Il chirurgo che sfida la bufera per salvare un paziente

chirurgo-eroe-tuttacronacaL’America è commossa dall’impresa del suo eroe quotidiano, il dottor Zenko Hrynki, che ha rischiato di morire assiderato per salvare la vita a un paziente che aveva assoluto bisogno di lui. Il medico si trovava  al Brookwood Medical Center di Birmingham, in Alabama, quando è stato chiamato per compiere un intervento chirurgico delicatissimo e d’urgenza al cervello: questione di vita o di morte. il paziente, però, era ricoverato in un’altra struttura, il Trinity Medical Center, a 10 chilometri di distanza. Non una spazio incolmabile, se non fosse che la bufera di neve che ha colpito il sud degli Stati Uniti ha paralizzato le strade e bloccato migliaia di automobilisti per ore. Muoversi in auto, dunque, era impossibile. E neanche le autorità locali hanno potuto aiutarlo. A questo punto Hrynkiw, l’unico neurochirurgo dell’ospedale, sapendo che se non operato subito il paziente aveva il 90% di possibilità di morire, ha deciso di avventurarsi a piedi sotto la bufera, mettendo in pericolo la sua stessa incolumità. I media statunitensi ripostano che il medico ha impiegato ben cinque ore per raggiungere la meta. Dopo l’intervento, il paziente ora si trova in condizioni stabili. Spiega il chirurgo: “Se avessimo aspettato sarebbe morto. Così ho pensato che questo non poteva succedere per colpa mia”. Steve Davis, caposala del reparto di terapia intensiva dove ha avuto luogo l’intervento, afferma: “Questa storia racconta la dedizione di un uomo”. “Poco prima che iniziasse a operare, tutto ciò che sono riuscito a dirgli è stato: ‘Tu sei un uomo buono'”. Nonostante milioni di americani lo ritengano un eroe, Hrynkiw non si sente un uomo speciale: “Non ho fatto nulla di eccezionale – ha detto – solo il mio lavoro”.

L’America si commuove per la morte di Tyler, il piccolo eroe

Tyler-tuttacronacaL’America è commossa: Tyler, piccolo eroe di appena 8 anni, ha perso la vita per salvare quella di sei persone quando un incendio ha avvolto la casa mobile, abitazione simile a un camper, in cui stavano dormendo mentre nessuno si è accorto di quanto stava accadendo. Tranne Tyler, ospite di parenti a Penfield, una cittadina dello stato di New York, Penfield, poco prima dell’alba. Il piccolo ha tentato di svegliare tutti, ha aiutato a mettere in salvo due bambini, di quattro e sei anni, poi gli altri, tra cui anche uno zio e il nonno disabile che erano rimasti intrappolati. E proprio per liberare i duoe uomini Tyler si è gettato nuovamente tra le fiamme che, assieme al fumo, hanno piegato la volontà del giovane eroe: Tyler è morto assieme al nonno, i loro corpi vicini, come erano stati da vivi. Non ce l’ha fatta anche lo zio che si trovava nella parte posteriore della casa mobile. “Sembra che Tyler stesse cercando di sollevarlo dal letto prima di venire travolto dalle fiamme”, ha spiegato uno dei vigili del fuoco. Stando alle prime indagini, il rogo sarebbe stato causato da un guasto elettrico e all’interno della casa non c’era un dispositivo di rilevazione del fumo. In uno spazio così piccolo un allarme avrebbe svegliato tutti in tempo. Appena qualche giorno prima alcuni vicini si erano detti preoccupati proprio per il numero di persone che vivevano in quella ‘casa mobile’. Le fiamme hanno tolto la vita anche a  cani, gatti, un coniglio e alcuni criceti. E mentre la madre del piccolo eroe, intervistata in tv, spiega di essere fiera di lui, resta il rammarico di non essere stati in grado di fermarlo prima che si rigettasse nel rogo. Nel frattempo, si alzano le polemiche sulla sicurezza delle ‘case mobili’. Il “Penfield Fire Company”, un gruppo di volontariato dei vigili del fuoco di Penfield, ha intenzione di promuovere un’iniziativa di carattere pubblico per sensibilizzare i cittadini sull’importanza dell’installazione nelle proprie abitazioni di sistemi di rilevazione del fumo. Congegni facili da installare e che avrebbero potuto salvare la vita di Tyler e di suo nonno.

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“I veri eroi …

eroe-quotidiano-tuttacronaca… sono quelli che ogni giorno si alzano dal letto e affrontano la vita anche se gli hanno rubato i sogni e il futuro. Quelli che alzano la saracinesca di un bar o di un’officina, che vanno in un ufficio, in una fabbrica. Che non lottano per la gloria o per la fama, ma per la sopravvivenza”

-Fabio Volo- (Esco a fare due passi, 2001)

Amore incondizionato: il cane che si sacrifica per salvare i padroni

cora-cane-eroe-tuttacronacaArriva dall’America la storia di Cora, il cane eroe. Era in auto con i suoi padroni, Shelby e Joshua Keller, quando la vettura è rimasta coinvolta in un incidente stradale in una strada buia di Othello (Washington)ed è finita in un campo. La coppia non riusciva ad uscire dalle lamiere ma Cora è fuggita dal finestrino e si è diretta verso la strada. Qui ha incrociato l’auto guidata dall’agente di polizia Adolfo Colorado: per attirare l’attenzione dell’uomo, il cane è andato a schiantarsi contro la vettura, trovando la morte sul colpo. Il poliziotto, fermatosi, ha così trovato l’auto incidentata dei Keller, riuscendo a salvare la loro vita. “Le cose sono andate così – rivela l’agente – Credo che il cane si sia sacrificato per farmi scoprire dov’erano i padroni”.

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L’eroe che le salvò la vita è morto, ucciso dal cancro. Lei porta a termine il gesto estremo

oliviero-biancato-tuttacronacaSi è tolta la vita lanciandosi dal suo appartamento dal terzo piano a Spinea, nel Veneziano, una donna di 43 anni che già in passato aveva tentato il gesto estremo. La donna, una disoccupata che viveva da sola, è morta sul colpo. Fuori dalla porta, un biglietto: “Non rompetemi i c…”, segno che forse la donna si attendeva quella visita ma non aveva la minima intenzione di farsi aiutare e curare. Un vicino di casa, tra i molti che si sono riversati per strada, non ha potuto far altro che constatare: “Ci aveva provato talmente tante volte, evidentemente è quello che voleva”. I Vigili si erano recati a casa sua nel primo pomeriggio per notificarle un accertamento sanitario, visto che la sua situazione di disagio psichico era ben nota pure ai servizi sociali. Ma non hanno fatto in tempo, l’hanno trovata a terra nel cortile. Tra le tante volte in cui ci aveva provato, una in particolare resta impressa, quando il 25 luglio del 2012 si era lanciata nelle acque del Canal Salso dal cavalcavia di San Giuliano, ma un elettricista di Marcon il 53enne Oliviero Biancato, si era tuffato in acqua per portarla a galla. “Lasciami morire” gli avrebbe confidato la donna disperata. Ma Oliviero non le ha dato retta, perchè il valore della vita lo conosceva bene, lui che stava lottando contro un tumore, aveva appena finito la chemioterapia, sapeva che quel tuffo avrebbe potuto costargli caro ma ha voluto farlo comunque. La storia di Biancato ha fatto molto parlare anche per il licenziamento che subì per le troppe assenze dal lavoro, a causa della malattia. E’ morto poco tempo fa, a novembre. Per quel suo gesto era stato ribattezzato l’Eroe di San Giuliano. Ora non ci sono più. Nè lui, nè la donna che aveva salvato.

Funari come Superman: per lo storico conduttore arriva una lapide pop

funari-lapide-superman-tuttacronaca“Più che di un’opera si tratta di un gesto dovuto. Un piccolo contributo a un personaggio controverso, ma sicuramente un grande personaggio e uno dei più grandi artisti pop degli ultimi tempi”. E’ l’artista abruzzese Pep Marchegiani a parlare così del suo ultimo lavoro, una lapide di marmo con l’immagine di Gianfranco Funari nelle vesti di Superman. Vuole essere un modo per ricordare un “immortale supereroe italiano, simbolo di ciò che l’Italia dovrebbe essere”. Il tributo in onore dello storico conduttore televisivo arriva mentre ancora non si sono placate le polemiche sullo stato di abbandono della sua tomba. L’idea di Marchegiani è di donare l’opera come lapide provvisoria, “perché la bruttura che c’è ora deve essere sostituita”. Sulla lapide, realizzata con il supporto economico di Mirko Tocchio, oltre al Superman-Funari, al nome e alle date di nascita e di morte, appare anche lo slogan ‘ho smesso di fumare’ voluto da Funari e la dicitura ‘Il popolo italiano pose’.

L’incredibile storia di Miles da malato a eroe

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L’incredibile storia di Miles Scott che a soli 5 anni ha dovuto lottare contro la leucemia e ora che la malattia sembra regredire di giorno in giorno e la famiglia è uscita fuori dall’incubo, il bambino ha potuto realizzare il suo sogno e l’intera San Francisco si è mobilitata affinché ciò si realizzasse: Miles è diventato Batman per un giorno. grazie alla mobilitazione di Make a Wish Fondaution, il bimbo si è trovato catapultato all’interno del mondo del suo supereroe e mentre andava a comprare un vestito da Batman è scattata la sorpresa. Il primo annuncio lo ha dato la polizia locale che ha lanciato la richiesta a “Batkid” e Miles ha dovuto salvare una “damigella in pericolo”, poi di corsa nella Batmobile, per sventare una rapina e confrontarsi con il nemico storico di Batman: L’Enigmista. Di missione in missione fino al ringraziamento da parte del Sindaco che gli ha consegnato le chiavi della città. Per ultimo un video spedito dalla casa Bianca con protagonista il presidente Barack Obama che si è rivolto direttamente al bambino: “Così si fa Miles, hai salvato Gotham City”.

L’attacco al Westgate: restano le macerie. E cadaveri intrappolati?

westgate-macerie-tuttacronacaDel Westgate Mall di Nairobi, lo shopping center che un gruppo di terroristi islamici ha assaltato lo scorso sabato mattina, restano le macerie. Il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime è stato aggiornato a 72 dopo l’intervento delle forze speciali e l’uccisione dei membri del commando. Ma il Guardian riporta che sarebbero centinaia i cadaveri sepolti sotto quello che resta del mall. “Un obitorio si sta preparando per ricevere 160 cadaveri”, scrive il quotidiano. Una fonte degli 007 kenioti ha affermato: “Nel centro commerciale c’erano 200 lavoratori e 800 persone che facevano shopping. Le mura del supermercato sono crollate, ci sono molti cadaveri”.

L’attacco al Westgate: i terroristi parlano di 137 vittime

nairobi-westgate-tuttacronacaTre giornate di lutto, a partire da oggi, in memoria delle 67 vittime dell’attacco al centro commerciale Westgate Mall di Nairobi. A comunicarlo, ieri, il presidente Uhuru Kenyatta. Altri 11 sospetti assalitori sono stati arrestati. Come riferisce la Bbc online, il presidente inoltre spiegato che secondo notizie di intelligence “una donna britannica e due o tre cittadini americani potrebbero essere coinvolti nell’attacco”. Quanto alla nazionalità degli assalitori, le informazioni sono ancora in corso di verifica. “Non possiamo confermare i dettagli al momento. Gli esperti sono al lavoro per accertare la nazionalità dei terroristi”, ha detto il presidente. The Daily Mail ha inoltre riportato che la polizia kenyota ha arrestato un cittadino di nazionalità britannica presso l’aereoporto della capitale del Kenya. L’uomo, 35 anni, è stato fermato lunedì pomeriggio al controllo dei passaporti mentre si preparava a salire su un volo della Turkish Airlines. Un portavoce del Foreign Office del Regno Unito ha dichiarato di essere a conoscenza dell’arresto, riporta il Daily Mail. Ma se le autorità hanno parlato di 67 vittime, il gruppo estremista islamico al-Shebab ha fornito il bilancio delle vittime tramite il suo account Twitter, spiegando che sono morti 137 ostaggi.  Nel messaggio anche un’accusa alle forze kenyane: avrebbero utilizzato “gas chimici” per mettere fine all’assedio e “provocato il crollo dell’edificio, seppellendo le prove e tutti gli ostaggi sotto le macerie”.

Westgate Mall: il presidente dichiara il lutto nazionale

westgate-mall-tuttacronacaIl presidente del Kenya Uhuru Kenyatta ha confermato oggi che il bilancio delle vittime dell’assalto terroristico al Westgate Mall, centro commerciale di Nairobi, è salito a 67. Ha quindi agginto: “Nel blitz delle forze dell’ordine 5 fondamentalisti sono stati uccisi mentre 11 sono sotto custodia cautelare”. Il presidente ha inoltre dichiarato il lutto nazionale a partire da mercoledì: “Saranno tre giorni di preghiera dopo l’attacco dei terroristi che il Kenya ha sconfitto”.

Paura in Kenya: si minacciano nuovi attacchi

Shabaab-kenya-tuttacronacaPaura in Kenya dove ancora non ha avuto fine l’orrore dell’attacco al centro commerciale Westgate di Nairobi da parte degli integralisti islamici somali Shabaab. Ora un loro portavoce ha minacciato nuovi blitz nello stato africano. “Noi lanciamo un avvertimento al governo keniano e a tutti coloro che lo sostengono, se vogliono la pace che lascino il nostro territorio”, ha detto in un messaggio web.

Elliot: a soli 4 anni, affronta un terrorista al Westgate

Elliot-Prior-tuttacronacaSi nascondeva in una cella frigorifera di un supermarket al Westgate Mall, a Nairobi, il piccolo Elliot Prior, di soli 4 anni. Con lui la madre Amber, la sorellina di 6 anni Amelia e un altro ragazzo. Speravano si sfuggire all’orrore ma uno dei fondamentalisti li ha trovati e ha sparato un colpo contro la donna, che stava tentando la fuga. Il piccolo, coraggioso Elliot, ha affrontato a quel punto chi aveva ferito la madre alla gamba dicendogli: “Sei un uomo cattivo”. Nel frattempo Amber lo supplicava di lasciarli andare. A quel punto il terrorista, come la madre di Elliot ha raccontato al Daily Mail, ha notato l’accento francese e le ha chiesto di convertirsi all’Islam. “Io ho cercato di essere gentile e disponibile e io gli ho risposto che lo avrei fatto”. Così il musulmano ha regalato due barrette di Mars ai due bimbi e li ha lasciati andare, concludendo: “Per favore dimenticatemi, noi non siamo dei mostri”.

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Salva il compagno dopo il naufragio del peschereccio

naufragio-peschereccio-tuttacronacaPoteva concludersi nel peggiore dei modi il naufragio di un peschereccio di sette metri avvenuto ieri sera davanti a Voltri, in provincia di Genova. Uno dei due occupanti dell’imbarcazione ha però percorso un miglio a nuoto, sfidando il mare agitato, per arrivare a riva. Toccata terra, ha lanciato l’allarme che ha permesso di salvare il compagno, che è stato recuperato dopo aver trascorso sei ore in acqua, aggrappato a un piccolo salvagente. A effettuare il recupero la guardia costiera e i vigili del fuoco. Il salvataggio è avvenuto grazie all’impiego di un elicottero dotato di un dispositivo a raggi infrarossi, che ha permesso di individuare il naufrago al buio. Il pescatore è stato poi ricoverato per ipotermia.

Tragedia a Palinuro: si tuffa per aiutare dei bagnanti, annega

morto-palinuro-tuttacronacaNon è ancora stata resa nota l’identità di un turista 45enne di Sala Consilina che, in località Saline di Palinuro, si è gettato in mare per aiutare dei bagnanti che si trovavano in difficoltà a causa delle acque agitate. Il 45enne è stato prima soccorso da un medico che era presente in spiaggia, poi dal team del 118 che è giunto sul luogo con l’eliambulanza. Ma tutto è stato inutile: riportato sulla battigia, è morto poco dopo. La spiaggia era particolarmente affollata anche per la presenza di un gazebo di un network radiofonico.

Caso Sacher: 15enni accusate di omicidio volontario!

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Si tratterebbe di omicidio volontario l’accusa mossa dalla Procura dei minori di Trieste nei confronti delle due 15enni che avrebbero ucciso Mirco Sacher, il pensionato di 66 anni delle ferrovie trovato morto in un campo della periferia di Udine. Su questa base la Procura ha chiesto e ottenuto dal Gip una nuova misura cautelare di quattro mesi in comunità nei confronti delle ragazzine. Le due quindicenni dovranno rimanere quindi un altro mese – fino all’ otto agosto – nelle strutture in Veneto e Lombardia dove sono ospitate dall’otto aprile. Secondo quanto si è appreso, una volta che dalla Polizia scientifica di Roma giungeranno i risultati degli esami tecnici biologici e sul Dna, le indagini potrebbero essere chiuse.

John Malkovich salva la vita a un uomo che stava per morire dissanguato

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Si trovava a Toronto giovedì notte scorso, John Malkovich, quando ha salvato un passante che stava morendo dissanguato utilizzando come laccio emostatico la sciarpa che aveva al collo. Questo è quanto raccontano alcuni testimoni. L’attore, che si trova nella città canadese per recitare nel ruolo di Casanova nello spettacolo The Giacomo Variations al teatro Elgin, stava fumando tranquillamente una sigaretta quando Jim Walpole, un 77enne originario dell’Ohio che stava passeggiando con sua moglie Marilyn, è inciampato in un ponteggio e si è procurato un taglio profondo alla gola. L’attore è subito accorso e si è attivato per bloccare l’emorragia. La moglie dell’uomo, infermiera in pensione, ha raccontato a CBC News: “Da come sanguinava sembrava avesse reciso la carotide o la giugulare”. L’attore ha anche utilizzato un asciugamano per fare pressione sulla ferita di Walpole, mentre la coppia aspettava l’ambulanza. La notizia è trapelata solo nella giornata di ieri, perché la coppia non aveva la minima idea di chi si trattasse. Ad aiutare il malcapitato anche il restauratore Ben Quinn, proprietario del locale dove la coppia aveva cenato.

Svolta nell’omicidio Sacher… sesso, denaro e ricatti.

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Da vittime a carnefici questo l’iter che sembrerebbe essere alla base delle indagini sull’omicidio di Mirco Sacher, il pensionato, ex ferroviere 66enne, amico di famiglia di una delle 15enni che lo ha ucciso. La perizia effettuata sui cellulari delle ragazze ha portato alla luce una scomoda verità. Appena quattro giorni prima di morire Sacher scriveva a una delle 15enni “Grazie, Ci penso ancora. E’ stato bellissimo”. Poi c’è stata la testimonianza di un ragazzino che ha ammesso di aver “comprato” anche lui una prestazione sessuale da una delle due. Ma altri reati stanno pendendo sul capo delle 15enni. Sembrerebbe infatti che qualche giorno prima dell’uccisione di Sacher le ragazze avessero rapinato un anziano. Lo schema, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era semplice: sembrare disponibili, poi derubare i malcapitati e minacciare denunce per violenze sessuali.

Quel 7 aprile, secondo gli inquirenti, i 3 si sarebbero appartati in una strada laterale e le due ragazzine poi sarebbero saltate addosso all’uomo e lo avrebbero soffocato. Omicidio volontario questo è il verdetto della perizia che verrà depositata la prossima settimana.

Il video riporta anche la testimonianza del direttore della scuola frequentata dalle 15enni. La scuola aveva, come più volte è stato ribadito, allertato le famiglie, che le ragazze si sarebbero trovate a rischio bocciatura, a causa dei loro comportamenti e dei profitti.

L’eroe di Cleveland avrà hamburger gratis!

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Charles Ramsey è un eroe e come tale merita di essere onorato. La comunità ha quindi deciso di offrirgli pasti gratis in una dozzina di ristoranti nella sua città, lista che però non include McDonald’s, nonostante lo stesso Ramsey lo svesse pubblicizzato. Ma chi è quest’eroe? Charles Ramsey è l’uomo che ha aiutato Amanda Barry a fuggire dalla casa degli orrori a Cleveland, in Ohio. L’uomo infatti vvie nei pressi dell’abitazione di Ariel Castro, l’autista di scuolabus che dieci anni fa aveva rapito tre ragazze all’epoca poco più che adolescenti: Gina De Jesus, Amanda Berry e Michelle Knight e che hanno recentemente ritrovato la libertà grazie a Ramsey.

Il Pdl in crisi peggio del Pd?

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Il presidente di una commissione alla Camera, pidiellino di ferro, in pieno anonimato si sfoga dicendo all’Huffington Post:  “Sa quale è la verità? Che noi stiamo peggio del Pd. La crisi della sinistra ha oscurato la nostra, che è più profonda, ma nelle prossime settimane questo sarà evidente. Berlusconi è appannato dai processi, il partito è in mano alle tribù, Alfano si fa gli affari suoi”.

Ma cosa macera Silvio Berlusconi? Il processo sicuramente, l’esclusione dal governo, perchè in fondo a prendere i voti erano stati lui e Bersani… ma ci sono Letta ed Alfano. I rampanti 40enni che fedeli solo a loro stessi stanno cercando pian piano di staccarsi da quei partiti ingombranti che hanno alle spalle. Letta un Pd da ricostruire e Alfano un Pdl intriso dagli scandali del Cavaliere.

“Il problema è che, nonostante quello che possiamo urlare alla luna, non si riuscirà a votare. Se noi ci liberiamo le mani, uscendo dal governo, Napolitano si dimette, ci troviamo un altro capo dello Stato alla Rodotà o Prodi, e un governo che vota l’ineleggibilità di Berlusconi mentre nelle procure passa l’interdizione”.

Un Berlusconi che ha bisogno del governo e del Pdl, ma quanto il Pdl ha bisogno del Cav.? E’ ancora dipendente perchè l’elettore di centro-destra vota la sua faccia, sposa le sue cause e s’immedesima nel suo eroe che, pur avendo fatto qualche “ragazzata di troppo”, è un punto fermo su cui poter contare. Il carisma incontestabile che ha il leader del Pdl è quel “surplus” (per usare un termine mutuato dai bilanci aziendali) al momento irrinunciabile. Se Alfano “tradisce” lo deve fare avendo alle su spalle un partito solido e capace di raccogliere consensi senza il Cav cosa che al momento sembra fantapolitica… L’indispensabile Berlusconi ha probabilmente ancora una volta vinto la sua partita e può dormire “incubi tranquilli”.

Giallo di Udine. Il punto della situazione: un sms cambia gli equilibri

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Mentre in questura proseguono le convocazioni di amici e conoscenti delle 15enni di Udine coinvolte nell’omicidio del 66enne Mirco Sacher, ritrovato due settimane fa nella zona di via Buttrio, la Squadra mobile della città continua a cercare di far luce sul contesto in cui è avvenuto il decesso e sulla ragione che ha originato la collutazione. Nel frattempo è stato reso noto un altro episodio che ha visto come protagonista una delle due ragazze in compagnia di un’altra amica. Un uomo di mezza età avrebbe consegnato loro del denaro in cambio di non meglio precisate prestazioni, quindi si sarebbe isolato con loro nei pressi di un capannone isolato in periferia. Giunti sul luogo, le adolescenti si sarebbero allontanate con il denaro lasciando l’uomo interdetto. Sono in corso accertamenti, per cercare di determinare eventuali collegamenti con l’aggressione ai danni di Sacher. Gli inquirenti, inoltre, stanno cercando di motivare la scelta di via Buttrio: avendo già trascorso del tempo assieme, e con una casa a disposizione, perché spostarsi verso il campo? Purtroppo i filmati su cui contavano gli investigatori sono meno di quelli previsti: quel giorno, infatti, le telecamere di videosorveglianza della zona erano in fase di manutenzione e non potevano registrare. Altri indizi però non mancano come, ad esempio, i computer delle ragazze e i profili facebook, i cellulari e l’auto usata per la fuga, ma anche la dichiarazione fatta al pm da una ragazza. La sera prima dell’omicidio, avrebbe sentito una delle due 15enni affermare: “I soldi non sono un problema, li recupereremo”. Del resto Sacher era abituato a far piccoli regali alle adolescenti ma, stando alle parole del legale Federica Tosel: “Ma si tratta di piccole cose normali nell’ambito di un rapporto tipo nonno-nipote come quello che c’era tra il pensionato e la mia assistita”. Ma era questo il rapporto che legava l’anziano e le due amiche? E’ di oggi infatti la notizia che, tra gli sms inviati dell’uomo, ne è stato rinvenuto uno dal contenuto esplicito, che comunque non è da considerarsi come una prova decisiva per supportare la pista del ricatto o dell’estorsione, magari a sfondo sessuale, già ipotizzata nel corso delle indagini. Si tratterebbe però di un unico messaggio su questi toni, mentre gli altri confermano che le 15enni si rivolgevano a lui quando avevano bisogno di piccoli favori. Non è però ancora esclusa l’ipotesi che le adolescenti possano aver abusato della bontà dell’uomo, spingendosi troppo in là. Resta il fatto che quell’unico sms porterebbe a escludere la totale “ingenuità” del 66enne rispetto le intenzioni delle due ragazzine. Un gioco pericoloso quindi, le cui regole sarebbero state accettate da entrambe le parti.

Le foto confermano la versione delle 15enni. Sole alla stazione di servizio.

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Le telecamere della stazione di servizio di Arino (tra Venezia e Padova) mostrano la Punto di Mirco Sacher, il 61enne ucciso a Udine. Sono le 18.53 del 7 aprile e al volante dell’auto ci sono le due 15enni ree confesse del delitto. Le ragazze hanno sempre confessato di essersi allontanate dal luogo dell’omicidio da sole, senza l’aiuto di nessuno, ma non sono mai state credute dagli inquirenti che hanno sempre pensato alla presenza di un terzo complice. Queste immagini nell’area di ristoro e a bordo del veicolo confermano la loro versione dei fatti.

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Udine: parla il fidanzato di una delle 15nni. Mistero su uno smartphone.

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L’ex fidanzata di una delle due minorenni che hanno ucciso Mirco Sacher ha rilasciato un’intervista: “Erano circa le 13. Pensavo fossero a casa del padre di una delle due, sentivo voci di persone in casa ma non sapevo dove”. Quindi il giorno dell’omicidio di Sacher la ragazza, ha telefonato al suo ex dicendogli che dopo poche ore sarebbero arrivate. “Una persona stupenda, – continua il ragazzo – non ho mai pensato arrivasse tanto, una ragazza sempre con il sorriso, sempre divertente.Vorrei scriverle una lettera per dirle che sono accanto a lei.”

I cellulari delle due ragazze sono stati messi al setaccio così come i loro profili Facebook, ma quello che gli inquirenti stanno cercando è uno smartphone scomparso, che potrebbe contenere indizi molto importanti.

Le due amiche, nel frattempo sono state trasferite in strutture riservate, una in Veneto e l’altra in Lombardia, dove hanno dichiarato di aver assunto alcol e stupefacenti il giorno del delitto. Le analisi tossicologiche sulle ragazze arriveranno a giorni e gli inquirenti sperano che possa esser fatta luce sullo stato psico fisico nel quale le due adolescenti si trovassero quel giorno.

 

La misteriosa fuga delle 15enni di Udine e le “cattive amicizie”

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Dopo aver ucciso Mirco Sacher le due quindicenni avrebbero guidato l’auto dell’uomo fino a una stazione di servizio, lì avrebbero accettato il passaggio di un automobilista che le ha portate fino alla stazione di Vicenza. Le due minorenni sono salite su un treno in direzione Mestre e scese hanno trovato due giovanni di Pordenone. Proprio ai due ragazzi hanno confessato il delitto agghiacciante.  Ma se i movimenti delle ragazze sono chiari, non lo è il movente. Quel presunto tentativo di  violenza sessuale da parte di Sacher presenta alcuni dubbi e non ha convinto gli inquirenti. Ora si cerca anche in altre direzioni, come ad esempio una natura economica. Forse le due adolescenti ricattavano l’uomo e lui ha reagito? Perché Sacher, sempre parsimonioso in tutta la sua vita, da qualche tempo aveva iniziato a prelevare costantemente soldi al bancomat? A cosa servivano quei prelievi che a volte superavano anche l’importo della sua pensione mensile? L’uomo in banca aveva circa 150 mila euro i risparmi di una vita accantonati attraverso gli anni di servizio che aveva svolto presso le ferrovie. Può essere che qualcuno mirava a sottrargli a poco a poco quella somma? Inoltre una delle due ragazze tempo prima frequentava un ragazzo rom che poi è finito in carcere con l’accusa di estorsione ai danni di un gay. Altre “cattive amicizie” delle due ragazze sarebbero alcuni ragazzi africani ritenuti dalle forze dell’ordine dei piccoli spacciatore di hashish che operano nella zona dell’autostazione, vicini anche a una banda di albanesi arrestati di recente per possesso di cocaina.

Tutti i soldi che Mirco Sacher prelevava in contanti dal suo conto sembrano svaniti nel nulla. Anche gli ultimi 150 euro ritirati da uno sportello dell’Unicredit soltanto alle 9 di mattina di domenica, 6 ore prima che il pensionato morisse, sembrano essersi volatilizzati. Gli investigatori non hanno trovato denaro nell’appartamento di via Strassoldo e nemmeno nella Fiat Punto bianca. Vuoti anche i portafogli dell’uomo e delle due adolescenti che infatti hanno riferito di aver lasciato la macchina all’autogrill perché non avevano soldi per fare il pieno e pagare il pedaggio autostradale.

Tanti quindi sono gli interrogativi e le analisi che gli inquirenti stanno facendo e il Procuratore capo dei minori di Trieste ha dichiarato che ci vorranno come minimo un paio di mesi prima che l’inchiesta si possa chiudere. Ciò di cui ormai sembrano convinti gli inquirenti è che a uccidere Marco Sacher siano state le due minori e che non ci fossero altre persone, maggiorenni, coinvolte nella morte dell’ex ferroviere.

Tuttavia questa versione che fino a ieri era quella accreditata oggi viene sconfessata proprio dal padre di Sonny Rizzetto che dichiara di aver convinto lui le due ragazze a costituirsi e non il figlio insieme all’amico come ipotizzato in un primo tempo. Mentre domenica notte andavano dai carabinieri una delle due adolescenti in auto con il padre di Sonny avrebbe detto: “Non me la sento di parlare con i carabinieri”.

Quindi ancora una nuova versione. Una volta arrivati in stazione a Pordenone, intorno all’una di notte, le ragazze, Sonny Rizzetto e Walter Wisdom avevano incontrato una pattuglia dei carabinieri che, ricevuta la denuncia di scomparsa del padre di Rizzetto, avevano controllato i due ragazzi. A quel punto i quattro avevano preso strade diverse. Sonny era tornato a casa con il padre mentre le due ragazze erano andate in un’altra abitazione in compagnia di Walter. Solo quando Sonny ha riferito al padre il racconto delle due quindicenni, l’uomo ha convinto tutti a rivolgersi ai carabinieri. E’ più probabile che la mattina dopo le due ragazze si sarebbero date alla fuga salendo su un altro treno in direzione della Toscana dove vive il padre di una delle due minorenni e un ex fidanzato.

Intanto è fissato per lunedì un vertice tra gli inquirenti per stabilire quali accertamenti scientifici da disporre sui vari reperti (che al momento sembrano essere la vettura di Mirco Sacher e gli abiti delle 15enni), tra i quali impronte ed esame del Dna. Poi, con molta probabilità gli esami verranno eseguiti a Roma o a Padova. Si pensa anche di fare un calco della dentatura della vittima per stabilire l’evenutale compatibilità con i segno riscontrati sul seno di una delle 15enni.

Le due 15enni del giallo di Udine sono state trasferite fuori regione!

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Sono state trasferite le due quindicenni accusate dell’omicidio di Mirco Sacher. Hanno quindi lasciato la struttura protetta per i minori di Trieste e sono ora in una comunità fuori regione, come aveva disposto il gip Laura Raddino nella sua ordinanza di ieri. Gli avvocati di una delle due ragazze, i legali Federica Tosel e Luigi Francesco Rossi, hanno gia’ preso contatti con il professor Giuseppe Sartori, ordinario di psicologia all’università di Padova, per una consulenza ”per far riemergere un ricordo indenne da suggestioni”.

Fu tentato stupro? Troppe ombre nella ricostruzione del giallo di Udine

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L’omicidio di Mirco Sacher era subito apparso agghiacciante, ma i particolari emersi nella ricostruzione delle due 15enni lo rendono ancor più allucinante. Negli atti si legge «Una l’ha preso per il collo, l’altra gli ha bloccato le mani… Poi entrambe lo hanno assalito fino al momento della morte di Sacher». Secondo quanto hanno riferito le due ragazze, Sacher avrebbe fino alla fine tentato una reazione arrivando anche a mordere il seno di una delle due 15enni, prima di dire “basta” ed esalare l’ultimo respiro.

Il tentato stupro, ancora però da accertare, sarebbe avvenuto, in un primo momento, in auto dove secondo la ricostruzione  l’uomo «Avrebbe iniziato a toccare le gambe e il seno della 15enne seduta al suo fianco», dopo averle portate in un terreno lontano da occhi indiscreti. Ma perché andare in un parco quando Sacher ha trascorso tutta la mattinata a casa sua con le due ragazzine?  Non poteva abusare nel suo appartamento senza correre inutili rischi in un luogo pubblico?

A quel punto le due 15enni,  infastidite dal comportamento dell’uomo scendono dall’auto e iniziano a parlare a poca distanza. Perché non sono fuggite? Perché non hanno chiesto aiuto?

Di nuovo Sacher avrebbe tentato l’approccio con una delle due. L’uomo scende dall’auto e nella foga fa urtare la testa contro un palo, così che scatta la rabbia omicida. Secondo le visite effettuate all’ospedale Burlo di Trieste vengono riscontrati i segni di un morso al seno, definito ‘pacifico’ dal Gip, e un ematoma alla testa, compatibile con l’urto contro un palo.

Giallo di udine… Ricatto per soldi?

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Domenica mattina. Mentre era alla cassa a pagare alcune bottiglie di vino, Mirco Sacher, avrebbe detto alle due ragazzine «Non voglio che mi mettete più le mani nel portafoglio». Lo ha riferito la cassiera sentita dagli inquirenti come persona informata dei fatti e la frase è riportata nell’ordinanza di convalida del fermo. Il pensionato lo conoscevano tutti come persona molto parsimoniosa, ma negli ultimi mesi l’anziano avrebbe prelevato circa 1300 euro al mese, somme che pareggiavano e a volte superavano l’importo della sua pensione.

«Tali sopravvenute emergenze di indagine – prosegue il Gip – operano nel senso di mettere in dubbio prospettata violenza sessuale nei confronti delle indagate da parte dell’uomo o almeno a metterla in dubbio come motivo unico della colluttazione».
Il magistrato non esclude, «come possibile ipotesi alternativa o cumulativa, quella che la colluttazione sia insorta in realtà o comunque anche per uno scontro relativo a richieste di denaro delle minori rimaste insoddisfatte». Ma il giudice Raddino non ritiene tuttavia che l’ipotesi sia assistita da indizi tali, al momento, da configurare l’omicidio volontario e la rapina impropria.

Decisi 2 mesi in comunità protetta per le due 15enni! Convalida fermo.

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C’è un ricatto dietro il giallo di Udine? Mirco Sacher era vittima di estorsione?

Troppi prelievi e sempre della stessa entità: 150 euro per volta.  Mirco Sacher, l’uomo ucciso dalle due 15enni, a cadenza quasi fissa prelevava denaro dal bancomat. L’ultimo prelievo domenica scorsa, poche ore prima di morire a uno sportello della Unicredit. Nei video ricavati dal sistema di videosorveglianza si vede perfettamente che è lo stesso pensionato a prelevare la somma. Quel bancomat che poi è stato però ritrovato nella borsetta di una delle due ragazze, le quali hanno sempre negato di aver effettuato un prelievo con quella tessera, ma dopo aver ucciso l’uomo hanno pensato bene di rubarla dal suo portafogli.

Ci sarebbe anche la testimonianza di una donna che avrebbe assistito a uno scambio di battute tra Sacher e le due ragazze proprio sull’argomento soldi. Quindi ora le piste per gli inquirenti sono due: una a sfondo sessuale (che sembra però abbandonata) e l’altra di natura prettamente economica.

Ora gli inquirenti vogliono visionare tutti i filmati delle telecamere a circuito chiuso degli istituti di credito dove sono stati compiuti i prelievi con il bancomat di Sacher per avere la certezza che fosse solo l’uomo ad accedere al suo conto o, se in alcune circostanze, i prelievi fossero stati fatti da altre persone. Inoltre è lo stesso procuratore capo della Procura dei minori a Trieste, Dario Grohmann, a dichiarare che l’anziano avesse una certa disponibilità economica ed è quindi probabile che fosse vittima di estorsioni.

A cosa servivano quei 150 euro prelevati ogni 3/5 giorni da Sacher? Quale era il ricatto a cui era sottoposto?

Una delle due adolescenti, in passato, ha avuto come fidanzatino un ragazzo Rom che aveva messo in piedi un’estorsione ai danni di un conoscente gay. Nell’indagine era rimasta coinvolta solo in una prima fase anche la quindicenne. Ma poi la posizione di lei, come ha assicurato lo stesso procuratore Grohmann a un quotidiano nazionale, era stata archiviata. La polizia tra lunedì e ieri ha ascoltato amici e compagni delle due quindicenni, senza trovare spunti rilevanti.

Emergono intanto nuovi particolari sull’autopsia di Mirco Sacher. L’uomo potrebbe essere morto per un’azione combinata di soffocamento e schiacciamento. L’autopsia ha stabilito che il cadavere ha due costole rotte.

Intanto viene convalidato il fermo e si configura l’accusa di omicidio preterintenzionale, dopo che questa mattina le due 15enni si sono avvalse della facoltà di non rispondere al gip.

Ecco l’interrogatorio delle 15enni di Udine!

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«Gli siamo saltate addosso, lui cercava di rialzarsi e allora gli ho messo le mani al collo…». «Anch’io stringevo, non pensavo così forte perché continuava a parlare, ma poi ha smesso…». E ancora: «Ricordo che aveva la faccia viola, era disteso a terra».

«Quando ha smesso di respirare ci siamo spaventate e siamo scappate in macchina». Sono le prime dichiarazioni rese dalle due quindicenni di Udine ai carabinieri di Pordenone. Sono in stanze separate, potrebbero aver concordato ogni cosa, hanno avuto oltre 11 ore di tempo per farlo. A raccogliere la confessione choc sono due marescialli. Parlerà per quasi due ore la ragazzina abituata a vedere Mirco Sacher a casa della nonna. Poi tocca all’amica. Non sempre le due versioni coincidono come nella fase in cui lottano contro il “nonno” che doveva portarle in stazione e invece ha girato la macchina in un campo a Udine, per molestarle.

Entrambe ricordano l’ora in cui sono uscite di casa domenica, dopo aver dormito assieme: le 10.30. Una sostiene che Sacher è passato per caso. Che hanno fatto colazione e che lui le ha invitate a pranzo a casa sua. L’altra dice che è stata l’amica a telefonargli: «Non avevamo i biglietti per l’autobus e volevamo andare in stazione, lui ci dava sempre un passaggio». Sacher propone di andare in gelateria a Remanzacco, poi le avrebbe portate in stazione. Secondo la ragazza, rientrando a Udine sarebbero andate nell’appartamento dell’anziano a prendere un carica-batterie. Sono usciti alle 13 senza pranzare. L’altra parla invece di una «pasta in bianco».

E sono proprio i resti della pasta che la polizia scientifica troverà nella cucina di Sacher. Sul tavolo ci sono anche due bottiglie di vino e mozziconi di sigarette con segni di rossetto. La stessa ragazza colloca l’uscita dall’appartamento alle 13.50 per andare in stazione. Invece Sacher svolta in una strada sterrata con la scusa che vuole «parlare un po’». Avrebbe fermato l’auto e allungato le mani verso la quindicenne seduta al suo fianco, l’altra, quella che conosce da quando è nata, è seduta dietro.

«Mi ha messo le mani sulle gambe e toccato il seno», dichiara l’amica. «Cercavo di allontanarlo, poi sono scesa dalla macchina». Tutte e due dicono di essere scese. Anche Sacher scende. «Continuava a cercare di toccarci» dice una. «Scherzando ha cercato di tirarci verso di lui», dice l’altra. Entrambe ricordano che ha sbattuto la testa di una delle ragazze contro un palo verde, del gasdotto. A quel punto la colluttazione. C’è molta più forza nel tentativo di Sacher di trattenere le due quindicenni che gli sono saltate addosso e lo colpiscono. Cade. È a terra quando morde un seno a una delle ragazze. Forse per costringerle a mollare la presa?

Viene smentita anche la notizia del presunto prelievo dopo la morte di Sacher. L’ultimo risale a domenica mattina, preceduto da una serie definita più frequente del solito. Perchè aveva tanto bisogno di prelevare Sacher? E gli inquirenti sospettano che quei soldi li dovesse proprio dare alla 15enne che aveva una relazione con un giovane rom che ora si trova detenuto per estorsione.

La 15enne non risponde al gip!

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A Trieste una delle due 15enni autoaccusatesi del delitto di Mirco Sacher si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Dopo di lei è stata fatta entrare la seconda ragazza e sembra che sia iniziato l’interrogatorio. Al termine, il gip si ritirerà in Camera di consiglio per decidere la convalida del fermo.

Udine… Ecco l’auto di Mirco Sacher!

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Ecco l’auto di Mirco Sacher fotografata dall’autovelox. In quest’auto le due ragazze avrebbero tentato la fuga… Si sarebbero sentite come in un videogioco, il famoso GTA (Grand Theft Auto), in cui l’eroe è un criminale che ruba le auto e la celebrità si ottiene solo compiendo reati e omicidi, naturalmente stando attenti a non farsi prendere dalla polizia! Ma per le due 15enni il game over è arrivato, ora sta alla polizia ricostruire l’accaduto.

Il video di Udine… Ecco il filmato delle 15enni!

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Spunta il filmato delle due quindicenni in un bar insieme a Mirco Sacher, poche ore prima che l’uomo fosse ucciso.  Questo video prorebbe secondo gli inquirenti che almeno parte della giornata coinciderebbe con quanto raccontato dalle due quindicenni. Nel video si vede l’uomo entrare al bar con le due ragazzine e non ci sono altre persone insieme a loro, quindi se maggiorenni fossero coinvolti nella  vicenda sicuramente sarebbero sopraggiunti in un secondo momento. Il video è stato mostrato in esclusiva da SkyTg24.

 

Come in un videogame: la testimonianza della 15enne di Udine

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“Sembrava di essere in GTA, il videogame. Ci siamo sentite come l’eroe del gioco”. Questa l’agghiacciante testimonianza di una delle due quindicenni di Udine.  L’avrebbero ripetuta questa frase innumerevoli volte a  Sonny Rizzetto e Walter Wisdom, i due giovani di Pordenone che, domenica notte, le hanno convinte a costituirsi ai carabinieri. Tv7 Triveneta  raccoglie le parole dei due giovani che dichiarano “Le abbiamo viste alla stazione di Mestre, erano calme, tranquille e senza soldi. Quasi ridendo, e comunque non tradendo nessuna emozione, ci hanno raccontato di aver ucciso un uomo, messo in moto la sua auto, attaccando i fili dell’accensione, e di essere fuggite con questa a 150 all’ora in autostrada. Ci è sembrato un racconto strano al punto che volevamo andare a Udine, a vedere se davvero c’era il cadavere. Poi, arrivati a casa, abbiamo avuto conferma dai nostri genitori e abbiamo convinto le ragazze a presentarsi ai carabinieri.”

 

 

Batman veglia su Isernia… boom di contatti in Facebook!

 

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Chi è quell’uomo che si aggira vestito da Batman di notte a Isernia? Chi ha messo i manifesti con la scritta “Batman veglia su Isernia”? Ora spunta anche il profilo in Facebook ed è subito boom di contatti, più di 5400 contatti in pochissimi giorni. «Se ti tramuti in qualcosa di più di un semplice uomo, se consacri te stesso a un ideale e se nessuno riesce a fermarti, allora diventerai tutta un’altra cosa….una leggenda». Sembra che sia solo un divertimento come lo stesso “Batman d’Isernia” precisa in un suo messaggio, ma intanto la notorietà è arrivata e  fotografo professionista di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila, si è offerto di realizzare un servizio fotografico esclusivo. Accetterà Batman?

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Da modella a mamma eroe! La Klum salva il figlio.

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La top model Heidi Klum ha salvato il figlio Henry, 7 anni, e le due nurse, che rischiava di affogare alle Hawaii. Lo racconta la stessa Klum, 39 anni, al magazine Us Weekly. “Siamo finiti al largo dopo una grande onda. Come mamma, ero veramente terrorizzata per mio figlio e chiunque fosse in acqua”, ha raccontato: “Henry comunque nuota bene, e’ stato capace di tornare sulla spiaggia da solo”. Anche il compagno della top model, Martin Kirsten, ha partecipato al salvataggio.

L’eroe per caso!

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Stava aspettando la metropolitana a Philadelphia, quando un 63enne è caduto sui binari sotto i suoi occhi. Nonostante sapesse che da lì a poco sarebbe arrivato il treno, il 32enne Christopher Knafelc non ci ha pensato due volte ed è saltato a sua volta sui binari, salvando il malcapitato. Dopo il gesto, Knafelc è diventato l’eroe del giorno in America.

Essere eroi ti fa perdere il lavoro!

Paul Marshallsea Drags Bronze Whaler Shark Away from Noosa Beach

Un eroe ha sempre una copertura. Superman è Clark Kent, un giornalista che porta alla luce il male della società attraverso le pagine di un quotidiano e che lo combatte di notte nella tuta sa supereroe. Poniamo che un giorno, il capo di Clark Kent lo licenzi per assenteismo… si trovava in “missione per salvare l’umanità” ma non era al lavoro. Cosa accadrebbe?

Ecco probabilmente si troverebbe a pensirsi della “buona azione” proprio come Paul Marshallsea, dipendente di un’associazione benefica per l’infanzia, che sul lavoro risultava in malattia, nella sua casa a Merthyr Tydfil, in Galles, mentre era in vacanza con la moglie in Australia. E’ qui, su una spiaggia di Queensland che Paul salva un gruppo di bambini, dall’attacco di uno squalo. Diventa bene presto un eroe e il video ceh lo ritrae nell’impresa fa il giro del mondo su internet tanto che lo vede anche il suo datore di lavoro e decide di licenziarlo. Stessa sorte tocca anche alla moglie, Wendy, anche lei era in malattia.

Dove abita Batman? Ora si può andare a trovarlo!

batman

E’ ufficiale, Gotham City, la città dove coabitano Batman e i suoi compatrioti è situata geograficamente sulla costa Est degli Stati Uniti. Per essere esatti l’eroe vive nel New Jersey, a qualche chilometro da New York.

Un po’ si sapeva- lo aveva scritto nel 1990 The Atlas of the DC Universe. Ma il sito americano BuzzFeed l’ha ricordato agli internauti, con annesse mappe e gift animate sul New Jersey.

Per i suoi creatori Batman sarebbe nato in campagna. Willam Safire scriveva per esempio nel 1990 sul New York Times che Gotham City era una certa parte che si vedeva della metropoli.

“Come tutti i fans di Batman sanno, Gotham City è New York, in particolare la parte della città sopra la 14. avenue: da Soho a Greenwich Village, il quartiere di Bowery, Little Italy, Chinatown e le zone vicine ai ponti di Manhattan e a Brooklyn”.

Christopher Nolan, regista di The Dark Knight Rises, ultima opera della sua trilogia consacrata al super-eroe, ha pregferito girare la maggior parte delle scene a Chicago, salvo qualcuna a Wall Street.

Ecco, la mappa di Gotham secondo Nolan:

GOTHAM-NOLAN- batman - map

MUORE ROBIN E I FANS SONO IN RIVOLTA SUL WEB.

Ma mentre si svela posizione geografica esatta di Batman, i fans piangono la morte programmata di Robin, il figlio del super-eroe, la cui fine è raccontata nel numero apparso martedì 26 febbraio, Batman Incorporated. Il personaggio partner di Batman dal 2006, non è altro che Damian Wayne, figlio di Bruce Wayne e di Talia al Ghul  (interpretato da Marion Cotillard in The Dark Knight Rises).

“Salva il mondo e muore da eroe assoluto”, ha annunciato in una intervista esclusiva al New York Post lo sceneggiatore Grant Morrison.

E subito i fans rendono pubblico il loro malcontento. Sul blog di DC Comics, hanno espresso il loro rimpianto. Lo sceneggiatore ha affermato che “non si può mai dire mai nei fumetti. In ogni caso Batman avrà sempre un compagno”.

robin-muore- batman

 

In ottobre salvò una famiglia, ora scappa da domiciliari per spacciare

Revocato permesso di soggiorno di 6 mesi per motivi umanitari per il marocchino Abderrahim Adoiou, ora in carcere.

Massacro di Mumbai del 2008: impiccato oggi Kasab

 

Lashkar-e-Toiba, uno degli alti comandanti del gruppo estremista pachistano, ha affermato che Kasab era un “eroe” che ne ispirerà altri.

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