Marijuana, è euforia in borsa con rialzi anche 1700%, ma c’e’ chi dice che è solo fumo

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E’ stata pura euforia, quella prodotta dalla marijuana, questa volta in borsa. Negli Usa, si intende, dove gli investitori puntano sui titoli di questo settore, alla disperata ricerca di una nuova Silicon Valley che garantisca profitti da Eldorado, portando a rialzi che hanno raggiunto il 1700%.
Si tratta di aziende come Growlife Inc., Medical Marijuana Inc., Cannabis Science e Medbox Inc., che investono massicciamente nella ricerca per utilizzi medicali della famosa erba, e che quindi si stanno costruendo un solido futuro, o di  Hemp Inc., che usa la canapa per l’abbigliamento e gli articoli sportivi. Ma anche di altre come Tranzbyte Corp. o GreenGro Technologies Inc., che invece si occupano solo di commercializzazione. I loro titoli sono a buon mercato e quindi sono stati tra i piu’ comprati, ed hanno avuto le impennate maggiori. Ma, sottolineano gli analisti, sono proprio quelli che hanno le minori prospettive di crescita.
Per alcuni analisti, si tratta di una corsa insensata alla ricerca di folli guadagni da un settore che invece, sostengono, ha bisogno ancora di molta ricerca in ambito medico, e quindi di pesanti investimenti e di tempo, per poter dare i suoi frutti.
A contribuire all’impennata a cavallo del nuovo anno può essere stata anche la legalizzazione della marijuana in altri due stati Usa, tra cui il Colorado a inizi gennaio, sottolineano.
Dai picchi della settimana scorsa, comunque, i titoli del settore hanno subito qualche ridimensionamento – gli analisti di mercato parlano spesso di “ritracciamento”, quando un titolo è salito troppo e troppo in fretta, vede il suo prezzo ridimensionarsi un po’. Per alcuni invece, si tratta della fine del boom: i profitti messi a segno da questi titoli in borsa negli ultimi mesi  sono destinati a finire in fumo.
L’autorita’ di settore – FINRA – cioè l’organo Usa preposto a vigilare sul settore degli investimenti finanziari, è preoccupata: ha lanciato un allerta per mettere in guardia i piccoli investitori da chi propina facili guadagni acquistando titoli a poco prezzo di questo settore.  Ed ha anche messo in guardia, senza fare nomi, nei confronti di alti dirigenti d’azienda che hanno subito incarcerazioni – come e’ il caso appunto del numero uno di Hemp, che anni fa ha subito una condanna per contrabbando.
Ad alimentare le speranze degli speculatori è l’allentarsi dei divieti sull’utilizzo, medico e non, della marijuana. Ai 18 stati Usa, cui si aggiunge il distretto di Washington, che consentono l’uso medico della cannabis, oltre agli 11 che ne consentono la distribuzione attraverso i servizi sanitari, si e’ aggiunto ai inizi anno il Colorado, che l’ha liberalizzata del tutto per tutti coloro che hanno almeno 21 anni.  Se la legalizzazione della marijuana venisse estesa a tutto il territorio nazionale, gli esperti ritengono che verrebbe a crearsi un settore del valore di circa $40 miliardi annui, anche tenendo conto che il prezzo della “dose” verrebbe a dimezzarsi.
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