E la chiamano Europa… italiana espulsa dal Belgio

elio-di-rupo-tuttacronacaSilvia Guerra ha 38 anni, un figlio di 8 e viveva in Belgio, paese della Ue come la sua patria, l’Italia. E proprio dallo Stato che aveva scelto per crearsi un futuro è stata espulsa, perchè non aveva un posto di lavoro e quindi rappresentava un peso per il welfare. Il decreto di espulsione è già stato firmato dal sottosegretario all’immigrazione. Conseguenza di una svolta, dura, anti immigrazione decisa dal Belgio. Il premier Elio Di Rupo, socialista di origini italiane, non va per il sottile e ha limitato l’applicazione della direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini europei. Quello che lo Stato applica è un regime che prevede che ogni straniero, anche se comunitario, deve avere un reddito sufficiente per provvedere al suo soggiorno. In caso contrario viene considerato un  “peso indebito per lo Stato sociale” e dopo tre mesi può essere espulso. Come scrive Anais Ginori su Repubblica:

C’è finita di mezzo Silvia Guerra. Come lo racconta su Repubblica Anais Ginori:

La “clandestina” espulsa è un’italiana. Silvia Guerra, nata a Bologna trentotto anni fa, viveva in Belgio, assunta come artista di strada in una compagnia di giocolieri. «Sono stata ingannata, mi avevano detto che il mio contratto era regolare», spiega adesso Silvia, che non accetta di essere trattata come “parassita” dello Stato. Nonostante sia una cittadina comunitaria, si ritrova nella stessa situazione di tanti immigrati sbarcati da paesi non membri dell’Ue. «Dicono che la mia permanenza è stata troppo breve — continua — ma vivo in questo paese dal dicembre 2010, ho seguito le normali procedure ». Anche il piccolo Ennio, il figlio di otto anni che frequenta la scuola elementare a Bruxelles, deve andarsene. «Le autorità mi hanno risposto che anche lui non è davvero integrato».

L’Europa veleggia fuori dalla recessione, l’Italia fa il gambero

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L’Europa veleggia fuori dalla recessione  secondo la stima flash di Eurostat nel secondo trimestre 2013 il Pil cresce dello 0,3% sia in Eurozona che nella Ue-27. Un valore superiore alle previsioni e soprattutto il primo dato positivo dopo sei trimestri di cali consecutivi. Sicuramente non è l’uscita dai guai perché basta confrontare lo stesso trimestre del 2012 e scoprire che il Pil è a -1,1 in Eurozona e di -0,7 nella Ue, però il dato non è pessimo. E l’Italia? In Italia le cose non vanno, altro trimestre nero a -0,2%. Peggio di noi Cipro a -1,4%. Meglio di noi anche la Spagna con -0,1%. Volano gli Usa a +1,4% e bene in Giappone a +0,6% (anche se c’è stata una frenata rispetto al trimestre scorso in cui l’indice si attestava su +0,9%). Crescita anche  per la Germania, la Repubblica Ceca e la Finlandia con un favorevole +0,7%.

 La ripresa italiana dove sta? Sicuramente nella mente dei politici che continuano a esultare in un clima di instabilità politica che sicuramente non aiuta il nostro Paese. Troppa attenzione ai problemi del Cavaliere e tutto rimandato all’autunno. La spending review sulle auto e sugli aerei di stato è arrivata tardi, quando ormai gran parte delle spese dell’anno in corso sono già state effettuate, quindi se risparmio ci sarà sarà sugli esercizi futuri. Tutto rimandato, il futuro è rosa, ma il Pil dell’Italia fa il gambero rosso ?

Scoppia la “bomba atomica” tra Eu e Usa sul Datagate… Nuovi equilibri mondiali?

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E’ tsunami sul Datagate tra un Europa che non è più disposta a “lasciar correre” e gli Usa che, difficilmente, cercano di ammorbidire i toni. L’Unione Europea vuole risposte ufficiali e in tempi rapidi e lo fa sapere per bocca di Raimundas Karoblis, il rappresentante permanente della Lituania, nuova presidenza della Ue che ha iniziato proprio oggi il suo semestre. Il fatto è gravissimo, ma se a compierlo sono stati gli  “amici americani” è davvero una bomba atomica che potrebbe cambiare gli equilibri mondiali.

Ma se in Europa si è mosso il nuovo presidente, in Italia è il ministro degli Esteri Emma Bonino, che vuole chiarimenti. Infatti tra le ambasciate finite sotto la lente della National Security Agency figura anche l’ambasciata italiana a Washington e la Bonino si è limitata a definire una vicenda  “molto spinosa” in attesa di una dichiarazione ufficiale da parte del governo americano.

Questa mattina sul tema è intervenuto da Zagabria anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quella dei problemi nel rapporto tra le istituzioni Ue e l’amministrazione Usa sul cosiddetto Datagate – ha detto Napolitano – “è una questione spinosa che dovrà trovare delle risposte soddisfacenti”. Per il ministro della Difesa Mario Mauro, si tratta di uno scenario “tutto da verificare” ma che, se confermato, “potrebbe compromettere i rapporti tra Italia e Usa”.

Ma se l’Italia ancora si muove con prudenza anche se con determinazione a fare la parte del leone in Europa sulla questione del Datagate è la Francia. Il presidente francese Francois Hollande ha appena lanciato un diktat dopo le ultime rivelazioni: “non ci possono essere negoziati o transazioni” con gli Stati Uniti, se non si ottengono “garanzie” sullo stop allo spionaggio dell’Unione Europea e della Francia da parte degli Stati Uniti. “Ciò vale per la Francia, ma anche per tutta l’Ue e per tutti i partner degli Stati Uniti”, ha precisato il leader francese a margine di un incontro a Lorient, nell’ovest della Francia.

A luglio era in programma, infatti,  un negoziato tra Usa e Ue sulla creazione di una zona di libero scambio commerciale tra Stati Uniti ed Europa ora sembra tramontare l’ipotesi.

Apocalypse Now in Svezia: la rivolta dei disperati e gli insulti razzisti

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Da domenica gli scontri non si placano a Stoccolma. Le rivolte degli immigrati, molti dei quali senza lavoro a causa della crisi, stanno mettendo a fuoco e fiamme la città. Sono ormai 15 quartieri (quasi tutti periferici) a essere diventati il teatro delle rivolte. La protesta va avanti a Alvsjo, nel sud di Stoccolma, dove è stata assaltata una stazione di polizia e alcune auto sono andate a fuoco. La scorsa notte è stato dato alle fiamme anche un ristorante a Skogas – sempre nel sud della città – e tre agenti sono rimasti feriti. Ma se il sud della città di rivolta a nord non va poi meglio. A Kista, un quartiere settentrionale,  i ‘rioter’ hanno appiccato il fuoco a una scuola e a una trentina di macchine. La guerriglia urbana  ricorda le proteste delle banlieue parigine, e la Svezia s’interroga. Il modello scandinavo con il suo generoso stato sociale non sembra essere riuscito a garantire a tutti gli stessi diritti, né a integrare alcune fasce della popolazione. Basta leggere alcuni numeri, che mostrano come se il tasso di disoccupazione giovanile superi di poco il 20 per cento, ma come soltanto il 51% degli abitanti extra-europei hanno un lavoro (contro l’84% degli svedesi).

“Nonostante la Svezia – spiega Theweek.com –  abbia accolto centinaia di migliaia di richiedenti asilo a Svezia ha negli ultimi dieci anni ha accolto centinaia di migliaia di richiedenti asilo provenienti da Iraq, Afghanistan, Siria, Somalia e dai Balcani, il modello d’integrazione portato avanti negli anni sembra essere fallito. Molti si riuniscono in aree già abitate da altri immigrati, dove la disoccupazione tocca le quote più alte, lasciando molti giovani immigrati con un senso di disillusione e disperazione per il futuro. E non è un caso che siano soprattutto i giovani a guidare le rivolte di questi giorni. Il governo svedese – mentre l’Europa mediterranea era inghiottita dalla finanziaria e dei debiti sovrani – veniva elogiato per la sua gestione dell’economia, ma non è più lo stato sociale degli anni ’70, quando la socialdemocrazia covava il sogno di offrire una casa per tutti. Anche a Stoccolma c’è un problema di alloggi, gli homeless sono in aumento e la disoccupazione giovanile, soprattutto tra gli immigrati, sta diventando insopportabile.

Inoltre si è assistito negli ultimi tempi ad episodi xenofobi in cui gli insulti sono stati anche molto pesanti nei confronti degli stranieri definiti “barboni” e “scimmie”.

Forse quella pubblicità da molti definita razzista nei confronti dell’Italia, della Spagna e della Grecia, lo era davvero. Altrimenti perché definire barboni e scimmie immigrati che stanno cercando solo di costruirsi un futuro negato nei loro paesi d’origine?

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L’Eu dà la maxi-multa a Microsoft: 561 milioni di euro!

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Nuova maxi-multa a Microsoft da Bruxelles: per aver disatteso i patti sulla scelta del browser, e non aver dato quindi agli utenti Windows una vera liberta’ di scelta sul programma di navigazione da utilizzare, l’antitrust Ue costringera’ ai gigante dell’informatica a pagare una sanzione da 561 milioni di euro.

Troppi immigrati in Svezia, il governo corre ai ripari!

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Ormai i traffici avvengono via internet!

 

Gli scambi sono veloci e attraversano i confini delle nazion. C’è bisogno di una cooperazione maggiore a livello europeo! tumblr_mhh5o23kUa1rxc067o1_500

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