L’operazione trasparenza di Papa Francesco: pubblicati i file di Milwaukee

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Prosegue l’operazione trasparenza da parte del Vaticano con alla guida Papa Francesco: sono stati pubblicati infatti, dall’Arcidiocesi di Milwaukee, in Wisconsin, migliaia di documenti relativi allo scandalo degli abusi sessuali che i preti hanno commesso ai danni di minori. Nella documentazione, in cui sono presenti anche dozzine di file personali, compaiono anche i file relativi a Dolan, attualmente arcivescovo di New York ma all’epoca dei fatti arcivescovo di Milwaukee. Il cardinale avrebbe spostato infatti, in un periodo in cui l’arcidiocesi si dirigeva verso la bancarotta, un totale di 56,9 milioni di dollari in un fondo fiduciario destinato alla manutenzione dei cimiteri. “Se vogliono trasferire denaro lo fanno rapidamente, se vogliono mantenere un prete, e la sua storia, segreta, lo spediscono in una località glaciale” ha dichiarato Jeff Anderson al Wall Street Journal. Secondo il legale di 350 vittime degli abusi commessi in ambito ecclesiastico nello stato americano, infatti, si tratterebbe di frode visto che Dolan avrebbe effettuato il trasferimento per proteggere il denaro da rivendicazioni e responsabilità legali. Immediata la replica di Dolan che ha negato tutto in un comunicato ufficiale nel quale spiega che tale fondo è stato creato secondo le leggi statali e non “era uno scudo al processo di bancarotta” in corso. Ma il nome del cardinale appare anche su alcune lettere dirette al vaticano per richiedere punizioni più severe nei confronti di preti che hanno commesso abusi sessuali. Dolan avrebbe invitato la santa sede a revocare un permesso di tornare in servizio concesso a un prete, sostenendo che “la nostra credibilità verrebbe fortemente danneggiata”.

Dead drops… giochiamo a far le spie!

dead drops

‘Dead Drops’ è un sistema di condivisione offline in spazi pubblici. Chiavette Usb cementate nei muri cittadini alle quali collegare il proprio computer per scaricare file e magari aggiungerne altri. Il tutto senza che gli utenti si incontrino o identifichino mai. Per questo il nome: Dead Drops era il metodo con cui le spie si scambiavano documenti scottanti, depositati in un luogo segreto concordato in precedenza. In Italia ci sono già 62 chiavette che dagli angoli più impensabili della penisola.

Il progetto è iniziato nel 2010, quando l’artista di Berlino Aram Bartholl, durante un soggiorno a New York, ha creato le prime cinque versioni. Da allora sono diventate centinaia, sparse in tutto il mondo, e uno speciale registro online ne attesta la posizione, la capienza, la data di creazione.

Al momento quelle censite sono 1.104, per un totale di 4.788 gigabyte. Quasi cinque terabyte di informazioni che nessuno può ottenere, se non connettendosi direttamente al muro.
Perché una volta ideate, le Dead Drops, sono state impiantate ai quattro angoli del pianeta da migliaia di utenti di tutte le nazionalità, creando una street art 2.0.

Il principio infatti è quello della partecipazione e condivisione: foto, musica, testi, video sono per strada, a disposizione di tutti coloro che con un computer vogliono scaricare questi contenuti anonimi. Per poi lasciare traccia del proprio passaggio nella Dead Drop, caricando i propri file per il prossimo fruitore.

«L’idea di base e quella delle connessioni online e offline e il rapporto fra questi due differenti contesti – spiega Aram Bartholl – oggi il mondo che conosciamo è super-connesso ed è diventata una sorta di avventura andare fisicamente nel mondo esterno. Invece con le Dead Drops tu devi per forza andare fuori e connetterti a un edificio, senza sapere in anticipo che dati e informazioni troverai li dentro».

E soprattutto, non è possibile risalire a chi quei contenuti li ha creati, caricati e quindi diffusi, proprio nell’era in cui ciascuno è rintracciabile in ogni istante.

Requisiti imprenscindibili per ogni nuova Dead Drop sono, così come sancito nel Dead Drops Manifesto, che ogni chiavetta sia situata in uno spazio pubblico, nel quale a malapena si noti. Per connettersi non c’è bisogno di nulla, nessun plugin, nessun cavo: solo un portatile.

Nelle città italiane potete trovarle qui:

Bologna: via 4 novembre, vicolo alemagna, via del guasto

Milano: via palestro 14, via massena 2, foro bonaparte 50

Roma: via del politeama 4/6, Piazzale di San Francesco di Paola, Piazzale Aldo Moro

Napoli: via pedamentina San martino, via taddeo da sessa, salita del petraio

Firenze: via de’ vanni 7

Cagliari: viale Francesco Ciusa 44

Venezia: calle Priuli dei Cavalletti

Messina: via garibaldi 121

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