Morto Alberto Musy, si aggrava la posizione di Furchì

furchì-tuttacronaca

A un anno e mezzo dall’agguato Alberto Musy, consigliere comunale di Torino, ferito gravemente nel marzo del 2012, è morto. Musy, da mesi  si trovava in una clinica di lungodegenza a Santena (Torino), era entrato in coma subito dopo l’agguato e non si era più ripreso.

Nel 2011 aveva accettato l’invito di candidarsi a sindaco, anche se le speranze erano piuttosto esigue, la strada era già bloccata da Piero Fassino a sinistra e da Michele Coppola a destra. Sposato con Angelica Corporandi D’Auvare, conosciuta durante una campagna elettorale per il Partito liberale. Musy aveva anche 4 figli, di cui la più piccola di 3 anni. Nella sua attività professionale si occupava, tra l’altro, di cause di lavoro. Musy insegnava all’Università del Piemonte Orientale, ma era stato docente anche a Montreal, New York e Tel Aviv.

“Adesso l’imputazione per Francesco Furchì dovrà cambiare: da tentato omicidio a omicidio volontario premeditato. Un reato punito con l’ergastolo”. E’ quanto ha detto Gianpaolo Zancan, avvocato di parte civile per i familiari di Alberto Musy. Zancan non ha rilasciato altre dichiarazioni.

Stalking all’università: lo studente 52enne che pedina e perseguita la prof

stalker-prof-tuttacronacaUn 52enne che si era recentemente iscritto all’università di Firenze, si è “innamorato” di una professoressa che ha iniziato a pedinare e perseguitare fino al punto di seguirla in vacanza, alloggiando nel suo stesso albergo. Ora per l’uomo si è disposto un ricovero obbligatorio presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Stando alle ricostruzioni dagli agenti della divisione anticrimine, il maturo studente ha trascorso oltre sei mesi dedicando attenzioni morbose alla donna, della quale aveva scoperto indirizzo e numero di cellulare, fatto che gli permetteva di presentarsi nella sua abitazione e inviarle sms. In un’ccasione, riferendosi al marito della docente, le ha scritto: “Ci sono altre persone che impediscono la nostra storia d’amore, ma tu sei pazza di me”. Il 52enne era anche stato colpito da un ammonimento del questore affinché mettesse fine agli atteggiamenti persecutori, ma senza alcun effetto. In occasione di un primo ricovero coatto, avvenuto nei mesi scorsi, aveva continuato a inviare sms alla donna.

Condannato docente dell’Accademia: nonnismo equiparato a violenza sessuale

nonnismo-abusisessuali-tuttacronacaUn anno e dieci mesi di reclusione. E’ questa la condanna emessa dalla Cassazione ai danni di un docente dell’Accademia militare di Modena. L’uomo è anche tenuto a risarcire a due suoi studenti i danni morali. La condanna è giunta perchè pacche sul sedere e toccamenti repentini dei genitali, anche se messi a segno senza l’uso della forza o della minaccia, sono sempre una forma di violenza sessuale. Anche se si tratta di allievi di una scuola che forma gli ufficiali dell’esercito e dei carabinieri. Scrive la Suprema Corte nella sentenza 38326: “Non vi è dubbio che il toccamento improvviso del gluteo con stretta della natica, da parte del professore all’atto di congedarsi dai suoi studenti, e i ripetuti repentini toccamenti dei genitali di un allievo, integrino quel requisito della repentinità ed imprevedibilità della condotta in presenza del quale è ugualmente ravvisabile il reato di violenza sessuale pur prescindendo da una violenza di tipo fisico”. E ancora rilevano gli ‘ermellini’:  “E non vi è dubbio che coscia e glutei costituiscano, secondo consolidato indirizzo di questa Corte, zone erogene di interesse sessuale”. E’ stato quindi respinto il ricordo del professore che aveva provato a mettere in discussione “la natura erogena della zona anatomica attinta” e a sostenere che non si può “qualificare” il gesto della ‘pacca’, e gli altri palpeggiamenti, come “atto sessuale” in quanto ‘espressioni ‘ di tipo “blando e poco significativo”, compatibili – semmai – “con un gesto amichevole di saluto e di commiato”. Secondo la Cassazione, inoltre, il comportamento del docente è stato caratterizzato dall’elemento della violenza “sia in relazione al suo ruolo e della condizione di suggestione psicologica degli allievi, sia per l’iniziale clima conviviale instaurato dall’imputato, tale da non consentire una efficace reazione, nè di manifestare il proprio preventivo dissenso”. Il verdetto, scritto dal consigliere Mariapia Gaetana Savino, presidente Aldo Fiale, ha confermato la pronuncia emessa dalla Corte di Appello di Bologna, il 15 novembre del 2011, a conferma della sentenza di primo grado decisa dal Tribunale di Modena il 14 marzo del 2008.

Sparatoria nella scuola Pappalardo: malore per il marito della vittima

giovanna-nobile
Salvatore Lo Presti ha ucciso ieri, con cinque colpi di pistola sparati nei locali della scuola scuola elementare “Pappalardo” di Vittoria, nel Ragusano, l’insegnante di religione 53enne Giovanna Nobile. I proiettili hanno raggiunto la donna all’addome mentre un sesto è stato sparato in aria: è infatti intervenuto un collega e gli ha alzato il braccio facendo cambiare la traiettoria al proiettile, che si è conficcato sul tetto. Il bidello, noto come “il poeta”, ha commesso il folle gesto a pochi giorni dalla pensione, strappando la vita a una moglie e madre di due figli. Un collega, Salvatore Gallo, che ha bloccato il braccio dell’assassino, ha commentato: “Poteva fare una strage. Mi sono buttato su di lui e l’ho bloccato d’istinto, ma non chiedetemi come ho fatto perché non lo so neanch’io. Sono stanco e provato da questa assurda giornata”. Un altro bidello, Biagio Cirica, spiega che era “uno che ce l’aveva com il mondo intero”. Poi aggiunge: “Ma non andava al di là dello sproloquio. In fondo era uno tranquillo, mai e poi mai avrei pensato che gli scattasse questo raptus. Scriveva anche poesie, non a caso lo chiamavano tra i colleghi il poeta”. L’omicidio sarebbe un delitto passionale, sembra infatti che Lo Presti si sentisse attratto dalla donna, anche se non aveva mai espresso i suoi sentimenti e la donna ne era all’oscuro. Per questo motivo, ritengono gli inquirenti, Lo Presti si sentiva ferito da una simile (involontaria) indifferenza. “Anche stamattina stava facendo i soliti discorsi – racconta ancora Cirica -. Quando è arrivata la professoressa Nobile, l’ha seguita per le scale e appena dentro la segreteria ha cominciato a sparare. Che nascondesse odio verso la professoressa o avesse un debole per lei come si fa a dirlo? E’ tutto così assurdo”. In ospedale non è stato possibile fare nulla per la donna, che presentava una vasta emorragia addominale. La sua morte è stata anche causa di un malore al marito, sentitosi male una volta rientrato a casa dopo averla vegliata. Il marito della vittima, che gestisce con il suocero un box al mercato ortofrutticolo, è stato rianimato e si è ripreso solo dopo qualche minuto. Ma le sue condizioni sono tenute sotto osservazione dal medico di famiglia.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Il bidello con la pistola: sparatoria in una scuola elementare

bidello-spara-pappalardo-vittoria

Alla scuola elementare “Pappalardo” di Vittoria, nel Ragusano, un bidello 69enne ha aperto il fuoco contro un’insegnante di 53 anni dello stesso istituto. La donna, Giovanna Nobile, docente di religione, è stata portata d’urgenza in ospedale con gravi ferite al torace, e qui è morta poco dopo . Ancora sconosciuto il movente dell’accaduto. Salvatore Lo Presti, l’autore del gesto, è già stato fermato dalla polizia.

Alessandro D’Avenia si fa in tre!

alessandro d'avenia-tuttacronaca

E’ nei cinema in questi giorni il film “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, storia tratta dall’omonimo libro del 36enne Alessandro D’avenia, che narra una storia di formazione che affronta la crescita attraverso la morte. E’ stato lo stesso autore ad adattare la sua opera per il grande schermo, dopo che il formato cartaceo è diventato un bestseller da un milione di copie ed è stato venduto in 20 Paesi stranieri. D’Avenia, classe 77, ha frequentato il liceo classico Vittorio Emanuele II di Palermo prima di trasferirsi a Roma per studiare Lettere Classiche all’Università La Sapienza. Mentre era impegnato in un dottorato di ricerca in letteratura greca, Alessandro ha insegnato per tre anni nelle scuole medie, scoprendo così la sua passione per il lavoro di docente. Bianca Come il latte, rossa come il sangue, pubblicato nel 2010, è il suo primo libro a cui segue, l’anno successivo, Cose che nessuno sa. D’Avenia, oltre a seguire il passaggio della sua creatura dalla carta allo schermo, al momento è impegnato con il suo terzo romanzo, ambientato nella Sicilia del 1992, quella di Falcone, Borsellino e padre Puglisi. Non solo, si sta anche dedicando ad un saggio per il quale ha tratto ispirazione dalle lettere ricevute dai ragazzi e che trattano i più importanti temi della vita vista dai grandi del passato, da Dante a Baudelaire.

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: