Missile sull’ambasciata della Santa Sede a Damasco, nessun ferito!

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Un missile ha colpito l’ambasciata della Santa Sede a Damasco, la nunziatura vaticana è sita nel quartiere centrale di Malki, non lontano dalla piazza degli Omayyadi. Fortunatamente in quel momento l’ala dell’edificio era vuota e non ci sono feriti. Lo riferiscono varie fonti locali. «Qui è pieno di pietre e calcinacci. Un muro è crollato ma per fortuna stiamo tutti bene» così hanno riferito fonti contattate dall’agenzia missionaria MISNA alla nunziatura di Damasco. «Verso le sette meno un quarto abbiamo sentito un boato assordante, poi l’impatto. Fortissimo», racconta ancora l’interlocutore, aggiungendo che il Nunzio apostolico Mario Zenari è corso subito a vedere cosa fosse accaduto. «Abbiamo pregato e ringraziato Dio perché l’esplosione ha provocato solo danni materiali, senza causare vittime».

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Il video shock: il carro armato spara su una telecamera

attacco-carrarmato-tuttacronacaSono terribili e impressionanti le immagini che mostrano da vicino quello che accade quando ci si trova sulla linea di tiro di carro armato. Il video, registrato dalla telecamera di un ribelle siriano, dura una manciata di secondi, abbastanza per trasmettere la paura e l’orrore di quegli istanti. Stando a quanto riporta The Huffington Post, le immagini provengono da Khobar, nel quartiere di Damasco. Non è noto se l’esplosione ha causato vittime.

Attentato in diretta: il video dei kamikaze al tg

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Un reporter,  Hussam Shoaib, stava spiegando la difficile situazione in Siria, proprio mentre avvengono due forti esplosioni in sequenza nell’edificio del canale  Syrian Tv, a Damasco. I kamikaze infatti avevano tentato di entrare con le proprie auto nell’edificio e quindi farsi saltare in aria, invece sonos tate le guardie della sicurezza a sparare contro i due kamikaze  all’esterno dell’edificio. L’attentato è stato rivendicato da Jabhat an Nusra (Fronte della salvezza), gruppo jihadista composto per lo più da miliziani siriani. Morti i kamikaze e ferite le due guardie.

Torna il terrore a Damasco: 2 kamikaze

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Ancora non è stato reso se ci sono vittime, ma il terrore torna a Damasco. E’ l’agenzia ufficiale Sana e la tv siriana a riferire dei due attentati in piazza li Omayyadi nella capitale siriana.I due kamikaze si sarebbero fatti esplodere proprio all’imbocco della piazza. Qualche ora fa erano state evacuate dalla Mezzaluna rossa siriana  almeno 1.500 persone da un quartiere di Damasco, da mesi assediato dall’esercito siriano. Donne e bambine, ha spiegato il portavoce dell’organizzazione, Khaled Erksoussi, sono stati portati in luoghi più sicuri.

Iniziata distruzione delle armi chimiche in Siria

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E’ iniziata oggi la distruzione degli arsenali e dei centri di produzione di gas tossici in Siria. Sono gli esperti dell’Organizzazione per la proibizione della armi chimiche (Opac) insieme alle Nazioni Unite a Damasco a darne notizia e precisare che questa prima fase dell’operazione per essere completata avrà bisogno almeno di 30 giorni.

Lo storico voto dell’Onu: la risoluzione sulle armi chimiche in Siria

stoparmichimiche-tuttacronacaE’ stato approvato all’unanimità, dal consiglio di sicurezza dell’Onu riunito a livello di ministri degli Esteri, la risoluzione per lo smantellamento dell’arsenale chimico del regime di Damasco, frutto di un accordo tra Usa e Russia e, cosa rara, cosponsorizzata da tutti gli altri 13 membri del Consiglio. Ban Ki-moon, segretario generale,  che ha annunciato l’intenzione di organizzare una conferenza di pace per la Siria entro metà novembre, l’ha definito “Un voto storico”. Anche se il testo non prevede sanzioni automatiche e non ricade nel raggio d’azione del ‘capitolo 7’ della Carta Onu, che prevede come ultima ratio l’uso della forza, in caso di inadempienza verranno però prese misure proprio sotto il capitolo 7, attraverso una eventuale successiva risoluzione. Su base regolare e dopo i 30 giorni dall’adozione della risoluzione si verificherà che vengano rispettati i dettami dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) e del Consiglio di sicurezza Onu. Il segretario ha spiegato che “Il successo della missione degli esperti per la distruzione delle armi chimiche in Siria dipende dal fatto che le autorità di Damasco rispettino pienamente gli impegni e garantiscano la sicurezza del personale Opac e Onu”. Ban Ki-moon ha inoltre affermato che “una luce rossa per alcuni tipi di armi non vuol dire luce verde per altre”.  Questa risoluzione, ha detto, “non è una licenza di uccidere con armi convenzionali”. A seguito delle votazioni, il segretario di Stato americano, John Kerry, ha dichiarato: “Se mettiamo la politica da parte per il bene comune, sappiamo fare cose buone”. Aggiungendo: “La stessa determinazione che abbiamo dimostrato stasera dobbiamo dimostrarla per porre fine alla guerra in Siria”. Nel frattempo, però, solo ieri, nella regione di Damasco, almeno 30 persone sono state uccise e decine di altre ferite da una autobomba esplosa in un’area a maggioranza sunnita che si oppone al regime di Assad, nella cittadina di Rankus.

Attentato vicino la sede degli 007 a Damasco!

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Come riferisce la v panaraba Al Jazira, citando alcuni testimoni, un attentato oggi è avvenuto a Damasco nei pressi di una sede dei servizi segreti. In attesa dell’attacco degli Usa, la tensione in Siria è alle stelle. Già questa mattina fonti di Damasco dicevano di aspettarsi «un’aggressione in qualunque momento». Ora sembra che il momento sia sempre più vicino e se l’Italia si è chiamata fuori se non c’è un’autorizzazione specifica dell’Onu, la Francia e gli Usa sferreranno l’attacco nelle prossime ore.

Intanto per il presidente russo Vladimir Putin le accuse statunitensi al regime siriano riguardo l’uso di armi chimiche sono «sciocchezze assolute»: il presidente russo ha chiesto agli Usa presentare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu le eventuali prove di un attacco chimico in Siria.

 

“Sono qui, sono con te”: il padre che ritrova il figlio in Siria

padre-siriano-riabbraccia-figlio-tuttacronacaIn mezzo all’orrore in Siria, come riporta l’HuffingtonPost nella sua edizione spagnola, emergono scene di speranza. E’ stato infatti pubblicato in Youtube un video che mostra l’incontro tra un padre e il figlio che l’uomo temeva fosse rimasto vittima dell’attacco chimico che ha avuto luogo a Damasco la settimana scorsa. L’offensiva, che sembra sia stata attuata dall’Esercito siriano in zone periferiche della città, causò la morte di circa 1.300 persone, stando a quanto raccontano gli oppositori. Le immagini potrebbero esser state registrate nella zona sudoccidentale di Zamalka mentre il video ha fatto la sua apparizione in rete il 25 agosto. Come si vede nel filmato, quando finalmente il padre può riabbracciare il piccolo, gli dice: “Sono qui, sono con te”.

Salta l’incontro Usa-Russia per la crisi siriana. Obama opta per un blitz militare

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Salta l’incontro previsto per domani tra Usa e Russia per discutere della crisi siriana. Barack Obama sembra invece più propenso a valutare un  attacco militare contro Damasco “di portata e di durata limitate”. Secondo fonti citate dal Washington Post, l’attacco potrebbe durare non più di due giorni. Un attacco il cui unico scopo sarebbe quello di “punire” l’uso di armi chimiche, ma ribadendo anche l’estraneità degli Usa dalla guerra civile.

La tempistica dell’attacco – afferma il Washington Post – dipenderebbe da tre fattori: il completamento del rapporto dell’intelligence che determini la colpevolezza del regime di Assad, le consultazioni con gli alleati e il Congresso e una giustificazione a intervenire in base alla legge internazionale. Gli avvocati dell’amministrazione starebbero infatti esaminando una possibile giustificazione legale sulla base della violazione delle norme internazionali che vietano l’uso di armi chimiche o una richiesta di assistenza da parte di uno stato vicino, come la Turchia.

Dopo le morti avvenute con il gas ora ci saranno altri morti per mano americana? La popolazione civile, ormai allo stremo, subisce attacchi delle milizie governative, quelli dei ribelli e ora sarà esposta anche al fuoco americano? Punire l’uso dei gas con un attacco militare è concepibile nel 2013?

Obama – mette in evidenza l’amministrazione – non ha ancora preso alcuna decisione. Gli Stati Uniti continuano infatti le consultazioni con gli alleati e avrebbero abbandonato le speranze di ottenere un’autorizzazione all’azione da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu, dato il certo veto della Russia. Proprio il Dipartimento di Stato comunica di aver rinviato il previsto incontro fra diplomatici americani e russi in programma a L’Aia in seguito “alle consultazioni in corso per trovare una risposta appropriata” all’attacco del 21 agosto in Siria.

Mosca si rammarica per la decisione degli Usa di cancellare l’incontro bilaterale russo-americano per la discussione della convocazione della conferenza di pace sulla Siria: lo ha twittato il viceministro degli esteri Ghennadi Gatilov. L’incontro era previsto il 28 agosto all’Aia, ma Washington ha comunicato la decisione di rinviarlo.

Chi ha sparato sugli ispettori Onu a Damasco?

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Si spara a sud di Damasco, contro il convoglio di auto degli ispettori Onu, in Siria per verificare il presunto utilizzo di armi chimiche. La tv di Stato sostiene che a sparare siano stati i ribelli mentre, secondo gli attivisti dell’opposizione, la responsabilità sarebbe delle milizie di Assad. Per il momento gli organi di stampa internazionali riportano la notizia identificando gli autori dei colpi come “cecchini non identificati”.

Esplosiva la situazione in Siria: Obama preme per l’intervento, la Merkel frena

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Secondo MSF (Medici senza frontiere) sono 355 i morti in Siria che presentano “sintomi  neurotossici”, precisando anche che dal 21 agosto nelle strutture sono state ricoverate 3.600 persone.

«La sintomatologia, le caratteristiche epidemiologiche, l’afflusso di un numero così alto di pazienti in un lasso di tempo così breve, fanno pensare fortemente all’esposizione massiccia ad un agente tossico», scrive Medici senza frontiere, prima fonte indipendente a confermare l’uso di armi chimiche nella regione di Damasco.

La conferma sembrerebbe anche arrivare dal ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, in visita a Ramallah, in Cisgiordania che ha affermato: «Tutto indica che il regime di Bashar al-Assad abbia condotto un “attacco chimico” questa settimana nei pressi di Damasco».

Barack Obama intanto ha incontrato i suoi consiglieri alla sicurezza per discutere sulle opzioni americane, inclusa un’azione militare, contro il governo siriano, accusato di aver usato armi chimiche contro i civili.

Ma se Obama accelera, la cancelliera Angela Merkel frena e si dichiara contraria a un intervento militare in Siria: «Non seguiamo la strada di una soluzione militare», ha dichiarato a Berlino il portavoce governativo, Steffen Seibert. «Non crediamo che sia possibile risolvere (il conflitto) dall’esterno, crediamo invece che debba essere trovata una soluzione politica», ha detto.

Intanto è avvenuta l’ennesima esplosione. Questa volta a essere colpita è stata piazza Burj al-Ros, nel centro di Damasco. Al momento non si conosce il bilancio di morti e feriti avvenuto nella deflagrazione dell’ordigno.

Le bombe nel giorno della preghiera che sconvolgono Tripoli.

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Venerdì, il giorno della preghiera, ma per Tripoli, seconda città del Libano, oggi è il giorno della morte dopo l’esplosione di due ordigni vicino a due moschee sunnite. Il bilancio è il più sanguinoso dagli anni ’90, dalla fine della guerra civile in Libano: almeno 29 morti e circa 500 feriti. Il presidente della Repubblica, Michel Suleiman, ha rivolto un appello a tutti i libanesi perché “rimangano uniti e sconfiggano ogni tentativo di creare conflitti”. Cosa sta sconvolgendo il Libano?

Da segnalare, che l’imam della moschea al Taqwa, Salem al Rafei, è un noto predicatore sostenitore della rivolta siriana contro il regime di Damasco. Non è chiaro se il religioso salafita, che si oppone al gruppo militante libanese Hezbollah, si trovasse al momento dell’esplosione all’interno della moschea.

Attentato suicida a Damasco… scorre a fiumi il sangue in Siria

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Continua a scorrere incessantemente il fiume di sangue in Siria dove si è verificato un attentato suicida nei pressi della chiesa ortodossa Mariamiye di Damasco, nella città vecchia. La notizia è stata riportata dalla tv di stato siriana che ha anche aggiunto: “Si temono molte vittime”.

Siria a rischio genocidio ma si teme anche per 6 siti Unesco

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Adama Dieng, Consigliere speciale dell’Onu per la Prevenzione del Genocidio, intervenuto a un convegno alla Farnesina, ha affermato di ritenere che ci sia ancora una possibilità di prevenire uno sterminio di massa in Siria. “E’ il momento di agire, ma se non lo facciamo c’è il serio rischio di vedere, domani, persone che si uccideranno a vicenda sulla base della religione”. Il consigliere Onu ha quindi chiesto che venga incoraggiato il dialogo tra Usa e Russia su Damasco.

Nel frattempo una denuncia arriva dalla Cambogia, dov’è riunito in questi giorni il comitato Unesco: a causa della guerra civile che sta devastando il Paese da due anni, sei siti storici siriani sono in pericolo. A rischiare maggiormente sarebbe la città vecchia di Aleppo, che ha già subito “danni considerevoli”.

Il regime siriano e i gas tossici sui ribelli: documentato l’uso delle armi chimiche

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Le Monde ha pubblicato un reportage e un filmato nel quale emerge la testimonianza di due invati speciali che hanno trascorso un paio di mesi con i ribelli siriani raccogliendo elementi e tersimonianze sull’uso di gas tossici da parte del regime siriano di Bashar al Assad, che avrebbe utilizzato armi chimiche contro i ribelli nel quartiere di Jobar, a Damasco. Nell’articolo, a firma Jean-Philippe Rémy, vengono spiegati gli effetti di un particolare attacco condotto dal regime contro i ribelli: “Nessun odore, nessun fumo, non c’è stato nemmeno un fischio per indicare il lancio di gas tossici”. Segue la spiegazione di come subito siano apparsi i primi sintomi: “C’era chi tossiva in modo violento, gli occhi bruciavano, la vista era annebbiata”. Subito dopo l’attacco  tra i ribelli c’era chi aveva difficoltà respiratorie, vomitava o era svenuto. “E’ necessario evacuare i combattenti più esposti, prima che soffochino”, si legge. Anche il fotografo del quotidiano ha sofferto di problemi respiratori e alla vista per 4 giorni. E’ un’accusa contro chi non ha mai creduto all’utilizzo delle armi chimiche quella che viene lanciata: “Bisognerebbe ascoltare i medici che, sul posto, cercano di arginare gli effetti di questi gas”. Ma i reporter non si sono limitati a questo, raccogliendo anche testimonianze di un uso “in maniera ben più ampia” di gas tossici, da parte di militanti e medici che riferiscono i sintomi di queste sostanze: difficoltà respiratorie, mal di testa, pupille contratte, nausee. “Se non li si trova subito, è la morte”, commenta, in forma anonima, un medico di Kafer Battna, città feudo ribelle non lontano da Damasco.

Quando il Tg scambia un videogioco per materiale d’archivio!

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Qualche tempo fa la BBC aveva confuso il logo dell’immaginario United Nations Space Command di Halo per quello del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. A ITV è invece capitato di trasmettere scene del videogioco ArmA 2,credendo si trattasse d’immagini di repertorio di operazioni militari in una repubblica ex-sovietica. L’ultima gaffe in ordine di tempo è invece opera della redazione di un telegiornale danese, che ha utilizzato delle immagini del noto videogioco Assassin’s Creed, parzialmente ambientato a Damasco, per un servizio sulla guerra in Siria. A seguito delle segnalazioni di alcuni appassionati che si sono accorti dell’errore, i giornalisti si sono scusati ammettendo che erano state utilizzate immagini non verificate reperite in internet e di essersi comporati con superficialità. Nel segmento in questione, durante il tg era stata proposta la ricostruzione fantastica di come avrebbe potuto essere Damasco nel XII secolo.

Sale numero dei morti alla moschea di Damasco!

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E’ di almeno 42 morti, incluso un alto dignitario religioso sunnita conciliante verso il regime siriano di Bashar Al Assad, il bilancio dell’attentato compiuto oggi contro una moschea nella zona nord di Damasco. Lo ha annunciato il ministero della Sanità. Secondo la polizia si è trattato d’un attacco suicida. I feriti sono 84.

Mohammed Said Ramadan Al Buti, che aveva oltre 90 anni, stava tenendo una lezione teologica quando è avvenuta l’esplosione. Nei suoi sermoni l’esponente religioso si era più volte espresso contro i movimenti jihadisti che combattono nelle file dei ribelli e aveva invitato gli oppositori a deporre le armi.

La morte si abbatte sulla moschea: 15 vittime in un’esplosione a Damasco

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Dopo che la televisione siriana ha riportato la notizia di un attentato suicida con obbiettivo la moschea centrale di Damasco, l’Osservatorio nazionale per i diritti umani ha confermato il fatto, annunciando la morte di 15 persone tra le quali un alto esponente del clero sunnita, Mohammed Said Ramadan Al Buti, favorevole al regime.

Nel frattempo il segretario generale Ban Ki-moon ha reso noto che sarà avviata un’inchiesta, da parte delle Nazioni Uniti, circa il presunto utilizzo di armi chimiche in Siria. Per condurre in maniera efficace le indagini, è stato richiesto “un accesso in Siria senza restrizioni”. L’inchiesta L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche e l’Organizzazione mondiale della sanità parteciperanno all’inchiesta, con la speranza “che questa indagine contribuisca a garantire la sicurezza della scorta di tali materiali in Siria”, secondo le parole di Ban, che ha sottolineato la necessità di una “piena collaborazione di tutte le parti” ricordando anche che “l’uso delle armi chimiche rappresenta un crimine contro l’umanità”. Positiva la risposta degli Usa, la cui ambasciatrice all’Onu, Susan Rice, ha sottolineato che “Tutte le accuse credibili sull’uso di armi chimiche in Siria devono essere indagate”.

Gli Usa non fermano la guerra in Siria… via libera alle armi!

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L’involuzione di un militante contro le guerre, di un attivista civile, nonché di chi ha creduto di rivoluzionare il mondo negli anni ’70. E’ l’altro lato di Kerry, il lato buio, quello che ha preso il sopravvento, sicuramente guidato da una politica spregiudicata e da un profondo disprezzo per la vita umana. Il regime di Assad non è giustificabile, ma potrebbe essere uno di quei mali necessari, un’alternativa alla sterminio di vite umane, soprattutto, anziani e bambini indifesi, che ogni giorno subiscono la violenza dei ribelli e la guerra del regime.

E’ di oggi la notizia che gli Stati Uniti “non ostacoleranno” i Paesi europei che intendono fornire armi ai ribelli siriani che si battono contro il regime di Bashar al Assad. Lo ha detto il segretario di Stato americano, John Kerry. A Damasco, intanto, continuano gli scontri. Secondo quanto riferito dalla tv di Stato, due colpi di mortaio sparati dai ribelli hanno colpito la zona nei pressi di una delle residenze del presidente Assad, causando solo danni materiali.

29 vittime tra cui 19 bambini! Missili su Aleppo: morte e distruzione

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Sono 29, di cui 19 bambini, i morti in un bombardamento dei militari fedeli ad Assad avvenuto ieri su un quartiere di Aleppo, secondo gli attivisti dell’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria. Stamani intanto sono ripresi i combattimenti tra ribelli e forze governative e i bombardamenti a Zamalka e Duma, vicino a Damasco, e nella provincia meridionale di Daraa.

SI MUORE A DAMASCO… almeno 20 vittime nell’attentato di questa mattina

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Una forte esplosione è stata avvertita nei pressi della sede principale del partito Baath, nel quartiere centrale di Mazraa: il partito è quello al potere nel Paese ed è guidato dal presidente Bashar al-Assad. Nell’esplosione, riferiscono testimoni, ci sarebbero almeno 20 morti.

ALTRE ESPLOSIONI. Testimoni hanno poi riferito di un’altra serie di esplosioni, a breve distanza l’una dall’altra. Oltre a quelle a Mazraa, le altre detonazioni sono state udite nei quartieri di Baramkeh, al-Adawi e Barzeh. Secondo il sito di notizie ‘Sana Revolution’, in quest’ultima zona sono in corso cannoneggiamenti e scontri, mentre le esplosioni a Mazraa avrebbero causato diversi morti, tra cui bambini. Stando invece al sito di ‘Sky News Arabic’, un’altra esplosione ha colpito la sede dei servizi segreti nel quartiere di al-Qabun provocando un numero ancora imprecisato di vittime. Secondo l’agenzia ufficiale Sana, l’esplosione nel quartiere Mazraa si è verificata su via al-Thawra e si contano “vittime e danni materiali”.

L’ESECUTIVO: COLPA DI “TERRORISTI”. Lo scoppio, per il quale l’agenzia punta il dito contro “terroristi”, è avvenuto nei pressi di un incrocio molto affollato. Tra le vittime, sempre secondo la Sana, si contano civili e studenti di una vicina scuola: almeno quattro bambini.

Colpita la residenza di Assad, ora è ufficiale!

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Un colpo di mortaio ha colpito stamani l’area nei pressi di una delle residenze presidenziali a Damasco. Lo riferiscono testimoni oculari, che confermano quanto affermato poco fa dalla tv panaraba saudita al Arabiya. Secondo il testimone oculare, raggiunto via Skype a causa dell’interruzione delle linee telefoniche nell’area dell’esplosione, piu’ di un colpo di mortaio ha raggiunto l’area superfortificata dove si trova una delle residenze del presidente, nel quartiere Malki, vicino all’imbocco dell’autostrada di Mezze. Non si tratta del palazzo presidenziale, che si trova invece sulla collina di Mezze. Sul posto – afferma la fonte che preferisce rimanere anonima per ragioni di sicurezza – sono accorsi numerosi membri dei servizi di sicurezza in abiti civili.

“L’infiltrato” Abu Nidal fu aiutato da Damasco per le stragi del ’85

 

L’organizzazione di Abu Nidal, secondo un giudice federale americano, fu appoggiata dal governo di Damasco. Ha quindi condannato la Siria a pagare un risarcimentopari a un miliardo di dollari a Roma e a Vienna per gli attentati compiuti nel ’8510241_orig

Non ci sono più parole: oggi 103 morti in Siria!

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Nulla ferma la guerra in Siria. Ban dall’Onu condanna i crimini di guerra

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Strage di innocenti: aerei siriani su campo profughi a Damasco.

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Armi chimiche siriane. Ci sono le prove! Fotografie di preparativi.

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Vedi articolo precedente.

Missili scudo contro i presidi dei ribelli in Siria, lo dice il New York Times

Da lunedì il governo siriano ha iniziato a utilizzare missili lanciandoli dalla base di Shaykh Sleiman a Damasco. Il governo nega categoricamente.

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Incontro a Mosca tra Lavrov, ministro esteri e leader opposizione siriana.

Il regime siriano è veramente al collasso?

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102!!! LE VITTIME SIRIANE OGGI.

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Secondo la Nato il regime siriano sarebbe vicino al colasso

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Sangue ovunque in Siria: 30 morti negli scontri e 16 vittime autobomba Damasco

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La scia infinita di sangue in Siria: 50 morti, 10 alla moschea Daraya

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Guerra, tragedia e distruzione: autobomba a Damasco!

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Lavrov: Usa infrange accordo di Ginevra se si schiera con oppositori siriani

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Usa: Ribelli siriani riconosciuti come legittimi rappresentanti del Paese

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Siria, ogni giorno una strage oggi 200 morti ad Aqarab.

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Morte e stragi in Siria: 28 vittime civili

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Ue prende posizione con la Siria, più sostegno a ribelli!

Ma non c’era la crisi in Europa? Dobbiamo spendere soldi e rischiare la vita dei nostri soldati? Ci sono tante guerriglie contro i regimi nel mondo e dobbiamo proprio difendere i ribelli della Siria?

Benvenuti in Europa!

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Guerriglia siriana: nuovi scontri a Damasco

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Almeno 40 le vittime in Siria nella giornata odierna

Siria: esercito si prepara all’attacco e attivisti auspicano “crollo di regime”

Intanto il portavoce Usa Jay Carney afferma: ”Il nostro messaggio, quello del presidente Obama, e’ molto chiaro: l’uso delle armi chimiche da parte del regime di Assad sarebbe un tragico errore che avrebbe delle conseguenze”. Gli Usa monitorano la situazione.

Leggi l’articolo precedente.

Bombe su Damasco, Daraa e Aleppo: 151 morti

 

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