzato. Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il parlamento e per il Coordinamento dell’attività di Governo, ha affermato: “Rispetteremo totalmente il lavoro del Parlamento ponendola sul testo che la Commissione bilancio sta ultimando. La fiducia è però necessaria non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull’atto piu importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare”. Di fatto, si tratterà del primo test per il centrodestra reduce dal divorzio di Alfano e Berlusconi: una conta vera a propria in Aula dei lealisti al governo Letta e di chi invece resta sulla linea del ri-fondatore di Forza Italia, i cui toni verso il governo – e il Quirinale – si sono sempre più inaspriti.

Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, il voto di fiducia potrebbe arrivare già domani. “Il governo è convinto che la Commissione Bilancio del Senato possa chiudere nella notte” i lavori sul ddl, consentendo all’esecutivo di andare in aula, “porre la fiducia domani mattina e andare al voto domani sera” al Senato.

 

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