Seduceva, narcotizzava e derubava: arrestata la escort-truffatrice

escort-tuttacronacaSono state arrestate tre persone dai Carabinieri di Sacrofano, alle porte di Roma. Si tratta di una ragazza romena 20enne e i suoi due complici. Lei adescava la vittima su Internet e, dopo averla sedotta, la narcotizzava e rubava tutto. A dare il via alle indagini è stato un pensionato di Sacrofano che, dopo aver risposto a un annuncio in rete con il quale la giovane si offriva come accompagnatrice, era stato a cena con lei. In seguito è stato narcotizzato e derubato, oltre che di circa 700 euro, anche di di oro e preziosi, di una pistola regolarmente detenuta, dello smartphone, del tablet e della macchina parcheggiata in giardino. A quel punto gli investigatori sono arrivati alla 20enne, riconosciuta anche grazie alle impronte lasciate sui bicchieri, e fermata dopo un controllo in Via Tiburtina.

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Il 70enne che apre la porta alla escort… e si trova davanti la compagna del figlio!

escort-tuttacronacaQuattro anni fa un 70enne trevigiano aveva raggiunto Vicenza per un appuntamento con una escort. Solo che, quando ha aperto la porta, davanti si è trovato una 40enne sudamericana che lui conosceva bene: si trattava infatti della compagna del figlio. Sul momento, i due si sono salutati e la cosa sembrava finita là. Se non che l’uomo, alla prima occasione, ha raccontato la verità al figlio, certo di essere fidanzato con una cameriera. Tra i due era scoppiata una lite con pugni e schiaffi che è costata una denuncia al genitore per lesioni lievi. Ora, a distanza di anni, si è tenuta in Tribunale la prima udienza, nel corso della quale il giudice di pace ha tentato senza successo di invitare padre e figlio – che da allora hanno rotto ogni rapporto – a trovare un accordo. L’udienza è stata rinviata di alcuni mesi. Non si sa nulla di come sia terminata la love story tra il quarantenne trevigiano e la finta cameriera.

Storia di una escort: vittima e carnefice

cleide_de_paula-processo-tuttacronacaDue processi, un’unica donna alla sbarra. In uno in veste di vittima, nell’altro in quella di assassina. E’ quanto accade alla Corte di Assise di Rovigo. Lei è una escort brasiliana 43enne, Cleide De Paula, che ieri ha portato in aula il medico W.B., che ora deve rispondere di ipotesi di reato quali: violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali. Tutti questi atti sarebbero stati commessi ai danni della brasiliana con la quale, all’epoca, conviveva. Almeno stando alla ricostruzione della procura della Repubblica e della parte civile, che vede la donna seguita dagli avvocati Lorenza Munari e Anna Osti del foro di Rovigo. In special modo, ad essere presi in considerazione dal capo d’imputazione sono due giorni durante i quali la brasiliana sarebbe stata chiusa a chiave in una stanza e costretta a subire atti sessuali violenti, che le avrebbero anche provocato lesioni. L’avvocato Luigi Migliorini, che cura la difesa di W.B., mira però a minare la credibilità della donna, smontando così un’accusa che si basa principalmente sulle testimonianze della presunta vittima. Per fare questo, ha chiesto che i verbali del secondo procedimento in cui è coinvolta  entrino anche in questo. I giudici si sono riservati la decisione alla prossima udienza. Di cosa tratta quindi il secondo processo, quello che vede la De Paula accusata? Tutto parte dall’11 ottobre del 2012. In via Luigia Modena Colorni, una traversa di via Badaloni, a Rovigo, la 43enne, secondo la ricostruzione dei fatti operata dai carabinieri, avrebbe ucciso Andrea Marcomin, 53 anni, di Adria, ex postino, cavaliere del Lavoro ed ex candidato alle Amministrative.  La morte dell’uomo sarebbe avvenuta durante un gioco erotico nell’appartamento della escort. La vittima si trovava legata al letto mentre lei avrebbe colpito Marcomin alla testa con un oggetto contundente, forse una gamba del letto svitata a questo scopo. Dopo l’uccisione, fu la stessa brasiliana a chiamare i soccorsi. La donna, arrestata e portata in carcere, dopo alcuni giorni tentò di togliersi la vita. Fu proprio la brasiliana a chiamare i soccorsi, dopo l’uccisione. Arrestata e portata in carcere, alcuni giorni dopo tentò anche di togliersi la vita. Questo secondo processo prenderà l’avvio il prossimo 5 dicembre quando la donna comparirà di fronte alla Corte d’Assise difesa dagli avvocati Lorenza Munari e Anna Osti del foro di Rovigo.

Berlusconi e quei soldi regalati a Sabina Began

sabina-began-Berlusconi-tuttacronacaBerlusconi regalò oltre un milione e mezzo a Sabina Began, l’Ape Regina, per comprare un appartamento nel quartiere Monti a Roma e costato solo 600 mila euro. E’ quanto emerge dalla carte della Procura di Bari mentre i magistrati vogliono vederci chiaro su quella differenza. Il sospetto è che possa trattarsi del prezzo del silenzio della Began, o di quello per dare la sua disponibilità a fornire dichiarazioni mendaci riguardo il presunto giro di escort reclutate per le serate a Palazzo Grazioli. L’inchiesta prende in esame anche delle intercettazioni telefoniche, in una delle quali vi è un colloquio telefonico tra Berlusconi e Tarantini, ne stabilisce il tenore: “Vedi Gianpaolo ora al massimo dovremmo averne due a testa. Tu porta per te e io porto le mie. Poi ce le prestiamo. Insomma, la patonza deve girare“. Sia la Vigilanza di Banca d’Italia che magistrati e Guardia di Finanza hanno accentrato l’attenzione su questa “cresta milionaria” e i relativi passaggi, con i versamenti di Berlusconi che transitano sulla società Moon & Stars di Began, una scatola vuota, dicono gli inquirenti, la cui unica attività corrisponde all’acquisto dell’appartamento a Monti. Si legge su La Stampa: “Ma che fine hanno fatto gli altri 900.000 euro? Dalla «Moon & Stars» partono tre bonifici per 600.000 euro intestati a Umberto Michelazzi, produttore/distributore cinematografico, con la «causale»: «A titolo di transazione per contenzioso legale». Ma chi è Umberto Michelazzi? E quale contenzioso legale lo ha visto in contrapposizione con una società, «Moon & Stars» che in pratica non ha fatto nulla se non l’acquisto di una casa? E i 300.000 euro rimasti sul conto della società, come residuo del milione e 505.000 euro di Silvio Berlusconi, che fine hanno fatto? Sono stati prelevati da Sabina Began?”

Tutte le donne del Cav? Grazia Capone: “Silvio? Lo sento ancora, gli voglio bene”

grazia-capone-tuttacronacaHa preso il via oggi l’udienza preliminare, del “processo Tarantini,” poi aggiornata al 14 ottobre, sulle 26 donne, molte delle quali ritenute escort, che Tarantini avrebbe portato nelle residenze di Berlusconi tra il 2008 e il 2009. Tra chi  ha deposto come testimone anche “l’Angelina Jolie di Bari”, com’è conosciuta alle cronache, Grazia Capone. La 29enne barese  avrebbe detto: “Sento ancora Berlusconi, è una persona alla quale voglio bene”. Un’ora e mezzo dopo la deposizione, la giovane ha raccontato ai cronisti: “Finalmente ho avuto l’opportunità di spiegare la mia verità davanti a un magistrato. Saranno passati quattro o cinque anni da quando si spala terra gratuitamente. Io capisco la curiosità…”.  “Ho raccontato la mia verità puntuale, determinata e precisa – ha sottolineato – e devo dire che sono anche molto soddisfatta”. “È giusto creare delle differenze: io soldi – ha rilevato – non ne ho presi, ho sempre lavorato onestamente e ho preso una regolarissima busta paga, ho solo svolto il mio lavoro. Sono anche un praticante avvocato, con una notevole difficoltà, perchè ho dovuto sempre dimostrare quello che valgo”. L’udienza è stata aggiornata perchè assente l’altra testimone citata dal giudice, la 29enne barese Lucia Rossini che ha inviato un certificato di malattia. Il gup Ambrogio Marrone  dovrà emettere sentenza con rito abbreviato a carico dell’avvocato Salvatore Castellaneta (accusato di aver reclutato con Gianpi le due ragazze affinchè si prostituissero) e decidere se rinviare a giudizio altri sette indagati, tra cui Gianpaolo e Claudio Tarantini. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione. Oltre ai fratelli Tarantini rischiano il processo la tedesca Sabina Began, la cosiddetta ‘ape regina’ delle feste dell’ex premier, le attrici Letizia Filippi e Francesca Lana, l’avvocato Castellaneta, ritenuto il referente per l’organizzazione delle feste private di Berlusconi a Milano e gli amici e soci in affari di Tarantini, Pierluigi Faraone e Massimiliano Verdoscia. Il reato associativo sarebbe inoltre contestato a Gianpaolo Tarantini, Castellaneta, Faraone e Verdoscia. Ventuno  sembrerebbero invece gli episodi contestati dal settembre 2008 al maggio 2009, in cui vengono citate le 26 ragazze che avrebbero partecipato agli incontri con l’allora premier. Dagli atti si legge che la Capone, che sognava di fare cinema e teatro e sperava nell’aiuto di Berlusconi, in un colloquio telefonico con Tarantini  avrebbe detto di aver trascorso da sola una notte con l’allora capo del governo. Tarantini: ”Con chi stai mò, con le ragazze vicino?”. Capone: ”No, io e lui e basta”. Tarantini: ”Ah quelle se ne sono andate”. Capone: ”Tutte… le ha mandate tutte”. (…) Tarantini: ”Ma è rimasto contento?”. Capone: ”Assolutamente!… io ho bisogno di dormire un pò, sono andata a letto tardissimo, cioè a letto… ho dormito un’ora”.  Dal colloquio tra i due emerge l’ambizione, poi archiviata, di Tarantini di essere candidato al Parlamento europeo e le speranze di Capone di fare cinema. Tarantini: ”Vabbè, ha parlato bene di me, sì?”. Capone: ”Sì, tanto”. Tarantini: ”Eh tu?” Capone; ”Vabbè certo, e vabbè poche domande alla fine”. Tarantini: ”Senti, l’ultima cosa, e ti ha detto che ti dà una mano, sì?”. Capone: ”Sì”. Tarantini: ”Meh!”. Capone: ”È stato lui, io zero…”. E per quanto riguarda l’ipotesi di un impegno politico di Gianpi a Bruxelles, dice Capone: ”(…) che poi anche in prospettiva di quello che accennavi ieri, capito, ti ho messo un attimino in luce”. Tarantini: ”Ma perchè gliel’hai detto?”. Capone. ”Di che cosa?”. Tarantini: ”Del Parlamento !”. Capone: ”Nooo! però lui per me ha parlato delle regioni, delle regionali”. Tarantini: ”Son contento”.

Le intercettazioni della Guardia di Finanza che smentiscono Berlusconi

berlusconi-tarantini-intercettazioni-tuttacronacaE’ il Fatto a riportare la notizia di un’informativa depositata il 22 marzo in Procura di Bari nell’indagine che vede Silvio Berlusconi e Walter Lavitola indagati per aver indotto a mentire davanti ai pm Gianpaolo Tarantini. Scopo dell’informativa era trovare “i punti di contrasto e contraddizione tra le dichiarazioni fatte dal Tarantini e quanto invece emerso dall’attività di indagine”. Passano due mesi e, il 17 maggio, l’ex premier, interrogato, conferma tutto quanto detto da Lavitola. A questo punto il confronto tra dichiarazioni e informativa mette in luce tutte le menzogne pronunciate: l’informativa del tenente colonnello Andrea di Cagno elenca infatti le intercettazioni che smentiscono quanto detto da Berlusconi ai pm. Due sono i punti in questione: ha riferito di non avere aiutato Tarantini nei suoi affari con Finmeccanica e negato di essere consapevole del pagamento delle ragazze ospitate nei suoi palazzi: “da parte mia ribadisco di non aver mai pagato alcunché per ottenere prestazioni sessuali”. Le intercettazioni dimostrano il contrario. Come si legge nell’articolo a firma Marco Lillo e Antonio Massari:

L’informativa riporta invece le dichiarazioni di Tarantini del novembre 2009 (“il Presidente non ha mai saputo, ma neanche lontanamente, che io potessi dare un centesimo alle ragazze”) e poi lo infilza così: “Si riporta un episodio da cui si evince che Gianpaolo Tarantini è stato sostanzialmente reticente sulla specifica questione”: è la serata del 16 ottobre 2010 a Palazzo Grazioli alla quale partecipano Ioana Visan, Patrizia D’Addario, Clarissa Campironi, Barbara Guerra con l’amica Milena Chellino. Secondo la Finanza: “trascorrevano la notte in compagnia del presidente Berlusconi, Barbara Guerra e Ioana Visan. L’indomani Berlusconi e Tarantini intrattenevano una conversazione avente ad oggetto un compenso riconosciuto alle donne che avevano trascorso la notte a Palazzo Grazioli. Berlusconi chiamava Tarantini e riferendosi alle ragazze tra l’altro sottolineava: “guarda che hanno tutto per pagarsi tutto da sole eh (…) “E vabbé, ma non … perché tanto … sono …. sono foraggiatissime”. Ad abudantiam la Guardia di Finanza cita le intercettazioni di telefonate nelle quali Tarantini parlava con le ragazze dei pagamenti o di altri favori da Berlusconi dopo le serate del 6 settembre 2008, 23 settembre 2008, 28 settembre 2008, 8 ottobre 2008, 9 ottobre 2008, 16 ottobre 2008, 16 ottobre 2008, 4 novembre 2008, dal 26 al 30 novembre 2008 fino alla serata del 2 dicembre 2008, riguardo alla quale si legge: “Come già era accaduto in occasione della serata del 23 settembre 2008, Silvio Berlusconi, dopo essere stato informato da Tarantini su quali ragazze avrebbero partecipato alla serata, riferiva di voler invitare anche Fabrizio Del Noce che poteva interessare a Manuela Arcuri”. Riguardo al fatto che l’attrice volesse ottenere qualcosa in cambio dal presidente, la Finanza è più esplicita di mille articoli: “Era la stessa Arcuri, in più occasioni a ‘battersi’ per ottenere il compenso prima della prestazione sessuale a favore di Silvio Berlusconi”. Dice la Arcuri al telefono a Tarantini : “Poi se me lo fa il favore, poi, sarà ben ricompensato”. Poi.

Oltre ad aver negato di essere consapevole del pagamento delle ragazze ospitate nei suoi palazzi, l’ex premier ha anche detto ai magistrati di non avere aiutato Tarantini nei suoi affari con Finmeccanica. Anche in questo caso, l’informativa lo smentisce:

Nella sua memoria ai pm Berlusconi scrive “Per quanto riguarda Fimeccanica non ricordo di aver fatto alcuna segnalazione né di aver presentato il Tarantini ai vertici aziendali”. A verbale ha aggiunto categorico: “Sono sicuro di non aver mai telefonato al dr. Guarguaglini (ex presidente di Finmeccanica, ndr) per presentargli qualcuno. Io personalmente non ho mai fissato un appuntamento tra Guarguaglini e Tarantini”. La Finanza, per smentire Tarantini che dice ai pm nel 2009: “I miei contatti con Finmeccanica furono tutti grazie a Rino Metrangolo” riporta una telefonata del 5 dicembre del 2008 nella quale Tarantini chiede a Berlusconi se Bertolaso era rimasto contento del loro incontro, favorito da Cavaliere, e Berlusconi risponde: “Non ne abbiamo parlato. Invece ho fissato un appuntamento per martedì con Guarguaglini per quella cosa”. La Finanza riporta anche una telefonata del 10 dicembre nella quale Berlusconi dice: “Ho visto Guarguaglini e poi ti riferisco”. E poi una telefonata del 5 febbraio 2009 nella quale, scrive la Finanza, “a rassicurare definitivamente Tarantini ci pensava lo stesso Berlusconi che lo informava di avere parlato con Guarguaglini, il quale gli aveva assicurato che le trattative stavano proseguendo regolarmente”. Segue la trascrizione della telefonata nella quale Berlusconi dice a Tarantini: “Ora ho parlato personalmente”. Tarantini lo interrompe e si fa richiamare sul fisso di casa. Precauzione inutile. È intercettato pure quello.

Chi è “Carla 38”, la prostituta che addormentava le sue vittime?

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«Mi sentivo sola, il mio fidanzato si occupa solo del suo ristorante. E così ho deciso di conoscere altri uomini sulla Rete». Badoo, Facebook, Xhamster.«Carla 38», al secolo Barbara Andreica, romena di 38 anni, residente a Firenze con la zia e le cugine, era un volto noto su questi siti di incontri, flirt informatici e anche molto di più.

Ma l’obiettivo della mora, alta un metro e 80, era un altro. Non quello di cercare compagnia, ma di rapinare i partner occasionali convinti di aver fatto conquiste su Internet: si ritrovavano storditi dal sonnifero e derubati di tutto, auto compresa.

«Carla 38» è stata arrestata mercoledì dagli agenti del commissariato Monte Mario, diretti da Claudio Cacace: un ispettore, Mauro Gaeta, si è «auto-invitato» all’incontro fra la trentenne romena, che si spacciava per ungherese, e un avvocato adescato sul social. Appuntamento a piazza della Repubblica, poi trasferimento allo Zodiaco per l’aperitivo.

Doveva seguire cena a tre, ma il poliziotto è intervenuto prima. «Carla usava forti dosi di sonnifero, temevamo che la vittima potesse avere un infarto», spiegano gli investigatori che accusano la romena di tre rapine a Roma, una a Livorno, ma la sospettano di altri colpi in tutta Italia. «Con voi non parlo, fatemi chiamare l’avvocato», ha replicato Carla dopo l’arresto.

Jeans griffati, tacco alto, camicia e giacca di pelle, l’«ungherese» è a Rebibbia. La polizia possiede le immagini di due complici in fuga dal palazzo di una delle vittime ai Parioli – un ginecologo sessantenne – con un bottino di 100 mila euro. Ed è a loro, che la donna avvertiva dopo che i partner erano svenuti, che ora si dà la caccia.

Dà della “battona” a una escort e la Cassazione lo condanna

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Durante una festa all’Olgiata, a Roma, un imprenditore incontra una escort 40enne  della cui compagnia si era avvalso in passato, che in quell’occasione stava accompagnando un altro uomo d’affari. L’uomole fa delle avances e lei lo rifiuta. L’ira dell’uomo per il diniego appena subito non tarda ad arrivare e immediatamente scatta l’insulto: “È inutile che te la tiri, rimarrai sempre una battona”. Oggi la Consulta dopo un ampio dibattito durato tre gradi di giudizio ha dato ragione alla escort confermando la condanna per l’imprenditore e affermando nella sentenza che “l’espressione ‘battona’ proferita dall’imputato è lesiva dell’onore della querelante” e che la circostanza in cui è stata pronunciata è irrilevante, considerato che la stessa persona offesa ha ammesso “l’effettivo esercizio del lavoro di escort e accompagnatrice”. Ma su cosa si è basata la Corte? Sulla definizione etimologica del termine “battona” che in dialetto romano significa prostituta.   “L’espressione battona proferita dall’imputato è lesiva dell’onore della querelante – scrivono i giudici – a nulla rilevando la circostanza, peraltro ammessa dalla stessa persona offesa, dell’effettivo esercizio da parte di quest’ultima del lavoro di escort e accompagnatrice”

Sex-gate di Firenze: anche studentesse universitarie tra le escort

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Non solo escort professioniste sarebbero coinvolte nello scandalo a luci rosse che fa tremare molti vip di Firenze. Stando a quanto racconta Repubblica, anche delle studentesse universitarie sarebbero coinvolte nel sistema. Ma quello che forse desta maggior stupore è la “naturalezza” con qui questo avveniva. Da quanto emerge, infatti, sembra che questo comportamento non scandalizzi ma sia, piuttosto, una “norma” e che lo stesso sistema non veniva applicato solo nell’ambito del Comune, ma anche, per esempio, in Università: “Io comunque non lo capisco cosa volete sapere, cosa cercate, se vi scandalizzate per davvero o fate finta”, dice Cristiana T. che prepara la tesi in Lettere su Niccolò Soldanieri e vive in via Guelfa, a due passi dalla Facoltà. “Lo sappiamo benissimo tutti, te lo insegnano appena arrivi da matricola, che se c’è una difficoltà a pagare l’affitto o se ti servono i soldi per un viaggio un modo è quello, e si sa da chi andare a bussare. Poi una si regola come crede. Una mia compagna di corso l’hanno interrogata per via di questa storia. Mi ha detto guarda Cristiana io non sono una puttana e lo sai. L’avrò fatto tre volte e quello che mi ha fatto schifo non è stato quella mezz’ora ma sentirli parlare al telefono dopo, con le mogli o con gli amici, ci credi?”. Il quotidiano prosegue quindi raccontando le modalità del “reclutamento”:Quando le macchine dotate di permesso per la zona blu passano a prendere i clienti e li portano dalle ragazze del catalogo Escortforum, reclutate con un sms e assegnate con un messaggino di ritorno: alla tale ora, nel tal posto, Miriam ti aspetta. Nella stanza con le losanghe verdi e azzurre dell’hotel Mediterraneo, ascensore laterale, quello in fondo a sinistra, quello con la moquette macchiata d’olio che come fa un quattro stelle ad avere un ascensore così, e la donna delle pulizie che la domenica alle otto di mattina passa l’aspirapolvere in corridoio ed entra in stanza senza bussare. «Oh, scusi. Non pensavo». Qui di solito alle otto di mattina i clienti in stanza non ci sono.

Nello scandalo della Regione Sicilia spunta il nome di Sara Tommasi

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All’alba di ieri, un’operazione della Guardia di Finanza di Palermo ha portato all’arresto di 17 persone, tra cui il manager Faustino Giacchetto, al centro di un comitato d’affari che avrebbe pagato tangenti, regalato viaggi e fornito escort a pubblici funzionari e politici in cambio di finanziamenti per un ente di formazione, il Ciapi, e dell’aggiudicazione di bandi regionali sulla comunicazione. Escort e viaggi elargiti ai politici dunque, invece di investire i finanziamenti emessi dalla Regione Sicilia per la Formazione. Come se non bastasse, anche fatture inesistenti e appalti pilotati. Sarebbero stati due collaboratori di Giacchetti, finito in manette, a svelare i meccanismi della corruzione. Altre 40 persone sarebbero inoltre indagate, tra cui anche politici, come un senatore del Pdl e dirigenti regionali. Il Fatto Quotidiano svela che, in tutto questo, spunta anche il nome della Showgirl Sara Tommasi, alla quale il guru della comunicazione fece destinare 3 mila euro il 30 luglio del 2010 dal conto corrente della Media Center, una delle società del suo network. Ad Angelo Vitale, legale rappresentante della Media Center ma in realtà uno dei suoi assistenti, Giacchetto disse che si trattava del pagamento per un servizio fotografico. “Poi – racconta Vitale agli inquirenti – chiesi notizie al Giacchetto che mi fece intendere che non si trattava di un servizio fotografico, ma di un pagamento per delle prestazioni di altra natura”. Rimane solo da capire chi ne usufruì.”

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Riguardo all’inchiesta, ha parlato anche il cantautore Franco Battiato, ex assessore al Turismo della Regione Sicilia, che ha voluto precisare che il tempo è galantuomo. Proprio lui, che era stato rimosso dalla carica nella giunta di Crocetta per aver affermato a Bruxelles: “Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa, dovrebbero aprire un casino”, viene intervistato riguardo l’inchiesta su viaggi ed escort pagati con fondi Ue destinati ai disoccupati siciliani. Quando era stato cacciato dalla Regione, tutti avevano affermato che ce l’avesse con le donne, la Santanchè affermò anche: “Ignoranza becera senza confini” aggiungendo “lui ci vuole tutti in orizzontale, ma io non gliela do”. Oggi l’artista ha affermato: Io non ce l’ho con le prostitute. Non riconosco proprio il genere come categoria. Per me maschile, femminile e animale nuotano nello stesso insieme. Qui il fatto grave e inaccettabile è che la escort vanno in Parlamento, diventano politici e usano i soldi con cui paghiamo le tasse. Ma ripeto, le ragazze non hanno colpe. I frustrati che le vendono al mercato, invece sì. Sono dappertutto, è incredibile, come il cacio sui maccheroni. A Bruxelles parlai anche di Lusi. Non c’è uno che l’abbia scritto. Tutti a sparare sul dito, mentre indicavo la luna. Domina l’ipocrisia. Non sarebbe più facile dichiarare che la tassa occulta per le escort è una specie di Imu aggiuntiva? In fondo nell’interpretazione di questi signori, la donna è solo una merce di scambio.” Del resto l’aveva cantato anche in Bandiera bianca: “Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro”. Finché in parlamento rimarranno 100 deputati funzionali al mantenimento dello status quo, non gireremo pagina. Prenda il governo Letta. Fa venire il dubbio che gli ultimi 20 anni di barricate siano stati una finzione. Che se certi uccellini non avessero avvisato al momento giusto Berlusconi, anche gli Scilipoti e i Razzi non avrebbero avuto un loro ruolo.” 

Scandalo a luci rossi a Firenze. Parla una escort: anche politici tra i clienti

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Ha rilasciato un’intervista a La Nazione una delle escort intercettate nello scandalo a luci rosse che ha investito Firenze. La sexy studentessa 27enne che voleva sfondare nel campo della musica racconta che dal suo letto sono passati almeno 400 uomini: “Gente di ogni tipo, anche politici, di sicuro non faccio nomi”. Ha tenuto anche a precisare che “Io sono libera, nessuno mi ha costretto” e sottolinea di non far parte del giro di escort agli Hotel Mediterraneo e Villa Fiesole. Lo stesso quotidiano, riporta che il suo fidanzato è tra i 14 indagati dell’inchiesta per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Il giornale ha parlato anche della 42enne romena Adriana, la donna che gestiva il giro di escort e che ha raccontato dell’incontro a luci rosse con un funzionario di Palazzo Vecchio in un ufficio comunale. Nel quotidiano si legge che “Nei primi mesi del 2012, ha alloggiato gratuitamente in un appartamento della cooperativa sociale ‘Il Borro’, di cui è stato amministratore, fino al 2009, l’assessore dimissionario Massimo Mattei”. Al riguardo, l’attuale amministratore Alessio Gratelli ha spiegato:  “Credevamo di aiutare una persona in difficoltà, non sospettavamo nulla”.

Scandalo escort a Firenze: spunta un’agenda di clienti vip

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La Nazione rivela che la città di Firenze sarebbe in subbuglio per un’agenda fitta di nomi di primo piano che ha fatto capolino nell’inchiesta sul giro di escort di lusso e festini a luci rosse. Sarebbero in molti a temere  rivelazioni piccanti. Tra i documenti, si troverebbe anche il racconto di una delle prostitute che ha parlato di un”appuntamento” negli uffici del Comune di Firenze, interrotto dall’arrivo di un’addetta delle pulizie. Al riguardo, l’amministrazione comunale ha reso noto che, nei prossimi giorni, chiederà “formalmente indicazioni alla procura” riguardo alla “confessione” della escort, ottenuta tramite una delle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta, durante la quale la giovane donna straniera racconta a un suo interlocutore quanto successo. I festini, stando a quanto finora emerso, si sarebbero svolti sia in ville private che in agriturismi in collina dove, oltre alla cena, erano messe a disposizione camere per il “dopo cena”. Nei giorni scorsi gli investigatori avevano inoltre scoperto che alcune delle telefonate ricevute dalle escort coinvolte sarebbero partite da un’utenza intestata al Comune.

80enne ricattato da escort romena!

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Una escort 32enne romena e’ stata arrestata sabato dalla polizia con l’accusa di estorsione. La donna aveva già “spillato” circa 40 mila euro a un 80enne con ricatti e minacce. E’ stata la figlia dell’anziano a convincere la vittima a sporgere denuncia, dopo aver trovato una lettera sospetta nel garage del padre.


Intercettazioni… Paolo e Silvio Berlusconi, Sara Tommasi e Balotelli!

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Intercettazioni telefoniche e messaggi tra la show girl Sara Tommasi, Paolo e Silvio Berlusconi e il calciatore Mario Balotelli sono contenute nei nuovi atti depositati dalla Procura di Bari nell’ambito dell’udienza preliminare sulle escort portate nelle residenze dell’ex presidente del Consiglio da Gianpaolo Tarantini. Le conversazioni e gli sms sono stati intercettati dalla Procura di Napoli nell’ambito di un’altra indagine per sfruttamento della prostituzione a carico di pregiudicati locali. L’informativa della magistratura partenopea è stata depositata dai pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia a sostegno della tesi che esisteva un sistema di sfruttamento della prostituzione di cui facevano parte anche le ragazze della “scuderia” di Tarantini. Sara Tommasi, infatti, coinvolta nel procedimento napoletano, risulta parte offesa a Bari. Sarebbe tra le ragazze che partecipavano alle feste nelle residenze estive di Silvio Berlusconi tra il 2008 e il 2009. Nel corso della stessa udienza, il gup Ambrogio Marrone ha ammesso Patrizia D’Addario e Terry De Nicolò come parti civili. La prima costituitasi nei confronti di Gianpaolo Tarantini e Massimiliano Verdoscia, la seconda contro Gianpaolo Tarantini. Inammissibile la richiesta di costituzione di parte civile di Vanessa Di Meglio. L’udienza preliminare è per il rinvio a giudizio di otto imputati, tra cui Gianpaolo e Claudio Tarantini, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Nella prossima udienza, fissata per l’11 aprile, i difensori avanzeranno le eventuali richieste di riti alternativi.

Crisi dell’hard e Milly D’Abbraccio diventa escort!

milly d'abbraccio

La pornografia sta in crisi… così la mitica Milly D’Abbraccio ha deciso di fare la escort. Andrea Agresti, inviato delle Iene ha fissato un appuntamento con la pornostar sotto falso nome. Milly, dopo un momento di irritazione, ha deciso poi di concedere l’intervista (sarà stata pagata?).

Nella chiacchierata l’attrice ha spiegato che la sua nuova vita offre buoni guadagni, dato che un incontro di un’ora costa fra i 1000 e i 200 euro: “C’è gente che fa richieste strane e chi  vuole solo parlare. Al giorno ci può essere un cliente, ma possono essere anche quattro, a volte cinque per un guadagno mensile di circa 18 mila euro”.

Vita da escort per la Lohan. Il padre racconta come Lindsay si mantiene

Escort e Berlusconi? NOOOOOOOOO!

Ebbene sì, ancora escort e ancora Berlusconi. La Procura di Roma infatti ha convocato l’ex- Presidente del Consiglio per l’inchiesta sulle escort.

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