Crolla un pavimento a Lecce, un morto e un disperso

crollo-pavimento-tuttacronacaUn’abitazione fatiscente utilizzata da due clochard, un uomo e una donna, come riparo. Una pavimentazione che improvvisamente cede. I due occupanti di una casa a Lecce sarebbero così precipitati in una cisterna. La coppia in un primo momento risultava dispersa ma gli ultimi aggiornamenti parlano di un corpo riaffiorato dall’acqua della cisterna.

Addio ad Ambrogio Busnelli, re del design

ambrogio_busnelli_tuttacronacaE’ scomparso sabato, all’età di 88 anni, il fondatore di B&B Italia Ambrogio Busnelli, re del design e ambasciatore del ‘Made in Italy’. Nato a Meda, in Brianza, iniziò la sua storia imprenditoriale nel 1952, concretizzando il suo sogno, ‘un’industria per il design’, nel 1966 con la creazione di C&B insieme con Cesare Cassina. Tecnologie innovative e collaborazioni con designer affermati portano l’azienda ad aggiudicarsi primati e successi a livello internazionale. Nel 1973 la trasformazione dell’azienda in B&B Italia segna la svolta: è qui che l’intuito di Busnelli e la sua visione imprenditoriale prendono forma, i suoi progetti contribuiscono a scrivere la storia del design italiano grazie anche al contributo di una nuova generazione di designer. Il risultato sono quattro ‘Compasso d’oro’. “Con la scomparsa di Pierino Busnelli – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – se ne va un protagonista dell’imprenditoria italiana. Un “maestro brianzolo” che ha saputo interpretare al meglio l’intuizione di dare valore aggiunto  con il design, la ricerca e l’apertura internazionale  all’industria del mobile”. “Piero Busnelli – ha ricordato Bruno Molteni presidente del consiglio comunale di Meda- è stato un protagonista del suo tempo. Una persona eccezionale che ha esportato in made in Brianza in tutto il mondo. Perdo un grandissimo amico”.

Il successo dell’Italia… sta in un bicchiere

vendemmia-tuttacronacaItalia batte Francia 45 a 44. Nessuna competizione sportiva: si parla della vendemmia 2013 la cui produzione stimata per il Belpaese è attorno ai 45 milioni di ettolitri a fronte dei 44 dei cugini d’Oltralpe. E’ la Coldiretti a rendere note le cifre e a festeggiare i dati sulle esportazioni che quest’anno segnano “un record storico”, “con un valore delle vendite che raggiunge per la prima volta i 5 miliardi di euro per effetto di un aumento del 9 per cento degli acquisti oltre confine”. La regione che più può alzare i calici è il Veneto, i cui vini occupano in valore una quota pari al 30,8 per cento del totale nazionale, pari a un miliardo 443 milioni di euro del 2012, quota confermata anche per i primi sei mesi dell’anno corrente con oltre 736 milioni di valore di vino esportato. E’ Assoenologi a sottolineare come la regione segna un +5 rispetto all’anno precedente, questo principalmente per merito dell’entrata in produzione di nuovi vigneti. Asso nella manica sembra essere lo spumante italiano la cui domanda, sempre secondo Coldiretti, è cresciuta del 19%.

Italiani che trovano il successo all’estero: il caso del marchio Kinabuti

kinabuti-moda-italia-tuttacronacaCaterina Bortolussi e Francesca Rosset, entrambe poco più che trentenni, sono arrivate in Nigeria alcuni anni fa e proprio nella capitale del Paese, Lagos, hanno creato il loro marchio di abbigliamento: Kinabuti. Come loro spiegano: “pensiamo di essere al posto giusto nel momento giusto”. La società risponde alla domanda di prodotti di “lusso” che sta sorgendo in alcune fasce di una popolazione che sta vivendo una progressiva crescita del benessere: la Nigeria è infatti uno dei paesi africani più ricchi di petrolio e il suo Pil aumenta al ritmo del 7-8% annuo. Qui ci si rivolge non solo ai prodotti importati dall’estero, ma anche a quelli realizzati in loro, che consentono di rispondere in modo più rapido ed efficace alle richieste della clientela valorizzando contemporaneamente le capacità artigianali del territorio. Si creano inoltre nuovi posti di lavoro e infatti l’azienda delle due italiane ha finanziato un programma di formazione che si rivolge a giovani donne che vivono nelle aree più degradate del paese.

Da qui sono uscite 21 ragazze che ora, a un anno e mezzo dall’avvio del progetto, lavorano stabilmente come modelle professioniste: le loro storie sono state raccontate dal regista svedese Marcus Wemer Hed nel docu-film “In our ghetto”.

15 donne della comunità di Rumolumeni, nel delta del Niger, stanno inoltre seguendo un corso di cucito e confezione per imparare a tagliare e cucire gli abiti secondo i canoni internazionali. Caterina racconta: “Ci sono i talenti, la voglia di fare ma non le competenze. Mancano le scuole di formazione, un sistema distributivo definito e una supply chain sicura”. E poi ci sono i problemi logistici, tipici di un paese in via di sviluppo (“le strade non funzionano, manca l’elettricità”).

Anche per questo i quantitativi prodotti attualmente da Kinabuti sono ancora limitati, ma – promettono le due socie – “non appena riusciamo ad aumentare la produzione, puntiamo ad esportare i nostri abiti anche in altri paesi”.

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