Disoccupati italiani contro sede Pd, feriti 2 poliziotti a Roma

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Erano circa un centinaio i disoccupati napoletani che stavano manifestando in piazza Fontana di Trevi e altri 50che invece hanno assaltato la sede del Pd nazionale in via delle Fratte. Nella colluttazione con la polizia, 2 agenti sono stati lievemente feriti. Una delegazione oggi avrebbe dovuto avere un incontro al ministero del Lavoro, ma poi è stato revocato.

Valeria entra nella “Dolce Vita”, bagno a Fontana di Trevi

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Bagno a Fontana di Trevi per Valeria Marini. Nel pomeriggio di oggi durante il collegamento con Quelli che il calcio la Marini ha stupito i presenti entrando di colpo nella Fontana di Trevi. Sono accorse le forze dell’ordine mentre i turisti hanno alzato una ola indirizzata all’attrice che ovviamente rendeva omaggio a Fellini citando la celebre scena della Dolce vita.

Finalmente anche in Italia arrivano le sponsorizzazioni: Termini-Vodafone

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Tempo di crisi, ma anche epoca di miracoli come quelli degli sponsor che permettono di restaurare il Colosseo (targato Tods’s Della Valle), la Fontana di Trevi (targata Fendi) e ora anche la Stazione della Metropolitana, quella più trafficata della Capitale: Termini. La stazione della metro alla Stazione centrale di Roma cambierà nome e si chiamerà Termini-Vodafone. Sarà anche adottato il colore rosso della compagnia telefonica, creato un Vodafone Store temporaneo  nel piazzale della Stazione, con servizio Wi Fi gratuito sull’intera area di piazza dei Cinquecento e tutti i passeggeri, in arrivo e in partenza da Roma, e i cittadini potranno usufruire dei servizi offerti da Vodafone. La contropartita la sponsorizzazione, ma sembra davvero una manna dal cielo per Atac. Ora la macchina è in fase di sperimentalizzazione, ma se tutto andrà a buon fine, dopo i tre mesi iniziali, ci potrebbe essere un milione all’anno che finirebbe nelle casse dell’azienda di trasporto romana, che non si dovrebbe più preoccupare di quei tagli operati al servizio di pubblico trasporto.

 

 

Il talent show cinese in Italia, sponsor anche le lenticchie di Casteluccio

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Le nostre aziende investono nei Talent show, in particolare è stata la piana di Castelluccio, nota per le sue lenticchie a investire in “Top model on the road”. Il bacino di potenziali spettatori di questo show  si aggira intorno agli oltre 100 milioni di persone ed è chiaro che l’affare può davvero diventare remunerativo.  Il Talent andrà in onda sul canale nazionale Guanxi Tv, in Cina, ma è stato interamente girato in Italia. 12 modelle cinesi, si sfideranno a colpi di shooting e sfilate per raggiungere l’obiettivo: sfilare a Milano nella settimana della moda, che comincia a metà settembre. Molte lacrime, ambizione e gelosia tra le 6 prescelte tutte fra i 15 e i 20 anni. Hanno fatto parte dello staff la Monacelli Accademy, con gli hair stilist di Giorgio Monacelli di Solfagnano in Umbria, lo stilist Giuseppe Ceccarelli che ha scelto il look delle modelle (vestite da Miss Bikini, Annarita N, Paola Frani e tanti altri) truccate da Paolo De Vita. Proprio sulla famosa piana di Castelluccio, le modelle hanno fatto parapendio e sono state girate riprese mozzafiato, che sicuramente saranno un’ottima pubblicità per la località, da sempre metà turistica soprattutto nel periodo della fioritura dei campi. Le riprese si sono svolte in Umbria e Toscana, ora, invece, si sta girando nella Capitale. I posti prescelti – prima di spingersi al nord Italia (con l’ultima puntata dedicata a Campione che dovrà ispirarsi al film Casinò, con Sharon Stone e Robert De Niro) – sono stati i Fori Imperiali, Fontana di Trevi e Colosseo e ieri nelle suggestive sale di Villa Farnesina, sede di rappresentanza dell’Accademia dei Lincei, nella sala dove si trova l’affresco di Raffaello “Il Trionfo di Galatea”.

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I delfini invadono la Fontana di Trevi!

delfini-trevi-tuttacronaca100 palloncini a forma di delfino hanno fatto la loro apparizione oggi alla Fontana di Trevi. Il flash mob che ha avuto luogo presso la famosa fontana romana è stato organizzato per solidarietà verso i tanti delfini rinchiusi nei delfinari italiani, in vasche a volte non più grandi del celebre monumento dove giungono da tutto il mondo per lanciare una moneta ed esprimere un desiderio. Con la manifestazione, Lav e Marevivo hanno annunciato la dismissione di tutti i delfinari italiani chiedendo maggiore tutela per questi animali. L’iniziativa fa parte della campagna europea SOS delfini (www.sosdelfini.org), promossa dall’associazione spagnola Faada, realizzata in collaborazione con Born Free Foundation e diffusa in Italia da Lav e Marevivo.

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L’intervista di Moccia… l’amore è un format?

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Moccia ritorna tra gli scaffali e lo fa con “Quell’attimo di felicità”, un libro che ripercorre le vicende di due amici, due 20enni, di Roma Nord, Nicco e Ciccio, i quali in comune hanno il numero due. Il primo ha due lavori il secondo due ragazze. Incontreranno due turististe americane, Ann e Raily, e per una settimana le porteranno a fare il giro della capitale. Tra luoghi comuni che attraversano Trastevere e il Pantheon e un’inevitabile storia d’amore, Moccia sembra proporre un modello anni ’50 con tanto di copertina su cui “spopola” una coppia in Vespa, chiaro richiamo a  Vacanze romane (di cui suo padre Pipolo-Giuseppe Moccia, già fece il remake Innamorato pazzo con Celentano-Muti). Poi “l’originalità” della seconda parte che cambierà da paese a paese secondo il luogo di pubblicazione del libro.

Ma è lo stesso Federico Moccia che in un’intervista a Il Giornale spiega il senso di questa scelta tipografica:

«Tipo, prendi la scena della festa: in Grecia si ballerà il sirtaki e si mangerà il souvlaki, in Russia si berrà la vodka e si farà quel ballo lì dove stanno con le braccia incrociate, il ballo della steppa. Dà più calore e nel momento in cui tu leggi è più divertente, crea appartenenza».

Quindi si cambia ogni volta?

«So già quali sono i blocchetti che devo cambiare insieme al traduttore. La storia rimane la stessa, cambiano i piatti, i paesini da cui provengono le straniere… Prenderemo paesi piccoli, mica Barcellona o Madrid. Così c’è il senso della scoperta».

E come si chiama questa “nuova” forma editoriale?
«Alla fine poi è il concetto di formattizzazione, come le trasmissioni tv che vengono ripetute nei vari Paesi. Un adattamento. Come lo potremmo chiamare? È un Personal International Book. Un libro che parla di te. Un Pib».

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Ma se il “format” è nuovo forse non è nuova la storia… non stride, nel 2013, parlare dell’italiano con la straniera?
«Ma da tanto non se ne parlava. Mi interessava tornarci, anche per un’indagine. Che combina l’italiano all’estero? È ancora romantico mentre gli inglesi sono ubriaconi e i tedeschi frettolosi nel fare l’amore? È ancora il più bravo a corteggiare?».

Forse non se ne sentiva il bisogno? Forse oggi abbiamo bisogno di integrazione piuttosto che di epiteti che si rifanno a vecchi luoghi comuni? Forse avremo bisogno di “sdoganarci” internazionalmente e non andare all’estero riproponendo gli anni ’50?  Forse, ma secondo Moccia:

«Continuiamo a essere i migliori, anche se abbiamo perso un po’ di smalto. Dobbiamo ricrearci l’immagine di ragazzo simpatico, sportivo, calciatore che vince ai Mondiali, che sa cantare le belle canzoni, ti fa la serenata, ti fa ridere e ti ascolta anche se non capisce la lingua. Un uomo pieno di attenzioni».

Questa è davvero l’immagine che vogliamo dare all’estero? Ancora una volta l’italiano pizza e mandolino? Naturalmente sì, da quanto si evince dalla scelta di Moccia quando il giornalista chiede chi sceglierebbe tra Totò e Gigi Rizzi:

«Gigi Rizzi rimane l’uomo che ha conquistato la donna più amata al mondo, l’esploratore che ha piantato la bandierina. Può sembrare maschilista, ma allora la donna era vista più che mai come un continente da conquistare. Io lo intendo con simpatia. Nicco e Ciccio sono una nuova versione di Totò e Peppino alla scoperta della Grande Mela, però con Dragon nel telefonino che ti traduce le frasi».

E forse è proprio il suo protagonista Ciccio, al volante della Tigra, il “vecchio” italiano che si è spolverato e ritorna prepotentemente sulle pagine di Moccia…
«Ogni volta a Piazza Navona o a Fontana di Trevi mi sorprendo: le straniere si accompagnano sempre a dei “bori”, dei cafoni. Mai ragazzi carini, eleganti. Alla fine è sempre il “boro” che la vince. Forse perché si agita di più».

Ma dove stanno i cafoni di Piazza Navona e di Fontana di Trevi? Dove stanno i “bori”? Sicuramente l’immagine è un po’ forzata, perché in giro a Roma non ci sono più luoghi comuni… magari c’è degrado a Campo de Fiori, a Trastevere e in quei luoghi dove si affollano i turisti… ma quel clima da “Dolce Vita” non appartiene più a una Capitale ombra di se stessa.

Il contrario di Jep Gambardella. Altro che La grande bellezza.
«Quella è un’ottima rappresentazione di una Roma adulta, un respiro antico, le statue, le chiese, gli androni, i personaggi della Chiesa, il riflesso felliniano… Un giovane di tutto questo non s’accorge neanche. Alle statue si vuole appoggiare per baciare la ragazza. La passione ha il sopravvento sul capitello. La luna sui Fori è il ricordo di un paio di labbra. La Roma che racconto io è piena di passione, delusione, sofferenza come solo a vent’anni».

Quali ventenni? Quelli superficiali? Dove sono quei ventenni spensierati se oggi sono tutti preoccupati dalla disoccupazione e dall’identità persa dentro la distruzione di un “male di vivere” che non ha nulla di poetico, ma solo una devastante realtà di impotenza?

Forse Moccia torna a quello stereotipo di ventenni un po’ démodé dopo che il romanzo sui trentenni, L’uomo che voleva amare, ha venduto poco?

«Ha venduto 225mila copie. È stato ampiamente ripagato. Chi sceglie me ha sempre un risultato positivo. Eravamo abituati ad altre cifre: un milione e otto Tre metri sopra il cielo, uno e tre per Voglia di te. Ma le mode vanno e vengono perché nella società tutto cambia: ne rimangono 150mila che ti apprezzano fissi, a ogni libro. Però quando scelgo una storia non mi faccio condizionare, sennò non fai niente».

Ma a Ponte Milvio ci passa spesso?
«Abito lì vicino. Vado a comprare il pane, al baretto dei cocomeri, ai negozietti dell’usato, a mangiare al Sicilia in Bocca».

E i lucchetti aumentano?
«A dispetto di chi non li vuole. Non puoi negare la forza dell’amore».

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