Passano le staminali… ma è vittoria? Facciamo chiarezza!

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Passa l’emendamento sulle staminali nella commissione Affari sociali che consente la sperimentazione di terapie avanzate a base di staminali mesenchimali. Ma cosa sono?

Le staminali mesenchimali appartengono alla categoria delle cellule adulte, quindi non hanno nulla a che vedere con quelle embrionali che continuano a essere vietate in Italia. Queste cellule adulte risiedono in nicchie all’interno delle quali sono mantenute indifferenziate in uno stato di quiescenza e sono attivate mediante stimoli ambientali per garantire il fisiologico ricambio di capelli, unghie, midollo osseo, etc…

“Abbiamo voluto consentire la possibilità di fare una sperimentazione clinica con le staminali, e in questo caso a Stamina Foundation. Ma con un unico paletto: ciò che somministrano non deve essere nocivo ai pazienti”, ha spiegato Pierpaolo Vargiu, presidente della Commissione. Quindi per la fonte istituzionale questa approvazione è un grande passo avanti, perché dunque c’erano i genitori dei pazienti in cura e le associazioni che si occupano dell’assistenza a protestare in Piazza Montecitorio?

Perchè si temeva che le cure potessero essere interrotte, invece il via libera della commissione ha permesso che tale sperimentazione si possa fare ma deve essere ricondotta nei canoni della legalità e del rispetto delle norme.

Attimi di tensione quando sembrava che la commissione invece fosse vicina alla bocciatura, tanto che si è sentito gridare:

“Assassini assassini”.

“Non abbiamo più tempo da perdere”

“Dovete stare dalla nostra parte”

E alla fine Vargiu afferma che “è andata bene” . La sperimentazione durerà 18 mesi, con uno stanziamento di 3 milioni di euro e l’istituzione di un osservatorio per il monitoraggio. Ma c’è il presidente di Stamina Davide Vannoni, che giudica le modifiche apportate al decreto una “sconfitta” poiché tutto “sembrerebbe ricondotto alla sperimentazione nell’ambito della produzione di farmaci”. Il Senato, chiarisce Vannoni, “ha già previsto una sperimentazione della terapia, fatta con tutti i protocolli e in più ospedali italiani”. Fare invece diventare la sperimentazione di tipo farmaceutico “significa fermare totalmente la nostra metodica”. Nei laboratori farmaceutici infatti, secondo Vannoni, sono richiesti requisiti tecnici e metodologici non utilizzati dal protocollo Stamina. In questi termini dunque, afferma, la sperimentazione diventa “inapplicabile”. Rilievo al quale Vargiu replica dicendo che sarà Stamina a stabilire le “regole d’ingaggio” portando nei laboratori “gli ingredienti che ritiene”.

Ma chi è Davide Vannoni?

Vannoni non è laureato in medicina, fino a un anno fa a insegnato psicologia della comunicazione all’Università di Udine, ma non e’ iscritto ad alcun Ordine regionale degli psicologi e pertanto non puo’ essere definito psicologo” come precisa Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. Vannoni promuove  una “terapia” a base di staminali anche se non ha mai pubblicato ricerche scientifiche sul proprio “metodo” e sugli effetti sui pazienti, nella cura di particolari malattie. Una terapia di sua invenzione che secondo lui curerebbe diverse patologie, anche se finora gli unici tentativi monitorati si sono risolti con la morte dei pazienti alla quale sono seguiti esami autoptici che non hanno trovato traccia dei miracolosi progressi vantati da Vannoni. Tuttavia oggi il presidente di Stamina ha ricordato che  sono “84 i pazienti già in cura agli Spedali di Brescia con il metodo Stamina, ma ci sono 600 famiglie pronte a fare ricorso per ottenere le cure”. La realtà, incalza, è che è in atto “l’azione della lobby Aifa-Farmindustria per fermarci.  Il rischio – ha sottolineato Vannoni – è che riportando la sperimentazione sotto il controllo dell’Aifa, le cure in atto possano risultare ‘illegali’ ed essere sospese”.

Naturalmente l’argomento staminali è estremamente complesso e richiede competenze mediche approfondite per capire le diverse sfaccettature e rischi a cui si va incontro. Le staminali, essendo cellule non ancora differenziate, possono sicuramente, se ben indirizzate, avere degli effetti straordinari, soprattutto in quei pazienti colpiti da sla o da malattie neurodegenerative, ma è anche vero che se la selezione e l’indirizzamento non è attento e specifico possono sviluppare effetti collaterali molto gravi tra cui il cancro. E’ quindi per questo motivo che le istituzioni, consentendo la cura hanno comunque voluto porre la sperimentazione sotto un organismo che possa controllare da vicino la somministrazione di queste cellule.

La medicina fa progressi tanto che è notizia delle ultime ore che un gruppo di scienziati dell’Oregon Health&Science University e dell’Oregon National Primate Research Center, negli Stati Uniti, sono riusciti a riprogrammare cellule della pelle umane trasformandole quindi in staminali embrionali (molto più efficaci di quelle adulte) capaci di trasformarsi in ogni altro tipo di cellule dell’organismo. Attraverso questa scoperta è possibile curare malattie some la sclerosi multipla, parkinson, cardiopatie e lesioni spinali. In questo modo si evita di usare gli embrioni che fino a oggi hanno creato numerosi problemi etici.

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Quelli che… non vogliono le staminali! Quanti interessi ci sono dietro?

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In Italia il dibattito si è aperto quando il 10 aprile scorso la legge per l’uso terapeutico delle cellule staminali ai trapianti d’organo,  è stata approvata in Senato e ha riscosso notevole scalpore. Ora dovrà passare al vaglio della Camera e si cerca perciò di fare pressione affinché la legge venga bocciata. Ma di cosa si tratta nel concreto e cosa si vuole veramente impedire? Quali  interessi ci sono dietro?

In molti paesi del mondo l’uso terapeutico di cellule staminali di derivazione embrionale o da tessuti differenziati, è considerato dal punto di vista legale analogo all’uso di farmaci. Questo comporta che l’eventuale approvazione delle cellule staminali come strumenti terapeutici, è sottoposta a valutazioni molto severe e restrittive. Questo è necessario per la natura stessa delle cellule. Il pregio delle cellule staminali, infatti, è la loro capacità di differenziarsi in molti o tutti i tipi di cellule mature e quindi di poter rimpiazzare tessuti o addirittura organi non più funzionanti. Il problema principale connesso con il loro uso clinico è che non è facile controllare che di questa grande gamma di possibilità sia espressa esattamente quella richiesta dalla patologia del paziente: la cellula staminale, che può fare tutto, può fare una sola cosa utile al paziente, quella che gli serve, e molte altre inutili o addirittura dannose, non escluso sviluppare un tumore. Ma essendo la legge restrittiva già ai soli trapianti d’organo è chiaro che non servono altre restrizioni che a questo punto potrebbero solo impedirne l’uso laddove la legge lo consente.

Per essere più chiari un cuore trapiantato, se è sano e non viene rigettato, funziona esattamente come un cuore normale e non può causare danni “imprevisti”, di certo non diventa un tumore.

Ma quindi perché si vuole impedire l’uso delle staminali che invece potrebbero salvare molte vite umane?

Perchè il giro di affari delle staminali può diventare un vero e proprio business. Ci sono ditte  o istituzioni che preparano cellule staminali per uso terapeutico come la Stamina, che potrebbe avere diversi interessi a tale proposito. Basti pensare che nel 2009 la Stamina Foundation finì sotto inchiesta per aver manipolato cellule staminali nei sottoscala in ambienti non igienici che potevano mettere a rischio la salute dei pazienti a cui tali cellule erano destinate.

Ci sono poi i medici in cerca di notorietà o animati da tante buone intenzioni che vogliono a tutti i costi fare anche la sperimentazione e quindi sono i primi a dividersi tra i contrari e favorevoli solo per mero protagonismo.

C’è poi il Vaticano che invece vuole puntare a ogni costo sulle cellule  staminali di derivazione non embrionale, che però non hanno gli effetti che possono avere le altre.

Il discorso sulle staminali è sicuramente complesso, anche perché la ricerca scientifica è molto indietro, ma pare ceh ci siano troppi “cani intorno all’osso” a voler dare spiegazioni pseudo-scientifiche che nascondono solomeri interessi economici.

La nostra salute e la nostra vita possono diventare una banconota di scambio?

E’ di poche ore fa la lettera di 13 “autorevolissimi” scienziati mondiali che mettono sotto accusa il decreto sulle staminali definendolo “un attacco alle regole” base della ricerca medica, un precedente ” unico nel mondo occidentale” che rischia di varcare “il confine tra desiderio di offrire nuove cure e inganno verso chi soffre”.

E se sicuramente c’è bisogno di una attenta valutazione caso per caso e di regole specifiche che garantiscono la “filiera” con cui vengono generate poi le cellule introdotte nei pazienti, è anche vero che irrigidire tutto il sistema non garantisce un maggior controllo, ma ne blocca l’utilizzo.

D’altra parte l’organo da cui arriva la protesta, che fra l’altro chiede all’Ue di fermare il decreto italiano, viene da una  associazione che conta oltre 1500 scienziati in tutto il Mondo, ma solo 13 hanno sottoscritto questo appello. Come mai se era così dannoso, tanto da minare la vita di alcuni pazienti, gli altri si sono astenuti?

Tra questi c’è il professore di Patologia alla Sapienza di Roma, Paolo Bianco, “Le cellule staminali possono offrire opportunità senza precedenti per sviluppare nuove cure verso molte malattie ad oggi inguaribili. Ma ci vorrà tempo. Ad ogni modo, solo una scienza rigorosa e dei severi controlli possono assicurare che ciò che scopre la scienza diventi una terapia sicura ed efficace”. Approvare il decreto per utilizzare i protocolli della Stamina Foundation, che come ricordano gli stessi esperti “non hanno dimostrato la loro efficacia”, potrebbe portare “ad un pericoloso precedente per i pazienti  che cercherebbero di essere trattati con altre terapie a base di staminali in Europa o in altri Paesi”.

Ancora più dura la posizione di Elena Cattaneo, direttrice del centro di ricerca sulle cellule staminali dell’Università degli Studi di Milano, secondo la quale “i trattamenti basati su metodi irrazionali e non verificati, che non siano stati validati o documentati scientificamente, non dovrebbero raggiungere i pazienti. Prevenire che accada è una specifica responsabilità delle autorità competenti in materia di salute e di ogni governo, che devono anche assicurarsi di non illudere i pazienti. I malati possono essere danneggiati o addirittura uccisi da cure che non si siano dimostrate totalmente sicure ed efficaci con trial clinici rigorosi. L’uso di medicine che non abbiano seguito gli standard più alti possibili – conclude – è un comportamento irresponsabile”.

Il caso rimane aperto, anche se la stampa sembra aver preferito dargli un basso profilo. Quanto le staminali possono a oggi essere utilizzate? In che modo e in che misura? Dove in realtà si tratta solo di mero business e di truffa per i pazienti? C’è anche da dire che le staminali solitamente vengono utilizzati su quei pazienti che soffrono di patologie irreversibili come la Sla e che si affiderebbero a qualsiasi speranza che possa cambiare la loro condizione… fin dove si cura e dove invece si lucra?

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