Anche la madre potrà dare il suo cognome ai figli: arriva il ddl

cognome-madre-tuttacronacaAppena qualche giorno fa la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per aver violato i diritti di una coppia di coniugi avendogli negato la possibilità di attribuire alla figlia il cognome della madre invece di quello del padre. Ora si corre ai ripari ed è arrivata la bozza di un ddl all’esame del Consiglio dei ministri che prevede che il figlio potrà assumere “il cognome della madre o quello di entrambi i genitori” in caso “di accordo tra i genitori risultante dalla dichiarazione di nascita”. Il provvedimento vale anche per i figli nati fuori dal matrimonio o adottati. Il disegno di legge, composto di 4 articoli, modifica l’articolo 143-bis del codice civile. Le disposizioni si applicano alle dichiarazioni di nascita successive all’entrata in vigore della legge.

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Il CdM dà il via libera a dl e ddl sulla Pubblica Amministrazione

enrico-letta-pubblica-amministrazione-tuttacronacaIl Consiglio dei ministri ha dato il via libera al pacchetto sulla Pubblica amministrazione, che comprende un dl e un ddl. Il premier Letta, annunciando un provvedimento sull’efficienza nel pacchetto di misure sulla P.A. ha spiegato: “Purtroppo non riusciremo a usare in questi sette anni tutte le risorse disponibili” dai fondi strutturali europei. Tra i provvedimenti votati oggi “c’è un ulteriore taglio del 20% delle auto blu; una scelta che continua una direzione di marcia sulla quale dobbiamo fare ancora di più”. Con il dl “si decide di dare una soluzione strutturale al tema del precariato nella Pa” ha aggiunto Letta, che ha anche sottolineato la decisione di “tipizzare e ridurre le forme di lavoro flessibile” e di aver “messo barriere” per evitare le “scorciatoie per le assunzioni”. Il dl sulla P.A. rappresenta anche un “intervento importante di razionalizzazione del sistema per far sì che ci sia concentrazione e rafforzamento della lotta alla corruzione, della sua prevenzione e della trasparenza attraverso una divisione di competenze” che trasforma la Civit nel “soggetto oggi esclusivamente dedicato alla lotta corruzione” togliendole “tutte le altre funzioni” che saranno “allocate all’Aran, in particolare per la valutazione”. Il pacchetto include l’assunzione di 1.000 vigili del fuoco. Un investimento, per il premier, che segnala “un’attenzione profonda rispetto ai problemi del nostro territorio”.

Il ministro della Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia, ha detto al termine del CdM: “Mai più contratti a termine che non siano eccezionali e temporanei perchè temporanea è la richiesta”. Il ministro ha anche sottolineato che il contratto “tipico” è il contratto a tempo indeterminato. Sono previste “procedure selettive” perchè tra coloro che hanno avuto un contratto a tempo determinato per tre anni negli ultimi cinque “si scelgano i migliori”, ha aggiunto a proposito delle norme per la stabilizzazione dei precari. Nel dl è prevista la riserva del 50% dei posti a concorso per queste persone. D’Alia ha detto inoltre che con il ministro dell’Interno Angelino Alfano, è stato deciso d’inserire “anche una norma che ci sembra un atto di giustizia: l’assunzione nella pubblica amministrazione di testimoni di giustizia”.

Il PdL che prova in tutti i modi a salvare Berlusconi

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Mentre i cittadini del Popolo della Libertà si organizzavano per formare “l’esercito di Silvio”, Francesco Nitto Palma ha presentato un ddl che prevede sei mesi di sospensione per i procedimenti in corso se, a causa delle dichiarazioni rese, i magistrati che lo ‘dirigono’ sono passibili di azione disciplinare da parte del Guardasigilli e del Procuratore generale della Cassazione. Stando al testo, diventerebbe illecito disciplinare per le toghe “rendere dichiarazioni che, per il contesto sociale, politico o istituzionale in cui sono rese, rivelano l’assenza dell’indipendenza, della terzietà e dell’imparzialità richieste per il corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali”. Oltre a questo, nei tre articoli del dd, viene previsto come illecito anche “ogni altro comportamento idoneo a compromettere gravemente l’indipendenza, la terzietà e l’imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell’apparenza, nel contesto sociale o nell’ufficio giudiziario in cui il magistrato esercita le proprie funzioni”. Stabilisce inoltre che tutti i procedimenti pendenti “alla data di entrata in vigore della presente legge” siano “rimessi al ministro della Giustizia e al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione per le proprie determinazioni in ordine all’eventuale esercizio dell’azione disciplinare e restano, conseguentemente, sospesi per il periodo di sei mesi”. Secondo l’agenzia Dire, il senatore Felice Casson, Pd, sarebbe già stato nominato relatore del ddl, ma, interprellato dall’Huffington Post, afferma di “non saperne niente” aggiungendo: “Escludo di relazionare qualsiasi norma pro Berlusconi”. Considerato che Nitto Palma prende di mira le toghe politicizzate, è lo stesso Bondi, però, a schierarsi contro l’autore del ddl che rischia di “creare ulteriori problemi al presidente Silvio Berlusconi”. Il coordinatore Pdl ha infatti spiegato che “c’è qualcosa che non mi convince nella presentazione del disegno di legge sui processi presentato dal presidente della commissione Giustizia”. “Non è questa – avverte – la strada maestra per riformare la giustizia per cui esiste una sempre più estesa coscienza e condivisione”. “Semmai – è la bacchettata finale di Bondi – è la strada più facile per creare ulteriori problemi al Presidente Silvio Berlusconi”.In seguito, è arrivata una precisazione dello stesso Nitto Palama: “Nel mio ddl non c’è nessun riferimento ai processi penali in corso, è falso il blocco dei processi”. E aggiunge: “Riguarda solo i procedimenti e i trasferimenti d’ufficio dei magistrati”.

Dormire tra le fronde: primo via libera al ddl per costruire case sugli alberi!

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Le case sugli alberi una cosa da bambini? A Trento non più! La Terza Commissione della Provincia ha infatti dato il via libera al ddl proposto da Mauro Delladio (Pdl) che introduce la possibilità di realizzare questo tipo di costruzioni. La tipologia abitativa è però consentita “solo in presenza di immobili che offrano servizi centralizzati” e all’interno di strutture turistiche già esistenti, come villaggi e campeggi. Ma è solo un primo passo, ora la palla rimbalza al consiglio della Provincia autonoma di Trento che dovrebbe avvenire intorno a metà giugno. Pur non conoscendo ancora gli aspetti specifici (dalle metrature alle altezze fino alle modalità costruttive e alla distribuzione dei locali), per i quali si devono ancora attendere i dettagli della giunta provinciale, è già certo che le queste case in “stile Tarzan” non potranno aver né bagno né cucina. Alla fine, quindi, potrebbe sbarcare anche in Italia la possibilità di dormire immersi nel verde, così come già capita all’estero.

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Il PdL presenta un nuovo decreto: si renda noto il reddito di Grillo

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Se Grillo è stato sotto la lente d’ingrandimento, il nuovo disegno di legge depositato dal parlamentare del Pdl Lucio Malan sembra lo voglia mettere definitivamente a nudo, e con lui Casaleggio. Sembr infatti che la trasparenza, uno dei cavalli di battaglia durante la campagna elettorale del Movimento 5 stelle si stia trasformando in un incubo per i grillini. Sono ancora nell’aria le liti per la diaria e i rimborsi ed è da poco andata in onda la puntata di Report in cui si parlava del circuito Grillo-soldi-M5s-Casaleggio associati, e sembra che il Popolo della Libertà voglia cavalcare l’onda rendendo pubblici gli stipendi delle due menti del movimento.  Nel presentare il decreto Malan ha spiegato che “I cittadini possono contare sulla trasparenza patrimoniale di tutti i leader di partito, grazie a norme che avevano sempre determinato la trasparenza dei redditi dei leader dei partiti politici rappresentati in Parlamento”. E aggiunge: “Almeno fino ad oggi. Ma oggi non è più così, non da quando un movimento che fa della trasparenza dei redditi degli esponenti politici uno dei punti principali della propria propaganda è entrato con numerosi rappresentanti eletti in entrambi i rami del Parlamento”. Il decreto prevede “l’estensione dell’obbligo di dichiarazione a tutti coloro che percepiscono compensi a carico della finanza pubblica per un ammontare complessivo pari o superiore al quello dell’indennità parlamentare”. Oggi è stata anche la gioranta in cui si è raggiunto l’accordo politico sulle linee guida per l’abolizione del finanziamento pubblico e, proprio mentre si avvicinano le elezioni a Roma, si vuole dimostrare di combattere l’antipolitica… mirando direttamente agli avversari.

Matrimonio gay sancisce le nozze fra Sel e M5S?

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Grillo il fascista? Grillo l’omofobico? Grillo contro i diritti civili? Secca smentita e svolta a sinistra, così a sinistra da superare il Pd e allearsi con il Sel per i diritti degli omosessuali. Il ddl presentato dai grillini, che troverà sicuramente l’appoggio del Sel, è una bomba a orologeria all’interno del Pd che potrebbe anche scindersi. Sì, perché la legge presentata dal M5S andrebbe a modificare “il codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate dallo stesso sesso”.

L’M5S propone l’introduzione dell’art 91 che riconosce “il matrimonio egualitario” quindi non più solo uomo-donna, ma come succede già in Spagna, Portogallo, Olanda e Belgio, un matrimonio che sia aperto anche a persone dello stesso sesso.

Grande svolta anche sui figli. I figli di un “coniuge” – termine che sostituirebbe sempre i classici “marito e moglie” –  saranno riconosciuti come figli dell’altro coniuge “anche quando il concepimento avviene mediante il ricorso a tecniche di riproduzione medicalmente assistita, inclusa la maternità surrogata”.

Anche se nel programma M5S i diritti civili non erano tra le priorità, ora c’è una grande attenzione da parte del Pd a questa norma che potrebbe far carta straccia del “surrogato” proposto con le “coppie di fatto” sul modello tedesco avanzato da Bersani in campagna elettorale.

I grillini va ben oltre e accogliendo le proposte della Rete Lenford, associazione di di avvocati per i diritti lesbiche, gay, bisessuali e transgender, stilano un ddl che potrebbe veramente ribaltare la coalizione del centro sinistra.

Gli altri due disegni di legge, presentati dai grillini, riguardano poi il contrasto all’omofobia e alla transfobia, reati penali punibili fino a quattro anni di carceri.

Svolta anche sulle modificazioni di attribuzione di sesso. Quest’ultima proposta parte da un principio: ogni persona può sentirsi di non appartenere più al sesso attribuitole dalla nascita e, di conseguenza, una legge deve favorirne il cambio di identità.

Con rabbia dei più ferventi Bersaniani, Grillo stavolta sorvola ad alta quota il Parlamento e va a “sedersi” a fianco dell’area più estremista. Un vero cambiamento che non ha nulla a che vedere con la vecchia politica pronta a un minimo compromesso con un “modello tedesco”, tanto sbandierato in campagna elettorale e visto come vero faro nella notte di una politica disattenta al fenomeno gay.

La Bindi sussulta sulla sedia, Bersani è affranto, Veltroni chiama a raccolta tutto il Pd nell’ultimo strenuo tentativo di tenere unite anime contrapposte di una sinistra dalle mille contraddizioni e Renzi spopola tra i giovani.

Brutto risveglio per quella sinistra mascherata che tenta inutilmente il gioco delle poltrone in parlamento senza voler cedere al governissimo che vedrebbe compromessa la leadership di Bersani… Ma niente paura l’Italia è in buone mani… i saggi stanno pensando!

LA SICILIA ARRIVA PRIMA: ABOLITE LE PROVINCE

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La Sicilia dice addio alle Province. Questi enti non saranno rinnovati alla naturale scadenza e a maggio, quando si sarebbero dovute tenere le elezioni, saranno commissariati. Entro sei mesi saranno aboliti e sostituiti con i liberi consorzi tra comuni. Lo stabilisce un ddl del governo Crocetta, cui ha aderito la conferenza dei capigruppo all’Ars, con il sostegno anche del Movimento 5 Stelle. Il voto definitivo in aula è atteso martedì. Apertamente soddisfatto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta: “Siamo in primi in Italia ad abolire le Province. E’ un risultato storico, la maggioranza è unita e spero che anche il Pdl e il centrodestra votino la norma”, afferma Crocetta. Il ddl che abolisce le Province verrà messo all’ordine del giorno nel pomeriggio. Martedì prossimo il voto sul commissariamento e sulla nascita dei liberi consorzi entro sei mesi.

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