Scajola: “Spero che ora la casa diventi di moda”

scajola_claudio_tuttacronacaDopo 45 mesi è arrivata l’assoluzione perchè il fatto no sussite per l’ex-ministro Claudio Scajola che oggi ha parlato a Domenica Live per raccontare quello che lui definisce “un inferno”. “Non ho messo la casa in vendita con il cartello. Sono arrivati diversi acquirenti ma spaventati dalla campagna mediatica non l’hanno voluta. Adesso spero che diventi di moda”. Scajola commenta: “La cosa più triste è stato essere il simbolo del magna magna, un politico trafficone che si compra casa in centro a Roma. La mia tristezza più grande è questa, non certo aver perso la poltrona”.  Sempre nel corso della trasmissione, ha ripercorso le diverse fasi della vicenda giudiziaria e soprattutto del processo mediatico costruito intorno alla frase “a mia insaputa”. Scajola ha raccontato passo passo le fasi di acquisto. “Dal prezziario ho notato che la cifra era congrua – ha ribadito – Gli altri immobili con caratteristiche simili al mio erano magari leggermente più cari, ma non certe a quelle cifre iperboliche scritte sui giornali”. E ancora: “Se sono stati aggiunti altri pagamenti io non ne ero al corrente. Ma secondo lei, se fossi stato a conoscenza di una roba di questo genere, se fossi stato un corrotto, fossi stato un delinquente perché non posso pretendere che mi si creda una persona onesta se una persona non mi conosce visto quello che c’è nel mondo politico, ahimè, mi sarei fatto portare una valigetta coi soldi a casa senza lasciare tutte queste tracce! Non stava in piedi”. E conclude:“La mia soddisfazione di oggi è che quello che dissi allora, quattro anni fa, appena lessi il giornale, è stata la stessa versione uscita da un processo con testimoni, prove e inchiesto che hanno sancito che io avevo detto la verità”.

“Basta con le porno-domeniche”: Barbara D’Urso tra le polemiche

barbara-durso-tuttacronacaAltro attacco contro Barbara D’Urso da parte del Moige, il Movimento Italiano Genitori, che si scaglia contro la trasmissione Mediaset Domenica Live, con la puntata del 19 gennaio che ha dato il via alle polemiche fin dal titolo: ‘Italia, paese a luci rosse?’. Elisabetta Scala, responsabile dell’Osservatorio Media di Moige, ha spiegato: “Ieri abbiamo assistito a una delle pagine più tristi e trash della nostra tv”, aggiungendo:  “con servizi, interviste, e linguaggio adatti ad una seconda serata”.Per questo motivo, lancia un appello: “Ci appelliamo alla responsabilità sociale delle aziende, perché non continuino a inserire spot in questo programma trash che viola la sensibilità e la dignità dei nostri figli”. Prosegue ancora: “Tutto è iniziato alle 14.15 con il servizio sul fonico dei Modà indagato per molestie sessuali ai danni di minori, cui è seguita una Barbara D’Urso dichiaratasi ‘impressionata’ dalle cose apprese sul tema del sesso nel preparare la puntata. Si sono quindi susseguiti servizi su: le molestie dei caporali nei confronti delle soldatesse nella caserma di Ascoli, con dichiarazioni ‘bippate’ ma contenuti molto espliciti, il professore di Saluzzo che aveva rapporti sessuali con le studentesse, la clinica per i ‘malati d’amore’, la testimonianza dell’uomo sesso-dipendente fin dalla tenera età (che ha dichiarato di aver avuto la sua prima volta a 8 anni), la storia del sesso in cambio di lavoro ripresa da Striscia la Notizia. Alle 14:48 riflettori puntati sull’ospite in studio: una donna che si dichiara poliamorosa, con tanto di figlio di 10 anni che la guardava dalla regia”.Ma non è finita qui: “E ancora servizi su un bordello in Austria frequentato da italiani, un centro massaggi cinese che nasconde un giro di prostituzione, il ‘No pants day’, flash mob celebrato qualche giorno fa nel Regno Unito con protagonisti in mutande, gli ‘uomini posacenere’, con la testimonianza, ripresa dal programma Lucignolo, di una ‘donna dominatrice’, infine il sesso consumato nei parcheggi con relativi scambi di coppie. Infine il collegamento da Rieti con la storia della suora che ha avuto un bambino”. Per tutto questo: “Diciamo basta a queste porno-domeniche di violazioni della fascia protetta. Ci appelliamo alla responsabilità sociale delle aziende perchè non continuino a inserire spot in questo programma trash che viola la sensibilità e la dignità dei nostri figli”.

Di Cataldo racconta la sua verità a Barbara D’Urso

di-cataldo-tuttacronacaLa consulenza disposta dalla Procura ha scagionato Massimo Di Cataldo dall’accusa di lesioni e procurato aborto nei confronti dell’ex compagna Anna Laura Migliacci ma lei, questa mattina, è tornata ad attaccare il cantate tramite Social Channel. “Mi dispiace per te. Non tornerai mai a vendere dischi, ma hai venduto la tua anima”. A far nascere il tutto la presenza dell’artista alla trasmissione Domenica Live, dove ha di nuovo ribadito la sua verità. Ai microfoni della D’Urso, anche la replica del cantante è stata dura:  “Lei mi ha chiesto di incontrarci e vederci da soli. Dato che da circa quattro mesi sto cercando di raggiungere un accordo pacifico tra noi per la gestione della bambina, in merito a visite, vacanze e parte economica, le ho scritto che era meglio incontrarci prima con una terza persona, un avvocato. L’ultima volta che l’ho vista, aveva un taglio al labbro, ho un po’ la sensazione che lei più che tendermi la mano, volesse tendermi una trappola”. Riguardo alle foto pubblicata della Migliacci come prova della violenza: “Non ho mai sostenuto che quello non sia sangue. Non so cosa sia. Ho la certezza di non averle procurato io nulla di ciò che si vede. Ho visto queste foto e sono rimasto scioccato. Avendo avuto a che fare con l’arte, mi rendo conto che certe cose si possono anche fare come una sorta di trucco cinematografico. O si è fatta male da sola o non ne ho idea”. Per quel che riguarda l’aborto, ha negato la motivazione delle percosse ma va oltre. “Spero che il bambino fosse mio. L’ho scoperto in questi gironi che aspettava un figlio da me. Addirittura la madre non ne sapeva nulla. Io avrei voluto sposarla, l’avrei voluto un altro figlio”.  Alle accuse della ex compagna che lo dice colpevole agli occhi dei media, Di Cataldo: “Intanto comunque io credo che esista una presunzione di non colpevolezza per la legge italiana. Fintanto che non c’è una sentenza o un giudizio da parte di un giudice non si può essere considerati condannati. Io posso dire che mi ritengo innocente e non ho fatto nulla per far credere agli italiani cose che non vere … Ha la capacità di manipolare la realtà e girare le cose a suo favore”.  A dare sostegno a Di Cataldo è anche la D’Urso: “Una delle cose che ci ha detto Anna Laura è che ha tentato un incontro con te a Natale. E poi ha detto una cosa gravissima, conoscendoti so che non è vero. Ha detto che tu non fai nulla per la bambina”. Nessun intervento per la Millacci. Non viene accettato neanche quello telefonico della prima figlia della donna, Alice, 22 anni. Di Cataldo nega l’autorizzazione. Vuole bene ad Alice, dice, sa che sosterrà la madre ma per la compagna non pare esserci possibilità di perdono.  “Io non l’ho denunciata perché è la madre di mia figlia. Io sono in grado di badare alla bambina molto bene. La bimba passa molto più tempo con la tata, invece sarei molto più felice che lo passasse con me. Per vedere mia figlia devo mandare un messaggio alla tata, aspettare che parli con Anna Laura e che mi risponda. Ho visto ieri mia figlia, è stata una giornata bellissima. Sono carico per questo motivo. L’amore che lei mi dà voglio trasformarlo. Voglio che ci sia un ritorno di amicizia”.

Da triangolo a quadrilatero? “Maxi Lopez ha tradito Wanda Nara con me”

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Chi tradisce chi? Cluadia è una ragazza di 21 anni, siciliana, che a Domenica Live svela che “Maxi Lopez tradiva Wanda Nara con me” e poi aggiunge “Non sapevo fosse ancora sposato” e precisa “Conoscevo Lopez da due anni, ma quando ci siamo incontrati la prima volta lui era sposato e io fidanzata e fedele al mio ex. Poi ci siamo incontrati di nuovo dopo tre mesi grazie ad amici in comune e lui mi ha detto che la storia con la moglie stava finendo e presto sarebbe stato un uomo libero”. La 21enne spiega così i primi incontri con il calciatore che fino a qualche giorno fa era considerato una semplice vittima di Wanda Nara che lo aveva tradito con il suo ex amico Mauro Icardi “La storia è iniziata subito – spiega Claudia – gli sono stata vicina perché lui stava male. Pensavo fosse single, diceva di esserlo, e invece non avevano ancora divorziato. Ci siamo fidanzati. Convivevamo. Per due mesi ho vissuto con lui. Partivamo insieme, ci facevamo vedere insieme in occasioni pubbliche. Non avevo idea fosse impegnato”. Ora però la storia tra Claudia e Maxi Lopez è finita: “Siamo stati insieme fino al 3 gennaio. Poi ha cambiato umore. Non so cosa sia successo. La sera mi ha trattato come se fossi una sconosciuta. Non mi ha lasciata, è sparito. Non sono arrabbiata, sono delusa perché mi sono sentita usata. E’ sparito improvvisamente ma non ho potuto insistere perché già avevamo litigato a Capodanno per gelosie e perché mi aveva risposto male”. Immediata arriva la smentita da parte di un calciatore che invia un videomessaggio. Claudia si rifiuta di commentare, si rivolge invece a Wanda Nara. “Non volevo invadere la loro vita ma lei non c’era e io non lo sapevo. La rispetto come madre, ma come donna non mi voglio pronunciare. A Lopez non voglio dire nulla perché mi ha delusa e umiliata”. Il dubbio che la fuga sia dettata da altri motivi c’è. “Mi auguro non sia vero che ha già un’altra donna perché sarebbe recidivo”. Tutto archiviato? “Se mi richiamasse? Non so cosa farei”. Si conclude così l’ennesima  puntata del gossip dell’anno!

La bufera su Raffaella Fico! Non va su Rai Uno e poi compare a Domenica Live

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Era attesa a Le amiche del sabato, ma poi aveva annunciato il forfait così che Lorella Landi era stata costretta a fare un annuncio dopo essersi trovata con la trasmissione stravolta dalla sua assenza:

“Doveva essere qui con noi oggi. Ieri sera purtroppo ci ha detto che la piccola Pia non stava bene. Ci stiamo sentiti stamattina, però ha declinato il nostro invito perché la bambina stava abbastanza male, aveva un po’ di febbre. Noi le abbiamo proposto di fare un collegamento da Napoli, ha rifiutato. Da mamma la posso capire. Noi le auguriamo una pronta guarigione”.

Poi, però, la Landi, come si legge su tvblog, le aveva lanciato una bella frecciatina:

“Noi non vogliamo mettere in dubbio la sua parola. Una mamma non specula sulla malattia di una figlia. Vedremo se domani sarà in qualche tv della concorrenza. Noi vogliamo dare il beneficio del dubbio”.

Sempre su Tvblog si legge: “a quanto pare invece la malattia di Pia era una scusa (orribile). Oppure sua madre aveva previsto che sarebbe durata solo un giorno, come la Landi ha furbamente ipotizzato”:

“Una bambina non può guarire in 24 ore. Se la mamma si preoccupa ci sta, anche se è una febbre ci vogliono almeno 3-4-5 giorni. Sabato prossimo se vuole le porte sono aperte. Il contratto era già chiuso. Basta ricevere una telefonata… Raffaella potrebbe rispondere a quest’intervista che Mario ha rilasciato”.

Poi alla Landi si era unita anche Rosanna Cancellieri che si era spinta ad affermare:

“Sta valutando altre offerte, oppure gli avvocati l’hanno imbavagliata spiazzati dall’intervista cercando di aggiustare il tiro. E anche questo fa sentire odore di bruciato nell’aria”.

Anche Floriana Secondi aveva fatto qualche insinuazione sul caso dell’assenza della Fico:

“La Fico non è venuta alle Amiche del sabato perché la figlia sta poco bene? Se non se ne è persa una di puntata! Poi ostentava tanta purezza. Raffaella, neanche è finito il reality, già amoreggiava nella Casa e poi diceva di essere vergine. Ma de che? La verginità è un valore. Ti mostri, vendi il seno… E’ stata molto ambiziosa nella Casa. Uscita due conti se li è fatti. Ha cominciato a posare dei calendari. Poi a un certo punto si è tolta tutti i vestiti. Una persona che non ha tanta voglia di studià e di lavorà. Ha speculato sulla gravidanza. Poteva risparmiarsi tante cose che ha fatto”.

Alla fine la Landi ha finto di essere dalla sua parte, pur iniziando a concedere il beneficio del dubbio a Balotelli:

“Io in prima persona da mamma l’ho sempre difesa e naturalmente ho un po’ criticato l’atteggiamento di Mario. Alla luce di tutto questo non si sa più dove sta la verità. Se lui ha cercato un accordo privato a questo punto noi alziamo le mani. Lui da quello che abbiamo letto tutti nell’intervista si trovava a fare gli Europei, quando la Fico gli ha comunicato del bimbo. Ha saputo che settimane prima Raffaella aveva già venduto l’esclusiva a un settimanale. Posso capire che un uomo è incavolato da tutto questo. Ha provato anche con una cifra economica, ma lei non ha accettato”.

Nuova polemica, quindi che si era accesa quando domenica ha preso parte invece a una trasmissione della concorrenza, proprio come profetizzato dalla Landi. Durante Domenica Live la Fico ha poi affermato:

“Balotelli vuole il test del Dna? I miei legali lo hanno chiamato tre volte e lui non si è mai presentato. E’ solo un bugiardo”.

Sara Tommasi: “Paolini è una persona che sta male psicologicamente”

gabriele-paolini-sara-tommasi-tuttacronacaSara Tommasi nei giorni scorsi aveva già detto di non aver mai preso le difese del disturbatore tv Gabriele Paolini, che anzi la sfruttava. Oggi è intervenuta a Domenica Live per ribadire il concetto: “Mi faceva mille complimenti, mi adulava, come se tramite me potesse avere i riflettori addosso. Mi sono sentita usata in quel momento e anche in altri”. E ancora: “Non immaginavo avesse fatto tanto baccano durante il mio ricovero. Un pochino mi sono sentita usata. Non vorrei che il suo modo di essere così carino con me fosse solo perché ero Sara Tommasi e potevo spingere anche lui. Mi adulava come se fossi la star più ambita del mondo. In quel periodo non stavo bene, tendevo a spogliarmi sempre, facevo scelte estreme, ero molto su di giri anche io. Ricordo quel periodo in modo offuscato”. A Barbara D’Urso, e agli spettatori, ha raccontato anche di un episodio particolare: “La sera del mio compleanno si è spogliato in strada, ha fatto tutte queste cose, grande clamore. Io non stavo bene e ci ridevo. Oggi ripensandoci…”. E ancora, “Sapeva di poter spendere il fatto che era mio amico. Aveva detto che ero incinta, che aveva avuto il test dal dottore, anche lì si è fatto gli affari miei. Io lo chiamavo, lui registrava la telefonata e la metteva su internet, quindi ho cambiato numero”. Se i ricordi sono sbiaditi, i giudizi sono netti. La showgirl ha spiegato che secondo lei Paolini “non stava bene, affetto da bipolarità, è una persona che sta male psicologicamente”. Non solo sensazioni ma confessioni nate da un rapporto di amicizia. E che non è mai spinto oltre. “Non abbiamo mai avuto un rapporto sessuale. Ci sentivamo spesso, lui mi chiamava, frequentavamo lo stesso entourage. Mi disse che era affetto dalla bipolarità, un disturbo dell’umore molto comune che purtroppo porta a fare anche cose inaudite. L’ho sempre visto molto su di giri. Lui stesso diceva che non stava bene, che io ero come lui e che ci dovevamo curare”.

Moana Pozzi, il mistero s’infittisce: le foto strappate

moana-pozzi-tuttacronacaContinua a infittirsi di particolari il mistero sulla morte di Moana Pozzi e ieri, a Domenica Live, Debora Attanasio, segretaria storica dell’agenzia diva Futura, ha aggiunto un nuovo tassello, si tratta di quattro foto, strappate, sul retro di ognuna delle quali compaiono delle scritte, vergate dalla mano della stessa Pozzi: “disintegrare”, “non mi piace”, “tagliare all’altezza del braccio”. Spiega la segretaria: “Moana è morta nel settembre del 1994 e io ho lavorato lì dentro fino al 2001. Quelle foto le ricordo bene perché erano venute davvero male, ed erano intere fino a quando sono rimasta lì. In dieci anni non ho mai visto in giro queste copie strappate, saltate fuori solo ora che Riccardo è morto ed Eva Henger, sua moglie, sta riordinando l’archivio personale. E se Moana fosse ancora viva e le avesse strappate di recente, senza che Riccardo abbia fatto in tempo a disfarsene, colto dal peggioramento della malattia?”. Assieme all’ex segretaria, in studio anche Eva Henger e il giornalista Marco Gregoretti, indagatore dei misteri di Moana. Sempre nel corso della trasmissione è stato anche commentato un filmato in cui Schicchi veniva intervistato pochi minuti dopo l’annuncio della morte di Moana, dove appariva troppo tranquillo. “Non avevo mai visto questa intervista, in quei giorni il dolore ci aveva travolti e non si guardava molta tv. Schicchi andava in coma diabetico per ogni dispiacere che gli capitava: vederlo così compassato quando la sua artista più famosa e grande amica era appena morta è davvero bizzarro”.

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L’intervista alla baby-squillo! Ieri a Domenica Live…

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Ieri a Domenica Live è stata intervistata una baby squillo. Una ragazza che tre anni fa era entrata in un brutto giro e che racconta quali sarebbero gli interessi e le perversioni dei clienti che richiedono una minore:  “Solitamente i clienti vogliono le minorenni perché hanno la loro innocenza, la loro freschezza e le possono usare come un oggetto. A me, molti dei clienti, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, anche padri di famiglia che non vanno d’accordo con la moglie o che lo fanno solo per un divertimento, mi chiedevano addirittura delle perversioni, di fare i bisogni nella loro bocca, oppure addosso a loro…”.

Barbara D’Urso invade la tv albanese

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Barbara D’Urso ha rilasciato una lunga intervista in cui spiega i motivi che l’hanno portata da “Pomeriggio Cinque” ad Agon Channel, canale della tv albanese, dove ora le è stato affidato un talk politico  proprio grazie all’esperienza che ha maturato sulle reti Mediaset.

“…ho la possibilità di andare in onda sei giorni su sette e ce la puoi fare solo se hai contenuti validi. Pomeriggio cinque nell’ultimo anno e mezzo ha rivoluzionato il linguaggio, ed evidentemente i nostri talk politici sono piaciuti anche all’estero. Le interviste a leader come Berlusconi, Letta, Franceschini, Casini, Renzi hanno avuto un ruolo fondamentale”.

Ma il Gf è ormai archiviato?

“Ieri si poteva raccontare le storie e i personaggi del Gf, oggi ci sono imprenditori che si suicidano perché non arrivano alla fine del mese, pazzi scatenati per strada che ammazzano senza motivo, che ammazzano le fidanzate. Cosa importa agli italiani di Tizio che ha nominato Caio? Certo si può tornare indietro a fare quel tipo di televisione, in modo diverso”.

Il prossimo anno ancora “Domenica Live”?

“E chi l’ha detto che lo rifaccio? E’ tutto ancora in stand-by… per ora mi tengo stretta “Pomeriggio Cinque”: nel caso, ci rimboccheremo le maniche e ripartiremo con l’entusiasmo di sempre”.

La tv che non vorremmo mai vedere!

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Massimo Amistà, 37 anni, padovano con cinque figli, disoccupato da 18 mesi, è stato ospite in compagnia della moglie domenica pomeriggio alla trasmissione di Canale 5 condotta da Barbara D’Urso «Domenica Live». Dopo aver raccontato la sua storia e i sacrifici per arrivare a fine mese, è arrivata, in diretta televisiva, una telefonata. A chiamare in trasmissione è stato Marco Maniero, imprenditore di Ponte San Nicolò (Padova), titolare di “Arredamenti Maniero”. Per il pubblico e i coniugi Amistà la telefonata di Maniero, commosso dalla storia di questo padre di famiglia disoccupato, appare come un miracolo. L’imprenditore decide così di offrire a Massimo un posto di lavoro in diretta tivù. Peccato, però, che fosse tutto organizzato. Il lavoro c’è, un contratto a tempo determinato della durata di tre mesi, ma tutto era già stato pianificato ben prima della diretta. «Una troupe di Canale 5 insieme a Massimo è venuta a trovarmi in azienda mercoledì scorso – conferma l’imprenditore al “Corriere del Veneto” -, noi avevamo bisogno di manovalanza e allora ho pensato “perché no?”. Ho anche deciso di estendere il contratto iniziale da uno a tre mesi per dare fiducia a quest’uomo». Certo che con un contratto a tempo determinato di tre mesi è una vera svolta nella vita di una persona! Ma chi vogliono ancora prendere in giro?
«Sono entrato in contatto casualmente con Canale 5 – ha raccontato Massimo Amistà – ho raccontato la mia storia e poi loro mi sono venuti a prendere a casa e mi hanno portato in giro per negozi e aziende della zona alla ricerca di lavoro. Dopo due ore avevo trovato questo impiego». Se è così brava la D’urso perchè non la mettiamo a capo del governo? Ci avrebbe almeno risolto il problema occupazionale!

Quando la finiremo con propinare ai telespettatori programmi diseducativi, imbarazzanti e privi di morale?

Carmine non conosceva il pozzo dell’orrore?

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L’avvocato Lorenzo Bullo, difensore del fratello di Michele Misseri, Carmine, di fronte alla Corte d’Assise di Taranto afferma che il suo assistito non sapeva nemmeno dove fosse il pozzo in cui è stato nascosto il corpo di Sarah Scazzi, ma pare che nel complesso gli elementi a carico di Carmine Misseri e delle dichiarazioni da questi rese, non nascondano contraddizioni abbastanza macroscopiche.
Carmine Misseri è accusato di aver aiutato Michele a gettare nel pozzo il cadavere della ragazzina. Dello stesso reato risponde Cosimo Cosma, nipote di zio Michele.
L’avvocato Lorenzo Bullo ha esposto una sua rucostruzione dei tempi necessari per raggiungere il pozzo di contrada Mosca e ha commentato l’intercettazione ambientale nel corso della quale Carmine Misseri dice che non conosceva questa la zona di campagna. Il legale ha quindi richiesto alla Corte una sentenza di assoluzione: “Merita di essere assolto, di tornare alla propria vita: campagna, sacrifici e duro lavoro“.
Stessa richiesta per Cosimo Cosma da parte dell’avvocato Serena Missere, riguarda all’accusa di accusato di soppressione di cadavere. I pubblici ministeri hanno invece chiesto la condanna a otto anni per entrambi.

Inizia l’arringa della difesa al processo Sarah! Guerra di testi

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”In questo processo chiunque ha detto cose in contrasto con la tesi accusatoria e’ stato tacciato di falso, mentre ben altri testi non hanno detto la verita’ e sono passati per supertestimoni”. Lo ha detto Franco De Jaco, uno dei difensori di Cosima Serrano, iniziando la sua arringa al processo per l’omicidio di Sarah Scazzi. Cosima Serrano e’ accusata, insieme alla figlia Sabrina, di omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere. Per entrambe e’ stato chiesto l’ergastolo.

Chiesti 33 milioni di euro per Sarah!

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Gli avvocati Nicodemo Gentile, Walter Biscotti e Antonio Cozza si sono associati alle richieste di condanna dei pubblici ministeri per gli imputati al processo per l’omicidio di Sarah Scazzi e confermato la richiesta di risarcimento danni per 33 milioni di euro. Ogni componente della famiglia Scazzi, infatti, ha chiesto tre milioni di euro ciascuno a Michele, Cosima e Sabrina Misseri e due milioni ciascuno a Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele accusati di averlo aiutato a nascondere il cadavere della ragazza di Avetrana, nel pozzo di contrada Mosca.

L’avvocato Nicodemo Gentile ha chiesto alla Corte d’Assise pene giuste, non esemplari, così come chieste dalla pubblica accusa. “Chiediamo una giustizia fredda, senza sentimenti, proporzionata al reato commesso e ai comportamenti dopo il delitto”, parlando di modalità mafiose usate nell’azione di soppressione del corpo, “Sarah doveva scomparire” ha aggiunto il legale invitando le imputate Cosima e Sabrina a dire la verità prima della sentenza di aprile. Palesemente falsa, etero-indotta, per i legali della famiglia Scazzi la confessione in aula di Michele Misseri.

A lui si è rivolto l’avvocato Biscotti guardandolo negli occhi: “Provi a pensare cosa ha pensato Sarah mentre la stavano uccidendo, faccia una vera preghiera, lei è l’unico che può salvare dall’ergastolo sua figlia”. Al processo è intervenuto anche l’avvocato Luigi Palmieri, parte civile per Maria Pantir, la badante romena di casa Scazzi (assisteva il nonno di Sarah deceduto a settembre 2010) accusata ingiustamente da Sabrina Misseri di essere coinvolta nella scomparsa della cugina. Domani nuova udienza al processo, interverranno i difensori dei tre imputati accusati di favoreggiamento e l’avvocato Luca Latanza, difensore d’ufficio di Michele Misseri.

Sarah! Poche verità e troppe bugie… doveva essere squagliata?

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E’ entrata anche la parola mafia nel processo a Sarah Scazzi. Il legale della famiglia, Nicodemo Gentile, non usa eufemismi: «Questo è il processo di un massacro, il peggiore dei massacri, gestito con metodo mafioso perché le condotte successive post delictum sono da 416 bis. Sarah non è stata solo massacrata, doveva essere ‘squagliata’, doveva sparire. Non è stata solo uccisa, non doveva esistere, doveva diventare uno di quei volti che fanno parte dell’esercito degli scomparsi».

Ma c’è anche chi, come il secondo difensore di parte civile afferma «questa è anche la storia di un omicidio domestico. Sarah è stata dipinta come la terza figlia dei Misseri e la seconda sorella di Sabrina, ma non è vero. Sarah è stata massacrata in casa, nel posto dove si sentiva più sicura, dove Concetta la mandava perchè si fidava».

Gentile non ha risparmiato critiche nei confronti di Michele Misseri, definito «il becchino di Avetrana che ha abbandonato Sarah come un qualsiasi rifiuto» e ha detto ancora che questo è «il processo dell’umiliazione gratuita. Concetta è stata umiliata quando addirittura si voleva additare al suo comportamento la causa della morte di Sarah perchè la faceva uscire troppo e la mandava a casa della zia. Concetta non ha avuto la possibilità di dare nemmeno l’ultimo bacio alla figlia. La seconda confessione extragiudiziaria di Michele Misseri, quella della ritrattazione, è stata etero-indotta. È falsa. Ed emerge anche dalle successive indagini. Il contadino non sa nulla dell’evento omicidiario». Gentile ha ricordato alcune intercettazioni ambientali e poi ha censurato il comportamento di «alcuni personaggi, con smania patologica di mettersi in evidenza, che hanno invaso i mezzi di informazione in ogni momento e anche di recente andando a vomitare pareri e sentenze. Ma qui si sta oltraggiando la memoria di una bambina di 15 anni a cui è stato spento il sorriso».

Perdere le gambe a 28 anni e poter sorridere a 35! La storia di Giusy.

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Giusy ha 35 anni, è la nipote di Gianni e Donatella Versace, ha un sorriso luminoso e tanta autoironia e intelligenza: «Mi ritengo fortunata per le persone che ho accanto. Senza gli altri, da solo, non sei nessuno».

Giusy era 28enne quando, il 22 agosto 2005, sulla sulla Salerno Reggio Calabria, è vittima di un terribile incidente automobilistico. Un guard rail le trancia le gambe e gliele strappa dal ginocchio in giù.
Ma Giusy non si arrende: «Ho raccontata la mia storia nel libro “Con la testa e con il cuore si va ovunque”  che è un diario ed è stato terapeutico scriverlo. Sono trascorsi quasi otto anni da quel giorno. E da allora, ho imparato a camminare, a guardarmi allo specchio, a fare pulizia nell’armadio, a tornare al mare con le mie gambe nuove.
Ero con mio zio Santo la prima volta che è accaduto, e quando siamo entrati in acqua mio zio rabbrividiva, ma io che l’acqua fosse fredda non lo sentivo, fino a che non sono arrivata con le cosce nell’acqua.
Tutto è stato difficile, ma io sono andata oltre».

E Giusy è andata molto oltre. È diventata campionessa italiana dei 100 e 200 metri.
«Vado a correre tre volte a settimana. Adesso parteciperò ai campionati italiani. Dentro la sacca che usavo per giocare a tennis, quando avevo le gambe, adesso porto le gambe con cui vado a correre.
Queste protesi sono fondamentali per me, ma in Italia la Asl non ne copre le spese e con la mia onlus cerchiamo di aiutare i ragazzi che non possono permettersele. Per una protesi di queste ci vogliono 5-6mila euro».
E poi, Giusy si innamora. «Ma c’è un problema: abbiamo una sola gamba in due» racconta ironica.
Perché anche Antonio ha subito la perdita di un arto. Ma tra loro è comunque amore.
«Stiamo insieme da un anno: è molto bello, è uno sportivo ed è molto paziente. Ma la sua bellezza è soprattutto quella che ha dentro. È una persona veramente fantastica. Ora che siamo fidanzati mi sopporta ma soprattutto mi supporta. Sembra che mi mangio il mondo, ma spesso ho tanti dubbi. Ed è lui a darmi tutte le risposte di cui ho bisogno». Ma, quando Antonio appare a sorpresa sullo schermo, con la sua promessa d’amore, anche la sorridente e coraggiosa Giusy piange di felicità

Ecco la verità raccontata in diretta dalla mamma di Sarah!

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Concetta Scazzi in esclusiva a Domenica Live: «L’ergastolo per Cosima e Sabrina? È il minimo per loro che hanno ucciso una bambina».
All’indomani della richiesta di pena del pm, nel corso del processo Scazzi, la madre di Sarah, la piccola vittima di Avetrana, non ha dubbi in merito alle responsabili di quel delitto orrendo.
«Tutto ruota intorno a loro, dai testimoni agli indizi, tutto conferma che sono state loro. Abbiamo tutti gli accertamenti e il pm ha fatto un ottimo lavoro. Cosa possiamo chiedere di più? Mi chiedo solamente, queste persone in quale famiglia sono vissute? In una famiglia di criminali? Non hanno avuto un briciolo di pietà per Sarah».

Barbara D’Urso rivolge le sue domande ad una mamma attonita, chiusa nel suo dolore e quasi raggelata nella consapevolezza che chi ha ucciso sua figlia forse pagherà con il carcere a vita la propria colpa.
«Dopo la richiesta di pena del Pm, ho visto Cosima impassibile e non ho visto piangere Sabrina, anche se i giornalisti dicono che sia scoppiata a piangere».
E i 9 anni chiesti per Michele Misseri?
«Se la legge prevede questo, è bene che li faccia: sarà anche innocente per l’omicidio, ma ha pur sempre seppellito una bambina. La legge umana prevede questo. È inutile chiedere di più o di meno».
Ma Concetta non si è fermata all’evidenza o ai risultati delle indagini. Ha voluto rendersi conto da sola di cosa fosse successo quel giorno maledetto: «Sono stata dove Michele ha seppellito Sara. E sono ricordi che fanno molto male. Ma ho voluto rendermi conto, vedendo i luoghi e le distanze, che non ha potuto fare tutto da solo. Ho visto l’albero di fico. Ha fatto troppe manovre, l’ha vestita l’ha spogliata. Sarebbe trascorso troppo tempo. Non poteva essere da solo. Il pm dice che fosse lì con il nipote ed il fratello».
E le affermazioni di Michele Misseri?
«Michele si sta ingarbugliando da solo. Il pm ha tutti gli orari e non può dire una cosa che non è vera. Vuole girare la frittata. E se dice che si suiciderà, non ci credo affatto. Lo fa solo per impietosire gli altri».

E poi si parla dei famigerati festini!


Perché Sarah era un pericolo?
«Si parla di sms che svelavano festini e spogliarelli segreti a pagamento. Ma non sappiamo se dietro quegli sms c’era altro di più losco e nascosto. Da quegli sms di Sarah è emerso quello che di immorale facevano.
Sembra che le persone coinvolte abbiano una coperta troppo piccola per scaldarsi, si copre uno e scopre l’altro e vorrebbero coprirsi a vicenda. Ma è impossibile».
Sarah avrebbe raccontato qualcosa se non fosse morta?
Sarah conosceva quasi tutti i segreti di Sabrina: magari l’hanno portata a qualche festino e ha visto qualcosa che l’ha sconvolta. C’è gente che sa e se non parlano non possiamo sapere tutta la verità fino in fondo. Gli amici, Ivano, Alessio, Mariangela, forse sanno e non dicono nulla.
Sogno ancora Sarah. E la sogno viva, nei suoi gesti di sempre. Tra un mese, mi auguro che il presidente condanni coloro che meritano la pena».

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