Il palazzo tutelato dall’Unesco… si trasformerà in un centro benessere

exospedalepace-napoli-tuttacronacaAntonio Pariante, il presidente del comitato di Portosalvo, ha accompagnato le telecamere di Fanpage a Napoli parlando della riqualificazione di un palazzo del Cinquecento tutelato dall’Unesco. Si tratta dell’ex-ospedale della Pace, accanto alla chiesa di Santa Maria della Pace, la cui sorte potrebbe essere di venire trasformato in un centro benessere durante i lavori di restauro previsti dal Progetto Unesco per la salvaguardia del centro storico napoletano (100 milioni di euro). L’ex-Ospedale della Pace ospita attualmente la sede della IV Municipalità di Napoli e la sua trasformazione verrà a costare sette milioni. Pariante denuncia: “Nella delibera viene individuato anche uno spazio sul tetto da destinare agli abiti da asciugare”. E aggiunge:  “E’ una vergogna che la Curia non si interessi del destino di questo stabile”. Come spiega Fanpage, nell’edificio, abbandonati dal 2008, ci sono anche gli uffici del Tribunale di Napoli, con interi saloni pieni di faldoni incustoditi.

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I ripensamenti di J.K. Rowling: Hermione doveva sposare Harry

harry-potter-tuttacronacaJ.K. Rowling è il nome di riferimento per tutti i fan della saga del maghetto più famoso degli ultimi anni: Harry Potter. E proprio la scrittrice britannica, intervistata dal Sunday Times, spiega che Hermione Granger avrebbe dovuto sposare Harry Potter. L’autrice ha spiegato che la giovane ragazza, che cade alla fine della serie proprio tra le braccia di Ron, sarebbe stata più fortunata con l’eroe della saga. “E’ una scelta che ho fatto per ragioni molto personali, non per motivi di credibilità”, ha quindi aggiunto la Rowling. E ha agigunto che, oggi, la coppia Hermione-Ron le appare tanto male assortita da credere che dovrebbero “far ricorso a una terapia di coppia”. Spiega la Rowling: “Per ragioni che non hanno molto a che vedere con la letteratura e molto di più con la mia volontà di attenermi alla trama iniziale come l’avevo immaginata, Hermione finisce per essere la compagna di Ron. Lo so, sono desolata, posso già immaginare l’ira e la rabbia che questo può provocare nei fans della serie, ma se devo essere assolutamente onesta, la distanza di tempo mi ha dato un po’ di distacco da questo soggetto. E’ una scelta che ho fatto per ragioni molto personali, non per motivi di credibilità”.

Errani-Vinci si confermano regine d’Australia: trionfano agli Open

vinci-errani-tuttacronacaAncora un successo per la coppia d’oro del tennis italiano: Sara Errani e Roberta Vinci hanno confermato il titolo di campionesse nel doppio agli Australian Open, primo slam stagionale. Dopo aver battuto, in semifinale, la ceca Kveta Peschke e la slovena Katarina Srebotnik, teste di serie numero 6, con il punteggio di 6-1, 6-4, la coppia azzurra ha battuto le russe Ekaterina Makarova ed Elena Vesnina in tre set con il punteggio di 6-4, 3-6, 7-5 in due ore e 8 minuti di gioco.

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Errani e Vinci ce la fanno ancora! In finale nel doppio

errani-vinci-tuttacronacaImpresa di Sara Errani e Roberta Vinci che per la terza volta consecutiva conquistano la finale del doppio agli Australian Open dopo aver battuto, in semifinale, la ceca Kveta Peschke e la slovena Katarina Srebotnik, teste di serie numero 6, con il punteggio di 6-1, 6-4. Ora la coppia numero uno del mondo, che difende il titolo conquistato lo scorso anno, si troverà a giocare contro le russe Ekaterina Makarova e Elena Vesnina, teste di serie numero tre.

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Morgan e il ripiego X-Factor: “in tv aleggia il torpore defilippico”

morgan-xfactor-tuttacronacaE’ la sesta finale per lui, su sette edizioni di X-Factor, il talent che in Italia ha iniziato la sua avventura in Rai per poi passare a Sky, ma a Morgan questo rapporto di forzosa dipendenza non sembra essere eccessivamente gradito. In un’intervista a Il Messaggero esordisce infatti affermando che “X Factor mi ha tolto la voglia di fare televisione”. E se gli si chiede chi lo costringe, perchè non dice basta:”Invece sono costretto, specie se questa diventa l’unica possibilità. Dico di sì perché voglio lavorare e la sola chance sembra essere quella di fare tv. E, invece, vorrei elegantemente sfilarmi. Ho voglia di tornare allo studio che è l’unico modo per essere competenti. Proprio ora mi sono rimesso a suonare in modo profondo Debussy e Ravel. Poi, però, arrivano le lusinghe”. Fatto sta che il sodalizio è ormai forte, con una sola edizione a cui non ha preso parte: “C’è voluta la necessità di uno scandalo per fermarmi, per farmi tornare coi piedi per terra, solo che sono finito sottoterra. Poi mi hanno ripreso per la mia competenza musicale e per la mia capacità di esprimermi, perché ad arricchire il pop con la mia cultura musicale sono molto bravo. Nel mio campo sono come Maradona che viene messo a fare l’allenatore quando ancora può giocare”.  Sta dicendo che non le danno il giusto spazio nel mondo della musica? “So che gente come De Gregori e Fossati, che sono più anziani di me, lavorano alla grande”.  Insomma, questo sarà il suo ultimo X Factor? “E che ne so. Ora mi gioco questa ultima puntata. Farò un duetto con Mika e poi punto molto su Michele, il mio ragazzo”. E ripercorrendo il percorso all’interno della trasmissione, dov’è stato coach di molti vincitori, chi preferisce? “Antonio Maggio mi piace molto. Mi è piaciuto anche a Sanremo. A suon di spartiti e arrangiamenti gli ho fatto vincere la prima gloriosa edizione. È molto bravo. E il suo gruppo, l’Aram quartet, era fortissimo. Come erano ottimi i Cluster. Ma ci sono altri che mi piacciono”.  Per esempio? “Noemi, con cui ho avuto un bellissimo e continuo conflitto. E anche Marco Mengoni e Chiara sono due molto dotati”.  E quest’anno? “A me piacciono i talenti versatili, non quelli cristallizzati di quest’edizione: il cristallo si può rompere, è frangibile. Sono bambini e sono sprovveduti. Io a 10 anni avevo già tradotto tutto Lou Reed e i King Crimson. Questi non sanno nemmeno chi è Lou Reed”.  Ha scritto un pezzo, ‘Spirito e virtù’, che esce ora. Non è che ne ha un altro da portare a Sanremo?. “Finché c’è il regime De Filippi io non posso esserci”.  Che vuol dire? “Che aleggia un torpore defilippico, c’è un regime nell’ombra. Amici, l’ho sempre detto, per me è un po’ una baracconata. Ricordo che il mio scandalo è nato dopo una mia intervista in cui parlavo male di quel talent. La De Filippi mi rispose dicendo di non conoscermi”.  Ma nonostante il suo spirito conflittuale, nessun litigio con Mika: “No, siamo amici, è un tipo simpatico. Penso che a X Factor dovrebbero chiamare un altro come lui, così io posso riposare. Anzi ci vorrebbe una specie di Mirkan, uno un po’ Morgan e un po’ Mika”.  Sembra anche sia tornato il sereno con Asia Argento. “Con Asia ci sono sempre stati alti e bassi. Ma perché la gente invece di pensare a questo non va a studiare i testi dei Pink Floyd?”.  Ma lui come si definirebbe? “Sono uno che ha vissuto almeno 4 volte e della mia vita si conosce solo l’uno per cento. Sono materia che scompare. Per questo ho avuto voglia di scrivere tutto quello che mi passata per la testa, anche i miei fatti personali, in un mio libro”.

500mila richieste per la finale dei Mondiali del Brasile 2014

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Uno stadio, il Maracanà, che attualmente può contenere 79.185 spettatori, ma ha una richiesta – per la finale dei Mondiali di Brasile 2014, che si giocherà il 13 luglio – di 500mila richieste. A rivelarlo è stato il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke, che ha fatto il punto della situazione dicendo che ”i preparativi in Brasile continuano a tutta velocità”. Soltanto dalla Germania, ha rivelato Valcke, sono arrivate ben 8 milioni di richieste di biglietti. Un vero e proprio boom che è partito dal 20 agosto scorso quando si è reso disponibile prenotare i tagliandi.

In tutto la Fifa vendera’ ai tifosi (dopo averli assegnati tramite sorteggio, visto che sara’ impossibile accontentare tutti) 2.989.608 posti su 3.334.524 disponibili: circa 350mila sono infatti stati riservati a invitati eccellenti, Vip, sponsor e giornalisti.

”In una mia recente visita con Ronaldo, Bebeto e il ministro dello Sport Aldo Rebelo – ha spiegato Valcke – abbiamo visto dal vivo l’impegno delle città sede e dei rispettivi Stati, ma soprattutto abbiamo constatato la volontà della gente anche a Curitiba, San Paolo e Manaus di partecipare alla nostra missione di realizzare una Coppa straordinaria”.

“Il tempo è un grande autore: …

tempo-tuttacronaca… trova sempre il perfetto finale.”

-Charlie Chaplin- (in Luci della ribalta, 1952)

L’oro del fioretto femminile è italiano. Festa per il dream team!

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Il sogno continua per i ldream team del fioretto femminile e arriva un nuovo oro mondiale nella prova a squadre. L’Italia batte in finale la Francia, ripetendo così il risultato degli Europei di Zagabria. Netto e meritato il risultato di 45-18 a favore delle nostre. La squadra azzurra, guidata dal commissario tecnico Andrea Cipressa e composta dalla neo campionessa del mondo Arianna Errigo, dall’olimpionica Elisa Di Francisca e da Carolina Erba, al suo primo Mondiale, con in panchina l’inossidabile Valentina Vezzali, può tornare in Italia a testa alta e medaglia al collo.

Quella vittoria che vale la Confederation Cup: Brasile-Spagna 3-0

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Brasile e Spagna sono scese in campo con due formazioni determinate a vincere la Confederation Cup. Il Brasile ha schierato il suo 4-2-3-1: Julio Cesar; D. Alves, D. Luiz, T. Silva, Marcelo; Paulinho, L. Gustavo; Hulk, Neymar, Oscar; Fred. La Spagna risponde con il suo 4-3-3 mettendo sul terreno di gioco: Casillas; Arbeloa, S. Ramos, Piquè, J. Alba; Xavi, Busquets, Iniesta; Mata, Torres, Pedro.

Parte alla grande il Brasile e al 4′ su cross dalla destra di Hulk nasce un batti e ribatti in area spagnola risolto da Fred da terra con un tocco di destro in anticipo su Casillas in uscita. E’ gol per il Brasile con Fred che porta in vantaggio la sua squadra a pochi minuti dal fischio d’inizio.

Prova a reagire la Spagna, ma il Brasile è attento e preciso. Al 12′ Paulinho tenta il pallonetto dai 22 mt: Casillas si oppone con una mano sotto la traversa e blocca in due tempi. Nulla di fatto, il risultato resta sul 1-0 per il Brasile. Tre minuti più tardi arriva la prima ammonizione della partita. Arbeloa prende un cartellino giallo per un fallo a centrocampo ai danni di Neymar lanciato in contropiede.

Al 19′ è Iniesta che prova il destro dai 25 mt: J. Cesar vola sulla destra e devia in angolo! Va detto che, comunque, la palla sarebbe uscita. Al 24 il lancio al limite è per Fred che prova il destro in diagonale: un rasoterra che si perde 3-4 mt a lato alla destra di Casillas.

Al 28′ Ammonito Ramos per un fallo al limite ai danni di Oscar. Sugli sviluppi della punizione calciata da Hulk la palla finisce a lato dello specchio della porta difesa da Casillas.

Buona intuizione, al 34, quando il lancio in area sulla destra per Hulk, mette il giocatore in condizione di  tentare il cross in girata, peccato, per i brasiliani,  che la  palla finisca direttamente tra le braccia di Casillas.

Sul finire del primo tempo al 41′ c’è il pallone per Mata libero sulla tre quarti, il giocatore del Chelsea serve Pedro dall’altra parte: tiro di quest’ultimo, palla che sembra lentamente entrare in rete, ma uno strepitoso David Luiz salva sulla linea di porta. Il pareggio non arriva e la porta del Brasile resta inviolata.

Al 44′ c’è il raddoppio del Brasile con Neymar triangola al limite con Oscar e, entrato in area sulla sinistra, scarica un gran sinistro sotto la traversa che fredda Casillas. Brasile – Spagna 2-0.

 

Dopo due minuti di recupero le due squadre vanno a riposo con un risultato pesante da parte della Spagna e con la speranza nel cuore dei giocatori giallo oro.

Il primo tempo finisce con un Fred che sembra onnipresente in campo e con un possesso di palla sterile a favore della Spagna che nel primo tempo non ha saputo reagire dopo il gol subito nei primi minuti. I brasiliani sono stati bravi a imporre il loro ritmo di gioco a livelli vertiginosi che hanno impedito alla Spagna di costruire azioni pericolose ad eccezione di quella occasione mancata da Pedro.

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Il secondo tempo inizia con un cambio per la Spagna rimane negli spogliatoio Arbeloa,  già ammonito e in difficoltà nel primo tempo contro l’attacco brasiliano, al suo posto entra Azpilicueta.

Al 3′ minuto della ripresa il Brasile mette in rete il 3° gol, a firmarlo è Fred. Oscar, infatti, lancia sulla sinistra in area per l’attaccante brasiliano che dopo un velo di Neymar calcia a giro di prima intenzione sul secondo palo e infila la porta con un preciso destro rasoterra. E’ 3-0 e la Spagna sembra fuori dalla corsa alla conquista della coppa.

Lo stadio esulta e il Brasile vola tra gli ‘olè’ del proprio pubblico, Spagna frastornata.

La serata per gli spagnoli è decisamente da dimenticare. Al 9° l’arbitro concede un calcio di rigore per un fallo di ingenuità di Marcelo su Navas… Dal dischetto Sergio Ramos sbaglia il rigore.

Al 14° lancio in contropiede per Hulk che tenta il pallonetto di sinistro sull’uscita di Casillas: il portiere iberico di salva respingendo di petto fuori area. A fine azione si procede alla sostituzione nelle file spagnole: esce Torres ed entra Villa.

La Spagna a metà del secondo tempo perde la testa e Piqué, al 23° della ripresa, si fa espellere per un fallo su Neymar lanciato in contropiede.

Al 28° con la partita in mano c’è anche il tempo di far esordire in Confederation Cup Jadson che entra al posto di Hulk. Intanto continuano gli “olè” dello stadio e si attende solo il fischio finale per dar vita alla festa.

Al 34′ esce Fred, per il Brasile ed entra Jo. Ed è proprio il neo entrato che sin dai primi minuti del suo ingresso in campo si mostra pericoloso con un tiro dopo un contropiede, bravo Casillas a respingere.

Al 42′ ancora un cambio per il Brasile dentro Hernanes e fuori Paulinho.

La partita si chiude in un tripudio che è tutto per i brasiliani che hanno saputo costruire una partita perfetta. Ora la festa è tutta per i giocatori e tifosi.

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Durante la finale si sono verificati alcuni tafferugli tra manifestanti e la polizia fuori dallo stadio Maracanà di Rio de Janeiro.  Le forze dell’ordine hanno usato gas lacrimogeno e spray al peperoncino per disperdere la folla.

Gli azzurrini conquistano la finale! Battuta l’Olanda 1-0

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Sono passati nove anni dall’ultima volta in cui gli azzurrini hanno agguantato la finale in un Europeo Under 21. Quest’anno ce la fa, dopo una partita sofferta contro un’Olanda organizzata sia sul piano tattico che su quello fisico. Già al 5′, su punizione, gli avversari avevano centrato un palo con Maher, ma è l’ex Roma Borini, un fedelissimo di Mangia, a consegnare la sfida contro la Spagna alla squadra. Dopo aver tenuto la palla per meno del 40% e cercando di giocare bene sulle rapide ripartenze, l’Italia ha difeso bene e Bardi ha compiuto almeno un paio di miracoli. Solo una volta ha rischiato, ma il palo è accorso in suo aiuto. Maher ha imperversato per tutto il primo tempo, senza però violare la rete azzurra. Al 78′, ad un passo da quelli che sembravano degli inevitabili supplementari, c’ha pensato Borini a chiudere l’incontro. Insigne ha servito la punta in area, che a sua volta ha eluso l’intervento di Van der Hoorn e battuto con un piattone Zoet. Il triplo fischio è stato accolto dai festeggiamenti in casa azzurra, più che meritati.

Nulla si può contro Serena Williams: dopo 11 anni, il Roland Garros è ancora suo

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Dopo 11 anni, Serena Williams torna a vincere il Roland Garros e conquista il sedicesimo grande Slam. Maria Sharapova, che la scorsa edizione aveva battuto in finale la nostra Sara Errani, non ha potuto nulla contro la numero 1 del tennis femminile. E’ durato un’ora e 47 minuti l’incontro sulla terra di Parigi, con il primo set in cui la tennista americana ha sofferto un po’ all’inizio andando sotto 2-0 e 15-40. Ha poi recuperato il break di svantaggio e infilato 4 game di seguito portandosi sul 4-2 salvo poi subire il ritorno della siberiana fino al 4-4 e chiudendo poi 6-4 dopo 51′ di gioco. Stesso risultato anche nel secondo set, con la Sharapova che non ha potuto far nulla se non inchinarsi allo strapotere della Williams che nei precedenti incontri vantava 13 vittorie e due sole sconfitte. Serena ha poi commentato: “È incredibile tornare al successo dopo undici anni, sono molto emozionata”. E prosegue: “È stato un incontro molto difficile, ero nervosa. Vincere è incredibile, l’anno prossimo sarò di sicuro ancora qui”. Per lei si tratta dell’ennesimo record: nessuna tennista in precedenza era riuscita ad aggiudicarsi il Roland Garros a distanza di undici anni.

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I nostri 7 giorni: le emozioni della settimana tra bianco, rosso e un sole nero

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E’ stata una settimana di saluti questa, per l’Italia. E’ stata una settimana di applausi e lacrime alla memoria di qualcuno che ha segnato un’epoca e che potrebbe lasciare un vuoto enorme, non fosse che ha sparso talmente tanto dietro di sè che sarebbe impossibile sentirsi “orfani”. E’ stata una settimana di fiori bianchi e di tanto rosso. Il primo a salutare è stato Little Tony, che ha portato con sè l’immagine di un’Italia che scopriva il rock’n’roll e imparava che, qualsiasi cosa accada, ci sarà sempre un giorno in cui Riderà. Fiori bianchi per lui. E auto d’epoca. Altro scenario per Franca Rame, l’attrice che parlava alle donne e da tutte loro è stata salutata, con il colore rosso a spiccare ovunque ed un coro di O bella ciao, come lei stessa aveva sempre sognato. Perchè era bella Franca, come sanno essere solo le persone che hanno dei grandi ideali. Ed era rossa, di quella passione che ha sempre trasmesso. Ma non si segnano le vite solo se si appare, se si viene riconosciuti per strada, se il proprio nome è conosciuto. Ognuno di noi imprime qualcosa nelle persone che lo attorniano. Così come ha fatto Fabiana, per troppi pochi anni, prima che la sua vita le fosse strappata via. Ma neanche il fuoco può cancellare le sue orme e, chi la conosceva, ricorderà sempre che “ha scelto di essere felice”. Palloncini bianchi per lei, saliti verso il cielo. Rosso invece per Domenico, come il sangue che è sgorgato dopo che un tedesco ubriaco l’ha accoltellato in una lite degenerata. Voleva solo sapere perchè avesse sputato addosso alla sua ragazza, ha pagato con la vita una domanda. Ci sono le vittime. E ci sono i carnefici. Come Simona Cristiano, che ha fatto sfregiare il suo ex con l’acido. Perchè non è vero che il rosso è solo il colore dell’amore. Rappresenta anche l’odio e l’incapacità di amare. Anche quello che macchia il vestito bianco, quello che dovrebbe essere il simbolo di una promessa eterna. E’ il caso della sposa picchiata la prima notte di nozze: ha pronunciato il nome di un’altro nell’intimità ed è stata punita per questo. Ma rosso è anche uno dei due colori della maglia di Balotelli, accusato questa settimana di aver “spacciato droga per scherzo” a Scampia, accusa alla quale ha risposto per le rime.

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Ma non poteva mancare neanche la politica, con i soliti scandali, le solite cose incomprensibili e quelle idee che sembrano venire in mente a persone che non hanno idea di cosa significhi alzarsi ogni mattina e vivere una vita “normale”. Ecco allora che ancora fa discutere la riforma delle pensioni, perchè l’età media si sarà anche allungata, ma di certo 72 anni non sono 60 e non tutti i lavori sono uguali. Così come sono diverse tutte le vite, le esperienze. Ma non preoccupiamoci troppo di arrivare a fine mese, l’importante è che la pubblica amministrazione avrà 6450 auto e poco importa a chi e a cosa verrà sottratto quel denaro. E se anche la Lega Nord se la vede dura, tutti gli altri partiti al governo possono ridere felici: hanno eliminato i finanziamenti pubblici, rendendo così “felici” gli italiani, e, allo stesso tempo, trovato un modo per racimolare ancora di più. In tutto questo, un po’ di evasione è la benvenuta. E tante sono state le occasioni questa settimana. Abbiamo iniziato con una scoperta che ha un valore inestimabile: il testo più antico del Pentateuco, rinvenuto nella Biblioteca dell’Alma Mater di Bologna, all’ombra delle due torri. Dalla storia… alle stelle: Justin Bieber non si limita più a regalare sogni alle sue fan, ora regala direttamente le stelle. Ma di stelle si è parlato anche riguardo la ragazza che ne ha cancellate 56… dal suo viso. E passando da un idolo, delle ragazzine, ad un altro: si è parlato moltissimo anche del One Direction Harry Styles: la madre Anne si è sposata e lui, oltre ad aver fatto da testimone, le ha dedicato una dolcissima Isn’t she lovely? Ma forse che non abbiamo anche noi i nosti cantanti? Due sono i nuovi “campioni” italiani, usciti da due talent e di certo destinati anche loro ad un luminoso futuro. Questa settimana, infatti, ci son state due finali. Abbiamo iniziato giovedì con The voice of Italy, vita, meritatamente, da Elhaida Dani. Solo due giorni dopo, sabato, è stata la volta di Amici con il rientro, a sorpresa, di Miguel Bosè. E nonostante la video-denuncia di Paolini che voleva Greta come vincitrice, il trionfo è stato tutto per la vera novità di quest’anno: il rapper Moreno “stecca” Donadoni. Insomma, una settimana piena, una girandola di emozioni e con due colori predominanti: bianco e rosso. Dovremmo parlare del colore nero? Sempre “sole” sarebbe!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Ad Amici trionfa il rap!

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E’ il rapper Moreno “Stecca” Donadoni a vincere la 12esima edizione di Amici, dopo che per un’intera finale ha atteso pazientemente il suo turno. La sfida è iniziata con una Greta in forma come non si era mai sentita che ha eliminato Veridiana. Anche il ballerino Niccolò, pur trionfatore della sua categoria e con un futuro brillante davanti a lui, ha dovuto piegare la testa allo stato di grazia della cantante che questa sera ha convinto davvero tutti, dai giudici Ferilli, Ponte e Argentero, ai due direttori artistici Emma Marrone e Miguel Bosè, tornato per la finale. Ma anche loro sono rimasti “in panchina”, con i ragazzi che si sono auto-gestiti la loro gara. Alla fine non rimaneva che uno sfidante a Greta, il rapper che è diventato in breve l’idolo della folla. Alla fine Moreno si è portato a casa il premio della critica e il trofeo più ambito: la vittoria sancita dal pubblico. D’ora in poi… “steccca” per tutti!

Amici 2013 riserva una sorpresa per la finale: torna Bosè!

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Colpo di scena per la finalissima di Amici 2013: Miguel Bosè, terminati i suoi impegni, parteciperà alla puntata! Vengono fugati così i gossip che parlavano di un litigio con Emma Marrone e anche la possibilità di dissapori con Maria De Filippi. Lucia Bosè, madre del cantante, ha spiegato che l’uscita di scena era fissata “fin dall’inizio” e questo a causa di “impegni lavorativi improrogabili” che gli avrebbero impedito di terminare la stagione del talent show. Per l’occasione, svelata una piccola anteprima riguado la prossima stagione: Bosè ha già accordi per ricoprire ancora una volta le vesti di direttore artistico. E’ ancora la madre a spiegarlo: è stato chiamato per l’anno prossimo, ad Amici 13, quando sarà nuovamente impegnato con loro per due o tre mesi”. Questo conferma quindi che l’artista spagnolo è stato un ottimo acquisto per il talent show e a questo punto, vista la regola che vuole che la squadra vincente non vada cambiata, è legittimo aspettarsi che anche Emma venga riconfermata.

Contestazioni alla Roma: 300 tifosi assaltano il pullman a sassi, uova e petardi

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Erano imbufaliti e delusi i 300 tifosi della Roma che hanno accolto il pullman della squadra a Trigoria con cori e il lancio di uova, sassi e petardi che hanno rotto un vetro del bus che trasportava alcuni giocatori, tra i quali Destro, Burdisso e Tachtsidis, fortunatamente senza ferire nessuno. Altri scontri sono avvenuti anche vicino al Colosseo, dove alcuni aggressori, che sarebbero degli ultras romani, hanno lanciato sassi e bottiglie contro un blindato delle polizia e danneggiato alcune auto presenti in zona. Al termine del derby valido per la Coppa Italia ma anche come passaporto per l’Europa League, ci sono stati inoltre momenti di tensione in tribuna stampa, dove sono entrati in contatto un giornalista del sito la Laziosiamonoi.it e uno del sito Romanews.eu, poi bloccati da alcuni colleghi prima dell’arrivo degli steward. Ma i giornalisti, sempre al termine dell’incontro, sono stati anche aggrediti da un tifoso che ha lanciato una monetina e sputato contro di loro. L’uomo, proveninete da Ferrara, è stato fermato e identificato dalla polizia. Infine, anche una troupe di Tgcom24  è stata aggredita davanti all’Olimpico a Ponte Duca d’Aosta. Gli agenti sono subito intervenuti e gli aggressori si sono dileguati.

Doppio successo laziale: vince il derby e porta a casa la Coppa

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Divertirsi e vincere: una ricetta «semplice» per portare a casa derby e Coppa Italia. Questo e avere “testa”. E Vladimir Petkovic quando ha affermato che la Lazio avrebbe vinto la finale, avendo tutte le carte in regola per farcela, oltre al fatto di meritarsi il trofeo. Prima dell’incontro aveva detto di essere “soddisfatto e orgoglioso di poter guidare questi ragazzi: hanno dato tutto, fatto tanti sacrifici e meritano la Coppa Italia. Il gruppo si è compattato: questo spirito ci aiuterà a vincere la partita”. Sembra quasi avesse una sfera di cristallo il tecnico laziale, visto che la sua previsione si è avverata. A nulla sono valse le minacce ricevute nei giorni precedenti: le aquile si sono aggiudicate per una rete a zero la Coppa Italia 2013, grazie al gol di Lulic, arrivato al 28′ del secondo tempo. . La Lazio ha vinto la Coppa Italia 2013, battendo in finale la Roma 1-0. Il gol vittoria di Lulic, al 28’ del secondo tempo. Peccato per le tensioni che hanno rovinato la gionata, nonostante le parole di Alemanno: “È una grande festa per la nostra città e non dobbiamo turbarla né rovinarla”. E poi: “Le elezioni vadano come devono andare – ha detto il primo cittadino subito dopo aver votato in un seggio alla Balduina per le elezioni comunali -, però oggi pomeriggio facciamo fare una bella figura alla città di Roma”.

Al primo tempo la Lazio è stata pericolosa con un colpo di testa di Klose, al quale la Roma ha risposto allo scadere con Denstro. I primi 45′ si sono poi conclusi a rete inviolate, nonostante le due occasioni per parte all’inizio e una bella parata del portiere giallorosso al 25′. Il gol vittoria è arrivato al 28′ della ripresa, con Lulic che ha insaccato dopo una deviazione di Lobont su cross di Candreva. Passano solo due minuti prima che parchetti salvi lo specchio su una punizione di Totti, che poco dopo centra una traversa. Nel finale espulso nella panchina della Roma Tachtsidis.

Finale di Coppa Italia… tra minacce e la musica di Psy. Ecco le formazioni!

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E’ alta la tensione all’Olimpico in attesa del fischio d’inizio della finale di Coppa Italia. Un derby su cui da ieri pendono le ombre delle minacce: “Dovete perdere”, il messaggio recapitato a quattro biancocelesti direttamente sul loro cellulari. Allo stadio pronti a schierarsi oltre 2.000 agenti per garantire il servizio d’ordine, con l’ausilio di 1.200 steward. Strade chiuse dalle 13, mentre i cancelli apriranno alle 14.30. Fondamentale la vittoria per entrambe le squadre: serve riabilitarsi di una stagione deludente su entrambi i fronti – sia pur partendo da pressuposti diversi, senza considerare che regalerebbe l’approdo in Europe League. Ma il match potrebbe decretare anche cambi in panchina e possibili cessioni eccellenti. Tra i giallorossi, Marquinhos, Lamela e Osvaldo sono pezzi pregiati e corteggiati in tutta Europa ma, in caso di approdo in Europe League, sarebbe difficile vederli partire tutti. Dal canto suo Petkovic non dovrebbe essere messo in discussione, ma una batosta oggi potrebbe mettere in forse la panchina anche per il tecnico che comunque avrà bisogno di rinnovare l’attacco, senza contare gli innesti di qualità negli altri reparti. Ad essere certe, al momento, sono le formazioni di oggi: per la Roma in campo Lobont, Marquinhos, Burdisso, Castan, Balzaretti; De Rossi, Bradley; Lamela, Totti, Marquinho; Osvaldo. A contrapporli, nelle fila laziali, Marchetti, Konko, Biava, Cana, Radu; Lulic, Hernanes, Ledesma, Onazi, Candreva; Klose.

Ma lo spettacolo inizierà prima del fischio d’inizio, con TIM che porta in Italia, per la prima volta, Psy, che si esibirà con i suoi brani musicali “Gentlemen” e “Gangnam Style”. A introdurre la performance, Carolina Di Domenico.

1-2: il Bayern è Campione d’Europa!

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E’ l’emiliano Nicola Rizzoli l’arbitro che dà il via a questa attesa finale di Champions. Al Wembley scendono due squadre determinate, Borussia e Bayern, per una finale, per la prima volta nella storia della Coppa dei Campioni, tutta teutonica. Hanno incantato l’Europa intera nelle semifinali contro Real Madrid e Barcellona e per entrambe la finale è più che meritato. Ma se la nazionalità è la stessa, diverso è il passato. Per gli schwarzgelben di Jurgen Kloppsi tratta solamente della seconda finale di Champions League della propria storia mentre per gli avversari si tratta della terza negli ultimi quattro anni.

Ma il clima pre-partita non è dei migliori, con maxi scontri tra tifosi tedeschi nel cuore della capitale britannica. La violenza non ha lasciato tregua neanche a questa finale, con centinaia di supporters che si sono affrontati a viso aperto cercando il contatto con un fitto lancio di oggetti.

Dopo i primi minuti di gioco, in campo è già apparsa chiara tutta la determinazione di entrambe le squadre: ritmi rapidissimi ma senza conclusioni, con un Borussia che regala più spettacolo rispetto al nervosismo del Bayern. Sono infatti i ragazzi i Klopp i primi ad agguantare l’occasione gol: al 15′ Blaszczykowski prova il destro, ma Neur è prontissimo a mettere in corner. Solo quattro minuti e ci prova Reus, che salta Dante e Lahm in velocità per poi concludere di sinistro: ma Neuer devia in corner. Altri tre minuti e il portiere è di nuovo preso d’assalto, questa volta para a terra il destro di Bender. Il Bayern appare al 26′, quando Mandzukic colpisce la traversa: un’ottima occasione per lui. Il suo compagno di squadra Robben ci prova poco dopo, ma spreca un tiro da solo davanti alla porta permettendo a Weidenfeller di spedire in corner. Il Bayern ha un altro volto ora, continua a salire mentre il Borussia, in questa frazione, sembra destinato a subire, ma l’intervallo non dura molto: al 35′ sfiora il gol Lewandowski: parato. Se le emozioni continuano a susseguirsi, per l’ultima occasione del primo tempo bisogna attendere il 43 con Robben che da centro area, forse dopo un fallo su Hummels, tira di sinistro da distanza ravvicinata e colpisce Weidenfeller in pieno volto. Termina dunque a reti inviolate un grande primo tempo, con occasioni importanti per entrambe le squadre. L’attesa è alta per la ripresa.

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Le squadre tornano in campo a formazioni invariate, e lo stesso gioco si vede sull’erba: giocatori indiavolati, buone azioni da ambo le parti, ma per avere la prima occasione gol bisogna attendere il 14′: Schweinsteiger dalla bandierina, prima Javi Martinez poi Mandzukic toccano di testa ma Weidenfeller si ritrova la sfera tra le braccia. Il Bayern però non si lascia scoraggiare e subito dopo parte nuovamente in attacco: pallone filtrante di Ribery per Robben in area, cross di quest’ultimo da sinistra e Mandzukic da due passi non deve fare altro che portare la squadra in vantaggio: 0-1! Klopp in panchina è agitato, quando restano circa 25′ di gioco, serve assolutamente annullare la distanza. I suoi ragazzi non se lo fanno ripetere e approfittano di un fallo in area di Dante su Reus. Al 23′ Gundogan realizza il rigore: 1-1! I ragazzi di Heynckes non mollano, determinato a riconquistare il vantaggio, Alaba prova un gran sinistro dalla distanza, ma l’estremo difensore del Borussia riesce a mettere in corner. E’ sempre il Bayern a pressare in questo parziale e quando il Borussia prova a rispondere lo fa quasi con violenza, tanto che Lewandowski atterra Boateng, e forse gli dà un pestone volontario, pur di fermare l’attacco. Ma al 44′ è ancora la squadra di Monaco a raggiungere il vantaggio: lancio dalla difesa, grande lavoro spalle alla porta di Ribery al limite dell’area avversaria, palla a Robben che in percussione trafigge Weidenfeller di sinistro: 1-2! Tre minuti di recupero, e il Bayern è Campione d’Europa!

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Il Chelsea batte il Benfica 2-1: l’Europa League va ai Blues

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Sono i Blues ad alzare al cielo la coppa dopo la finale di Europa League contro il Benfica e può esser fiero di sè Benitez: per lui settimo premio in bachecha che si somma, tra gli altri, al trofeo Champions dell’anno scorso, sempre ottenuto con i ragazzi del Chelsea. Un bel modo di salutare una panchina che sta per cedere a Mourinho. Per il Benfica, all’opposto, dopo la settima finale persa, s’inizia a temere che la “maledizione” lanciata da Bela Guttman nel ’62, “Non vincerete più una finale per altri 100 anni”, si stia avverando, soprattutto se si considera la sconfitta nello scontro contro il Porto dello scorso finesettimana. Ancora una volta viene infatti beffata nel recupero, quando al 92′ Ivanovic sigla di testa la rete della vittoria. I ragazzi di Jesus probabilmente non si meritavano un simile risultato, dopo che per 90′ hanno dominato l’incontro contro una squadra remissiva.

All’Amsterdam Arena il primo tempo si è concluso a reti inviolate e, nella ripresa, è il Chelsea a sbloccare il risultato al 60′ con Torres, servito da Cech, che scappa Luisao e salta Moraes in uscita. 0-1.

Dopo soli 8′ Cardozo, su rigore, annulla il vantaggio. 1-1.

Fatali sono gli ultimi minuti, quando il Chelsea mette in campo la sua esperienza e, con sangue freddo, si aggiudica l’incontro diventando la quarta squadra, assieme a Ajax, Bayern e Juventus a vincere Coppa dei Campioni, Coppa UEFA/Europa League e Coppa delle Coppe.

Terremoto in Toscana: scossa tra Lucca e Pisa

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Un evento sismico, lievemente avvertito dalla popolazione tra Lucca e la provincia di Pisa, di magnitudo 2.4 sulla scala Richter,  è avvenuto alle 6.55 di questa mattina. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Ingv,  le località prossime all’epicentro sono i comuni di Vecchiano (PI), San Giuliano Terme (PI) e Lucca. Non risultano danni a persone o cose.

L’Italia e il terremoto… da nord a sud non c’è tregua!

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La terra continua a tremare in Emilia. Due le scosse oggi. Ancora scosse di terremoto in Emilia, senza conseguenze per persone e cose. La terra ha tremato alle 12.11, magnitudo 2.6 e 6,9 km di profondità, con epicentro nella zona di Finale Emilia e San Felice sul Panaro (Modena). Una seconda scossa, magnitudo 2.3 e 7,6 km di profondità, dopo dieci minuti, epicentro ancora nel Modenese tra Camposanto, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro.

Poi al sud, invece a tremare è ancora la Ciociaria:

Il sisma di magnitudo 2.1, è avvenuto alle ore 14,28 ed è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv nel distretto sismico Monti Ernici-Simbruini a una profondità di 7,2 chilometri. Non si registrano danni a cose o persone. L’epicentro è stato registrato nei comuni di Sora, Campoli Appennino, Broccostella, Pescosolido Balsorano e Villavallelonga, in provincia dell’Aquila.

La Pasqua del ciclista finisce in tragedia!

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La gara su circuito veniva annunciata con al via oltre 200 cicloamatori, suddivisi in varie categorie. Il 36enne sarebbe finito contro un palo per una caduta nello sprint finale.
Secondo i primi accertamenti della Polizia Municipale dell’Unione Pianura Reggiana, intervenuta per i rilievi con i Carabinieri di Correggiodue ciclisti durante la volata d’arrivo, per causa ancora al vaglio, si sarebbero schiantati contro un palo della luce a seguito, probabilmente, di un contatto. Un impatto violento che ha visto i due ciclisti amatoriali soccorsi dai sanitari del 118 e portati in ospedale. Un 36enne, di Spilamberto (Modena) è arrivato in ospedale in condizioni già gravissime e poco dopo è morto.
Non sarebbero preoccupanti le condizioni dell’altro ciclista coinvolto nell’incidente.

Terremoto a Finale Emilia! Torna la paura nel modenese.

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Alle 4.08 è tornata la paura nel modenese. I residenti sono stati svegliati da un terremoto di magnitudo 3. Il sisma si è manifestato con un movimento tellurico a 5 chilometri di profondità, con epicentro nell’area di Finale Emilia, città tra le più colpite dal sisma dello scorso maggio. Anche in questa zona non si sono registrati danni a persone o cose. La popolazione tuttavia si è riversata in strada terrorizzata.

Nigeria in finale nella Coppa d’Africa… se vince sesso gratis per una settimana!

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