Renzi visto da Salvini…

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Da ieri la Lega ha iniziato la sua opposizione al governo Renzi e soprattutto spinge sul tema dell’Europa e sull’uscita dall’euro in vista delle prossime Europee. Oggi Salvini, segretario federale della Lega Nord, torna ad attaccare il neopremier Matteo Renzi accusandolo di twittare troppo e poi aggiunge ” ma gli italiani non vivono su Facebook”.

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Espulso il leghista che ha offeso Mandela in Facebook

frase-una-buena-cabeza-y-un-buen-corazon-son-una-combinacion-formidable-nelson-mandela-120648Il consigliere di circoscrizione del Comune di Verona, Francesco Vartolo, è stato espulso dalla Lega Nord Veneta ad opera del suo Segretario Flavio Tosi. La deicsione è stata presa a seguito della pubblicazione di Vartolo in Facebook, dove scriveva: “Finalmente il terrorista Mandela, belva assetata di sangue bianco trasformato in eroe dalla propaganda mondialista, si troverà di fronte a tutta la gente che ha fatto ammazzare“. “Con le bombe nelle chiese o con i copertoni incendiati intorno al collo”. Interpellato dall’Ansa, aveva poi detto: “Mandela è considerato da molti un mito ed è premio Nobel per la pace, ma spesso ci si dimentica che a causa del movimento da lui fondato, l’Anc, è in atto un vero e proprio genocidio dei boeri e dei popoli bianchi in Sudafrica”. E ha sostenuto: “I bianchi ogni giorno vengono uccisi nelle proprie case da militanti di Anc che godono di fatto di impunità”. Secondo il consigliere della settima circoscrizione del Comune di Verona, chiunque “può trovare in rete il video di Mandela che canta una canzone che di fatto inneggia all’omicidio del bianchi”. Da parte sua, il preidente del Veneto Luca Zaia ha tenuto a commentare: “E’ un’uscita da condannare e non rappresenta il pensiero della Lega“. Mandela, ricorda Zaia,”è una persona che è stata 25 anni in carcere e ha avuto il premio Nobel per la pace”. Flavio Tosi, “in virtù dei poteri che gli sono statutariamente attribuiti, provvederà oggi stesso all’espulsione di Francesco Vartolo dal Movimento”.

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L’Arena di Verona caccia fuori dalla sua cornice i concerti rock!

arenadiverona-rock-tuttacronacaPer avere l’autorizzazione a suonare nella splendida cornice dell’Arena di Verona, gli artisti dovranno presentare il progetto di palco, luci e immagini. A deciderlo la Soprintendenza veronese, che ha fissato limiti ben precisi: nessuna autorizzazione senza aver prima preso “visione delle caratteristiche tecniche delle soluzioni scenografiche che si prevede di utilizzare in ciascuno degli eventi programmati, ai fini della necessaria verifica e approvazione”. Ma il rischio a cui si va incontro è che, posti di fronte a simili richieste, siano proprio gli artisti a cambiare idea e optare per altre città, come spiega anche il sindaco di Verona Flavio Tosi: “i concerti con gli artisti vengono programmati con un anno di anticipo. Come faccio io a dire loro ‘se non mi fai vedere il progetto del palco non ti do l’autorizzazione?'”. I limiti che sono stati comunicati via lettera lo scorso 3 ottobre dal Soprintendente per i Beni Archeologici di Veneto, Vincenzo Tinè, al Comune e alla Fondazione Arena si basano sul piano estetico e sembra che l’idea tragga origine dai concerti di Ligabue, apparso dell’Arena sei volte dal 16 al 23 settembre. In quelle occasioni, stando alla Soprintendenza, il palco era “palesemente in contrasto con le caratteristiche di decoro e con le esigenze di fruizione monumentale dell’edificio”. In un altro passaggio del testo si legge anche che l’incremento dei concerti all’Arena ne condiziona “la piena leggibilità”. Frase contro la quale punta il dito il sindaco: “Come se chi viene a vedere i concerti vuole avere la leggibilità dell’Arena”. Niente più autorizzazioni preventive ai concerti organizzati da 2Arena Extra”, la società della Fondazione Arena che si occupa degli eventi extra-lirici, dunque. E questo perchè, rimarca la Sopritendenza, “non esiste alcuna regolamentazione” in merito alla valutazione dell’impatto delle strutture sceniche e che “non viene esercitato da parte del Comune alcun ruolo autorizzativo nella predisposizione degli allestimenti”. A Tosi non resta altro che sfoderare le armi, perchè, come lui stesso dice, “Questa burocrazia deve cambiare”.

“Chiesti voti alla Lega per un nuovo governo”, così Calderoli.

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“Son venuti a chiedermi i voti dei nostri senatori per un governo con un’altra maggioranza senza il Pdl”. E’ quanto ha sostenuto Roberto Calderoli, in un comizio alla Festa dei popoli padani sul Monviso. “Io ho risposto ‘Va bene, dateci il presidente del Consiglio e ministri importanti'”, ha riferito. “Poi ho detto ‘Va’ a ciapa’ i ratt, noi i nostri voti non ve li diamo’, perché mi ci vedete in Consiglio dei ministri vicino alla Kyenge?”, ha chiesto ai militanti .

Tosi pronto a diventare l’erede di Berlusconi?

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Flavio Tosi vorrebbe guidare il centrodestra nel dopo-Berlusconi: “Anche nel Pdl ci vuole un ricambio generazionale come è stato nel Pd: ecco perché io mi candido alla guida del centrodestra”. L’annuncio lo ha fatto a Zapping 2.0 su Rai Radio Uno “Si facciano le primarie – ha proseguito l’esponente leghista che sembra quindi già dare per scontato che nel Pdl si debba presto aprire una pagina post-berlusconiana – perché la gente è stufa di scelte cadute dall’alto e poi si vada a votare. Ma con una nuova legge elettorale che consenta di vincere e governare”.

E per questa sua candidatura, il sindaco di Verona ha già avuto il placet del leader del suo partito, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. “Ne ho parlato con Maroni – ha detto Tosi – e anche lui è d’accordo che sia giusto far scegliere ai cittadini e che ci vuole un ricambio generazionale. Che sia Letta o Renzi il candidato del Pd, io sono pronto alla sfida”. Anche perché, prosegue il leghista, “la mia credibilità deriva da 6 anni di attività di sindaco in cui ho dimostrato di saper fare oltre che di saper dire”.

Maroni si rottama? A Natale largo ai giovani!

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Un Maroni che si rottama e non pensa più di rimanere al comando della Lega, ma di lasciare il partito ai giovani. Vuole un congresso federale entro Natale e da lì uscirà il nome del suo successore.  “Penso sia arrivato il momento di fare il passaggio delle consegne”, ha spiegato, a favore “di giovani rampanti”.

Intervistato da Vittorio Feltri, Maroni ha detto di voler dedicarsi a fare il governatore in Lombardia a tempo pieno. “Voglio accelerare i tempi” del congresso, ha aggiunto, spiegando di voler i suoi pronti alle sfide elettorali di primavera, europee e amministrative. “Abbiamo tanti giovani rampanti”, ha detto citando Flavio Tosi, Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Roberto Cota. Ma le preferenze di Maroni sono note e il governatore le ha confermate. A chi chiedeva se avesse un candidato, ha risposto: “Deciderà il congresso, anche se la rosa personalmente la ridurrei a due, Tosi e Salvini”. Un’investitura a tutti gli effetti. Tra il sindaco di Verona e il segretario lombardo della Lega la sfida è destinata a farsi sempre più accesa.

Maroni ha parlato poi anche della politica del governo: “Io non sono contrario alla cancellazione dell’Imu ma ricorderei a Berlusconi e al Pdl che avevano promesso anche di restituirla, l’Imu. Quindi questo decreto non è stato un trionfo”. E poi: “Quel decreto “non ha copertura finanziaria e non si può abolire l’Imu e reintrodurlo l’anno prossimo con un altro nome come hanno fatto”. La tassa sulla casa non è stato l’unico argomento su cui Maroni ha tirato in ballo direttamente Berlusconi. Maroni ha criticato il Cavaliere per aver firmato i referendum radicali sull’immigrazione. “Domani lo chiamerò – ha anticipato Maroni – per chiedergli che cosa è successo ieri. Mi ha sorpreso che Berlusconi abbia firmato per il referendum che abolisce il reato di immigrazione clandestina e interviene sulla Bossi-Fini: sono leggi che abbiamo fatto noi quando lui era presidente del Consiglio.
Quindi o glielo hanno spiegato male o mi viene da pensare che non l’abbia letto bene: se invece sarà così sarà chiaro che gli unici che si oppongono all’immigrazione clandestina sono quelli della Lega”.

Carroccio, Kyenge e il marito che vota Lega

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Un intrigo veramente difficile da dipanare. Domenico Grispino, il marito di Cecile Kyenge ha affermato di aver votato per il Carroccio alle elezioni regionali:

“Io non sono certo leghista – ha spiegato – ma dico che ci sono anche persone equilibrate come Luca Zaia o Flavio Tosi e che alle ultime regionali ne ho perfino votato uno: Gian Francesco Menani (l’attuale vice-sindaco di Sassuolo)”.

Ora però vuole le scuse di Roberto Calderoli, dopo che ha paragonato il ministro dell’integrazione a un orango. Intervistato da Gente, come riporta l’agenzia di stampa Tmnews, Grispino avrebbe detto che avrebbe mandato al moglie alla festa della Lega:

“Anche senza scorta, e non le sarebbe successo niente. Anzi, le avevo anche consigliato di andare a sorpresa all’ultimo momento, ma sa com’è, tra scorta e meccanismi di sicurezza…”.

Grispino vuole ora le scuse di Calderoli, che aveva paragonato la Kyenge a un orango:

“L’unico a cui Roberto Calderoli non ha chiesto scusa sono io. Non mi aspetto scuse pubbliche, perché non mi interessano. Però…”.

Il ministro dell’integrazione non va alla festa della Lega

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La Kyenge declina l’invito e dice che rimangono aperti gli spiragli per una sua partecipazione ma al momento non ci sono i presupposti per cui ciò avvenga. In mattinata si era assistito anche allo scontro Bossi – Maroni, in cui l’ex segretario del Carroccio si diceva contrario alla partecipazione del ministro dell’integrazione a una festa che doveva essere invece del popolo dalla camicia verde. L’ennesima integrazione mancata?

Un leghista veneto torna a insultare la Kyenge e usa lo spot del crodino

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E’ la volta di Andrea Draghi, assessore leghista alla sicurezza del Comune di Montagnana e Consigliere Provinciale leghista di Padova che dal suo profilo Facebook lancia un post d’insulto verso il ministro Cecile Kyenge. Draghi prende spunto dalla nota bevanda analcolica sponsorizzata da un gorilla per insultare il ministro dell’integrazione. Il Governatore veneto Luca Zaia ha chiesto al Carroccio di intervenire.

Incidente stradale per il sindaco di Verona, Tosi… Illeso!

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