“Cicciona di Napoli” così la Prof a una bambina di 13 anni, dopo 10 giorni sviene in classe

Donatello_ancona-tuttacronaca

Un atteggiamento sicuramente grave da parte di chi dovrebbe insegnare l’educazione, oltre che la cultura, da parte di una docente di scuola media che avrebbe spinto una ragazzina a non mangiare per 10 giorni apostrofandola come “cicciona di Napoli”. Se fosse confermata la vicenda che vede protagonista una professoressa della scuola media Donatello di Ancona, allora davvero ci troveremmo davanti all’ennesimo episodio di “malascuola”. Elena (nome di fantasia) si sarebbe infatti sentita chiamare dall’insegnante “cicciona di Napoli” e per questo motivo avrebbe deciso di smettere di mangiare, ma dopo 10 giorni, poco prima che suonasse la campanella è svenuta in classe. La vicenda sarebbe riconducibile ai primi di febbraio quando Elena, parlando con la cugina all’uscita della scuola, viene a sapere che l’insegnante, una supplente, mentre si trovava nella sua classe aveva apostrofato Elena come «quella cicciona di Napoli». Elena sembra che all’inizio non ci abbia creduto e si è rivolta ad altre compagne della cugina le quali le avrebbero confermato la frase della Professoressa. La 13enne così avrebbe deciso di digiunaree avrebbe perso peso in modo din troppo evidente: fino a dieci giorni fa pesava 79 chili e 800 grammi secondo la mamma e ora ne peserebbe 70, per 1,60 di altezza.Nei giorni scorsi aveva deciso di rivelare il suo dramma al vice preside, Marco Domenichelli, insegnante di religione. Il tempo di avviare l’inchiesta interna, che Elena l’altra mattina è crollata sul banco. «Una cosa inaudita – spiega ora il vicepreside – stavamo compiendo accertamenti. Non vorrei che ci trovassimo di fronte a una battuta interpretata male». Intanto Elena è a casa, in riposo assoluto.

 

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Il padre che ha ucciso i due figli: “Temeva di non poter dar loro il necessario”

michele-graziano-tuttacronacaLa Brianza è sotto shock dopo che ieri sera il 37enne Michele Graziano ha sgozzato i suoi figlioletti, Thomas ed Elena, di due e otto anni per poi tentare il suicidio. Il suo avvocato prova a giustificarlo spiegando: “temeva di non poter dare ai propri figli quello di cui avevano bisogno”. Solo recentemente l’uomo aveva ripreso a vedere i figli avuti da due donne diverse e, dopo la fine delle relazioni, viveva solo. Un lavoro come cassiere allEsselunga di Lissone (Monza e Brianza), l’ultima relazione finita poco prima di Natale con la donna da cui aveva avuto Thomas, Valentina Neri, 23 anni appena. L’uomo non avrebbe neanche dovuto trovarsi in compagnia dei piccoli: i giorni per stare con Thomas erano il mercoledì e il sabato ma aveva chiamato la ex moglie e le aveva chiesto di fare uno strappo alla regola. In seguito ha portato i bimbi nella sua dismessa abitazione sopra un wine bar dove, spiega La Stampa, non c’era nemmeno la corrente elettrica. Lì ha preso un coltello da salumi, con una lama di 10 centimetri, e li ha sgozzati, con un solo fendente alla gola. Poi ha cercato di fare lo stesso su di sé, puntando il coltello al suo collo, ma non c’è riuscito. Ha chiamato il fratello, che ha dato l’allarme. Ora Graziano è piantonato all’ospedale San Gerardo di Monza, accusato di duplice omicidio. Il suo legale, che ne aveva seguito la causa di separazione, ha commentato: “Si era separato poco prima di Natale senza grandi traumi, se non le classiche problematiche che si creano tra marito e moglie in fase di separazione”. “Era preoccupato di non poter dare ai figli tutto il necessario, faticava a pagare gli alimenti, ma nulla di più”. Ma le parole dell’ex suocero mostrano un’immagine diversa: “Cosa diavolo aspettano a intervenire? Cosa doveva ancora sopportare mia figlia? Perché non lo hanno fermato prima? Quello prima o poi avrebbe fatto un macello. Ora spero che lo arrestino e marcisca in galera. Perché se così non fosse, giuro che lo ammazzo con queste stesse mie mani”.

Derby tra ragazzini: dieci espulsi e un ferito

calcio-junior-tuttacronacaSi giocava un match valido per il campionato regionale juniores nel Napoletano quando, durante il derby tra Sibilla Soccer e Puteolana 1909, sul campo Tony Chiovato di Baia, quando una maxi rissa ha causato l’interruzione dell’incontro. Si trattava di una partita valida per il primo posto in classifica, ma anche molto sentita per il tradizionale antagonismo delle fazioni. Al 70′, un fallo di reazione da parte di un giocatore della Puteolana su un atleta della Sibilla, come spiega Repubblica, ha fatto saltare gli instabili equilibri. Il grave gesto ha scatenato contestazioni e ritorsioni tra giocatori e tecnici in campo e l’arbitro si è visto costretto ad espellere dieci calciatori, cinque per parte, mettendo così fine al match. Nel contempo sugli spalti i genitori degli atleti non si sono risparmiati nello scambiarsi invettive e “cortesie”, accendendo ancor più gli animi. Lasciato il campo, la rabbia si è riversata negli spogliatoi e sono dovuti intervenire i carabinieri di Bacoli e Pozzuoli, che ora stanno indagando sull’accaduto. Un giocatore della Puteolana ha dovuto far ricorso alle cure mediche del Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli per le contusioni riportate nella rissa.

Addio alla moglie di Amedeo Minghi!

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Dopo 40 anni di vita condivisa Amedeo Minghi ha dovuto dire addio a sua moglie Elena. Immediato il messaggio di Esoardo Vianello che ne ha comunicato la morte su Twitter con questo messaggio: “Un abbraccio al mio amico di sempre @MinghiAmedeo per la perdita inaspettata della sua dolce Elena. Un abbraccio alle figlie Alma e Annesa”.

“Vestiva in maniera estrosa e bizzarra. Raccontava che non erano lontani i giorni in cui indossava scarpe dai colori differenti. Fu amore a prima vista e ci sposammo in fretta, di lì a pochi mesi sarebbe nata Annesa (la primogenita,ndr) e poi venne Alma”. Questo è uno dei ricordi che il cantante aveva dato della moglie in un’intervista a Famiglia Cristiana. Un amore a prima vista e un matrimonio rocambolesco che però ha resistito negli anni portandoli a diventare anche nonni. Trent’anni di matrimonio per un amore nato, ricorda sempre Famiglia Cristiana, “negli uffici della casa discografica Apollo Records”.

La trilogia dell’estate è all’insegna dell’erotismo al femminile

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Uscirà il 10 luglio il terzo capitolo della trilogia che celebra l’erotismo al femminile scritto dalla friulana Irene Cao. Dopo ‘Io ti guardo’ e ‘Io ti sento’ arriva infatti sugli scaffali ‘Io ti voglio’, sempre con protagonisti la restauratrice Elena e lo chef siciliano Leonardo. Un viaggio senza limiti alla scoperta del piacere, tra arte, cucina, amicizia, amore e sesso che s’insinua sulla scia delle “Cinquanta sfumature” di E.L.James. Ambientata nella laguna veneziana, la trilogia racconta la storia di Elena, dedita esclusivamente al suo lavoro, come le rimprovera l’amica Gaia, che cerca invano di trascinarla ogni sera a una festa. Ma la ragazza preferisce trascorrere il suo tempo con Filippo, amico con le carte in regola per diventare l’uomo ideale. Almeno fino a quando non fa la conoscenza dell’inquilino indesiderato del palazzo dove sta lavorando: lo chef di origine siciliana Leonardo. E’ con lui che Elena inizierà a conoscere tutti i sensi del piacere, ma ad una condizione: non cedere all’innamoranto. Ma si può combattere contro se stessi? La Cao, nata nel 1979 a Pordenone, ha studiato Lettere Classiche a Venezia e attualmente vive in un piccolo paese del Friuli.

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