Quando l’anno inizia… penzoloni! In 70 intrappolati in funivia

teleferico-montjuic-barcelona-tuttacronacaSono state 70 le persone rimaste intrappolate nelle 14 cabine della funivia di Montjuïc, a Barcellona, a causa di un’avaria. Sono stati i vigili del fuoco a riportare tutti a terra. Stando a quanto spiegato da fonti minicipali a Efe, non ci sono stati feriti. Quattro persone sono state messe in salvo dai pompieri grazie a una scala mobile prima che venisse attivato il motore ausiliario di emergenza della funivia. Il motore ausiliario ha permesso alle altre cabine di raggiungere, poco dopo, una delle tre fermate presenti dove i viaggiatori , per lo più turisti, sono stati evacuati dai vigili del fuoco che hanno aperto le porte manualmente. Il tutto ha richiesto meno di un’ora di tempo. La funivia che collega il porto di Barcellona con la montagna di Montjuic , fermandosi a Miramar e nel Castello, dipende da Municipal Transport de Barcelona ( TMB ) la quale ritiene che ci vorranno almeno due giorni affinchè la funivia torni in servizio.

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Il giuramento di Bill De Blasio, il nuovo sindaco di New York

bill-de-blasio-tuttacronacaEra il 6 novembre quando l’italo-americano Bill De Blasio veniva eletto sindaco della città di New York e poco dopo la mezzanotte americana il 109° Primo Cittadino della Grande Mela ha fatto il giuramento ufficiale. La cornice dell’evento è stata lo stesso luogo in cui, un anno fa, aveva lanciato la sfida per il dopo-Bloomberg: davanti alla sua casa di Brooklyn. Il democratico, attorniato dalla famiglia, ha affermato: “Dico a tutti, questo è l’inizio di una strada che faremo insieme. Ha inoltre promesso di lanciare una nuova era per New York, dopo 20 anni di governo di sindaci repubblicani o indipendenti. Lo scopo del sindaco, che nel pomeriggio ripete il giuramento per la cerimonia ufficiale davanti alla City Hall, con 5mila invitati, è quello di ridurre il divario tra ricchi e poveri. Tra i presenti anche i politici che lo hanno supportato nel suo percorso: oltre al governatore Mario Cuomo, l’ex presidente Bill Clinton, nelle cui mani de Blasio giurerà, e anche Hillary, di cui fu il direttore della campagna elettorale nel 2000, quando ottenne il seggio al Senato. De Blasio giurerà su una Bibbia sostenuta da Clinton e appartenuta a Franklin D. Roosevelt.

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A De Blasio Napoli dedica una pizza… quasi perfetta!

pizza-deblasio-tuttacronacaUna pizza speciale realizzata dalle sapienti mani del maestro pizzaiolo Gino Sorbillo in onore di Bill De Blasio. Così Napoli ha festeggiato il nuovo sindaco di New York, “Un sindaco democratico e soprattutto espressione della nostra terra proprio come la pizza così apprezzata dagli americani”, come l’ha definito il pizzaiolo. Tutto bene quindi, con una pizza che i presenti muniti di telefonino non hanno mancato d’immortalare. Peccato solo per quella “s” che è sfuggita nella scritta! Molti sono stati i commenti dei clienti della pizzeria al vedere la prelibatezza appena sfornata, alcuni si sono complimentati con il neoeletto, altri hanno fatto dell’ironia. Ma il migliore, riportato da Il Mattino è stato quello di un anziano signore che, forse volendo augurare alla città partenopea miglior futuro, ha così sintetizzato il momento di gemellaggio tra le due città “Viva De Blasio sindaco di Napolì”.

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Quando il cuore italiano… batte a stelle e strisce! L’elezione di Bill De Blasio

de-blasio-tuttacronacaFesta grande a New York per l’incoronazione a sindaco dell’italoamericano Bill De Blasio che, presentato dalla moglie, ha subito preso la parola: “Grazie per quello che avete fatto, grazie a tutti. Ma il nostro vero lavoro inizia adesso: anni e anni di diseguaglianze non si possono cancellare facilmente. Problemi accumulati in decenni non possono essere risolti in un secondo. Ma noi ci impegneremo al massimo e manterremo le promesse che abbiamo fatto”. Il neo Primo Cittadino ha poi ribadito la sua idea: “Gli elettori hanno scelto una via progressista e su questo non si torna più indietro. Da oggi torniamo a camminare come una città unita, solidale. Supereremo gli ostacoli, non smetterò mai di lottare per questo posto che amo”. In inglese e in spagnolo ricorda anche i suoi cavalli di battaglia durante la campagna: “E’ ora che la migliore polizia del mondo ritrovi l’armonia con la propria comunità”. E ancora: “La nostra città non deve lasciare nessuno indietro”. Ma non dimentica chi fa parte della sua vita, oltre alla moglie, i figli: “Sono fiero di loro, ogni giorno mi danno motivo di esserlo. E poi sono così cool”. E la famiglia sono anche le origini: “Saluto i miei parenti e i miei amici che sono dall’altra parte dell’oceano: grazie a tutti”. E l’ultima frase è in italiano.

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Ma se a New York si è festeggiato, l’Italia non è stata da meno, pensando a quel suo “nipote” che ha realizzato il sogno Americano. A Sant’Agata dei Goti, in provincia di Benevento, il paese da cui sono partiti i nonni di De Blasio, la scorsa notte si è atteso in piazza lo sfoglio. Tra magliette con la scirtta “Bill for Mayor”, bandiere a stelle e strisce e bottiglie di Falanghina anche il sindaco Carmine Valentino ha tifato e gioito per il gigante buono.

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Il gigante italoamericano alla guida della Grande Mela: Bill De Blasio

bill-de-blasio-tuttacronacaLa realizzazione del sogno americano ha un volto e un nome. Lui è Bill De Blasio, classe ’61, nato a Manhattan e cresciuto in Massachusetts. E, da oggi, è il nuovo sindaco di New York, il terzo, dopo Fiorello La Guardia e Rudolph Giuliano, italoamericano. Le sue origini sono infatti da ricercare a Sant’Agata de Goti, in provincia di Benevento. I suoi antenati hanno lasciato l’Italia agli inizi degli anni Venti e sono stati in grado di costruire un futuro che ora appare quanto mai luminoso grazie a Bill, il paladino della classe media e operaia. Democratico, laureato alla New York University, ha frequentato un master in Affari internazionali alla Columbia per poi muovere i primi passi nel servizio pubblico nello staff del primo sindaco afroamericano di New York, David Dinkins. Nel 2000 segue la campagna per l’elezione in Senato di Hillary Clinton, e l’anno dopo viene eletto al Consiglio comunale. Nel 2010 diventa difensore civico della Grande Mela. Obiettivo di De Blasio è di abbattere le distanze, che si sono allargate nell’era Bloomberg, tra la New York dei ricchi e quella dei poveri. De Blasio vive a Park Slope, Brooklyn, con la famiglia: la moglie afroamericana Chirlane McGray, militante di cui sono noti i trascorsi omosessuali, e i due figli, Chiara e Dante, iscritti a una scuola pubblica, una novità negli Usa per un candidato sindaco. Proprio questa famiglia, mista e anticonvenzionale, è il punto di forza del nuovo Primo Cittadino. Che la mattina delle votazioni, uscito dal seggio, ha rivolto un pensiero all’Italia:  “Questa mattina ho ricordato mio nonno Giovanni e mia nonna Anna. Per me questo è il sogno americano. Due nonni d’Italia immigrati e oggi ho la possibilità di essere sindaco di New York”. Alla Park Slope Branch Public Library di Brooklyn, dove ha votato, è arrivato a piedi da casa, con tutta la sua famiglia. “Mi sento come durante un esame”, scherza Bill mentre vota. Con i giornalisti italiani scherza nella lingua che fu dei suoi nonni, dicendosi orgoglioso delle sue origini. “E’ un gran momento, molto emozionante, sono molto contento specialmente perché sono qui con la mia famiglia, con Chiara, con Dante”. Due figli dai nomi italianissimi. C’è anche la moglie Chirlane McCray. “Questa donna – racconta De Blasio – ha scelto con me i nomi dei nostri figli. Ed è una cosa importante. A questo punto anche lei è mezza italiana”, scherza, sottolineando come Chirlane sia “grande amante di tutte le cose italiane”. Ha avuto molto da festeggiare e lo attenderanno sfide dure come sindaco di New York, ma De Blasio ha anche assicurato che presto sarà nel Belpaese. “Ne sono sicuro. Per me è molto importante andare nei luoghi dei miei nonni. A Sant’Agata di Goti. E a Grassano, in provincia di Matera. E sarà molto bello andarci da sindaco della Grande Mela. E da simbolo di un vero e proprio riscatto atteso da generazioni”.

La presidenza… non fa bene all’aspetto. Obama cinque anni dopo

obama-primadopo-tuttacronacaEra il 4 novembre 2008 quando gli americani dissero “Yes, we can”. E Barack Obama divenne il primo presidente nero degli Stati Uniti sconfiggendo il repubblicano John McCain con un vantaggio di 10 milioni di voti. Ieri è stato il quinto anniversario di quelle prime elezioni e una rapida carrellata fotografica è sufficiente per mostrare come la tensione di questi ultimi anni abbia cambiato l’aspetto del presidente.

Questi cinque anni sono stati ricchi di sfide, non tutte vinte. Non è stata mantenuta la promessa di chiudere Guantanamo, sono stati attivati 7.500 droni in grado di uccidere a distanza, si è minacciato un intervento militare in Siria, senza contare lo Shutdown e lo scandalo Datagate. Sono solo alcuni dei temi che non hanno permesso a Obama di trascorrere notti serene. Tutto questo non solo ha intaccato la promessa di trasparenza fatta cinque anni fa, ma ha lasciato segni anche sul suo volto. E se lo scorso novembre, dopo la sua rielezione, la rivista Bloomberg Businessweek ha mostrato un’immagine del presidente artificialmente invecchiata con la scritta: “I prossimi quattro anni”, ora la sua trasformazione non è più una simulazione.

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Brutto colpo per i democratici Jesse Jackson Jr è sotto accusa!

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L’ex parlamentare Jesse Jackson Junior è stato formalmente accusato dai giudici di uso improprio di fondi per 750.000 dollari destinati alla campagna elettorale.

Con lui sul banco degli imputati anche la moglie, accusata di aver presentato dichiarazioni dei redditi false. Secondo l’accusa, i soldi sarebbero stati usati per spese personali, come l’acquisto di un Rolex e di pellicce, oltre ad altre transazini legate ad alcuni lavori di ristrutturazione della casa dei Jackson. (UN COPIONE LARGAMENTE VISTO IN ITALIA, MA ANOMALO NEGLI USA)

In un comunicato, Jesse Jackson Junior si dichiara colpevole e ammette i suoi errori: ”Non ci sono scuse per la mia condotta e accetto in pieno tutte le mie responsabilità”. (ECCO IN ITALIA AVREBBERO MESSO SOTTO ACCUSA LA MAGISTRATURA!)

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