I mammut estinti a causa dei fiorellini

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La forza dei fiori! Alcuni giganti estinti nell’era glaciale, tra cui i potenti mammut e rinoceronti lanososi sarebbero estinti secondo gli scienziati a causa dei fiori di campo.
Gli scienziati che hanno studiato il DNA che è conservato nei sedimenti  dell’Artico e nei resti di questi antichi animali hanno concluso che queste bestie nell’era glaciale hanno fatto affidamento sui fiori ricchi di proteine ​​che un tempo ricoprivano la regione . Ma il drammatico cambiamento climatico ha causato un forte calo dei fiori, lasciando l’Artico coperto invece di erbe e arbusti che tuttavia non avevano lo stesso valore nutritivo e non potevano sostenere i grandi mammiferi erbivori.

Il cambiamento di vegetazione sarebbe iniziato circa 25.000 anni fa e terminato circa 10.000 anni fa proprio nel periodo di estinzione di alcuni grandi animali. Gli scienziati per anni hanno cercato di capire cosa ha causato questa estinzione di massa, quando i due terzi di tutti i più grandi mammiferi nell’emisfero settentrionale si estinsero .

“Ora abbiamo, dal mio punto di vista, almeno, una spiegazione molto credibile , ” ha affermato Eske Willerslev dell’Università di Copenhagen, esperto di DNA antico che ha guidato un team internazionale di ricercatori. I risultati contraddicono quindi l’idea che gli esseri umani che arrivarono in queste regioni durante l’era glaciale avessero l’estinto alcune specie di mammiferi a causa dell’eccesiva caccia. Cade quindi la cosiddetta di ipotesi di Blitzkrieg .

“Pensiamo che la causa principale (dell’estinzione di massa) non sono gli esseri umani”, ha detto Willerslev, anche se non ha escluso che i cacciatori umani potrebbero aver dato il colpo di grazia ad alcune specie già in diminuzione a causa delle forniture alimentari. La regione artica, una volta pullulava di mandrie di grossi animali, in qualche modo simili a una savana africana. Gli scienziati hanno effettuato una storia di 50.000 anni della vegetazione attraverso l’Artico, la Siberia e Nord America e hanno ottenuto 242 campioni di sedimenti da vari siti artici. Proprio nello studio delle feci e analizzando il contenuto dello stomaco dei resti mummificati degli animali dell’Era Glaciale si è determinato che molti animali potessero vivere  grazie a una pianta conosciuta con il nome di forbs – essenzialmente si tratta di fiori di campo .

Le ossa dei dinosauri ora si studiano grazie alla stampante 3D

stampante3d-dinosauri-tuttacronacaIl gruppo coordinato da Ahi Sema Issever del Charité Campus Mitte a Berlino ha messo a punto una stampante 3D per dinosauri. Come illustrato sulla rivista Radiology, si tratta di una tecnologia in grado di ottenere copie accurate delle ossa fossili dei dinosauri sulla base dei dati forniti dalla tomografia computerizzata. Tale tecnica permette di non dover utilizzare l’osso originale, che viene spesso riposto in custodie di gesso, ed evitare così di danneggiarlo. ”Il vantaggio più importante di questo metodo è che non è distruttivo, e il rischio di danneggiare il fossile è minimo” ha osservato Issever. Per portare a compimento l’esperimento, i ricercatori hanno applicato il metodo a una vertebra fossile. Lo studio è stato utile anche perchè ha fornito anche preziose informazioni su condizioni e integrità del fossile, mostrando per esempio la presenza di fratture multiple. ”L’insieme dei dati digitali e le stampe 3D – osserva Issever – possono essere facilmente condivisi e le strutture di ricerca possono avere accesso a fossili rari, come quelli dei dinosauri, che altrimenti sarebbe limitato”. Proprio come la stampa di Gutenberg ha aperto il mondo dei libri al grande pubblico, per Issever ”i modelli digitali e le stampe 3D permetteranno una condivisione maggiore dei fossili che così potranno essere studiati in modo più ampio, proteggendo il reperto originale”.

Prendi appuntamento con un dinosauro!

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Appuntamento al Parco della Reggia di Monza per incontrare i nostri “BIS BISNONNI”.  Oltre 40 rettili, mammiferi e anfibi preistorici sono visibili alla mostra i “Dinosauri in Carne e Ossa – Scienza e Arte riportano alla vita i dominatori di un Mondo perduto”,  in programma dal 1 marzo al 28 luglio. Tra i dinosauri in mostra i carnivori più grandi fino ad oggi conosciuti, tirannosauro e spinosauro, e i dinosauri italiani soprannominati “Ciro” (Scipionyx samniticus), un piccolissimo cucciolo di carnivoro, e “Antonio” (Tethysadros insularis), un erbivoro delle dimensioni di un bovino. Una sezione ospita gli animali estinti in epoca recente e recentissima per causa dell’Uomo, un’altra il paleoacquario, un progetto sperimentale che utilizza le nuove tecnologie del virtuale ed è dedicato alla ricostruzione dei “mostri marini” mesozoici.

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