La rete in subbuglio: “Arisa ha plagiato Micol Barsanti”

arisa_controvento-tuttacronacaIl Festival di Sanremo è terminato decretando Arisa vincitrice della 64esima edizione ma ancora se ne parla.

A lanciare la bomba è l’esperto di musica Red Ronnie, storico conduttore della trasmissione Roxy Bar, la canzone proposta dall’artista, “Controvento”, sarebbe un plagio. Ronnie ha lanciato l’accusa su Twitter, da dove si è rapidamente diffusa: secondo l’esperto, il brano sarebbe in parte copiato da “Entra nel cuore” di Micol Barsanti. Anche la stessa Barsanti sostiene di essere stata plagiata e nel frattempo la Rete si scatena in commenti che accusano e difendono Arisa.

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I nostri 7 giorni: pulizie in casa Italia

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Una settimana di grandi pulizie in casa Italia, dove davvero sembra che tutto debba essere riordinato dal nuovo governo che arriva e poi è sempre tutto da ripulire appena un governo cade. Passaggio di testimone gelido, con campanella che ha suonato a lutto, tra Letta e Renzi che si sono avvicendati nella Premiership di questo Paese che ormai sembra essere l’ombra indipendente di uomini politici che cercano invece una luce mediatica. Si è deciso anche di dare un colpo di spugna agli Esteri, ma i marò restano in India. Per L’istruzione però sono in vista molte rivoluzioni, altro che pulizia e già si parla di colpire le pensioni per rimettere in sesto la scuola pubblica, lotta generazionale? Su questo nodo le proposte son tante, da Delrio che minaccia la tassa sui Bot a Renzi che preme l’acceleratore per andare a colpire coloro che dovrebbero godere solo i frutti di un meritato riposo. Ci si dovrà armare di stracci e detersivi anche a Sanremo, dove il flop non è mancato e neppure le polemiche. Per fortuna che poi cala il sipario con Mengoni che omaggia Tenco, così come si spegne anche la fiamma olimpica e rimane l’amarezza per quell’Italia che non ha certo brillato.

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Pulizie ne hanno fatte i ladri a casa di Cicciolina ripulendo il suo archivio di video hard, facendo scattare la denuncia. Coloro che ancora non sono denunciati, ma rischiano di esserlo a breve sono i giovani che hanno rapito il futuro sposo per portarlo all’addio al celibato. Ma se il rapimento è falso sembra invece che Balotelli, la scorsa notte, sia incappato in una rissa vera. Un fotografo insistente e Supermario che perde le staffe… salvo poi smentire e far piazza pulita! Un po’ come Alfano, che in questa confusione politica, non si accorge di usare lo slogan di Sel: #lastradagiusta. Chi invece la strada sembrerebbe averla persa sono i due giocatori scomparsi oggi a Roma, speriamo che facciano attenzione ai passi falsi. Basta poco a volte per esagerare e sollevare polemiche, lo sa bene il Trio della Gialappa’s al centro della bufera dopo i commenti feroci su Rocco Hunt e la Terra dei Fuochi. Di carne al fuoco questa settimana non ne è mancata e come al solito noi di Tuttacronaca vi abbiamo raccontato frammenti di vita che si susseguono velocemente, tra ribaltoni della politica e gossip sportivo, tra il totoministri e l’attesa di Renzi chiuso per ore nello studio del Presidente della Repubblica, tra chi arriva e chi va, tra la voglia di tornare e la voglia di scappare… ma non dimenticatevi un Escape!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Gialappa’s invitata nella Terra dei Fuochi…

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E’ stato il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio che intervenendo nella polemica sollevata dall’ “ironia” della Gialappa’s sulla canzone di Rocco Hunt ha ufficialmente invitato il Trio a visitare la Terra dei Fuochi: “Penso che l’euforia sanremese – ha proseguito il primo cittadino – abbia lasciato spazio ad un bicchiere di troppo e la battutaccia è scappata colpendo nel vivo centinaia di persone; ma condanno allo stesso tempo l’eccessiva reazione di chi oggi minaccia questi professionisti addirittura di morte”.

Il sindaco ha poi continuato dicendo: “Spiace che la satira sempre gradita della Gialappa’s sia caduta nell’errore, o meglio orrore, di ironizzare su terre martoriate e vite dilaniate da mali incurabili”. Da Del Gaudio parte  quindi “l’invito ufficiale al Trio Gialappa’s, che ha segnato una svolta nella televisione italiana, a venire nella nostra città per affrontare insieme temi più o meno seri”. “Sono convinto che se loro regalassero una risata ai miei cittadini la questione sarebbe risolta”.

La città dei fiori incorona Arisa: è lei la vincitrice di Sanremo

arisa-sanremo-tuttacronacaEra primo nella classifica provvisoria Francesco Renga, ma non ce l’ha fatta neanche a salire sul podio. I magnifici tre della 64esima edizione del Festival di Sanremo sono infatti Arisa, vincitrice con la sua Controvento, e gli altri due finalisti Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots con “Liberi o no” e Rubino con “Ora”. La vincitrice ha commentato: “Tutto ok, sono contenta, sono veramente felice”.

Nel corso della serata sul palco anche Luciano Ligabue che, dopo aver commentato: “Popolare è l’aggettivo migliore che si possa mettere vicino alla parola canzone”, ha cantato “Certe notti”, “Il giorno di dolore che uno ha”, “Il sale della terra” e “Per sempre”. Alla fine, tutti in piedi a urlare “Luciano! Luciano!”

A sorpresa, anche l’esilarante classifica personale di Luciana: Premio frangia a Noemi, Il premio antifurto alla Ruggiero, il premio Mercalli ai Perturbazione. Il Rebibbia a Gualazzi. Famiglia più numerosa in platea a Rocco Hunt, a Renga il premio “non c’è mutanda che tenga” e Pa**e d’acciaio all’orchestra. Cristiano De Andrè con la canzone ‘Invisibili’ è il vincitore del Premio della Critica Mia Martini, nella sezione Campioni.

“Fighissimo me”! Crozza-show all’Ariston

CROZZA-RENZI-tuttacronacaLa serata finale del Festival vede un ospite d’eccezione: Maurizio Crozza. Memore delle contestazioni dell’anno scorso, Fabio Fazio avverte il pubblico: “Mi raccomando. Non facciamoci riconoscere!” Lo stesso comico, da dietro le quinte, rispondendo all’invito del conduttore ad entrare afferma: “C’ho paura. Faccio un monologo fuori campo”. Indine, alla sua apparizione sul palco, si nasconde dietro uno scudo con la scritta ‘pace. Dopo di che… è Crozza-show, battute sui politici Bossi, Giovanardi e Razzi e l’inno alla grande bellezza e agli enormi disastri dell’Italia.

Durante il suo monologo, Crozza ha parlato anche di John Elkann e della “più grande caz****a dell’universo”. Il punto di partenza è stato i giovani e il lavoro. Crozza ha detto “Enzo Ferrari nel 1939 ha inventato la macchina più bella del mondo, nel 2014 John Elkann ha sparato la ca****a più grande dell’universo: i giovani non hanno lavoro perchè gli piace stare a casa. Bisogna modificare la struttura sintattica: i giovani stanno a casa perchè non trovano lavoro, ma soprattutto perchè non hanno ereditato la Fiat da tuo nonno come te”: ovviamente in sala non mancano gli applausi. Ma ovviamente non può mancare una battuta sul nuovo premier, che imita: “La Disney sta facendo un film su di me, Fighissimo me 1, 2”. Parlando delle promesse del nuovo premier: “Il successo non mi ha cambiato, sono io che ho cambiato il successo: cambierò il Paese, abbasserò il Pil, aumenterò il pilates, meno tute blu, più bluetooth”. E sempre restando in politica: “Abbiamo ceduto la Corsica ai francesi e Napoleone c’è nato poco dopo. Per poco non è nato genovese. A Genova c’è già nato Beppe Grillo, ci mancava un altro pazzo che voleva dichiarare guerra all’Europa. Te la immagini Waterloo in diretta streaming?”

Don Matteo sposa Fazio e la Littizzetto

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Ci vogliono i colpi di scena a Sanremo ed ecco che arriva il matrimonio a sorpresa: Fabio Fazio e Luciana Littizzetto si sposano all’Ariston e per celebrare le nozze arriva il prete più famoso della televisione: Don Matteo. Terence Hill entra in scena sulla sua bicicletta e dichiara “Sono qui per sposare due ragazzi”, poi entrano i due conduttori vestiti da sposi. Il siparietto purtroppo somiglia molto al colpo di scena di una soap latino americana e forse, l’effetto shock, soprattutto a livello di share non c’è stato… neppure quando Fabio fazio e Lucianina dopo la celebrazione hanno cantato “E non ci lasceremo mai”.

 

La pesante “ironia” della Gialappa’s su Rocco The Hunt

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L’ironia è un arma a doppio taglio e se non usata sapientemente rischia davvero di avere un effetto boomerang. Stavolta il pubblico ha preso di mira la Gialappa’s e i suoi commenti,a  dire di molti, fuori luogo e banali, fatte ai microfoni di Rtl 102.5, nei confronti del rapper salernitano di 19 anni, Rocco The Hunt, che ieri con il brano “Nu juorno buono” ha vinto la sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo. Quando il giovane cantante salernitano ha detto dal palco dell’Ariston al pubblico in sala:  “Voglio vedere le mani su”, i tre comici milanesi hanno replicato “Sì e così passa un tuo compare e ci ciula il portafogli, vecchio trucco….”. Ma a far indignare gli utenti è stata la frase seguente della Gialappa’s: “Sì nu juorn buon. Stà Terra dei fuochi, ma chi se ne fotte”. Ovviamente tutto in napoletano stroppiato. E poi ancora: “Sì, nu mandulino, na mozzarella”. Il trio satirico però si è difeso dalle accuse su Facebook e Twitter: “In questo video c’è la prima parte del nostro intervento riguardo l’esibizione del vincitore Rocco Hunt, che tante polemiche ha scatenato. Lasciamo a voi il giudizio, ricordando che in trent’anni di carriera ci hanno accusato di tante cose, ma mai di razzismo”.

Giudicate voi!

Il Festival proposto a Fiorello, lui ribatte “Renzi dice che è meglio aspettare”.

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Raiuno e Giancarlo Leone servono su un piatto d’argento il Festival a Fiorello, naturalmente mettendo le mani avanti e dicendo che per il 2015  “si ripartirà da Fazio” e, nel caso in cui il conduttore non abbia “un progetto nuovo”, “il primo della lista è Carlo Conti”. Ma ammette che “c’è una sola eccezione: Fiorello. Se arriva passa davanti a tutti”. “Un attimo, ci penso e ve lo dico… Devo prima parlare con Renzi”: Fiorello gioca sull’ipotesi lanciata da Leone, per aggiungere: “Renzi dice che è meglio aspettare”.

Fazio rottamato? Il direttore di Rai 1 parla di Conti

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“Meglio pochi, ma buoni” affermava Fabio Fazio qualche giorno fa quando gli ascolti erano in calo e Sanremo sembrava davvero in declino. Poi la serata di ieri tra duetti, l’omaggio ai cantautori, Enrico Brignano che ha omaggiato il grande Aldo Fabrizi, sono riusciti a risollevare le sorti di un Festival canoro che sembrava ormai rottamato da XFactor.

«Sicuramente Carlo Conti farà il Festival molto presto. Per il prossimo anno la mia scelta è ancora Fazio, se ha un progetto da proporre e beninteso se ne ha voglia. Laddove Fazio declinasse, in pole position c’è Conti. Perchè i casi sono due. O hai il fuoriclasse assoluto, diciamo Fiorello o Benigni, e allora il Festival si identifica con lui, oppure scegli un grande professionista e un uomo tranquillo come Conti, e gli costruisci intorno una squadra. Altri non vedo». Questa è stata l’affermazione di Giancarlo Leone, direttore di Raiuno, in un’intervista a La Stampa. A essere rottamato quindi non sarà il Festival, ma Fazio? Leone ha anche affermato «credo che manchi l’effetto sorpresa. Per bissare i fasti del ’13 bisognava forse inventarsi qualcosa di più nuovo». Tuttavia, per il direttore di Raiuno «il Festival è coerente con l’idea di tivù di Fazio. Basta glamour, scandali, effetti speciali. Nulla è più eccezionale della normalità. E io sono d’accordo. L’anno scorso – prosegue – ci furono Crozza e Benigni. Quest’anno, finora, nulla del genere. Ma Crozza arriva e il Festival non è finito». In merito all’attacco di Beppe Grillo, «la Rai non è esente da critiche, ma le accuse di Grillo sono talmente disinformate e superficiali da diventare paradossali», commenta Leone. «Non puoi dire che perde 400 milioni se sono 20 e in ogni caso il bilancio chiude in pareggio»

Tra i giovani vince “Nu Juorno Buono” di Rocco The Hunt… la rivalsa sociale

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Lo aveva dichairato e “Nu Juorno Buono” è arrivato per Rocco The Hunt, il 19enne rapper, che viene dalla terra dei fuochi e che cerca di infondere un messaggio positivo nonostante i mali della sua terra. Una terra che ama profondamente anche se non si nasconde i mali che la divorano, ma ci può sempre stare “Nu Juorno Buono” per continuare a sperare, così come ha dichiarato che se avesse vinto si sarebbe trattato di una rivalsa sociale. In Campania, subito dopo l’annuncio ci sono stati fuochi d’artificio e caroselli di auto per festeggiare la vittoria del giovane rapper. E domani tocca ai big.

 

L’omaggio ad Aldo Fabrizi è targato Brignano

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Al festival di Sanremo c’è spazio anche per un omaggio al grande Aldo Fabrizi. A cantare Lulù sul palco dell’Ariston sale Enrico Brignano. Il comico romano aveva rilasciato poco prima un’intervista a tutto campo in cui evidenziava quante volte in Italia si vede tutto negativo, senza mai soffermarsi a pensare che ci sono molte cose più che positive nel nostro paese. Brignano ha dichiarato “Se avessi partecipato a questo Festival come cantante, avrei portato una canzone d’amore nello stile di Domenico Modugno. Mi piace questo Festival, soprattutto la scenografia. Ritengo positiva la conduzione, non mi dispiace. Facile dire che si poteva cambiare qualcosa, siamo tutti commissari tecnici e quindi tutti pensiamo che potremmo condurre in un altro modo il Festival. In cuor mio mi piacerebbe presentare il Festival di Sanremo, ma avrei paura delle conferenze stampa. Vedo che troppe persone prendono sul serio la cosa e si arrabbiano, per me non ha senso. Leggo a volte certi articoli con commenti quasi offensivi, è capitato anche a me circa 20 anni fa quando avevano scritto che la mia carriera da conduttore era finita. Stasera al Festival farò un pezzo di un autore famoso della Rai in bianco e nero.

Canterò stasera, così come nel mio programma di 4 puntate (che si svilupperanno sotto forma di varietà). Tra pochi giorni partirà su Rai Uno, potremo parlare al cuore degli italiani. Le cose in Italia possono cambiare se solo gli italiani lo vogliono. Non dobbiamo mai dimenticare le nostre eccellenze. Siamo tra i primi paesi al mondo quando si parla di moda, di cibo o di scienza. Abbiamo insegnato l’arte agli altri popoli. Siamo stati i primi a portare l’acqua in tutta Europa. Abbiamo inventato una lingua ed una moneta comune. Nel Rinascimento si può dire che il mondo della sapienza dell’epoca si concentrava a Firenze. Abbiamo il 70% delle opere d’arte presenti nel mondo. I telegiornali in Italia ormai danno solo brutte notizie, ci sono anche quelle buone, ma non vengono evidenziate. Credo che la buona volontà stia dietro l’angolo, lo dico anche se non sono buonista. Bisogna sapere ritrovare la strada del sorriso.”

Il Festival visto con gli occhi di Mengoni

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Staserà sarà proprio lui, Marco Mengoni, vincitore della passata edizione del Festival ad aprire la serata della musica d’autore. Ermetico ed enigmatico come sempre Mengoni non si è sbilanciato sul suo programma per questa sera e si è limitato a dire: “Sicuramente canterò”. Poi ha parlato della scenografia dell’Ariston che lo ha entusiasmato “Molti stili diversi, mi piace molto. Siamo nell’epoca dell’apparire, l’estetica fa parte del vivere, della televisione, dello show”. Il più bel ricordo di Sanremo? “Uscire dal palco arrabbiato con me stesso perché avevo sbagliato Ciao amore ciao di Luigi Tenco e scoprire che invece tutte le emozioni positive erano arrivate”. E questa sera ci sarà un nuovo omaggio a Tenco… una nuova emozione!

Littizzetto palpeggiata? Fazio s’infuria?

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Sembrerebbe che durante la diretta di ieri, almeno a quanto riporta il quotidiano Libero, Luciana Littizzetto sia rimasta vittima di una “mano morta” da parte di Frankie hi-nrg. Il “fattaccio”, sfuggito ai più, è stato notato da un attento Fabio Fazio che tra tra il serio e l’ironico ha minacciato il cantante con un secco: “Ti aspetto fuori”. La ‘vittima’ dell’accaduto, non si era accorta di niente e ha affermato di averlo appreso dietro le quinte dallo staff della kermesse canora. Pronta la replica Frankie hi-nrg che con un’aria fiera ha esclamato: “Non se ne è accorta perché ho il tocco delicato!”.

Il “caso” di Sanremo 2014: Sinigallia e quella canzone non nuova

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S’intitola “Prima di andare via” il brano di Riccardo Sinigallia che ha fatto finire il cantante nel centro della bufera. Da regolamento, la canzone che viene proposta a Sanremo non può essere mai stata presentata né cantata prima che l’artista salga sul palco dell’Ariston. Ma la rete punta il dito proprio contro Sinigallia e accusa che, al contrario, il brano fosse già stato interpretato. Il quotidiano online La Provincia di Cremona.it ha anche pubblicato il video in cui il cantante si esibisce in questo brano a Cremona, durante una delle giornate del Festival Le Corde dell’Anima. Il video è stato rimosso, ma molti utenti giurano di averlo visto e confermano così i rumors. Nel frattempo Leone, direttore di Rai1, ha fatto sapere: “Nel pomeriggio si riunirà la direzione musicale e artistica per verificare se sia vero che la canzone di Riccardo Sinigallia sia già stata eseguita in pubblico. E poi prenderemo tutte le decisioni del caso”. Per il cantante si profila l’esclusione dalla gara.

A Sanremo arriva il ballerino con le stampelle

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Prima il monologo di Luciana Littizzetto sulla diversità e la bellezza al naturale poi arriva Dergin Tokmak, ballerino e acrobata tedesco, affetto da poliomelite dall’età di un anno che si esibisce nella sua performance con le stampelle che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Dal 2004 Tokmak è l’unico artista tedesco del Cirque du Soleil.

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Shock tra i giornalisti: la parolaccia di Fazio in conferenza stampa

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“Io buonista? Basta, mi sono rotto le pa**e”. Fabio Fazio sbotta in conferenza stampa, davanti ai giornalisti, a Sanremo. Qualcuno gli fa una domanda circa il suo supporto buonismo, non manca infatti chi in passato gli ha fatto notare di essere poco pungente con i suoi ospiti. Lui, forse per dimostrare piglio, risponde allora con un “mi sono rotto le pa**e” di questa storia.

I 4 disoccupati, in realtà truffatori per assenteismo ?

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Fabio Fazio non lo sapeva e ha letto in diretta la lettera di protesta di alcuni disoccupati disperati, ma anche di ben noti alle forze dell’ordine per truffa per assenteismo dal posto di lavoro. Non prendono lo stipendio da un anno e mezzo, ma lo hanno preso in passato per non recarsi in ufficio? Maria Rosaria Pascale, Antonio Sollazzo, Marino Marsicano e Salvatore Ferrigno, questi i nomi dei quattro ex dipendenti del Consorzio Unico di bacino delle province di Napoli e Caserta (Cub, si occupa di rifiuti), senza retribuzione da 16 mesi.

Scattata la denuncia per l’irruzione a Sanremo, si viene a scoprire che i quattro sono noti alle forze dell’ordine: truffa per assenteismo dal posto di lavoro, reati contro il patrimonio, interruzione di pubblico servizio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata. In passato sono stati sottoposti a Daspo, il provvedimento che impedisce di assistere a manifestazioni sportive ed ora hanno avuto anche una sorta di Daspo canoro, perché la polizia gli ha consegnato il foglio di via obbligatorio per tre anni da Sanremo.

In definitiva la protesta di chi è senza stipendio, fatta da chi è ritenuto di esser stato un truffatore per assenteismo. Come scrive Renato Franco sul Corriere della Sera: “I consorzi di bacino (quelli per cui lavorano o lavoravano i quattro ndr.) sono finiti tempo fa sotto la lente di ‘Report’ e anche della magistratura perché negli anni hanno assunto dipendenti in numero esorbitante. Situazione diventata ancora più scandalosa quando il servizio di raccolta differenziata è stato affidato alla municipalizzata Asia. Di fatto i dipendenti del Consorzio erano pagati per non lavorare”.

“Fuoco amico” in casa Rai: a La vita in diretta massacrano Sanremo

fabio-fazio-sanremo-tuttacronacaGli ospiti del talk show pomeridiano di RaiUno condotto da Paola Perego, La vita in diretta, sparano a zero contro il Festival di Sanremo, in onda sulla stessa rete. Quello che non va giù sono le scelte di conduzione mentre vengono pesantemente criticati i cantanti e gli artisti e non mancano neanche giudizi maliziosi. TvBlog ne segue le mosse e spiega che le prime avvisaglie c’erano state lunedì, con la Casta colpevole di non essersi fermata ai microfoni de “La vita in diretta” per rilasciare qualche dichiarazione. Prima è partito Luca Giurato (“Questa se la tira”), poi è arrivato il turno della Marchesa d’Aragona (“Se uno vuole avere una vita pubblica è giusto che si fermi coi giornalisti”). Infine Marino Bartoletti, che con Fazio ha condiviso molti anni di “Quelli che il calcio”, ha sentenziato sulla modella francese: “Lei è una cafona. Non ci si comporta così”. Mercoledì, giorno successivo alla serata d’apertura, la dose viene rincarata. Lo stilista Enzo Miccio le dà dell’”imbalsamatuccia”, mentre Paola Perego critica con ironia: “Comunque Laetitia non ci ha salutato l’altro giorno perché impegnata nelle prove del difficile pezzo”. Poi affonda: “Ora che è partita per la Francia lo devo dire. Non fanno che scriverlo su Twitter. Perché non si è fatta uno sbiancamento? I denti non erano belli. Fisico straordinario, faccia stupenda…”. Ma non bisogna pensare che la modella francese sia l’unico bersaglio. Alba Parietti definisce Arisa “schizofrenica e dal look sadomaso” mentre Dario Salvatori, volto Rai da “Quelli della notte” in poi, va duro sulla Littizzetto: “Perché per alcuni è proibita la parolaccia? Lei ha un solo registro, quello della ces.. arrapata che dice parolacce”. Non ci va leggero neanche Cesare Lanza: “A me la Littizzetto non piace. Se improvvisassimo qui quattro o cinque battutacce faremmo meglio”.

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Miliardario in incognito? Libero e l’articolo su Fabio Fazio

fazio_sanremo_tuttacronacaGiacomo Amadori, su Libero, pubblica un lungo articolo che ha per soggetto il conduttore di Che Tempo Che Fa e del Festival di Sanremo, Fabio Fazio. Esordisce Amadori:

Si narra, in Liguria, che un giorno Fazio e Roberto Saviano, attovagliati in un rinomato e costoso ristorante della Riviera ligure, ordinarono per i nove uomini della scorta «un solo piatto». Le altre portate fu costretto a offrirle lo chef. Oculatezza a parte, Fazio di sinistra non ci è nato, lo è diventato, tanto che alle elezioni studentesche si candidò contro una lista «rossa».

Lo stesso Fazio, spiega ancora l’articolo, qualche anno fa dichiarò “Erano gli anni in cui i comunisti erano insopportabili”. Amadori ripercorre quindi la vita del conduttore. Di famiglia molto cattolica, frequentatore dell’oratorio, un diploma al liceo, gli anni alla facoltà di Giurisprudenza per poi laurearsi in Lettere

e inizia a fare l’intellettuale de sinistra. Nei primi anni ’80 il professore che gli dava ripetizioni di greco, Felice Rossello, gli presenta il concittadino Carlo Freccero, genio del tubo catodico e certamente di sinistra. Il quale gli domanda: «Vuoi fare un programma di Rete 4 (all’epoca della Mondadori ndr)?». La prima conduzione di Fazio, nel 1984, è in Sponsor city: «Fu un programma catastrofico » ricorda il presentatore. Insieme con lui c’erano, tra gli altri, Bombolo e Loris Del Santo. Nel 1993 arriva la consacrazione con Quelli che il calcio, su Raidue, ma non è ancora «impegnato ». Infatti nel 1994, mentre Silvio Berlusconi scende in campo, accetta di fare il testimonial per il Dash. Eppure la vena radical chic sta per prendere il sopravvento. Nel 1996, alla vigilia delle elezioni che decreteranno il trionfo di Romano Prodi, a Paderno Dugnano (Milano), promuove con trasporto i candidati Patrizia Toia e Nando Dalla Chiesa nell’evento «Quelli che l’ulivo». Nel 1997 il portavoce dei Verdi Luigi Manconi lo coopta nel comitato del movimento. A chi gli domanda chi preferisca tra Prodi e Veltroni, Fazio risponde sicuro: «Sto con Veltroni, non c’è dubbio. Ma da qui a pensare a chissà quali intrecci ce ne passa. E poi non ho mai avuto una tessera. Anzi, ne ho solo una, quella dell’ Anpi (Associazione nazionale partigiani, ndr)».

In tutto questo, fonda anche la Archimede, una società di consulenza e produzione che chiude nel 1998.

Intanto i suoi guadagni crescono: nel 1999 per Quelli che il calcio incassa circa 1,3 miliardi di lire e 500 milioni per Sanremo; quindici anni dopo i suoi compensi sono più che raddoppiati: 1,8 milioni per «Che tempo che fa» e circa 600 mila euro per la kermesse canora. Nel 2001, mentre conduce un comizio di Massimo D’Alema, irride la tv commerciale: «Tra la prima e la seconda parte della costituzione Berlusconi ci metterà la pubblicità?» domanda. Ma la politica non gli fa mai dimenticare la borsa e così proprio in quei giorni, accompagnato dal suo avvocato, mette a punto un contratto miliardario con la neonata 7 del dalemiano Roberto Colaninno. Dopo neanche tre mesi il suo Fab show viene annullato e lui se ne va con 28 miliardi tra buonuscita e penali. Ma che cosa ci ha fa con tutti questi soldi? Da uomo oculato sceglie investimenti sicuri. Come il mattone.

Per esempio ha comprato casa nell’amata Parigi. Nel 2002 ha fondato persino un’immo – biliare, la Apparvest srl, che nel 2008 è stata liquidata. Di quella avventura restano due lussuosi appartamenti a Milano, in zona Porta Romana, rispettivamente di 8,5 e 9,5 vani. Nel savonese bisogna aggiungere sei vani ad Albissola Marina e altre due grandi appartamenti a Varazze (8,5 e 9,5 vani), di cui sono usufruttuari i genitori. Oculata amministratrice è la moglie Gioia, 46 anni, laureata in lingue. I due si sono conosciuti nel 1986 durante un concorso di canzoni tra liceali savonesi (Fabio era in giuria e lei vinse) e sposati nel 1994. Oggi vivono sulle colline di Celle ligure in un vecchio cascinale riattato a supervilla (classe A8), una casa un po’ da cumenda che nel 1998 aveva suscitato diverse polemiche.

(…) La magione è salita a 13 vani e a questa si sono aggiunti due mini appartamenti di 2 e 3 stanze. Il tutto circondato da 7 mila metri di uliveti. Va detto, però che, per chi osserva dall’alto, la principale attrattiva risulta la piscina oversize, quasi un laghetto artificiale. Che, forse, ha ispirato il sermone sulla bellezza con cui Fazio ha aperto l’ultimo Sanremo.

In arrivo sul palco di Sanremo l’amico di Renzi?

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Tra conferme e smentite la notizia continua a circolare sui social network e Libero riprendendo l’annuncio fatto in diretta su rai Uno all’Arena, trasmissione condotta da Massimo Giletti ripercorre i passi più salienti con cui tale voce ha iniziato a diffondersi. L’annuncio quindi viene da un programma Rai, con Giletti che afferma: “Al Festival di Sanremo 2014 Pif sarà sul palco con Fazio e Littizzetto tutte le sere”, poi aggiunge “Adesso Fabio Fazio si arrabbierà, domani c’è la conferenza stampa del Festival”. Quindi è stata un’anticipazione? E qui si genera il giallo. Su Twitter arriva una quasi smentita da parte del direttore di Rai1, Giancarlo Leone: “Giletti parla di Pif a Sanremo accanto ai conduttori. Sbaglia. Fazio e Littizzetto coppia unica. Se poi Pif ci sarà lo sapremo presto”. Smentita? Conferma? Se davvero Pif – all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, figlio del regista Massimo e discendente dello scultore danese Bertel Thorvaldsen, nonché vj per MTV e fresco del debutto alla regia La mafia uccide solo d’estate – dovesse essere sul palco con Fazio e la Littizzetto davvero si avrebbe uno degli amici più cari di Renzi a condurre Sanremo. Pif infatti, l 27 ottobre 2013 ha tenuto un discorso sul palco della Leopolda a Firenze, durante la manifestazione organizzata dal sindaco Matteo Renzi, attaccando Rosy Bindi, a proposito delle sue affermazioni sulla mafia, e Vladimiro Crisafulli. Un vero sostenitore, insomma, del sindaco di Firenze con il quale condivide politica e amicizia. Ci sarà la smentita? Arriverà la conferma? Coppia o tris sul palco della manifestazione canora più discussa d’Italia?

 

Il cattivo gusto dello spot di Sanremo, gaffe di Fazio e Littizzetto?

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Arriva il primo spot di Sanremo ed è subito polemica. A chiedere la rimozione del video sono stati i disabili che non hanno gradito la gag comica contenuta all’interno. Sulle note di  “Se mi lasci non vale”, Fazio rimane con il braccio di un manichino tra le mani, dopo che la Littizzetto ha lasciato la scena. Al centro delle polemiche proprio il braccio che è stato reputato di cattivo gusto da chi è portatore di handicap e che ha suscitato anche la disapprovazione del presidente dello sportello dei Diritti Giovanni D’Agata che ha già minacciato di rivolgersi all’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, se il video non verrà immediatamente rimosso. L’Agcom, dal canto suo intanto è già intervenuta, bollando lo spot come “squalificante e di cattivo gusto”. Anche sul web, in particolare su YouTube sono innumerevoli i commenti disgustati degli utenti:

#Fazioalzalatesta nasce la polemica sul web per l’intervista alla Boldrini

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Ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” questa sera c’è la Presidente della Camera Laura Boldrini,che mancava dalla trasmissione da marzo 2013, quando a pochi giorni dall’elezione, aveva accettato l’invito di Fazio. Oggi, in un clima rovente per la politica italiana, in una domenica che precede una delle settimane più difficili per il Parlamento, Laura Boldrini dopo le contestazioni in Aula e sul web da parte del M5S appare nella tv pubblica. Immediata la reazione di Grillo che chiede a Fazio con un post di fare giornalismo e lancia l’hashtag #Fazioalzalatesta.

Questo il post di Grillo sul suo Blog:

La Boldrini in questi giorni sta occupando la RAI raccontando il falso agli italiani.

Non è vero che i cittadini avrebbero pagato l’IMU se avessimo fatto decadere il decreto Bankitalia. Bastava scorporare il decreto come chiesto dal M5S. La Boldrini ha la responsabilità di non essersi imposta al governo, ai burocrati di Palazzo e ha subito la volontà dei poteri forti che hanno voluto saccheggiare7,5 miliardi di euro dalle riserve della Banca d’Italia – soldi di tutti i cittadini – regalandoli a banche private e assicurazioni.

La Boldrini mente in tv e a Montecitorio sulla ghigliottina: è uno strumentonon previsto né dal Regolamento né dalla Costituzione.

Oggi, dopo aver imposto un suo intervento su Rai 1 nella trasmissione dove interveniva la deputata M5S Loredana Lupo, sarà ospite di Fabio Fazio.

E’ capitato già in passato di fronte alle bugie di Letta che Fazio abbia detto di non poter sapere tutto quello che accade in parlamento.

Ci teniamo quindi a informare Fazio.

La Boldrini ripeterà – mentendo agli italiani – che la ghigliottina è democratica e il m5s antidemocratico. Ricordiamo a Fazio cosa disse nel 2009 sulla ghigliottina il capogruppo del Pd alla Camera:http://www.beppegrillo.it/2014/02/la_coerenza_pd_nel_2009_era_contro_la_ghigliottina.html

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini di questa incoerenza a distanza di pochi anni?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere in quale articolo del Regolamento della Camera e della Costituzione è prevista la ghigliottina? Può chiedere conto alla Boldrini dell’assenza di solidarietà alla portavoce Loredana Lupo aggredita in Aula e quali provvedimenti intende prendere nei confronti del suo aggressore?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini delle sue parole eversive contro l’opposizione che invece dovrebbe tutelare in qualità di presidente della camera?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini della sua responsabilità nel passaggio del decreto legge contro la Costituzione e ai danni degli italiani?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini della sua volontà di cambiare il regolamento della Camera per zittire definitivamente le opposizioni?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini della presenza inusitata e incontrollata di lobbisti alla Camera che influenzano e manipolano i deputati del pd come nel caso Sorgenia e Tivelli?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini delle irregolarità avvenute in Commissione affari costituzionali prima del passaggio in Aula della legge elettorale firmata Renzi-Berlusconi?

Può Fazio oggi distinguersi nel panorama della stampa italiana e guadagnarsi il suo stipendio milionario pagato dai cittadini?

Immediata la reazione dei simpatizzanti M5S e scoppia la polemica in rete!

 

Fazio querela e il libro viene ritirato

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In tempo record il libro “Io e Silvio. L’uomo dal sole in tasca.” di Luigi Reggi, ex dirigente Mediaset, è stato ritirato dal mercato dopo la querela che il conduttore Fabio Fazio ha sporto proprio nei confronti dell’autore. Nei giorni scorsi la bagarre legale intorno all’uscita del libro aveva sollevato molte polemiche soprattutto da parte del conduttore di “Che tempo che fa” che aveva anche tweettato: ”Tutto falso, anche molto divertente ma falso. Querelerò”. E così è stato, con tanto di ritiro del libro dagli scaffali delle librerie…

 

A Che tempo che fa arrivano Caressa e Bergomi: la Rai vs Fazio

fazio-tuttacronacaFabio Caressa e Beppe Bergomi, telecronista e commentatore di punta di Sky, sono stati ospitati da Fabio Fazio alla trasmissione di Rai3 Che Tempo Che Fa. E la scelta non è andata giù al sindacato della Rai che accusa il conduttore di “essere recidivo” per aver già invitato in passato Caressa arrivando addirittura al rimprovero di aver fatto una pubblicità gratis alla rete di Murdoch. Usigrai e Cdr Raisport ora chiedono: “La Rai chieda immediatamente conto a Fabio Fazio dello spot alla pay-tv, offerto gratuitamente in prima serata”. Si legge nella nota: “Il conduttore di Che tempo che fa è anche recidivo su comportamenti in evidente contrasto con l’interesse dell’azienda. Esattamente come stasera, infatti, già nel 2010 Fazio invitò il telecronista della concorrenza in vista dei mondiali di calcio del Sudafrica. Praticamente come avvenuto stasera in vista del Brasile. Insomma, in piena campagna Rai per il rinnovo del canone, nel salotto di Fazio stasera ne è andata in onda una per gli abbonamenti alla pay-tv”. Da parte sua Fazio, in chiusura della puntata, ha risposto alle critiche dicendo: “Siamo la tv di tutti, anche di chi lavora nella tv privata, perchè siamo la centralità”. E ha proseguito: “Sono 30 anni che lavoro in Rai ed è segno di quello che penso della tv pubblica. La Rai, lo diciamo sempre, è un servizio pubblico e come tale ospita tutti i protagonisti della vita pubblica, dello spettacolo, della politica e dello sport. Anche questa è la sua missione, come del resto è informare, intrattenere e far riflettere. Siamo una tv di tutti, anche di chi lavora nella tv privata, perchè siamo la centralità. Raccontiamo i protagonisti ovunque essi siano e dovunque lavorino». E alla fine ha ripetuto: «Questa è la Rai di cui sono orgogliosissimo di far parte”.

Fazio contro il Fatto… e quel presunto provino con Berlusconi

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Il Fatto Quotidiano fa davvero irritare Fabio Fazio e il conduttore minaccia querele dopo che sono stati riportati alcuni aneddoti curiosi sul libro scritto da Reggi e intitolato “Io e Silvio, l’uomo dal sole in tasca”:

Fabio Fazio si arrabbia per la storia raccontata sul Fatto a proposito di un presunto provino con Silvio Berlusconi. Della storia parla il quotidiano di Padellaro:

il racconto di “un ventenne Fabio Fazio, con maturità classica e imitatore alle prime armi” che si presentava da Silvio Berlusconi accompagnato da “due lugubri signori vestiti di nero ”. Uno dei due, racconta Reggi, “forte di avere alle spalle il solito politico che allora incombeva su tutte le tv”. Nessun nome. Il Cavaliere si sentiva in “imbarazzo”, ma rispose che affidargli un ruolo importante “era prematuro”.

Ma la cosa non è piaciuta per niente a Fazio, che su twitter ha replicato piccato:

 

De Andrè: l’Italia omaggia il cantautore nel 15° anniversario della morte

fabrizio_de_andre_tuttacronacaEra l’11 febbraio 1999 e la musica italiana perdeva una delle sue voci più ispirate. Ora, a 15 anni dalla sua scomparsa, Fabrizio De Andrè viene celebrato come uno dei grandi cantautori dal secondo dopoguerra ad oggi. “Sarebbe necessario che, invece di dire che Fabrizio è il Bob Dylan italiano, si dicesse che Bob Dylan è il Fabrizio americano” aveva detto la scrittrice Fernanda Pivano, sua amica, che alla sua morte lo definì “Il più grande poeta che abbiamo mai avuto”.

In tutta Italia, come si può vedere sul sito della fondazione nata per iniziativa della sua vedova Dori Ghezzi e della Pivano, verranno promosse iniziative per rendergli omaggio e diffonderne ancora la poesia. Ma anche il Festival di Sanremo, che si terrà dal 18 al 22 febbraio, gli renderà il suo omaggio in occasione della serata del venerdì, denominata ‘Sanremo Club’, come annunciato da Fabio Fazio. Intanto, tra i big in gara ci sarà anche suo figlio, Cristiano De André.

14 big in gara: Fazio annuncia i cantanti di Sanremo 2014

fabio-fazio-sanremo-tuttacronacaIn diretta al Tg1 Fabio Fazio ha annunciato i nomi dei 14 big che si sfideranno a suon di note durante la prossima edizione del festival della canzone. Si tratta di Arisa, Noemi, Raphael Gualazzi con Bloody Beetroots, Perturbazione, Cristiano De Andrè, Renzo Rubino, Ron, Frankie Hi-Nrg, Giuliano Palma, Riccardo Sinigallia, Francesco Renga, Antonella Ruggiero, Giusy Ferreri e Francesco Sarcina. Ognuno di loro eseguirà due canzoni, come nell’edizione precedente in occasione delle prime due serate e sarà scelto subito quale dei due andrà in finale. Se non cambia la formula, non cambiano neanche gli aggettivi e infatti ieri, in un Tweet, il presentatore ha rispolverato l’aggettivo “contemporaneo” per parlare dell’edizione dell’anno scorso. E oggi lo ha ribadito parlando di scelte “non televisive”, ma che rispettano “il senso della musica di oggi”. Questi i brani che gli artisti proporranno: Arisa con Lentamente e Controvento; Noemi con Bagnati dal sole e Un uomo è un albero; Raphael Gualazzi feat. Bloody Beetroots con Liberi o no e Tanto ci sei; Perturbazione con L’Unica e L’Italia vista dal bar; Cristiano De Andrè con Invisibili e Il cielo è vuoto; Renzo Rubino Ora e Per sempre e poi basta; Frankie Hi-Nrg con Pedala e Un uomo è vivo; Giuliano Palma con Così lontano e Un bacio crudele; Riccardo Sinigallia con Prima di andare via e Una rigenerazione; Antonella Ruggiero con Quando balliamo e Da lontano; Giusy Ferreri con L’amore possiede il bene e Ti porto a cena con me; Francesco Renga con A un isolato da te e Vivendo adesso; Francesco Sarcina con Nel tuo sorriso e In questa città; Ron con Un abbraccio unico e Sing in the rain.

Anna Marchesini, “drammaticamente felice” e l’annuncio che non ti aspetti

anna-marchesini-tuttacronacaDopo aver commosso il pubblico italiano con la sua apparizione alla trasmissione Che tempo che fa, Anna Marchesini fa convergere su di sè l’attenzione anche dagli studi di Domenica In, dov’è stata ospite oggi per promuovere il suo libro, Moscerine, ma soprattutto dare un annuncio shock, che nessuno si aspettava: “Il prossimo anno sarò a teatro con l’ultimo racconto del mio libro. Lo farò da sola in scena, è un racconto che leggerò e di cui reciterò tutti i personaggi”. Nonostante sia gravemente malata, non perde l’entusiasmo e presto tornerà a solcare l’amato palco, con un testo unico per più personaggi, ma un’unica voce: la sua. “Io sono drammaticamente felice – dice – è un ossimoro, ma l’ossimoro secondo me precisa. Non c’è qualcosa che mi rende felice, momenti no li ho anche io, ma è qualcosa che sento dentro, quello che ho ottenuto perlopiù l’ho cercato e quello che ho cercato, partendo da una bambina molto paurosa con un senso di abbandono fortissimo, è il coraggio. Mi rende felice cercarlo e mi rende felice sapere di non averlo ancora trovato. Io sento la vita. La sento forte, intensamente, drammaticamente ma anche in maniera grottesca, comica”. Del resto la sua carriera è stata all’insegna della comicità, segnata da una vocazione “al plurale” che confessa riguardando spezzoni della sua carriera televisiva. “Rivedendomi adesso che sono più anziana mi piaccio tanto. I primi anni mi guardavo con sguardo molto critico, adesso mi osservo con amore. Questi personaggi non si mostrano più ma chiacchierano tutti dentro di me. Io mi sono sempre sentita al plurale, non come individuo singolare. Convivo con affetti, voci, personalità. Sono io dentro tutto quello che faccio. Terribilmente e intensamente”.  E riguardo al nuovo libro: “Moscerine l’ho scritto dopo aver riletto Pirandello. A me la lettura insieme alla vita offre spunti emotivi, emozionali, fortissimi. Amo Pirandello. Non è solo aver letto Pirandello, è anche che scrivere mi piace, alterno la scrittura alla lettura, sperando di fare letteratura. Ho sempre sognato di scrivere ma non solo scrivere. Bisogna scrivere di letteratura”.  Anna Marchesini quindi come s’identifica? Scrittrice o attrice? “Già da bambina desideravo scrivere, confrontandomi con i grandi della scrittura mi dicevo perché rompere il silenzio io dopo che i grandi lo hanno già fatto. Mi censuravo. Poi dover aver riletto Proust ero così piena di sensazioni che ho cominciato a scrivere, dicendo lo faccio per me, non è che scrivo per poi dargli un seguito. Poi ho finito di scrivere per me…”.  E ora per Moscerine inizia un vero e proprio “tour” di presentazioni.

Denunciata la Littizzetto!

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“Che tempo che fa” è nella bufera dopo che la scorsa domenica, Luciana Littizzetto, è entrata in trasmissione spingendo un carrellino rosa all’internod el quale vi era un piccolo maialino nero, visibilmente spaventato, con il respiro affannato. Nelle intenzioni, il maialino era il simbolo della legge elettorale, ma per l’associazione Aidaa ci sarebbero gli estremi per un possibile maltrattamento di animale ai sensi dell’articolo 544 del codice penale. In base a tale legge l’associazione ha infatti denunciato la comica torinese, come si legge nella nota che è stata resa pubblica:

“Luciana Littizzetto è comparsa in studio accompagnata da un maialino nero sistemato su un carrello rosa. La bestiola avrebbe dovuto rappresentare l’attuale legge elettorale, il cosiddetto ‘porcellum’, argomento clou dell’intervento di ‘Lucianina’. Ma, effettivamente, le immagini del povero porcellino terrorizzato stridevano in maniera imbarazzante con le battute della comica e le risate in sottofondo. La povera bestia respirava affannosamente, strabuzzava gli occhi per il terrore, immobile, letteralmente pietrificato dalla paura”.

Il presidente Croce nel suo esposto chiede che la procura accerti se vi siano state violazioni della legge di tutela degli animali.

“Vorrei poter dire alla signora Littizzetto che gli animali non sono giocattoli – dice Lorenzo Croce firmatario dell’esposto denuncia – e che gli stessi sono esseri senzienti che soffrono e il maialino da lei utilizzato era quantomeno sicuramente sofferente. Noi – conclude Croce – che lottiamo contro l’uso di animali nei circhi non potevamo certo non intervenire in questa situazione che consideriamo assolutamente grave per l’abuso subito dall’animale”.

Fazio non invita Civati? E il dem si ricrea lo studio di “Che tempo che fa”

civati-chetempochefa-tuttacronacaCivati vuole andare a Che tempo che fa, la trasmissione condotta da Fabio Fazio su Rai3 e manda il messaggio in modo quanto mai chiaro: in occasione della convention bolognese all’Estrago, tenutasi domenica, il candidato alla segreteria ha portato una scenografia ricalcata da quella della trasmissione e, seduto su una poltrona simile a quella del salotto di Fazio, con tanto di sigla e presentazione di Filippa Lagerback, ha risposto alle domande (trasmesse su un un maxi-schermo) che il conduttore ha rivolto a Renzi e Cuperlo. “Stiamo scherzando, Fazio – ha detto Civati – però ci siamo rimasti male, perché quando si corre si deve essere alla pari”. E ancora: “Ho visto con grande piacere Cuperlo e Renzi ospiti di Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’, e avrei partecipato volentieri per offrire a un pubblico un po’ diverso da quello solito dei talk show politici un’informazione completa su queste primarie. Oggi e’ il 1 dicembre, si vota l’8, e ho come l’impressione che gli spettatori e gli elettori del Pd questa possibilita’ non ce l’avranno”. Quindi una sottolineatura: “Fazio e i suoi autori sono ovviamente liberi di scegliere chi invitare alla loro trasmissione, e infatti io la apprezzo così tanto che ho voluto rifarla oggi, qui a Bologna, dal palco dell’Estragon, utilizzando la sua scenografia, il suo famoso tavolo, e persino le sue stesse domande, oltre all’immancabile introduzione di Filippa Lagerback. Mi spiace solo che manchi Luciana Littizzetto, che peraltro so essere una mia ammiratrice quanto io lo sono di lei”.

Paolo Bonolis torna in grembo a “Mamma Rai”?

paolo-bonolis-chetempochefa-tuttacronacaIeri sera Paolo Bonolis era ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Durante l’intervista, anche se non l’ha detto direttamente, quello che è trapelato è che potrebbe essere vicino al ritorno in Rai. Fazio gli ha rivolto la domanda in modo diretto: “Torni in Rai?” mentre il presentatore di Avanti un Altro ha svicolato “non lo so, tutto può essere sono mille i sentieri della vita anche se quelli della tv sono solo quattro”. L’esordio di Bonolis, come ricordato ieri durante la chiacchierata su Rai3, fu proprio su Rai1, con un programma per ragazzi: dopo questo viaggio nel passato, Fazio l’ha sfidato allo stesso gioco della trasmissione Mediaset nel quale bisogna sempre rispondere il contrario. Fazio gli chiede “l’anno prossimo sarai su Canale 5 o su Raiuno?” e lui risponde: “Canale 5”.

Anna Marchesini commuove a Che Tempo che Fa

anna-marchesini-tuttacronacaE’ stata ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa” l’attrice Anna Marchesini che, nonostante la malattia, non ha perso nè il sorriso nè l’ironia. L’ex componente del trio formato da lei, Solenghi e Lopez, soffre da anni di una grave forma di artrite reumatoide. La comica, però, nonostante il sorriso di sempre ha il volto scavato dal male che la sta piano piano spegnendo e con voce flebile ha commosso tutto il pubblico presente. Ma prende quanto le sta accadendo con la curiosità di sempre: “Sono obesa di vita, ne sono così interessata” ha detto durante la trasmissione di Fazio, “che mi interessa anche la morte”. Nell’occasione, è stato presentato il suo ultimo libro, “Moscerine”, dove racconta della sua lotta contro la malattia e dell’importanza di reagire.

Renzi a Che tempo che fa: “Il centrodestra come Ridge e Brooke”

renzi-che-tempo-che-fa-tuttacronacaMatteo Renzi è stato ospite di Fabio Fazio questa sera a Che tempo che fa e non poteva mancare di parlare di uno dei temi più caldi di queste ultime settimane: “Il ministro Cancellieri si deve dimettere”, ha detto il sindaco fiorentino. “È una donna delle istituzioni, un servitore dello Stato” ma che “in questa vicenda ha sbagliato, e dovrebbe dimettersi prima della mozione di sfiducia”. Ma comunque: “Anche se dovesse passare la mozione di sfiducia al ministro Cancellieri, il governo non e’ a rischio”. E ha aggiunto: “Perché dovrebbe essere a rischio? Le cose su cui si deve mettere alla prova” il governo, per Renzi, “sono i temi come il lavoro, la disoccupazione”. Parlando poi di quanto accaduto nel centrodestra, con la rottura tra Berlsuconi e Alfano: “Nel centrodestra” è avvenuta “una scissione a tempo determinato”. Sembra di vedere, ha detto Renzi, “Ridge e Brooke di Beautiful”. Infine, ha risposto alle recenti critiche di D’Alema: “D’Alema dice che se vinco distruggo la sinistra. Ma è lui che in questi anni ha distrutto la sinistra”, ha detto Renzi. “Questo è il primo congresso in 20 anni che D’Alema ha perso”.

Che Tempo Che Fa per Baglioni?

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A dieci anni di distanza pubblica “Con Voi”, un progetto musicale nato su internet, nutritosi del rapporto diretto con i suoi fans e realizzato attraverso un viaggio tra iTunes e il suo blog. Ora una tappa fondamentale di questo tour virtuale approda in tv da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa dove questa sera Claudio Baglioni si è esibito portando in studio due brani tratti dall’ultimo album!

Che tempo che fa alla Rai? Aria di privatizzazione?

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Intervenendo a Che Tempo Che Fa, il ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni, ha annunciato delle privatizzazioni nel settore pubblico parlando di “varie ipotesi” che sarebbero al vaglio.  Tra queste non ha escluso anche la tv pubblica, la Rai infatti sarebbe sotto il mirino di una possibile privatizzazione. Queste le parole del ministro del Tesoro:  «Stiamo guardando ogni possibile soluzione. L’obiettivo è dare una mano alla riduzione del debito pubblico». Quando poi Fazio chiede se comunque, l’emittente di Stato rimarrà pubblica, il ministro ha risposto di sì. «Noi abbiamo detto, lo ha detto anche il presidente del Consiglio Enrico Letta, che intendiamo annunciare entro fine anno un programma di privatizzazioni che coprirà sia proprietà immobiliari dello Stato, ma anche partecipazioni azionarie, che sono ancora numerose anche se veniamo dopo un percorso di privatizzazioni significative negli anni scorsi».

Saccomanni dice che ieri ha sentito il Premier Letta e sulla crisi di governo ha ammesso: «Continuiamo a essere ottimisti perché credo che il danno che l’economia italiana avrebbe – ha continuato Saccomanni – da un irrompere nuovamente di instabilità politica sarebbe talmente forte che sono convinto che le forze politiche non vorranno percorrere questa strada. Non posso entrare in previsioni abbiamo lavorato molto bene su con questa strada, un rapporto cooperativo con tutti quanti».

A breve sarà presentata la relazione del commissario sulla spending review. Il ministro ha ricordato che l’obiettivo è «recuperare 10 miliardi in tre anni. Nella sanità concorderemo con il ministro gli interventi. Molto c’è da fare sulle partecipate, le società legate ad enti locali o alla pubblica amministrazione»

Il ministro ha quindi difeso la nuova legge di Stabilità: «Abbiamo ridotto il carico fiscale su imprese e lavoratori. Ci sono incentivi che puntano alla competitività del sistema. E le risorse, un miliardo e mezzo, le abbiamo ottenuto facendo dei tagli. Ci sarà maggiore potere d’acquisto per le famiglie e più spinta sulla crescita con aiuti alle aziende».

Fabio Volo contro Brunetta a sostegno di Fazio

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Anticipazioni di Libero su Fabio Volo, che rilasciando una dichiarazione al settimanale Chi avrebbe attaccato Brunetta sul comportamento tenuto durante l’intervista di Fazio, secondo il quotidiano:

Fabio Volo, si è lanciato in uno sprint alla Fred Flinstone. Come ha prontamente riportato il settimanale Chi, Volo si sarebbe espresso sul faccia a faccia tra Fabio Fazio e Renato Brunetta durante la trasmissione Che tempo che fa. “Al posto di Fazio, gli avrei tirato una clava, a Brunetta”

L’Italia ha bisogno di una clava o di trasparenza? Rispondiamo violentemente perché, forse con troppa irruenza, da parte del capogruppo Pdl alla Camera si sono chiesti chiarimenti sui compensi dei conduttori della tv pubblica? In ogni modo, clava a parte, speriamo che Volo non si sia riferito anche all’exploit di Maradona… altrimenti la clava pioverebbero anche su Fassina?

“L’ombrello” di Maradona: Vigilanza Rai contro Fazio

maradona-ombrello-fazio-tuttacronacaSalvatore Margiotta (PD), Vice Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, è intervenuto oggi su La7 dove ha dichiarato: “Filmati agghiaccianti ed esempi pessimi” quelli del calciatore, Maradona, “che ospite della tv italiana replica strafottente a Equitalia e del politico, Denis Verdini, che ammette pubblicamente di aver ricevuto pagamenti in nero. Più grave il secondo certo, perché il senso di responsabilità che si chiede a un uomo delle istituzioni è più alto di quello che è tenuto a dimostrare uno sportivo, tra l’altro non italiano.” Riferendosi poi all’accusa che il Codacons ha rivolto alla Rai di pubblicità occulta perchè il presentatore ha parlato della raccolta di dvd dedicata all’ex Napoli, prodotta dalla Radio-Televisione di Stato e curata da Gianni Minà, ha concluso: “Grave è che Fabio Fazio in diretta non abbia obbligato alle scuse l’ex campione, ma la polemica del Codacons proprio non sta in piedi. Un conto è la promozione che si propone all’artista in cambio della partecipazione al programma, un conto il gettone di presenza. Non possiamo perder tempo a fingere che il mercato non abbia delle regole che tutto il mondo rispetta”.

Nuovo attacco di Brunetta a Fazio e la Littizzetto “s’immola”

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Che tempo che fa è ancora nella bufera di Brunetta. Il parlamentare del pd infatti ha sferrato un nuovo attacco a Fabio Fazio e alla Rai:  se Maradona è stato indecente con il suo “gesto dell’ombrello” rivolto al fisco italiano, è la tesi dell’ex ministro, “più grave ancora è il comportamento di Fazio”.

Il capogruppo del Pdl alla Camera ha spiegato all’agenzia Ansa di aver “depositato un’interrogazione alla Commissione di Vigilanza Rai sull’episodio indecente accaduto ieri sera a ‘Che tempo che fa’, con Maradona impegnato nel gesto ‘dell’ombrello’, ed elevato così a testimonial dell’evasione fiscale. Più grave ancora è il comportamento di Fazio”.

Secondo Brunetta, “più grave del comportamento dell’ex calciatore, appare quello di chi gli ha approntato il palcoscenico. Se Maradona è infatti noto per le sue intemperanze, e dunque non stupisce si sia esibito nel gesto dell’ombrello contro Equitalia, davvero offensiva è la condiscendenza manifestata dal conduttore Fabio Fazio che ha lasciato che il suo pubblico tributasse un’ovazione per quell’atto di volgare offesa, che irride la legge e gli italiani onesti”.

Per questo il capogruppo del Pdl, che già nella puntata precedente di ‘Che tempo che fa’ aveva polemizzato con Fazio per il suo compenso, ha depositato

“un’interrogazione al presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, Roberto Fico, sull’indecente episodio accaduto ieri sera ‘Che tempo che fa’, con l’esibizione di Diego Armando Maradona impegnato nel gesto ‘dell’ombrello’, ed elevato così a testimonial dell’evasione fiscale in casa di chi paga il canone per vedersi sbeffeggiato. L’interrogazione chiede di far luce su eventuali compensi fatti giungere per vie traverse a Maradona e se nel contratto di Fazio esistano clausole che lo vincolino a rispettare il decoro della Rai e quali siano le sanzioni in caso di violazione”.

Il gesto di Maradona era già stato ampiamente condannato dal viceministro dell’Economia Stefano Fassina. Intervenuto nel programma Mix 24, su Radio 24, il dem aveva affermato: “E’ un gesto miserabile che va perseguito.  (VIDEO)

In difesa di Fabio Fazio è subito scesa in campo la Littizzetto che ha voluto fare ironia:

“Guardi caro Brunella (sic) io sono disposta anche ad andare via da qui. Facciamo così lei viene qui a Che tempo che fa e io prendo il posto di capogruppo del Pdl”. Poi la bordata: “Tanto le nostre misure sono compatibili. Anche lei può mettersi qui sulla scrivania di Fazio”.

Forse però in questo caso dell’ironia non c’era proprio bisogno e sicuramente non si sentiva l’esigenza di ritornare per l’ennesima volta su una battuta ormai inflazionata.

Web e politica alleati… contro il gesto dell’ombrello di Maradona

maradona-ombrello-tuttacronacaE’ stato ospite da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa, in onda ieri sera su Rai 3, Diego Armando Maradona. E la sua lunga intervista, durante la quale l’ex Napoli ha raccontato degli spaccati della sua vita, ha colpito il mondo della politica italiana. Per un unico motivo: l’argentino si è infatti difeso dalle accuse di evasione fiscale, per un totale di 39 milioni di euro. “Non sono mai stato un evasore. Equitalia si occupi di chi ha firmato i contratti. Come Coppola e Ferlaino. Chi ho la fatto oggi può andare in giro in Italia tranquillamente. A me invece tolgono gli orecchini e gli orologi. Ma oggi non ce l’ho con me”. Alle sue parole, ha fatto seguire l’inequivocabile gesto dell’ombrello, rivolto ad Equitalia. “Mi hanno cercato degli sponsor offrendosi di pagare il mio debito per farsi pubblicità, ma io ho rifiutato. Proprio perché non sono un evasore. Voglio la verità e andare fino in fondo”. Il primo a puntare il dito contro Maradona è stato il viceministro dell’Economia Stefano Fassina. Intervenuto nel programma Mix 24, su Radio 24, il dem ha affermato: “E’ un gesto miserabile che va perseguito. Parliamo di 40 milioni di euro, Maradona farebbe bene a rispettare le leggi”. Ma anche la rete si è lamentata del comportamento del Pibe de Oro, bocciando il gesto in Twitter.

I nostri 7 giorni: a volte ci vorrebbe un po’ di zucchero…

7giorni-tuttacronacaLa verità è che ogni tanto ci vorrebbe un po’ di zucchero. Come cantava Mary Poppins. Per mandare giù la pillola. Perchè di amare ce ne sono state molte questa settimana. Tra quelle che hanno più colpito, la deriva razzista in Facebook, con gli insulti alla Kyenge. Perchè se è vero (e giusto) che ognuno abbia una propria opinione e se gli italiani che si vedono ogni giorno più messi alle strette e strozzati da crisi, tasse e aumento dell’Iva hanno il giusto diritto di chiedere che i politici pensino a loro, è anche vero che a volte, semplicemente, rabbia e frustrazione fanno sbagliare la scelta dei vocaboli. E’ così sottile il confine tra ragione e torto… Del resto non tutti hanno la possibilità di fare come Crozza e mandare le risposte agli attacchi via Rai. Il fatto è che a volte le cose si possono dire anche pacatamente, come ha dimostrato Michelle Bonev ospite di Santoro: in fin dei conti quando cade una bomba non fa molto rumore, la detonazione arriva dopo. E infatti la reazione è stata quella di generare panico e attacchi. Sicuramente, ha fatto molto discutere. Anche se il più discusso della settimana, non c’è dubbio, è stato SuperMario. Non il suo periodo migliore, prima l’infortunio, poi l’influenza, quindi quel prendersela con i giornalisti e rispondere per le rime a chi lo chiama “simbolo anticamorra”. Non c’è uscito bene con la sua irruenza e forse non è neanche più possibile cercare una giustificazione nell’età: perchè a 23 anni non sei un bambino e la vita ti dovrebbe già aver insegnato tante cose. E quello che non si prova sulla propria pelle lo si conosce tramite i media. Ma la palla gira. E Balo resta sempre nel cuore dei tifosi. Che gli perdonano tutto. In cambio di un gol. Chi non trova perdono è Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine: ora sembra si sia trovato un posto per la sua salma, ma quante discussioni si sono succedute in questa settimana, con tanto di assalto al feretro. Perchè 335 vite sono molte, sono troppe. E tuttavia sono solo il culmine: perchè in fin dei conti se l’ex generale si era macchiato di un crimine che definire orribile è poco, in lui si vedeva anche il sistema in cui era immesso. E soprattutto questa settimana, con il 70° anniversario del rastrellamento degli ebrei di Roma, la memoria fa ancora urlare di dolore. Quelle ferite, quei numeri sulle braccia, non andranno via. C’è da sperare che non tornino. Che il domani sia un po’ più dolce, appunto. E che ci sia sempre un fiore per non dimenticare.

7giorniFiori in vista però sembra non ce ne siano per il popolo italiano: arriva la nuova Legge di Stabilità e sono le spine quelle che saltano all’occhio, con troppe domande inevase. E ovviamente, nuovi scontri, recriminazioni, critiche. Potranno aver da poco votato la fiducia, ma quello che è sempre più palese è che ormai è il popolo a non averne più. Monti si è dimesso da presidente di Scelta Civica (e ha dato il via libera agli attacchi e ai giudizi negativi), Fassina ha minacciato a sua volta di lasciare la sua poltrona. Chi davvero si è alzato è stato sono stati gli italiani, scesi a Roma per manifestare contro quello che non va. Si è riusciti ad evitare il peggio, ma il livello di pericolo era alto. Del resto, quando basta connettersi in un social network per rendersi conto di quanta furia respiriamo ogni giorno, non ci si può attendere molto di diverso. Quello che è difficilmente comprensibile è perchè si voglia distruggere anche quello che resta di positivo: come lo skatepark di Ostia. Sembra quasi che non si voglia più nulla di bello. Meglio poter prendersela con qualcosa o qualcuno. Fosse anche una squadra di calcio che fallisce l’ennesimo obbiettivo: giocatori della Lazio a piedi e la testa di Petkovic che cade. Siamo davvero diventati così cinici? In fin dei conti no. Tant’è che ancora ci appassioniamo, ci preoccupiamo, abbiamo abbastanza buonumore per pensare anche ad Halloween e a far fotomontaggi che strappano sorrisi. Questa settimana ci siamo preoccupati per la salute di Battistuta (forse per nulla, ma significa che la memoria l’abbiamo anche per i nostri campioni) e abbiamo dato il bentornato a Maradona. Ma ci siamo concessi anche un po’ di svago con il gossip: perchè ogni tanto la nostra mente dev’essere come una casa in grado di prendere il volo. E portarci ovunque vogliamo. Magari in un luogo dove, tra le altre cose, ci sia anche un po’ di dolcezza…

GOOD NIGH, AND GOOD LUCK!

Che tempo che fa per Maradona?

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Ospite di Fabio Fazio, Diego Armando Maradona si racconta, sia come uomo che come professionista. Un’intervista a tutto tondo che ha toccato molti aspetti nella vita del campione. Arrivato alle 20.44 in anticipo rispetto agli accordi presi Diego Armando Maradona è sceso dal pickup mano nella mano con la sua compagna Rocio Oliva, vestito in nero e con crocefisso disegnato  sulla parte posteriore della giacca. Era stato lo stesso Fazio a correre nel pomeriggio all’hotel dove alloggiava Maradona, per paura che il campione potesse ripetere la buca che diede a Maurizio Costanzo. Il conduttore di che tempo che fa però era stato rassicurato da quel lungo colloquio con l’ex Pibe de Oro. Nessuna buca da parte del campione che è stato accolto, oltre che da fazio anche da Gianni Minà che ha curato tempo fa anche la collana di dvd per la Gazzetta dello Sport.

Dopo l’intervento della Littizzetto entra in studio e ci tiene a puntualizzare che lui un uomo normale non lo sarà mai. “Tu sai che ho disputato l’80% della mia carriera in Italia, per tutto quello che ho fatto, grazie a Dio, non sarò mai un uomo comune. Vado in vacanza – dice ancora Maradona – in paesi in cui il calcio non è seguito, altrimenti non riuscirei a rilassarmi. Spesso mi capita di incontrare persone che mi dicono di avergli salvato la vita, magari erano inviati in Iraq, c’era la guerra e mostrando una mia foto li hanno lasciati passare. Ma io non ho mai voluto l’esempio di nessuno. Gli unici esempi sono il padre e la madre. Io posso essere da esempio, in parte, sul campo da calcio. Ma finisce lì”.

Diego Armando Maradona è molto diretto anche con il conduttore della trasmissione:  “Tu hai dei nemici, io lo so – dice Maradona a Fabio Fazio -: non sei apprezzato perché dici la verità e in questo paese, come in Argentina, non va bene. Non si può andare controcorrente e questo, invece, mi piace di te”.

Poi parla del suo periodo buio, quello legato alla droga: “Io non ho avuto, grazie a dio, dottori, psicologici perché per questo ci sono dei valori, come l’amore di una figlia che non ti può dare nessuno. La droga è tanto cattiva, difficile da sconfiggere. L’amore e l’affetto delle mie figlie mi hanno salvato. Non mi drogo più da dieci anni”.

e sul numero 10 afferma “Una volta il numero 10 era un simbolo. Ora lo portano anche giocatori qualsiasi… Il gol del secolo? Sapevo che sarei andato in porta. Shilton non ci ha capito niente…” e anche il Boca è uno dei ricordi più cari all’ex giocatore “Io ho sempre voluto giocare nel Boca. Loro non avevano soldi, e mi hanno comprato a cambio di un appartamento, non so bene dove… E uno dei gol più belli resta quello al River nel 1981”. Poi attaca anche i giocatori di oggi, quelli che sembra che giochino per pubblicità o che cambiano maglia facilmente:  “Il giocatore più forte dopo di me?  Ce ne sono stati tanti: Careca, Rijkaard, Gullit, Van Basten, Matthaeus… Io non so se oggi i giocatori sono più forti o meno. A volte sembra giochino per le pubblicità. Cambiano maglia con troppa facilità, un tempo non era così”.

Parla anche dei suoi guai fiscali: “Non sono un evasore e lo dico senza problemi a Equitalia. Si occupino di chi ha firmato i contratti, di Coppola o Ferlaino, che oggi possono girare indisturbati. A me invece tolgono gli orecchini, gli orologi. Oggi però non ce l’ho. Mi hanno cercato degli sponsor offrendosi di pagare il mio debito per farsi pubblicità, io ho rifiutato perché non sono un evasore. Voglio la verità. Chi si fa pubblicità sono quelli di Equitalia che vengono da me. Ma hanno un altro lavoro, il loro lavoro non è Maradona. Io non mi nascondo”.

Ma l’amarezza non è solo per Equitalia ma anche per i suo Napoli dal quale De Laurentiis lo tiene lontano: “Io sulla panchina del Napoli? De Laurentiis non mi vuole” epoi quei mondiali che saranno una magra consolazione per il Brasile:  “I Mondiali saranno un sacrificio grande per la gente: ci sono cose più importanti che il Brasile vinca la Coppa del mondo, non credo che ne abbia bisogno. In Brasile avranno un Mondiale e l’Olimpiade ma per la gente tutto questo avrà un costo molto alto. In Brasile la gente avrebbe bisogno di altre e più cose e non del campionato mondiale. Prima si deve lasciare mangiare le persone, e poi fare questo”. Un’altra battuta, stavolta su quegli Usa che non ha mai amato: “gli americani credono di comandare il mondo, ma noi non siamo americani”.

 

Mamma Rai è un covo di polemiche?

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Tanto tempo fa era “mamma Rai” ovvero la tv pubblica generalista d’intrattenimento, ora invece è diventata un covo di polemiche e una guerra all’ultimo centesimo, pardon  all’ultimo milione! Ora dopo aver rinunciato al contratto con Crozza e Benigni, la Rai vuole fare la voce grossa e difendere a spada tratta il suo operato e soprattutto il conduttore di punta, cioè  Fabio Fazio, a cui ha appena rinnovato il contratto con 5,4 milioni di euro fino al 2017. Così i consiglieri della Rai Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, la prima figlia di Walter Tobagi  e il secondo nel pool di mani pulite, insorgono per difendere l’operato della tv pubblica  «Siamo sconcertati dalla passività di Rai di fronte all’ingiustificato atteggiamento di Renato Brunetta nei confronti di Fabio Fazio», passività «mantenuta nonostante i ripetuti solleciti ad emettere una nota ufficiale» e poi annunciano la guerra… «Il silenzio della dirigenza ci obbliga a un intervento, che avremmo volentieri evitato, per ristabilire la correttezza su alcuni fatti».

I due consiglieri ribattono all’ex ministro che Fazio ha detto il vero quando ha affermato che il suo programma si ripaga con la pubblicità e «anzi, Che tempo che fa addirittura guadagnare – come ha sottolineato ieri anche la collega Todini». E quindi quale sarebbe il problema di pubblicare i compensi e azzittire le voci? Perché continuare a negare la trasparenza ai cittadini?

Sulla pubblicazione dei compensi, Tobagi e Gherardo precisano che «in verità non esiste un obbligo dell’azienda a tale pubblicazione. La legge (decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33) obbliga le amministrazioni pubbliche, per trasparenza, a fornire dettagli anche sulle cifre dei compensi di dirigenti e collaboratori. Ma, secondo due ordinanze delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (ordinanze n. 28329 e 28330 del 22 dicembre 2011), Rai non è “in alcun modo annoverabile tra le pubbliche amministrazioni”, come definite ai sensi di altre norme».

La Rai, ricordano, è un «ibrido: società per azioni di diritto privato che agisce commercialmente in un mercato concorrenziale, però ad azionariato completamente pubblico. Il problema andrebbe affrontato nelle sedi opportune, certo. Ma intanto l’obbligo di pubblicare tutti i compensi non sussiste». E in proposito, i due membri del cda, sottolineano come la divulgazione di dati, «peraltro non verificati, abbia causato la rottura della trattativa con un noto artista», facendo riferimento al contratto con Maurizio Crozza.

«I compensi sono dati sensibili la cui divulgazione può alterare pesantemente la concorrenza nel settore radiotelevisivo, già gravato dalla cappa del conflitto d’interessi, e danneggiare la Rai (quindi anche e soprattutto i contribuenti che pagano il canone). Solo incidentalmente notiamo che il tema della tutela della libera concorrenza dovrebbe essere tenuto particolarmente presente dal capogruppo del partito capeggiato dal maggiore azionista del principale concorrente della Rai».

Infine sulle polemiche relative alle produzioni esterne, «possiamo affermare che, con il piano industriale, Rai ha intrapreso un percorso per la massima valorizzazione e razionalizzazione delle risorse interne. Il percorso richiede tempo e fatica, e gli attacchi gratuiti non aiutano a farlo procedere».

Quindi tutti zitti!!!

Quello stipendio di Fazio che a Brunetta proprio non va giù…

Renato-Brunetta-Fabio-Fazio-tuttacronacaIl capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione di Vigilanza perchè venga chiarita la tipologia del nuovo contratto in esclusiva tra Fabio Fazio e la Rai e sia reso noto, ufficialmente, l’ammontare del compenso triennale previsto per il conduttore genovese. Sostiene Brunetta: “Risulta quanto meno anomalo che il direttore generale Gubitosi proponga di discutere in Consiglio di amministrazione il rinnovo di un contratto che non è in scadenza, ma che giungerà a termine addirittura a giugno del prossimo anno. Secondo notizie pubblicate dai principali organi di stampa, lo stesso Fabio Fazio avrebbe imposto un rinnovo anticipato del contratto garantendosi una vera e propria blindatura e subordinando ad esso la conduzione del prossimo Sanremo. L’eventuale conferma di questa circostanza, si configurerebbe come una gravissima forzatura del conduttore nei confronti della Rai, poiché Fabio Fazio risulta già legato contrattualmente alla Rai fino al giugno 2014, cioè ben oltre il periodo di messa in onda della prossima edizione del Festival di Sanremo”. Ma l’onorevole non si ferma a questo, avendo oggi pubblicato un lungo post in Facebook, dal titolo “Rai. Fazio il falso mite e la comichetta del re” dove offre una sua rilettura della trasmissione “Che tempo che fa”, dov’è intervenuto ieri.

post-brunettaSi legge nel lungo post: “L’AgCom aveva provveduto, dopo un mio esposto, a intimare a ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio di ‘riequilibrare’ le presenze di centro destra, in nome del pluralismo. Così ieri sono stato ospite della trasmissione.” Quindi l’attacco al conduttore: “Qui fornisco alcuni spunti di decodificazione del linguaggio televisivo di Fabio Fazio, un maestro del minimalismo sorridente e blandente. Il tono minore, dimesso e antiautoritario di Fazio viene collocato in una scenografia dove lui se ne sta assiso come in un trono circondato dalle nuvole, ben sopra l’interlocutore. Questo consente di trasformare il tono basso di Fazio in una superiorità morale. Egli decide con lievi spostamenti della voce e delle parole se il pollice è alzato verso l’alto o verso il basso. Il pubblico non ha bisogno di essere catechizzato. Egli si identifica con Fazio posto a sovrano giudice, ma senza bastone, bensì uno come noi. Chi va da lui è già vivo o morto in partenza. O ti sottometti e accetti la sua signoria mite oppure sei fuori dal consesso civile. Troverà lui il modo di farti sistemare dal pubblico. Egli, con garbo, scomunica mandando messaggi subliminali al pubblico, ogni linguaggio diverso dal suo, non puoi uscire dal suo pentagramma, dalla sua sintassi altrimenti sei un barbaro. O sei faziano o sei trasformato in fazioso, e sei escluso.” Ma Brunetta non risparmia neanche l’altro volto del programma: Luciana Litizzetto. E’ il politico a spiegare che lei “entra alla fine a rendere esplicito il giudizio morale, con Fazio che finge di frenarla. I promossi sono ovviamente quelli di sinistra. Brunetta è censurato a posteriori con la comichetta della parrocchietta che fa le faccette a significare antipatia e disprezzo e attira l’applauso al suo pollice verso contro l’avversario-ospite. Si noti: la Littizzetto sale sul trono, la sola e unica, è il giudice popolare che legge la sentenza già stabilita, può permettersi tutto perché ha la licenza, è il giullare del re.” E ancora: “È il perbenismo eletto a Spirito hegeliano, che sa includere l’opposto purché accetti di lasciarsi definire come antitesi e poi sintetizzato sempre da Fazio tutto-in-tutti.” Ma Brunetta torna anche al momento dello scontro avuto con il conduttore riguardo il suo contratto: “Io ieri ho osato chiedere se fosse vero il contratto da più di 5 milioni di euro che Fabio Fazio ha firmato o sta per firmare. Fazio ha detto che non si fanno queste domande, perché è roba riservata, saperlo favorirebbe la concorrenza. Ho risposto: la trasparenza è dovuta per legge, i denari sono legittimi, ma la Rai è degli italiani, che devono sapere. Fazio sostiene a questo punto che comunque il suo programma porta attivo alla Rai e si paga interamente da solo con la pubblicità, e mi invita a controllare.” E conclude “E allora? Quand’anche fosse vero, e non è vero, è il minimo sindacale: i programmi di intrattenimento e di infotainment di Viale Mazzini devono far guadagnare per permettere poi di confezionare trasmissioni di servizio pubblico.”

I nostri 7 giorni: giochi di contrasti

7giorni-tuttacronacaPer fortuna c’è la Nazionale. Che ci ricorda una storia comune e ci vede schierati tutti sulla stessa metà del campo. Per fortuna ci sono gli undici di Prandelli a farci gioire tutti all’unisono. Per il resto? Divisione. E’ stata una settimana all’insegna dei fronti opposti questa. E se per placare quelli all’interno del Pdl serve che Berlusconi dica “basta parlare con la stampa”, per placare quelli di un’intera nazione, almeno per 90 minuti, c’è bisogno di ricordarsi il significato di  far squadra per non soccombere (magari anche con l’aiuto di un pizzico di fortuna!) Per il resto c’è chi s’indigna e chi s’indigna con gli indignati. E’ il caso di Torino, dove chi lotta contro il razzismo reagisce con violenza contro chi predica la bontà della legge Bossi-Fini. Perchè questa settimana è stata anche quella delle tante parole sull’immigrazione, della richiesta dell’abrogazione del reato di immigrazione clandestina e delle tante bare da riempire, del dramma dei morti di Lampedusa a cui si somma quello dei bambini morti e di quelli che una famiglia non l’hanno più. Ma sono stati anche i giorni in cui coloro che hanno permesso l’aumento dell’Iva non rinunciano al finanziamento pubblico dei partiti e vengono attaccatti in parlamento dai chi, tra le fila avversarie, li chiama “ladri”. E ancora, i sette giorni in cui è arrivato il secco no a Stamina e i manifestanti si sono riuniti in una veglia ed hanno crocefisso uno dei loro. Perchè se si può non ascoltare, è più difficile non vedere. Quello che non possono fare le parole, può fare un’immagine così evocativa. E scontri ci sono stati, e sono tutt’ora accesi, tra chi rifiuta i funerali al boia nazista Priebke e chi afferma che Che Guevara è stato peggio di lui. Ma per capire bene la frattura che si sta creando, forse basterebbe solo un nome: quello di Ignazio Marino. Perchè se ci possono essere fazioni e convinzioni, il primo cittadino di Roma che “litiga” con i vigili, con le stesse persone che giorno dopo giorno lo scortavano a suon di pedalate, qualcosa sembra essersi rotto nel profondo. Non è più una società spezzata, ma una stessa identità. Quel che manca, in questo gioco di contrasti in bianco e nero, è una scia di colore che possa creare un ponte, di dialogo.

contrasti-tuttacronacaE se quel primo tocco di colore fosse proprio l’azzurro? Perchè è vero che quando gli undici sono in campo i cuori battono all’unisono… ma fuori? Fuori c’è un altro genere di “unione”: quella del parlare delle Balotellate. Perchè forse Prandelli non può immaginare un’Italia senza di lui… ma lui non è scindibile dai suoi colpi di testa, che spesso si rivelano alquanto irritanti quando non incomprensibile. Come il rifiuto di essere preso a simbolo dell’anticamorra o lo scatto d’ira che gli fa dare una manata a una telecamera che lo disturba. Ma siamo uniti anche quando c’è l’indignazione di mezzo: quando vogliono toccare quel poco che ancora abbiamo, come quella pensione che è un diritto acquisito, o quando eliminano qualcosa che fa parte della nostra cultura, come lo studio della Storia dell’arte a scuola. Poi però, per i presentatori della Rai non mancano e anche per l’Alitalia si trovano soluzioni. Come se non ci fossero già abbastanza lacune da colmare, con l’Ocse ci ha relegato a maglia nera… Ma anche quella che sorge a sentire che la tragedia della diga del Vajont poteva essere evitata e che la frana fu in realtà pilotata. E scoprirlo proprio quest’anno, a 50 anni di distanza da quel dolore che nessuna quantità d’acqua riuscirà a sommergere. Per fortuna, però, ancora dentro di noi riusciamo a ritrovarli quei colori, capita quando ridiamo di cuore davanti a un video che ritrae due husky che gattonano mentre seguono un bebè oppure le infinite manovre per uscire da un parcheggio. E quando sorridiamo di tenerezza nel vedere dei cuccioli (fossero anche enormi come quelli d’ippopotamo) che prendono il latte dal biberon. Perchè anche tra rabbia e riso c’è contrasto. Un attrito che crea scintille. E quello che c’è da ricordare, allora, è che in mezzo a tutto questo bianco e nero, c’è sempre il movimento, la danza, la vita…

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

I 5 milioni di Fazio, Brunetta non perdona!

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Un vero e proprio scontro verbale quello a cui si è assistito questa sera nel programma televisivo di Fabio Fazio a “Che tempo che Fa” dove ospite era Renato Brunetta. In un excursus che va dal voto di fiducia sino a un attacco personale al conduttore e al suo nuovo contratto.

“All’unanimità dei presenti abbiamo stilato una lista di persone che hanno deciso di votare la sfiducia. Poi, siccome non c’erano i numeri per far cadere il governo, Berlusconi ha deciso di dare la fiducia. Così è andata. Ricordo che Prodi fu candidato all’unanimità dal Partito Democratico, poi ci furono i 101”, racconta Brunetta a Fazio. «Rosy Bindi? Magari si vede molto ma pesa poco – dice ancora Brunetta – Le sto parlando dal punto di vista elettorale. Nel centrodestra c’è una gran parte di centro nuovi alla politica, e una parte minoritaria della destra storica. Il vecchio centrosinistra della prima Repubblica è stato incarnato da Berlusconi, mentre l’attuale centrosinistra è il sinistra-centro dell’epoca». Poi Fabio Fazio fa una domanda su Alitalia e Brunetta si surriscalda e inizia a parlare dello stipendio del conduttore: “Si leggono tante cose anche sui 5 milioni del suo contratto, meritati eh…”.

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Fazio risponde: “Non posso dire se ho un contratto di cinque milioni, perché il contratto me lo impedisce. Io però faccio guadagnare la mia azienda. Sono contentissimo di restituire il 50% in tasse e non ho nessuna denuncia fiscale. Questo programma è totalmente pagato dalla pubblicità”.
“Non è proprio così – risponde Brunetta, che aggiunge – Ho chiesto tutti gli stipendi della Rai, c’è una legge, Gubitosi non può dire di no”.

Fazio, 3 anni e 5 milioni e 400 mila… incluso anche Sanremo 2014

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Rinnovato il contratto a Fabio Fazio, ma nessuno aveva dubbi. L’unica incognita era la somma e secondo quanto rivelato dal sito Panorama.it l’accordo che il conduttore avrebbe trovato sarebbe di ben 5 milioni e 400 mila euro con il vincolo di restare per 3 anni in Rai. Oltre a Che Tempo che Fa nel contratto è stato incluso anche il festival di Sanremo 2014. L’accordo firmato in questi giorni, anche se in realtà il contratto sarebbe scaduto a luglio 2014, non avrebbe avuto un intesa facile visto lo scetticismo di qualche consigliere, ma poi anche le ultime resistenze sono crollate. Anche perché Fazio ha accettato di ridursi lo stipendio: nel complesso 600 mila euro in meno rispetto al precedente accordo, 200 mila euro all’anno. Fazio passa da 2 milioni a 1,8 milioni all’anno.

Ancora troppo? E’ apprezzato dai telespettatori lo sforzo di ridurre i costi della Rai? Ai posteri l’ardua sentenza! 

Il video di Renato Brunetta a Che Tempo che Fa e le scintille sui 5 milioni 

Roberto Fico vs la Commissione di Vigilanza Rai, di cui è il presidente

ROBERTO-FICO-tuttacronacaDomenica, intervenuto a Che Tempo che Fa, Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza, a una domanda riguardo #OccupyRai ha spiegato: “Quando sono stato eletto presidente ho dichiarato che vorrei essere l’ultimo perché la Rai non può essere appannaggio dei partiti. Ci vuole questo stacco perché i cittadini pagano un miliardo e settecentocinquanta milioni di euro di canone. I cittadini, non i partiti”. Fazio ha allora ricordato le polemiche dei grillini con Floris ed altri. “A essere cacciato dalla Rai fu Beppe Grillo. “Noi non abbiamo lottizzato, non abbiamo consiglieri di amministrazione. La Rai costa 3 miliardi di euro, una sproporzione totale sugli appalti esterni davvero clamorosa”. E ancora: “Tanti dipendenti vorrebbero essere valorizzati e sono messi da parte”. “Dobbiamo avere un servizio pubblico degno di tale nome. Dobbiamo combattere insieme. Io ho deciso di combattere”. E ora che tanti chiedono le sue dimissioni, a Repubblica spiega: “Noi non abbiamo occupato proprio niente. Occupy Rai era solo il nome della manifestazione”. E ancora: “Dovrebbero ricordarsi che il capo del Viminale Angelino Alfano, insieme ad altri ministri, è andato sulle scale del palazzo di giustizia di Milano a protestare contro una sentenza che riguardava Silvio Berlusconi. Inviterei chi chiede che me ne vada a fare poche chiacchiere”. E alla domanda: “Si metta nei panni dei giornalisti Rai, che avete definito ‘camerieri’ della politica. Come possono sentirsi tutelati dalla sua presidenza?” Risponde: “Le lamentele che abbiamo riportato alla dirigenza ci arrivano da moltissimi dipendenti Rai. Abbiamo chiesto che vengano valorizzati gli interni, persone spesso capaci mobbizzate a favore di altre cui vengono appaltate regie, conduzioni, testi, riprese. Abbiamo un’azienda che costa 3 miliardi di euro l’anno e ne appalta all’esterno un milione e 400mila pur avendo 13mila dipendenti”. E riguardo al fatto che il M5S abbia detto che presidente, direttore generale, cda, devono andare tutti a casa, “Da presidente non ho chiesto nulla del genere. Da deputato – insieme agli altri – vorrei vedere il prima possibile dei risultati sul versante della libertà, della trasparenza e del pluralismo”. roberto-fico-dimissioni-tuttacronacaE mentre il popolo della rete si mobilita, pro o contro Fico, in una nota, pubblicata sul sito dei deputati democratici, Peluffo spiega le sue perplessità sulla vicenda Fico: “Il gruppo del Pd oggi ha sollevato nella sede formale della commissione di vigilanza Rai l’incompatibilità dei comportamenti del presidente Fico con il suo ruolo istituzionale di presidente della commissione. La settimana scorsa ha, infatti, partecipato ad una manifestazione di partito, e fino a qui nulla di male, che è sfociata però in una sorta di “occupazione” della Rai. Da presidente di una commissione di vigilanza e di indirizzo ha piegato il proprio ruolo di garanzia a interessi di parte, esercitando un’indebita pressione sull’azienda che dovrebbe controllare con atteggiamento super partes. Nella discussione che si è sviluppata il presidente Fico non ha dimostrato alcuna attenzione alla gravità del comportamento ne’ alla lesione prodotta alla credibilità della sua presidenza. A questo punto si presenta una profonda divergenza di interpretazione del ruolo stesso della commissione di vigilanza, per questo intendiamo sottoporre con lettera formale l’accaduto ai presidenti di Camera e Senato perché dirimano la questione ed intervengano in proposito per ripristinare il corretto funzionamento di un organo del Parlamento”. In effetti, la richiesta formale di dimissioni non c’è, ma sarebbe pronta una nota da inviare a Grasso e Boldrini dove si sottolinea il comportamento di Fico per la manifestazione #OccupyRai. In commissione però, dopo le dimissioni presentate da Piero Martino, anche Scelta civica spinge perchè Fico lasci. Continua la bufera sulla Rai, dove sicuramente qualcosa va rivisto, considerato anche come vengono spesi i soldi per i regali

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In mezz’ora e Che tempo che fa: nella prossima stagione più spazio al Pdl

annunziata-alfano-tuttacronacaL’Agicom ha ordinato alla Rai di far sì che, nel ciclo 2013-1024, i programmi “In mezz’ora” di Lucia Annunziata e “Che tempo che fa” di Fabio Fazio garantiscano “una maggiore presenza di esponenti del Pdl”. Lo scopo è riequilibrare le presenze politiche nei talk show e garantire la par condicio. L’autorità ha diffuso il seguente comunicato: “Il Consiglio dell’Agcom, all’esito dell’istruttoria avviata per verificare il rispetto dei principi di parità di accesso e pluralismo politico nei programmi “In mezz’ora”, “Che tempo che fa” e “Ballarò” nel ciclo di programmazione 2012-2013, ha ordinato alla Rai di riequilibrare, garantendo una maggiore presenza di esponenti del Pdl nei programmi “In mezz’ora” e “Che tempo che fa” previsti per il prossimo ciclo 2013-2014. Il programma “Ballarò” è stato invece giudicato non lesivo dei principi di pluralismo e quindi non oggetto di intervento”.

La Rai fa flop! Il servizio pubblico non fa share?

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E’ Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano a non usare mezzi termini “La Rai è una fabbrica di flop”. Il giornalista fa anche nomi e cognomi e non parla certo di programmi sconosciuti o di nicchia. Tra i nomi figurano:  David Parenzo, Nicola Porro e Neri Marcorè.

Il venerdì sicuramente è un giorno difficile, già lo è in inverno figuriamoci d’estate, ma certo che i dati mostrati da Tecce sul Fatto Quotidiano sicuramente fanno riflettere: David Parenzo “La Guerra dei mondi”, quattro puntate sull’attualità andate in onda tra giugno e luglio per poi riprendere in autunno, hanno avuto uno share conclusivo del 3,5%, parecchio al di sotto della media del 7,9%. Per questo, scrive Tecce, la Rai chiederà al direttore di rete Andrea Vianello di chiudere la trasmissione.

Vittime del cattivo share legato al calendario sono stati anche Neri Marcorè con il suo spettacolo del lunedì sera, e Fabio Fazio, che ha rinunciato al lunedì ripiegando sui tradizionali sabato e domenica.

Anche un giornalista della carta stampata già prestato alla televisione (La7) come Nicola Porro ha deluso le attese con il suo programma “Virus” e anche qui Tecce rileva il danno:

Virus si è inclinato a 5,25% di share, ma il vicedirettore del Giornale avrà la rivincita in autunno. Tentare può nuocere. Perché i piccoli chimici di viale Mazzini giocano con i milioni di euro, questi prodotti sono stati venduti ai pubblicitari con stime ben maggiori: per una semplice ragione, altrimenti nessuno li avrebbe “comprati”. Il danno estivo si può riparare, quel che non si ripara, e consiste in uno spreco, sono le scenografie e il lavoro che vanno al macero. E anche quei professionisti coinvolti che, responsabili o immuni, sciupano un’occasione. Mancano ancora due mesi, di pazienza e attesa, all’apertura del bar sport di Antonio Polito che non dovrà far rimpiangere il processo di Biscardi. Polito, forse, opterà per la grazia.

 

Brunetta vs Fazio: Che tempo che fa?

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“Che tempo che fa” la trasmissione di Fabio Fazio su Rai Tre finisce in Aula al Parlamento, dove è stata presentata un’interrogazione parlamentare da parte del presidente del gruppo del Pdl, Renato Brunetta, alla Commissione di vigilanza Rai:

“La trasmissione, che fa della legalità la sua bandiera e del moralismo la sua cifra programmatica, ha disatteso clamorosamente le norme che impongono alle reti televisive di ‘servizio pubblico’ la salvaguardia del pluralismo e il rispetto dell’equilibrio dei punti di vista”.

Brunetta scrive anche:

“…emerge che nel periodo compreso tra il 30 settembre 2012 e il 26 maggio 2013, su 60 puntate andate in onda su Rai Tre, la trasmissione ‘Che tempo che fa’ ha ospitato ben 20 esponenti appartenenti al Partito Democratico o comunque riconducibili alla coalizione di centrosinistra (Pierluigi Bersani, il 7 ottobre 2012, Matteo Renzi, l’8 ottobre 2012, Walter Veltroni, il 14 ottobre 2012, Giusi Nicolini, il 15 ottobre 2012, Nichi Vendola, il 29 ottobre 2012, Susanna Camusso, il 5 novembre 2012, Matteo Renzi, il 26 novembre 2012, Pierluigi Bersani il 26 novembre 2012, Massimo D’Alema, il 23 dicembre 2012, Pierluigi Bersani, il 3 marzo 2013, Matteo Renzi, il 9 marzo 2013, Nichi Vendola, il 18 marzo 2013, Laura Boldrini, il 24 marzo 2013, Rosario Crocetta, il 25 marzo 2013, Matteo Renzi, il 27 aprile 2013, Maurizio Landini, il 4 maggio 2013, Enrico Letta, il 5 maggio 2013, Josefa Idem, l’11 maggio 2013, Giuliano Amato, il 12 maggio 2013, Walter Veltroni, il 19 maggio 2013), mentre soltanto 4 sono stati gli ospiti presenti in trasmissione appartenenti alla coalizione di centrodestra (Sandro Bondi, il 12 novembre 2012, Roberto Maroni, il 18 novembre 2012 e il 2 marzo 2013, Angelino Alfano il 26 maggio 2013)”.

E conclude “I dati riferiscono anche di una monotona presenza di intellettuali e giornalisti che poi sono diventati senatori del Pd, come Massimo Mucchetti e Luigi Manconi, e direttori di giornali pressoche’ tutti riferiti all’area di sinistra. Tutto questo contrasta con qualsiasi norma giuridica e deontologica, ben consapevole che ‘la tutela del principio del pluralismo non significa lottizzazione numerica degli spazi e degli operatori tra i partiti, ma corretta rappresentazione della pluralita’ delle posizioni in cui si articola il dibattito politico-istituzionale e delle diverse ispirazioni culturali. Tutte le diverse matrici culturali del Paese hanno dignita’ e diritto ad esprimere la propria visione progettuale e la propria interpretazione della realta”.

Brunetta chiede quindi, ai vertici della Rai “di giustificare formalmente al Parlamento le motivazioni del mancato controllo sulla trasmissione citata tale da violare apertamente l’equilibrio dell’informazione politica, nel rispetto dei principi di tutela del pluralismo, dell’imparzialita’, della completezza, dell’obiettivita’ e della parita’ di trattamento”. E domanda a presidente e direttore generale della televisione di Stato “quali iniziative tempestive intendano prendere per garantire il diritto alla completa e obiettiva informazione del cittadino e rispetto del pluralismo nell’informazione all’interno dei programmi di approfondimento politico del servizio pubblico radiotelevisivo”.

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