Zeman si appella alle ripartenze di Schillaci: “regalacene un’altra”

zeman-schillaci-tuttacronacaLa Gazzetta dello Sport, che ieri aveva dato spazio alla drammatica storia di Maurizio Schillaci, cugino di quel Totò nazionale che tanto aveva fatto esultare i tifosi italiani. Una storia di successo che s’infrange contro un infortunio di gioco. Dopo di che, il precipizio: la droga, la mancanza di un lavoro e di una casa. E, in fondo, quella fiammella ancora viva e la voglia di ripartire. E proprio alle sue famose ripartenze fa riferimento Zdenek Zeman. Oggi, tra le colonne della Rosea, si legge uno scritto dell’allenatore che ricorda il suo ex giocatore, parla del calcio e delle sue similitudini con la vita e ricorda che “non è mai troppo tardi”.

Ci sono storie che toccano il cuore. E che fanno male. Storie che portano inevitabilmente “tutti gli altri” a parlare, giudicare, commuoversi, partecipare. Quella di Maurizio Schillaci diventa notizia oggi nei passaggi più drammatici, che più fanno effetto, ma ha radici più lontane, passaggi più complessi. E io ho troppo rispetto per unirmi a un coro o per condividere ricordi e momenti vissuti con lui così personali.

Perché Maurizio l’ho avuto negli Allievi, poi in Primavera, poi a Licata, Foggia (ma solo pochi giorni), Messina… L’ho visto crescere in quegli anni in cui il calcio, soprattutto al Sud, aveva ancora la poesia di campi arrangiati e di rapporti umani e Maurizio era idolo dei suoi tifosi e leader per i compagni. Così lascio per me l’uomo e vi racconto “solo” il giocatore.

Un grande talento. Tecnicamente un fenomeno. Per mezzi, colpi e intelligenza calcistica avrebbe potuto giocare in Serie A senza difficoltà e farlo a grandi livelli. Nel mio 4-3-3 giocava sulla fascia, e aveva tutto quel che serve per quel ruolo: corsa, progressione, tecnica, senso del gol, altruismo. Maurizio è sempre stato un generoso con tutti, per questo i compagni gli volevano bene. Lui aiutava tutti. E dispiace oggi saperlo solo.

Se era più forte del più famoso cugino Totò? In passato l’ho detto, ma non c’è sempre bisogno di un paragone, di un più o un meno, di un titolo a effetto. Certe carriere non sempre ti regalano quanto avresti meritato. Vale anche per la vita, purtroppo. Che non inizia e finisce solo in un campo di calcio. Lì Maurizio la sua partita la giocava veloce e leggera, con fantasia e colpi di genio, col cuore e con la testa. E non finiva mai in fuorigioco. Così mentre me lo rivedo su quella fascia, quello che gli auguro oggi è di riuscire in un’altra ripartenza, una di quelle in cui era bravissimo e nessuno riusciva a stargli dietro. Non è mai troppo tardi.

Da promessa a barbone: la tragica storia di Maurizio Schillaci

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Una parabola triste? Sicuramente drammatica. Maurizio Schillaci, cugino di Totò, si racconta alla “Gazzetta dello Sport”:

“La storia è una drammatica favola al contrario. Schillaci cresce nelle giovanili del Palermo, arriva a Licata voluto da Zeman allenatore e segna 22 gol in 66 partite. Trequartista dai piedi d’oro ma dalla testa matta, non sapevi mai cosa potesse fare e meno di tutti lo sapevano i portieri avversari. Talento puro. Lo prende la Lazio in B, l’Olimpico il contratto a sei zeri, la fama (anche se si parla di serie cadetta), ma gioca poco per un infortunio al tendine mal curato, va a Messina con suo cugino Totò, ma ancora guai fisici, il passaggio alla Juve Stabia, la droga. Prima la cocaina, poi l’eroina. È l’inizio della fine. Che lo porta a separarsi dalla moglie, a perdere amici, contatti, contratti. E oggi a non avere una casa e a camminare per il mercato della Vucciria a raggranellare qualcosa da mangiare. “Tutti dicevano che ero più forte di Totò . Può essere. Di sicuro io non ho avuto la sua fortuna”.

Maurizio Schillaci pupillo di Zdenek Zeman.

“Maurizio, il viso scavato e segnato da droga e tristezze ripercorre nella lunga intervista le tappe di vita e carriera: “Le mie stagioni migliori le ho vissute con Zeman. Segnavo gol a ripetizione. Poi è arrivata la Lazio. Era il mio periodo di grazia. Vivevo nel lusso, ho cambiato 38 auto, ho giocato nello stadio dei sogni, l’Olimpico. Contratto di 500 milioni per 4 anni. poi qualcosa non va per il verso giusto. I primi infortuni, gli stop. Poi scopro perché. Vado in prestito a Messina, là trovo mio cugino Totò. Tutti i giornali parlavano di noi, io e lui facevamo a gara a chi segnava di più quando io ero al Licata e lui a Messina. Ma la mia carriera in realtà s’è spezzata a Roma. Un infortunio mai curato che mi impediva di esprimermi al meglio. Facevo poche partite e mi fermavo. Mi chiamavano il “malato immaginario” o il “calciatore misterioso”, perché ero sempre in infermeria. In realtà avevo un tendine bucato. A Messina si accorgono del problema, mi curano, ma la carriera era ormai volata via. Poi ho subito altre situazioni. Più brutte degli infortuni. Vado alla Juve Stabia, ormai ho 33 anni. E qui conosco la droga. La cocaina, poi l’eroina. Nel frattempo ho divorziato da mia moglie. Zeman? Ogni tanto lo intravedo ancora. Lui impazziva per me. Un grande in campo e fuori per le sue battaglie. Il doping? C’è stato sempre. A me consigliavano di prendere la creatina, mi sono fidato dei medici. Era proibita, ma l’ho saputo dopo. Soldi per aggiustare le partite? Solo una volta me li hanno proposti. Giocavo nel Licata, a Casarano, lo dissi subito a Zeman. Mi disse di rifiutare. Poi finì 0-0, prendemmo 8 pali… Ma a volte le partite si decidono in mezzo al campo, parlando….”

Il declino e la vita da barbone.

“Il mio declino è stato velocissimo e ora mi ritrovo per strada. Non riesco a trovare lavoro, dormo nei treni fermi alla stazione. Ci sono altre persone con me, siamo un gruppo di 20 barboni. Con mio cugino Totò non ci sentiamo più. Ho lavorato nella sua scuola calcio per un periodo, ma per “travagghiare” là spendevo 300 mila lire e guadagnavo la stessa cifra. Ho deciso di mollare. Ed ero stanco delle chiacchiere della gente di quel guardarti storto di chi diceva: non porto mio figlio da chi si drogava. Ma l’eroina per me non esiste più. Ho toccato il fondo ma ora voglio risalire. Ogni tanto guardo i bambini giocare in mezzo alla strada. Li osservo e mi piacerebbe dare un calcio a quel pallone…”.

Gli ultimi istanti di vita della coppia, diffuse le immagini dell’omicidio di via Muratori

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Era l’11 settembre 2012 quando a colpi di pistola vennero uccisi Massimiliano Spelta e la moglie Carolina Ortiz Paiano,  perché  avevano preteso con troppa insistenza il pagamento di 40.000 euro per un chilo e mezzo di cocaina consegnata ai killer.

La sera dell’omicidio i due killer, Mario Mafodda e Carmine Alvaro, successivamente arrestati, spararono diversi colpi di pistola a Massimiliano Spelta di 43 anni e alla  moglie  Carolina Ortiz Paiano, dominicana, di 21 anni, raggiunta da un proiettile fatale mentre stava cercando di mettersi in salvo con in braccio la propria figlia di due anni fortunatamente rimasta illesa.

Oggi sono state diffuse le immagini tratte dalle telecamere e raccolte durante le indagini della Polizia di Stato dove si vede la coppia prendere un aperitivo in un locale e poi l’avvicinarsi dei killer a bordo di uno scooter. Sono gli ultimi instanti di vita della coppia.

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Secondo i russi: droga a bordo di Greenpeace

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Secondo gli inquirenti russi sarebbero state trovate sostanze stupefacenti a bordo dell’Arctic Sunrise, rompighiaccio di Greenpeace sequestrato dalle autorità di Mosca. Forse potrebbe trattarsi dell’ennesimo elemento che la Russia vuole mettere in risalto verso l’opinione pubblica per screditare l’operato dell’associazione ambientalista.

“Sostanze, presumibilmente oppio e morfina, sono state sequestrate durante la perquisizione del battello. L’origine delle sostanze e il loro scopo devono essere determinati”, ha detto il capo del Comitato investigativo russo Vladimir Markin. Markin ha anche affermato che alcuni membri dell’equipaggio verranno accusati anche di altri reati.

Intanto il direttore esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo, ha chiesto di incontrare il presidente russo Vladimir Putin, per discutere del caso dei 28 attivisti e di due fotografi: “Caro presidente Putin …. chiedo un incontro urgente con voi”, ha scritto Naidoo nella lettera consegnata oggi all’Ambasciata russa all’Aia e riportata nel comunicato diffuso da Greenpeace.

Il numero uno di Greenpeace ha quindi espresso la propria disponibilità a trasferirsi in Russia “per la durata di questa vicenda” e a offrirsi come “garante della buona condotta degli attivisti di Greenpeace, qualora venissero rilasciati dietro cauzione”. La settimana scorsa i 30 membri dell’equipaggio, 26 dei quali sono stranieri, sono stati incriminati per “pirateria di gruppo organizzata”, reato per il quale si rischia fino a 15 anni di detenzione.

“Voi sapete che le accuse di pirateria mosse contro gli attivisti denunciano un crimine che non ha mai avuto luogo – ha aggiunto Naidoo nella missiva a Putin – ecco perché vi invito a chiedere, come presidente della Russia, che le accuse eccessive di pirateria vengano fatte cadere … e che i due fotografi freelance, che non sono membri di Greenpeace, siano rilasciati subito. Nessuno trarrà profitto da questa vicenda, compresa la grande nazione russa”.

Il boss di 16 anni, tunisino spietato con i connazionali

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Boss a 16 anni. Esperto nella fuga, coperta dalla rete di connivenze, in grado di prendere a bottigliate i suoi connazionali e a ridurli in obbedienza. Due tunisini molto più grandi del “piccolo grande” boss e con alle spalle una fedina penale tutt’altro che immacolata, ma il 16enne ha saputo metterli alle sue dipendenze e conquistare lo spaccio in una delle zone più appetibili della città di Perugia.

Attraverso intercettazioni telefoniche, appostamenti e sequestri ai clienti, gli investigatori hanno ricostruito un «impressionante volume d’affari» che si estrinseca in decine di dosi di eroina e cocaina ogni giorno cedute ai clienti in fila, tanto perugini che di fuori città. Un appartamento in via Jacopone da Todi condiviso con gli altri due connazionali ridotti, con violenza e scaltrezza, a subalterni e anche tanti affari in proprio.

Perchè quando si rende conto che i poliziotti gli stanno addosso, il sedicenne decine di cambiare aria per far calmare le acque e si rifugia dalle parti di Mugnano nascondendosi in un casolare messo a disposizione dal cliente-schiavo della droga di turno. Lì lo hanno arrestato i poliziotti.

Bimbo di 4 anni va a scuola con crack e denaro nello zainetto

bimbo-crack-tuttacronacaE’ Usa Today a riportare la notizia di quanto accaduto in una scuola elementare di Philadelphia, la Thomas Mifflin Elementary School. Qui la polizia, chiamata dall’istituto, ha interrogato un bambino di quattro anni che aveva con sè una decina di bustine di crack e soldi per un ammontare di 173 dollari. Era stato lo stesso alunno a mostrare le banconote a un compagno attirando così l’attenzione di un assistente del maestro, al quale ha in seguito mostrato anche la droga che aveva con sè. Il collaboratore didattico ha confiscato il denaro e le bustine mandando dal preside il piccolo che in seguito è stato portato in ospedale, per timore che avesse ingerito droga. Il portavoce del distretto scolastico, Fernando Gallard, ha spiegato che il bimbo non sarà sanzionato. Lo stesso portavoce ha quindi ammesso che non è il primo bambino, nella zona di sua competenza, ad aver avuto accesso alla sostanza. La polizia ha in programma di interrogare il padre del bambino.

Quelle rigogliose piante di marijuana alte tre metri lungo il Bacchiglione

piante-marijuana-tuttacronacaLa polizia locale di Vicenza, ieri, era impegnata in un sopralluogo golenale del fiume Bacchiglione a nord della città veneta quando si è imbattutta in quindici piante di marijuana alte fino a oltre tre metri. L’individuazione delle piante, che erano occulate tra la vegetazione spontanea, è stata possibile grazie alle attività di indagine svolte dal personale sul territorio. Gli agenti hanno estirpato e sequestrato la coltivazione in vista della successiva distruzione. Non sono ancora stati individuati gli “agricoltori”.

Carabinieri travestiti da giardinieri arrestano due tunisini per spaccio

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Sono stati arrestati due tunisini, a Verona, per concorso continuato nella vendita, offerta, commercializzazione e illecita detenzione di eroina.  Dopo mesi di attività di osservazione, controllo e pedinamento, i carabinieri hanno ricostruito il florido mercato che avevano creato in un parco. I militari si sono travestiti da giardinieri per meglio poterli osservare durante le loro attività che avvenivano a pochi metri da dove mamme e bambini utilizzavano il parco per passeggiare e giocare. Il primo arrestato, Salami Anis di 34 anni, ha chiesto più volte al comandante di San Michele Extra cosa fosse accusato.

Il secondo, Bouhjar Fethi di 30 anni, invece, messo di fronte alle proprie responsabilità, dopo aver capito che i carabinieri avevano osservato per mesi la sua attività, annotandosi tutti i particolari della sua azione, si è trincerato dietro un silenzio durato fino alla casa circondariale di Montorio dove è stato accompagnato con il suo complice.

Jay-Z, un passato da pusher

jayz-pusher-tuttacronacaLa star dell’hip hop Jay-Z si racconta a Vanity Fair e parla di come abbia imparato a gestire il denaro grazie al suo passato da pusher a Brooklyn, dov’è cresciuto. Quando aveva 13 anni, infatti, nel tenativo di emulare i capi delle bande spacciava droga, esperienza che ora gli permette di amministrare abilmente il suo multimilionario patrimonio. Lui stesso ha dichiarato: “So bene come si fanno i soldi. Ero uno spacciatore!. Se sei nel commercio della droga devi sapere quanto puoi spendere e come giocare al rilancio”. Il rapper però, già allora, sapeva che non sarebbe rimasta a lungo quella la sua vita, anche se non immaginava che nel suo futuro ci sarebbe stato il successo internazionale. “A quell’epoca avevo pensato di metter su una mia attività come barbiere o benzinaio, allora erano i lavori più remunerativi”. All’età di 43 anni, rimpiange però quella scelta adolescenziale: “Non c’avevo mai pensato fino a quando non ho considerato l’impatto del mio lavoro sulla comunità. Ma a quell’epoca pensavo solo a sopravvivere, volevo migliorare la mia posizione sociale e comprarmi dei bei vestiti”.

Riesce a sfuggire alle forze dell’ordine, se ne vanta in Fb… e viene arrestato!

blitz-facebook-vantarsi-tuttacronacaIl 33enne tarantino Francesco Galileo, detto Chicco, era sfuggito alla cattura nell’ambito del blitz della Direzione distrettuale antimafia di Lecce volto a smantellare una presunta associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Dopo di che se n’è vantato in Facebook, scrivendo: “Non mi prenderete mai”. A quel punto è stato scoperto permettendo ai militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Taranto di arrestarlo. Con lui, salgono a 19 gli arresti su 20 destinatari del provvedimento restrittivo emesso dal gip del tribunale di Lecce. Stando all’accusa, Galileo aveva il ruolo di corriere dell’organizzazione che fa capo ad Antonio Ciccolella, ora in carcere, e alla moglie di questi, Piera De Padova, unica indagata che ha beneficiato dei domiciliari in quanto madre di un bimbo in tenera età.

Chiuso Silk Road, il sito – mercato nero delle droghe

silkroad-tuttacronacaL’Fbi è da mesi impegnata in un’offensiva contro i siti internet che commerciano farmaci, sostanze, prodotti e servizi proibiti (tra questi ultimi la pedopornografia). Nel loro mirino è finito anche l’eBay delle droghe illegali: Silk Road è stato chiuso e il suo fondatore, Ross William Ulbricht, arrestato. Le accuse per lui sono pesanti, si tratta di traffico di stupefacenti – tra cui eroina, cocaina e marijuana – e riciclaggio di denaro sporco, oltre ad altri reati minori. Al sito, un mercato nero della droga, si accedeva coperti da anonimato grazie al programma Tor, utilizzato anche da diversi attivisti per la difesa dei diritti umani che possono così portare avanti le loro battaglie sul web senza essere individuati. Ulbricht, che era riuscito a creare un vero e proprio impero, con un giro di affari che si aggira sui due milioni di dollari l’anno, è stato arrestato all’interno di una biblioteca pubblica di San Francisco. Le autorità americane hanno confiscato 3.6 mln di dollari di bitcoin, una moneta virtuale sulla quale stanno indagando da tempo con il sospetto che copra affari loschi.

Il giovane ferito in una sparatoria, sparisce nel nulla

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A Sulmona ieri sera, nei pressi di via Pescara è avvenuta una sparatoria. Il giovane rimasto ferito, un 27enne di Scanno, sarebbe poi scomparso. La sparatoria sarebbe avvenuta all’apice di una lite sotto casa del giovane quando una delle tre persone con cui aveva avuta l’alterco ha esploso un colpo di pistola calibro 22. Oggi è stata ascoltata anche la ragazza del giovane, che era presente nel momento della sparatoria, ma nessuno sembra voler parlare. Probabilmente, secondo gli inquirenti si tratterebbe di un regolamento di conti nell’ambito del mercato della droga o di una ritorsione per una partita non pagata.  La polizia ha ricostruito la dinamica dell’episodio servendosi delle telecamere di sorveglianza cittadina. La caccia all’uomo però continua, anche perché non si sa quale sia la gravità delle ferite riportate dalla vittima che, comunque, non è ricorsa alle cure negli ospedali del circondario.

I bambini malati: droga e alcol in aumento!

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Hanno meno di 11 anni e vengono ricoverati in ospedale per abuso di alcol o droghe. Il fenomeno è in netto aumento in Gran Bretagna: nel 2012, per abuso di alcol, si è calcolato almeno un terzo in più rispetto al 2011 mentre l’incremento di ricoveri nei minori di 11 anni  per abuso di stupefacenti ha fatto segnare un +14%. I minori con problemi di alcolismo consumano in media 7 pinte di birra a settimana. Un dato importante da rilevare è che spesso si tratta di famiglie povere dove i bambini spesso non vengono seguiti in famiglia.

Quegli strani movimenti in classe… 16enne arrestato per droga

scuola_droga-tuttacronacaAd Aprilia, in provincia di Latina, a seguito di un controllo all’interno dell’istituto Rosselli, avvenuto su segnalazione di un insegnante che aveva notato un movimento sospetto legato a un portasigarette in metallo, i carabinieri hanno arrestato uno studente 16enne. Il docente aveva chiesto che gli fosse consegnato il pacchetto, ma dei ragazzi l’hanno fatto cadere a terra. A quel punto ha capito che qualcosa non quadrava e per questo ha richiesto l’intervento dei militari che hanno chiesto chi normalmente utilizzasse il banco sotto al quale si trovavano 3,2 grammi di marijuana. Dopo che una perquisizione personale degli studenti ha dato esito negativo, da prassi hanno esteso i controlli alle abitazioni. In quella del 16enne sono stati rinvenuti altri 103 grammi di marijuana e un bilancino elettronico di precisione. Oltre al materiale per il confezionamento delle dosi, hanno trovato anche 85 euro in contanti. Segnalato il caso alla Procura presso il Tribunale per minori di Roma, si è proceduto all’arresto del giovane.

Tre Hells Angels padovani in manette: festini a base di droga

HELL'S ANGELS-padova-tuttacronacaSono finiti in manette, ad opera della polizia di Padova insieme a quella di Firenze e di Vicenza, tre motociclisti padovani degli Hells Angels. Sospettati di spaccio di droga e detenzione d’armi, i tre erano da tempo tenuti sotto controllo da parte delle forze dell’ordine. L’indagine, coordinata dal pm Giorgio Falcone, ha portato ai provvedimenti restrittivi emessi dal gip Gambardella. “Chapter”, come viene chiamata la loro sede, è stata sottoposta a sequestro: polizia e giudice ritengono infatti che qui vi si consumassero sostanze stupefacenti durante vari incontri. Nella sede si sarebbero inoltre svolti festini a base di droga fornita da un uomo detto “il postino”, a sua volta destinatario di misura cautelare. Anche un pusher albenese è finito agli arresti domiciliari: forniva hashish e cocaina ai tre bikers.

Benzina drogata: scoperto ad Ancona il nuovo sistema dei trafficanti

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Immersa nel gasolio del serbatoio così i trafficanti trasportavano la droga in Italia. Ha scoprirlo sono stati gli agenti della Guardia di Finanza, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Martedì scorso è stata individuata un’auto proveniente dalla Grecia con a bordo un albanese di 21 anni e un suo amico che avevano dichiarato di essere diretti a Perugia da alcuni parenti.

Le Fiamme Gialle hanno però deciso di smontare l’auto, scoprendo così un ingegnosissimo sistema di occultamento di 11 chilogrammi di marijuana, di non facile individuazione. La sostanza stupefacente infatti, pressata dentro 19 bottiglie in plastica, era stata lasciata galleggiare nel serbatoio del mezzo, una Peugeot 307.

Una volta immesso sul mercato, il carico avrebbe permesso di guadagnare oltre 100.000 euro. L’albanese, che aveva tentato di eludere i controlli delle unità cinofile impregnando le bottiglie di gasolio, è stato arrestato e condotto in carcere con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’amico è stato ritenuto estraneo alla vicenda.

In manette Fabrizio Piscitelli, leader degli ultrà laziali

Fabrizio-Piscitelli-Diabolik-droga-tuttacronacaE’ “Diabolik” il soprannome del 47enne Fabrizio Piscitelli, storico leader degli ultrà della Lazio finito oggi in manette a Roma. L’arresto è stato effettuato dalla Guardia di Finanza. Piscitelli é ritenuto a capo di un’organizzazione di trafficanti di droga. Le Fiamme gialle hanno inoltre arrestato altre sei persone e sequestrato 500 chili di hashish, per un giro d’affari di cinque milioni di euro. Il traffico si svolgeva lungo l’asse Spagna-Italia.

Cocaina in volo, oltre una tonnellata sull’Air France

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Scoperta una partita di cocaina di 1,3 tonnellate, del valore stimato di 270 milioni di euro, su un aereo cargo Air France, nascosta in 30 valigie. Sono state le forze di sicurezza francesi a sequestrare il carico sull’aereo proveniente da Caracas atterrato a Nanterre, non lontano da Parigi. Il blitz è avvenuto l’11 settembre ed è stata definita come la più importante operazione antidroga mai realizzata nella provincia parigina. Arrestate anche 6 persone che facevano parte di una banda di narcotrafficanti.

La dipendenza sexy… il porno, come alcool e droga

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Esistono le dipendenze, da alcol, da droga, da cibo… e dalla pornografia. Ci sarebbero quindi alcuni clienti di prodotti pornografici che svilupperebbero una vera e propria dipendenza e questo sarebbe rilevabile attraverso le loro attività cerebrali. Lo studio è stato realizzato dall’Università di Cambridge e i ricercatori avrebbero usato la risonanza magnetica per analizzare l’attività cerebrale su utenti che avevano affermato di aver problemi di una vera e propria dipendenza sexy. Le scansioni cerebrali realizzate con la risonanza magnetica hanno mostrato che è una parte centrale del cervello ad attivarsi, la stessa che viene interessata con la droga o con l’alcol.

 

I centri per rifugiati preda della criminalità organizzata: prostituzione e droga

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La denuncia viene dall’associazione Arci che ha raccolto diverse testimonianze dei migranti che vivono nella struttura di Castelnuovo di Porto vicino a Roma. Come scrive il Fatto Quotidiano

“Sono ammucchiati in stanzoni. Donne e uomini si prostituiscono mentre nel letto a fianco dormono i bambini arrivati qui con le loro famiglie. Alcune Ragazze escono dal centro la notte e ritornano al mattino. I clienti le attendono all’uscita”, racconta Claudio Graziano, coordinatore nazionale dell’Arci. I migranti che fuggono da guerre, dittature, persecuzioni e arrivano stremati in Italia dovrebbero trascorrere nel centro 35 giorni, il tempo di venire identificati e di ottenere lo status di rifugiato. La loro permanenza, invece, può durare anche più di un anno.

Molti hanno già contratto un debito per venire in Italia e il costo del “viaggio della speranza” deve essere pagato, così vengono avvicinati dalla criminalità organizzata che sa dove reclutare i propri uomini: sempre tra i più disperati. Il tutto avviene nel centro per rifugiati, il centro che dovrebbe accoglierli, il centro che dovrebbe proteggerli. Quanto costa un rapporto sessuale, lo racconta sempre il Fatto Quotidiano:

Un rapporto sessuale all’interno del centro costa venti euro, accusa l’Arci. “C’è chi si prostituisce volontariamente. Al mese ogni migrante riceve solo 75 euro. Anche se i rifugiati hanno diritto a vitto e alloggio, è quasi impossibile sopravvivere in queste condizioni. Durante la giornata sono liberi di uscire ma devono rientrare la sera”, conclude Graziano

I migranti quindi hanno la possibilità di uscire durante il giorno, ma di notte dovrebbero essere all’interno del centro. Chi li controlla?  Chi protegge? Se non siamo in grado di dare un esistenza dignitosa a queste persone perché li condanniamo all’emarginazione e alla criminalità? Non sarebbe più giusto interessare la comunità internazionale piuttosto che accogliere chiunque voglia sbarcare sulle nostre coste per poi, in alcuni casi, ridurlo a schiavo del sesso o spacciatore di droga?

Ice. Genova capitale italiana della nuova, potentissima droga

ice-droga-tuttacronacaArriva dalle Filippine la nuova droga Ice (ghiaccio), che prende il nome dal suo aspetto di piccoli cristalli bianchi. Nel Paese d’origine viene utilizzata per superare le lunghe cerimonie funebri, ma questa sostanza è anche molto diffusa sia in Giappone che in Corea. Inodore, non viene riconosciuta dai cani dell’antidroga e sta prendendo piede a Genova, dove una dose costa attorno alle 20/30 euro. Gli effetti che produce sono devastanti: si va dalle allucinazioni agli istinti omicidi e una sola assunzione può portare alla dipendenza. L’Ice è 8/9 volte più potente della cocaina.

Lite tra conviventi a Venezia: 44enne accoltellato

veneziana-accoltella-convivente-tuttacronacaI carabinieri di Venezia hanno trovato ieri sera, in un’abitazione nel sestiere di Dorsoduro dov’erano intervenuti, un uomo riverso a terra e sanguinante e una donna in stato confusionale. La coppia, secondo una prima ricostruzione dei militari, stava litigando quando la veneziana, una 46enne, avrebbe impugnato un coltello da cucina con una lama di circa 20 centimetri e sferrato all’uomo un fendente dietro la schiena. Il 44enne, con il polmone perforato, è stato trasportato all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dov’è stato sottoposto a un intervento chirurgico: la sua prognosi è riservata. La donna, arrestata con l’accusa di tentato omicidio, è stata ricoverata in ospedale dove si trova piantonata: si troverebbe in stato confusionale perché sotto effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti.

Hashish… in fumo! Bruciano un carico dopo esser stati beccati

rogo-hashish-tuttacronacaEra iniziata quattro giorni fa un’operazione antidroga coordinata dal Comando operativo aeronavale di Pomezia (Pratica di Mare) della Guardia di Finanza che, con unità aeronavali d’altura, hanno monitorato la ’’Gold Star’’, una motonave battente bandiera della Tanzania, con a bordo oltre 30 tonnellate di resina di hashish. La notizia della presenza di un carico di droga in navigazione nel Mar Mediterraneo era giunta dal II reparto del comando generale, attraverso la direzione centrale servizi Antiroga. Ieri, nel pomeriggio, il cargo è stato raggiunto dalle unità navali delle Fiamme Gialle nel tratto di mare compreso fra Capo Passero (Sr) e Malta. I finanzieri hanno tentato l’abbordaggio a seguito dell’autorizzazione dello Stato di bandiera. A bordo della “Gold Star” si trovavano nove membri dell’equipaggio, di nazionalità siriana e greca, che hanno reagito appiccando un incendio a bordo, con lo scopo di distruggere il carico. Si sono quindi gettati in mare, dove sono stati ripescati dalle unità navali per venire poi sottoposti a stato di fermo. Le autorita’ competenti sono state immediatamente allertate per domare l’incendio e garantire la sicurezza della navigazione.

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La telefona shock tra tossicodipendenti!

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A volte si chiede a un amico o a un parente un consiglio su un ristorante o su un albergo o su una vacanza… c’è invece chi lo chiede sulla droga. Avviene a Perugia dove in una telefonata shock, che non è il solito scherzo ma la drammatica realtà, ci si scambia opinioni sugli spacciatori.

Quattro tunisini: tre erano una specie di banda del Pincetto, uno dei punti panoramici più belli del centro storico nonché stazione di arrivo del minimetrò, il quarto è una specie di “libero professionista” che con i tre non ha un rapporto diretto ma bazzica le stesse zone e finisce anche lui nella rete di osservazioni e appostamenti dei poliziotti, che per arrestare i quattro spacciatori si sono serviti anche delle immagini delle telecamere di sorveglianza.

Quando fermano la banda, il capo che prende le ordinazioni e altri due spacciatori, i poliziotti diretti da Marco Chiacchiera riescono a mettere le mani sul cellulare di lavoro, quello agganciato a un numero da decine di contatti: in due ore, quel telefono squilla quaranta volte. «A fare una media – dicono i poliziotti – tra i contatti che effettivamente arrivano a conclusione e quelli no, si può calcolare un giro d’affari da tremila euro al giorno».

Nelle pieghe di questo giro stroncato, le storie di tossicodipendenze che fanno rabbrividire. Tre persone in trasferta dalle Marche, due uomini e una donna, si riconoscono a Perugia: viaggiano separatamente ma tutti per lo stesso motivo, l’acquisto di droga, e decidono di mettersi a cercarla assieme. Uno dei tre chiama un amico: «Siete a Perugia? Ok, vi do questo numero. E’ buono, vi tratta bene e ha roba di qualità». Quel numero è quello della banda del Pincetto.

Avanti tutta la notte con musica e droga… ma arriva il blitz!

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Cocaina, hashish e mdma (noto anche come ecstasy). E’ quanto ha trovato la polizia durante un blitz avvenuto nella notte tra venerdì e sabato all’Apartamento Hoffman, famoso club di Conegliano, in provincia di Treviso, dove oltre a molti dj erano presenti quasi 300 giovani, con un’età media di circa vent’anni. Lo scenario in cui si sono imbattuti gli agenti, una volta entrati nella sala principale e aver acceso le luci, era un tappeto di bustine e pastiglie, evidentemente gettate a terra dai presenti per liberarsene rapidamente. In tutto, gli agenti hanno raccolto oltre venti grammi di cocaina, hashish e mdma. 15 dosi di quest’ultima sono inoltre state rinvenute all’esterno, dove un trentenne vicentino, accortosi della polizia, aveva nascosto un contenitore dietro ad una ruota della sua auto.

Ucciso pregiudicato a Napoli, si riapre la guerra dei clan?

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Alessandro Malapena, 20enne pregiudicato, è stato ucciso nella tarda serata di ieri a Napoli, con un colpo di arma da fuoco al torace. L’agguato è avvenuto alle 23.15 quando il giovane, a piedi, stava passeggiando su viale Margherita, nel quartiere Ponticelli. Il ragazzo era conosciuto alle forze dell’ordine per furto, droga, guida senza patente e danneggiamento. Alessandro Malapena, era stato già vittima di un ferimento ad opera di ignoti lo scorso 24 agosto, quando si recò in ospedale, sempre a Villa Betania, con una ferita d’arma da fuoco al polpaccio. Agli agenti riferì di essere stato vittima di un tentativo di rapina dello scooter subìto nel pomeriggio, intorno alle 18 di quel giorno, mentre era lungo via Argine, a Napoli.

Si riapre la guerra tra i clan?

 

Tyson a pezzi: l’ex pugile dice essere in fin di vita. Dichiarazione shock

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Passare dall’essere colui che fa a pezzi gli avversari a essere invece fragile e dilaniato da alcol e droga. La confessione di Mike Tyson, quasi catartica, spezza il muro del silenzio. Lui stesso dichiara di essere sul punto di morire e poi si auspica una “seconda” vita.

“Io voglio vivere la mia vita sobria. Io non voglio morire. Sono sul punto di morire, perché sono un alcolista”, ha detto Tyson al programma della Espn Friday Night Fights.

“Sono un cattivo ragazzo a volte. Ho fatto un sacco di cose cattive e voglio essere perdonato. Voglio cambiare la mia vita, ora voglio vivere una vita diversa”, ha detto l’ex pugile oggi promoter. Tyson ha ammesso di assumere abitualmente sostanze, ma di essere speranzoso di riuscire finalmente a uscirne. “In sei giorni non ho bevuto o preso droghe e per me questo è un miracolo”, ha affermato. “Ho mentito a tutti gli altri, che ancora pensano io sia sobrio: ma non lo sono. Questo è il mio sesto giorno. Non farò più uso di sostanze”, ha concluso.

Stagione finita per il Cocoricò di Riccione? Chiuso fino al 14 settembre

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Sembra che la stagione estiva si chiuda domani nella nota discoteca riminese, il Cocoricò, dove la Questura di Rimini ha imposto uno stop di tre settimane per spaccio di droga dentro e fuori il locale, a cui si somma la segnalazione dei carabinieri per un presunto episodio di stupro ai danni di una turista milanese.

Sparatoria a Cagliari: un ferito in un parcheggio

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Sono ancora da chiarire i motivi della sparatoria avvenuta in via Col del Rosso, nel quartiere di San Michele a Cagliari. Roberto Nairi, 49 anni, è stato ferito da un colpo di arma da fuoco all’orecchio ed è stato accompagnato all’ospedale Brotzu forse da un amico. l ferito è già noto alle forze dell’ordine per reati legati allo spaccio della droga. Gli spari hanno centrato una Opel Corsa in sosta e colpito una serranda.  Le ipotesi al momento sono diverse: potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti tra bande o di un tentativo di rapina finito male.

Far west in Spagna, morta una bimba

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E’ stata uccisa nella sua abitazione di Siviglia la bimba di 7 anni raggiunta da un proiettile vagante in Spagna. La sparatoria aveva avuto origine fra due clan rom collegati al traffico di droga, nel quartiere Los Amarillos. Almeno una ventina di colpi avevano raggiunto le persiane della sua abitazione. Feriti in maniera lieve anche i suoi genitori.

Arresti a Roma, maxi operazione antidroga nelle strade della Movida

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Controlli di Ferragosto e 25 persone, tra cui 12 pusher, nella Capitale arrestate dai carabinieri nelle strade della movida romana: San Lorenzo, Testaccio, Monti e Trastevere. Sequestrate centinaia di dosi di droga e almeno 10 persone segnalate  all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntori di stupefacenti. L’indagine speriamo che porti a ricostruire il traffico e la provenienza, così da poter arrestare anche i boss che, a quanto sembra dalle notizie riportate dai media, rimangono ancora nell’ombra.

Droga-party: 16enne rischia la vita, 8 minori coinvolti

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Una bravata che poteva diventare tragedia per una giovanissima leccese di appena 16 anni che, in stato di shock, è stata ricoverata all’ospedale di Pieve di Cadore (Belluno) per una presunta intossicazione da stupefacenti dopo un droga-party. Durante l’indagine investigativa sono stati ascoltati dai carabinieri anche otto minori, amici della giovane, tutti ospiti di un campeggio in zona, dove si sarebbe improvvisata la notte brava. Le forze dell’ordine vogliono accertare chi abbia approvvigionato il gruppo di ragazzi per risalire alla fonte.  La ragazza, fortunatamente, non sarebbe in pericolo di vita, ma è  stata segnalata alla Prefettura come assuntrice di stupefacenti e affidata ai genitori, anch’essi presenti in zona per trascorrere le ferie, ma ignari degli eccessi della figlia.

Il lato oscuro di Instagram tra #nodsquad e #junkiesofig. E’ shock!

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Shock tra gli utenti di Instagram per il lato oscuro che sta mostrando e che pian piano sta facendo tendenza. Una moda pericolosa che rischia però di allontanare quegli utenti che invece amano postare foto di cibi, di animali, vestiti o magari solo un paesaggio in vacanza tra amici e famiglia. Purtroppo c’è chi tra l’ironico e il serio invece ha iniziato a postare immagini che raccontano storie di droga. Il dramma dell’abuso raccontato nei dettagli, con facce dei tossici, a volte sorridenti, che mostrano tutto l’occorrente per “sballarsi”. Basta accedere a Instagram e cercare sotto i tag  #nodsquad e #junkiesofig per avere un repertorio dettagliato di droghe, buchi, cucchiai, siringhe e lacci. Un vero shock che porta ancora una volta a sollevare polemiche sui social network e soprattutto sull’utilizzo delle foto che diventano virali raccontando drammi e abusi come se invece fossero, a volte, strade per arrivare a un “effimero successo tra gli utenti”. Ma il pericolo è in agguato, i rischi di una emulazione sono dietro l’angolo e la discussione sull’utilizzo di Instagram cresce anche perché gli admin non hanno posto censure su tali foto… gli utenti però si sono attivati con hashtag contro l’uso di droghe.

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Da dove arriva l’erba che si fuma in Italia?

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Sarebbero circa 500 piantagioni di marijuana con un raccolto da mille tonnellate che finisce in Italia e vale sul mercato al dettaglio 4,5 miliardi di euro. La Guardia di Finanza esplorando dall’alto l’Albania,  con un aereo P166DP1 del Comando Operativo Aeronavale, ha evidenziato il caso della città Lazarat, nella zona montana a sud del Paese, che da sola presenta 319 ettari di terreno coltivati a cannabis, il 90% del totale censito.

Giovane dopo un cocktail di alcol e droga muore in ospedale

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Giovane, quasi 18enne, originario di Cesena, è morto all’ospedale Infermi di Rimini per un mix di alcol e metanfetamina.  Il ragazzo è stato soccorso, questa mattina alle 6 sul lungomare,  quando già stava in stato di coma. La polizia ha sentito gli amici con i quali era arrivato ieri sera nella città romagnola e indaga per trovare chi ha ceduto la dose di droga. Il pm ha comunque disposto l’autopsia.

Svelati i segreti dei sacrifici dei bambini Inca… le mummie danno risposte

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Bambini di età compresa dai 6 ai 15 anni, selezionati accuratamente tra i più puri e sani del villaggio, quindi portati via dalla propria abitazione, nutriti del cibo migliore e, dopo alcuni mesi, condotti in cima a una montagna, a 6000 metri di altitudine e soffocati, uccisi con un colpo alla testa o bruciati vivi… in ogni caso sacrifici agli dei. La cerimonia sacrificale segnava, per lo più gli avvenimenti più importanti del popolo Inca, legato per lo più alla vita dell’imperatore.

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Ma se questa è una storia conosciuta, è invece una novità apprendere alcuni dettagli che sono emersi grazie alle analisi condotte dai ricercatori dell’Università di Bradfordsui capelli di tre mummie rinvenute nel 1999 in prossimità della cima del vulcano Llullaillaco, in Argentina. Secondo l’archeologo Andrew Wilson sarebbero le mummie meglio conservate al mondo. Si tratta di bambini di 6, 7 e 13 anni, sacrificati circa 500 anni fa in occasione di una tipica Capacocha.

In particolare le analisi si sono concentrate sulla ragazzina di 13 anni, conosciuta come “la doncella de Llullaillaco”. Lei era sicuramente la più consapevole eppure il suo volto era rilassato e la posizione, seduta a gambe incrociate, sono elementi importanti da dover considerare. In particolare sembra quasi che la giovane si sia addormentata, più che sia morta uccisa in un rito sacrificale. Ciò che in realtà emerge dallo studio chimico dei suoi capelli ancora perfettamente intrecciati, è che circa un anno prima della sua morte, presumibilmente in coincidenza con la sua elezione al rango di vittima sacrificale, la sua dieta si era arricchita di mais e proteine animali e aveva cominciato ad assumere dosi massicce di alcol e droga, in particolare birra di mais e foglie di coca. Il consumo di queste sostanze, allo stesso tempo sedanti e inebrianti, era aumentato notevolmente all’avvicinarsi del sacrificio. Pur avendo riscontrato le stesse sostanze nei capelli dei bambini più piccoli, non vi è traccia in loro dello stesso incremento.

La differenza ha affascinato gli studiosi, che hanno ipotizzato che la ragazzina, più consapevole e quindi spaventata dal suo destino imminente, cercasse conforto sedandosi, o che fosse incoraggiata o costretta a farlo, in modo da renderla più facilmente manipolabile. Non è da escludere che ciò fosse legato al suo coinvolgimento in cerimonie preparatorie, dove il consumo di birra e coca era frequente.

Dimenticato in cella per 4 giorni, ottiene 4,1 mln di risarcimento

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Daniel Chong, studente di San Diego arrestato per errore durante un raid anti-droga nel suo campus ha finalmente ottenuto giustizia. Era il 2012 quando lo studente d’ingegneria, durante il tradizionale giorno della marijuana libera che si celebra in molti campus americani, fu arrestato e poi  “dimenticato” in cella senza cibo e senza acqua per quattro giorni, costretto anche a bere la propria urina per non morire. Durante questo periodo fu anche colto da allucinazioni e quando non fu più sicuro di uscire dall’incubo vivo, ruppe i suoi occhiali e si incise con il vetro un messaggio sul braccio per sua madre. Una volta tornato libero, Chong ha dovuto trascorrere cinque giorni in ospedale: aveva perso 7 chili, era disidratato e aveva problemi di insufficienza renale. Ora, finalmente, sarà risarcito con 4,1 milioni di dollari di risarcimento. Il ragazzo ha commentato: «È stato un incidente, un terribile incidente», mentre il suo avvocato ha ribadito che quello che è accaduto al suo cliente «non deve succedere più a nessun essere umano sul pianeta».

 

Uomo in slip tenta di rubare l’aereo della Merkel

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Ha 24 anni il giovane, di origini turche che ha tentato di decollare, dopo essersi spogliato, con l’aereo di stato tedesco. Il ragazzo, sotto effetto di droghe, è riuscito a entrare nell’area di massima sicurezza dell’aeroporto di Colonia/Bonn dove era parcheggiato l’Airbus A319 CJ e a barricarsi all’interno della cabina di guida per quasi due ore, fin quando non è stato deciso di forzare la porta di bordo. Una volta alla guida ha cercato di armeggiare i comandi e di portare il velivolo in fase di rullaggio,  ma i motori non si sono accesi perché i comandi di iniezione erano staccati. Si è invece attivato l’Elt (Emergency locator transmitter), il segnalatore d’emergenza che serve, in caso di incidente, a far localizzare il velivolo. La torre di controllo e gli altri aerei hanno ricevuto il segnale, permettendo allo staff di sicurezza di intervenire. Secondo il quotidiano Rundschau, l’uomo avrebbe tentato anche di ballare su un’ala e avrebbe riempito di schiuma, spruzzata con l’estintore di bordo, la cabina di pilotaggio.  Il 24enne è stato arrestato e ha confessato di non ricordare nulla di quanto accaduto. Secondo indiscrezioni avrebbe avuto accesso all’aeroporto mescolandosi con gli invitati a un matrimonio che era in corso nella caserma dell’Aviazione. Intanto l’aereo avrà bisogno di settimane prima di poter ritornare a essere operativo.

 

Ucciso a Torino un 27enne nigeriano

accoltellato-torino-tuttacronacaPaul Oyomonzele, un nigeriano pregiudicato di 27 anni, è stato trovato, morto, nell’androne di un condominio a Torino, in via Chatillon. Il giovane è stato raggiunto da alcune coltellate all’addome, una delle quali mortale. Sul volto altre ferite lievi, sempre di arma da taglio. La strada in cui sorge il palazzo fa angolo con via Cigna, un quartiere zona di spaccio, e la vittima era pregiudicata per reati inerenti il traffico di droga. Per la polizia resta preponderante l’ipotesi di un delitto legato allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’aggressione è avvenuta all’alba: testimoni hanno riferito di aver udito voci provenire dall’androne della palazzina. Poi di aver visto un uomo bianco fuggire in bicicletta, ora ricercato. La polizia è riuscita a identificare Oyomonzele grazie alle impronte digitali.

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I segreti dei bagni di Westminster. I parlamentari inglesi tremano?

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Per il momento la notizia fa più scalpore che il Royal Baby che non si decide a nascere e costringe i sudditi inglesi a passare il weekend in attività all’aperto. Shock quindi per quegli inglesi che andati a fare un picnic o comodamente seduti su una panchina di un parco hanno aperto il  Sun on Sunday trovandoci la notizia del giorno: in 9 bagni di Westminster, alcuni dei quali in parti dell’edificio riservate ai parlamentari, sono state trovate tracce di cocaina. In questa domenica d’attesa sembra che più di un parlamentare quindi, se la notizia fosse confermata, dovrebbe tremare. Quei bagni vengono puliti di frequente e trovare delle tracce di droga all’interno vuol dire che il consumo è davvero molto frequente e diffuso. Altro brutto colpo per i britannici?

 

Franco dei Ricchi e Poveri sulla morte del figlio: “Ha fatto una c…ta”

gatti_figlio-tuttacronacaAlessio Gatti, figlio del cantante dei Ricchi e Poveri Franco, è morto a febbraio, a causa di un’overdose. Gli esami portati a termine da alcuni medici legali, su incarico della Procura che voleva chiarire come potesse morire stroncato da un infarto un ragazzo di soli 23 anni, hanno chiarito che il giovane non era un tossicodipendente ma sarebbe stato ucciso da un’overdose durante la prima assunzione di eroina. Al quotidiano genovese Secolo XIX il padre Franco ha dichiarato: “Mio figlio ha fatto una caz***a, la prima della sua vita, con gli stupefacenti e in un momento in cui non stava bene. L’ha pagata così”.

Droga nascosta fra le dune sul litorale romano.

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Le dune di Capocotta erano diventate un nascondiglio sicuro per i sacchetti di droga che venivano celati tra la vegetazione o sotto la sabbia. Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Pomezia a coordinare l’operazione antidroga che ha portato all’insolita scoperta che ha poi portato a 26 misure cautelari e più di 50 perquisizioni.

I pusher venivano riforniti più volte al giorno da persone che conservavano nella macchia mediterranea gli stupefacenti. Tra la vegetazione “crescevano” pacchetti di diverse tipologie di droghe: dall’hashish alla marijuana, dalla cocaina all’eroina. Tra i ritrovamenti anche una pistola con la matricola abrasa e denaro proveniente dall’attività di spaccio.

Il traffico contava oltre centocinquanta clienti che sono stati identificati e segnalati come assuntori.

Aggredite da uno spacciatore due ragazze costrette a spogliarsi.

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Ivan Melis, 26 anni di Mamoiada  era gia’ stato arrestato nel novembre scorso per spaccio di cocaina e attualmente era sottoposto all’obbligo di dimora, ma questo non ha impedito al giovane di aggredire due ragazze di 24 e 26 anni. Melis avrebbe fatto forti rumori fuori della casa delle due giovani, La Caletta di Siniscola, tanto da costringerle ad aprire la porta per vedere cosa stesse succedendo all’esterno. L’uomo, con violenza si è quindi introdotto in casa delle ragazze con l’intento di abusare di loro e coltello alla mano le ha costrette a spogliarsi. Una delle due ragazza è riuscita però a difendersi rimanendo ferita alla mano e insieme all’amica è fuggita lanciando l’allarme.

Questo è il regime di pene alternative? Violenza, stupri, droga cosa resta a un ragazzo sbandato che non ha una struttura come il carcere che possa indirizzarlo a una corretta re-integrazione nella società? Perché esporre la popolazione a questi rischi?

Violenza per le strade di Pisa: pugnala e ferisce con l’acido un passante

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Si è presentato in questura ed è stato arrestato un 40enne pisano che, senza movente e scegliendo a caso la vittima, ieri ha accoltellato alla schiena un passante e, quando questi è fuggito, l’ha rincorso versandogli una sostanza corrosiva sul volto. L’aggressore aveva perso il portafogli nella fuga e gli investigatori erano comunque già sulle sue tracce. La vittima, un 50enne pisano colpito ripetutamente con un coltello mentre stava rientrando in scooter, non è in pericolo di vita, ma ha riportato cicatrici permanenti al volto. Da quanto risultato dalle indagini che si stavano svolgendo l’aggressore, si legge in una nota della questura, è una persona violenta incline a scatti d’ira ingiustificati. Pare che negli ultimi anni abbia vissuto in una specie di ‘isolamento’ sociale soprattutto dopo che la ex compagna, madre di suo figlio, fu costretta a lasciare la città, temendo per la sua vita e quella di suo figlio, dopo una serie di maltrattamenti. La squadra mobile di Pisa, raggiunta l’abitazione dell’uomo, vi ha trovato una palestra per il combattimento e il lancio di coltelli, con tanto di pareti di compensato e di un manichino da sarte da usare come bersaglio. Sempre nella nota si legge anche che sono stati trovati “numerosi coltelli, armi bianche, materiale da esercitazione per il combattimento con arma bianca nonché sostanze chimiche, baker e tanks usate per miscelare composizioni chimiche”. In una stanza c’era un pannello di compensato con conficcati due coltelli ‘da lancio’ e un manichino, “di quelli usati dalle sarte per le prove degli abiti, con numerosi segni di arma da taglio sul rivestimento – aggiunge la nota – Questo non ha lasciato dubbi sul fatto che l’uomo si stesse esercitando alla lotta con l’arma bianca. Sparsi per l’appartamento, peraltro in pessime condizioni igieniche e senza acqua corrente, c’erano numerosi flaconi vuoti di metadone”. Gli agenti hanno trovato anche felpe scure con cappuccio e guanti tagliati alle dita, oltre a libri sulle arti marziali e sul combattimento con armi bianche.

L’oratorio chiude: minacciato dalla droga

 

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Non è stata una scelta facile quella di don Leone Nuzzolese, parroco di San Carlo alla Ca’ Granda a Niguarda, in provincia di Milano: si è sentito costretto a chiudere l’oratorio a causa di un gruppo di spacciatori di quartiere che minaccia la tranquillità della chiesa. Il traffico di droga ha luogo nei giardinetti antistanti la chiesa, il prete ha tentato di dissuadere il gruppo di giovanissimi spacciatori e ha provato mandarli via, ricevendo in cambio avvertimenti al prevosto. A questo punto, per evitare inutili rischi nel periodo estivo, quando c’è una maggior presenza di bambini all’oratorio, si sceglie di chiuderlo. E con esso il centro estivo. Ora si ha intenzione di studiare il da farsi insieme alla Curia e di predisporre, per settembre, interventi anche educativi mirati. La zona conosce bene i problemi dello spaccio di droga ma anche quello del racket degli alloggi popolari. Dopo 7 anni Don Leone lascerà la parrocchia e a settembre al suo posto arriverà un’equipe di quattro sacerdoti.

La legge sulla droga Fini-Giovanardi è costituzionale?

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Ora sembrano sorgere dubbi costituzionali sulla legge sulla droga Fini-Giovanardi che equipara le droghe leggere a quelle pesanti ai fini di una disciplina sanzionatoria. La  Terza sezione penale della Cassazione ha disposto l’invio degli atti alla Consulta.

La Cassazione ha accolto in parte il ricorso presentato da un 46enne di Palermo, condannato dalla corte d’Appello di Trento a 4 anni di carcere (beneficiando delle attenuanti generiche) e ad una multa di 20 mila euro per aver trasportato quasi 4 kg di hashish. Secondo la difesa, ”l’eliminazione della distinzione tra cosiddette droghe leggere e pesanti e il rilevantissimo aumento delle pene edittali per le condotte aventi ad oggetto le prime, non sarebbe conforme né al principio di proporzionalità rispetto al disvalore espresso dalla condotta incriminatrice né all’esempio di proporzionalità predisposto a livello comunitario”.

Secondo la Cassazione ci sono dubbi sulla possibile violazione dell’ articolo 77 secondo comma della Costituzione, che regola i decreti legge e le leggi di conversione. Le norme in questione, infatti, vennero inserite nella legge di conversione con un maxiemendamento al dl 272/2005 il cui oggetto originario erano le ‘‘Misure urgenti dirette a garantire la sicurezza e il finanziamento per le Olimpiadi invernali di Torino, la funzionalità dell’amministrazione dell’interno e il recupero di tossicodipendenti recidivi”. Esistono quindi – secondo la Cassazione – dubbi sull’estraneità delle nuove norme inserite nella legge di conversione alla finalità ed alla ratio dell’originale decreto legge e, in via subordinata, sotto il profilo della evidente carenza del presupposto del caso straordinario di necessità e urgenza”.

DROGA

Caffeina, è una droga?

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La caffeina può far gravi danni e dare sintomi di dipendenza quasi paragonabili a quelli di una droga. L’incredibile rivelazione viene dall’associazione degli psichiatri americani che hanno riscontrato due nuove patologie: la crisi d’astinenza da caffè e l’intossicazione da caffè.

Non si parla naturalmente di chi la mattina si prende una tazza di caffè, ma di un consumo quotidiano che diventa una vera ossessione. Per diagnosticare una crisi di astinenza da caffè ci devono essere almeno 5 sintomi:  mal di testa, affaticamento e sonnolenza, depressione, difficoltà di concentrazione e nausea o dolore agli arti.

Per diagnosticare invece l’intossicazione da caffeina, sono necessari almeno una dozzina di sintomi: agitazione, nervosismo, eccitamento, insonnia, faccia arrossita, diuresi, mal di stomaco, spasmi muscolari, pensieri disordinati, battito cardiaco aumentato, comportamenti maniacali.

Ma a lato di queste patologie ci sono anche degli effetti benefici: il consumo moderato di caffeina infatti abbassa il rischio di malattie cardiache e diabete e sembra prevenga i problemi di memoria che arrivano con l’avanzare degli anni. Inoltre, la caffeina rende ottimisti.

Shisha, la pericolosissima cocaina dei poveri

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Il suo nome è Shisha, ma tutti a conoscono come la cocaina dei poveri. Un droga economica che sta espandendosi sul mercato di Atene. E’ composta da una parte di crystal meth ( quindi metanfetamina) mischiata poi a shampoo, olio per motori e a volte acido per le batterie. Viene assunta per via endovenosa e una dose costa tra i due e i quattro euro, più economica delle sigarette. La droga è particolarmente pericolosa e ha notevoli effetti collaterali: problemi di concentrazione, caduta dei denti, problemi di cuore, irritazioni cutanee, piscosi e morte. In un primo momento però la droga rende  euforici, fa passare la stanchezza, diverte e fa crescere l’autostima. L’effetto di una dose dura in media 36 ore, nelle quali scompare la sete e la fame, ma diminuisce notevolmente anche il desiderio sessuale. La dipendenza è immediata fin dalla prima dose… è la droga della crisi economica?

 

“Revoca della scorta a Saviano”, la proposta senza pudore di Bertoldi.

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L’Italia è in crisi, prima di tutto di idee e ogni frase, anche la più delirante ormai riesce a riempire le pagine dei quotidiani. Non c’è più filtro e tutto viene dato in pasto all’opinione pubblica senza verificare le gravi conseguenze che un’affermazione può comportare. Oggi è il giorno del commissario del Pdl altoatesino, Alessandro Bertoldi, che vuole condannare a morte lo scrittore Roberto Saviano solo per aver detto quella che probabilmente è una dura e semplice realtà da dover affrontare. Lo scrittore è colpevole infatti di aver dichiarato che il Brennero è un potenziale corridoio della droga. Saviano lo ha dichiarato al Festival dell’Economia di Trento, ora viene accusato di essere “un ingrato” a cui lo Stato dovrebbe “revocare la scorta”.

Bertoldi, classe 1994, ha rincarato la dose affermando:  “Anche questa volta Saviano non ci ha risparmiato i suoi sermoni patetici. Anche in questo giorno ha mancato di rispetto alle nostre forze dell’ordine. Rinunci alla scorta, altrimenti chiederemo noi cittadini che il ministero gliela revochi, visto che costa parecchio e fin troppo per un ingrato del genere. Ci sarebbero una decina di uomini in più a garantire la sicurezza dei cittadini e a lottare contro mafie e droghe. Sono davvero indignato e lo dovrebbero essere tutte le autorità istituzionali e politiche di questa regione. La mia solidarietà personale e politica va ai vertici e agli uomini delle forze dell’ordine della nostra Repubblica”.

Il pupillo di Silvio Berlusconi, che molti vedono come erede diretto del leader del Pdl, appena 19enne, è stato nominato coordinatore provinciale del Pdl da Silvio Berlusconi e naturalmente sarà capolista alla provinciali di ottobre, affiancato da due “tutor”, uno dei due è la sorella di Michaela Biancofiore, Antonella, inflessibile preside delle Marcelline, ha quindi premuto sull’acceleratore con affermazioni originali “Visto che Saviano sostiene che i trentini e gli altoatesini siano delle persone a cui piace pippare coca, mi chiedo se non piaccia anche a lui”. Forse Bertoldi è poco informato su chi sia Saviano o forse non conosce le lotte che ha portato avanti in questi anni?

In Italia poi la pena di morte è illegale, levare la scorta a Saviano sarebbe condannarlo a morte. Forse non sa che è stata abolita nel 1948 ed è sempre stata utilizzata in modi limitatissimi soprattutto sotto il Regno Lombardo- Veneto?

L’importante è che certe affermazioni non trovino seguito in un paese democratico dove la lotta alle organizzazioni criminali dovrebbe essere il primo punto di un governo al servizio del paese. Sgominando la mafia e i suoi traffici l’Italia potrebbe davvero ricominciare a crescere e ad assumere giovani che la disperazione e la mancanza di lavoro sta gettando nelle braccia delle cosche. Quando si inizieranno a  fare discorsi etici e non proposte prive di pudore?

Mario risponde in Twitter alle accuse… e il Milan cancella!

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Dopo che un pentito ha dichiarato che Balotelli avrebbe spacciato droga a Scampia per scherzo, il campione rossonero non si è potuto esimere dal rispondere per le rime, affidando il suo messaggio a Twitter: “Ahahaha adesso spaccio droga! Prima andavo a put..E magari poi lo prenderò anche in… Ma VERGOGNATEVI”. E aggiunge: “Usate il mio nome non per odience”. Come ha reso noto La Stampa, dopo solo pochi minuti il suo commento è sparito dalla bacheca: è bastata una chiamata del Milan per far fare dietrofront a Mario.

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