Amore fraterno: si suicida per salvare la vita al fratello malato

fratello_suicida-tuttacronacaE’ stato il Daily Mail a raccontare la storia dell’estremo sacrificio di un giovane suicidatosi per salvare la vita al fratello e permettere alla famiglia di pagare le spese mediche. In Cina, Honghui, 20 anni e Hongtao, 18 anni hanno scoperto a pochi mesi l’uno dall’altro di essere malati di uremia, una grave forma di insufficienza renale. La situazione economica della famiglia, tuttavia, non permetteva di pagare le cure mediche e il trapianto per entrambi i figli, due studenti brillanti e ragazzi uniti. I soldi non bastavano mai, nonostante il padre avesse venduto ogni cosa e anche la scuola frequentata dai Hongtao, un giorno si è chiuso in camera e si è avvelenato. Nel biglietto che ha lasciato, si legge: “Fratello, spero riuscirai a guarire, questa è l’unica cosa che mi interessa”, poi si rivolge ai genitori, “State andando in rovina per curarci, spero che ora possiate farcela”.  Il fratello maggiore, secondo i medici, era colui che stava reagendo meglio alla terapia. Recentemente è stato effettuato con successo il trapianto e sembra ci sia un pieno recupero. Il sacrificio del fratello non è stato vano ma il vuoto dei genitori non viene colmato: “Come possiamo essere felici senza Hongtao? Ci riprenderemo lentamente”.

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La storia di Greta: oro europeo licenziata e lasciata senza cure mediche

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Greta Cicolari, 31 anni, l’atleta di beach volley che ha portato l’Italia a vincere l’oro ai campionati europei del 2011 in coppia con  Marta Menegatti, con la quale ha vinto anche il gradino del podio più alto ai giochi del Mediterraneo di Mersin nel 2013 ora accusa la sua Federazione: “Licenziata dopo un infortunio e lasciata senza cure mediche”. L’infortunio alla schiena, avvenuto dopo il secondo posto nel Grand Slam di Pechino, nello scorso settembre, le ha lasciato non solo il dolore fisico, ma anche la delusione per quello che secondo l’atleta, è stata una grave lacuna da parte della Federazione italiana di pallavolo con la quale Greta era sotto contratto. Dopo l’infortunio, l’atleta bergamasca ha scoperto che la Federazione non si sarebbe occupata delle sue cure mediche alle quali avrebbe dovuto  provvedere da sola o mediante un’assicurazione privata che la Cicolari non aveva.  Sul caso è stata aperta un’inchiesta del procuratore aggiunto Leonardo Frisani: punta ad accertare negligenze mediche ma anche eventuali abusi commessi dal «datore di lavoro», la Fipav. Perché, in concomitanza con l’incidente, Greta «l’indisciplinata» (già sospesa per 6 mesi) è stata licenziata. Il contratto è stato risolto «unilateralmente» (secondo i suoi avvocati) e lei, oltre che senza lavoro, è rimasta senza cure mediche, denunciando la federazione anche in sede penale.

Come scrive il Corriere.it:

nell’esposto si chiamano in causa il medico Fipav Sergio Cameli e il segretario generale, Alberto Rabiti. L’antefatto: il 20 settembre scorso «durante un allenamento federale» la Cicolari è colpita da una distorsione lombare che la costringe a fermarsi perché i dolori le impediscono «qualsivoglia movimento della colonna vertebrale». Cameli la sottopone a una terapia mista di trattamenti stimolanti e farmaci. Ma Greta sviluppa «un’evidentissima irritazione epidermica», dice la denuncia. Il fisico tonico e idratato che appare durante le gare, non c’è più. Cameli le diagnostica una reazione ai farmaci prescritti. Il 30 settembre Greta è al Pronto soccorso: chiama Cameli per un nuovo appuntamento ma lui glielo rifiuta, «adducendo a motivazione il fatto che gli era stato comunicato dal segretario generale della Fipav, dottor Rabiti, che lei non faceva più parte del progetto tecnico federale».
Fuori dalla Fipav e senza terapia. A questo punto le indagini devono verificare le eventuali lesioni colpose e accertare se la condotta del medico federale, «censurabile sotto il profilo deontologico», non sia anche illecita dal punto di vista professionale. Ma nell’esposto che viaggia in parallelo a una richiesta di danni in sede civile (l’avvocato ha presentato un decreto ingiuntivo per 28.921 euro contro la Fipav) si chiede di verificare possibili abusi da parte della federazione. I rapporti fra l’atleta e i vertici si erano logorati da tempo. Greta Cicolari era stata sospesa per un tweet rivolto al suo compagno: «Sei l’uomo nero degli incubi!!!!mi fai sempre paura!!». I dirigenti Fipav ci hanno letto allusioni razziali nei confronti dell’allenatore, il brasiliano Dias Carvalho, con cui pure i rapporti non sono sempre stati idilliaci. Sul punto Greta si è difesa: «Solo un modo scherzoso di dire fra me e il mio compagno». E mentre Fipav la sanziona, il Coni ha deciso di premiarla. La lettera è appena arrivata: «Con felicità ti comunico che ti è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valore atletico in riconoscimento dei risultati agonistici ottenuti nel 2011». Firmato, il presidente, Giovanni Malagò.

“Assad ha commesso molti crimini contro l’umanità”: parla Ban Ki-moon

Ban-Ki-Moon-siria-tuttacronacaIl segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha affermato che “Il presidente siriano, Bashar al Assad, ha commesso numerosi crimini contro l’umanità”. Ha quindi aggiunto: “ci sarà un processo per accertare le sue responsabilità”. Si è quindi detto sicuro che il rapporto degli ispettori delle Nazioni Unite inviati a Damasco “dimostrerà in maniera schiacciante che sono state usate armi chimiche”. Ban Ki-moon ha quindi puntato il dito contro il rais di Damasco, lasciandosi sfuggire le prime anticipazioni del rapporto che gli ispettori internazionali consegneranno a Palazzo di Vetro nel week end. Le parole sono state però dette a microfoni spenti e non sarebbero dovute trapelare e il segretario ha successivamente spiegato che quanto riferito sulle armi chimiche usate in Siria e i crimini commessi da Damasco sono risposte a domande giunte a margine di un convegno. Ha quindi sottolineato di non poter commentare “pubblicamente” sui contenuti del rapporto degli ispettori perché non lo ha ancora ricevuto, ma di aspettarsi che dal dossier arriverà la “soverchiante, soverchiante dimostrazione” che armi chimiche sono state usate in Siria. Pur non avendo precisato se siano state le forze di Assad o i ribelli a lanciare l’attacco del 21 agosto, ha comunque detto che il presidente siriano Bashar al Assad “ha commesso molti crimini contro l’umanita”.

L’orrore della guerra siriana e le foto shock. Spari su ospedali

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I veri numeri della tragedia siriana forse nessuno li riuscirà mai a redigere. Ci sarà sempre qualche corpo dilaniato che non rientrerà nei calcoli, qualche famiglia sterminata che non sarà inclusa nel computo dei morti e forse la verità di ciò che sta accadendo non si riuscirà a raccontare. L’orrore è dietro ogni angolo come ci raccontano le stime “riviste al rialzo” di Human Rights Watch (Hrw) che parla di un bilancio molto peggiore del numero di morti dall’inizio di maggio nei villaggi di Bayda e Banyas, sulla costa siriana. L’organizzazione ha infatti identificato 248 vittime, anche se stima che il numero dei morti potrebbe essere molto più alto.

Secondo le informazioni raccolte dalla Commissione d’inchiesta creata dal Consiglio Onu per i diritti umani “le forze governative e le milizie affiliate interferiscono e strumentalizzano le cure mediche per favorire scopi strategici e militari. Le prove raccolte dalla Commissione portano a una conclusione sconvolgente: le forze governative seguono la politica di negare le cure mediche a coloro che si trovano nelle zone controllate dall’opposizione”, come si legge nel rapporto tematico della commissione. Ci sono anche le prove che alcuni gruppi armati anti-governativi hanno attaccato gli ospedali in certe aree, aggiunge il documento.

Per gli esperti della commissione “la negazione di cure mediche come arma di guerra è una realtà distinta e agghiacciante della guerra in Siria. Respingendo il principio inconfutabile e universalmente accettato che le persone ferite durante le ostilità devono essere trattate, le parti in conflitto in Siria stanno creando un pericoloso precedente”.

Come poi scrive il TgCom:

Emergono intanto nuovi particolari e testimonianze sul massacro dei due villaggi nella provincia di Tartous, avvenuti il 2-3 maggio. Secondo quanto riportato da alcuni giornalisti locali siriani, dopo il massacro l’esercito governativo ha impedito ai sopravvissuti l’ingresso nei villaggi per quattro giorni, non permettendo quindi la sepoltura dei morti. Dopo il ritiro delle truppe, i cadaveri abbandonati per le strade sono stati trovati straziati dai cani. Eppure non sono mancati i casi di “fedeltà canina”. L’animale nella foto, infatti, ha vegliato per giorni il corpo del padrone, difendendolo dagli altri cani selvatici che volevano sbranarlo.

Su YouTube è possibile anche vedere il video, di cui è ancora da provare l’autenticità, sul massacro del villaggio Bayda.

+++ VIDEO ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO E CONSAPEVOLE +++

 

 

Il neonato picchiato a Palermo: per lui arriva un benefattore anonimo

neonato-picchiato-benefattore-tuttacronacaNessuno si è offerto per adottare il piccolo Giorgio, il bimbo palermitano destinato a rimanere sordo e cieco a causa delle percosse inflittegli dai genitori. Il bimbo era stato ricoverato a Ferragosto e di lui hanno chiesto informazioni solo un paio di professionisti e la titolare di un’associazione umanitaria, anche se nessuno ha avanzato richiesta di affidamento. Però, stando al “Corriere della Sera”, ora sarebbe apparso un anonimo benefattore milanese disposto a occuparsi di tutte le spese per le cure e il mantenimento del piccolo. Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’ospedale dei bambini di Palermo, ha spiegato: “Mi ha detto che provvederà da oggi per tutta la vita di Giorgio al suo mantenimento. Pronto a trasferirlo a Milano. Offrendo quanto serve per la riabilitazione e per tutte le cure necessarie a una struttura pubblica o privata”. E’ la stessa persone che, in passato, ha assicurato in forma anonima cure costose e coperto spese per bisognosi e senzatetto. I genitori, privati della patria potestà e con il divieto assoluto di avvicinarsi all’ospedale, sono nel frattempo indagati per tentato omicidio ma liberi.

Malata di anoressia rifiuta le cure mediche: “Dio cura ogni male”. E’ morta

maria-antonella-mirabelli
Aveva respinto le cure mediche, appoggiata dalla madre e dalla nonna, nonostante soffrisse di anoressia. Maria Antonella Mirabelli, 19enne argentina di Rosario del Tala, è morta per seguire le proprie convinzioni religiose. “Non ha ricevuto alcuna cura medica, sulla base del precetto biblico secondo il quale Dio cura ogni male”, hanno fatto sapere le due donne. Quando è mancata, pesava 31 chilogrammi. In una lettera la magre ha spiegato: “Abbiamo avuto fede e abbiamo pregato perché guarisse. Già precedentemente il Signore la aveva risparmiata dopo che le era stata diagnosticata la schizofrenia e una trombosi”. Il padre, separato dalla madre della ragazza, aveva tentato di evitare il peggio chiedendo l’intervento della magistratura per verificare se la giovane fosse stata di fatto abbandonata dalla sua ex moglie e madre della ragazza. Tutto è stato inutile. La giustizia “ha fatto tutto quel che c’era da fare” per convincere la ragazza, ha spiegato il responsabile della procura di Rosario del Tala, Elbio Rojin, sottolineando che in effetti le sue convinzioni religiose “hanno pesato molto” nel fatto di respingere le cure.
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