Massimo Cialente ci ripensa: ritira le dimissioni

massimo-cialente-tuttacronacaEra l’11 gennaio e Massimo Cialente, primo cittadino de L’Aquila, città travolta dallo scandalo per la riscotruzione nel post-terremoto, presentava le sue dimissioni da sindaco. Ora, però, ci ha ripensato: ritira le sue dimissioni e si rimette al lavoro. L’annuncio, ormai certo, verrà fatto nella conferenza stampa convocata per le 12 dal vicesindaco, Betty Leone. Il ripensamento di Cialente, a cui il centrosinistra che amministra il Comune ha chiesto con forza di tornare sui propri passi, viene confermato da fonti bene informate molto vicine proprio al primo cittadino.

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E Forza Italia “spara” su Cuperlo: “Si dimette, dunque esiste”

cuperlo-tuttacronacaGianni Cuperlo, come già si vociferava ieri sera dopo la direzione del Partito Democratico, oggi ha presentato le sue dimissioni. E Il Mattinale, la nota politica redatta dallo staff di Forza Italia nella camera dei deputati prende in giro proprio il dimissionario presidente del Partito Democratico. “Cuperlo si dimette, dunque esiste”.

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Cuperlo si dimette, troppi contrasti con Renzi

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Posizioni inconciliabili e Gianni Cuperlo si dimette da presidente del Pd. L’annuncio è avvenuto durante la riunione della minoranza, in corso alla Camera. Cuperlo a letto pubblicamente la lettera che invierà al segretario Matteo Renzi per motivare la sua decisione. Con Renzi c’erano stati, in particolare, dissidi sulla proposta di riforma elettorale.

Questi i passi più importanti della missiva:

“Non mi dimetto per livore. E neppure per l’assenza di un cenno di solidarietà di fronte alla richiesta di dimissioni avanzata con motivazioni alquanto discutibili”, spiega nella missiva pubblciata su Facebook. “Non mi dimetto – aggiunge – neppure per una battuta scivolata via o il gusto gratuito di un’offesa. Anche se alle spalle abbiamo anni durante i quali il linguaggio della politica si è spinto fin dove mai avrebbe dovuto spingersi, e tutto era sempre e solo rubricato come una battuta”.

“Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l’omologazione, di linguaggio e pensiero”, scrive Cuperlo. E ancora: “Mi dimetto perché voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere”.

“Voglio avere la libertà di dire ciò che penso” – “Mi dimetto – conclude – perché voglio avere la libertà di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che ciò appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacità”.

Cialente si è dimesso!

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Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si è dimesso: “Me ne vado, è giusto così”. Con queste parole il primo cittadino de L’Aquila dopo l’ennesimo scandalo sulla ricostruzione della città dopo il terremoto del 6 aprile del 2009 lascia il suo incarico e afferma:  “Ce l’avete fatta, me ne vado per un avviso di garanzia mandato nemmeno a me, ma al mio vice”. Il sindaco infatti fa riferimento a Roberto Riga, indagato per una mazzetta da 30mila euro, e all’assessore Ermanno Lisi, intercettato al telefono mentre dice “abbiamo avuto c**o” di gestire il terremoto col suo enorme business. Cialente, durante la conferenza stampa, ha anche precisato: “Pago io per tutti, non è possibile continuare in questo modo. Ogni giorno accuse, sospetti, indagini. Roba che non mi ha mai scalfito, eppure sono io a metterci la faccia, perché tutti mi hanno lasciato solo tra gli interessi di chi vuole far soldi col terremoto e la politica di Roma che non si decide a prendere misure serie per far rivivere L’Aquila. Allora basta, vado via”.

Mercoledì scorso 4 persone erano finite ai domiciliari e altrettante, tra cui il vice sindaco Roberto Riga poi dimessosi, risultavano indagate nell’inchiesta “Do ut des” coordinata dalla Procura su presunte tangenti nella ricostruzione post sisma

Irrevocabili! Fassina presenta le dimissioni: Pd spaccato!

Fassina-dimissioni-tuttacronacaAppena qualche giorno fa, il 2 gennaio, Stefano Fassina diceva: “Il congresso del Pd segna una svolta inequivocabile. Non solo è legittimo ma è anche un dovere politico che le straordinarie energie positive che si sono mobilitate alle primarie, soprattutto grazie a Renzi, incidano per una svolta del governo. Tutti vogliamo che una svolta ci sia, ma dobbiamo discutere e capire bene cosa voglia dire in concreto” Il viceministro dell’Economia spiegava: “Ho letto i temi su cui intende concentrarsi la nuova segreteria e mi paiono condivisibili. Ora bisogna sviluppare i titoli per costruire l’agenda del Pd e favorire quel cambio di passo che viene richiesto al governo. Ma una cosa deve essere chiara: non si può andare avanti con questo gioco in cui dalla segreteria Pd si fanno delle caricature distruttive dell’azione del governo, mentre autorevoli ministri si arrampicano sugli specchi con interpretazioni minimali di questi attacchi, che paiono imbarazzanti e persino poco dignitose. È un giochino insostenibile “. Oggi il viceministro è tornato a parlare del rimpasto, assecondando lo sprint di Matteo Renzi che molti invece tentano di fermare. A Repubblica Fassina ha affermato: “È doveroso che la nuova segreteria guidata da Renzi segni l’agenda di governo. E siccome le idee camminano sulle gambe di uomini e donne, il nuovo programma va di pari passo con una nuova squadra a Palazzo Chigi”. A una condizione: “Basta che lo si faccia in modo costruttivo, per esempio portando le proposte su legge elettorale e lavoro prima in direzione e poi fuori, e non viceversa”. Per dimostrare di fare sul serio, il viceministro mette sul tavolo la propria lettera di dimissioni: “Sono prontissimo a mettere il mio mandato nelle mani di Letta e del segretario del Pd”. E spiega il suo ragionamento: “C’è una valutazione politica che lo impone: la squadra nel governo Letta è la fotografia di un Pd archiviato dal congresso. Ora il partito nato dalle primarie è un’altra cosa, c’è un altro leader che legittimamente punta a una discontinuità con quel gruppo di ministri e con quel programma”. Fassina lancia poi l’affondo nei confronti della sua stesasa compagine di governo: “Pure autorevoli ministri fanno finta di raccogliere stimoli positivi da quelle che in realtà sono soltanto bordate polemiche. Ecco perché serve un chiarimento, nella prossima riunione della direzione del Pd, sul rapporto fra il governo e il partito uscito dalle primarie”. Ora, le dimissioni di Fassina sono state presentate, un duro colpo per il governo Letta. “Lascio il mio incarico – ha detto – dopo le parole del segretario Renzi su di me. Non c’è nulla di personale”. “Le parole su di me – ha infatti spiegato – confermano la valutazione politica che ho proposto in questi giorni: la delegazione del Pd al governo va resa coerente con il risultato congressuale. Non c’è nessuna questione personale, si tratta di una faccenda puramente politica. E’ un dovere lasciare per chi, come me, ha sostenuto un’altra posizione”.

Raffaele Paganini dimesso: l’etoile si sta riprendendo dopo l’incidente

Raffaele-Paganini-dimesso-tuttacronacaE’ il policlinico Gemelli a rendere noto che “Dopo oltre due mesi di ricovero, a seguito dell’incidente stradale che lo ha visto coinvolto con il suo scooter il 24 luglio scorso, il noto etoile della danza classica italiana Raffaele Paganini è stato dimesso oggi dal Reparto di Riabilitazione 1 del Policlinico universitario Agostino Gemelli in buone condizioni generali.” Il comunicato prosegue spiegando che “Dopo l’intervento chirurgico di riduzione delle fratture, Paganini è stato sottoposto, con beneficio, a un programma intensivo di riabilitazione neuro-motoria impostato e svolto da un team multidisciplinare del Gemelli coordinato dal Professor Francesco Landi. Paganini proseguirà i trattamenti riabilitativi ambulatorialmente”.

Polemica su Celentano e la fila in ospedale, il Molleggiato risponde.

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Ieri era scoppiata la polemica su Il Giornale, il quotidiano diretto da Sallusti che accusava Adriano Celentano di aver saltato la fila al Pronto Soccorso di Sanremo. Oggi la dottoressa Stefania Russo, primaria di radiologia all’ospedale di Sanremo, prova a spiegare cosa in realtà è avvenuto e perché si è fatto accomodare il cantante in una sala riservata:

“Immaginate il caos che crea un personaggio come lui in una sala d’attesa affollata tra autografi e fotografie. Lo abbiamo letteralmente chiuso in una saletta riservata agli infermieri insieme alla moglie che lo ha accompagnato e lo abbiamo refertato nel minor tempo possibile. Era interesse nostro e di tutti i pazienti non creare scompiglio. La sua presenza non ha in alcun modo interferito con le altre visite né tantomeno penalizzato gli altri pazienti”.

Nonostante le spiegazioni che in buona parte attribuiscono la necessità, per problemi di ordine pubblico, di aver fatto accomodare Adriano Celentano e la moglie in una sala riservata agli infermieri, la polemica in rete non accennava a diminuire così lo stesso Molleggiato ha deciso di rispondere a chiare note dalle pagine de Il Fatto Quotidiano:

È incredibile l’interessamento e l’apprensione di stampa e tg per la piccola frattura che mi sono causato al 5° dito del piede. E nessuno, dico NESSUNO, ha sprecato una parola per la battaglia che da 10 giorni porto avanti sul Fatto Quotidiano contro le micidiali navi GIGANTI di Venezia.

In realtà la notizia era stata riportata anche in altre testate giornalistiche e blog. Anche noi di Tuttacronaca avevamo pubblicato integralmente la lettera di Celentano e la sua battaglia contro le Grandi Navi a Venezia. 

Il Molleggiato ha poi continuato a portare avanti la sua battaglia tra il “mignolo” (che scientificamente sarebbe il minolo) del piede e le Grandi Navi:

Cosa devo pensare? Che il mio “mignolo” è molto più importante della catastrofe a cui sta andando incontro la città più bella del mondo? Ma allora perché l’Unesco l’ha dichiarata “Patrimonio dell’Umanità” e del mio “mignolo” ancora nessuna considerazione? Non dico tanto, due parole: “Adriano, da giorni impegnato in una forte campagna di denuncia contro lo SCEMPIO di Venezia, ieri sera si è fratturato il dito mignolo del piede contro l’angolo di un divano”. Bastava che venisse riportato questo, e invece niente. Neanche di fronte alla morte del turista tedesco schiacciato da un vaporetto tre giorni fa. Però li capisco. Una citazione, per quanto piccola, sarebbe stata per gli altri giornali un danno enorme, perché li avrebbe costretti a menzionare il giornale concorrente che ha ospitato il mio sdegno contro i MOSTRI. E la regola dei quotidiani, che più CRETINA non può essere, dice che, pur trovandosi di fronte a una vicenda di importanza VITALE non se ne deve parlare, altrimenti si fa pubblicità al concorrente. Cosa importa se poi Venezia affonda. Ma io non mi fermerò, continuerò a parlarne anche dovessi rompermi le altre nove dita.

La prossima volta che vedete un vip in sala d’aspetto evitate foto e autografi, assembramenti e domande così non si creeranno problemi di ordine pubblico che necessitano un trattamento diverso per le celebrità che si recano all’ospedale. Siamo comunque felici dell’efficenza mostrata dall’ospedale di Sanremo che è riuscito a gestire il soccorso ad Adriano Celentano e nello stesso tempo non ha penalizzato gli altri pazienti. Calcolando anche il mese d’agosto, la località turistica e i tagli alla sanità il servizio offerto dall’ospedale è stato davvero eccezionale. Forse serve davvero un’anomalia a volte per migliorare i servizi!

Tweet chiarificatore di Claudia Mori: “Adriano si è rotto il mignolo”

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“Adriano si è fratturato solo il dito mignolo del piede. Gli altri nove godono di ottima salute”. Si è chiarito così l’incidente accorso al Molleggiato. Ieri si era diffusa la notizia che Celentano fosse caduto nell’appartamento in cui stava trascorrendo le ferie infortunandosi la caviglia, ora invece sembrerebbe che il cantante ha urtato violentemente un piede contro un mobile e ad avere la peggio sarebbe stato il minolo (l’equivalente del mignolo delle mani).

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Cade il Molleggiato in Hotel, Celentano ha un trauma a una caviglia!

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Tempo di vacanze, ma anche di cadute per Adriano Celentano che, mentre si trovava in vacanza in un hotel di Bordighera con la moglie Claudia Mori è scivolato, nell’appartamento che occupa nel complesso alberghiero, procurando un trauma alla caviglia.  Il cantante è stato accompagnato al pronto soccorso di Sanremo con l’auto della propria scorta. Dopo una visita radiologica e la medicazione, il “molleggiato” è stato dimesso.

Secondo quanto riportato dal Secolo XIX, Celentano avrebbe dribblato il pronto soccorso, intasato come inevitabile in una città turistica nel mese di agosto, e sarebbe entrato direttamente in Radiologia, scortato dalla moglie Claudia Mori e da una guardia del corpo.

Dimesso dall’ospedale con un antidolorifico, muore d’infarto

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Aveva 45 anni l’imprenditore edile di Oglianico in provincia di Torino, che si era recato al pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè, per un problema ortopedico. Il medico ha somministrato al paziente un  normale antidolorifico, ma poche ore dopo che l’imprenditore era stato dimesso dall’ospedale è morto per un infarto. Ora si è aperta un’inchiesta per accertare se l’uomo è stato vittima di un presunto caso di malasanità. Questa mattina, sul corpo, sarà effettuato l’esame necroscopico disposto dallo stesso ospedale.

SCANDALO AL GOVERNO FRANCESE… Cahuzac si dimette!

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L’accusa è quella di aver aperto un conto in una banca svizzera per coprire una frode fiscale. Sotto il peso di questa accusa, si è dimesso oggi il ministro del Bilancio francese, Jerome Cahuzac. Al suo posto l’attuale ministro degli Affari Ue Bernard Cazeneuve.

Esce dalla sua stanza bunker… il Cav di nuovo in libertà!

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Come annunciato dal suo medico personale, Alberto Zangrillo, Silvio Berlusconi ha lasciato l’ospedale San Raffaele di Milano. ”Sono un po’ stanco, mi hanno dato due giorni ad Arcore e ne sono contento” ha detto.  Il governo ”non solo si farà, ma si deve fare”.

Parla, respira e ragiona… anche questa volta il Cavaliere sconfigge il “male ingiusto”!

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