Parco Solare Sud: il progetto per convertire un viadotto in città galleggiante

appartamenti-viadotto-tuttacronacaIn cerca di idee originali e luoghi da riconvertire in appartamenti, lo studio di architettura Samuel Nageotte, in collaborazione con OFF Architecture e PR Architetti, ha posto l’attenzione su un viadotto abbandonato in provincia di Reggio Calabria. Da qui ha preso l’avvio il progetto Parco Solare Sud, presentato a un concorso di progettazione dello scorso anno, come riporta il sito web Architizer . Non solo il viadotto storico verrebbe preservato, ma anche riadattato ad appartamenti, per ricreare una sorta di città galleggiante: villaggi impilati verticalmente e spazi pubblici che si allungherebbero orizzontalmente. Il progetto prevede un sistema di ponti e gallerie con le aree pubbliche che ospiterebbero spazi come centri culturali e negozi, mentre i tunnel nasconderebbero serbatoi di acqua e parcheggi. L’idea è quella di creare un eco-villaggio, con l’acqua piovana raccolta dai ponti e filtrata in botti per il consumo, la pulizia, e la cucina, mentre il vicino Etna potrebbe geotermicamente riscaldare tutto il posto. Come se non bastasse… la vista è mozzafiato!

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Gli hamburger alle staminali costano 250 euro e… sanno di seppia

-hamburger-stamina-tuttacronacaGli scienziati della Maastricht University in Olanda hanno impiegato circa 3 mesi per trasformare una manciata di staminali in un pezzo di carne. L’hamburger, che costa 250mila euro ed è costituito da 20 mila fibre muscolari sintetizzate a partire da cellule staminali di mucca, verrà cotto e servito oggi a Londra, in occasione di una conferenza a cui prenderanno parte giornalisti e non solo. Due i volontari per l’assaggio, tra cui l’autore della ricerca Mark Post. Da quanto trapelato, sembra che gli hamburger abbiano un sapore che ricorda quello delle seppie. Secondo gli scienziati, la “carne in provetta” potrebbe diventare prossimamanete una’altrenativa valida e più ecologica alla “carne originale”. Una simile “coltivazione”, stando alle prime analisi, potrebbe permettere una riduzione dell’uso di terra e acqua del 90%, e del consumo globale di energia del 70%. Post ha spiegato al guardian: “Le mucche – spiega Post hanno bisogno di 100 grammi di proteine vegetali per produrre solo 15 g di proteine animali commestibili. Quindi abbiamo bisogno di usare moltissimo cibo per nutrirle, per poi nutrirci della loro carne. Con la carne coltivata non bisogna uccidere la mucca e in più non viene prodotto metano”. Al momento l’hambuerger è costituito unicamente da proteine, quindi il passaggio successivo sarà quello di crescere anche cellule di grasso, e forse anche ossee, di modo che la carne ‘alle staminalI’ sia il più possibile simile a quella naturale. Entro la metà del secolo il mercato della carne è destinato a raddoppiare, ma se lo facesse anche la quantità di carne, l’allevamento potrebbe essere responsabile di un impatto climatico simile a quello di auto, camion e aerei.​

Guerra d’estate, i conti sul turismo non tornano: ripresa o disastro?

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Viva l’Italia, abbasso l’Italia! Due foto dello stesso Paese, sullo stesso settore, che racconta due economie diametralmente opposte. Come va il turismo in Italia? C’è chi grida alla ripresa e c’è chi grida al baratro. La prima analisi, quella positiva, è stata realizzata da Federalberghi effettuata dal 24 al 30 luglio, per monitorare quanti hanno trascorso o trascorreranno una vacanza dormendo almeno una notte fuori casa, i turisti italiani sono leggermente aumentati rispetto all’anno scorso (giugno-settembre) dello 0,9% e gli stranieri del 3%.

«Il turismo estivo in Italia potrebbe aver raggiunto il punto di frenata della crisi, pur mostrando ancora un calo di fatturato dovuto ai prezzi più bassi e una flessione dei lavoratori», afferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, che aggiunge «Non possiamo gridare al miracolo, ma possiamo dire come il turismo italiano riparta prima di altri settori produttivi, ben più considerati e incentivati. Il governo non deve perdere l’occasione finanziando una campagna promozionale dell’immagine Italia sia all’interno del Paese che nel resto del mondo».

La seconda, quella apocalittica è di Assoturismo-Confesercenti che registra una flessione dal 7 al 12%, fino a -15% le presenze negli alberghi. E fatturati in calo dall’8 al 10%, che toccano -30% per le agenzie di viaggio. Nel mezzo si situano invece le cifre della Coldiretti: quasi 3 milioni di italiani rispetto allo scorso anno rinunciano a partire in agosto e il 67% starà a casa senza trascorrere neanche un giorno di vacanza.

Dove è la verità? Probabilmente non è possibile avere in questo momento una fotografia economica chiara e reale del settore che arriverà solo a fine stagione, ma sicuramente si possono fare alcune analisi. Cala il turismo a basso costo, quello dello stabilimento balneare, che si rivolgeva a famiglie con monoreddito o con redditi abbastanza bassi, quelle famiglie che investivano nel mese estivo gran parte delle loro risorse perché sicuri dello stipendio annuale. L’incertezza è molta e gli italiani che non possono contare su un posto fisso e temono un licenziamento preferiscono non andare a trascorrere le vacanze. C’è invece chi poi si rivolge invece a un turismo ecosostenibile e quindi sceglie preferibilmente un agriturismo, un viaggio enogastronomico, o un viaggio con escursioni culturali lontani dai luoghi più famosi e celebri del nostro paese. Il turismo non è più lo stabilimento, ma piuttosto una ricerca costante di natura e cultura, all’insegna del relax. Cala il turismo di massa, che resta invece per i turisti stranieri, e cresce un turismo ricercato solo per chi può veramente permettersi una vacanza senza ansia nel portafoglio. Si riscopre però lo stare con i parenti, le seconde case e i weekend mordi e fuggi. Sale anche il low cost, il last minute e in generale la villeggiatura si fa, ma si spende meno riducendo la vacanza. Non le vacanze lunghe, ma piuttosto pochi giorni vissuti intensamente.

Sembra quindi che le due fotografie siano le facce diverse di una stessa moneta, di quella Italia a due marce, da chi è sempre più povero e costretto a contenere i costi a chi invece ricerca sempre più un relax nel rispetto della natura con uno sguardo all’arte.

Dalla Cina con… mattone! Arriva il palazzo più grande del Pentagono

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La Cina ormai è il vero futuro del mondo? Che in molti campi abbia superato gli Usa non c’è dubbio, anche se, gran parte del successo cinese, legato all’industrializzazione, ha portato un tasso di inquinamento inquietante e oggi si corre ai ripari.Il palazzo più grande del mondo sorge anche per questo motivo, creare un’oasi che sia autosufficiente e “green”. Nelle intenzioni del progetto infatti c’è proprio la volontà di cambiare pagina con il passato e fare un passo in avanti in un’industrializzazione ecosostenibile. Il New Century Global Center di Chengdu, lungo 500 metri, largo 400 e alto 100. Chendu, fra le più popolose città cinesi, con i suoi 14 milioni di abitanti,punta a diventare una sorta di Silicon Valley dell’Asia. Il palazzo più grande del mondo è già stato scelto da 29 mila società. Il New Century Global Center di Chengdu è anche una realtà in evoluzione ed è previsto per il 2020 anche la realizzazione di una rete della metropolitana da 183 km, per arginare i danni del traffico automobilistico.

In cosa consiste il progetto?

La struttura, costruita in meno di tre anni, ospita grand hotel, ristoranti, negozi, cinema, uffici. Situato a 1000 km dal mare, non ha comunque privato i suoi cittadini dell’acqua. Infatti ospita una spiaggia artificiale di cinquemila mila metri quadrati, lunga cinquecento metri affacciata su un villaggio in stile mediterraneo, con tanto mare di artificiale di acqua salata, onde artificiali e un veliero pirata. Sullo sfondo, uno schermo LCD di 100 metri, il più grande mai realizzato, mostra la linea dell’orizzonte ma serve anche per gli effetti luminosi degli spettacoli musicali e teatrali notturni.

Hamburger, questo sconosciuto: la Generazione Y abbandona il Mac?

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Verso la crisi del Mac? Sembra proprio che i Millennials, o Generazione Y, ossia i nati tra il 1980 e il 2000, preferiscano cucinare e conoscere i prodotti che consumano, motivo per il quale la più famosa catena di fast food  è uscita dalla top ten delle preferenze in fatto di cibo. E’ quello che emerge da una ricerca di Slow Food (dati NPD Group), che mostra come il Mac stia perdendo attrattiva per il range di consumatori statunitensi tra i 18 e i 32 anni, ossia tra i 59 e gli 80 milioni di persone. Per opera di questi “delusi”, la catena, negli ultimi quattro anni, ha registrato un calo del 16% dei pasti consumati fuori da questa fascia di clienti. Il fatto è che la Generazione Y preferisce passare un po’ di tempo in cucina, cosa che permette loro di conoscere i cibi che mangiano e se escono optano per consumare dei pasti elaborati. Un sondaggio condotto da Mtv, su un campione di ragazzi tra i 12 e i 34 anni, provenienti da 15 Paesi diversi, ha fatto emergere che i valori sono più classici rispetto a quelli dei predecessori, tanto da manifestare, come più grande desiderio, “Un buon lavoro, vivere bene e che i miei siano fieri di me”. E se alla fine degli anni ’90 il rifiuto era dettato da una spinta anti-consumistica, ora la disaffezione è dovuta ai criteri qualitativi dei prodotti da fast-food. “Mi piace conoscere la storia dei posti dove mangio. Penso che sia fondamentale nutrire sia lo stomaco che lo spirito”, ha spiegato la 26enne americana Vera Chang. Don Thompson, amministratore delegato di McDonald’s, il rischio per il gigante del cibo a portare via è che hamburger e patatine fritte non siano più di moda e che catene come Subway, che prepara panini espressi su richiesta del cliente, abbiano la meglio sul mercato della ristorazione veloce. A cosa stiamo andando incontro, quindi? Un economista della Columbia University, Jeffrey Sachs, pensa che quando i Millennials entreranno in politica, riusciranno a cambiare la società ricostruendola non sul consumismo ma sull’umanesimo responsabile. Le multinazionali sono avvisate: sarà necessaria una maggiore attenzione ai prodotti, per non perdere ulteriori “affezionati”.

L’iceberg in riva al mare!

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Uno strano complesso residenziale sta sorgendo a Aarhus, in Danimarca. L’ispirazione è venuta direttamente dalla natura di questo luogo che affaccia direttamente sul mare. Gli studi di architetti che stanno lavorando su questo sito, JDS Architects, Cebra, SeARCH e Louis Paillard, hanno deciso di rielaborare la forma di un iceberg. “Palazzi ghiacciati” quindi pronti ad accogliere le famiglie che si trasferiranno in questo piccolo angolo di paradiso. Si cerca quindi di integrare sempre più l’edilizia con l’ambiente circostante, facendo anche attenzione all’ecosostenibilità sempre più al centro della tematica architettonica mondiale.

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Visoni uccisi barbaramente: video shock!

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Per più di 18 mesi le organizzazioni ‘essereAnimali’ e ‘Nemesi Animale’ hanno documentato la realtà dei visoni in Italia negli allevamenti dove ogni anno 170 mila animali vengono uccisi e scuoiati. Entrando negli allevamenti, si legge sul sito Visoniliberi, piazzando telecamere nascoste e tramite un infiltrato è stata documentata,con un video shock, l’uccisione dei visoni con camere a gas, la loro vita in gabbia e la loro sofferenza.

Lo scopo di questo documento, che si inserisce in un contesto europeo che ha visto altri report condotti da organizzazioni di attivisti in Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca e Spagna è il primo passo per una campagna di sensibilizzazione e pressione con l’obiettivo di giungere all’abolizione della pratica dell’allevamento di animali per la produzione di pellicce. In Italia ci sono 16 allevamenti di visoni, riferiscono gli ambientalisti, e un allevamento di cincilla. Queste aziende rinchiudono in totale circa 200 mila animali. Il numero di queste attività è drasticamente calato dagli anni ’90, in cui circa 125 allevamenti erano segnalati alla Camera di Commercio e la produzione era arrivata a 400 mila animali uccisi ogni anno.

Immersione pura nella natura… Huilo Huilo!

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Nella riserva naturale di Huilo Huilo in Cile, nella Patagonia settentrionale, si nasconde un hotel unico al mondo, dalle sembianze talmente incantevoli da suggerire un’atmosfera quasi fiabesca e magica.

Il Magic Mountain Lodge, noto anche come il Montaña Mágica Lodge, accoglie ogni visitatore con una cascata di acqua artificiale che scende dal tetto a forma di cono verde. Per accedere alla struttura si deve attraversare un ponte di legno sorretto da robuste corde, riecheggiando immagini di tempi lontani.

L’edificio è realizzato con materiali sostenibili ed è interamente ricoperto da una fitta vegetazione tanto che a stento si riconoscono gli elementi portanti. Lavorato a mano nei minimi dettagli dagli artigiani del luogo, il legno locale rappresenta l’elemento dominante: riveste pareti, porte, finestre, dà vita a comodini, sgabelli e tavoli. Sembra proprio che qui la plastica e gli altri materiali di produzione industriale non abbiano accesso.

Ogni stanza è stata denominata col nome di uccelli locali e vista da lontano l’intera struttura ricorda un po’ la casa degli elfi. In realtà sembra che l’idea di questo design ricercato sia da rintracciare in un’antica leggenda che narra di una montagna magica capace di soddisfare i desideri degli uomini.

Al suo interno troviamo saune, vasche idromassaggio, bar e ristorante, mentre nella zona esterna delle vasche calde ricavate nelle cavità del tronco degli alberi offrono agli eco-turisti dei momenti piacevoli di puro relax immersi nel verde incontaminato. Il Lodge ospita anche una sala conferenze “Picchio Nero” capace di contenere 200 persone e il club “Magic Corner” per tutti i bambini dai 4 ai 12 anni.

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La casa di pannocchie!

Tourner Autour du Ried-tuttacronaca

Anche se a un primo sguardo può sembrare il frutto fittizio della fantasia di un artista surrealista, la “casa di pannocchie” è un prototipo vero e proprio, realizzato fisicamente nell’area protetta di Muttersholtz in Alsazia, Francia.

Pensata dallo studio StAndré-Lang Architectes, la struttura, dal nome Tourner Autour du Ried , consiste in un semplice “vaso” di legno cavo, dal tetto diagonale, orientato in modo tale da sfruttare al meglio l’illuminazione naturale, man mano che il sole compie il suo percorso durante il giorno.

L’aspetto più impressionante della struttura, tuttavia, è il rivestimento: una “sacca” che corre lungo tutto il perimetro e che ospita una grande quantità di pannocchie di mais, contenute in una rete metallica.
Il metodo di accumulo è lo stesso utilizzato dagli agricoltori alsaziani per fare seccare le pannocchie nei silos: in questo modo non solo la struttura si armonizza perfettamente con l’ambiente circostante, ma si trasforma in un “edificio dinamico”, che cambia le sue proprietà con il passare delle stagioni.

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