Rotto il silenzio: Renzi e il #dopoSilvio

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Cita Ligabue e parla di ottimismo. Con il carisma che da sempre contraddistingue il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, il discorso che ha pronunciato alla festa del Pd è volto a porgere uno sguardo al futuro, senza dimenticarsi delle problematiche che attanagliano l’Italia e il suo partito.

“Io vorrei che il Pd avesse più coraggio” e cita ade esempio la vicenda di Amazon e dell’acquisto del Washington Post, ma allo stesso tempo non nasconde la sua amarezza per il Ddl sul finanziamento pubblico ai partiti, che non è passato prima dello stop estivo dei lavori del Parlamento, e aggiunge:

“Bisogna tornare alla politica e farlo dicendo che non possiamo andare avanti con questi politici. Abbiamo bisogno del partito, ma la vecchia tessera non basta più, in un mondo che è sempre più precario e cambia velocemente, abbiamo bisogno di inventarci un partito diverso che non si basa solo su tessera e appartenenza, certo non basta una pagina Facebook, non bisogna perdere il gusto dell’abbraccio e della stretta di mano. O questo paese rimette in moto la speranza, e questo spetta solo al Pd, o noi siamo condannati a vivere angosciati dal presente e pensando che il nostro futuro sia un enorme rimpianto”.

Poi parla della sentenza Mediaset:

“Il compito del Pd è salvare l’Italia, e per salvare l’Italia si parte da un principio: le sentenze si rispettano, la legge è uguale per tutti. E’ venti anni che stiamo aspettando Berlusconi. Almeno il congresso del Pd possiamo farlo senza di lui”.

E poi manda un saluto e una sfida a Enrico Letta:

“Faccio il tifo per il governo, ma non deve usare il verbo ‘durare’ ma il verbo ‘fare’. Basta con le espressioni in politichese, con le mezze parole: caro Letta vai avanti e fai le riforme per le quali sei stato votato. Ma se non sei in grado, non cercare alibi in chi sta fuori del parlamento. Noi siamo dalla tua parte”.

E chiude il suo intervento citando Alda Merini:

“Io sono altro, io sono altrove”

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Nicholson diventerà Berlusconi?

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Forse nel futuro della star americana Jack Nicholson c’è Silvio! Per ora sono i bookmaker internazionali che mettono in testa proprio l’attore Easy Rider come possibile protagonista di un biopic su Berlusconi. La sceneggiatura d’altra parte si scrive ogni giorno… Le ultime scene parlano del processo Mediaset, della condanna definitiva, del discorso a via del Plebiscito e della salita al Colle dei due portavoce del Cavaliere: Brunetta e Schifani. Tra ipotesi di indulto, intrighi per far cadere il governo e riunioni al tavolo con i legali di materiale per estrapolare un kolossal cinematografico ce n’è anche troppo. E se Nicholson dovesse rifiutare o fosse indisponibile? Nessun timore a rimpiazzare il favorito ci sarebbero altri attori illustri del calibro di Dustin Hoffman, Robert De Niro e Harvey Keitel. Chissà se poi Mediaset lo acquisterebbe per la prima serata?

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