La tesi shock: fumo e alcool in gravidanza possono rendere gay il bebè

 

Fumo-gravidanza-tuttacronacaDichiarazioni shock quelle del Dr. Dock Swaab, professore di neurobiologia all’Università di Amsterdam, che sostiene che fumare e consumare alcool in gravidanza potrebbe rendere il bambino stupido e omosessuale. Lo scienziato ha portato avanti uno studio secondo i risultati del quale lo stile di vita di una gestante potrebbe infuenzare non solo il quoziente intellettivo del nascituro ma anche la sua sessualità. E se il Dr. Swaab sostiene che bere, prendere droghe o vivere in una zona con alti livelli di inquinamento ha un impatto sullo sviluppo dei feti, la parte che maggiormente suscita polemiche è quella che riguarda l’influenza dei fattori esterni sullo sviluppo della sessualità del bebè. Stando allo studioso l’assunzione di ormoni sintetici e il fumo durante la gravidanza potrebbero aumentare le probabilità per le ragazze di diventare lesbiche o bisessuali, mentre bere e assumere droghe potrebbero abbassare il quoziente intellettivo di un bambino.  “Le donne in gravidanza che soffrono di stress hanno anche maggior probabilità di avere figli omosessuali di entrambi i sessi perché il loro livello rialzato di cortisolo – l’ormone dello stress – influenza la produzione di ormoni sessuali fetali”, ha dichiarato lo studioso al Sunday Times.   Tuttavia, il dottor Swaab ha riconosciuto che lo stile di vita ha solo una influenza minima e ha aggiunto che la genetica gioca il ruolo più importante nello sviluppo del bambino. fumare-gravidanza-tuttacronaca

Shaboo, la droga dei filippini che terrorizza l’Italia

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Shaboo non è certo una nuova droga, ma una potente metanfetamina che già da lungo tempo si conosce, ma fino a qualche tempo fa veniva usata solo all’interno della comunità orientale presente in Italia tanto che veniva chiamata “la droga dei filippini“. Ora però questa droga si sta diffondendo e il suo uso viene fatto anche tra gli italiani. La sua caratteristica è quella di tenere svegli tutta la notte e di essere iperattivi. Il suo uso è soprattutto apprezzato da quanti frequentano le discoteche più estreme e vogliono rimanere “al massimo”. Come riporta La Stampa però questa droga davvero terrorizza l’Italia:

Nel 2010 un ragazzo di 19 anni di Carpi, Enrico Rumolo, è morto fuori da un locale bolognese per aver ingoiato un mix micidiale di shaboo e ketamina. Ma secondo un investigatore che negli ultimi dieci anni ha seguito le crescenti fortune internazionali della sostanza, la metanfetamina potrebbe diffondersi ancora di più: «Dall’analisi dei dati mondiali, la produzione appare in crescita, e così il consumo. All’inizio veniva prodotta solo nelle Filippine e in Indonesia e veniva consumata esclusivamente dagli orientali. Negli ultimi dieci anni sono sorti laboratori in Repubblica Ceca, il consumo si è allargato a paesi come l’Iran e ci sono stati diversi sequestri anche in Italia, nell’ordine di centinaia di grammi–mezzo chilo ogni volta».

Il segnale più preoccupante però è il progressivo abbassamento dei prezzi, indice della penetrazione del prodotto sul mercato delle droghe: in un primo tempo lo shaboo costava fra i 300 e i 400 euro al grammo, dopodiché, a quanto risulta al nostro investigatore, la tariffa è scesa a 200 e, in certi casi, fino a cento euro al grammo. Se la quantità aumenta, con acquisti all’ingrosso, il prezzo cala ulteriormente. Se poi si pensa che da un grammo si possono ricavare più di dieci dosi, si capisce che i prezzi diventano veramente popolari.

A fare il successo della metanfetamina è anche la circostanza che può essere prodotta «in pochissimo tempo e in ambiente domestico: i laboratori possono essere realizzati ovunque». Ieri intanto i carabinieri della compagnia di Borgo Panigale hanno reso noti i dettagli di un’operazione che ha smantellato un’organizzazione che trafficava in shaboo nelle province di Bologna e Modena: sei persone, tutte di nazionalità filippina e tutte incensurate, sono finite in carcere, mentre per una settima la misura cautelare firmata dal gip Bruno Perla non è stata eseguita perché il destinatario, con ogni probabilità, è tornato nel paese d’origine.

Il ragazzo che cerca di violentare il carrello delle bibite

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Andrew Davidson, sembrava un passeggero come gli altri su quel treno tra Aberdeen e Glasgow, fino a quando, sotto l’effetto di un cocktail di alcol e droghe, è stato preda di un raptus sessuale. prima  è saltato addosso a una ragazza tentando di baciarla e di palpeggiarla poi si è gettato invece sul carrello delle bevande con cui ha tentato di avere un vero e proprio rapporto sessuale. Lo staff e i membri del personale hanno faticato non poco a consegnare il 25enne alle autorità della stazione più vicina. Processato il ragazzo è stato condannato a svolgere 100 ore di servizi sociali, ma non è stato inserito nel black list dei criminali sessuali.

 

Infanzia bruciata, il malessere dei figli della crisi

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C’era la generazione X, poi è arrivata la Y, ora forse non ha più un nome, ma solo disagio e rabbia da sfogare in alcolici e droghe. Questo è l’agghiacciante resoconto dei troppi ragazzini soprattutto tra gli 11 e i 13 anni che arrivano all’ospedale infantile di Ancona in stato confusionale. I genitori spesso ignorano il problema. Il bambino viene portato in ospedale perché si addormenta spesso, fa fatica a svegliarsi, altre volte ha scatti d’ira immotivati. Eppure gli under 14, i figli della crisi, sembra che vogliano solo lasciarsi alle spalle le preoccupazioni o l’atmosfera, vogliono uscire fuori dalla quotidianità. A rivelare il fenomeno, che comunque al momento appare contenuto, è il nuovo responsabile del pronto soccorso Massimo Vignini, 63 anni. «Sono giovanissimi che hanno tra gli 11 e i 13 anni e arrivano da noi ubriachi e sotto l’effetto di droghe.» I segnali per capire se un figlio fa uso di droghe però ci sono. «Cambia umore – continua Vignini – da allegro improvvisamente è silenzioso, si chiude in camera sua, si arrabbia spesso, è irascibile, ha uno scarso rendimento scolastico e non ha più stimoli». I giovanissimi vengono trattati e riportati a casa dai familiari. A volte capita che al pronto soccorso siano anche gli amici a portarli. Vignini ha in programma di andare nelle scuole per promuovere campagne di sensibilizzazione sugli effetti delle droghe e dell’alcol.

Provocazione dopo provocazione la Cyrus tenta di reinventarsi l’immagine

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Provocazione dopo provocazione Miley Cyrus tenta di reinventarsi l’immagine e se in passato non ha mai fatto mistero di coltivare una passione per la marijuana ora, l’ex viso pulito di Disney Channel, ha rilasciato un’intervista al Rolling stone dove ha ammesso di non disdegnare anche alcune droghe pesanti, ad esempio l’Mdma, cioè il principio attivo contenuto nell’ecstasy.

«Una volta mi sono fumata una canna con del Peyote dentro e ho visto un lupo che ululava alla luna… E anche l’Mdma non è male: sono droghe felici, droghe “social”. Ti portano a fare amicizia», ha raccontato l’ex star di Hannah Montana, che ha anche aggiunto:  «La cocaina, invece, non mi piace proprio. È così anni Novanta».

Forse è l’ennesima provocazione ma tutti ricorderanno chiaramente il verso incriminato nel testo della canzone “We can’t stop” nel quale diceva “dancing with molly” dove “molly” nello slang americano significa Mdma.

9 capi d’accusa per Pistorius, ma il processo ci sarà l’anno prossimo

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Le indagini sono chiuse e sono 9 capi d’accusa per Oscar Pistorius, sospettato dell’omicidio della  fidanzata Reeva Steenkamp. Secondo quanto riferito da portavoce della South Africa’s National Prosecuting Authority, citato da Abc News, è stata la procura sudafricana a deciderlo redigendo la stesura definitiva dell’atto d’accusa che sarà reso pubblico nel corso dell’udienza del 19 agosto, il giorno il cui Reeva avrebbe compiuto 30 anni. Il processo vero e proprio potrebbe prendere il via all’inizio dell’anno prossimo, dal momento che il caso dovra’ essere trasferito alla North Gauteng High Court.

Pistorius in pista per prepararsi al processo!

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Pistorius ancora in pista. Si tratta di “allenamenti a bassa intensità” come ha annunciato il suo portavoce, ma stupisce che ad appena 4 mesi dall’omicidio della fidanzata, la 29enne modella  Reeva Steenkamp, l’atleta riesca a concentrarsi in pista. Lo stesso portavoce ha specificato che  Pistorius “non prevede un rientro vero e proprio nell’agonismo né si pone come obiettivo la preparazione in vista di riprendere a gareggiare”, giacché “al momento la sua priorità continua a rimanere l’iter processuale”. Non la disperazione per la donna che amava e che “accidentalmente”  ha ucciso?

Il portavoce ha spiegato ancora che sono stati “I familiari, e coloro che gli stanno vicino”,  che “lo hanno incoraggiato a trascorrere in pista qualche ora la settimana, affinché questo lo aiuti a recuperare l’equilibrio mentale ed emotivo necessario a superare il trauma, e a prepararsi per il giudizio”.

Il 20enne che assume sostanze stupefacenti e, nudo, tenta il suicidio

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A Pianiga, in provincia di Venezia, un 20enne ha assunto un cocktail di sostanze stupefacenti non ancora identificate e, in preda a una crisi di allucinazioni, ha tentato il suicidio. Sono stati i carabinieri a salvarlo, dopo che alcuni cittadini hanno segnalato del giovane giovane, completamente nudo e con ferite sanguinanti, che era intenzionato a lanciarsi dalla finestra di un’abitazione. I militari hanno appurato che urlava all’indirizzo di aggressori inesistenti e, con un coltello da cucina, si era procurato delle ferite autolesionistiche. Lo stato di allucinazione derivava dal mix di sostanze assunte.

La legge sulla droga Fini-Giovanardi è costituzionale?

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Ora sembrano sorgere dubbi costituzionali sulla legge sulla droga Fini-Giovanardi che equipara le droghe leggere a quelle pesanti ai fini di una disciplina sanzionatoria. La  Terza sezione penale della Cassazione ha disposto l’invio degli atti alla Consulta.

La Cassazione ha accolto in parte il ricorso presentato da un 46enne di Palermo, condannato dalla corte d’Appello di Trento a 4 anni di carcere (beneficiando delle attenuanti generiche) e ad una multa di 20 mila euro per aver trasportato quasi 4 kg di hashish. Secondo la difesa, ”l’eliminazione della distinzione tra cosiddette droghe leggere e pesanti e il rilevantissimo aumento delle pene edittali per le condotte aventi ad oggetto le prime, non sarebbe conforme né al principio di proporzionalità rispetto al disvalore espresso dalla condotta incriminatrice né all’esempio di proporzionalità predisposto a livello comunitario”.

Secondo la Cassazione ci sono dubbi sulla possibile violazione dell’ articolo 77 secondo comma della Costituzione, che regola i decreti legge e le leggi di conversione. Le norme in questione, infatti, vennero inserite nella legge di conversione con un maxiemendamento al dl 272/2005 il cui oggetto originario erano le ‘‘Misure urgenti dirette a garantire la sicurezza e il finanziamento per le Olimpiadi invernali di Torino, la funzionalità dell’amministrazione dell’interno e il recupero di tossicodipendenti recidivi”. Esistono quindi – secondo la Cassazione – dubbi sull’estraneità delle nuove norme inserite nella legge di conversione alla finalità ed alla ratio dell’originale decreto legge e, in via subordinata, sotto il profilo della evidente carenza del presupposto del caso straordinario di necessità e urgenza”.

DROGA

Voleva trascorrere una serata tra (poche) amiche… si sono presentati in 300

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Una 16enne di Aptos Hill, in California, aveva invitato delle amiche in casa, per trascorrere una serata tranquilla tra amiche a base di film e torta. Ma qualcuno, scoperto che i genitori erano fuori, ha postato un annuncio in Facebook che recitava: “XXX è a casa da sola, tutti possono andare e fare ciò che vogliono”. E’ stato un attimo: la casa si è riempita di 300 ragazzi che hanno devastato la casa e sfasciato mobili, quadri e divani. Uno di loro, Antonio Arroyo, è anche stato arrestato perché la polizia, giunta sul luogo perché avvisata dalla ragazzina disperata, è stato trovato in possesso di droghe e armi da fuoco. Nella sua macchina, inoltre, sono stati trovati dei gioielli sottratti dall’abitazione. Il padre, ai giornalisti che sono accorsi in zona, ha dichiarato: “Bisogna trovare i responsabili” .

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A un giorno dalla prossima udienza esce il disegno di Reeva!

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Domattina alle 9 accusa e difesa staranno in campo. Una con la tesi innocentista e l’altra con la tesi accusatoria. Al centro il protagonista è sempre lui Oscar Pistorius, l’uomo che pistola alla mano, per errore o intenzionalmente, ha ucciso la sua fidanzata. Intanto tabloid britannico Daily Star mostra un disegno che Reeva aveva fatto a 14 anni. E’ shock! La ragazzina aveva disegnato un uomo con la pistola in mano e un donna angelo bionda, in un abito rosso… Quasi una premonizione? Nel disegno c’è anche una scala che va in paradiso… forse, incosciamente, Reeva lo sapeva che la sua esistenza sulla terra non sarebbe poi stata così lunga… o pure solo una tragica coincidenza.

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Ma chi potrebbe incastrare Pistorius se fosse davvero colpevole?

Una delle persone che davvero potrebbero dire la sua sulla vicenda è Francois Hougaard, un amico della modella. Pistorius era geloso della star del rugby sudafricano.? Ci sono voci di corridoio secondo le quali Hougaard avrebe mandato un sms a Reeva la notte della sua morte… fu quel messaggio a far impazzire Pistorius?

Ma oltre a Hougaard, un’altra persona che potrebbe svelare qualche utile particolare è Justin Divaris. Chi è? Un uomo d’affari e  un venditore di automobili che fu chiamato dal corridore durante la notte in cui successe la tragedia. Pistorius lo conosceva bene, erano amici e spesso si faceva prestare le auto sportive proprio da Divaris.

Marc Batchelor, x calciatore professionista sudafricano, sicuramente conosce “l’altra faccia di Pistorius” se come è vero è stato minacciato da Oscar quando provò a flirtare con una ex-ragazza del corridore. Sembra che il campione paraolimpico in quell’occasione lo avrebbe intimidito con queste parole: “Ti spezzo le gambe”.

Ci sarebbe poi la ex di Pistorius, Samantha Taylor che lo descrive come un maniaco del controllo e un dongiovanni. Secondo la ragazza Oscar “Non è sicuramente la persona che appare in pubblico”.

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Altra persona che davvero potrebbe far la differenza al processo è l’amico dell’atleta, Kevin Lerena, testimone di uno strano incidente che sarebbe avvenuto a gennaio (un mese prima della morte di Reeva) dentro un ristorante affollato. Pistorius sarebbe stato incuriosito dalla pistola nuova di un amico che si trovava con loro, avrebbe tolto la sicura e avrebbe sparato un colpo per errore. Il direttore del ristorante, Jason Loupis, ha detto di non aver riferito dell’accaduto alla polizia perchè Pistorius e amici, clienti abituali del suo locale, hanno negato i fatti ai camerieri che si erano avvicinati per capire cosa fosse accaduto. In quell’occasione fortunatamente non ci furono feriti.

Al processo potrebbero contare anche le testimonianze di dodici vicini di casa di Pistorius, cinque uomini della sicurezza e tre infermieri del pronto soccorso, intervenuti sul luogo della tragedia

Le foto del bagno di casa Pistorius dove è stata uccisa Reeva.

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Sky News ha ottenuto le immagini scattate all’interno della casa del campione paraolimpico Oscar Pistorius, dove si è consumato il delitto della sua amante Reeva Steenkamp. In particolare l’emittente televisiva è entrata in possesso degli scatti che riguardano il bagno dove la modella è stata uccisa dai colpi di pistola sparati da Oscar. Le immagini sono a sostegno della tesi secondo cui a casa del corridore sarebbe “misteriosamente” scomparso un orologio.  L’immagine è la prima volta che viene mostrata al pubblico e mostra come sulla porta della toilette ci siano due marcatori applicati dalla polizia, che mostrano i fori dei proiettili che hanno poi ucciso la giovane vittima.

 L’atleta ha sempre insistito sul fatto che lui e Steenkamp aveva passato una notte tranquilla, nella sua abitazione che si trova in un comprensorio sicuro a Pretoria. L’atleta, secondo quanto è stato affermato dalla difesa, alle prime ore dell’alba, avrebbe sentito un refolo di vento che proveniva dal balcone. A quel punto Oscar si sarebbe alzato e quando è tornato in camera da letto, nel buio pesto, avrebbe sentito un rumore. Così avrebbe afferrato la pistola per paura che ci potesse essere un ladro.  Poi sentendo rumori nel bagno avrebbe fatto fuoco senza vedere chi ci fosse all’interno. Solo in un secondo momento avrebbe realizzato che in quel bagno si trovava la sua fidanzata Reeva. Secondo l’accusa i fatti sono andati diversamente. Dopo una notte di urli, dovuti forse alla gelosia di Pistorius e probabilmente a qualche bicchiere di troppo, l’uomo avrebbe preso la pistola, infilato le protesi e sparato intenzionalmente sulla modella.

Altre fotografie mostrerebbero impronte nel sangue. Il poliziotto che stava indagando sul caso, il maresciallo Hilton Botha, ha già ammesso di aver camminato sulla scena del crimine senza indossare le coperture di protezione del piede, e di aver così compromesso e contaminato le prove. Il maresciallo è stato rimosso dall’incarico e anche perché su di lui già erano pendenti 7 capi di imputazione per tentato omicidio. Botha da allora si è ritirato dalla polizia.

Due differenti fonti hanno però poi confermato a Sky News che anche altri ufficiali sono stati indagati, in particolare alcuni sarebbero coinvolti con la scomparsa degli orologi dalla casa dell’atleta.

La Polizia del Sud Africa ha preferito non commentare.

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Spara sulla ex la vedrai sanguinare.

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15 personaggi su cui poter far fuoco e vederli sanguinare. Allucinante solo il pensiero di questi manichini messi in vendita da un’azienda americana che li ha presentati alla convention della National Rifle Association (punta di lancia della potentissima lobby delle armi). Li chiamano “zombi” e nelle intenzioni ufficiali servirebbero per esercitarsi al tiro con le armi da fuoco. Testare quindi dove mirare per uccidere meglio. Secondo i parametri di alcuni americani, questi manichini-bersaglio sono “divertenti”. L’azienda aveva progettato anche un obama zombie, ma alla fine, dietro anche l’impulso dei repubblicani, si è preferito ritirarlo dl commercio… forse si aveva paura che qualcuno potesse poi trovare il “gioco così divertente” da confonderlo con la realtà.

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Ma se l’Obama zombie è stato ritirato c’è chi può consolarsi con l’ex ragazza. Un manichino con un abbigliamento succinto e il seno bene in vista. L’azienda si difende così: “discriminare le donne evitando di rappresentarle sarebbe stato sessista”. L’incitamento al femminicidio, secondo l’azienda, è un invenzione dei soliti “ben pensati” che odiano le armi e non capiscono il divertimento che richiama alla memoria i bei tempi del Far West. Di quei noiosi intellettuali di pacifisti che vorrebbero una riduzione delle armi in america dopo la strage in una scuola o dopo i continui gesti di violenza nelle strade dove ogni giorno qualcuno viene ucciso dai proiettili sparati per rabbia o per divertimento.

Ma perchè gli zombie? La trovata macabra è degna del peggior genio del male! Sparare è simile a una droga… gli americani prendono l’arma in mano nei momenti di tempo libero, esattamente come i dipendenti del sabato e della domenica che assumono droghe nei weekend. L’arma è anche il simbolo della forza, di non sentirsi fragili, precari… di poter in qualsiasi istante reagire con forza ai presunti torti subiti. Come una droga si può associare anche all’istinto sessuale… la virilità che esplode il colpo quando non si riesce a riconquistare una donna e si ha paura di perderla… ecco perchè gli zombie nella loro aberrazione sono geniali: sono la sintesi degli istinti legati all’arma. Ecco perchè c’è bisogno di “tranquillizzare” gli americani, di farli sentire protetti… non si deve fare la guerra alle armi si deve dimostrare che chi le usa è fragile… si deve far capire l’inutilità di un’arma quando una mente può essere molto più pericoloso e uccidere assai meglio all’occorrenza… si deve far capire che non è togliendo la vita che ci si protegge, ma ci si protegge quando si usa l’intelligenza per poter dialogare con chi ti vuole morto e in realtà ha solo più paura di te… fino a quel momento continueremo ad ucciderci tra di noi… buon massacro a tutti!

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Cocaina… ormai è come fare l’aperitivo!

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«Oggi la cocaina non è più d’elite, com’era negli anni ’80. È diventata una droga di massa: assumerla è come fare l’aperitivo. 8 persone su 200 hanno assunto cocaina almeno una volta nell’arco della loro vita. È una droga performante – ha continuato lo scrittore -, che aiuta a lavorare di più. Così chi ne fa uso, dal chirurgo al camionista, non si sente in colpa, perché in questo modo pensa ad aiutare la famiglia e a guadagnare di più.»

L’atteso “ZeroZeroZero” racconta l’economia globale attraverso ‘la merce che per eccellenza domina il mondo’: «Ho scoperto che tutte le lingue hanno un termine per raccontare la cocaina. Dai nomi di donne, a parole come ‘Vitamina C’ e ’24sette», ha detto ancora Saviano. «La foglia di cocaina nasce in Sud America, ma le radici della pianta sono in Italia» ha aggiunto Saviano. «Le regole e il sistema delle mafie italiane sono prese a modello dai cartelli della droga – ha continuato lo scrittore. Le nostre mafie hanno sempre investito nella cocaina e tutti vogliono avere rapporti con il nostro sistema malavitoso». Saviano ha, però, ricordato l’attenzione della giustizia italiana nel combattere la criminalità organizzata: «La giurisprudenza antimafia italiana – ha spiegato lo scrittore, che ha dedicato il libro alla sua scorta – è la migliore al mondo. Già poter parlare di questi temi in prima serata, nei tg e nei dibattiti, vuol dire molto».

Questa è l’anticipazione della puntata di questa sera a “Che tempo che fa” che andrà in onda questa sera alle 20.10 su Rai3

Nel traffico di Crystal Meth anche un prete proprietario di sexy shop!

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La metanfetamina in cristalli (la Crystal meth) è una delle droghe più pericolose del momento, una vera e propria piaga sociale negli Stati Uniti e nel mondo.

La diffusione del Crystal Meth non è passata inosservata nemmeno a un sacerdote americano che attraverso lo spaccio ha avviato un giro di denaro sporco. “Monsignor Melth” come lo ha definito la BBC e all’anagrafe Kevin Williams ha raccolto almeno 300 mila dollari dal giro che ha avviato in California. Il sessantunenne ha comprato anche un sexy shop per riciclare i soldi della droga, hanno detto gli agenti. Williams è stato sospeso dalla diocesi a maggio e dovrebbe essere condannato il 25 giugno. È stato il sacerdote della parrocchia di St. Augustine Parish a Bridgeport, Connecticut, per nove anni poi si è dimesso a giugno del 2011 per “motivi personali legati alla salute”. È stato un agente in borghese a ‘pizzicarlo’ direttamente alla vendita fingendosi acquirente, scrive Sueddeutsche Zeitung. Wallin rischia fino a 14 anni di carcere, nell’inchiesta sono coinvolte altre quattro persone. Cosa ha attirato il sacerdote al punto di diventare spacciatore proprio di Crystal Meth? Nonostante gli effetti devastanti, è una delle più ricercate tra le droghe sintetiche che veniva utilizzata già durante la Seconda Guerra Mondiale: i soldati ne assumevano piccole quantità per non sentire lo stimolo della fame, per confondere il dolore fisico mentre i kamikaze giapponesi la utilizzavano per trovare la forza prima del suicidio.

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Reeva riposa in pace che Oscar torna ad allenarsi!

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Oscar Pistorius, accusato dell’omicidio volontario della fidanzata Reeva Steenkamp e libero su cauzione, sta pensando di ricominciare ad allenarsi.

lo ha annunciato oggi il suo manager, Peet van Zyl, dopo un incontro con l’atleta. “Ci siamo visti ieri e abbiamo parlato della possibilita’ di tornare ad allenarsi. Sta ad Oscar decidere quando”, ha detto il manager alla stampa sudafricana.

“Secondo me e secondo il suo allenatore e’ una buona idea. Un modo per fargli riprendere una routine”.

Tanto non è successo nulla di grave, può stare tranquillamente con la testa su una gara! Avrà l’assoluzione in tasca?

CHE SCHIFO IL SUDAFRICA! Pistorius ha il suo passaporto!

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Oscar Pistorius riavrà il suo passaporto e sarà libero di viaggiare all’estero. Lo ha stabilito, secondo quanto riportato dai media sudafricani, un giudice di Pretoria dopo che gli avvocati dell’atleta, accusato dell’omicidio della fidanzata dello scorso 14 febbraio, avevano fatto ricorso contro le restrizioni della libertà su cauzione.

L’immoralità di Pistorius e dei suoi avvocati!

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Gli avvocati di Oscar Pistorius, accusato dell’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp e fuori su cauzione, chiedono di alleggerire le condizioni della sua liberta’ vigilata, in particolare l’impossibilita’ di viaggiare.

“Non ha nessuna intenzione di partecipare a competizioni ma non vedo perche’ non dovrebbe essere autorizzato a viaggiare sotto controllo”, ha detto l’avvocato Barry Roux. Pistorius vorrebbe anche tornare nella casa del delitto e la sospensione dei test su alcol e droghe.

La rimozione dell’omicidio o “dell’incidente” sembra che per Pistorius non sembra un problema, che la rielaborazione del lutto sia avvenuta in tempi rapidi se vuole tornare sul luogo del “delitto”,  se vuole ricominciare tranquillamente a viaggiare, a vivere cancellando completamente Reeva dalla sua memoria. Nessuna etica e nessun pentimento sincero se a poco più di un mese dalla tragedia ciò che sta più a cuore al paraolimpico è solo viaggiare, non sottoporsi ai test e ritornare nella sua lussuosa abitazione… freddo, distaccato, calcolatore… questo è l’uomo Pistorius, un falso mito… uno di quelli da cancellare dall’immaginario collettivo!

Drugs, Music & Wedding!

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Musica e droga non è certo una novità. Sonorità allucinate e star al tappeto, un connubio che va avanti sin dagli albori. Eppure le affermazioni di Steven Tyler fanno comunque scalpore in rete. L’artista ha appena confessato a  “In Touch Weekly” di aver speso circa 6 milioni di dollari di cocaina prima di entrare per la prima volta in un centro di disintossicazione nel 1986. Tyler ha anche scherzato su questo suo vizio che lo ha portato a pochi passi dal baratro: “Si potrebbe dire che mi sono sniffato mezzo Perù”.

Altra storia quella di Rihanna e Chris Brown che pare avrebbero deciso di sposarsi a suon di marijuana… spinelli per tutti al loro matrimonio!

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