Il bar evade 7 euro in cinque anni: chiuso per tre giorni e multa da 2.500 euro

bresso-bar-chiuso-scontrini-tuttacronacaHanno evaso in cinque anni 7,20 euro, non emettendo lo scontrino di qualche caffè e due brioche. La guardia di finanza ha pizzicato i gestori e ora il Caffè Portici, di Bresso, nel Milanese, dovrà tenere la saracinesta abbassata per tre giorni. I proprietari, il 64enne Dino e il figlio 32enne Massimiliano Tucci, sono stati sanzionati anche con una multa di 2.500 euro oltre alla chiusura forzata dell’attività per 3 giorni lavorativi, con tanto di cartello affisso sulle vetrate del bar come a dire:” Questo bar ha evaso le tasse, deve essere umiliato davanti a tutti”. La polemica non ha tardato a scattare, con centinaia di persone che hanno manifestato la loro solidarietà. I proprietari, nel frattempo, hanno anche affisso alla porta dell’attività una lettera inviata all’Agenzia delle Entrate. Vi si legge: “Lo scopo principale è portare in cassa i soldi, ad ogni costo. A questi signori non importa se lavoriamo 16 ore al giorno, non importa se per onorare il lavoro trascuriamo anche gli affetti familiari o se qualcuno viene un infarto per stress.” Molti hanno commentato sotto con carta e penna per dare forza al signor Dino  e per dare un segnale forte di protesta nei confronti di questa condanna troppo severa

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Gli evasi di Rebibbia: catturato Giampiero Cattini

evasi-rebibbia-tuttacronacaNella notte tra martedì e mercoledì erano evasi, dal carcere di Rebibbia, a Roma, Giampiero Cattini e Sergio Di Paolo. I due si sono dati alla fuga dopo aver segato le sbarre di protezione in cortile con una lima ed essersi calati dal muro di cinta tramite delle lenzuola annodate tra loro. Di loro si erano perse le tracce ma ora è stato rintracciato e arrestato Cattini. Le forze dell’ordine sono ancora alla ricerca del suo compagno di evasione. Cattini è stato arresato dalla polizia con l’ausilio della polizia penitenziaria. Cattini, 41 anni, Di Palo, 35, avevano probabilmente progettato la fuga da tempo: i due, che stavano scontando da circa un anno la loro pena, avrebbero dovuto restare in carcere fino al 2018. La moglie di Sergio Di Palo ha lanciato un appello al marito affinché si costituisca. “Mio marito è scappato sicuramente perché gli manca la famiglia. Ma io gli chiedo di tornare in carcere, spero che non abbia problemi con gli agenti quando lo ritroveranno – spiega la donna- sperava nell’amnistia, l’ho visto lunedì al colloquio ed era tranquillo. Mi spiace che mio figlio di nove anni, ha dovuto vedere la foto del padre alla tv. Ma mio marito non è una persona pericolosa”.

Ancora un’evasione! Due carcerati in fuga da Rebibbia

evasione-tuttacronacaSi chiamano Giampiero Cuttini e Sergio Di Palo, rispettivamente di 41 e 35 anni, i due carcarati evasi intorno alla mezzanotte della scorsa dal carcere di Rebibbia, a Roma. I due hanno segato le sbarre di protezione in cortile con una lima e, aiutandosi con lenzuola annodate tra loro, si sono calati dal muro di cinta. In cerca di indizi utili alla loro cattura, gli investigatori si sono recati dalle famiglie dei due, a Primavalle e a Tor Bella Monaca. Stando a quanto riporta il Messaggero i due, una volta superato il muro di cinta, si sono ritrovati nel parcheggio riservato agli agenti della polizia penitenziaria e, da lì, hanno imboccato via Tiburtina, la lunga direttrice che collega la centrale stazione Termini al Grande raccordo anulare. Non è ancora noto se dei complici fossero in loro attesa ed è difficile accertare la direzione che hanno preso. Per questo sono stati allestiti posti di blocco in tutta la Capitale e presso gli accessi del Gra. Al momento, però, Giampiero Cuttini e Sergio Di Palo, che erano in carcere per rapina a mano armata, sono riusciti a far perdere le proprie tracce.

La difesa di Briatore: “Non sono un evasore, pensavo di essere in regola”

Flavio-Briatore-tuttacronacaFlavio Briatore è indagato per reati fiscali legati al noleggio dello yacht Force Blue ma l’imprenditore, nel corso dell’interrogatorio davanti al gup Nadia Magrini, si è difeso affermando: “Non sono un evasore, pensavo di essere in regola. Se la guardia di finanza mi avesse detto che dovevo pagare lo avrei fatto senza problemi”. A Briatore i sostituti procuratori Walter Cotugno e Patrizia Petruzziello contestano di aver ‘simulato’ il noleggio del Force Blue per godere di tariffe agevolate in particolare sul carburante, quando lo yacht era invece solo nella sua disponibilità. L’imprenditore ha ripercorso la sua scalata nel mondo del lavoro,  parlando di tutti i suoi affari dalla Formula Uno al Billionaire fino all’uso dello yacht. “Ho usato il mio nome per fare pubblicità all’imbarcazione, che ha sempre e solo fatto attività di noleggio. Ho messo i soldi per ristrutturarlo, come ho fatto anche in altre mie attività imprenditoriali”.

Dalla musica all’evasione fiscale, guai per Tiziano Ferro

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Tiziano Ferro e i suoi guai con l’evasione fiscale che sembrano non finire. Sono stati  infatti confermati al cantante i 3 milioni di euro dopo che la commissione Tributaria regionale ha respinto il ricorso e di fatto ha ribadito la sentenza di primo grado che stabiliva che la residenza all’estero di Ferro di cui aveva beneficiato negli anni 2006-2008 era, secondo l’accusa, fittizia. Il cantante è stato condannato quindi a pagare anche le spese processuali.

Caccia all’uomo in Grecia: evade un terrorista

Christodoulos-Xiros-tuttacronacaE’ stata l’edizione online del quotidiano Eleftherotypia a dare la notizia che nel nord della Grecia è ascattata una caccia all’uomo: si cerca Christodoulos Xiros, 55 anni, condannato per appartenenza al gruppo terroristico ’17 Novembre’.   L’uomo stava scontando una condanna a sei ergastoli e ulteriori 25 anni di prigione nel penitenziario di Korydallos, alla periferia di Atene, per complicità in sei omicidi, attentati dinamitardi e rapine. Xiros aveva goduto di una licenza festiva di nove giorni il primo gennaio e, come nei giorni precedenti, si sarebbe dovuto presentare stamani al commissariato di polizia di Nea Kallikratia, sulla penisola Calcidica, vicino Salonicco, dove aveva detto che sarebbe rimasto a casa della sorella. Vedendo che non è arrivato, la polizia ha dato il via alle ricerche. Stando a quanto ha dichiarato stamani all’emittente privata Skai Tv l’avvocato di Xiros, Frangiskos Ragousis, il suo cliente si è dato alla fuga. “Ha potuto farlo ed è scappato come ogni rivoluzionario deve fare”, ha detto Ragousis. Christodoulos Xiros è uno dei tre fratelli – il cui padre era un ‘pope’ – arrestato e condannato per il ruolo svolto nei 27 lunghi anni di sanguinosa attività del gruppo ’17 Novembre’. L’organizzazione eversiva venne sgominata nel 2002 quando uno dei fratelli Christodoulos, Savvas, 52 anni, venne catturato dopo essere rimasto gravemente ferito nell’esplosione di un ordigno scoppiato prima del tempo.

10 mesi al killer di Savona evaso la settimana scorsa

gagliano-evaso-tuttacronacaIl 18 dicembre era evaso dal carcere Marassi di Genova, approfittando di un permesso premio, il serial killer Bartolomeo Gagliano. L’uomo è stato in seguito catturato a Nizza e ora, secondo quanto riportato dal sito internet di Nice Matin, sconterà dieci mesi di prigione senza condizionale. Il killer di Savona era stato arrestato venerdì scorso dalla polizia francese a Mentone, in Francia.

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Prima la cattura… poi il pentimento! Parla il serial killer

gagliano-verrina-tuttacronacaE’ stato il legale di Bartolomeo Gagliano, il serial killer evaso da Genoa e catturato a Mentone in Francia, a rendere note le prime parole del 55enne appena riconsegnato allo giustizia: “Sono dispiaciuto per aver tradito la fiducia della dottoressa Verrina e del dottor Mazzeo”.Le due persone a cui Gagliano fa riferimento sono rispettivamente il magistrato di sorveglianza che ha disposto il permesso premio e il direttore del carcere, entrambe finite nella bufera per l’evasione.

Catturato! Preso in Francia il serial killer di Savona

bartolomeo-gagliano-tuttacronacaE’ stato catturato a Mentone, in Francia, il serial killer Bartolomeo Gagliano, evaso dopo un permesso premio. A riferirlo il ministro Cancellieri, che stamane ha riferito sul caso alla Camera e ha annunciato un’indagine approfondita. “Una circostanza che intendo chiarire subito è che sia il magistrato di sorveglianza che il carcere di Genova erano a conoscenza dell’intero percorso giudiziario del detenuto”. Così il ministro della Giustizia nel corso dell’informativa nell’aula della Camera, sulla vicenda di Bartolomeo Gagliano. E aggiunge: “Si tratta di un episodio gravissimo che richiede un accertamento molto rigoroso. Inutile negare che questo rischia di essere un duro colpo a quanto stiamo facendo per rendere il carcere un luogo più civile e in grado di assolvere alla propria funzione rieducativa. Faremo chiarezza ed individueremo eventuali responsabilità. Fatti di questo genere non possono e non devono accadere.” La prima risposta giunta da Genova è stata quella del giudice di sorveglianza Daniela Verrina che ha firmato il permesso premio. Un provvedimento – ci tiene a spiegare – preso “su basi legittime, dopo un lungo studio delle relazioni che riportavano da tempo una compensazione del disturbo psichiatrico, lucidità, capacità di collaborare, tranquillità e nessun rilievo psicopatologico”. Aggiunge: “È il caso più studiato di questo tribunal”». Intanto è stata avviata un’azione disciplinare per il direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo . Per lui si profila un trasferimento. A breve sarà disposto il suo spostamento presso il Provveditorato regionale per la Liguria dell’Amministrazione Penitenziaria.

Catturato Pietro Esposito, il pentito di camorra evaso

pietro_esposito-tuttacronacaE’ stato catturato a Forlì, a casa della sorella, il pentito di camorra Pietro Esposito. Il 47enne era evaso il 15 dicembre dal carcere di Pescara dove si trovava, dopo aver terminato di scontare la pena per due omicidi, per una precedente evasione. Prima di pentirsi, sarebbe stato uno dei killer protagonisti della faida di Scampia. Esposito era tra i  fedelissimo del clan Di Lucia, stretto alleato dei Di Lauro. Le sue dichiarazioni portarono all’ordinanza di custodia nei confronti del boss Paolo Di Lauro e a individuare anche i responsabili dell’omicidio di Gelsomina Verde, in cui era coinvolto e per il quale fu condannato. La 22enne fu uccisa nel 2004 durante la faida di Scampia perché fidanzata di un esponente degli scissionisti. Il pentito non ha opposto resistenza quando è stato bloccato dopo che degli agenti  lo avevano notato mentre si aggirava nei pressi di un bed&breakfast. Hanno così ipotizzato che potesse soggiornare nella struttura ma poi è emerso che era dalla sorella.

Il killer in fuga dopo l’evasione è armato

Bartolomeo-Gagliano-tuttacronacaBartolomeo Gagliano, il serial killer 55enne evaso durante un permesso dal carcere genovese di Marassi e ora ricercato “in tutta Italia”, sarebbe anche armato. L’uomo ha utilizzato una Fiat Panda Van verde targata CV848AW per darsi alla fuga. Il ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri, al riguardo, ha parlato di un “duro colpo” aggiungendo che serve “individuare le responsabilità. L’uomo, del quale si contavano già almeno cinque evasioni, ha ucciso due donne e una transessuale. L’uomo è sempre stato giudicato infermo di mente. Il direttore del carcere ha sostenuto di non essere stato a conoscenza dei suoi precedenti.

Shock! Evaso il serial killer di Savona

serial-killer-tuttacronacaE’ shock in Liguria per l’evasione del serial killer di Savona. Il 55enne Bartolomeo Gagliano, che era in permesso premio dal carcere di Marassi, non è rientrato alle 9 del mattino come avrebbe dovuto fare. L’uomo che si è già macchiato di tre omicidi, di due donne e di un transessuale durante i precedenti “permessi premio” dal carcere, non è nuovo all’evasione: già in precedenza era fuggito cinque volte. Secondo le prime ricostruzioni, questa mattina, alle 6, è uscito dalla casa di sua madre a Savona e ha bloccato la Fiat Panda chiara di un commesso che stava ultimando le consegne in città. Gli ha puntato contro la pistola e lo ha costretto a raggiungere Genova. E’ salito in auto trascinandosi dietro tre borse. Giunti in via De Marini, a Sampierdarena, a ponente del capoluogo, ha fatto scendere il commesso ed è fuggito con l’auto.

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Sette ergastolani armati evasi in Albania: è caccia all’uomo

evasione-tuttacronacaImponente caccia all’uomo in Albania per l’evasione di sette detenuti condannati all’ergastolo per omicidio. I carcerati, che la polizia albanese ha sottolineato che “sono armati”, sono fuggiti  dalla prigione di Drenova, 170 chilometri a sud di Tirana. Le forze dell’ordine hanno chiesto alla popolazione di rimanere al riparo perché gli evasi “sono pericolosi”. Sono stati avvertiti i Paesi confinanti, Grecia e Macedonia.

Dal 730 di Vanessa Incontrada scaricate saune e giochi elettronici

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La notizia è di qualche giorno fa, quando a finire nel mirino della Procura di Milano è stata  Vanessa Incontrada a cui viene contestato il reato di evasione fiscale. Oggi altre indiscrezioni trapelano da nuovi documenti e si sarebbe scoperto che la showgirl dalla sua società The Exnovo srl avrebbe detratto anche la Nintendo Wii, il parrucchiere, l’assicurazione, trattamenti di bellezza, capi d’abbigliamento.  Gli investigatori sono certi che Vanessa Incontrada, per gli anni 2010 e 2011, non ha “provveduto a presentare le dichiarazioni annuali ai fini dell’Irap”. Da qui sono scattate le verifiche incrociate, che sembrano inchiodare la bella soubrette catalana. Per due anni la Incontrada ha tentato di scaricare ‘come’ spese sostenute durante le attività professionali, attività che, come sembra, non erano altro che beni personali.

Una telefonata… nega la libertà! La chiamata che fa arrestare l’evaso

evaso-treno-tuttacronacaViaggiando in treno può succedere di sedersi accanto a qualsiasi tipo di viaggiatore, ma non sempre si scopre che il proprio vicino di sedile è un uomo evaso dai domiciliari e in fuga verso la Francia. E’ accaduto a una ragazza che casualmente si è trovata ad ascoltare una telefonata mentre il treno la portava verso Viareggio, in provincia di Lucca. La giovane ha così contattato un amico brigadiere presso la stazione dei carabinieri di Querceta che, a sua volta, ha contattato i colleghi della Compagnia di Viareggio. Questi ultimi si sono recati in stazione ad attendere l’uomo, un 60enne napoletano condannato per reati contro il patrimonio. L’evaso ha quindi trascorso la notte nella camera di sicurezza dei militari per poi vedersi convalidato l’arresto. Ora si trova nel carcere di San Giorgio di Lucca in attesa del processo fissato a dicembre.

Da “re della dolcezza” all’amarezza della presunta evasione: Perfetti

Mega yacht AIR for charter-tuttacronaca

Augusto Perfetti ovvero il “re della dolcezza”, uno dei primi produttori mondiali di caramelle (Mentos, Chupa-Chups, Brooklyn sono solo alcuni dei suoi marchi più conosciuti)  è ora sotto il mirino dell’Agenzia delle entrate spagnola perché si ritiene che il megayacht “Air”, che batte bandiera delle Isole Vergini, e risulta intestato a una società registrata nell’isola di Man, un protettorato britannico considerato un paradiso fiscale, possa essere ricondotto proprio a Perfetti.  L’imbarcazione – 81 metri di lunghezza, 12 di larghezza, 7 camere e un base per l’elicottero, del valore di circa 100 milioni di euro – era ormeggiata nel porto turistico del Club del mar di Maiorca fin dall’inizio dell’estate. Ora si parlerebbe di una presunta evasione da circa 20 milioni di euro. Secondo quanto riportato da un quotidiano locale per tutta l’estate l’imbarcazione è stato noleggiato a un milione di dollari (736 mila euro) la settimana per varie crociere nel Mediterraneo, facendo base sull’isola spagnola.

  

Accusato di frode fiscale, viene assolto: “non è colpa sua”

evasione-assolto-marcon-tuttacronacaUn imprenditore di Oderzo, che è anche delegato di un’azienda elettronici di Marcon, nel Veneziano, è stato assolto dall’accusa di frode fiscale con una sentenza che potrà avere effetti dirompenti. La motivazione, in sintesi, spiega che “Non voleva frodare il Fisco, ma non poteva pagare perché non aveva il denaro. Il motivo? I Comuni, Magistrato delle acque e due colossi della telefonia mobile per i quali lavorava non gli saldavano le fatture”. L’imprenditore non avrebbe infatti pagato 135mila euro di Iva, che ora sta versando a rate, non perchè fosse un evasore, ma a causa della crisi di liquidità dovuta al fatto che i principali clienti, tra cui anche enti e amministrazioni pubbliche, avevano spostato il saldo delle fatture di oltre un anno. A causa della mancanza di liquidità l’imprenditore non aveva potuto versare l’Iva, ritrovandosi così iscritto sul registro degli indagati per frode fiscale e finendo a processo. L’avvocato difensore Franco Miotto ha presentato però delle argomentazioni per il quale il giudice di Venezia gli ha riconosciuto la buona fede e l’ha assolto. La ditta di Marcon fattura oltre 3 milioni di euro e dà lavoro a 25 dipendenti ma per l’amministrare delegato l’incubo era iniziato due anni fa con l’accusa di non aver versato all’Erario oltre 135mila euro di Iva. Al processo, però, è riuscito a dimostrare la propria correttezza: il mancato pagamento dipendeva, come dimostrano le perizie contabili e i testimoni, dal fatto che gli Enti pubblici per i quali lavorava non lo liquidavano. Spiega l’avvocato Miotto: “La crisi di liquidità era fisiologica per l’azienda di Marcon sia per tipologia dei clienti (Comuni), termini dei pagamenti e sistema fiscale. A causa della crisi, la mancanza di liquidità si era aggravata e, pur aumentando il fatturato, il cliente non riusciva a incassare quanto gli spettava”. Una volta che i Comuni sono tornati a pagare, il manager ha onorato i suoi debiti con l’Erario. “Quando le fatture sono state pagate – precisa il legale – il cliente ha chiesto e ottenuto la rateizzazione dell’Iva”. Per il giudice è insussistente l’elemento soggettivo del reato: da qui l’assoluzione. “Al contrario – conclude l’avvocato – il cliente andrebbe premiato perché, nonostante crisi e mancanza di liquidità, ha mantenuto in vita l’azienda e salvato 25 posti di lavoro. Spero che questa sentenza faccia scuola. Per la prima volta un giudice recepisce la grave situazione finanziaria delle nostre aziende alle prese, tra l’altro, con un sistema fiscale ormai inadeguato”.

Raoul Bova indagato per evasione fiscale: chiesti 1,5 milioni di euro

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Prima il giallo sulle condizioni di salute, poi il gossip che ha ventilato un possibile divorzio. Ora Raoul Bova torna nuovamente a far parlare di sè. Questa volta, però, si tratta di un’accusa di evasione fiscale. Infatti, delle transazioni non giustificate sul conto della Sammarco Srl, società in mano a Bova (20%) e alla sorella (80%) che dal 1996 cura i diritti d’immagine dell’attore, sono finite nel mirino della procura di Roma che ora indaga sull’attore. E’ Il Messaggero che spiega che tale mossa avrebbe consentito a Bova di pagare un’aliquota più bassa: l’evasione si attesterebbe attorno ai 680mila euro. Su queste basi, la procura aveva chiesto un sequestro preventivo per equivalente, ma Gip e Riesame avevano rigettato la richiesta in quanto l’azione dell’attore non avrebbe evidenziato rilievo penale. Secondo il giudice, si trattava dunque di un illecito perseguibile “esclusivamente con gli strumenti amministrativi”. La Cassazione, al contrario, ha imposto al Riesame la riapertura del caso e divalutare se “possa configurarsi come penalmente rilevante”. Nel caso venisse accertata una condotta fraudolenta, l’attore rischia il sequestro dei beni. La cifra dovuta allo Stato, attualizzata e incrementata dagli interessi, è di 1,5 milioni di euro. L’attore, da parte sua, ha fatto sapere di di “attendere con animo sereno i risultati dell’accertamento”.

Rivolta al Centro di identificazione ed espulsione: in tre fuggono

evasi-centro-tuttacronacaE’ scoppiata una rivolta, la scorsa notte, all’interno del Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Al culmine della violenta protesta, inscenata da una ventina di immigrati che hanno lanciato bottiglie e suppellettili contro gli agenti impegnati nel turno di guardia del perimetro esterno del centro, tre immigrati si sono dati alla fuga. Era l’alba quando, approfittando dei tafferugli e utilizzando corde improvvisate, si sono arrampicati sul muro di cinta e a scavalcandolo e facendo perdere le proprie tracce.

Nuova indagine per Mps: nel mirino gli ex vertici

monte_paschi_siena_tuttacronacaNuovi guai per il Monte Paschi di Siena: indagate 11 persone, tra cui l’ex presidente e l’ex ad, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, Gianluca Baldassarri, il responsabile dell’area finanza finito in carcere, Pier Luigi Fabrizi ed Emilio Tonini, presidente e dg fino al 2006. La nuova inchiesta, che coinvolge gli ex vertici del Mps, riguarda reati fiscali con riferimento agli esercizi dal 2005 al 2008. Per i pm di Siena hanno evaso almeno 178 mln di euro.

Frode a Totò, indagato un produttore della fiction italiana

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Anche la tv non è immune come tutte le industrie dall’evasione fiscale. Alessandro Jacchia, titolare della Albatross  e noto produttore di fiction Rai e Mediaset, è indagato per evasione fiscale. Jacchia avrebbe frodato il fisco su veri e propri pezzi di storia del cinema italiano: «Totò al giro d’Italia», «Totò nella fossa dei leoni» e «Totò Le Mokò». Ma anche su film  degli anni Trenta e Quaranta con attori celebri, da «Amore tzigano» con Katherine Hepburn a «Castelli in aria» con Vittorio De Sica, da «Non mi muovo» con Eduardo De Filippo a «Cerco il mio amore» con Fred Astaire e Ginger Rogers, da «Casa dei nostri» con Cary Grant a «Esploratore scomparso» con Spencer Tracy, da «Jess il bandito» con Tyrone Power a «L’ultima carrozzella» con Anna Magnani e Aldo Fabrizi.

Insieme a Jacchia rientrerebbe nella frode ai danni del fisco anche il pubblicitario Giorgio Rosa, a cui fa capo la società Progetto Comunicazione. Attraverso un complesso sistema, con operazioni effettuate anche in Pakistan e negli Usa, la truffa, se confermata, sarebbe intorno ai 2 milioni di Iva e riguarderebbe la vendita dei diritti cinematografici di 133 film. Una vendita che Jacchia non avrebbe mai potuto fare in quanto le pellicole appartengono ad altri soggetti e lui non è titolare dei diritti perché spesso è la Rai a detenerli.

Secondo il Nucleo tributario della Finanza, guidato dal colonnello Stefano Di Gesù, Rosa avrebbe finto di comprare le pellicole da un pachistano – risultato inesistente – e, in cambio di 10 milioni, le avrebbe cedute a Jacchia. Questi, a sua volta, le avrebbe vendute per 11 milioni all’americana Shallcross International, anch’essa inesistente. Le fatture fasulle emesse nella finta compravendita sarebbero servite per frodare il fisco.

Il produttore è noto nell’ambiente anche per aver prodotto alcuni film tv di Beppe Fiorello (L’uomo sbagliato) e sarebbe stato smascherato a causa di guadagni stratosferici che erano arrivati immediatamente sul suo conto nel 2008 e che avrebbero poi fruttato l’acquisto di appartamenti al Pantheon e all’Eur per un valore di 2 milioni di euro.

Ue contro evasori!

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Un bel piano contro l’evasione fiscale sta per essere varato dall’Ue. Il progetto sta prendendo quota per scovare i “furbetti” in Italia, la Francia, la Germania, la Spagna e la Gran Bretagna. Un fitto scambio di informazioni per arginare il fenomeno e portare in luce il sommerso che sta minando l’economia di tanti stati. Ma soprattutto in Italia ci sarà ancora qualcuno in grado di evadere le tasse o l’immobilismo politico farà morire anche il vizio italiano per eccellenza?

Ecco lo stato di terrore… per colpire gli evasori, s’intensificano i controlli

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Conti correnti, depositi, ma anche contratti derivati, fondi pensioni e acquisti di oro e preziosi. Arriva l’Anagrafe dei rapporti finanziari e per gli evasori diventera’ piu’ difficile aggirare il fisco? Probabilmente, no. Fatta la legge, trovato l’inganno! Ma sicuramente diventerà un inferno per chi le tasse le ha pagate e per chi magari vuole solo fare un regalo alla propria fidanzata, moglie o amante.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha firmato il provvedimento che rende operativa l’Anagrafe, rendendo operativo quanto previsto con una delle manovre del passato. I primi dati inizieranno ad affluire a fine ottobre e saranno relativi al 2011. Poi a marzo 2014 quelli del 2012. Quindi di aprile in aprile quelli dell’anno precedente. Insomma già sono previsti tempi lunghi e si ha tutto il tempo, per chi davvero evadere, di nascondere la polvere sotto il tappeto (per dirla in termini bersaniani)!

La lotta all’evasione potra’ utilizzare cosi’ un nuovo e pungente strumento? Probabilmente, prima di rendere davvero operativo questo strumento passeranno anni, per il momento appare solo come l’ennesima violazione della privacy e dell’instaurazione di uno stato di terrore.  In un paese in crisi come l’Italia, in cui le gioiellerie sono stati i primi negozi a sentire il calo dei clienti e soprattutto a dover chiudere i battenti lasciando le famiglie in difficoltà economica, questo strumento non fa altro che acuire ancora maggiormente il disagio di un economia, quella legata ai preziosi, che va verso l’estinzione.

Lo strumento poi ha lacune profonde.  Manca l’indicazione relativa ai controlli sui conti scudati, quelli che nel passato hanno utilizzato la sanatoria per il rimpatrio e la regolarizzazione di fondi esportati illegalmente all’estero. Ma una nota aggiuntiva – assicurano i tecnici – arrivera’ a giorni. A mesi? Ad Anni? Mai?

 

BULGARI HA EVASO IL FISCO PER 3 MLD DI EURO!

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Beni immobili e altre disponibilità per oltre 46 milioni di euro sono stati sequestrati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma nell’ambito di un’indagine che chiama in causa i vertici della holding del lusso ‘Bulgari’, tra i quali Paolo e Nicola Bulgari (già azionisti e soci storici dell’azienda), Francesco Trapani e Maurizio Valentini, rispettivamente ex ed attuale rappresentante legale della capogruppo italiana. Per tutti l’accusa è di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, per aver sottratto al fisco italiano, dal 2006 in avanti, circa tre miliardi di euro di ricavi, attraverso l’interposizione di società con sede in Olanda e Irlanda, create al solo scopo di sfuggire all’imposizione fiscale in Italia.

In barba alle politiche… Maradona pronto a parlare a Napolitano!

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“Non posso forzare nessuno a parlare della mia faccenda ma se il Presidente Napolitano mi vorrà parlare gli spiegherò tutto”. Cosi Diego Armando Maradona a Napoli. Poi scherza anche sulla politica italiana: “però non so chi e” il vostro presidente del Consiglio. E’ Grillo, Berlusconi?”.

“Non ho ammazzato nessuno, vengo a chiedere giustizia”. Lo ha detto Diego Armando Maradona nel corso della conferenza stampa a Napoli. “Dicono che molte volte la giustizia non esiste – ha aggiunto – voglio credere che per me la giustizia esiste. Io sono una vittima”.

E’ il momento di venire in Italia e ironizzare? Un criminale che in un momento così delicato vuole la grazia dal Presidente della Repubblica? Ma arrestarlo immediatamente per vilipendio ed evasione fiscale? BENVENUTI NEL PAESE DELLE BANANE (neppure più repubblica) dove in un momento di crisi finanziaria, con un piede nel fosso, un criminale egocentrico ed un evasore fiscale con precedenti di droga viene osannato e fatto parlare pubblcamente! Ha ammazzato il buon gusto, ha superato ogni buon senso e ha ucciso una buona occasione per restare in silenzio! Assassino vergognati!  Vuole pubblicità? Sponsorizzazioni? Altri soldi per evadere ancora?

Elusione in “vacanza”! Il 20% non paga la tassa di soggiorno

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I galeotti evasi ieri dal carcere di Avellino si ricercano nei loro luoghi d’origine

Vorranno passare il Natale in famiglia?

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Avellino. 4 evasi, uno arrestato. Polizia penitenziaria cerca gli altri

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