Evitate le ferie a Sharm el Sheikh: rischio terrorismo. Lo dice la Farnesina

sharm-tuttacronacaMinacce terroristiche e “progressivo deterioramento della sicurezza”. Con queste motivazioni la Farnesina sconsiglia viaggi che abbiano per meta il Sinai, compreso Sharm, Taba e Dabah. Inoltre, vengono sconsigliati anche viaggi che non siano indispensabili in luoghi diversi “da aree turistiche in alto Egitto,costa continentale del Mar Rosso e Mediterranea”. Scrive l’Huffington Post:

Anche Berlino, a quanto si apprende, sconsiglia i viaggi nel nord della penisola del Sinai e nell’area al confine fra Egitto e Israele e sollecita il rientro per i turisti sul posto. L’annuncio è segnalato sul sito del ministero degli Esteri tedesco. Da ieri la compagnia turistica Tui ha messo a disposizione un charter speciale per rimpatriare i turisti a Sharm el Sheikh. I viaggi verso la regione sono stati bloccati.

La Farnesina ricorda che si continua a registrare in Egitto un clima di instabilità e turbolenza che spesso sfocia in gravi turbative per la sicurezza. Questa perdurante e difficile fase di transizione conferma la possibilità di azioni ostili di stampo terroristico in tutto il Paese, eventualità di cui ogni connazionale che si rechi in Egitto, anche nelle aree turistiche, deve essere pienamente consapevole, anche alla luce dell’attentato a Taba del 16 febbraio scorso, che ha coinvolto turisti stranieri e delle minacce diffuse di recente da gruppi jihadisti.

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Attentato in Egitto contro un bus turistico, uccisi 3 turisti coreani

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Attentato in Egitto e questa volta ad entrare nel mirino dei terroristi è stato un bus turistico che si trovava sul versante egiziano del valico di Taba (Mar Rosso) al confine fra Egitto e Israele. Il bus era di ritorno dal monastero di Santa Caterina. Secondo fonti di sicurezza egiziana l’ordigno era collocato all’interno del pullman e sarebbero anche stati ritrovati resti umani di un possibile kamikaze. Secondo altre fonti però l’ordigno sarebbe invece stato scagliato contro il bus. In ogni caso il bilancio è pesantissimo 3 morti, tutti di nazionalità coreana, 29 feriti di cui 15 in gravi condizioni. Sul pullman non erano presenti italiani.

Ammanettata al letto dopo il parto cesareo: sua figlia si chiama “Libertà”

bimba-libertà-egitto-tuttacronacaStanno facendo il giro della rete le immagini che mostrano una 19enne, Dahab Abdel Hamid, ammanettata in sala parto. La giovane, che dopo la nascita con il cesareo della figlia, chiamata Horreya, Libertà, è ritratta con i ferri ai polsi mentre si trova in un letto di ospedale a Il Cairo, in Egitto. La neo-mamma era incappata nell’arresto durante una manifestazione pro-Morsi. Per lei, come denuncia la famiglia, nessuna convalescenza: è già tornata in cella. Anche lei, come centinaia di altri egiziani, si trova in carcere a causa delle manifestazioni a favore del deposto primo ministro, pur senza esser mai stata processata: non sta quindi scontando alcuna condanna. E non sa quanto tempo ancora dovrà trascorrere dietro le sbarre. Gli scatti la ritraggono sul letto dell’ospedale. In una mano, la sinistra, l’ago della siringa. L’altra, la destra, è invece legata con le manette alle sbarre della lettiga.

Almeno 5 morti in Egitto: tre attentati

attentato-egitto-tuttacronacaSarebbero, secondo fonti governative, almeno cinque le persone che hanno perso la vita in Egitto, al Cairo, dove si sono verificati tre attacchi, di cui uno suicida con un’autobomba. Diverse decine i feriti. Obiettivi, il quartier generale della polizia nel centro del Cairo, una stazione di polizia a Talbeya, e una stazione della metropolitana. Fonti della sicurezza hanno affermato che l’attacco contro il dipartimento sicurezza del Cairo, nel quartiere di Abdeen,sarebbe stato condotto da “un kamikaze, a bordo di un’auto carica di esplosivo”. Nella capitale egiziana, dove domani cadrà il terzo anniversario della rivolta contro Hosni Mubarak, le forze di sicurezza sono in stato di massima allerta, si tratta del primo episodio del genere. Il capo delle forze di sicurezza del Cairo si trovava all’interno del quartier generale obiettivo dell’attentato di oggi, ed è rimasto illeso. Nei giorni scorsi fonti concordanti avevano messo in guardia sulla possibilità di un attentato suicida nella capitale. Nel frattempo è stata rivendicata dal gruppo jihadista Ansar Beyt el-Makdes (‘i sostenitori di Gerusalemme’) la partenità dell’attentato contro il quartier generale della polizia al Cairo dove si sono contati circa 50 feriti e l’edificio è stato completamente sventrato. Nel secondo attacco, nei pressi della stazione metro di Bohuth, la vittima al momento è solo una, con 15 feriti. La terza esplosione è stata causata da un ordigno artigianale (Ied) che è deflagrato nei pressi di un commissariato di polizia a Talbeya, a Giza, lungo la strada che porta alle Piramidi.  L’esplosione di stamane ha anche danneggiato gravemente il museo islamico del Cairo, che sorge davanti al quartiere generale della polizia: “Un edificio del museo è crollato, 8 manoscritti sono stati distrutti, e la maggior parte dei reperti sono stati danneggiati”, ha detto all’Ansa una fonte qualificata.

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Scontri all’Università al Cairo: muore uno studente

egitto_universita-tuttacronacaSono iniziati questa mattina gli scontri tra gli studenti che sostengono il presidente egiziano deposto Mohamed Morsi e le forze di sicurezza presso l’Università di al-Azhar al Cairo. Uno studente è morto negli scontri, come riferisce all’agenzia d’informazione “Anadolu” Mahmoud al-Azhari, portavoce del gruppo “Studenti contro il Golpe”, schierato con il movimento dei Fratelli Musulmani, al quale Morsi appartiene. La vittima è Khalid al-Haddad, ucciso da alcuni proiettili sparati dalla polizia davanti alla Facoltà di Economia e Commercio. Sempre stnado a quanto riferito dal portavoce ha quindi sottolineato che le forze di sicurezza hanno anche sparato lacrimogeni contro gli studenti pro Morsi che chiedevano ai loro colleghi di boicottare la sessione di esami. Con la morte dello studente sale a 6 il numero delle vittime in poco più di 24 ore, all’indomani dell’arresto di oltre 250 manifestanti islamisti. Il quotidiano governativo “al-Ahram” riporta che i disordini hanno preso l’avvio quando gli agenti hanno lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti, che stavano impedendo agli altri studenti di entrare nell’ateneo. I dimostranti hanno allora reagito scagliando sassi e incendiando cataste di pneumatici. Hanno quindi appiccato il fuoco alle facoltà di Commercio e Agricoltura, come mostrato in diretta dalla televisione statale. A quel punto la polizia ha cominciato a effettuare cariche per disperderli, ma senza grandi risultati. L’incendio, che si è esteso a due piani, è stato in seguito estinto dai pompieri.

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La nevicata epocale che imbianca l’Egitto

egitto-neve-tuttacronacaNevicata epocale in Egitto e gli utenti di Twitter non perdono tempo a diffondere immagini della capitale imbiancata. Neve che ha colto anche i metereologi di sorpresa. Spiega Edoardo Ferrara di 3b Meteo: ”E’ un evento eccezionale anche se di lieve intensità. L’ultima volta che la neve ha toccato questa città è stato 112 anni fa ma la nevicata più significativa si è avuta nel 1639. L’ondata di freddo che ha portato le temperatura a scendere 3 gradi sopra lo zero è la stessa che ha colpito Gerusalemme e Gaza”.

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Scontri in Egitto, muore uno studente!

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La protesta finisce nel sangue in Egitto dove uno studente oggi è morto durante gli scontri all’Università del Cairo.  I disordini, stando a quanto riferito da una fonte della sicurezza, sono avvenuti durante una manifestazione indetta dagli studenti pro Fratelli musulmani. Il ministero dell’interno ha fatto sapere che la protesta non aveva ricevuto l’autorizzazione in base alla nuova legge sulle manifestazioni pubbliche, che ha attirato numerose critiche degli attivisti.

 

La foto della coppia egiziana che si bacia per strada: scoppia il caso

bacio-egitto-tuttacronacaRivoluzionaria o oscena? Scoppia il caso per una foto pubblicata in Facebook dall’attivista Ahmed El Gohary che ritrae una coppia di giovani, la ragazza con il capo coperto dallo hijab, che si bacia per strada in Egitto. In questo Paese le manifestazioni di affetto non sono viste favorevolmente, tanto che la legge prevede punizioni per chi si bacia per strada. Alla foto El Gohary ha accompagnato il testo di una canzone, “On the street” dell’indipendente Youssra El Hawary che recita: ”C’è chi si maledice nelle strade, chi si uccide nelle strade. Chi dorme per terra nelle strade, chi vende il suo onore nelle strade. Ma sarebbe uno scandalo se un giorno dimenticassimo e ci baciassimo in strada”.

La cicogna che finisce in carcere: scambiata per una spia!

cicogna-imprigionata-egitto-tuttacronacaUna “spia” francese caduta in mano agli egiziani a Qena, a circa 450 km dal Cairo e finita dietro le sbarre? L’idea era quella. Solo che la presunta “spia” era atipica: una cicogna con un dispositivo elettronico nell’ala. Il mistero però è stato presto svelato: il dispositivo non era altro se non un piccolo microcip utilizzato da scienziati transalpini per condurre uno studio sulla fauna selvatica.

Infarto in carcere per il leader dei Fratelli Musulani

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Mohamed Badie, leader dei Fratelli musulmani, arrestato in seguito alla deposizione del presidente Mohamed Morsi, è stato colpito da un infarto nel carcere di Tora, ma «è vivo» ed è stato sottoposto a «esami medici». Lo affermano fonti della sicurezza egiziana all’agenzia Ansa. Inizialmente il sito al-Nahar aveva riferito della morte di Badie. Un evento che per i militari, il potere forte del nuovo corso egiziano, si rivelerebbe un incubo perché farebbe esplodere nuovamente l’Egitto dopo le prolungate manifestazioni seguite al cambio di regime, e la loro sanguinosa repressione.

Arrestato a Giza, Mohamed el Beltagy, il leader pro-Morsi.

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La tv di Stato egiziana ha annunciato l’arresto a Giza di Mohamed el Beltagy, ricercato numero uno tra i leader dei pro-Morsi ancora a piede libero.

La nuova Carta dell’Egitto mette al bando i partiti religiosi e la Sharia

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La bozza della nuova Costituzione egiziana non tollera più i partiti religiosi e cancella l’art 219 sull’interpretazione della Sharia. Prevede anche  la fine dell’interdizione alla vita politica per i responsabili del partito di Hosni Mubarak, che venne sciolto nel 2011. Adesso, come previsto da una “road map” del governo provvisorio, la bozza sarà ora analizzata da un comitato di 50 persone, rappresentanti “di tutta la società”, compresi militari e forze di sicurezza. Ed entro 60 giorni il testo arriverà sul tavolo del presidente Adly Mansour, che indirà un referendum costituzionale.

L’Egitto si dà quindi nuove regole e volta pagina con una Costituzione che di nuovo afferma la laicità dello stato e ripristina il partito di Mubarak. La tensione però nel Paese resta elevatissima soprattutto nella giornata di oggi denominata dai sostenitori di Morsi “venerdì dei martiri”. A Il Cairo, i cingolati dell’esercito hanno chiuso piazza Tahrir, schierando almeno 12 tank leggeri a difesa del simbolo della rivoluzione anti-Mubarak e anti-Morsi. Un massiccio dispiegamento di forze anche a Rabaa, chiusa dalle autorità sempre per timore di incidenti, mentre c’è massima allerta all’aeroporto internazionale della capitale, dove sono state prese misure di sicurezza e sono stati messi in atto controlli rafforzati, con strade di accesso presidiate dai blindati.

 

L’Egitto tutela i siti archeologici, arrivano i militari

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Sono in arrivo i blindati e militari in alcuni dei siti archeologici più importanti d’Egitto. Lo ha deciso il ministro delle Antichità Mohamed Ibrahim, disponendo l’utilizzo dei soldati per proteggere i  i templi di Luxor e Karnak, i musei di Nuba, ad Assuan e anche il Malawi National Museum, a Minya, saccheggiato e derubato da vandali. Si teme quindi che i sostenitori pro-morsi o altri gruppi terroristici possano invadere, distruggere e derubare i luoghi più amati dai turisti che ogni anno portano risorse economiche al Paese.

 

Arrestato il capo dei Fratelli Musulmani. Obama sospende aiuti

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Mohamed Badia, capo dei Fratelli Musulmani sarebbe stato arrestato in un appartamento nei pressi di Rabaa, sul viale Tayaran, nella capitale egiziana. Nel blitz è finito in manette anche il portavoce dell’Alleanza delle formazioni pro-Morsi, Youssef Talaat. Ad annunciarlo è stata la tv di Stato egiziana. La guida spirituale della Confraternita appare in buone condizioni, seduto su un divano con un paio di uomini armati di Ak47 al fianco.
Stando alle notizie diffuse dalle tv locali Badia sarebbe stato portato nel carcere Torah, lo stesso dove si trova l’ex rais Hosni Mubarak , che, dopo l’ordine di scarcerazione della giustizia egiziana, potrebbe essere liberato in giornata.

Intanto, secondo quanto trapelato da fonti interne al gruppo, i Fratelli musulmani hanno nominato Mahmud Ezzat guida provvisoria della Confraternita. Ezzat è soprannominato “la volpe della Confraternita”: la nuova guida dei Fratelli, per ora carica “provvisoria”, è stato arrestato più volte per adesione a una formazione illegale ai tempi di Hosni Mubarak. Ezzat, nato nel 1944 e padre di 5 figli, segretario generale della Confraternita, è stato in passato responsabile dei “servizi segreti” della formazione.
Intanto l’amministrazione Obama sembrerebbe decisa a sospendere temporaneamente la  consegna di armi all’esercito egiziano e alcune forme di aiuti economici. Lo rivela il “Daily Beast”, malgrado solo lunedì il Dipartimento di Stato americano abbia sostenuto pubblicamente che non si era ancora decisa alcuna sospensione del flusso di denaro, circa 585 milioni di dollari, tra Washington e il Cairo. E’ stato il senatore democratico Patrick Leathy, attraverso il suo portavoce, a rivelare al sito di Tina Brown che “gli aiuti sono stati bloccati”. Il punto cruciale di questi aiuti sospesi riguarda la fornitura degli elicotteri Apache, già pagati dal governo egiziano, oltre a ingenti sostegni economici a favore di programmi che aiutano l’esecutivo del Cairo.

I nostri 7 giorni: tra pallottole e palloni

7giorni-tuttacronacaNon si ferma la cronaca, neanche nella settimana più “calda” dell’anno. Ma anche se nei giorni che da sempre vengono visti come il clou delle ferie estive la politica non si è fermata, ciò non toglie che un po’ di “vacanze” dalla quotidianità spesso vengono cercate evadendo e sognando… magari il prossimo campionato! Infatti negli ultimi sette giorni l’evasione sembra sia stata cercata attraverso gli articoli di sport. Perchè il campionato è alle porte e tutti desiderano sapere chi ci sarà in campo a difendere i colori della squadra del cuore. Ecco allora che tra gli articoli che più avete apprezzato troviamo “l’enigma Pirlo“: andrà al Real Madrid salutando così una squadra in cui potrebbe non essergli possibile esprimersi al meglio? Ma se sicuramente molti tifosi juventini rimpiangeranno la perdita, sembra invece che ad essere pronti ad esultare siano i giallorossi, che già da tempo hanno messo la parola fine alla loro “storia d’amore” con Osvaldo, tanto da arrivare a indispettirne anche la fidanzata, stanca di queste attenzioni non gradite se è arrivata a scrivere in Twitter “Patetici tifosi maleducati. Fatevi una vita. Mi fa pena la vostra ignoranza e immaturità”. Ora il giocatore militerà tra le fila del Southampton e sicuramente la speranza di una ritrovata serenità è alta!  Stessi colori, ma una storia diametralmente opposta è invece quella dell’inossidabile capitan Totti: anche al mare non smette di portare con sè i suoi colori: ed il pubblico esulta nel vedere Er Pupone giocare in spiaggia con i figli e… con un gommone giallorosso! Per la gioia dei supporters, di sicuro, quella che non ha riscosso Balotelli, almeno a vedere com’è stata ridotta la sua Ferrari. Il rossonero avrebbe negato degli autografi ai tifosi che non ci sono andati sul leggero con il messaggio tra le righe: la sua auto è stata infatti ricoperta di cartigenica. Di certo non la settimana migliore di SuperBalo che ha dovuto saltare l’amichevole Italia-Argentina per un dolore al ginocchio. La compagnia del suo nuovo cucciolo, la maialina Super, gli avrà ridato il sorriso? Quello che è certo è che mancano ormai pochi giorni all’inizio del campionato ma già s’inizia a far sul serio: Juve e Lazio si sono scontrate all’Olimpico. Obiettivo: portare a casa la Supercoppa. E i campioni d’Italia hanno dimostrato di essere pronti per mirare al terzo scudetto consecutivo. Chi saranno i loro avversari più accaniti? Alla settimana prossima, per una prima, provvisoria, risposta.

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Ma non di solo calcio si è parlato in Italia. Un tema caldo sono stati gli scontri in Egitto, con il sangue scorso sulle strade che ha reso rovente una situazione già calda e ha catalizzato l’attenzione mondiale. Dando anche l’avvio a una nuova polemica della Lega verso la Kyenge, questa volta per voce di Salvini che, via Facebook, fa sapere: “La sciura Kyenge dice che la crisi in Egitto porterà un’impennata di immigrazione e che una legge sullo ius soli va fatta e si farà. Come dire avanti, in Italia c’è posto per tutti”. Del resto in Italia nè le ondate di caldo nè l’arrivo delle perturbazioni riescono a mutare aspetto al clima politico. Con Berlusconi che lancia la sua nuova campagna con Forza italia pur non avendo ancora certezze circa il suo futuro (e senza che sia stato risolto il nodo “chiedere o non chiedere la grazia”) e con il Pd ancora incerto sul proprio futuro, chi sembra continuare a marciare tranquillo e fiducioso è invece il Premier Enrico Letta, che rilascia dichiarazioni ottimistiche. In un futuro che sembra essere incerto quanto l’identità del “mostro” rinvenuto su una spiaggia spagnola, a volte vien da chiedersi se non sia possibile riuscire a trovare quell’intesa che a volte s’instaura tra i cuccioli…

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

SALVINI: “Perché la sciura Kyenge non va a fare la ministra in Egitto?”

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“Perché la sciura Kyenge non va a fare la ministra in Egitto?”. Il nuovo attacco contro il ministro dell’Integrazione viene dal vicesegretario della Lega, Matteo Salvini, dopo l’intervento sulle conseguenze della situazione esplosiva del Paese. “La sciura Kyenge – scrive Salvini su Facebook – dice che la crisi in Egitto porterà un’impennata di immigrazione e che una legge sullo ius soli va fatta e si farà. Come dire avanti, in Italia c’è posto per tutti”.

Sparisce in Egitto una giornalista Mediaset. Ansia per la Simoni.

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Egitto, da questa mattina si sono persi i contatti con la giornalista Mediaset Gabriella Simoni. L’inviata stava seguendo i drammatici avvenimenti di queste ore nel paese mediorientale. La Farnesina si è attivata e sta seguendo il caso.

Aggiornamento 17 agosto 2013, 16,44: Sembrerebbe che siano stati ristabiliti i contatti con la giornalista Gabriella Simoni della quale non si avevano più notizie da questa mattina. Della notizia ancora non si ha conferma ufficiale.

Assaltati gli ospedali in Egitto, incendiati i reparti

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E’ Amnesty International a raccontare l’ultima atrocità che sta avvenendo in Egitto dove le  forze di sicurezza egiziane hanno investito e incendiato il primo piano della struttura sanitaria di Rabaa al-Adawiya, vicino al sit in più numeroso, la tendopoli sgombrata con un’operazione durata dieci ore.

Uno studente di medicina ha riferito che l’edificio è stato evacuato dopo l’assalto delle forze di sicurezza che lo hanno investito con un fitto e sostenuto lancio di gas lacrimogeni. Il primo piano è stato incendiato. “Ho visto i cecchini – prosegue il giovane – appostati sui tetti degli edifici vicini. Indossavano vestiti neri. Un ufficiale mi ha colpito con il calcio del fucile e mi ha spinto verso le scale. I poliziotti ci hanno ordinato di radunare i cadaveri e i pazienti. Il piano al quale prestavo servizio stava bruciando”.

Secondo altri testimoni era impossibile fuggire e non si potevano portare in salvo neppure i feriti: “All’esterno si sparava a tutto spiano, una guardia dell’ospedale è stata colpita a morte”. Un’infermiera dell’ospedale da campo della stessa località ha raccontato che due uomini in nero e uno vestito con abiti civili hanno puntato le armi contro di lei: “Lo hanno fatto attraverso una finestra. L’uomo in borghese mi ha gridato di aprire la porta e ha chiesto se dentro c’erano armi. Ho risposto che avevamo solo morti e feriti”.

Fuori il massacro egiziano, all’Ambasciata italiana si servono penne all’arrabbiata

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Fuori c’è il massacro, gli scontri, la guerra civile, ma all’Ambasciata italiana al Cairo invece si respira un clima di serenità e di grandi abbuffate. E’ datato 16 agosto il tweet (scandaloso?) di Davide Bonvicini, primo funzionario dell’ufficio stampa e vicario dell’ufficio economico e commerciale dell’ambasciata italiana, che posta su twitter una foto in cui i dipendenti della sede diplomatica brindano intorno a un piatto di pasta.

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Molti utenti la ritengono poco opportuna. “Poco tatto” e “dubbio gusto”, osserva Massimo e Giovanni aggiunge: “Potremmo chiedere a @ilbonvi ed @AmbCairo cosa volevano trasmettere con quel tw magari farlo sapere a @emmabonino e @FarnesinaPress”. Duro anche l’utente Zeroholiday (“Perché non è vero che l’appetito vien mangiando, basta una guerra civile!”) mentre Massimo Mantellini dedica allo scatto un post dal titolo “L’eleganza del diplomatico” e scrive: “In una delle giornate più tristi della storia egiziana recente all’ambasciata italiana del Cairo twittano giulivi foto di enormi porzioni di penne all’arrabbiata”.

Magari come funzionario dell’ufficio stampa un tweet più appropriato ce lo aspettavamo tutti!

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Dialogo della morte tra madre e figlia al Cairo

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Lo racconta Robert Fisk sull’“Independent” di Londra e lo riporta il Fatto. Entrabi i giornali raccontano di quella telefonata tra la la giornalista Habiba Ahmed Abdelaziz, di 26 anni, e sua mamma. Nell’arco di sei si è scambiata con la madre numerosi sms, subito prima di morire vicino la moschea Rabaa al-Adawiyeh a  Nasr City. I giornali ne hanno riportato i testi come testimonianza del massacro che sta avvenendo in Egitto:

Ore 6,19 del mattino.

Madre: Habiba che succede?

Habiba: l’esercito e la polizia si stanno muovendo. L’ufficio stampa è stato trasformato in ospedale da campo e l’atmosfera è tesa.

Madre: Dove ti trovi? Habiba: Solo i giornalisti hanno il permesso di restare nell’edificio. Sto facendo il mio lavoro. In caso di scontri debbo scrivere quello che vedo. Mi trovo nell’ufficio stampa. La porta è grande e non è facile buttarla giù.

Madre: Ci sono molti poliziotti e soldati?

Habiba: Sì, ma forse è solo una “guerra di nervi”.

Madre: Dove devi andare?

Habiba: Fino al monumento.

Madre: E come fai?

Habiba: Come tutti. Camminando o correndo a seconda delle circostanze.

Madre: Che Dio ci aiuti.

Ore 7,33

Madre: Che novità ci sono?

Habiba: Sono arrivati anche i giornalisti stranieri.

Madre: Ma in piazza che novità ci sono?

Habiba: Ho preso tre tipi di medicine. Fa molto freddo qui e sto tremando. Mamma, prega per noi.

Madre:  Dio ci assicuri fermezza e ci dia la forza. Dio, dacci forza sopra di loro. Confido in te, Dio onnipotente.

Habiba: Tra poco vado. Ci sono anche dei blindati.

Ore 12,46

Madre: Habiba, ti prego rassicurami. Ho chiamato migliaia di volte. Tesoro mio, sono spaventata a morte. Dimmi come stai.

Habiba era già morta.

La rovente estate egiziana: cancellati i voli per il Mar Rosso

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Sono momentaneamente sospesi per questo fine settimana i voli in partenza all’aeroporto di Fiumicino diretti nel Mar Rosso: Sharm El Sheikh, Marsa Alam, El Alamain, Marsa Matrouh. Secondo fonti aeroportuali, gli aerei per queste destinazioni decolleranno vuoti, per andare a riprendere gli italiani che si trovano nelle località turistiche sul Mar Rosso.

 

Le immagini del massacro e le fosse comuni in Egitto

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Non sempre tutto si può raccontare e a volte un’immagine conta più delle parole così fanno il giro del web le immagini delle fosse comuni e dei cadaveri trovati negli accampamenti dei sostenitori pro-Morsi a Il Cairo, così come le prove delle torture attribuite ai Fratelli Musulmani. Un video delle fosse comuni si trova sul sito della tv El Balad. Dopo la scoperta di 20 cadaveri in avanzato stato di decomposizione, e dunque risalenti a prima degli sgomberi forzati dell’altro ieri, spiega l’attivista Dalia Ziada, la polizia ha disposto che venissero fatti scavi proprio di fronte alla moschea di Rabaa, e hanno scoperte fosse comuni con decine di corpi. La stessa attivista sulla sua pagina facebook commenta il video di un corpo carbonizzato trovato nella stessa moschea, cui erano state tagliate tutte e dieci le dita delle mani.

Secondo le indagini svolte dal’Ibn Khaldum center, di cui Ziada è direttrice esecutiva, prima degli sgomberi erano gia’ emerse le prove di 44 casi di tortura ai danni di oppositori di Morsi compiute nei sit-in dei sostenitori del presidente deposto.

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Beppe Grillo sostiene la Fratellanza e attacca l’Italia!

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Ecco l’ultimo post di Beppe Grillo, che semplifica la complessa situazione egiziana e attacca ancora una volta l’Italia, che secondo lui, è una comparsa.

In Egitto è avvenuto da tempo un colpo di Stato, ma nessuno sembra volerlo ammettere. L’Occidente, Stati Uniti in particolare, si sono voltati subito da un’altra parte. La loro. Morsi nominato primo ministro in regolari elezioni è stato deposto dopo manifestazioni di piazza nell’indifferenza generale. Con questo metro di giudizio in Europa avrebbero dovuto dimettersi parecchi governi. I militari hanno preso il posto di Morsi senza nuove elezioni. Nessuno ha battuto ciglio. Ora è il tempo delle stragi, l’assassinio da parte dell’esercito di centinaia (forse migliaia) di civili che vogliono ripristinare la democrazia. Ma, ancora una volta, l’Occidente tace. Al più lancia qualche flebile richiamo attraverso quella farsa in campo internazionale che si chiama UE. Gli Stati Uniti sono il salvadanaio d’Egitto. Ogni anno versano alle casse egiziane 1,3 miliardi di dollari. Non è un atto di beneficenza. Questa montagna di denaro serve per lo sviluppo degli armamenti egiziani e a mantenere il trattato di pace tra Egitto e Israele. Il principale interlocutore degli americani in Egitto è sempre stato l’esercito. Se venisse riconosciuto il colpo di Stato, gli Stati Uniti dovrebbero ritirare gli aiuti e perdere gran parte del controllo sugli eventi futuri.
Morsi è stato sostenuto principalmente dai Fratelli musulmani, i cui membri sono massacrati in questi giorni per le strade e i loro corpi ammassati nelle moschee. L’ONU è un fantasma che ricorda per la sua inconsistenza la Società delle Nazioni di prima della guerra. L’Occidente sempre pronto a condannare e a intervenire, anche con la forza, come è avvenuto in Libia, ora in parte sotto il controllo di Al Qaeda, (ma nessuno deve dirlo) o in Mali, per proteggere i suoi interessi, non vede, non sente, non parla. Chi ha ordinato la strage va processato da organismi internazionali come è avvenuto in Serbia. Il governo dei militari va disconosciuto senza alcun distinguo. Nuove elezioni vanno indette al più presto. Per l’Occidente la democrazia è un concetto relativo, che si applica caso per caso, quando gli conviene. Per i militari egiziani non si applica. La polveriera Egitto rischia di travolgere ogni equilibrio in Medio Oriente e in tutto il Mediterraneo mentre l’Italia fa da comparsa. Il ruolo che le riesce meglio.

Al Jazeera OSCURATO!

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Il network egiziano di Al Jazeera, che stava trasmettendo in diretta le manifestazioni dei pro-Morsi in corso nel Paese, è stato oscurato. Intanto a Il Cairo proseguono gli scontri: la polizia ha sparato lacrimogeni in piazza Ramses, a circa 2 chilometri da Tahrir, il luogo principale dove si sono dati appuntamento i manifestanti. Con gli otto dimostranti uccisi nella città di Damietta, il “venerdì di collera” conta già 14 vittime.

Crisi egiziana: a Hurghada c’è un morto nel paradiso dei Resort?

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Secondo ARD Mittagsmagazin ci sarebbe stato almeno un morto nelle manifestazioni islamiche che si stanno tenendo a Hurghada nota località turistica sul Mar Rosso, affollata di turisti stranieri. I manifestanti hanno inneggiando al presidente deposto Mohamed Morsi e hanno denunciando il massacro di Rabaa e Nahda, a Il Cairo. Secondo quanto si legge nella didascalia del video postato da Mittagsmagazin:

“L’Egitto è in una crisi profonda ed è anche sicuro che in Hurghada Beach Resort, ci è stato un morto. Il Foreign Office ha diramato avvisi per la restrizione di viaggi in Egitto. Molti turisti che però vogliono cancellare il viaggio, non hanno avuto ancora chiarimenti su i diritti e le penali che si applicheranno…”

Intanto in quello che è stato definito il “giorno della collera” i Fratelli Musulmani hanno convocato nuove proteste e manifestazioni. Almeno 4 manifestanti sono stati uccisi dalla polizia a Ismailiya, a nordest del Cairo. Mentre un altro morto si registra negli scontri in atto a Tanta e un sesto a Mansoura. Si registrano i primi scontri anche nella capitale, dove i cortei stanno affluendo verso Piazza Ramses. La tensione è altissima, e l’esercito ha schierato decine di blindati in tutto il centro della città. Naturalmente la notizia del morto a Hurghada è da verificare, ma sicuramente sale la tensione nei Resort.

El Baradei si dimette, l’Egitto in bilico.

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L’Egitto è in bilico e un punto focale del governo, come il vicepresidente El Baradei si dimette e di fatto rompe una maglia all’interno di un governo che si delegittima. Intanto nel Paese sembra essere iniziata la guerra civile. I sostenitori di Morsi hanno attaccato una stazione di polizia al Cairo, uccidendo a colpi d’arma da fuoco almeno quattro agenti: è quanto afferma la tv di stato egiziana.  Il governo egiziano ha dichiarato lo stato di emergenza per almeno un mese a partire da oggi pomeriggio. Lo rende noto la televisione di Stato citando un comunicato della presidenza egiziana. La leadership egiziana ha quindi dato mandato all’esercito di prendere tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza nel Paese. Gli Stati Uniti si oppongono in modo fermo alla dichiarazione dello stato d’emergenza stabilita dai militari in Egitto. Lo rende noto la Casa Bianca. Assalti anche nel resto del Paese, secondo alcune fonti sarebbe in corso un attacco alla Biblioteca d’Alessandria.

Guerra civile in Egitto? Coprifuoco dalle 19.00 alle 6.00

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L’Egitto a un passo dalla guerra civile e scatta il coprifuoco, misura straordinaria adottata dal Consiglio dei Ministri, in tutto il Paese a partire dalle 19.00 di oggi alle 6.00 del mattino di domani 15 agosto. Il comunicato è stato dato attraverso la tv Stato e il sito di Al-Ahram. Nel frattempo arriva anche una nuova stima delle vittime, al momento sembrerebbero essere 120 persone.

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Bagno di sangue al Cairo: ucciso anche un cameraman di SkyNews.

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Un vero e proprio bagno di sangue in Egitto e nella convulsa evoluzione degli eventi è rimasto ucciso anche Mick Deane, un cameraman di Skynews. Lo ha riferito l’emittente precisando che il resto della troupe è incolume. Secondo la Fratellanza ci sarebbero state almeno 600 vittime, secondo le fonti ospedaliere si parla di 40 cadaveri.

 Ma chi sono i Fratelli Musulmani che sono stati uccisi?

“Dio è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il jihad è la nostra via. Morire nella via di Dio è la nostra suprema speranza”. 

Sono l’ala più estremista, fedele all’ex Presidente Morsi, nata per volontà di un insegnante egiziano operante a Ismailia, sulle rive del Canale di Suez che voleva arginare il fenomeno dell’occidentalizzazione della società islamica.

E’ notizia degli ultimi minuti che sarebbe morta anche la figlia e il genero del numero due dei Fratelli musulmani,  Khairat al-Shater. La notizia è stata riportata dall’emittente televisiva al Arabiya. Si aspettano conferme.

“Sono profondamente addolorata per quanto sta avvenendo in Egitto e per la perdita di vite umane”.Così il ministro degli Esteri Bonino.”Avevo espresso l’auspicio che i sit in si svuotassero grazie al raggiungimento di un accordo tra le parti e non con l’intervento della polizia che non aiuta la ricerca di una soluzione alla crisi”.”Mi rivolgo a tutte le forze in campo -ha aggiunto- affinché facciano tutto quanto in loro potere per fermare immediatamente la violenza ed evitare un bagno di sangue”.

S’infuoca l’Egitto: tra massacro e instabilità politica la notte al Cairo

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Sono ancora i Fratelli musulmani a denunciare il massacro, che secondo loro, sta compiendo la polizia egiziana, che questa mattina avrebbe massacrato almeno 200 persone (e ferendone 8000) sparando sulla folla dei manifestanti Pro-Morsi. Dall’altra parte il ministero dell’Interno ha annunciato che due membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi durante lo sgombero delle piazze pro-Morsi, aggiungendo che sono stati i manifestanti ad aprire il fuoco contro la polizia. Per il ministero della Salute egiziano, poi, per il momento non si conterebbe alcuna vittima, ma solo 26 feriti, nello schieramento pro-Morsi durante il rastrellamento da parte della polizia. Il clima è infuocato e minuto dopo minuto la situazione al Cairo è in evoluzione.

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La notizia dei morti durante lo sgombero dei presidi pro-Morsi da parte della polizia in Egitto è «estremamente preoccupante» per la Ue. «Ribadiamo che la violenza non condurrà ad alcuna soluzione e facciamo appello alle autorità egiziane a procedere col massimo autocontrollo» ha detto il portavoce di Catherine Ashton.

L’Ambasciata d’Italia a Il Cairo invita i connazionali in Egitto a “tenersi lontani dagli assembramenti”. “Siamo sempre raggiungibili allo 0227943194/5”, si legge su Twitter.

Il fotografo poeta ucciso a 21 anni in Egitto commuove il web

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Si chiamava Andrew Pochter, 21 anni, americano animato da una passione per il Medio Oriente,era andato in Egitto per insegnare inglese ai bambini. Il giovane era anche un fotografo e girava sempre con la macchina fotografica al collo. E’ stato ucciso perchè ritenuto di essere una spia, ma oggi, Pochter, commuove il web per una lettera che scrisse a un bambino di cui era stato il tutor. “Vivi e ama” dice al dodicenne a cui indirizza la sua lettera e poi si scusa per non essere potuto ritornare per la sua promozione. In questo suo scritto spiega anche i motivi che lo spingono in Egitto:

“È un posto molto pericoloso in questo momento. Il Paese risente delle conseguenze di una grande rivoluzione politica. Ma anche se ho problemi c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarmi. Per esempio quando va via l’elettricità o l’acqua”.

Andrew Pochter è morto pugnalato mentre assisteva alle manifestazioni e i suoi genitori lo ricordano così su Facebook:  “Amava profondamente il Medio Oriente il suo sogno era lavorare in quella regione per sostenere la pace”.

Questo autunno avrebbe dovuto fare rientro a Kenyon College in Ohio, dove si è laureato in studi religiosi e co-gestiva l’organizzazione Hillel House Jewish. I parenti spiegano inoltre che il giovane era molto interessato alla cultura del Medioriente e “progettava di vivere e lavorare lì, nella ricerca di pace comprensione”.

E la sua passione per la vita e per gli altri emerge in questa lettera intensissima, dove lo studente spiega le ragioni della sua “chiamata” in Egitto, la passione civile e il sincero interesse per le ragioni arabe.

“Non perdere mai la curiosità per le cose belle della vita. Continua a farti stupire dalle escursioni nei boschi, nei canyon, in montagna. Vai a pesca e vai a caccia. Esci dalla routine cittadina se puoi. Circondati di buoni amici che ti possano essere d’aiuto nei momenti di difficoltà. Innamorati. Riprenditi il tuo cuore infranto. E poi innamorati ancora. Respira ogni giorno la vita come se fosse la prima volta. Cerca qualcosa da amare e non smettere di farlo finché non trovi qualcos’altro per cui valga la pena vivere. Non incolpare gli altri per i loro errori. Ti rende più debole. Sei un uomo forte. Non ti fermare ad ascoltare chi ti critica negativamente. Parla con convinzione e credi in te stesso perché il tuo modo di essere è più importante di come ti hanno educato. Avrei voluto congratularmi personalmente con te, ma so che questo non avrebbe cambiato molto.

Cerca di non dimenticarmi. Se serve qualcosa basta un’email”.

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Morte in diretta: il reporter filma il cecchino che lo uccide. Shock in Egitto!

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L’Egitto e gli scontri che portano la morte in diretta, questo è l’ennesimo shock che Youtube mostra al mondo. Le immagini girate dal   reporter egiziano del quotidiano Al-Hoira Wa Al-Adala, Sami Ahmed Assem, qualche secondo prima di morire, mostrano il cecchino che poi lo ucciderà. Il filmato arriva fino all’ultimo secondo di vita del reporter.

+++ Video destinato a un pubblico adulto +++

Hazem Beblawi, è lui il nuovo premier egiziano.

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Il presidente egiziano ad interim Adly Mansour ha scelto Hazem Beblawi come premier e gli ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo. L’ex numero uno dell’Aiea, Mohamed El Baradei,è stato nominato vicepresidente con delega agli Affari esteri. I salafiti hanno annunciato che avrebbero appoggiato la nomina di Beblawi e valutato quella di El Baradei, alla fine hanno votato anche il premio nobel.

Intanto in Egitto continuano gli scontri tra i militari e i Fratelli musulmani. Ora dopo ora sale il fronte dei sostenitori del destituito presidente Mohamed Morsi.

La Fratellanza ha respinto la dichiarazione costituzionale del presidente Mansour che fissa il calendario della transizione con elezioni politiche entro sei mesi. E ora si teme che la Giornata del milione dei martiri, come i Fratelli musulmani hanno ribattezzato le manifestazioni, produca nuove vittime.

L’uomo che filma gli egiziani gettati dal tetto. Video Shock

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E’ stato arrestato l’uomo che, venerdì,  durante gli scontri in Egitto, era stato filmato mentre gettava due giovani dal tetto di un palazzo. Il video,  girato nel quartiere di Sidi Gaber ad Alessandria, era stato ampiamente diffuso sui social network provocando shock e polemiche. Uno dei ragazzi gettati dal tetto è morto.

+++ Le immagini del video sono destinate a un pubblico adulto. Le immagini possono comunque urtare la sensibilità. +++ 

Nuovo tragico bilancio in Egitto: 77 morti nelle ultime ore.

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Alle 13.25 sale il bilancio delle vittime negli scontri con l’esercito al Cairo. Secondo quanto riferito da fonti dei Fratelli musulmani, le vittime sarebbero almeno 77, tra cui 8 donne e 7 bambini, di cui 2 neonati. L’informazione naturalmente arriva dai sostenitori del destituito presidente Morsi è quindi plausibile che ci possano essere dati volutamente errati per fa propaganda e sollevare l’opione pubblica e internazionale. La polizia e l’esercito hanno lanciato lacrimogeni per disperdere la folla che sta sfilando davanti alla sede della Guardia repubblicana al Cairo rivendicando la vittoria alle passate elezioni del partito “Fratelli Musulmani”. Le protest, hanno annunciato i musulmani, che continueranno con il loro sit-in “a tempo indeterminato”. L’esercito intanto ha comunicato che nelle ultime ore sono state arrestate 200 persone per possesso di molotov, armi bianche e mitra.

Un nobel alla guida dell’Egitto: El Baradei

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A tre giorni dal colpo di stato che ha deposto il presidente egiziano Mohammed Morsi, è stato scelto Mohamed El Baradei, premio nobel per la pace nel 2005 e simbolo del Fronte di Salvezza Nazionale. Una scelta sicuramente coraggiosa, che troverà l’opposizione dei Fratelli Musulmani che da sempre vedono El Baradei come il nemico numero uno.

L’Italia nel pomeriggio, prima della comunicazione del Premier egiziano, non aveva perso l’occasione per esprimere le perplessità sulla situazione egiziana.  “Siamo sull’orlo di un non ritorno. E’ questo il messaggio da far passare”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Emma Bonino, al termine di una riunione con il premier Enrico Letta sul caos in Egitto. “Il movimento sceso in piazza – ha aggiunto – è abbastanza acefalo e comunque con moltissime componenti. Non c’è moltissimo che si possa fare, ne dobbiamo essere consapevoli, ma è indubbio che la situazione è preoccupante”. Forse un premio nobel per la pace al governo in Italia è impensabile?

 

Egitto infuocato: ucciso sacerdote cristiano copto nel Sinai

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Continuano gli scontri in tutto l’Egitto nella guerriglia che sta dilaniando il paese dopo la deposizione del Presidente Morsi. Nella zona del Sinai, un sacerdote cristiano copto, Mina Abud Sharobim, è stato ucciso da uomini in moto mentre si trovava in macchina davanti alla sua chiesa a el Massaid, nei pressi di al Arish.

 

La guerra civile egiziana: arrestato il numero due della Fratellanza

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Sale a 30 il numero dei morti e più di 1000 feriti negli scontri del Venerdì della Rabbia. Il parlamento è sciolto e il coprifuoco è stato dichiarato. La guerra civile dilaga e il  numero due dei Fratelli Musulmani ed ex candidato presidenziale Khairat El-Shater, è stato arrestato. 

L’Italia solo ora si muove e il  presidente del Consiglio Enrico Letta twitta: «Ora riunione d’urgenza con Bonino su Egitto. Angoscia per escalation violenza, auspico transizione rapida, inclusiva di tutte le parti»

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Un reporter della BBC è rimasto ferito alla testa durante gli scontri al Cairo

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Negli scontri di oggi al Cairo, il leggendario reporter della BBC Jeremy Bowen, è rimasto ferito alla testa da un paio di pallini da caccia. Dopo che la BBC aveva dato la notizia è stato lo stesso reporter a voler rassicurare tutti tramite un Twitter:

“Grazie per i messaggi Sono stato colpito da un paio di pallini da caccia, ma sto bene…”

Scontro tra pro e anti Morsi: spari sul corteo, 3 morti

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Lo si era già previsto, ma forse si sperava di scongiurare il peggio. Invece è un venerdì ad alta tensione quello che si sta svolgendo in queste ore in Egitto. I Fratelli Musulmani sono scesi in piazza determinati a far battaglia e a morire, se necessario, per il loro presidente destituito. Così  nei pressi della piazza davanti all’università del Cairo sono avvenuti gli scontri e tre persone sono morte. Nonostante lo stesso Morsi aveva parlato di opposizione pacifica, sembra che i suoi sostenitori  vogliano invece solo ulteriori violenze in nome di una religione dell’odio e dell’intolleranza che ormai è ben distante dai dettami del Corano.

Il giorno più lungo per l’Egitto… Dall’arresto di Morsi alla gioia in Piazza

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E’ stata una giornata lunga in Egitto, ma le notizie che si sono susseguite ora dopo ora hanno scandito l’inarrestabile golpe che ha di fatto destituito, arrestato e condannato a un anno di carcere l’ex Presidente Mohamed Morsi.

Il portavoce delle opposizioni egiziane Mohamed el Baradei, attraverso la tv, ha annunciato la road map che farà “traghettare” l’Egitto in 9/12 mesi verso un nuovo e democratico governo del Paese. La strada è chiara ci sarà la  sospensione della Costituzione e la creazione di un consiglio presidenziale ad interim, composto da tre membri e presieduto dal presidente della Corte Costituzionale, Adli Mansour.

Il gran imam di Al Azhar Ahmed el Tayyeb e il capo della chiesa copta Tawadros hanno preso la parola dopo il ministro della difesa egiziano per dare il loro sostegno alla road map. Il primo ha sostenuto la convocazione di elezioni presidenziali anticipate, mentre Tawadros ha assicurato che tutti “saranno protetti”.

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Morsi ai domiciliari?

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Da notizie non confermate, riportate su twitter da testate mediorientali, come CBC e Al Hayat, il presidente Morsi sarebbe agli arresti domiciliari. Altre notizie riportano invece che il presidente egiziano Mohamed Morsi è oggetto di un divieto di espatrio. Lo  riferiscono fonti della Sicurezza all’aeroporto del Cairo, insieme alla guida spirituale della Fratellanza Mohamed Badie e importanti leader della Fratellanza come Khairat el Shater, Essam Sultan e Mohamde el Beltagui.

Il Presidente Morsi avrebbe inviato, dagli arresti domiciliari (ma la notizia ancora non è confermata)  un messaggio al popolo, chiedendo di resistere al colpo di Stato militare in maniera pacifica, senza opporre resistenza con la violenza. 

Egitto: Morsi propone un governo di coalizione

morsi-governo-coalizioneE’ scaduto l’ultimatum lanciato dai militari, in Egitto. Al termine del tempo concesso Mohamed Morsi, presidente egiziano, ha nuovamente ribadito la volontà di non dimettersi proponendo un governo di coalizione. Morsi, che ha sottolineato che “violare la legittimità costituzionale minaccia la pratica della democrazia”, ha parlato di un nuovo esecutivo che dovrà portare alla formazione di un commissione indipendente per la modifica della Costituzione da sottoporre al nuovo Parlamento.

E’ COLPO DI STATO IN EGITTO!

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Dopo le proteste della notte trascorsa a Piazza Tahrir, che hanno scandito ora dopo ora il count down verso il colpo di stato, anche con una “spettacolare” scritta di MORSI GAME OVER fatta da fuochi artificiali e luci laser sulla facciata di un edificio,  ora è tutto in mano all’esercito che ha iniziato la sua avanzata. I Carri armati sono stati schierati fuori dalla sede della tv statale egiziana ed stato fatto evacuare il personale che non opera alle dirette.
Il capo dell’esercito egiziano, Abdel Fattah al-Sissi, aveva incontrato il leader del fronte di salvezza nazionale di opposizione, Mohamed el Baradei, i capi religiosi e i rappresentanti dei partiti islamisti, tra cui quello del presidente Morsi, per annunciare la “roadmap” che l’esercito vuole attuare.

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Il colpo di stato è vicino e Morsi è pronto alla morte!

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Il presidente egiziano, Mohamed Morsi, parlando in diretta tv, ha detto che non farà nessun passo indietro e proteggerà la democrazia con la “sua vita”. “Non lasciatevi rubare la vostra rivoluzione”. “L’esercito egiziano deve tornare alle sue normali funzioni”, ha aggiunto, invitando gli egiziani a non attaccare le forze armate, la polizia e a non scontrarsi tra di loro.

Il colpo di stato è vicino e Morsi è pronto alla morte. Parole che pesano come macigni su una situazione insostenibile, nelle prossime ore ci saranno sicuramente sviluppi in questo braccio di ferro che sembra ormai all’epilogo.

Circa 100 italiani bloccati a Sharm el Sheikh

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Sarebbero circa un centinaio gli italiani che sono bloccati da questa mattina all’aeroporto di Sharm el Sheikh in attesa di imbarcarsi per tornare in Italia. Tra questi anche una trentina di bambini, tra cui uno diversamente abile. Il gruppo, proveniente dal Nord Italia sarebbe dovuto partire questa mattina alle 9.30 per Bologna, ma l’aereo per motivi amministrativi non è mai arrivato. Della vicenda è stata  informata la Farnesina dal Console Onorario che da vicino la vicenda fornendo assistenza e che ha fatto sapere che i turisti stanotte saranno sistemati in un albergo e domani dovrebbero poter ripartire.

«Ci tengono bloccati e non ci lasciano uscire dall’ aeroporto – ha detto al telefono Stefano Mecchia, del Friuli Venezia Giulia – da questa mattina ci hanno dato da mangiare soltanto un pezzo di pizza e da bere una bottiglia d’acqua. I bagni sono in condizioni impossibili. Anche gli egiziani sono imbarazzati, ma sembra che il problema sia dovuto al tour operator». I turisti hanno riferito di essere molto spaventati anche per la situazione politica e sociale in evoluzione in Egitto.

Le fiamme egizie contro Morsi! Sarà repressione?

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Un morto, presumibilmente un islamico, e sette feriti negli scontri di oggi in Egitto. La tensione nel paese è ormai esplosa in azioni violente e nella città di Beni Suef nell’alto Egitto sono state incendiate due sedi del partito di Fratelli musulmani. Anche al Cairo è stata data alle fiamme la sede del partito di Morsi e centinaia di manifestanti hanno assaltato il quartier generale, lanciando bombe molotov.

 Al grido di «Morsi, vattene», sollevatosi in varie parti del Paese, il presidente ha così risposto in una intervista rilasciata al Guardian:

«Ci possono essere dimostrazioni ma non si può mettere in discussione la legittimità costituzionale di un presidente eletto»

Poi ha dichiarato:

 «Se cambiassimo qualcuno eletto secondo la legittimità costituzionale, ci sarà qualcuno che si opporrà anche al nuovo presidente e una settimana o un mese dopo chiederanno anche a lui di dimettersi. (…) Non c’è spazio di discussione su questo punto. Ci possono essere manifestazioni e le persone possono esprime la loro opinione ma il punto cruciale è l’applicazione della Costituzione»

Morsi ha quindi accusato «i resti dell’ancien regime» per le violenze dei giorni scorsi, che hanno preso di mira sedi della Fratellanza e ha concluso:

«Hanno i mezzi, che hanno ottenuto con la corruzione e li usano per pagare teppisti e così scoppia la violenza. (…) È stato un anno difficile, molto difficile e penso che gli anni a venire lo saranno ancora, ma spero di fare sempre il mio meglio per soddisfare i bisogni del popolo egiziano.»

Alle 21.00 la situazione, secondo il portavoce militare, era la seguente:

L’esercito egiziano ha lanciato lo stato di massima allerta in tutte le unità e stabilito una unità di operazioni col ministro della Difesa Abdel Fattah el Sissi e il capo di stato maggiore per seguire la situazione e assicurare lo spiegamento il più rapido possibile in caso di crollo della sicurezza.

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Scontri in Egitto: ucciso un americano

scontri-egittoDurante gli scontri ad Alessandria, in Egitto, fra sostenitori e oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi, un cittadino di nazionalità americana è rimasto ucciso. A renderlo noto fonti sia mediche che della sicurezza: l’uomo è morto per una coltellata al petto, stando a quanto riferito dal dottor Ibrahim al-Roubi, capo dell’unità di emergenza di Alessandria, e tre fonti della sicurezza, tra cui il generale Amin Ezzeddin. Il bilancio degli scontri è di almeno 65 feriti, inclusi sette ufficiali di polizia, come riferiscono fonti locali. Iil sito web del giornale al-Ahram riporta invece che le “forze di sicurezza” hanno lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti nel tentativo di porre fine ai disordini. Nel frattempo è anche stata data alle fiamme la sede dei Fratelli musulmani a Sidi Gaber, il quartiere di Alessandria d’Egitto dove sono in corso scontri da ore fra sostenitori ed oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi. Lo stesso è accaduto a Sharkeyia e a Beheira, nel delta del Nilo. Al Jazira ha diffuso immagini in cui si vedono le fiamme sprigionarsi dall’edificio mentre i manifestanti scandiscono lo slogan “Abbasso il regno della ‘guida’”(della Fratellanza ndr).

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Giallo al museo di Manchester… l’effige egizia si muove

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Il mondo scientifico s’interroga su una raffigurazione alta 25 cm del defunto Neb-Senu risalente al 1800 avanti Cristo, che si trova all’interno di una vetrina nel museo di Manchester e che, secondo le immagini delle telecamere, ruoterebbe su se stessa. Lo strano fenomeno sta facendo il giro del mondo e il Daily Telegraph ha addirittura chiesto il parere del fisico Brian Cox, secondo cui sarebbe tutto molto naturale e si tratterebbe di uno spostamento dovuto al fatto che la base di pietra della statua slitta sul vetro che la sorregge. La rotazione poi sarebbe facilitata dalle vibrazioni dei visitatori di passaggio.

Ma è di parere contrario l’egittologo del museo, Campbell Price: «Sono l’unico che ha la chiave della vetrina l’ho rimessa al suo posto ma dopo esattamente un giorno si era ancora girata. Nell’antico Egitto credevano che se la mummia fosse stata distrutta allora la statua avrebbe ospitato lo spirito del defunto e questo potrebbe causare il movimento».

Naturalmente i curiosi si sono affollati al museo di Manchester per capire lo strano fenomeno.

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Quelle mutilazioni che seminano morte tra le bambine

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Il divieto è stato sancito nel 2007, ma sono ancora tante le giovanissime vittime che ogni anno muoiono a causa delle mutilazioni genitali. L’ultima è una ragazzina di 13 anni che è morta dopo essere stata sottoposta all’intervento di mutilazione genitale in clinica privata in una villaggio nella regione di Daqahlia, nel delta del Nilo.

Ancora una giovane vittima delle mutilazioni genitali femminili. Una bambina di 13 anni è morta dopo essere stata sottoposta a un intervento di mutilazione genitale femminile in una clinica privata in una villaggio nella regione di Daqahlia, nel delta del Nilo.

«Se avessi saputo che l’operazione l’avrebbe uccisa non l’avrei mai permessa», ha detto il padre Mohamed Ibrahim, agricoltore, affermando che lo stesso medico ha effettuato il medesimo intervento sulla sorella maggiore. «Tutti del villaggio vanno da lui perchè ha una cura per tutto e a prezzi bassi», ha detto il padre della bambina, mentre la madre, Hasanat Naeem Fawzy, ha detto che i medici dell’ospedale dove è stata ricoverata d’urgenza hanno detto che è morta per una overdose di anestetico. «Voglio solo giustizia», ha detto la donna mentre lo zio ha accusato il medico di avere offerto 20.000 lire egiziane, pari a circa 2.000 euro, per non sporgere denuncia.

Secondo ong e attivisti, il fenomeno che aveva registrato un calo negli anni scorso grazie a campagne di sensibilizzazione sta segnando una recrudescenza, in coincidenza con l’arrivo al potere delle formazioni islamiche.

Come si può tollerare ancora una pratica così barbarica che è frutto di un maschilismo becero e gretto? Come mai nel 2013 di continua a far strage di giovani donne? Un delitto di cui si macchiano le mani prima di tutto i padri che costringono le figlie a subire queste amputazioni simbolo di una violenza troppo spesso taciuta anche dalle stesse donne: madri e sorelle.

Odissea in vacanza? 17 ore di ritardo per un volo Meridiana

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Giugno è alle porte e iniziano le prime odissee vacanziere… Andare a Sharm El Sheik può comportare un viaggio anche di oltre 20 ore! A causa di un guasto che il pilota a rilevato al momento del decollo i 131 passeggeri del volo Meridiana previsto per ieri alle ore 17 sono stati fatti scendere e accompagnati in hotel. Un brutto disguido, ma necessario per non mettere a repentaglio la sicurezza dei passeggeri. Il problema è stato questa mattina quando il volo è stato ulteriormente posticipato e non è decollato fino alle 10,20. Più di 20 ore sottratte a una vacanza!

 

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