Non è un partito per giovani? Epifani: se Renzi vince non è il solo candidato premier

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Altro giro, altre regole, altre carte che vengono mescolate. Ormai sembra inarrestabile la corsa di Renzi alla segreteria del Pd e allora si deve cercare in tutti i modi di ostacolare almeno la Premiership. E così oggi Epifani rilasciando un’intervista a Maria Latella su SkyTg24 ha dichiarato Chi vincerà le primarie del Pd “sarà anche candidato premier”, ma non è detto che sia solo: “se concorressero altri, sarebbe giusto” farli entrare in gioco “perché si è fatto così nel passato”.

Così l’Huffington riportando l’intervista di Epifani scrive:

Letta, ad esempio? “Deciderà lui quando terminerà questa esperienza di governo, ma in via generale può essere, come anche per altri candidati”, ha risposto l’ex segretario Cgil. “Io vorrei che si assumesse tutto questo come un percorso fisiologico”, ha aggiunto Epifani. “Noi siamo orgogliosi di avere tante personalità che si stanno affermando”.

Sulla polemica riguardante un possibile secondo mandato da sindaco per Matteo Renzi, il segretario ha osservato che “fare il segretario del Pd è molto pesante”, ma serve anche guidare il partito “in modo nuovo, stando in mezzo alla gente”.

“Io tengo una posizione equidistante, dico quello che ho visto in questi mesi: fare il segretario è un compito molto pesante e oneroso, non è facile e semplice”, ha spiegato Epifani. “Ma penso anche che si debba fare il segretario di un grande partito in un modo nuovo, stando in mezzo alla gente. Questo lo capisco e vedrei bene questa possibilità, un segretario che sta in mezzo alle persone per rompere questa frattura tra cittadini e politica. Ma questo lo deciderà Renzi o gli altri candidati”.

Sempre rivolto a Renzi, un altro messaggio. “Renzi dice che le elezioni non sarebbero una catastrofe? In democrazia il voto non è mai una catastrofe ma in questa caso non serve al Paese”. Per Epifani, in questo momento “bisogna avere i nervi a posto e portare a casa questa legge di stabilità. La cosa peggiore che può capitare al paese è di considerare che tutto quello che è capitato non è servito. La gente cerca una indicazione”.

Dal segretario del Pd anche parole miste sulla legge di stabilità. Una legge che – secondo Epifani – “va nella direzione giusta”, “ma ha bisogno di avere un’anima, qualcosa che parli nell’interesse del Paese”. Per questo – ha aggiunto – è una legge che “deve essere migliorata in Parlamento”. Come? Puntando sulle chiavi di volta: investimenti, fiscalità più giusta, giù tasse su lavoro e impresa. E non certo – è la stoccata di Epifani al Popolo della Libertà – privatizzando le spiagge. “Ci sono beni pubblici fondamentali come le spiagge che è bene tenere nella proprietà di tutti”.

Il Pd non è un partito per giovani?

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Napolitano motiva la sua scelta, con un appello alla collaborazione

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Napolitano si dice soddisfatto perchè si è aperta la strada ad un governo con una larga convergenza che possa assicurare la maggioranza in entrambe le Camera. Il Presidente, nel decidere, ha tenuto conto di tutte le consultazioni tenute ieri, in particolare quelle con le forze politiche già predisposte alle larghe intese, che da parte loro non hanno avanzato proposte pur dimostrando stima nei confronti di Enrico Letta, che appartiene ad una generazione giovane ma ha già ottenuto diversi riscontri positivi in ambito politico. Giorgio Napolitano afferma “ho piena fiducia nello sforzo che farà Letta” e che quindi è ottimista riguardo al futuro. “In questa fase è indispensabile che si affermi un clima di massimo rispetto politico tra le forze politiche” e che “si riconosca il ruolo che ognuna di esse deve avere in un ambito di larghe intese”. “Confido che tutti cooperino, e con tutti mi riferisco anche ai mezzi di comunicazione, per favorire il clima di distensione invece che rinfocolare vecchie tensioni”.

Enrico Letta accetta l’incarico con riserva

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Dopo che, a seguito della rielezione di Giorgio Napolitano e del terzo giro di consultazioni, il Presidente della Repubblica ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo ad Enrico Letta, l’onorevole ha accettato il mandato con riserva. Nel frattempo il primo messaggio di stima da parte di Matteo Renzi: “In bocca al lupo e un forte abbraccio a @EnricoLetta”. Presa la parola, Letta afferma di sentire che un simile impegno è un peso gravoso, forse più forte della resistenza delle sue stesse spalle. Il primo tema che tratta è il problema del lavoro, con la povertà e l’emigrazione dei giovani ad esso connessi. Il secondo tema è quello del “come dare risposte attraverso una politica che sia di nuovo credibile”. “o si rittrova credibilità tutti e tutti assieme, o non c’è possibilità di avere gli strumenti per risolvere il problema”. L’impegno è per una politica italiana diversa, con misure necessarie in ambito politico, come il bicameralismo, la legge elettorale e la riduzione del numero dei parlamentari. Lancia quindi un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento per richiedere la più larga partecipazione possibile, utile anche per cambiare la situazione all’interno della Comunità Europea che impone un modello di austerità non più tollerabile. Letta inizierà già da domani un giro di consultazioni per riuscire a tornare a colloquio con il Presidente il prima possibile con delle soluzioni chiare. Le ultime parole sono di ringraziamento per Giorgio Napolitano. Per quanto riguarda il Toto-ministri, Letta promette di presentare la lista, se scioglierà la riserva, quanto prima. L’idea è quella di un “governo di servizio al Paese”.

I giochi sono fatti: Letta sale al Colle alle 12:30

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E’ arrivata la convocazione ad Enrico Letta: oggi, alle 12.30, salirà al Palazzo del Quirinale per incontrare Napolitano. E’ l’onorevole del PD a vincere nella sfida contro Amato, anche se dalle forze opposte sono già arrivate, nei giorni scorsi, le prime “minacce”. Angelino Alfano avvisa che “per noi non ci sarà un nuovo caso Marini, non daremo il sostegno a uno di loro cui loro non daranno un sostegno reale, visibile”. E aggiunge: “Se si tratta di un governicchio qualsiasi, semibalneare, lo faccia chi vuole, ma noi non ci stiamo”. Anche Brunetta, che ieri aveva dichiarato che il PdL non condivideva l’ipotesi Amato o Letta, tiene a sottolineare: “Le elezioni sono finite in pareggio, il Pd ha preso Camera e Senato, ora prenderà la Presidenza del Consiglio, ha confermato una persona straordinaria ma di sinistra alla Presidenza della Repubblica, quindi lascio agli altri le valutazioni. L’eventuale delegazione del Pdl dovrà essere funzionale al programma. Se nella discussione del programma non ci saranno dei punti per noi fondamentali non ci sarà il governo con il Pdl. Il primo punto? Abolizione e restituzione dell’imu. O ci saranno i nostri dieci punti programmatici o diremo che questo governo non fa per noi. La durata del governo? Un’intera legislatura, deve essere un governo forte, politico e di legislatura che sia forte in Europa”. Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, aveva invece messo in evidenza stamattina che “La probabile nomina di Enrico Letta a presidente del Consiglio segna la piena continuità con il governo Monti: entrambi fanno parte della Trilateral Commission, fondata da Rockefeller e che costituisce uno dei centri di direzione più rilevanti del capitalismo internazionale. Il fatto che la Trilateral continui a nominare i presidenti italiani significa che siamo stati definitivamente trasformati in un protettorato, in cui la sovranità del popolo italiano è un puro simulacro. Facciamo appello a tutte le forze di sinistra per costruire una opposizione unitaria a questo ennesimo governo dei poteri forti”. Ormai i giochi sono fatti… benvenuti in Italia!

Enrico Letta visto da Travaglio

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Marco Travaglio ha definito Enrico Letta in un suo articolo come colui che:

“Dopo anni di relazione clandestina, ha trovato il coraggio per un liberatorio coming out sul Corriere: “Preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo”. Finalmente, era ora: B. è meglio di Grillo perché Grillo propone di “non ripagare i debiti, uscire dall’euro e non dare cittadinanza ai bambini nati da immigrati in Italia”. E pazienza se Grillo, diversamente da B., non ha mai proposto di uscire dall’euro e di non ripagare i debiti: quanto allo “ius soli”, il centrosinistra è talmente favorevole che ha governato 8 anni su 18 e non ha mai fatto la legge… Beata ingenuità. Sono 18 anni che sinistra e destra governano insieme, ovviamente sottobanco per non farsi beccare dai rispettivi elettori. Perciò Grillo e Di Pietro li terrorizzano: non fan parte del giro, non inciuciano, non sono trattabili né ricattabili né controllabili, insomma hanno il guinzaglio lungo.
Infatti il Letta minor sogna “un’alleanza guidata da Bersani con ai lati Casini e Vendola” e non esclude nemmeno la “grande coalizione” col Pdl anche se ora “non è l’opzione principale”. Una cosa è certa: “Non vorrei che si tornasse alla logica dell’antiberlusconismo e delle ammucchiate contro il Cavaliere”. Ecco, bravo. Le ammucchiate contro il Cavaliere no. Invece quelle col Cavaliere sì: infatti oggi il Pd è in maggioranza con B., per giunta in posizione gregaria. Ma chi si scandalizza non s’è accorto che la Grande Coalizione esiste almeno dal 1994, quando – rivelò Violante alla Camera – “abbiamo garantito all’on. Berlusconi e all’on. Letta (Gianni, ndr) che non avremmo toccato le tv”. Due anni dopo nacquela Bicamerale, che ufficialmente fallì nel ’98, in realtà non ha mai chiuso i battenti. Al di là del teatrino destra-sinistra per gabbare gli elettori, non c’è legge vergogna pro B. su tv e giustizia che Ds, Margherita e poi Pd non abbiano avallato o confermato o addirittura proposto e votato. Resta da capire se l’han fatto gratis o a pagamento. Nel 2006 Enrico Letta, vicepremier del secondo governo Prodi, si diede subito da fare: Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, gli scrisse di cambiare le regole d’ingaggio all’Avvocatura dello Stato affinché smettesse di difendere la legge Gasparri alla Corte di Lussemburgo contro le giuste richieste di Europa7, come aveva fatto col governo Mediaset. Naturalmente Lettino lasciò tutto com’era e l’Avvocatura seguitò a difenderela Gasparri e Mediaset. Del resto lui aveva appena confessato di invidiare al Pdl “gente in gamba” come “zio Gianni e Tremonti”: non potendoli ingaggiare, pensò bene di imitarli. Così tornarono al potere. Nel 2009 B. aveva il solito problema: disfarsi dei suoi processi col “legittimo impedimento”. Scendiletta diede subito il via libera sul Pompiere: “Il Pd non opporrà obiezioni al ricorso al legittimo impedimento: consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo”. All’espressione “come ogni imputato” c’è chi rischiò l’ipossia da risate. Altri sospettarono che si facesse scrivere i testi da zio Gianni. Ma era un’infame calunnia: zio Gianni è intelligente. Enrico invece è talmente astuto che ora è allarmato dal ritorno di B. perché “blocca la trasformazione del Pdl”. Quale? Ma naturalmente quella avviata dallo statista Alfano, “interlocutore affidabile e credibile” che stava trasformando il Pdl “da movimento carismatico a moderno partito conservatore europeo”, mentre ora “tornerà a essere il partito di Arcore”. Invece Angelino Jolie, com’è noto, con B. non parlava neppure, anzi manco lo conosceva. Altre risate da soffocare. Il fatto è che Scendiletta dice ciò che pensano quasi tutti i papaveri Pd, adusi a mercanteggiare con B. su tutto, anche sulla Costituzione. Con la differenza che gli altri sono più furbi e si limitano a farlo. Lui lo dice pure. Il che fa temere l’ipotesi più agghiacciante: CHE LUI, PER B., LAVORI GRATIS.”

Insomma Enrico Letta è l’antiberlusconismo che parla in berlusconiano, che sogna quel modello e che, ora, avrà la possibilità sul campo di sperimentare le sue teorie (sulla pelle degli italiani, ma questo poco importa). Così dopo i governi Berlusconi, dopo Monti, cambiamo di nuovo per non cambiar niente… però che bello poter dire finalmente all’estero abbiamo una faccia nuova… ENRICO LETTA, il nuovo BERLUSCONI… abbiamo fatto restyling?

Ma quanto ci metterà Letta a farsi crescere i capelli come Berlusconi? Lo faccia almeno per la Merkel, che lei, così amareggiata per la sconfitta di Monti, deve pur avere i suoi punti di riferimento in Europa!

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