Parabeni… conoscerli per evitarli!

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C’è un nemico invisibile e dannoso che ogni giorno ci avvelena in piccole quantità. Si nasconde nel dentifricio, nello shampoo, nella crema da barba, nei trucchi, nei deodoranti e nelle creme cosmetiche. E’ nei farmaci che assumiamo a volte anche in quei rimedi “naturali”, in quelle capsule gel o nelle pasticche. Si trova negli sciroppi, nel collirio e nei bendaggi. Li ritroviamo nei detersivi per la casa, per i mobili o nel lucido per le scarpe. Li mangiamo con i cibi conservati come la senape, la maionese, i sughi pronti, i concentrati di pomodoro, nella carne in scatola, nei succhi di frutta, etc… Si chiamano parabeni e sono molecole dall’azione conservante che vengono di solito indicati sotto la sigla da E214 a E219. A lungo andare e con l’assunzione quotidiana di questi parabeni, il nostro organismo potrebbe essere danneggiato. Queste sostanze ampiamente utilizzate sono infatti interferenti endocrini, cioè molecole che possono alterare l’equilibrio ormonale inducendo la mancata risposta delle cellule agli ormoni.  Allergie cutanee e dermatiti da contatto sono la patologia più comune legate all’esposizione ai parabeni, Poi vi sono quelle più gravi, da lunga esposizione e legate a squilibri ormonali: tumore alla mammella, all’utero e alle ovaie nella donna; infertilità, cancro alla prostata e ai testicoli nell’uomo. In Danimarca i prodotti con parabeni sono vietati fino al terzo anno di età.

Elvira Naselli su Repubblica riporta le parole di Carla Scesa, docente di Chimica dei prodotti cosmetici della Cattolica di Roma:

“ «I parabeni sono parecchi, ma i più utilizzati sono due, che hanno un peso molecolare minore e risultano i più sicuri, il metil e l’etil-parabene. Questi due sono ammessi dalla legge, con dei limiti. Gli altri, butil e propil- parabene, anch’essi ammessi dalla legge, sono meno utilizzati e possono avere effetti sulla capacità di riproduzione dei ratti. Molte aziende hanno deciso di eliminare i parabeni non perché non siano sicuri, almeno quelli a minor peso molecolare, ma per venire incontro alle richieste dei consumatori. Detto questo, ovviamente esiste un problema di utilizzo, soprattutto per i prodotti ad assorbimento usati ogni giorno, considerato che non siamo in grado di valutare l’entità dell’assorbimento, problema che esiste meno per i prodotti a risciacquo, come shampoo e bagnoschiuma. Il suggerimento è di evitarli sotto i tre anni, perché la cute dei più piccoli ha un maggior assorbimento cutaneo e il loro sistema endocrino è in via di sviluppo, negli anziani, che hanno una pelle più fragile, e quando ci si espone al sole»”.

Allora per difendersi c’è chi sceglie prodotti “paraben free”, ma bisogna fare attenzione, spiega Stefano Dorato, responsabile relazioni scientifiche di Cosmetica Italia, a Repubblica:

“«Paraben free nella maggioranza dei casi non significa senza conservanti, anche se in casi eccezionali, grazie a tipo di formula, produzione in ambienti protetti, uso di packaging monouso o che consente un limitato contatto con l’esterno, come tubetto di plastica o alluminio, si riesce a fabbricare un cosmetico senza conservanti. I prodotti più ricchi di acqua, come shampoo e bagnoschiuma, non possono farne a meno, ed è difficile anche per emulsioni e creme. Sono meno sensibili agli agenti esterni gli aerosol, gli articoli con alte percentuali di alcol, con pH molto alto o molto basso, come gli epilatori o i prodotti per permanenti»”.

Quali prodotti possiamo usare per evitare i parabeni nei detersivi? I gusci di noce nella lavatrice sono un ottimo rimedio, o la pietra deodorante (allume di potassio) reperibile nelle farmacie, per evitare spray o roll on che contengono quasi inevitabilmente i parabeni.

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La casta giocava al gratta e vinci con i soldi dei contribuenti!

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Dieci consiglieri regionali della Calabria, due del centrosinistra e otto del centrodestra sono indagati per il reato di peculato nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che sui rimborsi dei gruppi consiliari di loro appartenenza. L’inchiesta prende in esame il periodo compreso tra il 2010 ed il 2012.

L’indagine, condotta dai militari della Guardia di finanza di Reggio Calabria, è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Matteo Centini. La Procura di Reggio ha indagato anche i direttori amministrativi dei gruppi consiliari a cui appartengono i consiglieri sottoposti ad indagini.

Nei mesi scorsi la Guardia di finanza aveva sequestrato la documentazione relativa ai rimborsi dei consiglieri. Dopo una attenta analisi sono emerse numerose anomalie. I consiglieri indagati si sarebbero fatti rimborsare, tra l’altro, l’acquisto di “Gratta e vinci”, viaggi all’estero, detersivi, il pagamento di cartelle esattoriali, ricariche telefoniche, telefoni cellulari e di tablet.

Dalle indagini è emerso anche il pagamento di fatture per centinaia di migliaia di euro che non trovano alcuna giustificazione nell’attività amministrativa dei consiglieri indagati.

E oggi è stata presentata una proposta, da parte dei senatori “renziani”, per abolire i rimborsi elettorali ai partiti!
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