Gli organi della bambina ebrea che salvano la vita alla bimba araba

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Un tragico incidente ha strappato la vita a Yuval Nizri, una bambina israeliana di 11 anni. I genitori hanno però voluto donare gli organi della propria figlia e così quattro persone hanno potuto beneficiare di una nuova vita, tra queste anche una bambina araba di 10 anni, Miran, che ora ha un nuovo cuore e nuovi pomoni.

Il padre della bimba palestinese, dopo il trapianto, ha dichiarato a Ynet: “Un cuore ebreo batte in una bimba araba. Questa è la prova che i due popoli possono vivere insieme. E che la pace è possibile. Vorrei ricambiare questo dono e riportare in vita Yuval se solo fosse possibile. Siamo tristi e siamo in lutto. Porgiamo le nostre condoglianze alla famiglia di Yuval. Per tutta la vita saremo grati ai suoi genitori che hanno salvato nostra figlia”.

In una dichiarazione scritta i genitori di Yuval hanno voluto ricordare la figlia: “Le parole non possono descrivere quanto Yuval fosse speciale e coraggiosa. Era la figlia che ognuno avrebbe voluto. Lei aveva così tanti progetti per il futuro. Ma in un istante sono andati in frantumi per sempre. I pazienti che hanno ricevuto i suoi organi aspettavano da tempo un trapianto. Yuval non ha avuto la possibilità di avere un futuro e di realizzare dei sogni. Spero che questa possibilità sia garantita ai pazienti che ha aiutato”.

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Si può perdere tutto, ma non l’onestà!

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La protagonista della storia è una casalinga di 55 anni che nell’alluvione che ha devastato la Gallura ha perso tutto, tanto da rivolgersi al Centro di smistamento della zona industriale, dove era in corso la donazione di alcuni abiti per gli alluvionati e chiedere un giubbotto che la coprisse dal freddo. Il giubbotto che le era stato donato però nascondeva una sorpresa nella tasca interna. Infatti la donna ha trovato ben 1180 euro in contanti. La donna appena si è accorta della somma si è rivolta ai carabinieri affinché rintracciassero a chi appartenesse il giubbotto e restituissero la somma.

 

Una donazione che diventa una rompicapo. Che ci farà Papa Francesco?

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Un rompicapo più che una donazione, quella eredità che Anna Maria Chiap, ricca possidente veneta morta a 92 anni ha lasciato in favore del Patriarcato di Venezia. Un patrimonio di gran valore che tuttavia non potrà essere rivenduto per poi usare il ricavato in attività benefiche, in quanto la donna ha lasciato vincoli precisi: lo si deve usare solo per “lo sviluppo del lavoro giovanile”. Che ci farà Papa Francesco con 16 fabbricati e 56 terreni per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro?

Claudio, il 30enne che regala il proprio seme

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Vuole fare un dono davvero speciale alle donne che ne hanno bisogno Claudio, un impiegato di un’azienda tra Conegliano e Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. E per farlo ha scelto di lasciare un messaggio sulla bacheca di un sito internet d’incontri. “Vuoi diventare mamma? Sono un bel ragazzo 30enne, sano e pulito. Faccio donazioni di seme: ottima concentrazione e quantità. Sono disponibile per donne e lesbo”. Claudio una ragazza ce l’ha, da 10 anni, e non pensa ai soldi, vuole solo regalare il suo seme. “Non lo farei mai e poi mai per scopo di lucro, ma per dare una mano alle persone che non riescono ad avere figli, sia etero che lesbiche con il desiderio di maternità”. Lui e la compagna sanno cosa significhi intraprendere la strada della fecondazione assistita, e proprio da questa esperienza è scaturita l’idea: “Non riuscivamo ad avere figli e così, a Padova, abbiamo fatto tutti gli esami necessari. Lo spermiogramma ha rivelato che il problema non era nel mio seme e che, anzi, i valori riguardanti la qualità dei miei spermatozoi erano anche di due o tre volte superiori alla media”. E così la decisione, che ricalca il modello anglosassone per il quale è una pratica usuale donare il seme. “All’inizio la mia compagna era un po’ titubante, ma abbiamo deciso di provare”. Ora la coppia sta valutando una richiesta seria che è arrivata, in mezzo agli inevitabili scherzi. “La verità è che delle banche del seme non si sa nulla, per la fecondazione assistita ci sono trafile complesse e l’adozione richiede tempo e parecchi soldi – conclude – noi non siamo ancora riusciti ad avere un figlio e, dopo un ultimo tentativo, proveremo ad andare all’estero, dove non viene imposto alcun limite alla fecondazione assistita e di, conseguenza, ci sono molte più possibilità”.

Sandy – Cap LXI

Emergenza sangue nei territori colpiti da Sandy

La Croce Rossa lancia l’allarme. La tempesta ha infatti costretto la cancellazione di decine di appuntamenti regolari ed eventi speciali per le donazioni di plasma previsti nelle città colpite dalla tempesta. “Gli abitanti delle zone limitrofe a quelle colpite da Sandy – fa sapere la Croce Rossa – diano una mano andando a donare sangue”.

Dona sangue per Sandy!

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