Ucciso dalla crisi, corpo ritrovato un mese e mezzo dopo nel Po

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Ucciso dalla crisi economica e soprattutto dai motivi economici che hanno portato l’imprenditore piacentino Renzo Rasparini, 61 anni di Pontenure, nel Piacentino a togliersi la vita. Il corpo è stato rinvenuto del Po circa un mese e mezzo dopo la scomparsa. L’uomo,sposato con due figli, aveva una piccola azienda di impianti tecnici e aveva contratto molti debiti con le banche a causa del lavoro. Il 6 gennaio era uscito di casa e non aveva più fatto rientro. L’unica testimonianza era quella di un tassista che aveva riferito ai carabinieri di averlo portato una sera nella zona dell’argine di Po a Piacenza. Il corpo è stato notato il 21 febbraio da un pescatore vicino a Cremona.

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I segni della crisi: in Italia sempre più under 35 vivono con i genitori

bamboccioni-tuttacronacaAll’ultimo Rapporto sulla coesione sociale sono state allegate delle tabelle elaborate in base a dati Istati che hanno rilevato come 6 milioni 964 mila i giovani tra i 18 e i 34 anni vivano con almeno un genitore. Si tratta del 61,2% degli under 35 non sposati. Una percentuale che nel 2012 risulta in crescita di due punti sul 2011. L’indagine ha emergere che è in crescita il numero di under 35 non ancora indipendenti ma che si devono appoggiare ai genitori e che non sono ancora in grado di progettare un futuro. Si tratta di 31mila giovani in più rispetto all’anno precedente, che ancora mangiano e dormono con la mamma e il papà. E soprattutto non sono solo ventenni: se tra i 18 e i 24 anni vivono a casa con i genitori in 3 milioni 864 mila, la cifra non si abbassa più di tanto andando a guardare tra i 25-34enni (3 milioni 100 mila). In altre parole a cavallo tra i 20 e 30 anni chi ancora non si è sposato in quasi la metà dei casi se ne sta con i suoi piuttosto che andare a vivere per conto proprio. Tornando alle percentuali, riferite alle persone celibi e nubili under 35, si scopre come il fenomeno sia più accentuato al Sud (68,3%, pari a 2 milioni 36 mila ragazzi).

“Serie preoccupazioni sulla sicurezza”: Nature e il metodo Stamina

stamina_tuttacronacaE’ la rivista Nature a scrivere che, sulla base di documenti giunti in loro possesso, sorgono seri e profondi dubbi e preoccupazioni sulla sicurezza e sull’efficacia del metodo Stamina. Dai verbali del Comitato scientifico chiamato dal ministero della Salute ad esprimere un parere sul metodo Stamina, esaminati da Nature, emergono “serie imperfezioni e omissioni nel protocollo Stamina”. Tra queste, “un’apparente ignoranza della biologia delle cellule staminali”. Gli esperti avevano inoltre indicato “errori concettuali” nel protocollo, “alcune sezioni del quale sono state copiate da Wikipedia”.

“Ci si approfitta della disperazione di famiglie e malati”: De Luca su Stamina

Stamina_approvazione-tuttacronacaMichele De Luca, ricercatore che guida il centro di medicina rigenerativa “Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, intervistato da La Stampa parla del metodo Stamina: “Nel mondo, e purtroppo anche in Italia, vengono proposti ciclicamente presunti trattamenti miracolosi per malattie gravi, privi di razionale e assolutamente senza alcuna efficacia. Basta pensare al caso di Di Bella. Questa volta è il turno di Stamina, un presunto metodo a base di staminali che non ha dimostrato di avere alcuna valenza scientifica e terapeutica. Ci si sta approfittando della disperazione delle famiglie dei malati gravi, infischiandosene dei limiti e delle regole della scienza”. Le staminali non sono una panacea di tutti i mali, spiega, “anche se negli ultimi tempi, purtroppo, molte persone hanno iniziato a crederci. Vorrei anch’io che fosse così, ma la ricerca sulle staminali ha ancora bisogno di molto tempo prima di rivelarsi utile”. E aggiunge: “Le uniche staminali che hanno dimostrato di avere una reale efficacia in un contesto clinico sono quelle ematopoietiche e quelle epiteliali. Le prime usate nel trattamento di patologie quali la leucemia, le seconda per la terapia di gravi ustioni. Per il resto si tratta di un campo di studi ancora aperto su cui non si hanno certezze”.  Prima che una terapia a base di staminali arrivi in clinica “si fa una ricerca di base solida – precisa -. Dopo la pubblicazione dei risultati, si raccolgono evidenze precliniche con studi sugli animali. E solo dopo si passa alla sperimentazione sull’uomo, che prevede tre fasi ben distinte, e i cui risultati vanno resi pubblici. Praticamente tutto quello che Stamina non ha fatto”.

Tensione a Roma: i lavoratori della Metro C sul piede di guerra

metro-roma-tuttacronacaLavoratori in sciopero e protesta sui Fori Imperiali. Cantieri della metro C chiusi oggi a Roma, mentre camion, betoniere e gru sono stati parcheggiati nella strada che collega piazza Venezia al Colosseo. In piazza sono scesi tanto i sindacati quanto le imprese affidatarie e i lavoratori della Metro C, tutti a chiedere al Campidoglio che vengano sbloccati 253 mln di euro. Non è la prima volta che accade: già ad agosto era stata organizzata una protesta simile, bloccando via dei Fori imperiali mandando in tilt il traffico del centro storico. “Entro l’11 novembre doveva essere sbloccata la prima tranche, di 166 milioni di euro, che sarebbe servita per pagare gli stipendi arretrati – spiega il portavoce delle imprese affidatarie Nicola Franco – Oggi è il 12 e non è arrivato nulla. Perchè? Com’è possibile che il Campidoglio non rispetti un accordo preso? Se fossi il sindaco mi sarei già dimesso…”.

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La burocrazia gli chiude il negozio e un 29enne si suicida

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La burocrazia gli aveva chiuso il negozio di metalli preziosi dopo appena 10 giorni dall’inaugurazione e così un orafo di 29 anni di Mercogliano (Avellino), vedendo andare in fumo i suoi cospicui investimenti effettuati, ha deciso di tagliarsi le vene nella vasca da bagno di casa sua. Figlio di commercianti, senza famiglia poiché i suoi genitori erano morti da molti anni, a dare l’allarme è stata la sorella e una zia che da giorni cercavano di contattarlo telefonicamente.

 

DISPERAZIONE NEL VIAGGIO DELLA SPERANZA

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Il viaggio della speranza si trasforma in disperazione una volta che avviene lo sbarco a Lampedusa. Il centro di prima accoglienza dell’isola è ormai al collasso con oltre 700 presenze su 250 posti disponibili, il lutto nel cuore per i migranti che non ce la fanno e tensioni sociali che crescono di ora in ora tra residenti e migranti. Lo Stato e l’Europa hanno promesso l’impegno, ma al momento l’emergenza è in atto e la situazione sta precipitando. Gli sbarchi non si fermano e sono stati quattro gli interventi di salvataggio di barconi con migranti fatti dalla capitaneria di porto e dalla marina militare intorno all’isola.

 

L’odissea della Metro C: riapriranno i cantieri a Roma?

metroc-roma-riapertura-tuttacronacaIl sindaco di Roma Ignazio Marino ha annunciato che, durante una runione, Roma metropolitane e Metro C hanno stabilito “i contenuti di una possibile intesa sul programma dei lavori della Metro C e sul superamento delle attuali criticità che hanno portato alla chiusura dei cantieri”. Il primo cittadino ha inoltre spiegato come “Metro C si è dichiarata disponibile a riaprire il cantiere se entro il prossimo 10 settembre si dovesse pervenire all’intesa: per questo il 4 settembre ci sarà una riunione al ministero delle infrastrutture con tutto i finanziatori dell’opera”. Sempre in merito all’intesa, Marino ha anche riferito, al termine della giunta capitolina tenutasi ieri che “I tempi di consegna, ovvero con passeggeri che possono scendere alla stazione, che probilmente verranno indicati nella riunione del 4 settembre e che possiamo già informalmente annunciare, saranno: per la fermata Lodi nel settembre 2014 e San Giovanni nell’inverno del 2015”. E ha aggiunto: “Stiamo finalmente arrivando in quel territorio che auspicavamo: chiarezza di tempi, di costi, di programmi per i cittadini e per Roma”. Anche Alemanno si è espresso al riguardo: “E’ sicuramente una buona notizia il fatto che stia terminando il braccio di ferro tra Consorzio Metro C e amministrazione comunale. Ma questo non può nascondere il fatto che nulla di significativo sia stato aggiunto a quanto già stabilito nelle basi contrattuali dell’affidamento dei lavori”. Ha quindi tenuto a sottolineare che “I tempi di consegna sono all’incirca quelli previsti, gli impegni e le penalità che il consorzio sta ribadendo sono sostanzialmente quelli che erano già stati assunti e che qualsiasi general contractor deve firmare al momento di definire l’appalto. Quindi, nonostante le enfatiche dichiarazioni del sindaco Marino, tanto rumore per nulla”.

A mezzogiorno si chiude? Ultimatum degli operai della Metro C di Roma

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“Nel pieno della disperazione” i lavoratori della Metro C annunciano la chiusura dei cantieri utili per la realizzazione della terza linea di metropolitana della Capitale. Sono in questi minuti in corso le ultime trattative per sbloccare la situazione e scongiurare lo stop dei lavori: «Finora non è arrivata alcuna comunicazione – aggiungono i lavoratori -. Dopo le parole di ieri del sindaco Marino ci aspettavamo una buona notizia ma niente. Qui siamo nel pieno della disperazione».

 

Si suicida a 26 anni, non sopportava di essere disoccupato

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Tragedia sociale a Meda (località tra Monza e Brianza) dove un 26enne preoccupato  da tempo si è sparato perché non riusciva a trovare un lavoro. Il ragazzo aveva già lavorato per un periodo come muratore, poi non era riuscito a trovare nulla. Ieri sera i genitori verso le 11 sono tornati a casa e non trovandolo alzato hanno sfondato la porta della sua camera. Lì giaceva senza vita il corpo del giovane con la pistola al fianco di cui ancora non si conosce la provenienza. Ora al vaglio degli inquirenti ci sono alcuni scritti, ma ancora non sono emerse certezze su cosa lo abbia definitivamente spinto a togliersi la vita.

32enne si getta dalla finestra, stava per essere sfrattato.

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Aveva 32 anni il disoccupato che si è ucciso gettandosi dalla finestra di casa a Cairo Montenotte, nel Savonese, dopo avere ricevuto l’avviso di sfratto. Il giovane era originario di Uscio (in provincia di Genova) viveva con il fratello invalido e la madre pensionata. I tre erano stati sfrattati e avrebbero dovuto lasciare l’abitazione giovedì. Il ragazzo si è gettato dalla finestra, l’ennesima vittima di stato?

35enne s’impicca dopo aver perso il lavoro

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Era senza lavoro e ha deciso di farla finita. Così muore a 35 anni un operaio ritrovato impiccato nel bosco nei pressi della sua  abitazione a Brusasco, nel torinese. I familiari hanno poi raccontato la loro apprensione perché da tempo l’uomo era depresso proprio a causa della mancanza di lavoro. Aveva cercato di trovarne uno nuovo, si era proposto più volte, ma gli esiti erano sempre stati negativi. Ieri era scattato l’allarme, quando a pranzo i parenti non avevano visto rincasare il 35enne. Dopo lunghe ricerche il corpo è stato ritrovato nel bosco.  L’ennesima vittima della crisi!

 

63 anni! Studio shock della Cgil sul lavoro. E’ panico?

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Siamo in un tunnel… Stiamo attendendo il treno che ci ucciderà o possiamo vedere la luce in fondo al buio della crisi economica? Lo studio shock della Cgil sull’occupazione è appena è uscito, ma ha già seminato panico e preoccupazione. In sintesi l’analisi sul mondo del lavoro rivela che ci vorranno 63 anni per recuperare i livelli occupazionali del 2007.

Nello studio si sono simulate diverse ipotesi di ripresa considerando anche le attuali tendenze di politica economica nazionale e europea. Il paradigma è partire dal lavoro per produrre crescita e non viceversa…

Dal 2008 il pil perde 1,1% ogni anno e ciò comporta la perdita di 1,5 milioni di posti di lavoro rispetto al 2007. I salari sono in caduta con la perdita dello 0,4% sul netto e dello 0,1% sul lordo. La produttività segna -0,2%, mentre gli investimenti calano a picco del -3,6 punti l’anno. Su questi dati, proiettando la ripresa calcolata dall’Istat che dovrebbe iniziare nel 2014 con un +0,7%  per raggiungere i livelli del 2007 occorrono circa 63 anni. Non si recupererà mai invece il livello dei salari reali mai: “in confronto con l’inflazione effettiva, cioè il deflatore dei consumi, la variazione è negativa nel 2014”, spiega lo studio. Infine il livello di produttività verrebbe recuperato nel 2017 (in 4 anni dal 2013) e il livello degli investimenti nel 2024 (11 anni dopo il 2013).

Questo studio porta alla luce la drammatica difficoltà italiana di rinnovare e di dare una vera svolta alla propria economia con delle misure drastiche e trasversali che possano scuotere davvero l’economia. Quello che al momento invece emerge, nella politica economica portata avanti fino a questo momento dall’attuale esecutivo, sembra essere una correzione infinitesimale tesa a far fronte alle piccole e grandi emergenze immediate, ma incapace di lanciarsi verso scelte coraggiose. Fin quando gli italiani stretti tra le tasse, le “analisi terroristiche” e la disoccupazione riusciranno ancora a sognare un futuro migliore? C’è qualcosa che possa davvero accelerare la ripresa?

Se da una parte è giusta a preoccupazione, va anche detto che nessuno è mai riuscito a capire l’evoluzione economica anche perché, nel bene e nel male, è intrinsecamente legata al fattore psicologico. Se quindi si riuscisse a innescare un processo virtuoso il “gap economico e occupazionale” creato dalla crisi potrebbe essere ripianato in molti meno anni rispetto a quelli previsti dalla Cgil. La situazione è esplosiva, ma c’è ancora il margine per invertire la tendenza.

  

Il coraggio di una maestra salva i suoi allievi. Prendiamo esempio?

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Rhonda Crosswhite, maestra alla Plaza Tower Elementary a Moore, sobborgo di Oklahoma City, ha solo pochi graffi che lei stessa definisce «irrilevanti, considerando quello che sarebbe potuto succedere. Non ho mai pensato che stessi per morire – ha detto -. Per tutto il tempo ho continuato a urlare ai ragazzi: “Smettetela di preoccuparvi, stiamo bene, stiamo bene. Gridavo per tranquillizzarli, cercavo di superare con la mia voce quel frastuono orribile, sperando che mi potessero sentire. Una ragazza singhiozzava e le ho detto: “Va tutto bene, va tutto bene, ti proteggo io”. E poi ho detto qualche preghiera: “Dio, ti prego di prenderti cura dei miei figli”. E noi stiamo bene».

In questa scuola sono morti 9 bambini, ma nessuno della sua classe. Lei li ha protetti tutti, alcuni anche con il suo corpo. «Quando tutto è iniziato a venire giù, mi sono messa su di loro. Tutto qui. Uno dei miei ragazzini mi diceva: “Ti amo, ti amo, ti prego non morire con me…”». Con queste parole semplici racconta il suo gesto d’amore verso la sua classe, verso quei bambini che le devono la vita. Ma per lei è stato normale, è nell’ordine delle cose… è questo lo spirito americano. Ci sono dei ruoli nella società che richiedono coraggio, ci sono le insegnanti che per i loro bambini morirebbero, perché è quella solidarietà innata, è quella spinta che ti porta a essere un eroe per caso. E’ successo a Newton dove un’insegnante è morta per proteggere i suoi allievi dalla follia omicida di Lanza… succede durante il tornado con l’insegnante Crosswhite che non ci pensa due volte e si sdraia sui suoi allievi , li protegge. Cosa succede in queste menti? Succede che le insegnanti sanno proteggere il futuro, sono a contatto quotidianamente con quelli che saranno gli uomini e le donne del domani… sanno quanto sia importante non rubare a nessuna generazione quel domani… forse sanno quello che i nostri politici dovrebbero imparare… a tutelare i loro cittadini, a proteggerli… dovrebbero pensare che ogni individuo, da quello che nascerà fra qualche mese a quello che ha 90 e più anni, è un bene prezioso, ognuno è indispensabile (perchè nel bene o nel male è un esempio) e ognuno ha diritto a vivere e a farlo dignitosamente… Ognuno ha bisogno di essere tutelato, sostenuto quando porta avanti un progetto che può essere utile alla comunità… proprio come un bambino che cresce, l’imprenditore ha bisogno di essere supportato nel suo sviluppo, non castigato con tasse sempre più insostenibili, con una burocrazia kafkiana o con l’indifferenza. Se poi sbaglia allora la punizione deve arrivare e deve essere esemplare, in modo da far capire che lo Stato punisce i criminali e premia gli onesti… oggi in Italia sembra che sta succedendo il contrario, perciò la storia di Rhonda, oggi è più importante che mai!

Ecco i choosy e i bamboccioni italiani… una generazione bruciata!

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Vivono con i genitori perché non possono permettersi un alloggio, devono a 40 anni ancora ricevere la “paghetta” perché non hanno un lavoro, sognano di fare lo spazzino per avere un posto fisso. Questo è il ritratto di una gioventù bruciata dall’incapacità e dalla corruzione politica. Una generazione che oggi si sente anche dimenticata dalla classe politica che parla solo di lavoro ai giovani e li emargina ulteriormente con scelte di sgravio fiscale solo per i lavoratori assunti sotto i 29 anni. Che futuro hanno?

Le prospettive negative sul futuro fanno sì che la situazione non cambi di molto tra gli studenti che nel 39% sono disponibili ad accettare uno stipendio ridotto a 500 euro al mese e nel 35% a lavorare più a lungo a parità di compenso. La situazione è profondamente diversa per i giovani occupati che solo nel 7% dei casi sono disponibili ad accettare lo stipendio ribassato mentre nel 23% dei casi sono pronti a lavorare più a lungo.

Questo è purtroppo il quadro che emerge dalla prima analisi Coldiretti/Swg su ‘I giovani e la crisì, presentata all’Assemblea di Giovani Impresa Coldiretti alla vigilia della presentazione del piano giovani del Governo, dalla quale si evidenzia che il 28% dei giovani tra i 35 ed i 40 anni sopravvive con i soldi di mamma e papà cosi come anche il 43% di quelli tra 25 e 34 anni e l’89% dei giovani con età tra 18 e 24 anni. “Da segnalare che – sottolinea la Coldiretti – l’aiuto economico dei genitori continua anche per più di un giovane occupato su quattro (27%) che non è comunque in grado di rinunciare al supporto finanziario dai familiari. La famiglia è diventata una rete di protezione sociale determinante che opera come fornitore di servizi e tutele per i membri che ne hanno bisogno”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che «la struttura della famiglia italiana in generale, e di quella agricola in particolare, considerata in passato superata, si è invece dimostrata, nei fatti, fondamentale per non far sprofondare nelle difficoltà della crisi moltissimi cittadini».
Lo conferma il fatto che il 51% dei giovani vive con i propri genitori e, di questo, solo il 13% per scelta, mentre il 38 perché non può permettersi un alloggio proprio. In particolare abita con mamma e papà addirittura il 26% dei giovani tra 35 e 40 anni, il 48% di quelli di quelli tra 25 e 34 anni e l’89% dei giovani con età tra i 18 e i 24 anni. La situazione è profondamente diversa per i giovani agricoltori che nel 32% dei casi vivono con i genitori perché non possono permettersi un alloggio alternativo, ma nel 31% dei casi lo fanno per scelta. Un atteggiamento che conferma i forti legami famigliari che caratterizzano l’impresa agricola dove è particolarmente solido il rapporto intergenerazionale.

Chi parlerà ancora di choosy e bamboccioni?

Cassaintegrato si lancia dal ponte, donna si suicida nel congelatore!

Ponte Clementino- tuttacronaca

Effetto crisi? In Italia non vi è dubbio che si è più infelici. E’ un dato di fatto che si può osservare solo uscendo in strada e vedendo le persone che affollano i nostri marciapiedi, o quegli uomini e donne che la mattina sono fermi al semaforo chiusi all’interno di un abitacolo, con la testa altrove e lo sguardo preoccupato. E non è il solito luogo comune, è la mancanza di quella sicurezza, della stabilità… di quelle radici che prima si avevano nella famiglia e nel lavoro e che oggi invece sembrano sgretolarsi… C’è indifferenza, c’è rassegnazione, ma c’è anche quella disperazione che porta a compiere gesti estremi.

Così una donna di 50 anni si è tolta la vita ad Offida, frazione di Ascoli Piceno, in un modo singolare: prima si è imbottita di pillole, poi si è messa nel congelatore, situato in cantina. Ha lasciato anche un biglietto di spiegazioni. I carabinieri che indagano sul fatto sembrano non avere dubbi che si tratti di un suicidio. Poco prima invece un cassaintegrato si era suicidato gettandosi dal ponte Clementino a Civita Castellana, in provincia di Viterbo. L’uomo, ceramista di circa 50 anni, sposato e con tre figli, ha compiuto il gesto estremo a causa della crisi economica. E’ morto sul colpo: inutili i tentativi di soccorso.

Perde il lavoro e si getta nel Tevere!

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Una storia dall’amaro in bocca ma che almeno ha un lieto fine. Un italiano di 53 anni che aveva da poco perso il lavoro ha tentato il suicidio gettandosi nel Tevere a Roma  L’uomo aveva scelto ponte Sublicio ed è stato recuperato dalla polizia fluviale e dai vigili del fuoco all’altezza di Porta Portese. Ora è stato ricoverato in ospedale anche se le sue condizioni non sono gravi.

 

“Voglio credere, credere in eterno, che il cielo è essere, …

infinito - tuttacronaca

… una condizione di essere, e che il solo inferno è l’inferno di me stesso. Voglio bruciare il cielo con le sue stesse fiamme. Voglio vivere e amare ed essere amato; voglio lodare ed essere lodato, voglio dormire e destarmi, e considerare il mio sonno soltanto come un altro risveglio; voglio vivere e morire.”

Dylan Thomas

“L’umanità si trova oggi a un bivio. …

scelta - tuttacronaca

… Una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.”
Woody Allen– (Effetti collaterali, 1980)

Disperazione da crisi economica: spazzino licenziato spara al caposquadra

Era stato licenziato dalla ditta in cui lavorava ed è stato questo evento a suscitare la rabbia che ha portato un uomo di 37 di Catania a sparare al suo caposquadra. La vittima si trova ora in ospedale con ferite ad un polpaccio e ad un ginocchio.

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