Ruba soldi dalla cassa del negozio dove lavora: le aumentano lo stipendio

commessa-ruba-soldi-tuttacronacaE’ il quotidiano La Nazione a raccontare quanto accaduto in un negozio di Arezzo dove una commessa è stata sorpresa a sottrarre denaro dalla cassa. Nessuna denuncia per lei, nè il proprietario ha deciso di licenziarla: ha invece scelto di aumentarle lo stipendio. La donna ha infatti spiegato il motivo del suo gesto: “L’ho fatto per i miei figli, sono disperata, mio marito ha perso il lavoro da un anno”. Per questo motivo il capo, compreso il disagio della sua dipendente, l’ha perdonata e, anzi, le ha aumentato di 150 euro la bista paga mensile.

Minaccia il suicidio: “stanco di lavorare per Equitalia”

equitalia-tuttacronacaRiceve “continui insulti” dalla gente a causa del suo lavoro ad Equitalia e, depresso, un 38enne ha minacciato il suicidio nell’appartamento di Milano dove vive con la madre. Proprio la donna, una 77enne, ha chiamato la polizia ieri sera, dopo che il figlio le aveva detto di voler farla finita dopo averla cacciata dall’abitazione in via Verga 18. Gli agenti giunti sul luogo hanno trovato l’uomo molto ubriaco e insoddisfatto per via del proprio lavoro e l’hanno accompagnato al Fatebenefratelli, dove gli è stato riscontrato un abuso di alcool.

Dipendente del Comune di Macerata si suicida, era indagato

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Giuseppe Garufi, 60 anni, indagato per truffa e peculato, è stato trovato impiccato, oggi verso l’ora di pranzo, in un appartamento di sua proprietà dove si recava saltuariamente. Garufi, dipendente del comune e addetto al servizio certificazione, era sospettato di essersi impossessato delle somme versate da cittadini extracomunitari per le marche da bollo necessarie per ottenere i ricongiungimenti familiari e di aver appiccato un incendio per cancellare le prove.

La casa di Garufi era stata perquisita giovedì insieme a quella del fratello, Guido, consigliere comunale di Centro Democratico e a sua volta indagato. Qui sarebbero stati sequestrati i documenti bancari e alcuni promemoria. L’incendio all’archivio dell’ufficio Urbanistica era scoppiato lo scorso 11 agosto. Garufi era stato dipendente di quell’ufficio fino a pochi giorni prima, con mansioni relative all’idoneità degli appartamenti affittati ai cittadini stranieri, poi era stato allontanato dal servizio. Secondo gli inquirenti Guido Garufi è indagato per ricettazione, in quanto in più occasioni avrebbe ottenuto dal fratello delle somme provenienti dall’attività illecita (in media 15 euro a pratica, ma Giuseppe Garufi avrebbe preteso anche somme non dovute).

La ricina: dopo Bloomberg tocca a Obama?

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Ieri i media americani avevano riportato la notizia delle due lettere inviate a Michael Bloomberg, l’attuale sindaco di New York, oggi la minaccia della lettera al veleno colpisce  il Presidente degli Usa Barack Obama.  “Il servizio di ispezione postale – ha spiegato un portavoce – ha intercettato una missiva indirizzata alla Casa Bianca simile a quelle precedentemente inviate al sindaco di New York, Michael Bloomberg. La lettera, ha aggiunto, è stata ora messa nelle mani degli esperti di antiterrorismo dell’Fbi per le analisi e le indagini del caso”.

Cosa hanno di particolare queste lettere?

Il bollo del centro di smistamento postale di Shrevbeport, inLousiana, dove transita tutta la posta proveniente, oltre che dalla stessa Louisiana, dal Texas e dall’Arkansas.

Quale è il possibile movente?

Probabilmente l’impegno mostrato dal sindaco di New York e dal Presidente Obama riguardo alle restrizioni per le armi dopo i sanguinosi eventi che hanno sconvolto l’America.

Cosa c’è dietro? Un mercato, una lobby, un potere che negli Usa è sempre stato in primo piano. Quello spirito della frontiera ben radicato ancora oggi nella mentalità della provincia americana sempre pronta a farsi giustizia da sè.

 

Lettere al veleno destinate al sindaco di New York

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Stando alla Cnn, la polizia ha affermato che alcune lettere inviate a Michael Bloomberg, sindaco di New York, contenevano tracce di ricina, potente sostanza velenosa letale per l’uomo. Stando a fonti investigative, le missive potrebbero essere legate all’impegno di Bloomberg nella lotta alla diffusione di armi da fuoco. Tale presenza, ha riferito la polizia, è stata rilevata in una serie di test preliminari e dovrà ora essere confermata attraverso ulteriori esami. Una prima missiva sarebbe stata recapitata venerdì, negli uffici newyorkesi. A questa avrebbe fatto seguito una seconda, arrivata domenica a Washington, nella sede dell’associazione no-profit di cui il sindaco è presidente e che riunisce tutti i primi cittadini americani favorevoli a una stretta e a maggiori controlli sulla vendita di armi da fuoco. Se non sono stati mostrati sintomi d’avvelenamento dalle prime persone entratte in contatto con le lettere, lo stesso non sarebbe stato per gli esperti della polizia: dopo aver effettuato i primi esami approfonditi, ora sono sotto osservazione. L’Fbi e l’Antiterrorismo hanno aperto un’inchiesta, volta anche ad accertare se ci sia un collegamento con altri recenti episodi. Non è certo il primo caso di lettere avvelenate negli Stati Uniti. Già lo scorso mese, dopo l’attentato di Boston, alcune missive furono inviate sia ad alcuni senatori in prima linea nella battaglia contro le armi da fuoco, sia al presidente Barack Obama. Più grave il bilancio delle lettere all’antrace inviate dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e indirizzate a diversi parlamentari e giornalisti e che provocò 5 morti.

Chi scherza con Topolino? Esplosione a Disneyland!

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Lo scorso martedì è avvenuta, a Disneyland, una piccola esplosione all’interno di un cestino di rifiuti. La polizia ha subito avviato le indagini che hanno condotto all’arresto di un ragazzo di 22 anni, impiegato dello stesso parco. Un portavoce della struttura ha poi riferito: “Prendiamo molto seriamente questioni come questa e lavoriamo a stretto contatto con le autorità locali.” Al momento il ragazzo, Christian Barnes, di Long Island, sta cooperando con gli investigatori. L’esplosione, apparentemente causata da ghiaccio secco in una bottiglia, è avvenuta verso le cinque e mezza di pomeriggio (locale) nella zona di Mickey’s Toontown e non ha causato nè vittime nè danni. Si è comunque provveduto subito a evacuare e chiudere al pubblico l’area. Secondo fonti di stampa la cauzione di Barnes è stata fissata a un milione di dollari. “Non si scherza con Topolino”, avrebbe affermato qualcuno.

Principe sì, ma non nei modi! L’ultima gaffe di Filippo.

gaffe principe filippo

Il principe Filippo  ne ha fatta un’altra! Famoso per le sue gaffe sembra proprio che l’età e l’esperienza non lo faccia migliorare. Durante una visita a un ospedale britannico a Luton, a nord-ovest di Londra, si e’ rivolto a una dipendente di origini filippine e ha detto: ”Le Filippine sono mezze vuote, siete tutti qui a lavorare per il servizio sanitario”. Una risata fragorosa dei presenti ha coperto l’imbarazzo della donna per un’uscita che poteva essere anche scambiata per razzista.

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