Salta un’altra panchina in Serie A: esonerato Pioli

pioli-esonerato-tuttacronacaE’ stata fatale la sconfitta rimediata dal suo Bologna a Catania per Stefano Pioli, che da oggi non è più l’allenatore della squadra: lo ha reso noto la società emiliana attraverso un comunicato ufficiale apparso sul sito web del club: “Il Bologna Fc 1909 comunica che, alla luce degli ultimi deludenti risultati, la società si vede costretta con grande rammarico a sollevare dall’incarico di allenatore della prima squadra Stefano Pioli. A Pioli e al suo staff va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni con grande professionalità, passione e un non comune attaccamento alle sorti del nostro club. Nelle prossime ore sarà comunicato il nome del nuovo allenatore”. Il nome del successore di Pioli dovrebbe essere Davide Ballardini per il quale è pronto un contratto di sei mesi

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Al Milan serve ripartire… ma da dove?

milan-disperato-tuttacronaca11 partite in campionato e 12 punti. Difficile ritrovare una simile disfatta per i rossoneri negli ultimi anni. Una situazione talmente drammatica che riuscire a tirarsi fuori dal baratro sembra quasi un’utopia, tanto che si è scelto per il ritiro forzato, come se si stesse lottando per evitare la retrocessione. Quello che preoccupa maggiormente, è il caos all’interno delle squadra, mai registrato a questi livelli fino ad ora. Perchè se ad essere in bilico poteva essere un allenatore, ora è tutta la società a non essere solida, con anche i tifosi della Curva Sdu che contestano a piena voce e Galliani che lascia la tribuna durante il match. E l’aspetto più grave, è che non sembrano esserci soluzioni all’orizzonte, anche perchè non si saprebbe da dove iniziare. Al momento Allegri è stato riconfermato, ma il suo è un incarico “a tempo” se la situazione non si sblocca: difficile vincere a Barcellona, ma l’appuntamento con il Chievo è uno di quelli che non si può fallire. Quello che manca è la compattezza della squadra e proprio per questo sarà obbligatorio ripristinare il feeling tra tecnico e giocatori come Kakà e, soprattutto, Balotelli. Le prestazioni dell’attaccante non arrivano neanche alla sufficienza e senza di lui il Milan non riesce ad aggredire gli avversari, anche a cause di un 4-3-3 difficilmente sostenibile senza corsa e fiato. Quello che serve capire è se sia il ct a non far rendere la sua squadra o se non sia la rosa in grado di essere competitiva. E se la soluzione si trova a metà strada, diversi giocatori non sono all’altezza della squadra va comunque ricordato che squadre meno di prestigio hanno messo in campo un calcio migliore, organizzato, buono pur non avendo nazionali in campo. E’ difficile la settimana che sta iniziando per i rossoneri, ma mai come questa volta saranno i giocatori e i loro attributi a salvare o meno Allegri.

Nebbia fitta sul Milan… che brutta partita e Allegri parla di 30 minuti maledetti

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Una stagione da dimenticare almeno fino a questa undicesima giornata di campionato e dopo la gara persa in casa con la Fiorentina con il punteggio di 0-2 Allegri  non nasconde la sua amarezza:

“Milan da domani in ritiro. La decisione è stata presa dalla società confrontandosi con tecnico e giocatori. È il mio momento più difficile in questi 3 anni e mezzo di Milan. Stare insieme ci farà bene per preparare la partita con il Barcellona. Stasera l’ultima mezzora è stata veramente brutta dal punto di vista psicologico. Anche stasera siamo andati in svantaggio per un’episodio sfavorevole, un’autorete. Dobbiamo trovare una soluzione. Non possiamo giocare male come stasera. Abbiamo combinato poco davanti. Ma non è questione di mercato. Abbiamo avuti parecchi infortuni. Dopo Udine e Barcellona pensavamo di averlo trovato, poi lo abbiamo riperso. Dovremo far bene a Barcellona e poi col Chievo. Nel calcio contano i risultati. Sul piano dell’impegno ai ragazzi non rimprovero niente, ma dobbiamo giocare meglio. Il mio futuro? Non dobbiamo fare paragoni con l’anno scorso. Io in questo momento devo trovare la soluzione a questi problemi. E in qualche modo lo farò. Poi la società prenderà le sue decisioni. Abbiamo fuori El Shaarawy. In questo momento Kakà sono costretto a farlo giocare lì, largo. I particolari fanno la differenza. Ma adesso devo soprattutto trasmettere serenità ai ragazzi”.

Sunderland cala a picco e lo spogliatoio fa guerra a Di Canio

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Il Sunderland è calato a picco: ultimo posto in classifica, 11 incontri e solo due successi da fine marzo a oggi, 14 giocatori acquistati, epurati che lo accusavano per il suo pessimo carattere e i bookmaker che puntavano a far saltare la panchina. Ieri l’allenamento decisivo quando i giocatori, esasperati dalle critiche hanno reagito. Una ribellione contro il ct che non si era mai vista, almeno in squadre professionistiche che lavorano ad alti livelli. Mai visto in Gran Bretagna dove spesso si preferisce usare vie più diplomatiche. Invece l’intera squadra si è “ammutinata” e il proprietario Ellis Short, ha dato preso la palla al balzo per ringraziare Di Canio del suo operato. Sulla decisione è pesato anche quel comportamento di Di Canio che messo sotto pressione aveva reagito contro i tifosi dal campo  dopo una pesante sconfitta ed era stato sommerso di fischi. Poi davanti alle telecamere alla domanda se si sarebbe dimesso aveva replicato con un secco “mai”e aveva spiegato che si riteneva sempre “il miglior allenatore del mondo”.

Frase che oggi “Star” e “Daily Express” gli rinfacciano con malcelata perfidia, mentre il “Daily Mail”sostiene che sarebbe stato lo stesso allenatore a dire ai rivoltosi di chiedere il suo licenziamento se proprio non lo reggevano più. E la sfida è stata evidentemente raccolta e vinta, coi giocatori (Lee Cattermole in testa, puntualizza il “Telegraph” che sono andati da chi di dovere a spifferare l’ultima discussione, sancendo di fatto la fine del “Crazy World” di Di Canio.

Ma se Di Canio è stato esonerato certo non va bene al Sunderland  che si trova a dover trovare in fretta e furia un successore. Chi può essere?  Il “Daily Mail” e “Telegraph” lo identificano in Roberto Di Matteo (ma ipotizzano pure Tony Pulis e Gus Poyet), mentre il “Guardian” suggerisce Roberto Mancini, vincente come di Di Matteo ma probabilmente fuori budget anche per il Sunderland, che di soldi ne ha già buttati via parecchi.
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