Problemi di artrosi? Scoperta la cura, la malattia sarà debellata

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Buone notizie per tutti coloro (e sono tanti) che soffrono di artrosi. Un gruppo di ricercatori coreani del Gwangju Institute of Science and Technology ha scoperto che la causa dell’artrosi è lo zinco, introdotto nel nostro fisico attarverso l’alimentazione, che si accumula nelle cartillagini. Quando questo minerale si troca nella cartillagine procura dolore e nei casi più gravu compromette la funzionalità delle ossa. In realtà il processo scoperto dal team coreano è più complesso in quanto l’equipé coordinata da Jang-Soo Chun, ha scoperto che la cartilagine viene attaccata da enzimi prodotti dalla stessa cartilagine in un processo distruttivo che culmina con l’interazione con lo zinco. Grazie a questa scoperta ci si augura a breve che arrivi la cura che possa debellare questa malattia.

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Dal cancro si può guarire: la storia del piccolo Noah

noah-cancro-tuttacronacaIl Batson Children Hospital, una struttura ospedaliera situata in Mississipi che ogni anno accoglie e cura milioni di bambini affetti da malattie gravi come la leucemia e il cancro, aveva divulgato quest’immagine qualche mese fa ma ora, mentre si avvicina Natale, è diventata virale. Nella foto appare il piccolo Noah, che a soli quattro anni ha scoperto di soffrire di leucemia, malattia che ha combattuto fino ai sette anni, senza mai cedere nonostante le pesanti cure che gli hanno fatto perdere i capelli. Il suo sorriso, è rimasto invariato, in quei tre anni, come la foto dimostra: sulla sinistra appare a 4 anni, sulla destra all’età di 7. “Il team che l’ha curato non ha mai mollato e nemmeno Noah”, si legge sul sito dell’ospedale americano che gli ha salvato la vita.

Commemorazione Mandela: l’interprete non era falso? “In cura per schizofrenia”

interprete-sordomuti-commemorazione-mandela-tuttacronacaIeri il mondo si è scandalizzato per la beffa dell’interprete per sordomuti che ha tradotto nel linguaggio dei segni i discorsi dei grandi della Terra in occasione della commemorazione di Nelson Mandela. La parola più utilizzata è stata “fake”, ma ora l’uomo accusato di aver utilizzato un linguaggio dei segni fasullo ha raccontato alla stampa di aver sofferto di un attacco di schizofrenia durante la cerimonia. “Ho fatto da interprete a molte conferenze. Mai hanno detto che ho sbagliato”, ha dichiarato il 34enne Thamsanqa Jantjie al quotidiano The Star. L’uomo ha quindi affermato di essere qualificato professionalmente come interprete ma ha anche spiegato che attualmente è in cura “per schizofrenia”. Ha quindi spiegato di aver sofferto di un attacco di schizofrenia durante la cerimonia: “non c’era nulla che potessi fare, ero da solo in una situazione pericolosa. Ho cercato di controllarmi e non far vedere al mondo cosa stava succedendo”. Le polemiche e l’indignazione in questi giorni sono rimbalzate ovunque. La comunità dei sordi sudafricani ha ritenuto la traduzione una incomprensibile parodia del linguaggio dei segni mentre il governo sudafricano, imbarazzato, è stato inoltre stigmatizzato dalla Casa Bianca, dato che Jantjie aveva “tradotto” anche il discorso di Obama. Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca, ha detto: “È una vergogna che una cerimonia dedicata ad onorare la vita e a celebrare l’eredità di uno dei grandi leader del ventesimo secolo sia stata distratta da questa e altre vicende”t. Il governo sudafricano ha aperto una inchiesta interna sulla scelta di Jantjie, ingaggiato attraverso una società d’interpreti.

Il cancro ora si combatte con la Superformula

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Nel mondo, ci sono degli ospedali che ospitano i piccoli pazienti in camere colorate, in altri si tengono dei corsi di teatro, in altri ancora dei clown cercano di riportare il buonumore. Nei reparti del centro oncologico di San Paolo, A.C. Camargo Cancer Center, hanno deciso di utilizzare una Superformula per curare i bimbi affetti dal cancro.

I veri supereroi, quelli con la S maiuscola, sono infatti i picoli pazienti, che ogni giorno lottano contro questa terribile malattia. Per loro serve dunque qualcosa di assolutamente “super”. Ecco allora che le loro flebo sono contenute in recipienti di plastica, colorati e con gli stemmi degli eroi dei fumetti più amati. Superman, Batman o Lanterna Verde diventano così in specchi dentro i quali guardarsi, che li comprendono e condividono le loro paure. Ma che condividono anche con i piccoli il loro coraggio di continuare a combattere.

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Quelli che… non vogliono le staminali! Quanti interessi ci sono dietro?

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In Italia il dibattito si è aperto quando il 10 aprile scorso la legge per l’uso terapeutico delle cellule staminali ai trapianti d’organo,  è stata approvata in Senato e ha riscosso notevole scalpore. Ora dovrà passare al vaglio della Camera e si cerca perciò di fare pressione affinché la legge venga bocciata. Ma di cosa si tratta nel concreto e cosa si vuole veramente impedire? Quali  interessi ci sono dietro?

In molti paesi del mondo l’uso terapeutico di cellule staminali di derivazione embrionale o da tessuti differenziati, è considerato dal punto di vista legale analogo all’uso di farmaci. Questo comporta che l’eventuale approvazione delle cellule staminali come strumenti terapeutici, è sottoposta a valutazioni molto severe e restrittive. Questo è necessario per la natura stessa delle cellule. Il pregio delle cellule staminali, infatti, è la loro capacità di differenziarsi in molti o tutti i tipi di cellule mature e quindi di poter rimpiazzare tessuti o addirittura organi non più funzionanti. Il problema principale connesso con il loro uso clinico è che non è facile controllare che di questa grande gamma di possibilità sia espressa esattamente quella richiesta dalla patologia del paziente: la cellula staminale, che può fare tutto, può fare una sola cosa utile al paziente, quella che gli serve, e molte altre inutili o addirittura dannose, non escluso sviluppare un tumore. Ma essendo la legge restrittiva già ai soli trapianti d’organo è chiaro che non servono altre restrizioni che a questo punto potrebbero solo impedirne l’uso laddove la legge lo consente.

Per essere più chiari un cuore trapiantato, se è sano e non viene rigettato, funziona esattamente come un cuore normale e non può causare danni “imprevisti”, di certo non diventa un tumore.

Ma quindi perché si vuole impedire l’uso delle staminali che invece potrebbero salvare molte vite umane?

Perchè il giro di affari delle staminali può diventare un vero e proprio business. Ci sono ditte  o istituzioni che preparano cellule staminali per uso terapeutico come la Stamina, che potrebbe avere diversi interessi a tale proposito. Basti pensare che nel 2009 la Stamina Foundation finì sotto inchiesta per aver manipolato cellule staminali nei sottoscala in ambienti non igienici che potevano mettere a rischio la salute dei pazienti a cui tali cellule erano destinate.

Ci sono poi i medici in cerca di notorietà o animati da tante buone intenzioni che vogliono a tutti i costi fare anche la sperimentazione e quindi sono i primi a dividersi tra i contrari e favorevoli solo per mero protagonismo.

C’è poi il Vaticano che invece vuole puntare a ogni costo sulle cellule  staminali di derivazione non embrionale, che però non hanno gli effetti che possono avere le altre.

Il discorso sulle staminali è sicuramente complesso, anche perché la ricerca scientifica è molto indietro, ma pare ceh ci siano troppi “cani intorno all’osso” a voler dare spiegazioni pseudo-scientifiche che nascondono solomeri interessi economici.

La nostra salute e la nostra vita possono diventare una banconota di scambio?

E’ di poche ore fa la lettera di 13 “autorevolissimi” scienziati mondiali che mettono sotto accusa il decreto sulle staminali definendolo “un attacco alle regole” base della ricerca medica, un precedente ” unico nel mondo occidentale” che rischia di varcare “il confine tra desiderio di offrire nuove cure e inganno verso chi soffre”.

E se sicuramente c’è bisogno di una attenta valutazione caso per caso e di regole specifiche che garantiscono la “filiera” con cui vengono generate poi le cellule introdotte nei pazienti, è anche vero che irrigidire tutto il sistema non garantisce un maggior controllo, ma ne blocca l’utilizzo.

D’altra parte l’organo da cui arriva la protesta, che fra l’altro chiede all’Ue di fermare il decreto italiano, viene da una  associazione che conta oltre 1500 scienziati in tutto il Mondo, ma solo 13 hanno sottoscritto questo appello. Come mai se era così dannoso, tanto da minare la vita di alcuni pazienti, gli altri si sono astenuti?

Tra questi c’è il professore di Patologia alla Sapienza di Roma, Paolo Bianco, “Le cellule staminali possono offrire opportunità senza precedenti per sviluppare nuove cure verso molte malattie ad oggi inguaribili. Ma ci vorrà tempo. Ad ogni modo, solo una scienza rigorosa e dei severi controlli possono assicurare che ciò che scopre la scienza diventi una terapia sicura ed efficace”. Approvare il decreto per utilizzare i protocolli della Stamina Foundation, che come ricordano gli stessi esperti “non hanno dimostrato la loro efficacia”, potrebbe portare “ad un pericoloso precedente per i pazienti  che cercherebbero di essere trattati con altre terapie a base di staminali in Europa o in altri Paesi”.

Ancora più dura la posizione di Elena Cattaneo, direttrice del centro di ricerca sulle cellule staminali dell’Università degli Studi di Milano, secondo la quale “i trattamenti basati su metodi irrazionali e non verificati, che non siano stati validati o documentati scientificamente, non dovrebbero raggiungere i pazienti. Prevenire che accada è una specifica responsabilità delle autorità competenti in materia di salute e di ogni governo, che devono anche assicurarsi di non illudere i pazienti. I malati possono essere danneggiati o addirittura uccisi da cure che non si siano dimostrate totalmente sicure ed efficaci con trial clinici rigorosi. L’uso di medicine che non abbiano seguito gli standard più alti possibili – conclude – è un comportamento irresponsabile”.

Il caso rimane aperto, anche se la stampa sembra aver preferito dargli un basso profilo. Quanto le staminali possono a oggi essere utilizzate? In che modo e in che misura? Dove in realtà si tratta solo di mero business e di truffa per i pazienti? C’è anche da dire che le staminali solitamente vengono utilizzati su quei pazienti che soffrono di patologie irreversibili come la Sla e che si affiderebbero a qualsiasi speranza che possa cambiare la loro condizione… fin dove si cura e dove invece si lucra?

Femminicidio in casa di cura!

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La pensionata di 80 anni uccisa a botte nella casa di riposo di Savona sarebbe stata aggredita da Marco Silombria, 77 anni, artista molto noto negli anni ’70, seguace del filone pop-dada e allievo di Scanavino. Savonese d’origine, Silombria è piemontese d’adozione: approda a Torino negli anni ’60 e nel 1968 e’ tra i fondatori di una nota agenzia pubblicitaria. In questi anni l’artista è stato al centro di un’altra vicenda giudiziaria che ha visto la procura indagare due persone per circonvenzione d’incapace. I due avrebbero costretto l’artista a vendere immobili e opere d’arte. A difendere Silombria è l’avvocato Alessio Di Blasio. “Il mio assistito è una persona con gravi problemi di salute – ha detto -. Da quando è ricoverato in quella struttura più volte i responsabili hanno chiamato le nipoti per i suoi comportamenti poco educati con gli altri pazienti”.

Un bebè di scimmietta!

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Ha bisogno di cure esattamente come un bambino appena nato. Mangia cinque volte al giorno e prende il latte dal biberon, o meglio da una siringa, perché i normali biberon per lei sono troppo grandi. È una scimmietta di neanche 100 grammi, nata il 4 di febbraio, presa in cura da una dipendente del centro di fauna selvatica locale, dopo essere stata ritrovata abbandonata sul ciglio di una strada di Bogotà. Marta Silva, questo il nome della donna che si prende cura del cucciolo, la porta con sé tutto il giorno, tenendola al caldo dentro un panno di lana che infila dentro il giubbotto. Le dà da mangiare del latte ad alta digeribilità arricchito con vitamine. In futuro l’esemplare sarà reintrodotto poco a poco in natura, insieme ai suoi simili, ma per ora ha bisogno di assistenza 24 ore su 24. Marta Silva spiega che è come prendersi cura di un figlio e, avendone già avuti due, è come diventare mamma per la terza volta.

SE QUESTA E’ UNA SCUOLA… Il centro che cura l’omosessualità…

Il video shock delle Iene girato all’interno di un centro istituito da cattolici che pretendono di curare ragazzi e ragazze omosessuali. Un percorso terapeutico guidato da “insegnanti”  redenti dall’omosessualità. Sapete cosa viene consigliato a questi ragazzi? Cambiare amici, non uscire, resistere alle tentazioni e rompere tutte le amicizie con le donne che, viene detto, devono solo essere considerate come oggetto di desiderio.

UN BUSINESS SCANDALOSO SULLA PELLE DEI GIOVANI, UNA VISIONE AVVILENTE  DELL’OMOSESSUALITA’ VISTA COME MALATTIA E UNA STRUMENTALIZZAZIONE DELLA CRISTIANITA’ COME CURA PER REDIMERE I PECCATORI!

BENVENUTI IN ITALIA! WELCOME TO ITALY!

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