Il Papa non si sbilancia: non so per chi tifo!

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Il Pontefice riceve in udienza le due nazionali, che mercoledì si affronteranno all’Olimpico in amichevole: “Anche se siete dei campioni rimanete sempre uomini, nello sport e nella vita. Vi chiedo di pregare per me, perché anch’io, nel ‘campo’ in cui Dio mi ha posto, possa giocare una partita onesta e coraggiosa per il bene di tutti noi” e poi ha aggiunto “Non sarà facile per me fare il tifo, ma fortunatamente è un’amichevole. E che sia veramente così, mi raccomando”.

Prandelli, la nazionale e il Papa: Francesco allo stadio? “Speriamo”!

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Cesare Prandrelli fra qualche ora incontrerà il Pontefice e spera davvero che Francesco possa andare allo stadio a vedere la partita Italia Argentina che si disputerà al’Olimpico di Roma proprio in onore del Papa. Il ct della Nazionale non ha neppure celato la sua emozione per questo incontro:  ”l’emozione dell’incontro con il Papa è più forte di una partita, perché in campo ci andiamo quasi ogni giorno, ma certe occasioni capitano una volta nella vita”.   Prandelli ha così risposto a una domanda sulle parole di Balotelli, che all’arrivo a Roma aveva risposto a chi gli chiedeva se considerasse l’incontro col Santo Padre più importante della più importante delle sue partite: ”Non so cosa abbia detto Mario, ma non sono d’accordo con l’idea che una partita conti più di un incontro del genere”.

Il miracolo economico non riesce e i frati bruciano i soldi dei fedeli

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Francescani che diventano agenti di borsa, ma il miracolo economico non avviene, anzi è un disastro. I soldi delle offerte dei fedeli del Santuario di San Francesco da Paola, in Calabria, si sono volatilizzati in investimenti “sbagliati”. Dal conto corrente dei francescani sarebbe “scomparso” anche un milione di euro per poi riapparire ‘miracolosamente’ su quello della zia del promotore finanziario, Carmelina Preite, che curava proprio gli interessi del convento.  Il procuratore Bruno Giordano ha aperto un’inchiesta per capire che fine abbiano fatto i soldi donati dai benefattori e che i frati del santuario custodivano sul Iwbank. In totale sarebbe stato un milione e mezzo di euro che sarebbe stato gestito dal frate economo, Franco Russo, e dal consulente Massimiliano Cedolia, a dileguarsi. Se poi 900mila euro sono stati rinvenuti appunto sul conto della Preite, non vi è traccia del restante ammanco che invece è servito ai frati per giocare in borsa e acquistare quote di società sportive, industrie statali e aziende private. Sembra proprio che questi conti benedetti non tornino, ma Cedolia -contattato dal Fatto Quotidiano – ha dichiarato  “Non sono io il soggetto che ha alimentato questa spregevole attività”.

Paolo Dall’Oglio è morto?

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Paolo Dall’Oglio, il padre gesuita rapito sarebbe già morto, secondo quanto riferisce un sito arabo, ma la Farnesina – interpellata dall’ANSA – dichiara che «si tratta di un’indicazione che va presa con estrema cautela e che non trova al momento alcuna conferma». Lo stesso gesuita appena arrivato aveva lanciato un appello su Facebook facendo comprendere la complessità della missione che si trovava a svolgere: «Pregate per me, perché abbia una buona fortuna in questa missione per la quale sono venuto qui».

In crisi religiosa dopo la morte del fratello, disabile riceve telefonata di Francesco

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“Ciao Michele, sono Papa Francesco”. Michele Ferri ha 51 anni ed è disabile. Nei mesi scorsi, dopo che il fratello Andrea Ferri, imprenditore titolare di pompe di benzina era stato ucciso, aveva scritto una lettera a Papa Francesco, più come sfogo personale che nella speranza davvero di poter essere chiamato. Era una lettera di sofferenza, di chi vacilla nella fede perché la sua vita, già provata dalla disabilità, è stata ancora una volta messa a dura prova dalla perdita di un fratello che era un vero e proprio punto di riferimento. E così Papa Francesco, letta la lettera ha voluto chiamarlo. All’inizio Michele Ferri ha pensato che si trattasse di uno scherzo, poi ha capito che il Papa era davvero al telefono con lui. Francesco ha voluto poi parlare anche con la madre di Michele. L’uomo, poi assediato dai giornalisti, ha voluto raccontare al citofono, solo la sua sorpresa, lasciando, come è giusto che sia, il contenuto della conversazione riservato.

 

Perpetua trova parroco ucciso a coltellate

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E’ stato rinvenuto questa mattina, alle 7.45, dalla perpetua, in canonica il corpo del parroco ultra ottantenne del paese di Marano d’Isera (vicino a Rovereto). Il cadavere di Giuseppe Peterlini presentava diverse coltellate. Aperte tutte le ipotesi, anche quelle di un tragico incidente o di un omicidio. Al lavoro i carabinieri di Rovereto che stanno cercando indizi per chiarire quanto è accaduto.

 

Suora annega mentre fa il bagno in Puglia

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Francesca Carone, 74 anni, suora di Altamura (Bari), è annegata oggi, come riporta l’Ansa, mentre faceva il bagno lungo la costa vibonese, in località Le Grazie, tra Tropea e Parghelia. La religiosa durante l’anno gestiva un asilo privato a Tropea insieme ad alcune consorelle. Quando i medici del 118 sono arrivati non hanno potuto fare altro che constatare la morte della donna. Gli accertamenti sulle cause dell’annegamento sono condotti dalla guardia costiera.

Rapito in Siria padre Paolo dall’Oglio,

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Il gesuita italiano padre Paolo Dall’Oglio è stato rapito in Siria da islamisti di un gruppo filo-Al Qaeda. Lo riferiscono attivisti anti-regime. Secondo le fonti, il religioso stava camminando per strada a Raqqa quando è stato raggiunto dai sequestratori. Dall’Oglio ha lavorato per anni in Siria adoperandosi per il dialogo interconfessionale ed è stato espulso nel 2012 per aver preso posizione in favore dell’insurrezione contro Bashar Al Assad.

Morto Ersilio Tonini, il cardinale che citava Socrate e Platone

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Il cardinale Ersilio Tonini, piacentino di nascita, fu ordinato sacerdote nell’aprile del 1937, ma divenne  noto personaggio televisivo e si avvicinò al pubblico partecipando alla trasmissione di Enzo Biagi «I dieci comandamenti all’italiana».  

Aveva festeggiato le 99 primavere il 20 luglio scorso e in quell’occasione, aveva comunque voluto mandare un monito al giornalismo italiano ed internazionale: «Il giornalismo non ha ancora capito quale sia il suo ruolo perchè il suo vero ruolo, il suo compito è quello di andare a vedere la realtà attuale con gli occhi degli uomini attuali. Il giornalismo italiano e mondiale o è profeta o è niente!».

Di fronte alla torta e al tradizionale rito degli auguri, il cardinale aveva aggiunto: «si fa presto a dare una benedizione, ma è la parola buona che invece è difficile da dare, perché la parola buona viene dal cuore e deve penetrare nella coscienza e per fare questo non basta la parola ‘auguri’, ma bisogna aiutare le singole persone a penetrare nel loro cuore».

Oltre che religioso di grande cultura classica (amava citare Socrate e Platone) era anche giornalista, scrittore, filosofo. Proprio per la sua limpidezza di pensiero era spesso amato da credenti e non. 

Tonini è morto la scorsa notte, intorno alle ore 2, all’Opera Santa Teresa di Ravenna, dove alloggiava da molti anni. E’ stato l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, durante una messa per la Diocesi celebrata in spiaggia alle 6 a Milano Marittima, ad annunciare la morte del religioso e a invitare i fedeli alla preghiera ricordandolo come «Un uomo che ha vissuto nella fede fino all’ultimo, incoraggiando anche chi gli stava vicino e sempre richiamando la fiducia in Dio» e poi ha aggiunto «Ho avuto occasione di conoscere il cardinale Tonini da poco tempo, ma ho riconosciuto in lui una persona di grande saggezza e coraggio nell’apertura e nell’incontro con tutti».

  

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Papa Francesco e l’atterraggio in Brasile: bagno di folla per lui

papa-francesco-brasile-tuttacronacaAutorità civili e religiose, come la presidente del Brasile Dilma Rousseff e l’arcivescono di Rio monsignor Orani Tempesta hanno accolto Papa Francesco appena sceso dall’aereo che l’ha riportato in America Latina per la prima volta dalla sua elezione. Due ragazzi hanno consegnato quindi al Pontefice un bouquet di fiori. Dopo la calorosa stretta di mano con Rousseff, il Papa ha salutato personalmente, sorridendo, le autorità presenti nell’ aeroporto, tra cui il governatore di Rio Sergio Cabral e il sindaco della città, Eduardo Paes.

Papa Francesco è stato quindi trasferito dall’ aeroporto di Rio alla residenza presidenziale a bordo di un’auto coperta grigia e con i finestrini abbassati, di modo da poter salutare i presenti. Durante il percorso, l’auto è stata bloccata più volte dalla folla che le si assiepava intorno, senza alcuna delimitazione con transenne. I gendarmi hanno avuto problemi a tenere a freno l’assalto dei fedeli. Molti dei fedeli sono riusciti a toccare il Pontefice, che salutava i presenti.

La copertina del Time: Papa Francesco… con le corna!

times_papa_corna-tuttacronacaEffetto ottico che fa discutere quello della copertina del Time, dedicata al Pontefice. Che sia disattenzione o uno scherzo di stampa, la M del giornale è parzialmente coperta dal profilo di Papa Francesco e se ne intravede solo la sommità. Ecco allora che le stanghette della lettera assomigliano a due corna. Ovviamente l’immagine è rimbalzata sui social e le reazioni non hanno tardato ad arrivare: chi giudica l’errore, vero o presunto che sia, di pessimo gusto, chi lo considera un segno della “diabolicità” del Papa e chi considera semplicementi inutili le polemiche. Il Time, comunque, ha elogiato Bergoglio, definito Papa del popolo e dei poveri.

Giornata Mondiale della Gioventù: Rio de Janeiro già in fibrillazione

papa-giornat-gioventù-tuttacronacaPapa Francesco, in viaggio per il Brasile, rinnova l’appello affinchè i giovani non siano esclusi dal tessuto sociale: “Quando li isoliamo  facciamo un’ingiustizia, togliendo loro l’appartenenza a una patria, una cultura, una famiglia”. E pensa anche al loro futuro: “Per la crisi, corriamo il rischio di avere un’intera generazione senza lavoro”. Ma mentre il Pontefice è in volo, in Brasile già è palpabile l’emozione: sono circa due milioni i visitatori attesi a Rio che seguiranno per sei giorni la visita di Papa Bergoglio e i giovani fedeli hanno già invaso la spiaggia di Ipanema con canti, preghiere e bandiere.

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Giornata Mondiale della gioventù: Papa Francesco cambia il programma

papa-francesco-brasile-tuttacronacaPapa Francesco è coerente con se stesso. In Brasile hanno parlato di “colpo di scena”, in Vaticano di “fuori programma”: il Pontefice ha infatti apportato un cambiamento nell’itinerario del viaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù e ha deciso che, appena arrivato all’aeroporto Internazionale di Rio de Janeiro, non incontrerà le autorità come previsto ma il suo primo saluto sarà per la folla dei fedeli lungo le strade. Solo in seguito, nel Palazzo Guanabara, incontrerà Dilma Roussef, Presidente del Brasile e il Governatore di Rio Sérgio Cabral. In questi giorni era già noto, inoltre, che in Brasile non sarebbe apparsa la Papamobile: per lui la jeep scoperta, in modo da poter salutare meglio le persone che si assieperanno per salutarlo: a lui, che ha sempre trascorso la vita in mezzo ai poveri, non si addicono le barriere di un’auto blindata. Le polemiche sono state per la sua sicurezza ma nel frattempo, in Brasile, si studiano misure di sicurezza per garantirne l’incolumità, soprattutto nella spiaggia di Copacabana in cui si terranno diversi eventi. Qui sono stati dispiegati circa ventimila agenti delle forze dell’ordine e sono all’erta gli elicotteri militari come anche diversi tiratori scelti sono appostati lungo il percorso del Papa per poter intervenire se necessario. La situazione è resa ancor più difficile perché secondo le stime i pellegrini presenti a Rio de Janeiro in questa settimana sono oltre due milioni e poi anche perché il Pontefice ha intenzione di muoversi liberamente per portare il Vangelo in mezzo alla gente.

Papa Francesco: a Santa Maria Maggiore per chiedere protezione alla Madonna

papa-santamariamaggiore-tuttacronacaPer la seconda volta, Papa Francesco si è recato, a sorpresa, a pregare nella basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma. In precedenza, Bergoglio vi si era recato subito dopo la sua elezione. La visita è durata poco più di un’ora e il Pontefice l’ha compiuta per chiedere la protezione della Madonna sulla prossima Giornata Mondiale della Gioventù. E’ la stessa sala stampa vaticana a renderlo noto.

Il nuovo scandalo che ha colpito lo Ior

ior-scandali-vaticano-tuttacronacaSull’ultimo numero dell’Espresso viene pubblicata un’inchiesta il cui oggetto sono i “trascorsi scandalosi” del nuovo prelato dello Ior, monsignor Battista Ricca. Prima della nomina, Papa Francesco aveva analizzato il fascicolo riguardante il prelato, ma solo dopo una settimana “è venuto a conoscenza, da più fonti, dei trascorsi di Ricca a lui fin lì ignoti”. Il riferimento è a presunte relazioni omosessuali del sacerdote risalenti al periodo trascorso alla nunziatura di Montevideo, in Uruguay, dove arrivò nel 1999 dopo aver prestato servizio a Berna.” Al centro dello scandalo vi sarebbe la relazione con un capitano dell’esercito svizzero, Patrick Haari, giunto con lui in Uruguay dove “Ricca chiese che anche al suo amico fossero dati un ruolo e un alloggio nella nunziatura”, cosa che alla fine avvenne, dopo che il nunzio andò in pensione. Da quanto riporta il settimanale,  “l’intimità di rapporti tra Ricca e Haari era così evidente da scandalizzare numerosi vescovi, preti e laici di quel piccolo Paese sudamericano, non ultime le suore che accudivano alla nunziatura. Anche il nuovo nunzio, il polacco Janusz Bolonek, arrivato a Montevideo all’inizio del 2000, trovò subito intollerabile quel ‘menage’ e ne informò le autorità vaticane, insistendo più volte con Haari perché se ne andasse”. L’espresso racconta anche che, nei primi mesi del 2001, Ricca “incappò in più di un incidente per la sua condotta sconsiderata. Un giorno, in un locale di incontri tra omosessuali, fu picchiato e dovette chiamare in aiuto dei sacerdoti per essere riportato in nunziatura, con il volto tumefatto”. Durante lo stesso anno, in agosto, “in piena notte l’ascensore della nunziatura si bloccò e dovettero accorrere i pompieri, che lo trovarono imprigionato insieme a un giovane”. Il nunzio Bolonek chiese l’immediato allontanamento di Ricca dalla nunziatura e il licenziamento di Haari. E ottenne il via libera dal segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano. Ora che il Pontefice, amareggiato, ne è a conoscenza, ne “trarrà le decisioni conseguenti”.

Stupro di gruppo contro una suora

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Una suora di 28 anni è stata attirata nella trappola attraverso una telefonata da una donna che le comunicava che la madre della religiosa era molto malata. Così la suora, che risiede Chennai (Tamil Nadu),  ha preso un treno per Bamunigam. Arrivata a destinazione c’erano i cugini e degli amici ad attenderla che invece di portarla al villaggio di Minapanka, gli uomini l’hanno condotta in un luogo non ancora identificato. Qui la suora ha subito ripetuti stupri di gruppo per una settimana. Poi gli aggressori hanno lasciato la religiosa alla stazione ferroviaria di Berhampur, minacciandola di non riferire a nessuno quanto accaduto. Ma la vittima ha raggiunto il suo villaggio e ha sporto denuncia. Al momento la polizia ha arrestato due uomini, Jotindra Sobhasundar – cugino della vittima – e Tukuna Sobhasundear, un suo amico. Gli altri aggressori hanno fatto perdere le loro tracce. Secondo il fratello della religiosa, all’origine della violenza potrebbero esserci “motivi familiari”. Lo scorso anno uno zio è stato ucciso da guerriglieri maoisti, ma i figli (i cugini) accusano i familiari della suora di essere coinvolti nell’omicidio.

La gaffe imbarazzante del Televideo che continua sul web!

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Errare è umano, ma è soprattutto imbarazzante in alcuni casi. Ad essere sotto stretta osservazione, ilarità e ironia è una notizia uscita sul Televideo Rai nel pomeriggio di giovedì 11 luglio in occasione dell’inasprimento delle pene, voluto da Papa Francesco, per i reati contro i minori e il riciclaggio. Per un errore di battitura il Televideo ha mostrato la seguente notizia: 

“Papa, pene più duro per abusi su minori.” 

La gaffe non è passata inosservata e continua a essere bersaglio degli utenti dei social. 

 

Prete condannato per reati sessuali, va in gita con i bimbi

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C’è sconcerto, paura e rabbia in queste ore a  Casirate d’Adda, nella Bassa Bergamasca, dove don Luigi Mantia, sacerdote che il 26 febbraio scorso aveva patteggiato due anni, con pena sospesa, per atti sessuali con minorenni (di 8 e 12 anni), si appresta a partire per una settimana di vacanza in montagna a Zambla con alcuni bambini che frequentano l’oratorio. Come è possibile che un prete condannato per pedofilia possa ora accompagnare in gita dei bambini? Per una serie di vicissitudini il sacerdote ora potrebbe prendere parte a questa settimana estiva con il gruppo dell’oratorio. Don Luigi Mantia infatti è in “prestito” a Pumenengo, in provincia di Bergamo, dove manca il parroco da maggio e quello nuovo arriverà a settembre. Nel frattempo don Luigi è stato inviato a Casirate e tutto fa presagire che anche lui partirà con i bambini. La curia di Cremona ha smentito la notizia e a rassicurato i genitori che il religioso non prenderà parte alla gita, ma la rabbia dei genitori non si è placata. Come è possibile consentire che un prete condannato possa di nuovo stare in oratorio? Come è possibile che sia ancora a contatto ancora con i ragazzi?

Il giro di vite di Papa Francesco sui reati su minori

papa-francesco-i-tuttacronacaE’ stato pubblicato il Motu proprio con il quale Papa Francesco ha effettuato una piccola rivoluzione del sistema penale della Santa Sede. Il principale giro di vite riguarda i delitti sui minori come vendita di minori, prostituzione minorile, violenza sessuale su minori atti sessuali su minore, pedopornografia, detenzione di materiale pornografico, arruolamento di minore. Vengono anche affiancate tre nuove leggi con cui la Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano legifera su norme complementari in materia penale, modifiche al codice penale e al codice di procedura penale e su norme generali in tema di sanzioni amministrative. Altro cambiamento radicale riguarda l’ergastolo, che verrà abolito a partire dal primo settembre. Al riguardo Giuseppe La Torre, presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, ha precisato, riguardo le conseguenze della abolizione dell’ergastolo su eventuali richieste di estradizione, che il problema viene generalmente posto nella legislazione internazionale per i Paesi in cui si applica la pena di morte e non per quelli in cui si commina l’ergastolo. Ma dopo lo scandalo Vatileaks, non potevano mancare novità anche riguardo il furto di documenti: si prevede ora l’aumento delle pene per la sottrazione di documenti riservati dagli uffici vaticani, qualora i documenti abbiano particolare rilievo. Ma con il nuovo provvedimento il Papa ha anche stabilito che gli organi giudiziari del Vaticano possano esercitare la giurisdizione penale anche su reati commessi contro la sicurezza, gli interessi fondamentali o il patrimonio della Santa Sede e contro ogni reato la cui repressione è richiesta da un accordo internazionale ratificato dalla Santa Sede, se l’autore si trova nello Stato della Città del Vaticano e non è estradato all’estero.

Pubblicità sexy davanti alla Chiesa. E’ bufera a Lecce!

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Quante volte siamo passati davanti a una pubblicità di costumi da bagno con la solita modella bionda dalle curve prorompenti bene in mostra? Nessuno scandalo quindi, se non fosse invece che il cartellone è stato posto sulla facciata della chiesa di Sant’Irene, sulla strada più importante della città. In fondo anche Tiziano ha dipinto l’amor sacro e profano.  Non dovrebbe essere quindi un grande scandalo, eppure i cittadini leccesi non hanno gradito.

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“I morti in mare sono una spina nel cuore”, così Papa Francesco

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“I morti in mare sono una spina nel cuore”, così Papa Francesco a Lampedusa, dove oggi si è recato per “risvegliare le coscienze” e per tuonare contro la globalizzazione dell’indifferenza. Ma forse la prima indifferenza viene dalla Chiesa che continua a essere privilegiata dai governi italiani che la esentano dall’Imu! Con quelle risorse quante meno spine nel cuore avrebbero Francesco e tutti noi? Ma oggi è la giornata della Messa e della corona in mare… simboli e non aiuti materiali. Gesti che comunque sono stati seguiti con la massima attenzione. Ad attendere il Papa c’erano, infatti, quasi diecimila persone che hanno assistito alla messa di Bergoglio nel campo sportivo di Lampedusa. Nell’omelia a Lampedusa il Papa ha sottolineato in un passaggio a braccio il dramma dei migranti vittime dei trafficanti di uomini. I migranti “prima di arrivare qui – ha detto – sono passati attraverso i trafficanti, quelli che sfruttano la povertà degli altri, queste persone per cui la povertà degli altri è fonte di guadagno” e a causa di questi “hanno sofferto”.

Ma l’Italia che fin’ora ha usato la misericordia invocata da Francesco fino a quando ce la potrà fare?

Il prete al bimbo “se fai sesso con me, tuo nonno va in paradiso”

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Non hanno bisogno di commento le parole pronunciate da un sacerdote britannico a un bambino di appena 7 anni preoccupato per la malattia del nonno:«Tuo nonno andrà in paradiso solo se soddisfarrai le mie voglie sessuali». Il religioso, 55enne, James Martin Donaghy, come riporta il Belfast Telegraph, è stato processato e condannato per un totale di 17 reati sessuali tra cui aggressione indecente e commettendo atti di grave indecenza contro tutte e tre le vittime.  Questo è l’ultimo caso che scuote la chiesa dopo i recenti scandali e polemiche hanno gettato ombre sui sacerdoti.

“Emanuela Orlandi è morta”, lo dice il pm!

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E’ il pm Giancarlo Capaldo a non aver più dubbi “Emanuela Orlandi è morta”. Intanto Marco Fassoni Accetti, l’uomo che si è autoaccusato del sequestro di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori  ai pm Capaldo e Simona Maisto dice: “Tutto iniziò con le microspie nelle auto dei monsignori. Poi arrivammo ai sequestri”.

Questa non è una delle tante rivelazioni shock che per 30 anni hanno affollato le pagine dei giornali per poi rivelarsi infondate.  E’ lo stesso pm Capaldo ad aver dichiarato a un giornalista del Corriere della sera di essere vicino alla soluzione del caso.

Sul Corriere della Sera si ricostruisce uno “scenario” o meglio “una lotta tra fazioni all’ombra del Cupolone”:

“Di più: i nomi degli alti prelati ai quali (senza che ciò comporti un loro coinvolgimento) avrebbero fatto riferimento i gruppi di potere coperto dal cui scontro sarebbe germinato il sequestro di Emanuela e Mirella. Premessa necessaria: la Procura prende sul serio il superteste indagato. Finora non ha mostrato di curarsi del materiale artistico di Accetti – film e foto sui temi della morte, del potere, del sesso – che a taluni fanno balenare l’ipotesi pedofilia. Tanto più che lui stesso ha fornito le liberatorie per le riprese ai minori e il sito non è stato sequestrato. A Piazzale Clodio, piuttosto, intendono approfondire e riscontrare – vista la gran mole di eventi, inseriti nel loro contesto geopolitico – tutto ciò che l’uomo racconta”.

Ma da dove inizia il coinvolgimento di Accetti? Bisogna tornare ai tempi in cui il “supertestimone” era collegiale al al San Giuseppe De Merode.Qui conobbe alcuni  religiosi che gli mettono a disposizione abiti talari e locali per attività filmiche grazie all’interessamento del suo direttore spirituale Pierluigi Celata.

“«Sacerdoti un po’ peccatori mi proposero: visto che sei così bravo con la cinepresa, vuoi renderti utile?» Siamo alla fine dei ’70, tempo di guerra fredda. Di spie, cordate e camarille. Le azioni del «nucleo di controspionaggio», elenca Accetti, nascono per «tutelare il dialogo con i Paesi del Patto di Varsavia» (il che coincideva con la linea Casaroli) e contrastare la gestione di Ior e Apsa”.

E poi l’articolo continua tra microspie e possibili intrighi vaticani:

“«Volevamo condizionare in senso progressista le scelte del Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa… Agivamo nell’area di monsignor Backis (cardinale lituano presente al recente conclave, ndr)». Accetti comunque un episodio lo cita: «Nella sua Fiat collocammo microspie per attenzionare persone che erano con lui». Altre figure vicine erano «monsignor Martin, della Prefettura pontificia, e Deskur, preposto alle Comunicazioni sociali», nonché «il cardinal Hume, alle prese con i debiti della sua diocesi»”.

Il bersaglio, giunti alla fine del 1978, era il “papa polacco”:

“«Ci opponevamo ai finanziamenti a Solidarnosc e in generale alla spinta anticomunista di Wojtyla». Per questo, vittime di ricatti e dossieraggi sarebbero stati il cardinal Caprio (anni prima espulso dalla Cina, spiato con cimici «sotto la moquette gialla») e monsignor Hnilica (condannato per il caso Calvi), oltre a Marcinkus, discusso capo dello Ior, all’uomo d’affari Thomas Macioce e al cardinal O’Connor”.

Poi nella storia entrano anche il destino di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori nel 1981:

“È dall’81, con l’attentato al papa in piazza San Pietro – in vista del quale il «ganglio» (come rivelato dal Corriere lo scorso 18 maggio) avrebbe svolto «azioni di supporto» a favore dei Lupi grigi – che il loro destino inizia a essere segnato. «Le prelevammo dopo la promessa dei servizi segreti ad Agca di liberarlo entro due anni: la Gregori, cittadina italiana, serviva a premere per la grazia presidenziale. Io ci misi le mie capacità di sceneggiatura…»”.

Poi l’articolo però si conclude con l’ennesimo dubbio:

“Accetti sostiene che Katy Skerl, la diciassettenne strangolata nel gennaio 1984 a Grottaferrata, fu uccisa nell’ambito dello stesso scontro di potere. È tale narrazione circostanziata e minuziosissima, seppure mai suffragata da chiamate in correità, che induce la Procura all’ottimismo?”.

Le contraddizioni di Papa Francesco?

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“La gente oggi ha bisogno certamente di parole, ma soprattutto ha bisogno che noi testimoniamo la misericordia, la tenerezza del Signore, che scalda il cuore, che risveglia la speranza, che attira verso il bene”, dice Bergoglio. I giovani che si accingono ad iniziare una vita dedicata alla fede, ricorda il Papa, sono “scelti e mandati da Dio e non attraverso campagne pubblicitarie o appelli al servizio e alla generosità”. La diffusione del Vangelo, sottolinea ancora, “non è assicurata né dal numero delle persone, né dal prestigio dell’istituzione, né dalla quantità di risorse disponibili”. A seminaristi, novizi e novizie, Francesco ricorda che “Gesù manda i suoi senza “borsa, né sacca, né sandali”. E però a Lampedusa c’è già chi ha pronte, magliette, cuscini e portachiavi… La visita del Papa nell’isola degli sbarchi si preannuncia come un grande evento mediatico. Ad iniziare da lunedì mattina quando Papa Francesco celebrerà la messa a Lampedusa con un pastorale e un calice di legno ricavati dalle barche degli immigrati affondate vicino all’isola. Non è forse uno spot pubblicitario? Eppure lo stesso Francesco I non aveva annunciato che “non servono spot pubblicitari” per la Chiesa conta solo la testimonianza e l’esempio di vita?  

A messa con i buttafuori per allontanare i mendicanti!

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Hanno stazionato fuori dal Duomo di San Lorenzo a Mestre i “buttafuori” che hanno evitato ai barboni e mendicanti di infastidire i fedeli con continue richieste di obolo. L’iniziativa è piaciuta ai parrocchiani che hanno espresso il loro supporto  a monsignor Fausto Bonini che ha atteso i suoi fedeli fermo davanti al portone dell’ingresso. C’è stato solo un uomo che è entrato in chiesa e ha gridato contro il parroco “razzista”.

Braccio di ferro tra chiesa e cultura sul matrimonio… lo stato tace!

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Esce oggi l’enciclica ‘Lumen Fidei’ firmata da Papa Francesco e all’interno c’è un ampia sezione dedicata alla famiglia in cui si legge:

“Essa (la famiglia, ndr) nasce dal riconoscimenti dell’accettazione della bontà della differenza sessuale e, fondata sull’amore di Cristo, promette un amore che sia per sempre e riconosce l’amore creatore che porta a generare figli. Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia: penso anzitutto all’unione stabile tra uomo e donna nel matrimonio”.

 Quindi, come era logico pensare, si ribadisce nella chiesa il concetto che il matrimonio ci possa essere solo tra uomo e donna. Secondo Francesco il matrimonio può essere  una “sinfonia” della fede.

E come mai questa “sinfonia” può suonare solo e unicamente tra uomo e donna? Come si può affermare che questo “suonare insieme” possa nascere solo tra uomo e donna? Come è possibile che la fede, proprio perché non la si può imporre, come la stessa enciclica recita in un’altra parte, possa essere innalzata a livello di sinfonia solo se il matrimonio viene contratto tra un uomo e una donna? Come si spiegano i drammi famigliari? Come si spiegano i femminicidi? Sono solo deviazioni dalla retta via o possiamo iniziare ad ammettere che quella sinfonia auspicata nel matrimonio tra uomo e donna si trasformi invece in inferno se nascono contrasti? Dove è la formula scientifica che ci impone che il rito debba essere impartito solo tra uomo e donna?

Se la chiesa detta legge, la cultura propone un cambiamento. In particolare Walter Siti, vincitore del premio Strega 2013, fa sentire la sua voce sull’argomento in una intervista:

Credo che sia giusto che venga introdotto il matrimonio tra persone dello stesso sesso e anche che venga data loro la possibilità di adottare dei bambini, ovviamente questo sposta i confini tradizionali della famiglia. La famiglia tradizionale è in ogni caso destinata ad un tramonto piuttosto rapido e il fatto che nascano nuovi tipi di famiglia lo trovo decisamente positivo. Penso che le divisioni di barricate politiche davanti a questioni del genere siano destinate a cadere: ognuno, al di là del partito d’appartenenza, ha delle sue storie private nelle quali magari si incontra con questi problemi e ragiona con la sua testa.

Alla base della religione non c’è forse il concetto di uguaglianza? Non siamo tutti uguali di fronte a Dio?  Perché quindi alle soglie del 2013 ribadire in un’enciclica il matrimonio fra uomo e donna? Non sarebbe stato meglio tacere? Forse brucia ancora la dura lotta intrapresa e  persa in Argentina, dall’attuale Papa contro il matrimonio gay? Sono molti i dubbi, ma forse c’è un unica certezza: è davvero cambiata la chiesa con Papa Francesco o ha puntato solo a riavvicinare le folle che si stavano allontanando per gli scandali dei preti pedofili e dello Ior?  

In tutto questo il governo di larghe intese al servizio dei cittadini cosa fa? Tace?

L’operazione trasparenza di Papa Francesco: pubblicati i file di Milwaukee

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Prosegue l’operazione trasparenza da parte del Vaticano con alla guida Papa Francesco: sono stati pubblicati infatti, dall’Arcidiocesi di Milwaukee, in Wisconsin, migliaia di documenti relativi allo scandalo degli abusi sessuali che i preti hanno commesso ai danni di minori. Nella documentazione, in cui sono presenti anche dozzine di file personali, compaiono anche i file relativi a Dolan, attualmente arcivescovo di New York ma all’epoca dei fatti arcivescovo di Milwaukee. Il cardinale avrebbe spostato infatti, in un periodo in cui l’arcidiocesi si dirigeva verso la bancarotta, un totale di 56,9 milioni di dollari in un fondo fiduciario destinato alla manutenzione dei cimiteri. “Se vogliono trasferire denaro lo fanno rapidamente, se vogliono mantenere un prete, e la sua storia, segreta, lo spediscono in una località glaciale” ha dichiarato Jeff Anderson al Wall Street Journal. Secondo il legale di 350 vittime degli abusi commessi in ambito ecclesiastico nello stato americano, infatti, si tratterebbe di frode visto che Dolan avrebbe effettuato il trasferimento per proteggere il denaro da rivendicazioni e responsabilità legali. Immediata la replica di Dolan che ha negato tutto in un comunicato ufficiale nel quale spiega che tale fondo è stato creato secondo le leggi statali e non “era uno scudo al processo di bancarotta” in corso. Ma il nome del cardinale appare anche su alcune lettere dirette al vaticano per richiedere punizioni più severe nei confronti di preti che hanno commesso abusi sessuali. Dolan avrebbe invitato la santa sede a revocare un permesso di tornare in servizio concesso a un prete, sostenendo che “la nostra credibilità verrebbe fortemente danneggiata”.

Saltano le teste allo IOR: si dimettono il direttore e il vice

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La bufera era nell’aria e il vento si era alzato da quando un mese fa  monsignor Nunzio Scarano, il prelato contabile dell’Apsa indagato per riciclaggio e arrestato per corruzione e truffa, era stato sospeso in via cautelativa. Poi c’era stata la nomina del nuovo prelato dello Ior e l’istituzione della commissione «referente» d’inchiesta, una mossa per cercare trasparenza e limitare i danni di possibili nuovi terremoti all’interno del Vaticano, già ampiamente provato dagli scandali sessuali e da quelli finanziari.

Oggi sono volate le teste, il direttore generale dello Ior Paolo Cipriani e il suo vice Massimo Tulli hanno rassegnato le dimissioni, accettate oggi dalla Commissione dei cardinali e dal board di sovrintendenza. Le funzioni di dg dell’Istituto sono state assunte `ad interim´ dal presidente Ernst von Freyberg. Lo rende noto la sala stampa vaticana.  Von Freyberg nei giorni scorsi aveva annunciato un’indagine interna a partire dal caso Scarano e aveva incominciato a rendersi conto della situazione e della necessità di un cambiamento radicale. Per aiutarlo nel suo compito, il presidente sarà affiancato da nuovi consulenti, in attesa della nomina dei nuovi manager.

 

Il viaggio del Papa fra gli immigrati

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Andrà  a Lampedusa, in mezzo agli immigrati Papa Francesco a celebrare la messa. Il viaggio è stato previsto per l’8 luglio. Il Pontefice, spiega il portavoce della sala stampa vaticana, padre Lombardi, toccato dalle tragedie dell’immigrazione, lancerà una corona nelle acque dell’isola. Ma pagare l’Imu e dare risorse allo Stato da destinare anche ai migranti? Una messa e una corona possono donare speranza, ma non dare un futuro!

Cartoon Pope: Francesco diventa un cartone!

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L’idea è stata del sito Catholic-Link.com, il portale di catechesi “alternativa” ha infatti lanciato su YouTube un cartoon in cui si ripercorre la vita di Francesco in 4 minuti. Dalla culla al Vaticano, tra aneddotti e curiosità i piccoli saranno guidati nella conoscenza dell’odierno Papa. Naturalmente non potevano mancare le passioni calcistiche dell’argentino, come non poteva mancare la sua predilezione per la metropolitana. Lo stile del cartoon però, e questo può sembrare “politically incorrect, è tratto da South Park. L’abbinamento stride, ma sicuramente il video avrà un forte richiamo mediatico ora che è stato diffuso su YouTube e pubblicizzato sulla pagina del sito.

Sconvolgenti rivelazioni sull’Orlandi: quanto è attendibile Accetti?

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Convocato ieri nuovamente a Piazzale Clodio, Marco Fassoni Accetti, il fotografo che ha raccontato di aver partecipato al sequestro Orlandi e di essere stato uno dei telefonisti  (la perizia fonica è in corso), ha raccontato i motivi che, secondo lui, avrebbero portato il gruppo che sequestrò la ragazza a non liberarla subito. Ci furono dei fatti «non preventivati» che fecero «precipitare la situazione». Doveva tornare presto a casa ma fu «trattenuta», con il risultato di trasformare un «finto sequestro» in un giallo infinito.

Interrogato per ore dal   procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo alla presenza dell’avvocatessa Maria Calisse, nel confronto di ieri il magistrato ha cercato di avere nomi “sicuri” di complici e avversari del gruppo. Un gruppo «formato da laici ed ecclesiastici, con il supporto di fiancheggiatori della Stasi» che lo stesso Accetti ha coinvolto nelle dichiarazioni di maggio scorso, quando sostenne che l’accordo firmato dallo Ior sul crack Ambrosiano nel 1984 fu dettato dal ricatto dei sequestratori.

«Io non faccio chiamate in correità – insiste il superteste – fornisco il contesto e numerosi riscontri». Un quadro dettagliato, questo è certo. Il «nucleo di controspionaggio» avrebbe rapito la Orlandi e Mirella Gregori (46 giorni prima) per compiere pressioni per conto di ecclesiastici «orientati in senso progressista». Due gli obiettivi: indurre Alì Agca a ritrattare le accuse ai bulgari di complicità nell’attentato al papa (in cambio di una sua futura liberazione) e colpire lo Ior di Marcinkus.

«Nostra controparte – specifica Accetti – erano persone legate all’avvocato Ortolani (poi condannato per il crak Ambrosiano) e altre vicine a Thomas Marcinkus». La guerra all’ombra del Vaticano, quindi, troverebbe nuovi spunti. Emanuela «doveva tornare a casa in 24 ore», ma ciò fu impedito «prima perché il 23 giugno non avevamo in mano la denuncia di scomparsa da produrre in fotocopia ad Agca». E questo trova riscontro: la famiglia fu invitata a non sporgere subito denuncia al Collegio romano, nella speranza di una «scappatella».

In un secondo momento – e siamo al 24-25 giugno – «perché ci arrivò voce che la commissione bilaterale tra Stato vaticano e italiano per esaminare la situazione dello Ior, fissata al 30 giugno, non sarebbe arrivata a un accordo». «E’ bene tenerle», sarebbe stato l’ordine impartito da non meglio precisati ambienti agli esecutori dei sequestri.

Poi avvennero due eventi deflagranti secondo Accetti: l’appello del 3 luglio di papa Wojtyla, che diede al caso rilievo planetario, e il rilancio delle accuse ai bulgari da parte di Agca, l’8 luglio, al grido di «Sono lo strumento del Kgb!».

Terrorismo,scandali finanziari e fazioni politiche in Vaticano che si sarebbero intrecciate con il destino delle due ragazza scomparse ai tempi della guerra fredda. Ora lo Ior, nelle cronache degli ultimi giorni, è ancora nella bufera, ma sulla verità dell’Orlandi e della Gregori ancora non si vede la luce a 30 anni dalla scomparsa.

 

Il “pericolo di pensare in modo mondano”, così il Papa

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Celebrata a San Pietro la messa durante la quale ha imposto il “pallio a 34 arcivescovi metropoliti, di cui tre italiani:  Carlo Roberto Redaelli, Lorenzo Ghizzoni e Giuseppe Petrocchi, rispettivamente arcivescovi di Gorizia, Ravenna-Cervia e de L’Aquila.

In tale occasione il Papa ha ricordato “Nella Chiesa  la varietà, che è una grande ricchezza, si fonde sempre nell’armonia dell’unità, come un grande mosaico in cui tutte le tessere concorrono a formare l’unico grande disegno di Dio. E questo deve spingere a superare sempre ogni conflitto che ferisce il corpo della Chiesa”.

Nessun riferimento di Papa Bergoglio sullo scandalo Ior, ma invece un chiaro riferimento a non cedere alla logica del potere umano: 

“Il ruolo, il servizio ecclesiale di Pietro ha il suo fondamento nella confessione di fede in Gesù il Figlio del Dio vivente, resa possibile da una grazia donata dall’alto”, ha ricordato ancora Papa Francesco, denunciando il “pericolo di pensare in modo mondano”.

Pedofili al Vaticano… solo falsità.

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E’ stato arrestato Patrizio Poggi, l’ex religioso che aveva denunciato l’esistenza di un’organizzazione criminale dedita a reclutare ragazzi, anche minorenni, per farli prostituire con esponenti del clero romano.

Le indagini hanno però dimostrato una versione molto diversa dove Poggi Poggi avrebbe «concepito e attuato un piano calunnioso, prospettando circostanze non veritiere o, comunque, basate su mere dicerie – si legge nella nota -, in quanto animato da risentimento per motivazioni personali nei confronti di alcuni dei prelati da lui accusati di fruire di prestazioni sessuali omosessuali a pagamento con minorenni».

Poggi era convinto, secondo i carabinieri, «che l’esito positivo delle indagini da lui stimolate sul fenomeno dei cosiddetti ‘preti pedofilì potesse incidere positivamente, anche con iniziative ricattatorie, sul suo tentativo di ottenere dal Vaticano la revoca del provvedimento di dimissione dallo stato clericale e su un’eventuale revisione del processo con cui era stato condannato, in passato, per atti sessuali con minorenni».

Le indagini hanno poi portato alla luce come Poggi avrebbe «pianificato – e costruito – false prove testimoniali concernenti abusi su minori commessi dalle persone da lui denunciate, al fine di suffragare ulteriormente le sue dichiarazioni; cercato di influire su alcuni soggetti da lui citati quali testimoni affinchè, convocati dall’autorità giudiziaria per essere sentiti quali persone informate sui fatti, fornissero una versione coerente con il quadro da lui delineato in sede di denuncia».

L’ex sacerdote si trova ora a Regina Coeli.

Vaticano nel caos: primi arresti

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Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, ha arrestato questa mattina un alto prelato, Nunzio Scarano, un religioso con un ruolo di spicco all’Apa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, l’organismo che gestisce i beni della Santa Sede). Insieme a lui sono stati arrestati anche un funzionario dei Servizi Segreti, Giovanni Maria Zito, un funzionario dell’Aisi, e un broker finanziario italiano che lavora soprattutto all’estero, Giovanni Carenzio. Tra i reati contestati, oltre alla truffa ed alla corruzione anche la calunnia, all’interno di una indagine che riguarda ingenti somme che sono rientrate dalla Svizzera. L’ammontare sarebbe di circa 20 milioni cash di proprietà di alcuni amici del monsignore a bordo di un jet privato. Per questo «servizio», Zito avrebbe ricevuto 400 mila euro. Gli arresti arrivano il giorno seguente allo shock per le accuse di pedofilia che ieri avevano interessato il cerimoniere pontificio: Don Franco Camaldo

 

Shock in Vaticano: accusato di pedofilia il cerimoniere pontificio

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Franco Camaldo, 61 anni, di Lagonegro (Potenza), decano dei cerimonieri pontifici (cioè dei prelati che assistono il Papa nelle funzioni religiose da lui presiedute) è stato coinvolto nello scandalo dei presunti preti pedofili e gay in Vaticano. Il suo nome sarebbe stato fatto dall’ex l’ex sacerdote, Patrizio Poggi, che si è presentato davanti ai carabinieri di Roma per raccontare di un giro di ragazzi romeni che sarebbero stati adescati per soddisfare sessualmente alcuni religiosi.

Certo che qualcosa non andasse per il verso giusto lo avevano notato in molti. A Lagonegro dove 10 giorni fa don Camaldo si era recato per venerare la protettrice del luogo ed era stato quasi disarcionato dal suo mulo. Secondo alcuni credenti locali quel segno non era per nulla buono. E la bufera non è tardata ad arrivare. Secondo Poggi uno dei responsabili delle violenze sarebbe proprio l’attuale cerimoniere del Papa, ma non sarebbe certo il solo che figura nella ricostruzione dell’ex sacerdote.

L’elenco comprende, tra gli altri, anche l’attuale vescovo di Tivoli, mons. Mauro Parmeggiani, mons Nicola Tagliente, cappellano della Polizia di stato e don Domenico Repice, già arrestato nel 2006 nell’operazione «Fiori nel fango 2». Sui gravi episodi denunciati da Poggi che vedono coinvolti esponenti del clero anche di alto livello, come il religioso lucano, la Procura di Roma mantiene il massimo riserbo e fa sapere che al momento non ci sarebbero indagati.

Don Franco Camaldo non è la prima volta che cade sotto la lente della giustizia. Nel 2010, infatti, era stato coinvolto nell’inchiesta sulla «cricca» Balducci–Anemone (gli appalti dei grandi eventi), per la storia un prestito di 280 mila euro. Prima ancora, nel 2006, era stato coinvolto in u n’inchiesta del pm di Potenza Henry John Woodcock , che lo ascoltò, in qualità di testimone, anche in relazione alla vicenda di Emanuela Orlandi in quanto segretario particolare del cardinale Ugo Poletti (vicario di Paolo VI e di Wojtyla fino al ’91), dal 1984 al 1997, anno della morte di Poletti. Le domande vertevano sui motivi della tumulazione nella basilica di Sant’Apollinare del boss della Banda della Magliana Enrico De Pedis.

Don Camaldo poi non ha solo amicizie pontificie, ma vanta frequentazioni anche al di fuori dei religiosi. Tra i suoi amici compare anche lo stilista Gai Mattiolo. Il religioso ha poi un proprio sito Internet con il quale intrattiene rapporti con molte persone e si presenta pubblicamente.

Per approfondimenti sullo scandalo IOR vedi:

Vaticano nel caos: primi arresti

Luci rosse in Vaticano… orge con minori?

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I video che incastrano il Vaticano sarebbero nelle mani di un notaio di Lugano, questa è la notizia shock di Francesco Zanardi, presidente di “Rete Abuso”, sulle presunte orge nella Santa Sede. Nei video, girati dalle vittime degli abusi, ci sarebbero alti prelati che molesterebbero i minorenni. Francesco Zanardi, noto blogger in lotta contro la pedofilia, essendo lui stesso stato vittima di molestie sessuali da piccolo, ha “confessato” la sua verità al settimanale ticinese “Il Caffè”.

 

Emanuela Orlandi è morta? Questa sera una fiaccolata per lei

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Presente a un incontro della terza edizione del Festival Trame a Lamezia, il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, parla della scomparsa della 16enne romana di cui si sono perse le tracce il 22 giugno 1983: “Emanuela Orlandi è morta, ma il caso della sua scomparsa potrebbe risolversi. Finora ci sono state molte false piste e molti depistaggi”. E aggiunge: “La verità sulla fine di Emanuela non si è trovata per molto tempo perché troppi temevano che dietro questa storia si nascondesse una verità scomoda… Che Emanuela Orlandi sia morta è evidente. Che altro si può pensare di una persona scomparsa che non s’è fatta mai viva con nessuno per ben 30 anni di fila?”. Intanto oggi ci sarà una fiaccolata organizzata per lei. Spiega il fratello della ragazza Pietro Orlandi: “Sarà un po’ come riportarla a casa”. La manifestazione si terrà alle 19.30, la stessa ora in cui Emanuela uscì per l’ultima volta dalla scuola di musica che si trovava vicino alla chiesa di Sant’Apollinare a Roma. E proprio da questa piazza si metterà in moto la fiaccolata che raggiungerà il Vaticano. “Abbiamo denominato l’iniziativa Ritorno a casa – dice il fratello di Emanuela – e vorremmo entrare in piazza San Pietro: la mia speranza è che possa arrivare un segnale dal Papa, che papa Francesco possa essere presente in piazza”. Pietro Orlandi e Bergoglio si sono visti, rapidamente, in un’occasione, pochi giorni dopo l’elezione del pontefice:  “Mi disse: ‘Lei sta in cielo’. Una frase che mi ha fatto gelare il sangue”, ha ammesso Pietro. “Stiamo organizzando la marcia per sabato 22 giugno e abbiamo ricevuto tantissime adesioni”, aggiunge Pietro, che continua a promuovere la sua petizione per chiedere verità e giustizia sulla vicenda di Emanuela, a cui hanno aderito in oltre 153 mila. “E sono centinaia anche le persone che in queste settimane mi hanno comunicato la loro partecipazione alla marcia del 22 – aggiunge Pietro -. Ho ricevuto adesioni da 30 città, dalla Sicilia a Lugano. Una volta a San Pietro, libereremo in aria delle lanterne cinesi e poi inizierà una veglia di preghiera e per ricordare che siamo ancora in attesa di risposte e di collaborazione anche da parte del Vaticano. La mia speranza che anche il Papa vorrà pregare con noi”.

Orge gay con minori in Vaticano?

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E’ il Fatto Quotidiano con un articolo a firma di Marco Lillo e Ferruccio Sansa a rivelare le orge gay in Vaticano a cui avrebbero, secondo le dichiarazioni di un manager di una multinazionale (che racconta anche di avere prove fotografate e video), partecipato anche minori.  Alcuni degli incontri, sempre secondo la fonte, sarebbero avvenuti proprio tra le mura della Santa Sede:

“In questi anni – racconta l’uomo – per ragioni di lavoro ho avuto occasione di avere accesso ad ambienti vaticani e anche ai personal computer riservati di alti prelati”.

L’uomo avrebbe anche alcuni numeri di cellulare che sarebbero serviti per organizzare questi incontri.

 

Lobby gay in Vaticano? Arriva il dietrofront

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Ieri era stata diffusa la notizia che Papa Francesco avrebbe ammesso che  nella Curia romana esiste una “corrente di corruzione”, e che c’è una “lobby gay” in Vaticano, aggiungendo che “bisogna vedere cosa possiamo fare al riguardo”. “Non posso essere io a fare la riforma, queste sono questioni di gestione e io sono molto disorganizzato, non sono mai stato bravo per questo”, avrebbe ammesso il Papa, aggiungendo che ha fiducia nella commissione cardinalizia che ha creato con questo incarico. Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, interpellato sulla vicenda, ha detto di non avere “alcuna dichiarazione da fare sui contenuti della conversazione” dato che si trattava di “un incontro di carattere privato”. Ma, a seguito della diffusione del resoconto, la Confederazione di Religiosi Latinoamericana e dei Caraibi ha fatto un passo indietro: siamo “profondamente dispiaciuti” per la diffusione del colloquio con il Papa del quale è “attribuibile solo il senso generale”, precisa la presidenza della Clar. I religiosi precisano che “La conversazione che si è svolta sulla base delle domande rivolte al Papa dai presenti”. Il colloquio “non è stato registrato, ma poco dopo è stata fatta una sintesi sulla base di quanto ricordavano i presenti… sintesi destinata alla memoria personale dei partecipanti, in alcun modo ad una pubblicazione per la quale non era stata fatta una richiesta”. Partendo da tali elementi, precisa il comunicato diffuso a Bogotà, “è chiaro che non possono essere attribuite con certezza al Santo Padre le espressioni contenute nel testo, bensì solo il suo senso generale”. E il testo conclude: “La Clar  è profondamente dispiaciuta per quanto è successo e la confusione da essa derivante”.

La lobby gay in Vaticano?

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Lo scoop è del sito cattolico latino-america  “Reflection and liberation”, in cui viene sintetizzato l’incontro del 6 giugno scorso tra il pontefice e i rappresentanti della confederazione latino-americana e dei caraibi dei religiosi e delle religiose. Durante l’udienza il Papa avrebbe detto, secondo quanto riportato dal sito, “Nella curia ci sono persone sante, davvero, ma c’è anche una corrente di corruzione. Si parla di una ‘lobby gay’, ed è vero, esiste. Noi dobbiamo valutare cosa si può fare”.

Interpellato dalla France Presse, il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha detto: “È stato un incontro privato, non ho commenti da fare”.

Lo scorso febbraio, alcuni giornali italiani riferirono di una lobby gay all’interno della curia venuta alla luce durante l’inchiesta ordinata Papa Benedetto XVI su VatiLeaks, ossia le fughe di notizie dal Vaticano.

Insomma le foti sono molteplici, ma non c’è nessuna certezza come non c’è nessuna smentita.

Confronto tra il Papa e il Capo di Stato

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Napolitano è giunto in Vaticano per la visita ufficiale a Papa Francesco.  Il corteo presidenziale è arrivato da Via della Conciliazione ed è entrato in Vaticano da Piazza San Pietro e quindi dall’Arco delle Campane. La cerimonia di saluto, guidata dal prefetto della Casa Pontificia monsignor Georg Gaenswein, è avvenuta nel Cortile di San Damaso, dove la Banda pontificia ha eseguito l’Inno di Mameli.

Al centro dell’incontro, al quale sarà presente anche Emma Bonino, ci saranno gli immigrati e la crisi. Ieri aveva dichiarato la necessità dei cattolici laici a “mischiarsi nella politica”.

L’invito di Francesco: immischiamoci nella politica

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Incontro con gli allievi delle scuole dei gesuiti oggi per Francesco, che si è trovato a rispondere ad una domanda sul suo essere Papa: “Non è soltanto una questione di ricchezza, per me è un problema di personalità, io ho la necessità di vivere fra la gente, se io vivessi solo, forse un po’ isolato, non mi farebbe bene”, e prosegue, parlando della sua scelta di sobritetà:  “Questa domanda me l’ha fatta anche un professore, ma perché lei non va ad abitare là, mi ha chiesto, ma mi senta professore, gli ho risposto, per motivi psichiatrici, perché è la mia personalità”. “L’appartamento – ha aggiunto Papa Bergoglio – non è tanto lussuoso, ma non posso vivere da solo e poi credo che i tempi ci parlano di tanta povertà nel mondo e questo è uno scandalo”. A tutti, ha anche rivolto l’invito a immischiarsi nella vita politica: “Noi cristiani non possiamo giocare la parte di Pilato, lavarci le mani, non possiamo, dobbiamo immischiarci nella politica”. “La politica – ha sottolineato – è una delle forme più alte di carità in quanto cerca il bene comune: i laici cristiani devono lavorare in politica”.

Nessuna vacanza per il Papa!

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Nessuna vacanza per Papa Francesco. Lo conferma il portavoce del vaticano padre Federico Lombardi, il Papa  «intende restare a Santa Marta» e «non prevede trasferimenti per periodi prolungati in estate, nè a Castelgandolfo nè altrove. Naturalmente – ha aggiunto – è libero di spostarsi, se lo vuole, e questa è l’agenda fissata fino ad oggi». Quindi ci potrebbe essere un weekend o una gita di qualche giorno, ma Francesco ha intenzione di rimanere a Roma. Non lo spaventa la calura della Capitale nei mesi estivi e non è prevista una pausa estiva nelle attività del Pontefice. Naturalmente deluso rimane il comune di Castelgandolfo che già si preparava ad accogliere il Pontefice, i turisti e fedeli che inevitabilmente avrebbero invaso le strade cittadine.

 

Francesco e la presa al volo del rosario

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Papa Francesco, quasi 77 anni e non  sentirli. Oggi mentre stava attraversando San Pietro a bordo della papamobile, qualcuno tra la folla gli ha lanciato un rosario. Il Papa pronto di riflessi lo ha preso al volo divertendo tutti i presenti per la prontezza di “spirito”.

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“Lei sta in cielo” così Francesco su Emanuela Orlandi

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«”Lei sta in cielo”. È questa la frase che papa Francesco ha detto prima a mia madre e poi a me quando, come tanti altri fedeli, lo abbiamo incontrato dopo la messa che celebrò nella parrocchia di S. Anna in Vaticano pochi giorni dopo la sua elezione: parole che mi hanno fatto gelare il sangue». Così il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi che poi ha aggiunto «Da quando è stato eletto il nuovo papa – spiega – ho chiesto più volte di poter avere un incontro personale con lui. Ho inviato quattro fax diretti al suo segretario personale, mi sono accertato che li avesse ricevuti, ma per ora non ho avuto risposta. A questo punto, vedo poche possibilità».

E’ stata la frase di un uomo di chiesa che cerca di consolare i genitori di una ragazza scomparsa da 30 anni o è una frase da Capo di un Stato che rivela una triste verità?

L’esorcismo di Francesco… Angelo liberato dal diavolo?

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Nonostante le smentite da parte del Vaticano sono molti i religiosi che continuano a parlare di quel gesto di Francesco, avvenuto  domenica 19 maggio, al termine della messa di Pentecoste, in Piazza San Pietro, come di un rito per scacciare il demonio. A confermarlo ora ci sarebbe anche il diretto interessato, il messicano disabile di 43 anni che affermerebbe di essere stato vittima del diavolo per almeno 14 anni. L’uomo si era sottoposto diverse volte a riti di esorcismo ma nessuno era riuscito a liberarlo, sembra invece che il gesto compiuto dal Pontefice abbia avuto esito positivo e che ora l’uomo è libero. Anche padre Juan Rivas, il sacerdote che aveva accompagnato Angelo a Roma sia convinto che si sia trattato di un vero e proprio esorcismo:

“Il Papa ha salutato Angelo, lui gli ha baciato l’anello e in quel momento è caduto in trance. Gli ho detto che questa persona aveva bisogno della sua benedizione, che aveva subito più di dieci esorcismi. Allora lui gli ha posto le mani sulla testa e a quel punto abbiamo sentito un rumore terribile, come il ruggito di un leone. Tutti quelli che si trovavano lì lo hanno udito perfettamente”.

Gabriele Amorth sacerdote a capo dell’associazione internazionale degli esorcisti ha spiegato il gesto di Papa Francesco al  The Sunday Times: “L’esorcismo del Papa è un segno eccellente, perché una delle principali cause dell’ateismo è che la gente non crede più nel Diavolo. Ma Gesù ha detto: ‘Chi non è con me è con Satana’. Se non credi in Satana, Satana ti ha in tasca. Il sacerdote ha detto a Francesco: ‘Guarda, questo è un uomo posseduto dal Diavolo’. E il Papa lo ha benedetto e ha pregato su di lui, è stato un vero e proprio esorcismo. Il Papa ha pregato affinché il Signore liberasse quell’uomo. Era una preghiera di liberazione” e aggiunge: “Se il Vaticano ha negato questo, si vede che non capiscono niente. Viviamo in un’epoca in cui Dio è stato dimenticato. E ovunque Dio non è presente, il regno del diavolo”.

 

Una voce di smentita del Vaticano arriva anche da Gabriele Amorth, sacerdote a capo dell’associazione internazionale degli esorcisti. In un’intervista al The Sunday Times Amorth ha confermato la sua impressionesulla preghiera di Francesco a piazza San Pietro e dice di considerare l’esorcismo un modo per bilanciare la crescita dell’ateismo. “L’esorcismo del Papa è un segno eccellente, perché una delle principali cause dell’ateismo è che la gente non crede più nel Diavolo. Ma Gesù ha detto: ‘Chi non è con me è con Satana’. Se non credi in Satana, Satana ti ha in tasca”. Nell’intervista Amorth ha così spiegato il video dell’esorcismo del Pontefice: “Il sacerdote ha detto a Francesco: ‘Guarda, questo è un uomo posseduto dal Diavolo’. E il Papa lo ha benedetto e ha pregato su di lui, è stato un vero e proprio esorcismo. Il Papa ha pregato affinché il Signore liberasse quell’uomo. Era una preghiera di liberazione”. Amorth, che dice di aver effettuato circa 160mila esorcismi, ripete: “Se il Vaticano ha negato questo, si vede che non capiscono niente”. E ancora: “Viviamo in un’epoca in cui Dio è stato dimenticato. E ovunque Dio non è presente, il regno del diavolo”.

Papa Francesco e l’esorcismo: parla l’uomo “liberato”

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Il Vaticano ha sempre negato che Papa Francesco abbia fatto un esorcismo in Piazza San Pietro, eppure gli esperti, leggendo il labiale, continuavano a sostenere la loro idea. Il Santo Padre avrebbe recitato infatti la formula necessaria per praticarlo: “Io ti scongiuro, Satana, nemico della salvezza dell’uomo, che riconosce la giustizia e la bontà di Dio Padre, che ha condannato giusto giudizio il tuo orgoglio e l’invidia.” Ora il quotidiano spagnolo El Mundo è riuscito ad intervistare l’uomo messicano che ha goduto di questo intervento. Angelo V. ha 43 anni e due figli, un viso sereno e modi gentili e racconta di essere posseduto da quattro demoni che lo tormentano da quattordici anni, più forti della dozzina di esorcisti che hanno tentato, invano, di liberarlo e che hanno concordato fosse un caso di possessione diabolica insanabile. Almeno fino a quando Papa Francesco non gli ha posto le mani sulla testa. Padre Juan Rivas, il sacerdote che quel giorno accompagnava Angelo, racconta l’esperienza vissuta. “Il Papa ha salutato Angelo, lui gli ha baciato l’anello e in quel momento è caduto in trance. Gli ho detto che questa persona aveva bisogno della sua benedizione, che aveva subito più di dieci esorcismi. Allora lui gli ha posto le mani sulla testa e a quel punto abbiamo sentito un rumore terribile, come il ruggito di un leone. Tutti quelli che si trovavano lì lo hanno udito perfettamente. Anche il Papa lo aveva sentito, così come gli uomini della sua scorta e una ragazza che era poco distante da noi. Angelo ha annuito lentamente, dicendo che il la preghiera del Papa era stata molto buona”. Ora che Angelo sta bene e cammina, ha potuto raccontare la sua storia ai giornalisti, a partire dalla prima volta in cui i demoni si sono impossessati di lui. “È stato nel 1999. Ero su un autobus, di ritorno da Città del Messico. Ho sentito come una forza entrare nell’autobus. Non la vedevo, ma la percepivo. Si è avvicinata e si è fermata di fronte a me. A un tratto ho sentito come una pugnalata al petto, mi sentivo come se mi dovesse aprire le costole”. Pensava si trattasse di un attacco di cuore, cosa che non era, ma la sua salute è via via peggiorata. “Ho cominciato ad avere frequenti stati di trance, mi dicevano che parlavo in altre lingue. Nessun medico riusciva a spiegarmi cosa mi succedeva. Ho fatto test, radiografie, analisi… Ma nessuno è mai riuscito a darmi una spiegazione”. La diagnosi per lui è arrivata solo nel 2004, poi sono arrivati gli esorcismi, rivelatisi inefficaci. Infine un sogno, quello in grado di cambiare una vita:  “Papa Francesco vestito di rosso, che pregava con un incensario in mano, circondato dai cardinali. Non diedi importanza a quell’immagine fino al giorno in cui non vidi quella scena in televisione. Allora decisi di andare a Roma”. Arrivato, Angelo ha chiesto a Juan Rivas di accompagnarlo dal Papa. “Dopo aver provato tre volte a salutarlo, l’ultima domenica la Divina Provvidenza ci ha aiutato e ci ha permesso di incontrarlo e di pregare con lui”, ha concluso padre Rivas.

L’esorcismo di Francesco a Piazza San Pietro

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Al termine della Messa di Pentecoste in Piazza San Pietro, nei pressi dell’Arco delle Campane, Papa Francesco, ha imposto le mani sulla testa di un malato dopo che il sacerdote che lo accompagnava ha detto qualche parola al Pontefice facendogli cambiare espressione. Mentre il Papa impone le mani sulla fronte del ragazzo e prega profondamente, il malato apre la bocca . Tv2000 poi dirà che: “Gli esorcisti che hanno visto le immagini non hanno dubbi: si è trattato di una preghiera di liberazione dal Maligno o di un vero e proprio esorcismo”.

“Stop al massacro, no all’euro”, l’uomo sulla cupola di San Pietro

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Un uomo è salito sulla cupola di San Pietro a Roma e ha esposto uno striscione  “Stop al massacro, no all’euro. Papa Francesco facci uscire da questo incubo”. La frase è scritta in italiano e in inglese.  Sul posto sono intervenuti la gendarmeria vaticana e gli uomini dell’Ispettorato.

Grillo contro il Papa

grillo- contro-papa-tuttacronaca

«Anche il Papa ultimamente è diventato qualunquista e un pò populista, dice di pensare agli ultimi e non alle banche che siano di destra o di sinistra».

Grillo si riferisce in particolare alle ultime dichiarazioni del Pontefice, che dopo aver incontrato nella giornata di ieri Angela Merkel, nella veglia di Pentecoste aveva ribadito che la crisi è stata generata dalla cattiva politica che “fa tanto male all’umanità intera”. Poi ha spiegato che la Chiesa, povera per i poveri, va contro la mentalità di chi oggi pensa che “se cadono gli investimenti, le banche, questa è una tragedia”, mentre “se le famiglie stanno male, non hanno da mangiare allora non fa niente”, che è “la nostra crisi di oggi”. Ma dove è la Chiesa povera? Forse, il Papa, eletto da pochi mesi, non ha avuto modo di prendere visione dei patrimoni culturali conservati nei Musei Vaticani dove per accedere bisogna pagare un biglietto di 16 euro (che se prenotato online costa 20 euro) ? Forse il Papa non ha potuto prendere visione ancora dei Tesori del Vaticano? O dello Ior? O dei beni della Chiesa sparsi in tutto il mondo? Perchè la Chiesa non fa un gesto verso lo Stato italiano e inizia a pagare l’Imu sulle proprie proprietà e dispensa i poveri dal pagamento?

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